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Trenitalia, consegnati altri treni jazz alla Regione Campania

NAPOLI – Si avvia a conclusione la fornitura dei 24 nuovi treni per i pendolari previsti nell’ultimo contratto di servizio con Trenitalia.   Entro la prossima estate, infatti, arriveranno ulteriori tre Jazz per completare una prima fase di rinnovo della flotta, in linea con i programmi del Piano Industriale del Gruppo FS Italiane che ha tra gli obiettivi principali anche il rilancio del trasporto regionale su tutto il territorio nazionale attraverso l’acquisto di nuovi treni, con un investimento di circa sei miliardi di euro.

Nella mattinata di unedì 27 maggio alla Stazione Centrale si è tenuta la cerimonia del taglio del nastro alla , presenza del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il Direttore Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, Maria Giaconia.

Hanno presenziato anche Luca Cascone, Presidente IV Commissione Trasporti e Mobilità della Regione Campania, e Pietro Diamantini, Direttore Trenitalia Regionale Campania.

Inoltre, è stato sottoscritto un accordo fra Divisione Trenitalia Regionale e Agenzia Regionale Universiadi per incentivare l’uso del treno e promuovere la 30esima Universiade Estiva in programma a Napoli dal 3 al 14 luglio. Firmatari Maria Giaconia e Gianluca Basile, Commissario Straordinario Agenzia Regionale Universiadi Napoli 2019.

Un accordo che testimonia l’impegno di Trenitalia e Regione Campania per il più importante evento sportivo universitario a livello mondiale. Prevede, in estrema sintesi, una serie di iniziative per semplificare l’accesso nelle località sede delle gare, l’attivazione di info-point e desk mobili dedicati, con personale multilingue, per fornire indicazioni utili sulle opportunità di trasporto e sui collegamenti in città, in regione o verso altre destinazioni.   In particolare, prevista per i clienti Trenitalia Regionale in possesso di biglietto utilizzato nel giorno stesso, o di abbonamento, una riduzione sul prezzo di ingresso alle manifestazioni sportive, incluse cerimonia di apertura e chiusura dei Giochi Universitari.

Per gli spostamenti in ambito regionale di atleti e accompagnatori, saranno poi applicate agevolazioni tariffarie integrate per l’uso di altri vettori del trasporto pubblico campano.   Per l’intera durata delle Universiadi, Trenitalia rafforzerà la propria rete di assistenza nelle stazioni interessate dall’evento, con iniziative innovative di accoglienza a Napoli Centrale, desk di rappresentanza, promozione e informazione anche nelle località sede delle gare.

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La resilienza del Plancton nel Golfo di Napoli

Il plancton del Golfo di Napoli è protagonista dell’articolo Time series and beyond: multifaceted plankton research at a marine Mediterranean LTER site (https://doi.org/10.3897/natureconservation.34.30789) pubblicato per la prestigiosa rivista scientifica Nature Conservation.

Lo studio, frutto di un lavoro di un gruppo di ricerca coordinato da Adriana Zingone, Dirigente di ricerca alla SZN | Stazione Zoologica Anton Dohrn, fa il punto sul contributo alla conoscenza dell’ecosistema marino fornito da 35 anni di ricerche condotte nel sito di campionamento LTER-MC (MareChiara) a 2 miglia da Castel dell’Ovo, monitorato dai ricercatori della SZN settimanalmente dal gennaio del 1984.

Nonostante le loro microscopiche dimensioni, i microorganismi vegetali e animali del plancton rivestono un’importanza assoluta per la vita del mare e dell’intero pianeta, contribuendo in misura uguale alle piante sulla terra alla produzione di ossigeno e alla regolazione del clima, oltre ad essere cibo per i pesci e cetacei  e sostenere pertanto tutta la rete alimentare marina.

La loro biodiversità e le loro variazioni in relazione ai cambiamenti climatici in atto sono pertanto temi scientifici di grandissima attualità. Grazie al lavoro svolto dai ricercatori della SZN, è stata di molto arricchita la conoscenza della biodiversità con la scoperta di tante specie prima sconosciute alla scienza e con lo studio della loro biologia.

A esempio si è visto come in molte specie si alternano fasi di crescita e di dormienza, proprio come nelle piante. Ma il risultato più interessante dello studio è la notevole resilienza del plancton del Golfo di Napoli che – sebbene si verifichino condizioni di estrema variabilità climatica e ambientale dell’area – si manifesta con un’eccezionale regolarità del suo ciclo stagionale nei decenni studiati. Ciò rassicura sulla capacità dell’ecosistema di rispondere ai cambiamenti, ma occorre tenere ben presente che la continua pressione dell’uomo e del clima sull’Ambiente può all’improvviso sfociare in drastici cambiamenti.

