Caiazzo-Piedimonte Matese. Disabili non assistiti per problemi burocratici fra Comune e ambito ATO

Da ventidue anni una ragazza che chiameremo Chiara vive su una sedia a rotelle perché affetta da sempre da grave ritardo psico-motorio da encefalopatia epilettica.

Per tale gravissima patologia, a seguito di una visita medica da parte della Commissione UVI, le veniva riconosciuto un punteggio Barthel pari a 100 ovvero il massimo attribuibile.

A Chiara pertanto spetta ogni mese un assegno di cura regionale.

Questo almeno sulla carta. Perché nei fatti questo assegno non è mai arrivato in maniera puntuale nonostante i fondi per gli assegni di cura siano stati da tempo regolarmente erogati dalla Regione Campania al comune di Piedimonte Matese (ente capofila dell’Ambito C4).

Per gli anni 2018 e 2019 parte della somma che le spetta pare sia stata già corrisposta ma per quanto concerne l’anno 2017 ancora nulla.

L’intoppo ha una sua precisa origine: la dichiarazione di dissesto finanziario fatta dal comune di Piedimonte Matese nel gennaio del 2019 a seguito della quale veniva nominata la Commissione Straordinaria Liquidatrice (CSL).

Ebbene, nonostante i numerosi e reiterati solleciti di pagamento, né il comune di Piedimonte Matese, né tantomeno la CSL hanno inteso elargire quanto dovuto.

Questo nonostante che i fondi regionali non solo sono “vincolati” ma non appartengono al comune di Piedimonte Matese essendo tale Ente, come sopra detto, solamente il comune capofila cui fanno riferimento altri 30 comuni, tra cui Caiazzo (dove risiede Chiara).

La mamma della giovane sbotta: “Sono profondamente indignata nei confronti di un sistema scellerato che finora ha  volutamente occultato le ragioni per cui ha negato un diritto sacrosanto che spetta per legge ai disabili.

Sto parlando degli ormai famigerati assegni di cura, fondi stanziati ed erogati dalla Regione Campania, ma mai liquidati agli aventi diritto.

Per colpa di chi? L’elenco è lungo e composto da autorità eterogenee (Comune capofila, Ambito territoriale, Sindaci, Commissari prefettizi, Organo Straordinario di Liquidazione, Prefetti).

Credo che sia arrivato il momento di dirci la verità, dove sono realmente confluiti i fondi destinati alla cura di mia figlia e di tantissimi altri disabili?

Se qualcuna di queste autorità su elencate ritiene di avere ancora un briciolo di onestà intellettuale lo faccia e al più presto.

La dignità non si calpesta…. Mai… E non si prende mai in giro chi non ha facoltà di difendersi in prima persona.

Riguardo a questa mia ultima affermazione – mi riferisco esplicitamente ad una ex assessora regionale, che in odore di elezioni, ha avuto la faccia di bronzo di far girare un video sui social, nel quale declamava di aver risolto totalmente questa brutta storia. Io, ora pretendo risposta a questa mia denuncia, io ci metto la faccia“.

Della vicenda si sta interessando da tempo anche il consigliere comunale caiatino Amedeo Insero che è anche avvocato di fiducia della famiglia di Chiara.

Già qualche mese fa Insero denunciò senza mezzi termini l’arbitrarietà con la quale vengono gestiti i fondi regionali e la relativa situazione di stallo che teneva e tiene sospese ancora tante famiglie.

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