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Caiazzo. Rifiuti: da novembre servizio domiciliare 'eco mobile' per anziani e disabili

Altro appuntamento, sabato 29 settembre Puliamo il Mondo in piazza Portavetere Anziani e disabili non lasciati soli. L'amministrazione comunale di ...

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Da Caiazzo a Mercato San Severino (SA) sempre sugli scudi il coro gregoriano 'Laudate Dominum'

Tutto pronto per la trasferta in terra salernitana del coro gregoriano Laudate Dominum di Caiazzo. I cantori caiatini, diretti ...

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'Notizie storiche, artistiche e bibliografiche di Caiazzo': sabato pomeriggio la presentazione

Un interessante iniziativa socio-culturale è programmata presso la sala conferenza del palazzo Mazziotti per sabato 22 settembre quando, alle ore ...

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Caiazzo. Questione Deco': nuova vittoria per Golden Market: si va direttamente a sentenza

Accolta la richiesta cautelare ex art. 55 C.P.A. avanzata dalla srl. New Golden Market (Eurospar).In accoglimento della richiesta ...

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Caiazzo. Disinfestazione 'adulticida' mercoledì sera: finestre chiuse e massima cautela, ma chi lo sapeva?

Ha destato notevoli perplessità l'avviso, a quanto pare noto solo a pochi "fortunati", con il quale, in data ...

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Caiazzo ricorda Teresa Musco, martedì 19 settembre, nel trigesimo del quarantunesimo anniversario del trapasso

Si rinnova la tradizione per la comunità ecclesiastica caiatina che, grazie all'iniziativa del parroco don Giovanni Fusco,  alle ore ...

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Caiazzo. Deco': martedì nuovo 'step' giudiziario per scongiurare nuovamente la chiusura dell'iperstore: cambia tutto per nion cambiare niente?

Si erano ben guardate dallo scrutare oltre il naso, evidentemente, le tante persone che avevano esultato,il mese scorso, ...

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Caiazzo. Comune: dopo le 'gratifiche' per i 'vicini', il sindaco 'penalizza' i 'non allineati'?

Giaquinto: inizia la fase 2: epurazione dei dissidenti?!  É iniziata la seconda fase del programma dell’amministrazione Giaquinto, che prevede ...

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Caiazzo. Sabato 15 convegno sulla ludopatia promosso dagli Attivisti 5 Stelle

Una nuova iniziativa di interesse popolare è stata promossa dagli Attivisti 5 Stelle Per la serata di sabato 15 ...

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Caiazzo. 5 Stelle. Meetup pubblico venerdì sera in piazza per promuovere la democrazia partecipativa

Una pubblica riunione di attivisti e simpatizzanti del locale Meetup "Amici di Beppe Grillo" è programmata in piazza ...

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Saperi & Sapori delle Scienze Agrarie per la Notte europea dei Ricercatori

di Ciro Santisola

PORTICI (NA) Alla monumentale ex Reggia borbonica, sede storica del Dipartimento di Agraria, al civico n. 100 di via dell’Università, dalle ore 17.30 alle ore 22.30 di venerdì 28 settembre, sarà celebrata Saperi & Sapori delle Scienze Agrarie.

Una kermesse, organizzata dall’Università degli Studi di Napoli – Federico II nell’ambito della più ampia iniziativa La Notte europea dei Ricercatori, promossa e incentivata dalla Commissione Europea  per diffondere e pubblicizzare la ricerca scientifica e l’impegno profuso dalla stessa in questa direzione.

Varata nell’anno 2005, coinvolgendo ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca di circa 30 paesi e di oltre 300 città europee, l’iniziativa si prefigge la finalità «… di creare occasioni d’incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante».

Le sale affrescate dell’appartamento reale, la ricca Biblioteca storica e la splendida Sala Cinese, aperte al pubblico, ospiteranno incontri, esperimenti, proiezioni. I ricercatori del Dipartimento di Agraria, mostreranno ai cittadini le proprie attività di ricerca, coinvolgendo grandi e piccoli visitatori anche con esperienze interattive e sensoriali oltre che con brevi esposizioni.

