Caiazzo. Il PUC dei misteri ovvero dei ‘falchi’: vola sulle nostre teste, quasi all’insaputa di tutti?

Spettabile redazione, anche a nome di altre persone vorrei segnalare qualcosa di strano che sta avvenendo a Caiazzo.

Anzi che NON sta avvenendo perché a pochi giorni dall’adozione, neanche si parla del PUC, come ora viene denominato in breve quello che una volta veniva chiamato Piano Regolatore Generale.

Cioè il nuovo strumento urbanistico sulla base del quale sarà disegnato il nuovo volto della città, con enormi vantaggi economici in particolare per i proprietari dei terreni destinati a diventare edificabili.

Il riferimento non è solo per i terreni finora classificati come agricoli semplici, ipso facto trasformati in edificabili, ma anche per le tante costruzioni abusive, cioè irregolari, cioè costruite illegalmente quasi che i proprietari (o futuri acquirenti) già sapessero di poter contare sul “colpo di spugna” preannunciato (bontà sua) dal sindaco nelle proprie relazioni, anziché essere costretti alla demolizione che sarebbe stata invece inevitabile se no fosse piovuta tale “manna dal Cielo”.

“Manna” che certo non potevano immaginare i fortunati acquirenti (tanto meno gli sfortunati venditori) di appezzamenti agricoli che, grazie alla stessa, come d’incanto diventeranno edificabili, vedendo così moltiplicato vertiginosamente il loro valore commerciale e quindi il loro “business”.

E questo dovrebbe valere anche per le opere già definite abusive e quindi da abbattere (ovvero acquisire al patrimonio comunale) come la struttura ex Autovolturno dove, nonostante le varie sentenze definitive che sanciscono la destinazione agricola semplice dell’intero sedime, tuttora sono presenti non solo le vistosissime insegne, ma addirittura ci risulta che vi abitano persone, nonostante le condanne e le cause penali a carico di ex funzionari comunali, qualcuno, si dice, addirittura premiato con la permanenza in servizio nonostante il già avvenuto pensionamento.

Strano ma vero anche perché l’elusione surrettizia di un dettame giudiziario sarebbe un reato gravissimo

Invece, quando in passato altre amministrazioni hanno provato ad approvare il piano regolatore, sono state costrette a capitolare, anche in seguito alle proteste popolari, manifestazioni, convegni, dibattiti, comitati “ad hoc”, manifesti e quant’altro. E, per chi non lo sapesse, un incaricato è anche morto.

Eppure le precedenti amministrazioni non solo avevano dato ben altra pubblicità all’importante progetto, favorendone la diffusione, la discussione e il confronto, ma loro stesse avevano indetto e adeguatamente pubblicizzato svariati pubblici incontri e dibattiti.

Ora invece (quasi) tutto tace anche se si vocifera che (su facebook: forse gli altri non contano!?) il sindaco avrebbe comunicato la scadenza del 10 settembre per presentare delle osservazioni, precisando però che loro stessi avevano rilevato incongruenze, di cui intendevano chiedere la rettifica ai tecnici incaricati della progettazione.

Come se costoro, nel procedere, non avessero dovuto (o voluto!) attenersi agli indirizzi dei preposti comunali ovvero si dovrebbe credere che non ne sono stati forniti?

Un lavoro “alla cieca”, quindi, sebbene tanto importante e costoso per la comunità quanto munifico per i fortunati incaricati?

E l’opposizione (Insero a parte) che fa? Oltre all’inutile voto contrario, preannunciano delle osservazioni, evidentemente finalizzate a far inserire fra i terreni edificabili anche quelli che loro segnaleranno, ovvero di loro interesse? Interesse non certo di lucro ma per il bene comune, sia ben chiaro!

E che dire delle rigorosissime modalità previste dal Comune per presentare eventuali osservazioni, che più di un modo per favorire la partecipazione, sembrano studiate apposta per scoraggiarla, se non per impedirla.

Se poi dovesse risultar vero che della nuova conformazione del centro storico caiatino, ma soprattutto delle attuali campagne, risultassero beneficiari diversi amministratori, in carica ed ex, ovvero loro diretti congiunti, familiari ed affini, anche politici, tutto potrebbe assumere una nuova visione, tale da essere segnalata all’autorità Giudiziaria.

E poiché qui nessuno vuole il male di nessuno, come suol dirsi, uomo (ma anche NO) avvisato mezzo salvato.

Ricordo infine anche a me stesso che per legge chiunque venisse a conoscenza di una “notitia criminis”, anche casualmente, ha in dovere, non solo morale, di denunciare il tutto alla competente Autorità Giudiziaria.

Vi ringrazio e confido molto nella vostra ospitalità, all’espressa condizione di non fare il nostro nome, immaginando come potrebbe finire.

(Lettera Aperta – Archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web© Diritti riservati all’autore)

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