2 Giugno 2021 l’Italia celebra la Festa della Repubblica nel 75esimo anno dalla nascita.

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di PIERO GABRIELE

Celebrata per la prima volta il 2 giugno del 1947 la Festa della Repubblica deve la scelta della data al fatto che tra il 2 e il 3 giugno 1946, si tenne il referendum con cui gli italiani scelsero di far diventare l’Italia una Repubblica costituzionale, abolendo la monarchia.

Un giorno di grandi celebrazioni dunque ma anche di una vera e propria rivoluzione culturale; il voto referendario infatti segnò anche l’introduzione del suffragio femminile.

Celebri e numerose le immagini che mostrarono all’epoca file di donne in coda per esprimere la loro idea di Italia.

Fu proprio la foto di una ragazza sorridente che sbuca dalla pagina del Corriere della Sera, il giorno della proclamazione della Repubblica nel giugno 1946, a diventare da allora e per i decenni a venire il “simbolo” della Repubblica Italiana. Una foto-icona di una giovane donna milanese rimasta anonima fino al 2016 quando un articolo del quotidiano La Repubblica svelò al grande pubblico non solo l’identità della donna, ma anche i legami con la storia del giornalismo italiano.

Anna Iberti, questo il suo nome, lavorava come impiegata nell’amministrazione del quotidiano socialista Avanti!

Futura moglie di Franco Nasi (uno dei primi giornalisti del Giorno) fu immortalata dalla macchina fotografica di Federico Patellani formatosi in diritto nel contesto delle vecchie famiglie milanesi.

Appassionato di pittura e letteratura, Patellani lasciò la professione di avvocato nel 1939 per dedicarsi definitivamente al fotogiornalismo. Il suo percorso da fotogiornalista culmina con il personale manifesto “Il giornalista nuova formula”, pubblicato dal gruppo editoriale “Domus”, in cui rivendica la dignità della professione esponendo i principi su cui si fonda la nuova professione del fotografo giornalista:

 Bisogna insomma, per il servizio e per sé, saper cogliere l’atteggiamento momentaneo, il movimento, il sensazionale, l’essenziale di ogni cosa. Certamente è difficile il fondere in una sola fotografia i valori documento-bellezza.

Sta qui la classe del fotografo.” – Federico Patellani

 

Nell’immagine di Anna Iberti che sorride alla vittoria del referendum da parte dei repubblicani c’è l’essenziale della storia, della documentazione e della bellezza da lui ricercata.

Se nel resto d’Italia si visse una marcia inarrestabile verso una democrazia parlamentare, la provincia di Caserta mostrò il volto plebiscitario monarchico-sabaudo.

Fu lo storico Giuseppe Capobianco (Santa Maria a Vico 27 giugno 1926 – Caserta 27 settembre 1994) a ricostruire le tensioni dei giorni successivi al referendum in cui a fronte di un risultato in provincia a favore della monarchia dell’83,12%, questa fu sconfitta a livello nazionale.

Il 9 giugno i monarchici bruciarono la sezione di Brezza e il 10 quella comunista di Grazzanise.

Dalle ricostruzioni di Capobianco emergono gli assalti ai Municipi di Capua e Maddaloni, respinti dalla polizia che però non riuscì a impedire la devastazione della Prefettura di Caserta.

Furono i piccoli centri rurali dove si registrarono punte di più del 90% di consenso per la Monarchia Sabauda, tanto da spingere lo storico ad adoperare l’espressione “campagna sanfedista” risalente al lessico dei reazionari di fine Settecento, difensori dell’Antico Regime, per definire la propaganda e le sommosse che ne conseguirono.

(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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