Nel corso della manifestazione, qualificati tecnici di laboratorio esporranno «… il senso e le prospettive delle ricerche in atto che riguardano i temi della produzione agraria sino alla trasformazione dei prodotti vegetali ed animali passando per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità».

In questa occasione, sarà possibile visitare anche il Museo Herculanense: il visitatore potrà compiere un ideale viaggio nel tempo per rivivere la storia e la vita della città romana antecedente alla sua distruzione causata dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

A conclusione della giornata di visite tra gli antichi strumenti scientifici e gli attuali prodotti della ricerca avanzata nel campo dell’agroalimentare, alle ore 21, l’intervento musicale del Coro AMA (Associazione Musicisti Agraria), diretto dal professor Riccardo Motti, e della band Terraterra, condotto dal professor Raffaele Sacchi, allieterà gli appassionati del bel canto e della musica popolare.

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75esimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli

Cade quest’anno il 75esimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli (28 settembre-1 ottobre 1943) nelle quali la città insorse contro gli occupanti tedeschi ed i loro alleati fascisti e si liberò  con le sue forze, anticipando l’arrivo delle truppe alleate e dando all’Italia e a tutta l’Europa un segnale importante per la lotta di Resistenza contro il nazismo e il fascismo.

Pagine di storia fino a poco tempo fa quasi sottaciute, liquidate quasi come ‘na guainella d’e scugnizze, ovvero una sassaiola messa in atto da ragazzi. Invece no, fu il coraggio leonino dei napoletani che venne fuori e cambiò gli eventi. Furono gli eroi spesso rimasti sconosciuti che si ribellarono alla ferocia degli occupanti e li cacciarono.

Dalla prefazione del romanzo del giornalista Pietro Gargano Lenuccia di Vico Neve a Materdei. Protagonista delle quattro giornate che salvarono Napoli e gli ebrei infatti si legge«Bastarono quattro giornate di furia e quattro righe di un dispaccio – emerse dagli archivi dalla Cia – a impedire che cominciasse da Napoli la deportazione degli ebrei verso le camere a gas. L’operazione infame venne impedita perché “il clima della città era ostile”, ovvero il popolo combatteva vico vico, e perché “i Carabinieri erano inaffidabili”, cioè molti di loro sparavano accanto agli insorti come tanti militari sbandati dopo l’armistizio. E così Napoli, prescelta come remissiva tappa d’avvio della “soluzione finale” del problema ebraico, fu l’unica grande città d’Europa a salvare donne e uomini, vecchi e bambini nati sotto la stella di Davide. Avvenne in conseguenza di un’insurrezione cui oggi si destinano poche righe in fondo ai libri. Questo romanzo dà conto di quanto avvenne alla fine di settembre del 1943, restituendo le esatte dimensioni di un’epopea. Lo fa attraverso la storia di Lenuccia, l’unica napoletana decorata al valor militare, raccontando le sue battaglie nello scenario corale della rivolta, la sua attività nei servizi segreti inglesi, la sua amarezza nel trovarsi come avversari politici quelli che erano stati compagni di barricata, la ribellione alla perdita collettiva della memoria. La vicenda umana di Lenuccia diventa così parabola della decadenza della città e di una straordinaria occasione perduta».

Insieme all’anniversario delle Quattro Giornate di Napoli, ce n’è, un secondo, tragico: l’80esimo della promulgazione delle leggi razziali. Fu nel 1938 che, su proposta del capo del fascismo, il re Vittorio Emanuele III firmò l’insieme di leggi che continuano a rappresentare per l’Italia una vergogna incancellabile.

Per questo motivo il Comune di Napoli associa al ricordo glorioso e tragico delle Quattro Giornate l’impegno intransigente contro ogni tipo di razzismo, manifestazione di ignoranza e di inciviltà, vergogna per l’umanità.

Alle celebrazioni solenni, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo aggiunge un programma di iniziative culturali ideate con l’ANPI e con l’Istituto Italiano per la Storia della Storia della Resistenza, che vedranno la partecipazione di associazioni, enti, personalità del mondo della cultura che hanno voluto generosamente dare il loro contributo.

Si segnala, in particolare, l’adesione della Banda dell’Arma dei Carabinieri, che parteciperà alle celebrazioni con un concerto al Teatro di San Carlo, nella serata di giovedì 27 settembre.

Programma:

  • 27/09Concerto della Banda dell’Arma dei Carabinieri, ore 20.30, Teatro di San Carlo
  • 28/09Cerimonia deposizione corone d’alloro: h 10 Mausoleo di Posillipo, h 10.20 Piazza Bovio – lapide ingresso Camera di Commercio, 10.45 Piazza Carità – stele Salvo d’Acquisto

-Visita guidata ai luoghi della Memoria nel Quartiere di Capodimonte, a cura dell’Associazione “Amici del Real Bosco di Capodimonte”; ore 10, Bosco di Capodimonte, Porta Piccola                                                                               ——-Mostra documentaria e fotografica. cimeli bellici e giocattoli d’epoca: “Ercole alla guerra”; ore (pom.) inaugurazione, -Museo Archeologico Nazionale di Napoli                                                                                                                         -Presentazione del libro di S. Pocock, Napoli 1943; ore 17, Palazzo Zevallos, via Toledo

  • 30/09– Conferenza sugli eventi storici avvenuti a Capodimonte nel settembre 1943 e Presentazione del libro Prima dell’oblio. Le quattro giornate a Capodimonte e l’aviere ritrovato, a cura dell’Aereonautica Militare e dell’Associazione Amici del Real Bosco di Capodimonte (per invito) alle 9.30, all’Auditorium del Museo di Capodimonte

-Rievocazione storica in costume dei fatti accaduti nel Bosco, a cura dell’Associazione Amici del Real Bosco di Capodimonte Historica XX Secolo; ore 11.30, presso il Fabbricato Scuderie del Bosco                                                   -Cerimonia di commemorazione dei Caduti, con apposizione corone; ore 13.30, al Fabbricato Cattaneo.                      -Nel corso della giornata (ore 9-17) Mostra Automezzi storici e figuranti militari al Piazzale della Porta di Mezzo

  • 01/10Corteo storico scolastico a cura della Terza Municipalità, Associazione L’obiettivo Capodiomonte (S. Cucciolito, F. Ruotolo); ore 9.30, alBosco di Capodimonte

-Presentazione del volume Una storia sbagliata di N. Pirozzi, M. Amato, O. Di Grazia; ore 17, Palazzo delle Arti in Napoli, PAN, via dei Mille                                                                                                                                                   –Le Quattro Giornate di Napoli, memoria tra storia e presente. ANPI – CGIL, iniziativa comune; ore 16, nella sede della CGIL di Napoli, via Toledo n. 353                                                                                                                                        -Visione del film-documentario Naples ’44 di F. Patierno, a cura dell’Associazione Rosso Democratico e della Biblioteca Popolare Il Borgo; ore 18, nella sede della Biblioteca, via Bosco di Capodimonte 9/f

  • 02/10Corteo dal Liceo Sannazaro che ricorda i Martiri delle Quattro Giornate a cura di A.N.P.I. e V Municipalità, ore 9.30

-L’Istituto Campano per la Storia della Resistenza (081.621225, ore 9-13) organizza d’intesa con l’Assessorato alla Scuola, le istituzioni scolastiche e le Municipalita’ del territorio (Vomero e Centro Storico), percorsi guidati e iniziative di censimento, recupero e valorizzazione delle lapidi che ricordano le Quattro Giornate.

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Figli di Portici famosi: il fitopatologo Carmine Noviello

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Carmine Noviello è nato a Castel Volturno, in provincia di Caserta, il 20 giugno 1928.

