L’antichissimo Palazzo Capuano

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A Portici, in piazza San Ciro, si erge mutilato uno degli edifici più antichi della città: Palazzo Capuano 

di Tonia Ferraro e Stanislao Scognamiglio

L’imponente edificio, ancor oggi definito Palazzo Capuano fu fatto erigere tra il 1200 e il 1225 da Gualtiero Galeota, nobile napoletano,uomo generoso e prodigo, che proprio a Portici … promosse la fondazione di un convento francescano, da dedicare al serafico padre San Francesco (oggi detto di Sant’Antonio di Padova).

Secondo lo storico porticese Eduardo Venditti, autore della Storia di Portici illustrata Preceduta da notizie relative ad Ercolano e al Vesuvio, risalendo alla prima metà dell’anno Mille, la costruzione era quindi ancora più antica.

In seguito la proprietà  dello stabile e delle relative pertinenze, progressivamente, passò ai principi Stigliano Colonna, poi ai nobili genovesi de Mari, poi ai del Giorno, quindi alla famiglia Capuano, fino al XIV secolo, poi alla famiglia Mercurio e infine alla famiglia Materi.

In origine il maestoso palazzo si estendeva con una facciata lunga circa cento metri, da vico Casaconte fino a una masseria che costituiva il confine della Portici antica.

Il palazzo, per la presenza della volta della galleria del piano nobile, affrescata con raffigurazioni di scene bibliche dal valente pittore di origine greca Belisario Corenzio, e della massiccia torre a base cilindrica, ancor’oggi visibile, situata al centro della costruzione, su proposta del Ministro della pubblica istruzione, con legge n. 1089 del 1° giugno 1939 (Tutela delle cose d’interesse Artistico o Storico) fu riconosciuto immobile di interesse artistico e storico.

Altro pregio dell’edificio era la presenza di una sorgente, insistente nel bacino idrografico del fiume Dragone, dalla quale veniva direttamente attinta abbondante acqua corrente per servire gli appartamenti e per alimentare finanche le fontane del grande giardino, che davano vita a sorprendenti giochi d’acqua.

A Palazzo Capuano, nel corso della sua lunga storia, hanno abitato personaggi del calibro del re Roberto d’Angiò, il re poeta, e con lui, molto probabilmente, suoi ospiti vi dimorarono Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio; della Regina Giovanna I d’Angiò di Napoli; della Regina di Napoli Giovanna II d’Angiò-Durazzo, detta Giovannella, che, nel 1414,  costituì la Castellanìa di Torre del Greco, Ercolano, Portici e Cremano, del principe Scanderberg, nel 1453.

Vi nacque e, negli ultimi anni di vita, vi ha dimorato la viceregina del Regno di Napoli, donna Anna Carafa, feudataria della comarca di Torre del Greco, con i casali di Resina, Portici e Cremano, e la Duchessa di Medina las Torres.

Su Giovanna II, figura spesso sovrapposta e confusa con quella di sua zia, altra regina Giovanna, che in Spagna era chiamata Juana la Loca, sono state imbastite molte bieche leggende. Soprattutto quella che voleva che avesse molti amanti, e spesso, dopo l’incontro amoroso, li facesse precipitare dalla torre di Palazzo Capuano giù nel sottostante. Gli sventurati malcapitati pare atterrassero su acuminate lance infisse nel pavimento, come cita Benedetto Croce.

Il Palazzo Ducale cittadino è l’edificio civile più antico di Portici, mentre quello religioso è il complesso monastico di Sant’Antonio.

Del Palazzo Capuano restano pochi elementi originari: la volta a vela dell’ampio androne, la torre, i residui di piperno degli stipiti del portone, a tutto sesto e strombato. Lo stemma nobiliare sulla chiave di volta è scomparso. Il corpo di fabbrica è ripartito su due livelli, le finestre hanno timpani lineari, a eccezione quello che sovrasta il portone, che è invece di forma triangolare.

La parte più antica è costituita dalla torre, originariamente distinta rispetto al resto dell’edificio, risultato della sovrapposizione di elementi di epoche diverse. Palazzo Capuano fu perciò costruito su una struttura preesistente, la torre, sulla quale venne innestato il corpo di fabbrica del ‘300. Il prolungamento del palazzo risale invece al ‘500.

L’edificio fu “tagliato” nel 1949 per dar avvio all’apertura di una nuova strada rettilinea che congiungesse il centro cittadino con la frazione alta di Bellavista: via della Libertà.

Con il parziale abbattimento della parte centrale dell’antico palazzo, avvenne la completa distruzione degli affreschi del Corenzio.

Palazzo Capuano era chiamato‘a Cumuna vecchia: ospitò gli uffici comunali fino all’800 e la Regia Pretura fino al ‘900.

Considerato Villa Vesuviana e quindi parte del patrimonio artistico da recuperare, valorizzare e tutelare, dopo il recente restauro della torre, si spera che anche la parte abitata di Palazzo Capuano sia almeno messa in sicurezza, Sovrintendenza permettendo.

La torre, ph by Massimiliano Napolitano

(La fotografia di copertina è stata migliorata dal Michele Malaspina)

(Fonte: Lo Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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