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Paestum-Capaccio. WWF denuncia: ‘taglio filare Frangivento Eucalipti in località ponte Marmoreo, richiesta di posticipo e modifica esecuzione’

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Il Wwf “Silentum”, tramite il Presidente pro tempore scrive al Consorzio di Bonifica di Paestum, al Comune di Capaccio Paestum, ed ai Carabinieri Forestali della stazione di Foce Sele:

Nella giornata di oggi alcuni cittadini hanno documentato e segnalato allo scrivente Impropri interventi di “potatura” che stanno interessando centinaia di grossi esemplari di eucalipto vegetanti sulla via Ponte Marmoreo in agro del Comune di Capaccio.

 Il WWF persegue da sempre l’obbiettivo della salvaguardia della natura e degli alberi, consapevole che il Patrimonio Arboreo costituisce un irrinunciabile e irripetibile polmone vitale per le popolazioni locali e un elemento indiscutibile del paesaggio e della geografia dei luoghi e a tale riguardo ci preme fare alcune considerazioni.

Premesso che:

Gli esemplari arborei di via Ponte Marmoreo sono degli eucalipti di discrete dimensioni piantati in doppio filare ai tempi delle bonifiche, (con lo scopo specifico di bonificare l’area e/o come in questo caso da fungere da barriera frangivento), e con età stimata per taluni esemplari anche di 80 anni. Essi appaiono in pieno vigore vegetativo con numerosi rami e folte chiome, sviluppatesi anche a seguito di errati ed eccessivi interventi di potatura praticati nel passato senza competenza. 

Sottolineiamo, aldilà dell’enorme valore paesaggistico/eco-sistemico e al contributo notevole degli eucalipti con le loro folte chiome al contrasto del riscaldamento climatico, il ruolo fondamentale delle piante ad alto fusto nella purificazione dell’aria dall’inquinamento atmosferico da gas di scarico e particelle dannose alla salute (causa di allergie, patologie asmatiche, tumori) in particolare nei pressi di una arteria stradale fungendo da preziosa barriera naturale. 

 Si è inoltre acclarato come esposizioni croniche ad elevate a concentrazioni di particolato atmosferico hanno conseguenze negative sulla salute umana, rappresentando un fattore predisponente a una maggiore suscettibilità alle infezioni virali e alle complicanze cardio-polmonari. Gli alberi, soprattutto se grossi e con vaste chiome lasciate crescere in modo naturale, costituiscono un valido e insostituibile baluardo difensivo!

Per tali motivi la cura e l’attenzione per gli alberi dovrebbe essere quindi sempre una priorità nella gestione di una amministrazione, che dovrebbe preoccuparsi di mantenerli in salute e piantarne di nuovi con un approccio che sia razionale e scientifico. 

Tuttavia le operazioni in atto di “capitozzatura” degli esemplari di eucalipto, così come documentate, per modalità di esecuzione, non ci appaiono né razionali né scientificamente corrette in quanto stanno comportando un’amputazione delle strutture arboree tali da danneggiare irrimediabilmente la stessa vitalità delle piante con tagli sfrangiati e slabbrature di corteccia, il tutto peggiorato da una temperatura al di sopra della media.

I tagli operati dalla ditta incaricata hanno infatti comportato l’accorciamento in modo importante e indiscriminato delle branche principali e l’abbassamento del fusto effettuato con mezzi meccanici cingolati di notevoli dimensioni. In questo modo gli alberi si sono ritrovati senza chioma e senza la propria forma architettonica naturale.

 Studi scientifici, diffusi e acclarati, hanno dimostrato che la capitozzatura genera gravi danni alle piante.  […….]

Proprio per la conformazione della specie in oggetto gli interventi cesori da operare si sarebbero dovuti limitare ad una rimonda dei rami interni secchi, deboli e/o spezzati, nell’ottica di “bilanciare armonicamente” la pianta e non inficiarne le funzioni vegetazionali e la vitalità. 

 Ora qualsiasi siano state le motivazioni addotte a tale potatura non giustificano affatto lo scempio perpetuato ai danni degli esemplari arborei. 

Gli alberi non sono tutti uguali e non si potano tutti allo stesso modo o con la stessa frequenza. Bisogna aver sempre ben presente l’obbiettivo che si vuole raggiungere quando si pota un albero.

In entrambi i casi gli interventi cesori, effettuati da personale specializzato, si devono sempre limitare ad una rimonda dei rami interni secchi, deboli e/o spezzati, con l’eliminazione al colletto di monconi lasciati dalle potature precedenti, ed una risagomatura della chioma, nell’ottica di bilanciare la pianta ed ottenere una ottimale circolazione dell’aria all’interno, atta ad evitare ristagni di umidità e insorgenza di patologia fungine e parassitarie, senza inficiarne le funzioni vegetazionali e l’aspetto estetico.

[…]

Ricordiamo che una pianta “ben potata” è soprattutto una pianta bella a vedersi, mentre la potatura maldestramente eseguita, oltre ad essere “antiestetica” rischia in futuro di creare seri danni e/o problemi fitosanitari che si potranno ripercuotere oltre che sulla salute della pianta, sulla sua stessa stabilità limitandone il fattore di sicurezza. Coscienti criteri di potatura prevedono l’effettuazione di potature, se necessarie, da eseguirsi sempre con moderazione.

 il Wwf si dichiara fiducioso che:

 La ditta incaricata ad adempiere al taglio sia in possesso di tutte le autorizzazioni , e che la stessa rispetti la normativa del Codice della Strada durante l’attività svolta con mezzi mobili sulla strada adiacente al filare alberato e che rispetti la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sia per l’incolumità dei propri operai sia per la tutela dell’incolumità dei cittadini in transito ; 

e considerando che:

– gli esemplari arborei in questione, vegetano robusti e vigorosi e nulla lascia ipotizzare o temere un imminente pericolo e/o rischio in relazione alla loro stabilità;

– la zona è sottoposta a tutela paesaggistica ai sensi del D.L.vo 42/2004;

– ai sensi dell’art.146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. 22/01/04 n.42 – ogni intervento che modifichi il paesaggio necessita del parere preventivo della Soprintendenza; 

– il Decreto 10 marzo 2020 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare detta i Criteri Ambientali Minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e per le competenze richieste alle ditte che eseguono gli interventi;

– con i violenti tagli di potatura in atto si sta mettendo in pericolo la salute delle piante e la loro stessa futura stabilità creando, di fatto, i presupposti per un procurato pericolo oltre che un ingiustificato danneggiamento al patrimonio arboreo e al paesaggio del Comune di Capaccio;

CHIEDE

a ciascuno per quanto di competenza

– di sospendere ad horas le operazioni di capitozzatura in atto;

– di posticipare alla fine dell’inverno e comunque con condizioni climatiche più idonee ( abbassamento delle temperature) gli interventi limitandoli ad una ordinaria e razionale potatura di rimonda e sfoltimento delle chiome;

– di tenere presente l’osservanza dei CAM a carico delle ditte affidatarie nel rispetto dello “Standard Europeo di Potatura degli Alberi”, allo scopo di scongiurare scempi e/o danneggiamenti al prezioso patrimonio arboreo;

(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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