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Welfare, nasce a Portici l’Osservatorio Vesuviano Costiero

L’applicazione del welfare, ovvero delle misure del governo a sostegno della povertà sono state oggetto della tavola rotonda organizzata lo scorso giovediì 14 marzo Al Teatro comunale I De Filippo da Bruno Provitera coordinatore del movimento civico Campania Libera – che fa capo al Governatore dell’Ente regionale Vincenzo De Luca – e da Loredana Curcio, referente del Comitato Civico Società Aperta Portici 1 .

Al dibattito, introdotto dal consigliere comunale Riccardo Fernandes, e moderato da Bruno Provitera, hanno partecipato il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo, il direttore del coordimento metropolitsno dell’INPS di Napoli Roberto Bafundi, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Torre Annunziata, Stefano Mariano, la presidente regionale ANMIL Patrizia Sannino.

Pur condividendo la misura varata dal governo a favore delle classi più disagiate del Paese nel dibattimento sono emerse le criticità legate alla loro attuazione pratica.

Per saperne di più LoSpeakers Corner ha incontrato il dottor Bruno Provitera.

Quali sono le criticità legate all’applicazione delle misure a sostegno del welfare?

Proprio in questi giorni Eurostat assegna all’Italia la leadearship di stato europeo con il maggior numero di poveri. Si è partiti dall’applicazione dell’ultima misura a sostegno del welfare il REI per commisurarla alle misure attuali.

La tempistica contingentata dal governo su “Reddito di cittadinanza e Pensioni quota 100 “ rappresentano un limite tecnico insormontabile per gli istituti coinvolti nel controllo e nella erogazione dei benefit. Non si è ancora organizzativamente pronti: l’INPS  non ha ancora nominato i vertici,  i Centri per impiego non sono idonei al momento ad accogliere le migliaie di istanze previste.

Quali sono i rischi?

I numeri che preoccupano riguardano la stima fornita dall’INPS  sui nuclei familiari interessati, che entro il prossimo aprile potrebbero beneficiare di queste misure, secondo le previsioni, ai CAF, ai Centri dell’impiego fantasma ed essere controllato dall’INPS. Solo per Napoli e provincia sono circa 260 mila i nuclei familiari con un reddito inferiore a 9360,00 euro annui. Solo per Portici sono 3943 i nuclei familiari interessati a percepire il reddito di cittadinanza che coinvolgono circa 11.870 cittadini. Per San Giorgio a Cremano 2.791 nuclei familiari comprendenti un bacino di 8.489 cittadini. 4958 nuclei familiari per Ercolano con un bacino di 17.097  di cittadini. Questo il bacino di utenza del territorio.

I conti non tornano, il badget predisposto dal Governo per queste misure si prefigura non sufficiente a soddisfare gli aventi diritto. Con il conforto dai dati tecnici esposti dal dottor Roberto Bafundi,l e proiezioni dei nuclei familiari dell’intera provincia di Napoli con ISEE 2018 <9.360 euro prevedono un costo contrbutivo mensile pari a 213 milioni circa nei confronti dell’intera regione Campania che fotografa 446.646 nuclei familiari con ISEE < 9360 EURO con una popolazione interessata pari a 1.443,581 cittadini con un costo contributivo mensile presumibile pari a 358.585.950 euro. Un impegno solo per la Campania pari a 4 miliardi e 300 milioni.

Come sarà possibile assicurare tale misura a tutti se sono stati stanziati solo 7 miliardi e 100 milioni con il decreto governativo del 29 gennaio 2019?

La preoccupazione condivisa dal tavolo tecnico è che la mancata erogazione di questa misura agli aventi diritto potrà generare sovversioni sociali di non poco conto. La responsabile risposta civica a tale rischio di deriva sociale è stata la istituzione di un osservatorio tecnico che predisponga misure di controllo e studio preventivo di tali criticità per arginare tali rischi di crisi sociali.

