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Galleria Umberto I, non solo belle époque

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Napoli, capitale europea, ancora nel periodo post-unitario poteva gareggiare con Parigi per cultura e arte nell periodo della belle époque 

CITTÁ METROPOLITANA DI NAPOLI – Nel Museo del Corallo di Casa Ascione, alla presenza del padrone di casa, Giancarlo Ascione, uno dei fratelli proprietari dell’omonimo marchio, celebre e antica famiglia di Torre del Greco lo scorso mercoledì 8 febbraio si è svolta la conferenza La Galleria Umberto I e la belle époque napoletana.

L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Fucina Umanistica Digitale.

L’evento ospitato in una sala dello showroom di piazzetta Matilde Serao davanti a un folto pubblico, hanno discusso il Professor Francesco Barbagallo, il Professor Fabio Mangone e la Professoressa Isabella Valente, introdotti e moderati dal Presidente di Fucina Umanistica Digitale, Francesco Carignani.

Carignani ha aperto l’incontro ringraziando per la disponibilità della famiglia Ascione, lodando la loro sensibilità vero tutte le iniziative culturali.

Ha quindi proseguito tracciando i punti salienti della storia della galleria, lasciando la parola al Professor Barbagallo, cui ha chiesto di descrivere cosa avremmo potuto vedere ad inizio Novecento in questa zona.

L’intervento del Professor Barbagallo ha dipinto una Napoli post-unitaria particolarmente attiva, sia nel campo commerciale che nel campo culturale. Una cittá che in questi settori ha continuato a mantenere il ruolo di una capitale europea fino alla Prima guerra mondiale, grazie al cinematografo dei fratelli Lumière  in Galleria, scelta nel 1896 come sede della prima sala cinematografica napoletana, Ha poi parlato dei caffè e dei negozi, ma anche agli alberghi internazionali della zona, soffermandosi sui magazzini Mele, una delle eccellenze internazionali partenopee.

Ha inoltre sottolineato come il vero limite della città fosse la quasi totale assenza di una classe di industriali locali, settore controllato da capitalisti stranieri.

La Professoressa Valente ha invece parlato dell’Arte. Gli artisti napoletani erano infatti un punto di riferimento culturale, partecipando con successo alle più importanti mostre interazionali.

Nella sua presentazione ha inoltre mostrato immagini con i dettagli delle magnifiche decorazioni della galleria, analizzandone i significati e svelando gli autori di quelle opere, purtroppo poco note ai napoletani, come ha dimostrato lo stupore del pubblico in sala nel vedere quelle immagini delle opere spettacolari.

Infine il Professor Mangone ha illustrato la nascita della galleria, soprattutto la sua funzione, evidenziandone gli aspetti positivi, ma anche i limiti che hanno caratterizzato le criticità nel corso degli anni, fino ad arrivare ai giorni nostri, auspicando che la Galleria non sia chiusa da cancelli la notte, ma continui ad essere vissuta dai cittadini 24 ore su 24, pur preservandone il decoro.

L’evento ha reso i partecipanti maggiormente consapevoli della storia e delle bellezze della Galleria Umberto I, nonchè desiderosi di voler scoprire quei dettagli che sono finora sfuggiti

 

(Fotografie di Flora Anastasio)

L’articolo Galleria Umberto I, non solo belle époque proviene da Lo Speakers Corner.

(Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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