Category Archives: Politica, economia, giustizia

Caiazzo. Dopo liceo e carabinieri, ‘decentrate’ anche le Poste? meno male che Insero c’è

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:
Ufficio postale verso il trasferimento da via Latina presso una nuova struttura situata in via Roma?
Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

Caiazzo. Comune: ‘guerra legale’ con l’ex assessore Merola: insorge l’opposizione

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:

Si tinge di “giallo” la vicenda delle Opere Pie che già ha determinato la sospensione del sindaco Giaquinto da parte dell’Autorità Anticorruzione

Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

Bari: spaccio di stupefacenti, sgominata organizzazione italo albanese

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:

La Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Bari su richiesta della locale D.D.A. nei confronti di tre uomini, due italiani, uno albanese: indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’indagine ha preso spunto dall’arresto, avvenuto il 27 settembre 2017 dagli investigatori della Squadra Mobile – Sezione Antidroga, di un sessantaseienne trovato in possesso di 12 panetti di eroina, dopo essere sbarcato, a Bari, da un traghetto proveniente da Durazzo. Le successive indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno consentito di individuare un’organizzazione transnazionale che utilizzava insospettabili corrieri per trasferire eroina e marijuana dall’Albania in Italia. Nel corso delle attività sono stati sequestrati importanti carichi di droga destinati ad esponenti della criminalità calabrese e siciliana. La droga, giunta in Italia, veniva stoccata all’interno di alcuni box di proprietà di un uomo, nel quartiere Superga di Trani. Immessa sul mercato avrebbe consentito di smerciare circa 80.000 dosi di eroina e 513.600 dosi marijuana per un ricavo di 4.000.000 di euro. L’indagine ha consentito di documentare come gli uomini fossero in contatto con un’organizzazione criminale legata alla Ndrangheta, attiva nel territorio di Cassano allo Jonio, che acquistava eroina fornendo in cambio cocaina. Due uomini sono stati arrestati alle prime luci dell’alba, nelle rispettive abitazioni, con l’ausilio dei Commissariati di Barletta e Trani e del Reparto Prevenzione Crimine Puglia, mentre il loro referente in Albania è stato arrestato a Durazzo con la collaborazione del Dipartimento di Polizia Criminale, dell’Ufficio Interpol della Polizia di Stato albanese in sinergia con l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza in Albania e la III Divisione Interpol del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. mGli arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Trani mentre il cittadino albanese è stato associato presso una struttura detentiva in Albania, in attesa di estradizione.     (Polizia di Stato -Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)


Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

Verona: fiori e cocaina dall’Olanda, due arresti

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:

La Polizia di Stato di Verona ha arrestato due persone accusati del reato di detenzione e trasporto a fini di spaccio di stupefacenti. I poliziotti della Polizia Stradale hanno fermato per un controllo padre e figlio, salernitani di 57 e 28 anni con diversi precedenti che viaggiavano lungo l’A22 in direzione Modena con i vetri delle luci rotti e con i pneumatici lisci. Alla richiesta di documenti i poliziotti scoprivano che l’autista era privo di patente idonea ed i documenti relativi al trasporto di fiori provenienti dall’Olanda presentavano diverse irregolarità. Non solo, i due erano anche privi dell’autorizzazione al trasporto merci conto terzi a causa di una revoca. Così, durante le operazioni relative alle diverse contestazioni ed alla verifica del carico, gli agenti trovavano anche un sacchetto di plastica confuso tra alcuni attrezzi presenti sul camion, nel cui interno erano contenuti 9 panetti di cocaina per un peso di oltre 10 chilogrammi. Ai due inoltre è stata commiata anche una multa per 7000 euro per le diverse infrazioni al codice della strada. “Le nostre autostrade” ha commentato il dirigente della Polizia Stradale scaligera, Girolamo Lacquaniti, “sono luoghi attraversati da tutti ed abitati da nessuno. Proprio per questo continuiamo ad esercitare una costante opera di controllo su mezzi e persone sospette. Solo il giorno prima di questo importante sequestro, infatti, la Polizia Stradale di Verona ha arrestato un uomo che trasportava 23 chili d’oro e 75 di argento oltre a 30000 euro in contanti trasportati senza particolari accorgimenti in autostrada. Ecco perché, anche in occasione dei prossimi ponti e vacanze di Natale abbiamo predisposto il potenziamento di servizi anche con pattuglie civili e personale in borghese”. (Polizia di Stato -Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)


Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

Frosinone: operazione Waterfall

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Frosinone coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno proceduto nelle province di Frosinone, Pescara, Campobasso e Benevento, all’esecuzione dei provvedimenti cautelari, consistenti in una misura della custodia cautelare in carcere, sei misure cautelari degli arresti domiciliari, venticinque misure interdittive del divieto di ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche per mesi 12 ed il sequestro preventivo di oltre euro 1.500.000 nei confronti di 31 soggetti coinvolti a vario titolo. L’operazione è nata da una serie di segnalazioni dell’Ufficio Antiriciclaggio di Poste Italiane che hanno offerto lo spunto alla Squadra Mobile ed alla Polizia Postale per iniziare un’intensa e complessa attività investigativa, che ha visto anche la partecipazione della Guardia di Finanza con l’impiego del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone e della Tenenza di Arce, interessati per le specifiche competenze in materia tributaria, che ha  permesso di ricostruire le dinamiche economico-fiscali dell’attività illecita. E’ stato possibile ricostruire la struttura dell’organizzazione criminale, composta da un commercialista ciociaro, imprenditori e legali rappresentanti di società del centro e nord Italia, e varie “teste di legno”, delineando chiaramente i ruoli di ognuno. L’attenzione degli investigatori è stata rivolta all’analisi del flusso finanziario di due conti correnti postali che nell’arco di dieci mesi hanno visto una movimentazione di circa due milioni di euro, a seguito di una serie di bonifici effettuati da numerose società dislocate su tutto il territorio nazionale. In particolare gli appartenenti al sodalizio criminale mediante la costituzione di società “cartiere” create ad hoc, attraverso le quali si producevano fatture false per giustificare le ingenti movimentazioni di denaro, hanno distratto grosse somme che venivano poi prelevate in contanti presso alcuni uffici postali delle province di Frosinone e Roma, per poi rientrare nella disponibilità dei promotori del sodalizio attraverso appositi corrieri. In questo modo si consentiva alle società reali di stornare dagli utili le somme di denaro corrispondenti ai pagamenti delle fatture emesse dalla “cartiera” per le prestazioni inesistenti ed evadere così le imposte relative, oltre a permettere l’alimentazione di fondi neri di denaro liquido, formati dalle somme restituite a seguito dei bonifici. Agli indagati sono stati contestati i reati di usura, intestazione fittizia di beni, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento delle imposte e dichiarazione fraudolenta. La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza, integrandosi ciascuno nelle rispettive competenze, con questa operazione hanno svolto un’attività che si inserisce in più ampio quadro di contrasto alla criminalità economico-finanziaria in grado di inquinare l’economia legale ed alterare le condizioni di concorrenza, aggredendo in particolare il patrimonio illecitamente accumulato dall’organizzazione criminale oggi sgominata, che è stata colpita nel cuore dei propri interessi, restituendo alla collettività i beni della stessa. (Polizia di Stato -Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)


Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

Ruviano. Manufatto ‘regolare’ prima edificato, ma poi frettolosamente abbattuto dopo la denuncia del vicino?

ruviano-centro-13-615x410 ruviano-centro-14.jpg

Vorrei segnalare anche io alla vostra Redazione un caso “strano”

Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

Bari: operazione contro il clan Parisi – Palermiti

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:

La Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere a carico di 24 esponenti del clan PARISI – PALERMITI e del gruppo di Japigia per omicidi, armi, droga, rapina ed estorsione. Le indagini condotte dai poliziotti Squadra Mobile si sono sviluppate a seguito di alcuni omicidi perpetrati nei primi mesi del 2017 nel quartiere Japigia di Bari, roccaforte del clan PARISI – PALERMITI: il 17 gennaio 2017, a pochi metri dal Liceo Scientifico Gaetano Salvemini, un 40enne venne freddato da un sicario che, a bordo di uno scooter guidato dal complice, colpiva la vittima al tronco e alla testa con una pistola semiautomatica calibro 9×21 mm; il 6 marzo 2017, in via Peucetia, venne assassinato 39enne e venne gravemente ferito un uomo di 31 anni, nipote di un esponente di vertice del clan PARISI. I quattro sicari, nell’agguato, impiegavano una mitraglietta “Skorpion” 7.65 mm ed una pistola semiautomatica 9×21 mm; il 12 aprile 2017, un commando munito di un fucile d’assalto AK 47 Kalashnikov e di 3 pistole semiautomatiche 9×21 mm, a bordo di un’autovettura rubata, trucidava in via Archimede un 29enne. Le indagini, estremamente complesse, hanno provato l’esistenza di un collegamento tra i fatti di sangue, permettendo di individuarne le cause e gli autori. Si tratta in effetti di una serie di azioni e risposte sviluppatesi all’interno del clan PARISI – PALERMITI, che non si è consumata solo nei tre omicidi, ma anche in una lunga serie di violenze che hanno alla fine portato il gruppo a doversi forzatamente allontanare da Japigia, per il controllo incontrastato del territorio,  incendi di autovetture, danneggiamenti ed incendi di immobili e persino “stese”, in puro stile camorristico, come ad esempio quella  della notte del 27 maggio 2017, in via Guglielmo Appulo, messa in atto da più di dieci persone armate, nei confronti di un soggetto, il quale già ristretto agli “arresti domiciliari”, veniva di fatto costretto a tornare nel suo quartiere originario, e dopo ulteriori incursioni, ad evadere e rifugiarsi in Albania, dove  recentemente è stato arrestato. Altro atto di forza venne compiuto a danno un 51enne, al quale gli vennero rapinate due autovetture in officina, per la cui restituzione è costretto a pagare 25mila euro. Le imputazioni cautelari riguardano anche una serie di delitti di cessione, detenzione e porto di armi da fuoco, nonché evasioni dagli “arresti domiciliari”. La fase esecutiva dell’operazione ha interessato anche le province di Roma, Lecce, Rimini e Chieti. Alcuni importanti risultati investigativi, già noti alla cronaca giudiziaria, erano già stati conseguiti attraverso le indagini (Polizia di Stato -Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)


Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

S.Maria.C.Vetere. Rifiuti in fiamme allo ‘STIR’: pronto ‘repulisti’ disposo dal gestore GISEC

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:

A seguito dell’incendio verificatosi il 17 ottobre allo “STIR”

Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

Ragusa: operazione Plastic Free

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:

La Polizia di Stato di Ragusa, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare e 5 sequestri preventivi di azienda nel settore del riciclo plastiche. Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Catania, ha permesso di disarticolare un´associazione per delinquere di stampo mafioso denominata “stidda”. Tra i reati contestati, commessi tutti con metodologia mafiosa, rientrano l´estorsione pluriaggravata, l´illecita concorrenza con minaccia, le lesioni aggravate, la ricettazione, la detenzione ed il porto di armi da sparo, il danneggiamento seguito da incendio, il traffico illecito di rifiuti aggravato. Le indagini delegate dalla Procura Distrettuale di Catania e condotte dalla Polizia di Stato, hanno preso avvio nel 2014 a seguito di un sequestro, operato a Roma, di calzature contenenti materiali nocivi per la salute. Fu ipotizzata l’esistenza di un´organizzazione dedita al traffico di rifiuti plastici, acquisiti da imprese di raccolta e stoccaggio aventi sede nelle province di Ragusa e Catania ed esportati in Cina, ove gli stessi venivano utilizzati per la fabbricazione di scarpe, poi importate in Italia e commercializzate pur contenendo sostanze tossiche. Nell´ipotesi investigativa, le materie plastiche di scarto — provenienti dal territorio ibleo – venivano recuperate prevalentemente dai teloni di copertura degli impianti serricoli del vittoriese, e risultavano inquinate da agenti altamente tossici (fitofarmaci e pesticidi). Venne avviata una complessa ed articolata attività di indagine, svolta dai poliziotti delle Squadre Mobili di Catania e di Ragusa con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, dalla quale emergeva che le principali imprese vittoriesi attive nel settore della raccolta e trasformazione di rifiuti plastici si approvvigionavano dei teli di copertura periodicamente dismessi dalle serre presenti nel territorio ricompreso fra le provincie di Ragusa, Siracusa e Caltanissetta. Vennero accertati attriti e contrapposizioni tra gli interessati durante il periodo di dismissione dei teli di copertura delle serre, anche in virtù del rilevante valore economico del settore, pari a svariati milioni di euro all´anno. Di conseguenza vi era una forte concorrenza tra le aziende che si occupavano della raccolta della plastica, le quali cercavano di ottenere il monopolio, anche attraverso il ricorso all´intimidazione mafiosa. I poliziotti hanno dunque accertato che parte dei destinatari dell´odierna misura cautelare, appartenevano ad un´associazione di stampo mafioso “stidda”, finalizzata, mediante la forza d’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, a commettere una serie indeterminata di delitti contro l’incolumità individuale, la libertà personale, il patrimonio e ad acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche legate alla raccolta e al riciclaggio della plastica dismessa dalle serre insistenti in Vittoria e nelle provincia di Ragusa e Caltanissetta. In particolare, è stato accertato che il sistema messo in atto dagli indagati era finalizzato ad ottenere il conferimento, in via esclusiva, della plastica dismessa dalle serre ad una particolare ditta, tanto che il Giudice per le Indagini Preliminari ha applicato la misura cautelare nei loro confronti per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. I soggetti, titolari di più impianti per il riciclo di materie plastiche, riuscivano ad ottenere tale vantaggio economico attraverso l´intimidazione sistematica dei serricoltori e dei raccoglitori di plastica, messa in atto dall´associazione mafiosa, acquisendo una posizione di sostanziale monopolio nel settore. Di rilievo nella vicenda la posizione di un soggetto, il quale, dopo aver completato il percorso come collaboratore di giustizia, ha fatto ritorno dal 2013 a Vittoria, dove negli anni 80/90 si era reso responsabile di atroci crimini (tra gli altri più di 60 omicidi), assumendo un ruolo fondamentale per l´associazione mafiosa e ponendosi a capo di uno storico clan. In questa occasione lo stesso ha promosso, organizzato e diretto l´associazione, d´intesa con un concorrente esterno e con l´ausilio di un altro soggetto, reclutando e coordinando l´attività di raccolta della plastica. L´intervento del soggetto nel 2015 ha inoltre permesso di raggiungere un accordo criminale con una famiglia gelese (anch´essa colpita da provvedimenti dell´Autorità Giudiziaria nissena nel 2016 per i medesimi fatti) per la spartizione dei terreni. E´ stato inoltre possibile ricostruire la dinamica di una grave atto intimidatorio per ottenere l´egemonia nel settore della redditizia raccolta della plastica e tra le aggravanti contestate vi è anche la disponibilità di armi da parte degli indagati. Tra i reati contestati (solo a 5 soggetti), vi è inoltre la gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti. Gli indagati smaltivano abusivamente i fanghi speciali provenienti dal lavaggio della plastica, nocivi in quanto costituiti da terra mista a fertilizzanti e pesticidi. I rifiuti venivano interrati e ricoperti con cemento e asfalto o ancora occultati mediante sversamento abusivo nei terreni adiacenti la ditta o in altri terreni di Vittoria, creando un grave danno all´ambiente. La Polizia di Stato ha effettuato durante il periodo investigativo anche riscontri mediante videoriprese delle fasi di smaltimento illegale. I reati ambientali commessi dagli indagati hanno permesso di ottenere maggiori profitti, in quanto lo smaltimento abusivo, privo di tracciabilità (per assenza del FIR), non veniva conferito presso una discarica autorizzata, con illecito abbattimento dei costi; è stata elusa anche l´IVA da parte dei commercianti materie plastiche, proprio in virtù di tale smaltimento clandestino. La Procura della Repubblica ha anche richiesto ed ottenuto il sequestro preventivo di 5 aziende riconducibili agli indagati. Il volume di affari complessivo delle aziende sequestrate ammonta a circa 5 milioni di euro. È stato infine nominato un amministratore giudiziario, in modo da consentire la prosecuzione dell´attività imprenditoriale, con salvaguardia dei lavoratori. (Polizia di Stato -Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)


Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

Parma: arrestati due evasi

Seguici su:

Teleradio News

Editor/Admin at TeleradioNews
tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935;
mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati
Seguici su:

La Polizia di Stato di Parma ha arrestato 2 destinatari di un Ordine di carcerazione per l’espiazione, rispettivamente, di 1 anno e 9 mesi e 3 anni e 5 mesi di reclusione. I due soggetti, di origine moldava, si erano resi latitanti dopo la sentenza definitiva poiché ritenuti responsabili, a vario titolo, di 19 furti pluri-aggravati commessi nelle province di Parma, Reggio Emilia, Cremona, Piacenza e Padova nel periodo marzo/ottobre 2017 e di vari episodi di ricettazione. I due soggetti, successivamente sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, erano evasi, rendendosi di fatto irreperibili e, pertanto, fino alla giornata di ieri, i tentativi di rintraccio per dare esecuzione alla pena applicata in via definitiva per i fatti di cui sopra, erano risultati vani. I dedicati servizi di monitoraggio, effettuati dai poliziotti della Squadra Mobile di Parma, hanno consentito di individuare in un casolare, un loro possibile rifugio e pertanto, gli agenti hanno perquisito l’immobile, sorprendendo all’interno i due latitanti che hanno cercato la fuga attraverso il tetto dove, però, sono stati bloccati. Nel corso della perquisizione dell’immobile, è stato rinvenuto denaro contante ed altri oggetti certamente provento di ulteriori furti, radioline ricetrasmittenti e strumenti da effrazione, nonché la chiave di un’autovettura rubata, rinvenuta poco distante dal casolare, su cui erano state apposte targhe di altro veicolo per occultarne la provenienza illecita. (Polizia di Stato -Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)


Like
Like Love Haha Wow Sad Angry
Call Now Button
TeleradioNews

Ora puoi ricevere subito su Telegram tutte le nostre news

Seguici su Telegram Chiudi