Dopo gli studi superiori, nel 1953, si è laureato con lode in Scienze Agrarie presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli – Portici.

Si è avviato alla carriera universitaria, lavorando come assistente presso la Cattedra di Patologia vegetale della stes­sa facoltà.

Nel 1964, per perfezionare la sua preparazione, si è recato negli Stati Uniti d’America, dove ha studiato presso le prestigiose: Cornell University, University of California, University of Saskatchewan.

L’1 novembre 1968, a seguito di concorso è stato nominato pro­fessore di ruolo di Fisiopatologia vegetale presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli – Portici.

Il 29 marzo 1974, è stato nominato componente del consiglio scientifico delle Unità di Ricerca in Agricoltura Virus e virosi delle piante, organo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, afferente al Comitato nazionale per le  scienze  agrarie, che ha per scopi. Promuovere, svolgere e coordinare, in armonia con i piani generali e le direttive del C.N.R., ricerche nel campo della patologia delle piante ortensi».

Ordinario di Patologia Vegetale e direttore dell’omonimo istituto, nel novembre del 1975, è stato eletto preside della Facoltà di Agraria di Portici.

Nel corso della sua attività scientifica, i suoi studi «… sulla spe­cializzazione del parassitismo tra i funghi fitopatogeni del genere Fusarium hanno contribuito allo sviluppo e alla messa a punto di metodi diagnostici innovativi basati sulla tecnologia degli anticorpi monoclonali di funghi fitopatogeni, utilizzati poi dal suo gruppo di Portici».

Con le sue ricerche ha contribuito incisivamente all’incremento della Micoteca dell’allora Istituto di Patologia vegetale.

La micoteca di colture viventi, comprendente 1751 generi e specie di funghi fitopatogeni, isolati in coltura pura, provenienti da svariate aree del mondo ancor’oggi, rappresenta una collezione unica per l’ateneo napoletano Federico II e un importante punto di riferimento scientifi­co per decine di studiosi di tutto il mondo.

Nella domenica 25 maggio 1980,  presso la Facoltà di Agraria, si è tenuto il convegno la Vecchia Portici, organizzato dall’Associazione Provinciale dei Dottori Agrari e Forestali. In detta occasione, quale preside della Facoltà, ha aperto i lavori della riunione con la lettura della relazione La Facoltà di Agraria oggi. Il testo, stampato presso le Arti Grafiche Della Torre in Portici, è stato distribuito a tutti i partecipanti.

Al suo impegno e alla sua ferma determinazione è dovuta «… la costituzione di due importanti musei di Facoltà ubicati nel piano terra, ai lati dell’ingresso principale del’Orto Botanico, il museo delle macchine agricole, intitolato al compianto Prof. Carlo Santini, ed il museo di mineralogia intitolato all’indimenticabile Antonio Parascandola».

Per i suoi meriti scientifici, è stato nominato accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili.

Consapevole del suolo ruolo, non ha «… mai trascurato di porre grande attenzione ai problemi dell’agricoltura cam­pana sottoposta, a partire dagli anni Settanta, a una rapida e profonda trasformazione. L’approccio classico alle fitopatie ha riguardato soprat­tutto gli aspetti eziologici ed epidemiologici di molte malattie emergenti nelle nuove colture».

Guidato dalla conoscenza delle ne­cessità di un’agricoltura in rapida evoluzione, nel 1981, ha promosso la realizzazione del Consorzio per la Ricerca Applicata in Agricoltura (CRAA).

Nella duplice veste di preside della Facoltà di Agraria e di presidente del Consorzio, «… ha armonizzato le competenze scientifiche presenti nella Facol­tà di Agraria e le ha orientate allo studio delle problematiche indicate dall’Assessorato all’Agricoltura della regione Campania, consentendo una serie di acquisizioni e dando un importante contributo all’ammo­dernamento e allo sviluppo del settore.

