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Castelvetere Val Fortore (BN). ‘Viaggio fra alcuni scrittori italiani. Interviste, poesie e racconti’: sabato arriva il libro di Novelli

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Mauro Lucio Novelli, 71 anni, giornalista pubblicista, originario di Sessa Aurunca, presenterà il suo diciottesimo libro, che ha per titolo: ”Viaggio fra alcuni scrittori italiani. Interviste. Poesie e racconti”, in anteprima nazionale a Castelvetere Val Fortore, in provincia di Benevento, sabato 23 settembre alle ore 17 nella sala consiliare del comune.

Porterà i saluti il sindaco Gianfranco Mottola che, oltre a illustrare le caratteristiche paesaggistiche, turistiche e storiche del paese, evidenzierà l’importanza dell’Antiquarium di Castelvetere Val Fortore.

Sapere che più di duemila anni fa Castelvetere era già abitata da popolazioni con i propri usi, costumi e tradizioni ci rende consapevoli della straordinaria e tipicità del nostro territorio” é quanto afferma il Sindaco, che incalza:

Vivere gli stessi loghi frequentati da Sanniti, camminare sulla stessa terra, respirare la stessa ria sono azioni che riempiono di emozione e ci caricano di responsabilità.

È nostro dovere preservare i valori e le testimonianze di un territorio stratificato e amico. 

Ben venga il libro di Mauro Lucio Novelli che parla di un grande scrittore come Renato Filippelli che proviene dalla Terra Aurunca, antica e ricca di storia. Cercheremo di rendere al meglio la presenza dello scrittore nella nostra comunità”.

Dopo il Sindaco Mottola, interverranno: l’architetto Severina Tambascia, Direttrice dell’Antiquarium Comunale, e Giuseppe D’Agata, componente dell’Antiquarium Comunale. Intermezzi musicali con il sassofono a cura di Alessio Bibbò.

Il paese è situato nell’alta valle del Fortore (Sannio orientale) sulla cima di un’altura (a 706 m s.l.m.) dell’Appennino campano, ai confini col Molise, pressoché equidistante da Benevento e Campobasso. Il libro ha per titolo:” Viaggio fra alcuni scrittori italiani. Interviste. Poesie e racconti”.

Novelli ha introdotto un’opera dedicata ad uno tra i più prestigiosi intellettuali che in tempi recenti ha animato il panorama culturale del Sud Lazio e della Campania che é il prof Renato Filippelli” afferma il professore Biagio Testa, intellettuale alquanto raffinato e cultore della letteratura italiana.

Di raro spessore il contributo dato dallo studioso Filippelli, alla discussione letteraria nella nostra realtà –continua Biagio Testa- iniziato con l’insegnamento presso l’Istituto magistrale di Formia e poi proseguito all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Chi vive nella scuola non può certo dimenticare, accanto ai suoi saggi e alle opere di poesia, la sua attività di critico letterario, culminata in una splendida storia della letteratura italiana per le scuole superiori, che io, come altri docenti, ho veramente apprezzato.

Il professor Filippelli l’ho conosciuto che ero appena sedicenne, giovane liceale, allorché a Castelforte ha presentato la sua raccolta di poesie dedicata alla figlia Fiammetta.

Ero lì a sentirlo e mi è rimasta impressa la sua umanità, il grande affetto per la figlia, a testimonianza di solidi valori.

L’ho poi incontrato ancora altre volte, da ‘collega’ e anche in alcuni premi letterari, puntualmente ricordati da Mauro nel testo, non ultimo quello che si è tenuto presso l’IPSEOA di Formia: un premio di poesia riservato agli studenti, che, da presidente di giuria, lo ha visto leggere, con grande umiltà e rispetto, i versi di giovani studenti.

È la misura del grande Renato, come esemplare è stata la sua lezione di vita, di stile. ha sempre, nelle sue opere, messo in primo piano l’importanza degli affetti più intimi, della famiglia, delle tradizioni, del giusto rapporti tra gli esseri umani, della difesa della pace e del rifiuto netto della guerra e di ogni genere di violenza.

Bene ha fatto Mauro Lucio Novelli -conclude Biagio Testa- a raccogliere in questo libro le sue preziose interviste apparse su vari quotidiani e periodici locali, in occasione di manifestazioni culturali e di premi letterari a cui ha presenziato, nobilitandoli con professionalità e quel tocco di fascino carismatico che contraddistingue i grandi. D

agli articoli emerge come fosse amico e pari dei più importanti critici e scrittori contemporanei, Domenico Rea, Michele Prisco, Mario Pomilio, eccetera, e ne ha parlato sempre con naturalezza.

Appassionata e profonda la sua lettura di Benedetto Croce, quasi a proteggerlo dal limite tutto nostrano di mortificare le grandi lezioni del passato.