A tutto ciò si aggiungono i limiti degli Enti locali sforniti di personale in pianta organica a seguito delle quiescenze lavorative riguardanti i dipendenti comunali e le finestre pensionistiche aperte per il comparto che hanno aumentato considerevolmente il numero dei lavoratori che andranno in pensione di vecchiaia anticipatamente. Ne consegue che la mancanza di un adeguato turnover comprometterà anche la predisposizione da parte degli enti locali dei piani di lavoro per l’inclusione sociale e la programmazione delle 18 ore lavorative settimanali per i beneficiari del reddito di cittadinanza, che diverrà operativa entro luglio di quest’anno come previsto dal decreto governativo varato il 29 gennaio 2019.

Quali altri argomenti sono stati affrontati?

Un altro focus è stato fatto sui diritti negati ai cittadini senza fissa dimora che vivono su tutto il  territorio vesuviano. Oltre  dare loro come consuetudine il domicilio presso la casa comunale si dovrebbe garantire questo diritto almeno per dieci anni per consentire ad ognuno di loro anche il diritto di accesso alle misure di sostegno sociale.

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Massimo Perrino, Il tempo che non vola

NAPOLI – Alla Casina Pompeiana della Villa Comunale in via Riviera di Chiaia giovedì 21 marzo, alle 17.30, negli spazi dell’Archivio storico della Canzone Napoletana il giornalista Massimo Perrino presenterà la sua raccolta di poesie napoletane Il tempo che non vola, Graus Edizioni.

All’incontro interverranno Antonello Perillo, responsabile del TGR Rai della Campania, Gino Aveta, autore e regista Rai e Roberta Beolchi, Presidente Associazione Edela.

Il tempo che non vola, è una raccolta di poesie napoletane che parlano di affetti, amicizia, sentimenti, emozioni, ma che affrontano anche temi più attuali, come il dramma del femminicidio.

«Ho scelto questo titolo –  ha spiegato l’autore  Massimo Perrino – perché c’è un tempo che vola, ma per fortuna c’è anche un tempo che non vola. È il tempo delle emozioni, dei ricordi, di ciò che resta impresso nella nostra mente e nel nostro cuore per sempre».

Ironia, delicatezza e sensibilità e la capacità unica di tenere insieme l’alto e il basso, di entrare nel vivo dei sentimenti, tutte caratteristiche che informano l’intera raccolta e che emergono, e non a caso, nella poesia scritta contro la violenza sulle donne, «contro quegli uomini che si ritengono dei re ed invece in realtà valgono zero».

Il tempo che non vola, versi in cui l’autore riesce a scrivere «… con intensità su un tema così delicato», tanto da decidere di devolvere il ricavato dei diritti d’autore all’Associazione Edela, che tutela e sostiene gli orfani di femminicidio e le famiglie affidatarie.

L’autore. Massimo Perrino, napoletano, giornalista professionista, è stato portavoce del Presidente … del Senato e da più di 15 anni è un punto di riferimento per la stampa parlamentare. Appassionato di teatro e di poesia, ha deciso di pubblicare la sua prima raccolta in napoletano, sollecitato da un’icona del giornalismo come Sergio Zavoli, suo primo estimatore, mentre il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano ha firmato la prefazione. Tra i suoi maestri anche Giulio Baffi, Antonio Sasso e l’indimenticato Emiddio Novi.

Dalla prefazione di Gennaro Sangiuliano:

«Massimo Perrino è un poeta a tutto tondo, nel senso esistenziale del termine. La sua poesia ruota attorno all’essere, affacciata su situazioni apparentemente semplici ma che poi si rivelano essere tessere di un mosaico che compone la dimensione umana. La scelta della lingua napoletana non è legata solo alle origini del poeta ma alla possibilità di adoperare un linguaggio che ha insito in sé i suoni della poesia. A cominciare dal grande Salvatore Di Giacomo, a E. A. Mario, a Ferdinando Russo, a Raffaele Viviani, fino all’indimenticabile Eduardo De Filippo, la poesia napoletana ha declinato sentimenti e cultura. Perrino si inserisce con successo in questo solco. I temi della sua poesia sono molteplici, dall’amore per la donna, agli affetti di famiglia, all’ambiente, alle situazioni di vita più classiche. Momenti su cui generazioni di poeti si sono misurati ma sui quali l’autore inserisce originali visioni e spunti di modernità».

 

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Butterfly, da Torre Annunziata alle Olimpiadi

NAPOLI – Al Cinema Delle Palme in via Vetriera a Chiaia giovedì 21 marzo alle 20.30 saraà proiettato in anteprima Butterfly, il film documentario sulla storia di Irma Testa, la campionessa di boxe di Torre Annunziata e prima pugile donna italiana della storia a qualificarsi alle Olimpiadi a soli diciotto anni.

La proiezione di Butterfly proseguirà in sei sale cinematografiche della Campania dove la protagonista Irma Testa, i registi Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, e il produttore Michele Fornasero saluteranno il pubblico.

Butterfly debutterà sul territorio nazionale dal 4 aprile.

Applaudito dal pubblico e dalla critica all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, in concorso nella sezione Alice nella città, Butterfly è una produzione Indyca con Rai Cinema, prodotto da Michele Fornasero, e distribuito da Istituto Luce-Cinecittà. Nel cast Lucio Zurlo, Emanuele Renzini, Ugo Testa, Simona Ascione, Anna Cirillo.

Sinossi. Irma ha solo 18 anni, ma è già una campionessa di boxe. Il suo successo è un risultato notevole per una ragazza cresciuta in uno dei paesi più difficili del napoletano. Tuttavia più Irma riesce nel suo percorso sportivo, più si rivela fragile nel suo percorso interiore. Trascorre mesi nei ritiri di allenamento lontano da casa, sotto pressione e con enormi aspettative nei suoi confronti. Inizia ad insinuarsi in lei il dubbio se valga la pena o meno di rinunciare alla sua gioventù per i propri obiettivi.

Il maestro Lucio ha 78 anni, è stato il primo allenatore e l’unica vera figura paterna per Irma e conosce meglio di altri la natura distruttiva delle aspettative nei confronti della giovane campionessa. Maestro di vita oltre che maestro di boxe, dal momento in cui l’arbitro alza il braccio di Irma in segno di vittoria alle qualificazioni olimpiche, sa che la sua vita non sarà più la stessa.

Prima pugile donna italiana della storia a qualificarsi alle Olimpiadi, Irma si ritrova con i media incessantemente addosso. In poco tempo la ragazza diventa una notizia, un volto in tv, addirittura la protagonista di un libro sulla sua vita.L’immagine confezionata dai media è semplicemente troppo bella per essere vera: una ragazza del “ghetto” che vince le Olimpiadi e scrive la storia. Irma, invece, torna in Italia senza una medaglia. La delusione è troppo grande, le sue certezze sono crollate. La boxe è davvero qualcosa che fa per lei?

Adesso che è lontana dai riflettori può finalmente guardarsi dentro e cercare la sua strada.

Calendario degli appuntamenti per il pubblico:

  • 21 marzo – ore 20,30 Cinema Delle Palme (Napoli)
  • 21 marzo – ore 21,30 Politeama (Torre Annunziata)
  • 23 marzo – ore 19,45 Duel (Caserta)
  • 24 marzo – ore 18.30 Gaveli (Benevento)
  • 24 marzo – ore 20 Teatro delle Arti (Salerno)
  • 26 marzo – ore 20 Supercinema (Castellammare di Stabia)

Per informazioni dettagliate sulla programmazione delle sale visitare il sito www.indyca.it/butterfly-lesale

 

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Figli di Portici famosi: Raimondo Pace e Pasquale Bottigliero

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Raimondo, Ciro, Antonio, Geltrude Pace è nato a Portici, il 14 giugno 1884, da Giuseppe Pace da Francesca Attanasio.