Nel 1981, su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri, gli è stata conferita l’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana.

Nel 2002, ha curato la stesura della voce Agricoltura per il terzo volume dell’opera Napoli e la Campania nel Novecento. Diario di un secolo, «… diretta da Alda Croce, Fulvio Tessitore, Domenico Conte, sotto gli auspici della Regione Campania e dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione, Edizioni del Milenio».

Dopo una lunga malattia, il fitopatologo Carmine Noviello muore a Orvieto, in provincia di Terni, il 14 luglio 2007.

Nastrino dell’onorificenza accordatagli:

 Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana

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Caiazzo. Rifiuti: da novembre servizio domiciliare ‘eco mobile’ per anziani e disabili

Altro appuntamento, sabato 29 settembre Puliamo il Mondo in piazza Portavetere

Alife. Biodigestore: torna l’allarme, ma la popolazione non dorme

Torna di drammatica attualità la paventata realizzazione, in territorio alifano,

L’Orientale, ecco i ghostbusters partenopei

NAPOLI – Progettata da un gruppo di partecipanti ai corsi Apple per l’Università L’Orientale, è nata  la prima app che racconta storie di fantasmi, munacielli, belle ‘mbriane e janare. L’App è il frutto di quattro settimane di formazione all’Ateneo napoletano impegnato, insieme con la Apple, a sviluppare competenze digitali nella formazione umanistica dei propri studenti.

Gli “acchiappafantasmi” nostrani, sono Agostino De Angelis, Alessandra Mastrapasqua, Daniela Sivera, Elena Sofia Cappiello, Urbano Catalano.

Il logo di Deathaly

A Napoli però i fantasmi non si “acchiappano”: ci si convive. Ognuno, non trovando un oggetto in casa, avrà detto almeno una volta: Sarrà stato ‘o Munaciello!… O vedendo un piccolo geco su una parete avrè esclamato: Ll’uria d’a casa!…Ogni vicolo,  ogni strada di Napoli ha la sua leggenda e le sue apparizioni. Adesso ha anche un ’app che si chiama, guarda caso, Deathaly: localizza per gli appassionati di horror dieci zone della città.

Scherzi a parte, l’obiettivo degli ingegnosi studenti napoletani non è comunque mai stato quello di mettere paura o “acchiappare” fantasmi , ma piuttosto di rinverdirne la leggenda: un click sulla mappa virtuale del centro storico e si potranno leggere racconti da brividi di vicende che sopravvivono in quel preciso luogo. In questo modo si potranno approfondire aspetti antropologici e culturali della zona che si sta visitando.

Per esempio, in via Tribunali si racconta del fantasma di Bianca, una damigella della crudele Lorenza Spinelli. Per gelosia Donna Lorenza avrebbe fatto murare viva la giovane sventurata in una tompagnatura di Palazzo Spinelli di Laurino. Bianca, prima che fosse posto l’ultimo mattone, lanciò una maledizione sulla famiglia e ancora oggi …

Altri luoghi sono il Vesuvio, il Cimitero delle Fontanelle, Palazzo Sansevero, il Palazzo dell’impiccato al corso Garibaldi, Palazzo Penne e il suo diavolo, Castel Capuano.
Attualmente i cinque magnifici studenti di L’Orientale stanno sviluppando nuovi percorsi per altre città della Campania, a partire da Caserta.

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Emozioni e Palcoscenico, fotografie di Gianni Biccari

NAPOLI – Nella Sala Foyer del PAN in via de’ Mille giovedì 4 ottobre alle 17in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli guidato da Nino Daniele, si terrà il vernissage della mostra fotografica Emozioni e Palcoscenico. Fotografie di Scena 1988-2018, di Gianni Biccari a cura di Luca Sorbo, docente di Storia della Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Le fotografia di Biccari saranno in esposizione fino al 14 ottobre.