Molto mi ha colpito, tra le altre, una risposta del professore Filippelli al nostro Mauro Lucio Novelli sull’importanza che la donna ha rivestito nella sua vita: ‘Debbo molto alla donna, specialmente alla donna che, intrecciando il suo destino al mio (e non importa la durata nel tempo) ha rispettato il suo ruolo naturale di complementarietà, ed ha, per questo, arricchito la mia vita e offerto occasioni di crescita alla mia poesia’.

Per Renato Filippelli non solo la figura della donna ha avuto un ruolo importante nella vita e nella poesia: non va dimenticato il suo amore, in tempi non sospetti, per la natura, già chiaro quando nel 1988 fu costituita l’Associazione A.R.T.E. 2000, aderente alla Federazione Nazionale Pro Natura, e nella quale rivesti la carica di Presidente Onorario. Molto attivo è stato anche nel campo della solidarietà, ispirandosi ai sani valori evangelici e mai dimenticando gli ideali di Patria”.

Renato Filippelli, Poeta Storico della Letteratura Italiana, docente nell’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, Presidente del Premio Internazionale Culturale “Giano Città di Formia” nonché Direttore dell’Osservatorio Editoriale “Giornale del Golfo” il giorno 20 maggio 2010, ha “raggiunto la casa del Padre” lasciando un grande vuoto fra i propri cari i suoi amici e il mondo della cultura italiana.

Con Renato -dice il giornalista Mauro Lucio Novelli- siamo stati amici per quarant’anni. Il nostro sodalizio è nato quando sono stato studente in una scuola di Formia, da allora abbiamo intrapreso insieme, numerose iniziative culturali che hanno fatto sempre registrare tanti successi.

Quando nel 1988 fu costituita l’Associazione A.R.T.E. 2000 (Associazione di Ricerca Turistica Ecologica aderente alla Federazione Nazionale Pro Natura), il mio amico Filippelli accettò con piacere la carica di ‘Presidente Onorario’ partecipando a tutte le iniziative e manifestazioni organizzate nell’ ambito di Cinque Festival Internazionali di Ecologia.

L’azione di A.R.T.E.2000 nelle varie manifestazioni a difesa dell’ambiente mirava ad essere riconosciuta come un “monito a chi presume di separare il proprio destino da quella della natura.

Non è facile e forse è possibile, una risposta che non assomigli a una supposizione perché nessun meccanismo statistico è in grado di misurare i mutamenti che un’azione etica – civile promuove nella coscienza collettiva. Un fatto concreto Renato e lo scrivente -dichiara Mauro Lucio Novelli- lo avevamo raggiunto. Già nei due precedenti ‘Festival Ecologici’ la stampa nazionale diede ampio eco alle nostre iniziative.

Inoltre avevamo coinvolto quasi tutti i gestori del potere pubblico nella nostra provincia, sollecitandoli a uscire dal comodo limbo-rifugio delle adesioni di massima e impegnarsi con concretezza coraggiosa e tangibile.

Uno dei fini perseguiti sin dall’inizio da A.R.T.E. 2000 era appunto la sensibilizzazione del settore politico amministrativo.

L’altro fine, certamente più ambizioso, era quello di coinvolgere l’intero corpus sociale in un processo di rifondazione della coscienza ecologica; ebbene la massiccia presenza di un pubblico eterogeneo (professionisti, studenti, operai, impiegati e contadini) alle manifestazioni promosse da A.R.T.E. 2000 sembrava legittimare l’ipotesi che lo sforzo intrapreso aveva agito come due grosse pietre lanciate nello stagno dell’indifferenza della vile acquiescenza al degrado ambientale”.

Renato Filippelli non né uno scienziato né un ecologista di professione ma un uomo di lettere e di arte con radici ben piantate nella memoria della civiltà contadina. Ecco cosa ebbe a dire nei vari festival di ecologia organizzati da A.R.T.E. 2000: ”L’adesione ai programmi ambientali è stata per la mia vita un’immersione nei ritmi della militanza civile, dove la letteratura esorcizza sé stessa come ozio umanistico e si fa apporto e dono di saggezza propositiva. Del resto, se l’ecologia, prima ancora che scienza esatta, è sentimento immediato, stato d’animo idea-forza, io l’ho vissuta ed espressa già al tempo degli studi raccolti e solitari. Alcuni anni or sono, quando più gravi erano gli insulti ecologici per la totale mancanza di normative e di strutture idonee a porvi riparo, io scissi una lirica che ebbe onore di recensioni e commenti in quotidiani riviste e testi di scuola.

Con Renato Filippelli -ha voluto ricordare Mauro Lucio Novelli- nel 1990 abbiamo ideato il premio letterario ‘Giano città di Formia’. Nel 2009 ha tagliato il traguardo dell’ottava edizione.