Dopo la laurea in legge, conseguita alla Regia Università di Napoli, ha iniziato a esercitare l’attività di avvocato.

Nel 1915, allo scoppio della quarta guerra d’indipendenza per la conquista delle terre irredente, è stato chiamato a servire il Paese in armi contro l’Austria.

Con il grado si sottotenente, in forza alla quinta Compagnia del 66simo Reggimento Fanteria del Regio Esercito Italiano, è stato schierato al fronte lungo la riva dell’Isonzo.

Combattendo «… sulle aspre colline del Monte Nero cadeva il 9 Settembre 1915 fra un manipolo di eroi sull’altare della Patria!!!».

Di lì a poco, all’età di trentuno anni, l’ufficiale Raimondo, Ciro, Antonio, Geltrude Pace muore per le conseguenze della ferita riportata in battaglia.

I suoi resti mortali vengono inumati nel cimitero nei pressi di Volzano, in provincia di Verona.

Pasquale Bottigliero è nato a Portici, di mercoledì 8 gennaio 1890, da Vincenzo Bottigliero.

Prima dell’apertura delle ostilità conto l’Impero austro ungarico, è stato impiegato presso l’Opificio di Pietrarsa.

Chiamato alle armi, come ufficiale di complemento nel 162° Reggimento Fanteria, ha preso parte agli eventi bellici della prima guerra mondiale 1915-1918.

Sottotenente, uscito dalla trincea, «… sotto il violento fuoco nemico, guidava il suo plotone all’assalto della posizione avversaria, dando bell’esempio di coraggio e di abnegazione, finché veniva ferito a morte».

Il sottotenente Pasquale Bottigliero, caduto eroicamente sul campo nella battaglia di Piton Brulé avutasi il 9 maggio sul fronte macedone-serbo, muore di venerdì 11 maggio 1917.

Articolo correlato:

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Portici. ‘Use-IT: Mappa cittadina per giovani viaggiatori: prossima la presentazione

Giovedì 28 marzo alle ore 17 a Villa Fernandes

La Recensione, Styx

di Ciccio Capozzi

Colonia, giorni nostri. Una efficiente dottoressa del pronto soccorso salva un balordo del sabato sera che, in auto, ubriaco è andato a schiantarsi. La stessa parte in solitaria su uno yacht di 11 metri a vela, verso il paradiso incontaminato delle isole di Ascensione. Incontra, dopo una tempesta, una nave di migranti alla deriva: è impotente a salvarli tutti. Chiede soccorsi, che tardano; riesce a salvare un solo ragazzino mentre davanti a lei, disperata, si consuma il dramma.

Il titolo di Styx (AUSTRIA-GERM, ‘18) è la traduzione di Stige, il fiume infernale che nella mitologia classica e dantesca porta agli Inferi: ed è il mare, aperto e sconfinato, che trasporta questi esseri umani, che hanno cercato un avvenire degno di essere vissuto, verso la loro fine. Peraltro annunciata. Che avviene nella più totale indifferenza, se non addirittura larvata complicità.

L’edizione di Styx che circola nella sale italiane è in versione originale sottotitolata (V.O.S.): ma c’è ben poco da “spiegare” oltre alla potenza nuda delle immagini. Il regista austriaco Wolfgang Fischer non ha alle spalle una corposa filmografia: ma la sua formazione universitaria, non essendo solo cinematografica, bensì dalla psicologia e dalla pittura, lo ha messo in grado di esprimere un approccio al problema più articolato. Fischer lo affronta come da lontano: dallo sguardo degli abitanti la parte ricca del mondo. Spettatori che, anche in buona fede, non si pongono il problema dell’assoluta drammaticità del problema delle migrazioni. E di cui, anche se non direttamente, sono “parte in gioco”, anche senza saperlo e volerlo, come è detto alla ormai frastornata dottoressa nel sottofinale del film.