Le immagini in mostra ritraggono i grandi protagonisti che hanno calcato le scene partenopee tra il 1988 ed il 2018. Tra gli altri, Massimo Ranieri, Mariano Rigillo, Luisa Conte, Luca De Filippo, Lina Sastri, Isa Danieli, Enzo Moscato, Nando Paone, Peppe Barra, Concetta Barra e Vincenzo Salemme.  Il vero soggetto delle foto di Biccari è però la magia del teatro, in tutti gli scatti esposti.

Gianni Biccari nasce a Napoli nel 1962. Specializzato in ripresa teatrale, ha collaborato con le maggiori compagnie cittadine e il suo obiettivo ha immortalato molti degli artisti che hanno calcato le scene partenopee negli ultimi decenni. La sua ricerca si estende anche al ritratto, alla documentazione architettonico-urbanistica e alla illustrazione editoriale. Numerose sono le collaborazioni editoriali anche all’estero. Le sue immagini sono presenti in diverse collezioni italiane ed internazional, tanto da essere considerato uno dei fotografi del settore più apprezzati a livello nazionale.

Così scrive il curatore della mostra Luca Sorbo: «Le foto sono soprattutto un lungo monologo interiore sul teatro, un interrogarsi sulla forza del corpo in scena, del gesto, di come le luci disegnano uno spettacolo. In definitiva questa mostra è un palcoscenico in cui finalmente Gianni reciterà in prima persona e si darà in pasto al pubblico, così come hanno fatto i tantissimi attori che ha immortalato nei suoi trent’anni di carriera».

Il catalogo della mostra, che sarà presentato nel corso della serata – ripercorre i trent’anni (1988-2018) di vita professionale dell’autore con un testo critico di Giulio Baffi, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e Presidente dei critici teatrali italiani.

«I fotografi sono capaci di guardare oltre – scrive Giulio Baffi – E se sono generosi a volte ci mostrano i loro sguardi segreti costringendoci al gioco dello stupore e del confronto. Lo fa Gianni Biccari con la sua mostra di scatti rubati al teatro in trent’anni di lavoro. Rubati certo, perché nessun attore può sapere davvero quando e cosa un fotografo a cui è consentito entrare in sala con il suo strumento di lavoro, fermerà per dare testimonianza di un incontro come quello che sta vivendo. Momenti mai ripetibili che creano percorsi personalissimi che, a volte, possiamo scoprire e condividere. Se il fotografo è generoso. E Gianni Biccari lo è».

La selezione delle immagini da esporre ha obbligato Gianni Biccari a riguardare e riordinare tutto il suo archivio e rappresenta anche un modo per preservare la memoria di tanti spettacoli. I suoi scatti, che secondo Luca Sorbo, «…sono un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza per nuove ricerche visive e nuovi percorsi creativi».

L’allestimento della mostra è curato in modo da far dialogare tra loro le foto come se stessero recitando su di un palcoscenico. Gli scatti sono stati suddivisi e posizionati secondo cinque grandi categorie: Gesti, le mani, Sguardi, gli occhi, Sensualità, Protagonisti della tradizione, Uomini (contro) donne.

Sabato 13 ottobre alle 17, nella Sala Pan | Palazzo delle Arti di Napoli è previsto un incontro con il fotografo Gianni Biccari.

Dopo la tappa napoletana, la mostra parteciperà  nell’aprile 2019 ad Orvieto Fotografia.

Per maggiori informazioni: www.giannibiccari.it

Facebook: https://www.facebook.com/events/2060139864030812/

https://www.facebook.com/gianni.biccari/videos/10204925065683011/

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Il Cinema racconta Napoli

Dopo il successo delle proiezioni all’aperto dello scorso luglio, la rassegna Napoli nel Cinema trova posto nell’Auditorium del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Dal prossimo giovedì 27 settembre fino al 28 marzo 2019 le proiezioni a partiranno alle 20, con la città di Napoli sempre protagonista di pellicole che hanno fatto la storia, sempre l’ultimo giovedì del mese.