Per questo motivo è importante continuare ad osservare e analizzare il plancton e mantenere attivi siti di ricerca ecologica a lungo termine, che sono da considerare vere e proprie sentinelle dei cambiamenti globali.

Proprio grazie alla SZN, il golfo partenopeo è parte della comunità internazionale LTER – Long Term Ecological Research, con due osservatori, LTER-MC a Napoli per lo studio del plancton e LTER-LA ad Ischia (Lacco Ameno) per lo studio del sistema a Posidonia oceanica.

I risultati delle ricerche presentati nell’articolo comparso su Nature Conservation confermano come le serie temporali di dati di lungo termine siano la chiave per conoscere a fondo l’Ambiente e gli organismi che vi abitano e le rispettive interazioni.

Grazie a questa costante e puntuale osservazione, si approfondiscono diverse tematiche di grande attualità legate strettamente al mutamento climatico, come la comparsa nelle nostre zone di specie tropicali e il possibile uso sostenibile delle attuali risorse naturali.

Partendo dalla ricerca a lungo termine condotta nel Golfo di Napoli si stanno inoltre sviluppando iniziative mirate a moltiplicare le connessioni tra scienza e istanze sociali che anticipano, oltre alla condivisione delle conoscenze acquisite e dei loro prodotti utili alla società, progetti di citizen science attraverso i quali i cittadini potranno anche avere un ruolo di protagonisti nella gestione informata del mare e del sistema costiero.

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

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L’Arte attraversa gli oceani

NAPOLI – Il convegno internazionale Oceans, Art and Markets. Fifty Years of International Research and Methodologies, promosso dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e dall’Edith O’ Donnell Institute for Art History di Dallas, insieme alla storica dell’arte Sabina de Cavi dell’Università di Córdoba in Spagna, è una ricognizione sullo stato degli studi e sui differenti approcci di ricerca al tema della circolazione via mare di mercanti, artisti e opere d’arte nell’Europa moderna.

La tavola rotonda inizierà giovedì 30 maggio a La Capraia-Centro per la Storia dell’Arte e dell’Architettura delle Città Portuali nel Museo e Real Bosco di Capodimonte, per poi proseguire nel pomeriggio alla Società napoletana di Storia Patria, venerdì 31 maggio al Pio Monte della Misericordia e all’Archivio storico del Banco di Napoli e quindi sabato 1 giugno alla Certosa di San Martino

Oceans, Art and Markets. Fifty Years of International Research and Methodologies costituisce il terzo meeting accademico del progetto Merchants and Artists: Provision and Circulation of Artistic Materials and Works of Art between Genoa and Lisbon (14501600), diretto da Sabina de Cavi con la collaborazione di un team di studiosi internazionali, e co-sponsorizzato dal Ministerio de Ciencia e Innovación spagnolo con il Ministerio de Economia, Industria y Competitividad de España e il Fondo Europeo de Desarrollo Regional (FEDER) dell’UE (PROYECTO I + D 2016, codice n. HAR2016-80173-P).

Il convegno pone a confronto storici e storici dell’arte, storici della navigazione e dell’economia, e si articola in lectures a La Capraia e visite studio alle più importanti biblioteche e archivi della città, quali l’Archivio Storico del Banco di Napoli, la sezione Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale, la Società Napoletana di Storia Patria e la sezione Immagini e Memorie della Certosa e Museo di San Martino.

In queste prestigiose location il gruppo di ricercatori internazionali, con la guida di studiosi e docenti napoletani, potrà consultare documenti d’epoca riguardanti la storia del porto di Napoli e della circolazione delle merci artistiche via mare.

Ad aprire il convegno, giovedì 30 maggio alle 9 a La Capraia, i saluti istituzionali di Sarah Kozlowski, docente all’Edith O’ Donnell Institute e Direttrice del Centro di studi La Capraia, quelli di Sylvain Bellenger, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, e di Pietro Spirito, Presidente per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, questi ultimi due anche membri dell’Advisory Group del Centro.

A seguire, la lectio magistralis del professor Hans Van Miegroet, del prestigioso ateneo statunitense Duke University, che presenterà i risultati e le metodologie di ricerca del suo approccio innovativo allo studio del mercato dell’arte nell’Europa moderna.

Nell’ambito del programma, i convegnisti visiteranno anche la mostra Caravaggio Napoli in entrambe le sedi del Museo di Capodimonte e del Pio Monte della Misericordia.

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Portici (NA). Omaggio a uno dei suoi ‘figli’ famosi: il colonnello pilota Giovanni Farina

Giovanni Farina è nato a San Giovanni a Teduccio, oggi quartiere periferico di Napoli, il 23 giugno 1901.

Ercolano (NA) ‘Mission’ californiana per gli ambasciatori della Cultura e della Storia del Parco Archeologico

Ha iniziato il suo viaggio per il Getty Museum di Los Angeles

Portici (NA). Omaggio a uno dei suoi ‘figli’ famosi: il magistrato Gennaro Riccio

Gennaro Riccio è nato a Belvedere, in provincia di Cosenza, nel 1810.

Francesco Merola, buon sangue non mente

NAPOLI  – Parla cu’mme è il titolo della canzone che Francesco Merola, figlio del grande Mario, ha deciso di dedicare al rapporto con il padre, scomparso ormai dodici anni.

Il testo prende le mosse da un dialogo immaginario tra Francesco e Mario, che appare in sogno al figlio tutte le notti, senza però parlargli mai.

«Ci siamo – ha pensato Francesco Merola, rivolgendosi idealmente al padre – Ho atteso 12 anni con paure e critiche ma ora basta devo omaggiarti con un singolo che spaccherà il cuore di tutti… »

Parla cu’mme è un brano che racchiude tutto  «… L’amore per quel padre già famoso quando lui era bambino e che gli aveva già trasmesso la passione per il canto, per la musica, per il teatro, per l’arte

Francesco Merola, è una stella che ormai brilla di luce propria, prodotto da Officine Musicali.

Finalmente domenica 26 maggio presenterà in diretta su Raiuno il suo canto d’amore, il cui testo è di uno degli storici autori di Mario, Enzo D’Agostino  (sua è, tra le altre, Cient’anne che fu cantata da Mario Merola e Gigi D’Alessio) e da Franco Desiree.

Teatro dell’esibizione sarà lo studio della trasmissione Domenica In presentata da Mara Venier, che era grande amica del “padre della sceneggiata napoletana”.

Francesco è uno dei tre figli di Mario Merola ed è l’unico dei tre che abbia raccolto l’eredità del padre, diventando un cantante. Negli ultimi anni di carriera di Mario, Francesco lo ha accompagnato nelle sue esibizioni: insieme, nel 2001, al Festival Di Napoli, i due vinsero il primo premio con il brano L’urdemo emigrante. Da anni Francesco Merola canta anche le canzoni portare al successo dal padre. Stavolta, invece, si esibirà in una dedica in versi e musica il cui titolo sarà svelato direttamente nello studio della “signora della domenica” Mara Venier.

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We Are The World vs Song Allergico ‘E Ffravole

di Stanislao Scognamiglio

Negli Stati Uniti d’America, nel 1985, si cantava  We Are The World, un brano musicale a sfondo benefico scritto e composto da Michael Jackson in collaborazione con Lionel Richie,  a Napoli, nel 1984, furoreggiava ‘E Fravole, un’opera di Bruno Lanza e Giuseppe Maiulli, cantata dal grande Maestro Ernesto a Foria.

Oggi, finalmente il remake Song Allergico ‘E Ffravole, «… la “We are the world” napoletana per una buona causa» appena ultimato, postato sui network, sta già spopolando.

Effettivamente, al momento in cui scriviamo, il videoclip ha raggiunto rilevanti numeri: 12652 visualizzazioni su YouTube e 33.287 condivisioni su Facebook.

Il brano, eseguito dall’estemporanea formazione Neapolitan United Artist, formata da grandi artisti del vasto panorama della canzone, del teatro, del cinema e della musica partenopea.

Citandoli, in ordine di apparizione: Pasquale Palma, Gianni Simioli, Ciccio Merolla, Diego Iutubber, Federico Di Napoli, Tommaso Primo, Franco Ricciardi, Andrea Sannino, Roberto Colella, Ivan Granatino, Antonio De Carmine e Mauro Spenillo Aka Principe & SocioM., Anna Trieste e Nero Nelson, Ernesto Cataldo e Gio Napolitano Aka Gipsy Fint Luca Iavarone Nando Varriale, Paolo Caiazzo, Rosario Verde e  Ernesto Lama, Peppe Iodice, Simone Schettino, Arsenio Perrotta, Lello Marangio, Marco Fasano, Brunella Selo, Luca e Raul ’O Zulù Persico, Rosalba Colosimo, e in ultimo ma non per ultimo ’O rre il maestro Pino Mauro.

