Verso le prossime elezioni amministrative e regionali. Una supplica ai giovani, partendo dal discorso di Cosmo agli Stati Popolari.

 

Mi chiamo Marco, ho 38 anni, sono un musicista». Inizia così il discorso di Cosmo, agli Stati Popolari, la manifestazione che domenica 5 luglio ha riunito in Piazza San Giovanni a Roma precari, braccianti, rider chiamati a raccolta dal sindacalista Aboubakar Soumahoro.

Il musicista ha pubblicato ieri il video del suo discorso su Facebook, accompagnato dallo slogan «riprendiamoci le strade, riprendiamoci le piazze, riprendiamoci il futuro».
Cosmo parte dalla definizione di successo. «Negli ultimi tre, quattro anni ho raggiunto un certo grado di quello che alcuni chiamano successo. Successo è quello che la società sventola davanti agli occhi per far credere che se uno si impegna e se lo merita ce la fa. Tutto questo è falso. Questa società non è in grado di premiare tutti quelli che lavorano e si impegnano. C’è un’altra terribile implicazione: se ognuno è responsabile delle proprie fortune, allora ognuno è colpevole del proprio fallimento. Se guadagni poco o se sei disoccupato è colpa tua che non ti impegni e quindi non te lo meriti. Questo non è solo un errore, è un orrore, è un’ingiustizia spirituale che si aggiunge all’ingiustizia materiale. Ha trionfato il punto di vista degli vincitori, dei ricchi e dei potenti, e sono stati dimenticati gli ultimi».
Questo é quanto riportato dalla rivista su web Rockit.

Il diritto, la legge, la giustizia amministrata sono il derivato di una società organizzata, sono espressione del comune sentire e decidere di una società. Tuttavia, la giustizia sostanziale non è il connotato più fedele del nostro convivere, perchè non sempre la giustizia processuale o codificata nelle regole è coincidente con la giustizia sostanziale.
E come se non bastasse quanto, per davvero, la legge inquadra totalmente il volere ed il benessere della società?
Nonostante la maggiore affluenza delle nuove generazioni alle urne elettorali e l’impegno messo da questi ultimi per cercare di ritrovare un’immagine gratificante del proprio futuro nei programmi elettorali dei candidati o nei referendum popolari proposti, il cambiamento reale tentenna di fronte alla realtà dei fatti.

Nel tempo sono stati molti i volti nel
mondo della politica susseguitisi al potere. Tanti quanti sono stati i fallimenti.
Probabilmente perchè poche sono le voci giovanili in questo “mondo”, e tra questi ancor meno quelli che non abbiano mantenuto, anche se incosciamente, un background etico e morale influenzato dalle voci del passato.
Pochi sono stati quelli che imparando dagli errori delle vecchie generazioni hanno apportato veri cambiamenti, proposto programmi elettorali innovativi, e successivamente mantenuto tutte le promesse fatte od almeno una buona parte di quelle.
Pochi sono stati i coraggiosi rivoluzionari che hanno sfidato il sistema, se non nessuno.

Tutta la societá è fondata su una serie di stereotipi talmente insistenti sull’etica di questa da non permettere al cambiamento piú genuino e necessario di immettersi nel suo sistema.

Per quanto sia vero che la saggezza, la memoria e l’esperienza siano “titoli” incontestabilmente validi per un uomo od una donna di politica, ed i governi degli ultimi anni si siano, tuttavia, ringiovaniti in parte nella loro composizione; i valori di cui il nostro Paese ed ogni singola realtà regionale e provinciale necessita davvero sono concretezza e dinamicità.

Vigono tutt’ora capisaldi del “politicamente corretto” che sono stati manifestati al mondo 50 anni fa e che tuttavia hanno conquistato l’egemonia culturale degli ultimi decenni.

I grandi numeri della politica, non hanno apportato grandi cambiamenti.
Il punto di vista dei vincitori, lascia una scia di odore di vecchio.

È necessario che “gli ultimi” vengano rispettati ma che soprattutto si facciano rispettare, proponendosi per cambiare il futuro e rompendo con gli schemi tradizionalmente imposti.

Il successo non è, e non deve più essere, di chi vince ad un gioco che conosce già, ma di chi sfidando le regole miri al successo comune.

La politica deve essere una filosofia applicata.
I politici devono essere uomini virtuosi, devono cioé essere predisposti al bene, ed ottemperare alla capacità di eccellere in qualcosa, di compiere un certo atto in maniera ottimale.
Ed a cosa deve ottemperare di più il percorso vitae di un politico se non al bene della città o della regione o dello stato?

Le parole di un cantante, risultano essere molto più coraggiose ed oneste di quelle dell’intera classe politica in carica.
Molti sono gli uomini di quel mondo che promettono, e forse, in parte sognano di realizzare il cambiamento, poi peró si adattano alle comodità.

È tempo di voltare pagina. È tempo di essere coraggiosi.
È questo il momento per noi giovani di intervenire per cambiare il nostro mondo presente e futuro, prima che sia troppo tardi ed anche le generazioni più prossime vengano inglobate in questa schiavitù valoristica stereotipata.

L’articolo Verso le prossime elezioni amministrative e regionali. Una supplica ai giovani, partendo dal discorso di Cosmo agli Stati Popolari. proviene da BelvedereNews.


(Fonte: BelvedereNews – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Teleradio News

tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935; mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati