Caiazzo. Toccante ricordo dell’allieva Maria Fiore per ‘l’ottava’ del compianto Maestro Nino Marcuccio

fioremaria-chiesa-0666-466x315Si è decisamente riscattata, deve presumersi anche agli occhi dei critici più spietati, Maria Grazia Fiore,

allorché venerdì sera, conclusa la cerimonia commemorativa nell’ottava del trapasso del compianto Nino Marcuccio, la presidente della Pro Loco (nella foto a sinistra) ha inteso ricordare il locale predecessore e mentore con parole improvvisate quanto sentite, tanto da indurla più volte all’indugio prima che le sue gote fossero solcate da lacrime che hanno indotto più volte all’applauso i numerosi fedeli che (davvero eccezionalmente per una messa vespertina) per l’occasione affollavano il duomo.

caiazzo-funerali+marcuccio-587-466x310Applauso tra l’altro spontaneo proprio come quello levatosi, ancor più scrosciante e prolungato, allorché, otto giorni prima, il carro che trasportava verso la nostra estrema dimora il feretro del compianto, proveniente dal medesimo tempio, si soffermò per qualche istante davanti alla vicina sede della Pro Loco (nella foto a destra), non a caso definita seconda casa del compianto finché il Signore gli ha donato la forza di muoversi, quindi di trascorrervi gran parte delle giornate.

 

marcucci-15x10-nino+pro-loco-11nFino a quando, cioè, il professore Giovanni Marcuccio, ovvero l’amico di tutti Nino, o meglio Ninuccio, da qualche anno non è stato costretto, con tormento per noi solo immaginabile, a rinunciare al contatto costante e diretto col popolo, cioè con tutti i suoi estimatori, alcuni dei quali, forse anche stoicamente, hanno preso o continuato a frequentarne l’abitazione di via Umberto I°, a pochi metri dalla Pro Loco, ormai irraggiungibile per il compianto, che, però, ha continuato a rappresentare sempre il faro per tutti i componenti del benemerito sodalizio locale, tanto da esserne designato presidente emerito, o meglio onorario, dai suoi dirigenti, espressamente riunitisi per l’occasione proprio nella sua casa, ormai trasformata in esposizione permanente delle sue numerosissime opere destinate a perpetuarne la gran versatilità artistica.

caiazzo-estate-caiatina-1983-466x315In particolare apprezzatissime opere pittoriche, arte alla quale il compianto ha potuto continuare a dedicare le sue residue energie, estrinsecando il suo incomparabile talento finché, nell’ultima decade di agosto, una maledetta crisi respiratoria non ne ha imposto il ricovero presso il reparto di terapia intensiva del nosocomio casertano, ove purtroppo, l’ultimo giorno dello stesso mese, all’alba, il suo cuore ha cessato per sempre di battere.

Significative le date di tale ultimo lasso, in cui, negli anni di suo maggior vigore, il compianto ha organizzato eccezionali spettacoli, di caratura internazionale, nella sua amata Caiazzo e in particolare al largo Fossi e in piazza Verdi, come saggiamente il professore Marcuccio ha sempre continuato a chiamarle l’antica agorà, anche dopo che, chissà quanto opportunamente, è stata intestata al patrono santo Stefano Minicillo, tanto venerato in città quanto, purtroppo, ormai ignoto oltre le sue mura, tanto da essere confuso con l’omonimo ma molto più famoso protomartire, ricordato dalla chiesa il 26 dicembre.

 

La cartina di tornasole per gli immancabili scettici è sempre disponibile sul web semplicemente digitando le parole chiave, cioè “santo Stefano”, su qualunque motore di ricerca.

va-pensiero-verdi-best-11-466x315Ma questo è un altro discorso, peraltro sicuramente non condiviso, soprattutto da quanti ignorano il talento musicale, davvero straordinario, del “cigno di Busseto” e la stessa circostanza che nella città di cotanto buon vivere, il cambio di denominazione “de quo” è stato disposto proprio nell’anno in cui, nel mondo, se ne commemorava il bicentenario della nascita.

Ma anche per ristabilire il meglio, nel rispetto dei “desiderata” del compianto, preziosa potrebbe rivelarsi la Pro Loco, che ha sede proprio nell piazza dal nome anche per noi controverso

Va’ pensiero (con o senza apostrofo cioè elisione)…

 

Cliccare su una delle foto per ascoltare, con la mente rivolta al compianto, il più famoso coro tratto dal Nabucco verdiano.

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