Nata da un’idea di Roberto Sdino e diretta dalla co-regia di Roberto Sdino e Pasquale Ruotolo, la realizzazione del video-clip si prefigge l’obiettivo di collaborare con i Frati Minori Conventuali della Provincia Monastica Napoletana alla raccolta di fondi necessari per la costruzione di una Casa Alloggio per ospitare i genitori dei bambini degenti presso il nosocomio napoletano Santobono.

Accolto l’invito, i precitati numerosi artisti, con la loro amichevole partecipazione, prestando voce e interpretazione, hanno partecipato all’esecuzione, facendo  rivivere il pezzo che portò alla ribalta Ernesto a Foria (Peppe Maiulli).

Alla registrazione del pezzo, hanno contribuito gli strumentisti: Piano e tastiere: Mauro Spenillo; Batteria: Antonio Esposito; Chitarre: Giuseppe Spinelli; Basso: Dario Spinelli.

Inoltre, hanno fornito il loro apporto alla lavorazione del video-clip:

Cameramen: Domenico Fredella; Montaggio: Alessio Marrazzo; Registrazione: Antonio Esposito@TpStudio. Napoli; Missaggio: Alberto Santaniello@Abc29 & Orangebug Productions; Arrangiamenti: Mauro Spenillo.

Per quanti volessero contribuire alla buona causa del progetto, si ricorda che la possibile donazione va inviata all’Associazione Radio Kolbe Campania, indicando la causale Casa Alloggio Santobono utilizzando i codice BAN:  IT 26K 02008 03451000105618083.

Per maggior contezza dell’appassionato della canzone comica napoletana, si  riporta il testo originale’E Fravole e la sua corrispondente traduzione italiana Le Fragole, brano composto da Lanza e Maiulli:

Riman e sera ti veng a piglià
ropp riman non pozz venì
Chill che arrivan vonn partì
A’ Zupp e cozz che me fa murì
quanno mi ricn va a faticà
ci penso è chest che nn mi fa durmì
me lassaaaatttt

se a gente parlano lassale parlà
luntan a napule no s’è pò sta
ma certe cose non è pù capì
famme e balige che me ne voglio ire
Ropp magnat o’ bagn nun se fà
s’è rutt o stereo l’aggià fa accungià
me lassaaaaatttt

Song allergico e fravole
non me pozz magna
questo amore è impossibile
chill mo stev cà
sti funtan che perdono
forse nun s’ann jucà
e sti cor che sbattono
so fernuti i babba……

sti funtan che perdono
forse nun s’ann jucà
e sti cor che sbattono
so fernuti i babba……

wonder wonderful night….

Domani sera ti vengo a prendere,
dopodomani non posso venire,
quelli che arrivano voglion partire,
la zuppa di cozze mi fa morire,
quando mi dicono va a lavorare,
ci penso e questo non mi fa dormire…
… mi hai lasciato!Se la gente parla lasciala parlare,
lontano da Napoli non si può stare,
ma certe cose non le puoi capire,
fammi le valigie, me ne voglio andare,
dopo mangiato il bagno non si fa,
si è rotto lo stereo, lo devo aggiustare…
… mi hai lasciato!Sono allergico alle fragole,
non le posso mangiare…
Questo amore è impossibile!
Ora lui era qui!
Queste fontane perdono,
forse non sanno giocare,
e questi cuori palpitano…
son finiti i babà…

Queste fontane perdono,
forse non sanno giocare,
e questi cuori palpitano…
son finiti i babà…

 

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Il Racconto, Il negoziatore

di Giovanni Renella

La luce artificiale che illuminava la scena evidenziava anche i più reconditi aspetti di quella situazione che, pur non lasciando spazio alcuno all’immaginazione, riusciva comunque a catalizzare l’attenzione dei presenti.

Tutti gli sguardi erano concentrati sull’unico sbocco naturale.

Dall’interno, invece, avvertivano la presenza di quello spot puntato sulla via di fuga come una minaccia incombente di cui avrebbero fatto volentieri a meno.

Non sapendo ciò che sarebbe accaduto una volta usciti allo scoperto, gli occupanti continuavano a indugiare e a ritardare la loro sortita, nonostante le circostanze li stessero costringendo a convivere in uno spazio sempre più angusto.