Riportiamo fra i tanti un commento del Presidente Filippelli risalente al 2006 (29 maggio) nel corso della Sesta Edizione del Premio Culturale Giano: ‘Il nostro intento è quello di adeguare l’impegno di promozione culturale del nostro ambiente alle esigenze in una città che non supporta chiusure settoriali e municipalistiche. Siamo sicuri che la nuova formula onorerà la storia del ‘Premio Giano’ che polarizzò su di sé l’attenzione e il consenso amministrativo dei maggiori eventi culturali in Italia e all’Estero, ponendo la città di Formia al centro di coordinate che testimoniano la volontà da parte del gruppo Giornale del Golfo di contribuire alla rifondazione di quei valori che, ieri come oggi, costituiscono la base d’ogni crescita etico – civile’. Le conversazioni con Renato Filippelli nel corso di tutti questi anni sono state tante ed alcune le ho riportate all’interno del Giornale del Golfo.

Ricordo che nel mese di dicembre del 2002, dopo aver discusso con lui sui temi della presenza femminile e della natura nella trasposizione letteraria, nell’imminenza delle festività natalizie abbiamo affrontato un tema che potrà sembrare inusitato fra due laici come noi: ‘Il Natale nel suo più genuino significato nella civiltà dei consumi’.

A Renato posi una domanda su cosa ne pensava della posizione dei giovani di fronte al Vangelo, ecco la risposta:

‘Non credo che si possa parlare di rifiuto. Le nuove generazioni quando non sono fuorviate da falsi miti o dalle cosiddette religioni di sostituzione, care ai cultori del nichilismo, sentono il fascino del genuino cristianesimo, custodito dal Vangelo. Sono infiniti gli esempi di giovani che, attraverso il volontariato assistenziale, testimoniano, senza clamori pubblicitari, la loro adesione alla morale evangelica, al suo appello, alla solidarietà come dono gratuito, che nulla chiede in cambio.

Il viaggio nella letteratura italiana contemporanea era l’argomento preferito dello scrittore della ‘Terra Aurunca’.

Filippelli ebbe importanti incontri con alcuni protagonisti della società culturale e artistica napoletana da lui frequentata nel corso della sua attività professionale. Giova ricordare: Domenico Rea, Michele Prisco e Mario Pomilio. Proprio conversando su Mario Pompilio, scrittore nativo di una città abruzzese, Orsogna in provincia di Chieti, ma napoletano di adozione e frequentatore assiduo di paesi e città della ‘Terra Aurunca’ Novelli pose a Filippelli una domanda specifica: “Quale posto hai dato a Mario Pompilio nell’ ultimo dei setti volumi che formano la tua, e di tua figlia Fiammetta monumentale storia letterario”? La risposta non si fece attendere: “Gli ho riservato un posto ragguardevole già nella prima edizione della mia Storia quando egli si divideva fra gli impegni accademici, il lavoro editoriale e l’ufficio di deputato al Parlamento Europeo. Più tardi nella sezione antologica, ho allargato lo spazio a Lui dedicato, scegliendo e commentando brani da il Testimone e dà il Quinto Evangelico Suo capolavoro”.

In questo libro ha riportato secondo un suo criterio, Mauro Lucio Novelli, in quarant’anni di amicizia con lo scrittore Filippelli, importanti scrittori italiani. Infatti si trova un ampio reportage in merito senza trascurare importanti testimonianze di vita atte a celebrare l’immenso impegno culturale di entrambi.

Nell’anno 2015 a Sessa Aurunca si svolge la prima edizione del Premio Aurunci Parte Terra Aurunca e viene istituito un premio da consegnare a giovani poeti di valore nazionale. Riceve il premio alla memoria il poeta Leonardo Manetti. All’interno del libro vengono riportate foto, biografie e poesie del bravo poeta toscano Leonardo Manetti.

Nel 2009 avvia la sua azienda agricola, “Azienda Agricola Manetti Leonardo”, che produce vino, olio e giaggiolo.

Ha sempre vissuto a Greve in Chianti e partecipa attivamente da diversi anni alla realtà socio-culturale del paese, soprattutto con la Società di Mutuo Soccorso del suo paese (attività teatrale “Forconi di Pace” e pubblicazione libri storici locali come il Popolo dei Ricordi edito da Nuova Toscana Editrice).

Le sue passioni sono il lavoro, i viaggi, fare teatro e scrivere poesie. Prende parte a numerosi eventi culturali e rassegne di poesia.

Numerosi sono le pubblicazioni e i premi raggiunti fra i quali in memoria dello scrittore Renato Filippelli.

Arricchisce la bella impostazione grafica del libro varie foto di quadri dell’artista Lucio Novelli.

E un’occasione da non perdere questa presentazione a Castelvetere Val Fortore.

(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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