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Ministro diffida ‘Un giorno da pecora’, la tv pubblica risponde: ‘Non ci sono state offese personali’

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Cucciari, Venezi e divieto di satira. Perfino la Rai boccia Sangiuliano.

IL GOVERNO DEI BAVAGLI

 Il ministro aveva diffidato “Un giorno da pecora”, la tv pubblica risponde: “Non ci sono state offese personali”

BOOMERANG
La Rai dà torto a Gennaro Sangiuliano.
Un giorno da pecora è un programma di satira che prende di mira tutti e non ce l’ha con lui. Questa la risposta di Viale Mazzini a un’interrogazione presentata in Vigilanza dai dem Stefano Graziano e Ouidad Bakkali.

La storia è stata raccontata il 5 dicembre scorso dal Fatto. Il ministro della Cultura, con tanto di lettera del suo avvocato Silverio Sica, aveva diffidato il programma di Radio1 dal continuare a sfotterlo, riservandosi la richiesta di risarcimento danni.

Nel corso della trasmissione da mesi viene posta in essere una sistematica denigrazione dell’immagine personale e del ruolo istituzionale del ministro”, si leggeva nella missiva.

In alcune puntate, proseguiva la lettera, “viene ripetutamente sottolineata l’implicita inadeguatezza del ministro e la carenza di preparazione culturale della persona”.

La vicenda, quindi, “denota un intento diffamatorio tanto più grave se si considerano il profilo e la personalità di Sangiuliano, laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca e professore a contratto in diversi atenei”.

Insomma, per il legale, il ministro di titoli ne ha da vendere: come si suol dire, possiede le physique du rôle, mica balle. Quindi gli sfottò sono fuori luogo.

Ieri è arrivata la risposta di Viale Mazzini alla Vigilanza. “Un giorno da pecora è un programma di satira basato sull’ironia e caratterizzato da una conduzione scanzonata”, scrivono dalla Rai.

E sulle puntate in oggetto “non si ravvedono intenti denigratori né offese personali, ma solo interventi di taglio satirico che accomunano tutti i personaggi presi in giro dal programma”.

Insomma, sacrosanto diritto di satira e nessun accanimento. Come aveva spiegato anche Giorgio Lauro, conduttore del programma insieme a Geppi Cucciari, sentito a caldo. “Sangiuliano?

Ma noi prendiamo in giro tutti, lui non è nemmeno tra le nostre vittime più assidue…”, il suo commento, cadendo dalle nuvole. I più smaliziati hanno però collegato la vicenda alla figuraccia rimediata dal ministro alla scorsa edizione del Premio Strega, dove lui stesso, in giuria, aveva ammesso di non aver letto i libri finalisti che però aveva votato, rispondendo alla domanda di una sbigottita Geppi Cucciari, che presentava la serata. Il ministro della Cultura in queste ore è però sembrato recidivo per un presunto scivolone, sempre sulla satira, questa volta su Virginia Raffaele. Secondo quanto riportato da Repubblica, a Sangiuliano non sarebbe piaciuta l’imitazione della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, nota anche per le sue simpatie destrorse, da parte di Virginia Raffaele durante il programma di Rai1 Colpo di luna.

Notizia che però viene smentita dal ministro. “Stimo molto Virginia Raffaele, che mi fa molto divertire. Da parte mia non c’è stata alcuna pressione su nessuno, è una fake news bella a buona”, dice Sangiuliano al Fatto.

Versione confermata da Viale Mazzini. “Non c’è stata alcuna pressione da parte di Sangiuliano sulla Rai in merito alla vicenda dell’imitazione di Venezi da parte di Raffaele”, sottolineano fonti dell’azienda alle agenzie. Nessun commento dal presunto oggetto di pressioni, il vicedirettore del prime time Giovanni Anversa, ex braccio destro di Stefano Coletta.

Ma la polemica nel frattempo era scoppiata. Anche perché a molti è sembrata l’ennesima forzatura della destra sulla tv pubblica.

Le pressioni dei politici sul servizio pubblico sono intollerabili, tanto più se indirizzate ad attaccare la libertà di satira. Solidarietà a Virginia Raffaele e ci auguriamo che il ministro smentisca”, le parole della presidente della Vigilanza, Barbara Floridia (M5S).

Fino a quando avremo la sciagura di dover assistere alle gaffe, alle performance farsesche e agli interventi scomposti sulla libertà di satira da parte di Sangiuliano?”, si chiede la pentastellata Anna Laura Orrico.

Fortemente critico anche il Pd. “Bisogna esser seri mentre la destra costruisce la sua egemonia culturale? O forse la destra di governo ha in mente di introdurre il reato di satira”, si domanda la dem Irene Manzi.

Secondo Beppe De Cristofaro (Avs), invece, “questa destra è ossessionata dalla Rai e dal suo controllo, da Report agli sketch di Paolantoni sulla natività, da Geppi Cucciari a Virginia Raffaele, non passa giorno senza un attacco”.

(Di Gianluca Roselli – Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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