Spento il clamore delle sirene reso ancor più sinistro dalla fantasmagoria dei lampeggianti, dopo la concitazione iniziale era calato un silenzio surreale che aveva preceduto giusto di un attimo l’entrata in scena del negoziatore.

Riuscire a mantenere la calma nella concitazione generale era una sua prerogativa.

Deciso, ma non distaccato, con una lucidità che gli derivava dall’aver affrontato situazioni ben più ingarbugliate in tanti anni di lavoro spesi al servizio della comunità, il negoziatore aveva assunto il controllo della situazione, tranquillizzando i parenti accorsi in massa e impartendo le prime essenziali disposizioni, necessarie a fronteggiare quello specifico caso.

Il monitoraggio della situazione contribuiva a restituirgli l’immagine precisa di ciò che stesse accadendo: in due, un maschio e una femmina, erano rintanati all’interno e sembrava non avessero alcuna intenzione di venir fuori.

Li conosceva da qualche tempo e a loro il negoziatore aveva teso una mano rassicurandoli sul fatto che, una volta usciti, non ci sarebbero state ritorsioni per il dolore che, inconsapevolmente, stavano provocando; anzi, sicuro del fatto suo, si era spinto addirittura a garantire che non solo non gli avrebbero torto un capello, ma una volta all’esterno tutto sarebbe stato inquadrato sotto una luce ben diversa.

Le sue mani, protese verso di loro, si erano fatte strada fino a raggiungerli; e quel contatto aveva segnato l’inizio della fine di una vicenda che si riproponeva, più o meno sempre uguale, sin dalla notte dei tempi.

Si concluse così, felicemente, il parto dei due gemelli, venuti alla luce dopo un travaglio di diverse ore; l’ennesimo a cui Domenico, ginecologo per passione più che per professione, aveva assistito in trent’anni di carriera, continuando ogni volta a meravigliarsi e a emozionarsi di fronte a quella sorta di miracolo che è la nascita di una nuova vita.

Nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 Giovanni Renella ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI. Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata  “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017). Nel 2017 con il racconto “Bellezza d’antan” ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” e nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea con il racconto “Sovrapposizioni”.

Altri suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018).

 

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OTODI, Ortopedia italiana a confronto

di Antonio Vitale

SORRENTO (NA)  – La protesizzazione difficile di anca e ginocchio, le nuove biotecnologie e il trattamento delle fratture articolari del ginocchio e il trattamento dell’artrosi precoce  sono i principali temi affrontati dagli   Ortopedici   e   Traumatologici   Ospedalieri   d’Italia   (OTODI)   in occasione del 50esimo  Congresso della società scientifica del 23 e 24 maggio al Centro Congressi dell’Hotel Hilton Palace.

L’evento rappresenta un’occasione unica di confronto tra le varie scuole di Ortopedia.

Sono stati scelti argomenti di grande interesse e di stretta attualità.  L’uso delle biotecnologie in ortopedia continua a dare risultati soddisfacenti e sarà possibile a breve evitare fino al 30/35% degli interventi chirurgici in Italia.

L’uso di Acido ialuronico, fattori di crescita e cellule staminali continuano a dare buoni risultati e in pochi anni potrebbero ridurre una buona parte degli interventi chirurgici.   Altro   tema   sul   quale   si   concentra l’attenzione dei medici della OTODI è  quello delle fratture da fragilità ossea.

Infatti, oltre a quelle dell’anca, la fragilità ossea è responsabile sia delle fratture del polso, della spalla e della colonna vertebrale che, se non trattate adeguatamente sia dal punto di vista ortopedico, sia dal punto di vista dei farmaci anti-osteoporotici possono peggiorare la qualità della vita  post  frattura   e ridurre  anche  notevolmente  le  aspettative  di  vita esponendo, fra l’altro, a nuove ulteriori fratture.

Inoltre, ampio spazio è stato dedicato ai giovani e agli specializzandi. Gli Young di Otodi, infatti, hanno puntato la loro attenzione sul le fratture della caviglia, frequenti, difficili da inquadrare e da operare dove la conoscenza del quadro che si presenta, unitamente alla comprensione del meccanismo fratturativo   diventa   indispensabile   per   un   buon   risultato   anche   in considerazione della età spesso giovanile di tali pazienti e la frequenza di tali   fratture   nel   mondo   sportivo.

Infine,   gli   ortopedici   ospedalieri hanno analizzato   le   molteplici   possibilità   protesiche   e   di   ricostruzione cartilaginea facendo il punto della situazione sulle tecniche adottate fino ad oggi.

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