La rassegna, realizzata grazie al contributo della Regione Campania, è curata da Maria Tamajo Contarini e organizzata da Marialuisa Firpo per conto della società Stella Film srl. Si ringraziano gli Amici di Capodimonte onlus.

Ecco in dettaglio gli appuntamenti:

  • Giovedì 27 settembre Assunta Spina con Francesca Bertini (non accreditata) e Gustavo Serena con Francesca Bertini Italia, 1915 / durata 67 minuti / muto

Il film riflette l’anima profonda del romanzo di Salvatore Di Giacomo, ne scruta ogni suo aspetto, restituendone con realismo tutte le diverse nature. Gli angoli pittoreschi, i quartieri caotici, i mercati rionali, i sobborghi popolari. Quiete, caos, rumore e degrado accanto all’esuberanza, la passionalità, ma anche lo spirito vendicativo e le reazioni smodate che degenerano in violenza. La storia della stiratrice di Salvatore Di Giacomo mette in scena l’atavico conflitto delle passioni umane, perennemente in bilico tra amore e morte.

Napoli sirena della canzone di Elvira Notari con Salvatore Papaccio, Gennaro Mongelluzzo, Eduardo Notari (Gennariello) e altri cantanti napoletani Italia, 1929 / durata 16’ / muto

Questo film è un montaggio di frammenti da film non identificati di Elvira Notari (1875- 1946). La Notari, una delle prime registe della storia del cinema, fonda assieme al marito la Dora Film, impresa familiare specializzata nella produzione locale napoletana, molto significativa durante tutto il periodo del muto. La coppia di produttori, attori, registi e sceneggiatori inizialmente si dedicò a brevi pellicole da proiettare al termine di veri e propri film. Negli anni Dieci si dedicarono a film con riprese “dal vero”. Negli anni Venti la loro fama arriva oltreoceano, dedicandosi al pubblico degli emigrati del sud Italia nelle Americhe. Purtroppo gran parte della produzione è andata perduta

  • Giovedì 25 ottobre La tavola dei poveri di Alessandro Blasetti con Leda Gloria, Raffaele Viviani, Salvatore Costa, Mario Ferrari Italia, 1932 / durata 71 minuti / drammatico

Il film tratto dall’omonimo atto unico di Raffaele Viviani del 1931, racconta di un marchese decaduto e presidente di una società di beneficenza che viene involontariamente coinvolto in uno scandalo. Tutto si aggiusta, ma l’evento determina per il protagonista ugualmente una triste vecchiaia. Un film drammatico che vede lo stesso Viviani interprete, nella parte del Marchese Isidoro Fusaro. La sceneggiatura è firmata tra gli altri, oltre che da Raffaele Viviani, anche da Mario Soldati.

  • Giovedì 29 novembre Libera di Pappi Corsicato Con Iaia Forte, Vincenzo Peluso, Ninni Bruschetta, Manrico Gommarota, Pino Calabrese Italia 1993 / durata 85 minuti / commedia

Corsicato approda al cinema con una commedia sulla sua Napoli. Il film, diviso in tre episodi, racconta in chiave di melodramma rovesciato disagi, situazioni e controindicazioni della città Aurora, Carmela e Libera, le tre protagoniste dei tre episodi, danno il nome agli stessi. Il dramma di Aurora, lasciata dal marito, spesso in bancarotta, che fugge con l’amante. Incontra dopo molto tempo l’uomo che aveva amato da giovane. Carmela è un’infermiera con un figlio omosessuale. Il ragazzo scoprirà con un colpo di scena una notizia incredibile sulla madre. Infine Libera ha una rivendita di giornali e un marito pigrissimo. Quando scopre di essere tradita non si perde d’animo. Compra una videocamera, gira filmetti porno del marito con l’amante e li rivende. In breve, diventa ricchissima.

  • Giovedì 27 dicembre Fermo con le mani di Gero Zambuto Italia 1937 / durata 77 minuti / commedia con Totò, Franco Coop, Oreste Bilancia, Cesare Polacco, Erzsi Paal, Tina Pica, Miranda Bonansea, Erminio D’Oliva, Nicola Maldacea, Giuseppe Pierozzi, Guglielmo Sinaz, Alfredo Martinelli, Lena Bellocchio, Ivonne Sandner, Gero Zambuto

Film d’esordio di Totò, è uno dei primi tentativi del cinema italiano di film interamente comici, basati sull’estro umoristico di un attore-maschera. Scene comiche e anche irriverenti per l’epoca, gag, frasi o parole che diventeranno poi famosissime, come “quisquilie” o “pinzillacchere” compongono la commedia che lancia Totò finalmente approdato sul grande schermo. Il vagabondo Totò vive di espedienti e dorme in una casa diroccata che è costretto ad abbandonare perché in demolizione. Scoperto da un cameriere mentre ruba un pollo durante la fuga incontra prima il suo vecchio amico di sventura Vincenzino e poi una bambina che decide di adottare strappandola al suo sfruttatore. Tra tante vicissitudini, coup de théâtre e situazioni paradossali, la vita di Totò si snoda lungo tutto il film fino ad un classico lieto fine!

  • Giovedì 31 gennaio Bella e perduta di Pietro Marcello con Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Tommaso Cestrone, Elio Germano Italia, 2015 / durata 86 minuti / documentario

Pietro Marcello riesce a raccontare l’Italia attraverso un film struggente e poetico con elementi narrativi eterogenei che concorrono a portare lo spettatore in un vero e proprio viaggio nell’onirico. A partire da una vicenda reale, la storia si inerpica in percorsi fantastici. Il pastore Tommaso, detto l’Angelo del Carditello per aver salvaguardato a proprie spese la reggia borbonica, muore la notte di Natale. Dall’aldilà viene conferito a Pulcinella l’incarico di salvare dal macello Sarchiapone, il bufalo parlante che Tommaso aveva adottato. La storia di Sarchiapone diviene il punto di vista da cui osservare le storture e la mancanza di alternative dell’umanità. Marcello usa la tecnica di montaggio del found footage (merito di Sara Fgaier) che già stupì in La bocca del lupo.

  • Giovedì 28 febbraio Mani sulla città di Francesco Rosi con Rod Steiger, Guido Alberti, Marcello Cannavale, Alberto Canocchia, Salvo Randone Italia, 1963 / durata 110 minuti / drammatico

Rosi con questo film – Leone d’oro al Festival di Venezia nel 1963 – si consacra uno fra i maggiori talenti del cinema Italiano dell’epoca. Esponendo alla luce del sole gli ingranaggi dei giochi di potere, pone il problema dei rapporti tra morale e politica. Per chi detiene il potere la questione è presto risolta: fare politica significa addentrarsi in un campo in cui la morale tradizionale non ha più valore e dove contano soltanto l’opportunismo, la corruzione, la capacità di manovra. Per conquistare il potere e conservarlo, ogni metodo è ammesso.

  • Giovedì 28 marzo Indivisibili di Edoardo de Angelis Italia 2016 / durata 100 minuti / drammatico

Un film potente, con una scrittura originale dal ritmo incalzante. Il racconto del degrado di una periferia abbrutita attraverso la storia di due gemelle siamesi dalla voce d’oro. In un mondo in cui un padre preferisce mantenere le figlie “mostro” “fenomeno da baraccone”, ma proprio per questo in grado di fruttare danaro, piuttosto che renderle “libere” facendole esibireai matrimoni e alle feste come cantanti neomelodiche. E danno da vivere a tutta la famiglia. Tutto sembra procedere per il meglio fino a quando le ragazze non scoprono che potrebbero dividersi. Il loro desiderio di vivere una vita normale e di provare ognuna la propria unicità, viene ostacolato dai familiari, che vorrebbero continuare a guadagnare grazie ai loro spettacoli. Una storia che finisce con il parlare di una terra e di un popolo.

 

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(Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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