Perché, in metafora, siamo tutti storicamente beneficiati e complici dello squilibrio che ha reso ricca “questa” parte del mondo, impoverendo e destabilizzando l’”altra” parte, che è costretta a spostarsi verso le zone agiate. E lo fa con pericoli mortali e in condizioni di inumanità.

E queste sono considerazioni di evidenza storica: non astrattamente autopunitive. Nella sceneggiatura da lui stesso scritta, il regista ha messo in luce la ricchezza e la forza del carattere della protagonista, l’attrice tedesca matura e incisiva Susanne Wolff: abituata a salvare vite umane, di energica personalità, perfettamente autosufficiente, in grado di gestire, per quanto con umanità, con assoluta professionalità, crisi anche gravi. Ebbene: lei non può farci nulla. Deve stare a guardare che i migranti sulla nave facciano una fine orribile. Il dramma che scoppia in lei, a dispetto della mirabolante e sottolineata efficienza ipertecnologica delle attrezzature di cui lei è in possesso in quel piccolo spazio, è assumere un ruolo che lei, come carattere, formazione e capacità, ha sempre rifiutato, da donna, da professionista, da essere umano: stare alla finestra.

Solo un ragazzino, più forte e ostinato riesce a raggiungere la barca: ma diviene un problema, perché vorrebbe costringere la dottoressa ad andare a salvare la sorellina. Ma se lo facesse sarebbe la fine per lei insieme agli altri. Il suo cercare disperatamente aiuto è, sia pur in minima parte, un cercare di sgravare la coscienza da questo peso: ma nessuno l’aiuta. Né le autorità preposte, le cui risposte sono evasive, fredde e di nessun conforto; né altri grossi natanti, su precise disposizioni delle proprietà: ogni Diritto del Mare sulla necessità di salvare naufraghi, è ipocritamente sospeso. Sulle stragi in mare cala il silenzio complice. Il film questo ci dice con uno stile serrato e di grande efficacia cinematografica: il silenzio, come  ha dichiarato l’autore, incombe sui fatti narrati. In questa dimensione la narrazione si svolge con realismo sconcertante che mette in luce la capacità della donna di sopravvivere pure nella tempesta. Che è l’unico momento dove hanno usato Effetti Speciali , per produrre le onde terrificanti. Per il resto il maghi sono stati il Direttore della foto, lo svizzero Bendikt Neuenfels, che ha attentamente dosato la lividità dei panorami marini con gli intenti drammaturgici e tematici del film; e l’eccellente montaggio dell’austriaca Monika Willi. Personalmente non credo che esistano i cosiddetti film “necessari”: quei titoli k’s’ann’a’fa, cioè che si devono fare e ovviamente vedere. Ogni singolo film è un momento di fantasia realizzata che, presumibilmente, corrisponde alla profonda volontà di colui/coloro che lo realizzano. Tenendo conto dei tempi, degli esborsi economici, delle energie singole e collettive occorrenti a produrlo, la vera “necessità” è nel cuore e nell’intelligenza di coloro che massimamente hanno a cuore di portarlo a termine, siano essi il  produttore o regista, o attore. In realtà nemmeno basta farlo: bisogna che sia visto; che circoli nelle sale. Altrimenti è inutile. E spero vivamente che queste note spingano, anche se poco, a vedere questo film così lucido, intenso e onesto.

 

Ciccio Capozzi, già docente del Liceo Scientifico

porticese Filippo Silvestri, è attualmente

Direttore Artistico del Cineforum

dell’Associazione Città del Monte|FICC al

Cinema Teatro Roma di Portici.

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Le giornate FAI di Primavera guardano il mare

di Rosanna De Simone

NAPOLI – Con il ritorno della tanto attesa dolce stagione tornano anche le immancabili Giornate Fai di Primavera. Sabato 23 e domenica 24 marzo più di 1.100 siti culturali saranno aperti al pubblico in tutta Italia grazie al Fondo Ambiente Italiano.

Da ben ventisette anni il Fai si impegna con queste iniziative nazionali ad aprire luoghi troppo spesso sconosciuti dal pubblico o anche inaccessibili nel resto dell’anno. Si potranno visitare chiese, ville, gallerie, luoghi diversi ma accomunati dal valore storico ed artistico che rappresentano.

Le Giornate Fai di Primavera, oltre ad essere un’importante riscoperta del territorio, sono un’occasione per riflettere sulla ricchezza del patrimonio italiano e quindi anche sulle responsabilità di tutela che ne derivano. Il Fai attraverso la sua raccolta fondi fa si che centinaia di siti siano non solo riaperti ma anche restaurati e costantemente tutelati.

La Delegazione Fai di Napoli quest’anno ha concentrato l’attenzione sulla splendida zona di Posillipo racchiudendo un’area preziosissima che va dall’isola di Nisida fino alla Tomba di Leopardi. Posillipo dalla sua verde collina offre da sempre un panorama mozzafiato sul golfo napoletano, uno spettacolo che catturò già i greci che denominarono appunto quest’area  Pausilypon, ovvero «dove cessa il dolore». La Delegazione ha infatti intitolato questo itinerario La città che guarda l’acqua, proprio per sottolineare il fantastico panorama che offrono tutti i siti che saranno aperti.

Di seguito le aperture di quest’anno in dettaglio.

Parco letterario di Nisida, via Nisida, 59

La più piccola delle isole flegree conserva un parco incontaminato e paradisiaco. Questo è stato recentemente arricchito da un percorso letterario che raccoglie tutte le citazioni dei grandi poeti che hanno reso immortale quest’isola.
Sabato e domenica dalle 09.30 alle 17 (ultimo ingresso ore 16)
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni.
Ingresso riservato agli iscritti Fai, possibilità di iscriversi in loco.
Prenotazione obbligatoria su:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-giornata-fai-di-primavera-parco-letterario-di-nisida-58846892640?aff=ebdssbdestsearch

Villa Rosebery: parco e palazzina borbonica, via Ferdinando Russo, 26

Villa Rosebery con il suo amplissimo giardino è uno dei luoghi più splendidi di Posillipo. Dal 1957 è una delle residenze del Presidente della Repubblica. Ha ospitato personaggi illustri.
Sabato (riservato agli iscritti Fai) dalle 10 alle 16 (ultimo ingresso ore 16)
Domenica (aperto a tutti) dalle 10 alle 16 (ultimo ingresso ore 16)
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni.

Parco Archeologico ambientale del Pausilypon, discesa Coroglio, 36
Il Parco Archeologico di Posillipo testimonia come quest’aerea era gradita alla popolazione fin dall’epoca antica. Racchiude tantissimi ambienti tra cui una villa e l’Odeon frequentati dalla nobiltà romana che era affascinata oltre che dalla vista anche dall’area salubre e mite.

Sabato e domenica dalle 0 alle 16.30 (ultimo ingresso ore 16)
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni e delle guide del CSI Gaiola Onlus.
Prenotazione obbligatoria su: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-giornata-fai-di-primavera-parco-archeologico-ambientale-del-pausilypon-58849664932?aff=ebdssbdestsearch

Fondazione De Felice nel teatro di Palazzo Donn’Anna, largo Donn’Anna.

Il Palazzo fu commissionato da Anna Carafa all’illustre architetto Cosimo Fanzago. Anche se il lavoro è rimasto incompiuto l’edificio conserva un particolare fascino in quanto, bagnato per tre lati del mare, sembra emergere dal fondo dell’acqua cristallina.

Sabato e domenica dalle 09 alle 17 (ultimo ingresso ore 17)
Visite in italiano a cura del Gruppo FAI Giovani Napoli.

