Alife. Domiciliari con braccialetto elettronico per Daniele Leggiero, parricida per difendere la madre

Non sussistono pericoli di reitero: con questa motivazione, al termine dell’udienza di convalida, celebrata presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere mercoledì 20 settembre, il GIP ha disposto la meno afflittiva misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Giuseppe Leggiero, il 28enne di Alife che, a quanto è dato sapere, domenica ha ucciso il padre Giuseppe, cinquantenne, per difendere la madre, Patrizia Navarro, che inizialmente si era auto accusata del delitto, nell’ennesimo, violento litigio fra i coniugi.

Tanto si evince anche dalle dichiarazioni stesse del giovane, difeso dagli avvocati Giuseppe Stellato ed Emanuele Sasso:

“Sono intervenuto nel corso di una violenta lite tra papà e mamma: volevo difendere mia madre dalla furia di mio padre, così, nel tentativo di tenerlo lontano gli ho lanciato tutto ciò che ho trovato sul tavolo, tra cui il coltello che lo ha colpito”.

La pubblica accusa però ha evidenziato la presenza, sul corpo della vittima, di una seconda ferita, oltre quella letale al cuore provocata con un lungo coltello utilizzato per lavoro nel caseificio di famiglia, dove si è verificato il delitto, mentre per confutare tale ipotesi la difesa ha chiesto che vena esaminata anche la maglietta indossata dal defunto, nella quale, evidentemente, dovrebbe esserci un solo foro.

Mentre la Giustizia farà il proprio corso, intanto, il giovane, che ha incassato la solidarietà popolare, potrà almeno restare in casa, sia pure “marcato a vista” dall’inflessibile braccialetto.

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