Caiazzo. Comune, Piano urbanistico: termine scaduto per impugnarlo, ma Insero non dormiva

Attento come sempre, il capogruppo consiliare indipendente ed avvocato Amedeo Insero rende noti i i principali rilievi formulati,come sempre nell’interesse collettivo al Comune, avverso l’attuale formulazione del PUC, in aggiunta alle obiezioni, anche gravi, perfino di omesse segnalazioni dovute, già formulate in sede istituzionale:

Sono ormai scaduti i termini previsti per la proposizione delle Osservazioni al Puc.

Non voglio tornare su argomentazioni da me già evidenziate e discusse nel consiglio comunale del 28 giugno scorso.

Il Piano, così come adottato, presenta numerose incongruenze e quindi va ampiamente rivisto e modificato. Io stesso, nella mia veste di consigliere comunale ho provveduto a depositare alcune Osservazioni che di seguito riassumo:

VIA LATINA   – VIA ROMA –   VIA G.B. CATTABENI

Innanzitutto via Latina lato sinistro direz. Telese, via Roma lato sinistro direz. Piedimonte Matese fino alle scale della stazione ferroviaria nonché via G.B. Cattabeni lato sinistro a partire dall’immobile successivo all’ingresso di Rione Garibaldi e lato destro a partire dalla piazzetta fino a Piazza Portavetere, vanno stralciati dalla Zona “Centro  Storico  A1“. Da secoli il centro storico di Caiazzo è perfettamente identificato e delimitato dalle antiche Mura di Cinta della Città. Non sussiste alcuna apparente motivazione tecnico/storica nè vi è stato alcun rinvenimento archeologico all’esterno delle Mura di Cinta che possa giustificare un ampLiamento del Centro Storico.

Tra l’altro, lungo le strade appena indicate, vi sono pochissimi edifici che rispondono ai requisiti previsti dall’art. 34 n. 1 della Normativa Tecnica di Attuazione (disciplina strutturale) del Puc adottato.

Ed infatti, la stragrande maggioranza degli immobili insistenti sulle strade così come sopra indicate e delimitate, è stato realizzato successivamente al 1956 nel mentre altri hanno subito ristrutturazioni e/o ricostruzioni totali che fanno sì che tali edifici non rivestano alcun carattere storico, artistico e/o di pregio ambientale così come, invece, previsto proprio dall’art. 34 n. 1 richiamato.

 CAPPUCCINI

L’adottato Puc, allo stato, prevede tutta la zona circostante de “ I Cappuccini” in zona B1!!!  Negli ultimi giorni  si è avuto modo di avere rassicurazioni da parte del Sindaco che l’inserimento della collinetta de “I Cappuccini” in zona B 1 è stato semplicemente un errore cui saranno apportate le opportune modifiche, anche perché, trattasi di zona sottoposta a tutela e vincoli da parte della Sovraintendenza ai beni Culturali.

Tuttavia, piuttosto che lasciare la zona nello stato di totale abbandono e degrado come  si presenta attualmente, sarebbe più che opportuno che al complesso Monastico, ovvero ai ruderi ancora presenti, una volta messi in sicurezza, venisse attribuita la zona A 2 (nucleo storico) ed alla zona circostante la classificazione di zona SP 11 ovvero attività di tipo ricreativo, per il gioco, il riposo, l’incontro, le iniziative culturali il tutto svolto in un’area aperta attrezzata a verde con eventuale inserimento di attrezzature ludiche di piccole dimensioni.

AREA PARCHEGGIO (zona stazione ferroviaria)

E’ evidentemente sfuggito ai redattori del Puc che la zona ricompresa tra la ferrovia e il lato a nord di via Latina inserita in zona “Area agricola periurbana di salvaguardia E 4” ed attualmente utilizzata per il gioco del basket, in realtà è stata non molti anni fa acquistata dal comune di Caiazzo ed è stata oggetto in intervento per la realizzazione di parcheggi. Trattasi di una delle ultime zone “libere” a ridosso immediato del centro della Città che potrebbe, stante il facile collegamento con via Latina, essere sfruttata per svariati utilizzi (parcheggio/sport all’aperto/zona mercatale).

 L’area indicata e tratteggiata in “Ambiti di Trasformazione” andrebbe, quindi, fatta collocata in zona     F 2- F 4

Si segnalano, inoltre, i seguenti altri grossolani errori riportati attualmente nel Puc

  • in via Astolfi (adiacente ex palazzo Cervo) non risultano riportati sia la piazzetta che il parcheggio nel mentre l’area è classificata B 1.  L’area, invece, va inserita in zona F 2
  • in via Cerretelle, proprio al confine con il territorio di Alvignano, due strutture  risultano inserite in “Area agricola” nel mentre nelle stesse insistono insediamenti produttivi (carrozzeria e  rivendita macchine agricole. Gli immobili vanno collocati in zona D 1
  • alcuna logica, poi, si intravede nell’avere, in zona ormai da ritenere “centro urbano” (triangolo che va da via S. Andrea a via Astolfi innesto SP 330)  escluso solo  alcune aree dalla zona B 1.

Eclatante appare, poi, il non aver minimamente previsto (almeno sulla carta) un’arteria che bypassi il centro cittadino per i mezzi pesanti.

(Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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