Ingresso riservato agli iscritti Fai, possibilità di iscriversi in loco.
Prenotazione obbligatoria su: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-giornata-fai-di-primavera-fondazione-de-felice-nel-teatro-di-palazzo-donnanna-58847530548?aff=ebdssbdestsearch

Spazio privato Lia Rumma a Palazzo Donn’Anna, largo Donn’Anna

La gallerista Lia Rumma arrivò a Napoli nel 1970 introducendo nella città partenopea le avanguardie artistiche di quei fervidi anni. La galleria partenopea è un suo personale messaggio alla città affinché continui a putare sull’arte.
Apertura riservata solo il sabato dalle 11:00 alle 16:00 (ultimo ingresso ore 16:00)
Visite a cura dello staff della Galleria Lia Rumma

Ingresso riservato agli iscritti Fai, possibilità di iscriversi in loco.
Prenotazione obbligatoria su: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-giornata-fai-di-primavera-spazio-privato-lia-rumma-a-palazzo-donnanna-58848838460?aff=ebdssbdestsearch

Villa Doria d’Angri, via Posillipo

La villa Doria d’Angri è stata una delle residenze più belle del principe Marcantonio Doria d’Angri. Mirabile esempio di architettura neoclassica, conserva nelle decorazioni ancora tutte le inclinazioni artistiche dell’Ottocento.
Sabato e domenica dalle 09:30 alle 17:00 (ultimo ingresso ore 16:00)
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni.
Visite anche in lingua inglese, castigliano, creolo, francese, portoghese, ucraino, spagnolo a cura del Gruppo FAI ponte tra culture Napoli

Parco e tomba di Virgilio, Crypta neapolitana, salita della Grotta, 20

Un inaspettato bosco alle spalle della Chiesa di Piedigrotta conserva la memoria dei due grandi poeti italiani: Virgilio e Leopardi. Il sentiero che collega i due monumenti si snoda su una ripida collina, la vista che si scorge è di un’impagabile bellezza.
Sabato e domenica dalle 09:30 alle 13:30 (ultimo ingresso ore 12:30)

Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni.

Le aperture del Fai si estendono anche oltre la zona napoletana con importanti siti anche a Pozzuoli e a Massa Lubrense. Di seguito i luoghi  aperti.

Pozzuoli – Stadio Antonino Pio, via Campi Flegrei

Lo stadio fu costruito dall’imperatore romano Antonio Pio per celebrare il suo predecessore Adriano e ricordare il suo spirito filoellenico. La prima sepoltura di Adriano fu proprio nel territorio di Pozzuoli e quindi Antonio Pio, facendo costruire lì lo stadio, volle che dei giochi olimpici lo celebrassero.
Sabato e domenica dalle 09:30 alle 14:00
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni.

Pozzuoli – Comprensorio Olivetti: una fabbrica con vista mare, via Campi Flegrei, 34
Lo stabilimento è stato uno degli interventi di sviluppo economico sul sud Italia cui si dedicò Adriano Olivetti. Costruito nel 1953 l’edificio è un singolare connubio tra architettura e golfo.

Sabato dalle 09:30 alle 16:00
Domenica dalle 09:30 alle 14:30
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni.

Pozzuoli – Istituto Telethon di Genetica e Medicina, via Campi Flegrei, 34
Fondato nel 1994 l’istituto accoglie i ricercatori di tutto il mondo. Gli scienziati sono impiegati in tre ricerche: biologia cellulare, medicina genomica e terapia molecolare.

Apertura riservata solo il Sabato dalle 9.30 alle 16
Visite a cura di ricercatori Tigem,
PozzuoliVilla di Livia, via dei Campi Flegrei, 19°

È stata la villa imperiale di Ottaviano Augusto. Oltre che i mosaici conserva anche alcune sculture, tra cui la memorabile Livia come dea della Fortuna. Vista la suggestione  del luogo e il panorama che offre il sito è anche utilizzato per ricevimenti e cerimonie private.
Sabato e domenica dalle 09:30 alle 17:00 (ultimo ingresso 16:30)
Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni.

