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S.Tammaro. Allevatori bufalini: si avvia a Carditello l’Osservatorio e Centrodoc Indipendente Antonio Lucisano

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Il Coordinamento unitario in difesa del patrimonio bufalino rende noto che è stato fatto un primo passo per ricostruire l’autonomia della conoscenza al servizio degli interessi collettivi: Nasce l’Osservatorio Indipendente e Centrodoc e Ricerca “Antonio Lucisano” (nella foto), uomo di competenza dalla schiena dritta e visionario con la cultura della comunità.

L’atto fondativo della Rete e Forum per il Piano Partecipato e la tutela dell’allevamento di territorio si tiene nel Real Sito di Carditello, un luogo fortemente simbolico per la storia di Terra di lavoro, dell’allevamento bufalino e della mozzarella di bufala, dunque dell’intero Mezzogiorno d’Italia.

Proprio nella Reggia di Carditello (San Tammaro, Caserta), nel 1750, Ferdinando IV di Borbone fondò la “Real Bufalaria” che avrebbe dato uno straordinario contributo allo sviluppo e all’affermazione del comparto
caseario della regione, diventando poi nel tempo una pietra miliare della filiera legata alla mozzarella di bufala campana.

L’eco che ebbe, in Napoli e tutta la Campania, la notizia che il Re aveva impiantato un moderno allevamento di bufale e, in locali annessi alla fattoria, organizzato un caseificio per la lavorazione della autentica mozzarella di bufala, fu enorme e divenne volano per tale settore economico.

Ogni mattina, almeno fino al 1860, si portava, con un veloce calesse, la produzione giornaliera al famoso botteghino di Napoli, dove si vendeva solo su prenotazione.

In questo luogo fortemente simbolico, il Coordinamento Unitario in Difesa del Patrimonio Bufalino nel costituire l’8 settembre la Rete e Forum, avanza, fra le altre, una delle sue proposte qualificanti: la realizzazione di un Centro Studi e Valorizzazione sulla Bufala Mediterranea.

Da tempo il Coordinamento (fin dai primi passi per la verità), pone il tema del vuoto di conoscenze scientifiche e tecniche su questa razza animale unica al mondo e trattato come “parente povero dei più blasonati bovini”.

Eppure questa razza dalle caratteristiche biologiche originali e dalle relazioni con il contesto ambientale particolarissimo che si è selezionata in secoli di specializzazione nelle aree acquitrinose delle foci e dei canali del Volturno e dell’areale collegato, grazie ad una lunga storia di tradizioni, ci regala un o dei formaggi più apprezzati
al mondo: la mozzarella di bufala.

A proposito di formaggi, il Coordinamento ha avuto più volte modo di ricordare come al mondo esistono tre tipi di formaggi: quelli bovini, quelli caprini e quelli ovini.

Solo l’Italia (grazie agli allevatori di bufala e ai casari che sapientemente nel tempo ne hanno determinato le
caratteristiche uniche e irripetibili) ha il quarto formaggio: quello bufalino.

E’ interesse del Paese (che ha adottato una legge che ha dichiarato l’allevamento di Bufalo Mediterraneo come patrimonio dell’allevamento e dell’agroalimentare nazionale proteggendolo) dotarsi di una iniziativa di ricerca, sperimentazione e valorizzazione che ne fissi e ne valorizzi le caratteristiche fisiologiche, ecologiche, produttive.

Necessità assolutamente evidente per intervenire sul piano sanitario nella gestione delle possibili patologie ponendo fine a quelle approssimate adottate nel caso di zoonosi che, in realtà, sono traslate da altre specie animali mentre è assolutamente evidente del rischio di fallimento quando sono applicate ai bufali che, a detta della
maggioranza degli esperti, hanno una fisiologia diversa che meriterebbe di individuare standard e pratiche adeguate (come è nel caso, per esempio, delle metodiche per individuare la TBC).

Ma occorre ben altro, occorre sviluppare serie ed approfondite azioni di ricerca che indaghino i diversi aspetti di conoscenza di questo animale e dei prodotti (derivati della carne e latte soprattutto) e ci propongano assi e strategie di tutela, selezione e miglioramento genetico e valorizzazione dell’allevamento e dei suoi cicli produttivi.

A questa proposta, che chiama in causa direttamente i Ministeri della Salute, della Ricerca e dell’Agricoltura, il Coordinamento offre un proprio personale contributo, mettendo in campo l’Osservatorio e Centrodoc Indipendente sulla Bufala Mediterranea e sui sistemi di allevamento territoriali che si costituisce come sezione del Centro di
Documentazione e Ricerca della Associazione  Per la Terra, strumento dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare e l’Agroecologia.

A farne parte, con un comitato di gestione formato dalle realtà Sociali che compongono il Forum, sono chiamati i tecnici, gli esperti e i portatori di esperienza e conoscenza che il Movimento sta incrociando in questi anni di iniziativa sulla base di tre criteri: la conoscenza e la professionalità da una parte, l’adesione alla Carta degli intenti e dei principi alla base Forum e la garanzia di indipendenza e autonomia considerata come valore etico discriminante in un tempo in cui, troppo spesso, dobbiamo registrare come i “pareri scientifici” sono piegati e
subordinati agli interessi di troppi speculatori in campo.

Il Coordinamento Unitario, alla presenza dei famigliari, durante l’atto fondativo della Rete e Forum per il Piano Partecipato a Carditello, l’Osservatorio Indipendente sarà intitolato alla figura di Antonio Lucisano che fino all’ultimo ha contribuito in maniera determinante a sviluppare e rafforzare il progetto nuovo di valorizzazione
dell’allevamento bufalino e dei suoi prodotti.

Con Antonio Lucisano ci siamo incontrati come con altri tecnici ed esperti durante i mesi di mobilitazione e ci ha colpito la forza della sua visione, la sua profonda professionalità e conoscenza dell’agroalimentare italiano e internazionale, la sua straordinaria capacità di stabilire un rapporto positivo con le persone fondata sulla
autorevolezza e su un approccio “pedagogico” che lo portava a socializzare le conoscenze ed a metterle a disposizione, la sua autonomia personale che lo portava ad assumere posizioni con ponderatezza ma anche con decisione anche quando quelle posizioni erano scomode.

Soprattutto ci ha contagiato la sua profonda umanità che lo ha portato a condividere lo sciopero della fame degli allevatori, partecipando e dando contributi determinanti nelle sedi istituzionali diverse come fu il caso di Bruxelles.

Il suo contributo ai seminari preparatori del Forum ed alla assemblea finale del Primo luglio 2023 è, per noi, un vero lascito morale, politico e tecnico che porremo alla base del lavoro del Forum e di definizione del suo progetto.

L’Osservatorio e Centrodoc Indipendente Antonio Lucisano, nasce, già nel nome, con dentro il germe su cui siamo impegnati a coltivare la malapianta della conoscenza e dell’autonomia.

Per approfondimenti: https://altragricoltura.net/articoli/nasce-losservatorio-e-centrodoc-indipendente-antonio-lucisano/

(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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