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‘L’Espresso’: tante novità nel nuovo numero, in edicola e online da domenica 17 luglio

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ImageIl nuovo numero in edicola e online da domenica 17 luglio.

Quattro persone in macchina. Al volante c’è Renzi, al suo fianco Berlusconi, sul sedile posteriore Boschi e De Benedetti. Campeggiano sulla copertina del nuovo numero de L’Espresso perché sono i protagonisti per il nostro Paese dell’inchiesta internazionale Uber Files che svela chi ha lavorato a fianco del colosso della gig economy spingendo per cambiare le leggi.

Il numero dell’Espresso che trovate in edicola domenica è stato chiuso in redazione mercoledì sera, e per questo non ospita tra le sue pagine il tributo al nostro fondatore Eugenio Scalfari, che troverete invece la prossima settimana. Sul nostro sito ospitiamo il ricordo di Bernardo Valliil saluto di Lirio Abbateil primo editoriale di Scalfari e molti altri ricordi e articoli.

“Uber e i suoi chaffeur” è il titolo dell’inchiesta di copertina Paolo Biondani e Leo Sisti. Che svela i diversi ruoli dei personaggi ritratti da Stefano D’Oriano: con Renzi e Boschi nel governo e Berlusconi come fan occulto, mentre De Benedetti era azionista dell’azienda. Che in un’intercettazione tra due dirigenti, sottolinea Lirio Abbate nel suo editoriale, veniva definita così: «Siamo fottutamente illegali».

È arrivato ai titoli di coda il governo Draghi: partito per riunire tutti e diventato, come scrive Susanna Turco, «il governo di nessuno». Per il futuro basta con le maggioranze innaturali, raccomanda a Carlo Tecce Luigi Zanda, già proiettato verso le nuove elezioni. Ma l’Italia intanto ha altri problemi: la giustizia va a rilento per mancanza di giudici (ne scrive Simone Alliva), le assicurazioni preannunciano aumenti (di Vittorio Malagutti), e mentre la caccia al gas arriva in Argentina (di Ludovico Mori), per chi ha il riscaldamento a pellet, senza i rifornimenti russi, si preannunciano tempi duri (Alessandro De Pascale).

Ma non ci sono solo brutte notizie: Erika Antonelli ci parla dei giornali indipendenti che fanno riscoprire la carta ai giovani, e Alan David Scifo racconta le storie di chi era andato a lavorare all’estero ma ha scelto di tornare.

La guerra in Ucraina continua: gli abitanti del Donbass, conteso e martoriato, sono rassegnati a morire (di Sabato Angieri) anche se i canali per la negoziazione sono aperti, spiega il generale Figliuolo a Giancarlo Capozzoli. Nel mondo arabo-islamico, la crisi della Tunisia (di Matteo Garavoglia) impallidisce davanti alle sofferenze degli afgani dopo un anno di regime talebano (di Giuliano Battiston). In Bosnia invece la vita riprende i suoi spazi, fino a trasformare in un trampolino per tuffi il martoriato ponte di Stari Most (di Marta Bellingreri).

Intanto la libertà di tutti i cittadini del mondo viene messa in pericolo dagli attacchi ai diritti civili che arrivano dagli Usa e diventano un modello per i governi reazionari (di Gaia van der Esch). Ma anche dalla quantità di dati che i nostri smartphone vendono a governi e aziende (Simone Pieranni ne parla con David Lyon).

E l’Espresso chiude con un focus sulle vacanze intermittenti di questa estate 2022 (ne scrive Emanuele Coen con una testimonianza di Tim Parks) e due racconti inediti di Guadalupe Nettel (li introduce Rossella Milone). Ottavia Piccolo spiega a Francesca De Sanctis perché al teatro del passato preferisce il presente dei testi di Massini, Margherita Abis racconta come il cinema in 3D aiuti la ricerca sugli animali preistorici, lo stilista Marras fa un elogio del caos (di Giuseppe Fantasia). E tre giornaliste (Francesca Basso, Serena Cacchioli, Federica Delogu) ricostruiscono lo “scandalo delle tre Marie”: le scrittrici femministe che sfidarono la dittatura di Salazar con la riscrittura erotica di un classico della letteratura portoghese.

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(a cura di Angiola Codacci-Pisanelli – Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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