Massa Lubrense  Chiesa e convento di Santa Maria della Lobra, via Cristoforo Colombo

La vecchia chiesa della Lobra era stata fondata direttamente sul molo, dal XVI secolo si decise di costruirne una nuova e in un luogo più sicuro. Per non spezzare il legame con il mare fu costruita intorno al 1528  all’interno del borgo dei pescatori.
Sabato ore 10 -13/ 15- 17.
Domenica ore 10:00 – 13:00 (ultimo ingresso alle 12:30)
Visite a cure degli Apprendisti Ciceroni.
Massa Lubrense – Baia di Ieranto, via Ieranto, 6

L’area naturale della Baia di Ieranto è un’insenatura del Golfo di Salerno. È stata donata da Italsider al Fondo Ambiente Italiano nel 1987. La fondazione sta continuando a curare importanti interventi di restauro della macchia mediterranea originaria. Qui, secondo Plinio il Vecchio, Ulisse incontrò le sirene che tentarono di ammaliarlo nel suo duro viaggio.
Sabato e domenica dalle 10 alle 18.
Visite a cura del personale FAI.

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Il ricordo vivo di Don Peppe Diana

NAPOLI – L’Amministrazione comunale in occasione dell’anniversario del sacrificio di Don Peppe Diana (19 marzo 1994) il prossimo martedì 19 marzo alle 18 nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino ricorderà il coraggioso sacerdote con l’iniziativa culturale contro le mafie

In nome del mio popolo non tacerò

Il dibattito sarà introdotto dall’assessore alle Politiche Giovanili  Alessandra Clemente, figlia della vittima innocente della camorra  Silvia Ruotolo.

Sarà presente don Tonino Palmese, vicario episcopale e presidente della Fondazione Polis, che alle 18.30 ricorderà don Peppe.

Quella mattina di venticinque anni fa  alle 7.30 don Peppino, 36 anni, era nella chiesa di cui era parroco, San Nicola, di Casal di Principe. Il killer lo colpì con cinque colpi di pistola, uccidendolo. Perché? Don Peppe non taceva, era una spina nel fianco del clan dei casalesi. E cosa hanno ottenuto spezzando la sua giovane vita e la sua missione? Ne hanno fatto il simbolo della lotta alla criminalità. Lo hanno fatto vivere per sempre.

Nel corso della cerimonia verrà presentato il libro con testo teatrale Cravattari di Fortunato Calvino.

La presentazione verrà introdotta dall’assessore alla Cultura e al Turismo  Nino Daniele.

Nella discussione, oltre all’autore interverranno Giulio Baffi, Livio Varriale, Giuseppina Scognamiglio. Diego Guida.

Si legge in una recensione: «L’usura appartiene al “sottosuolo”, al sommerso della società civile e dell’economia. Da un lato chi è vittima si vergogna e si nasconde, dall’altro chi sfrutta il bisogno umano agisce per acquisire, di nascosto, sempre maggiori quote di ricchezza. Calvino ci riporta a questo mondo, ma allo stesso tempo ci fa intravedere una via d’uscita : in fondo non è tanta la distanza che separa la Napoli del sottosuolo da quella straordinaria e solare di ogni giorno. Una distanza che può essere colmata dalla speranza. »

A seguire si terrà proiezione della trasposizione filmica del dramma Cravattari, con Antonella Morea, Gioia Miale, Rosa Fontanella, Laura Borrelli, Pietro Juliano.

Musiche di Enzo Gragnaniello.

La trasposizione cinematografica è stata realizzata in collaborazione con L’Unione Industriale di Napoli, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Napoli Sotterranea

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Ercolano (NA). ‘Sold out’ per le prime visite sotterranee all’antico teatro ipogeo: entusiasta il direttore

Domenica 17 marzo al Parco Archeologico sono iniziate le visite

Portici (NA) rende omaggio a uno dei suoi ‘figli’ famosi: il generale Ugo Marfuggi

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici. per nascita o d’elezione, dei quali si sta perdendo la memoria.