Dora Barletta presenterà il suo ultimo studio sulla tela più grande del mondo nel salone che ospita questa tela al Convitto di Maddaloni

Abbiamo incontrato la scrittrice e professoressa Dora Barletta, che, il 30 maggio, nell’ambito del maggio calatino, rassegna culturale del Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, presenterà il suo ultimo lavoro.

Dora, sei alla tua quindicesima pubblicazione dopo Santella. Che libro è questo?

Il libro è un romanzo storico, ancora una volta ambientato a Maddaloni, proprio come “Il tempo e le righe”. Questa volta, però, all’avventura, alla ricostruzione, all’emozione che la scrittura, come forma d’arte può offrire, si aggiunge una sostanza di straordinario rilievo, ovvero uno studio che mi ha portato ad espormi, e a pubblicare sulla tela del salone grande del Convitto Nazionale G. Bruno, come della tela più grande del mondo. Vorrei poter aggiungere “non solo settecentesca”. Affido ad altri cultori della materia ma anche a semplici appassionati le fila di questa articolata questione.

Di cosa parla il libro?

Il libro parte da un Mak Pi degli anni ‘60, officiato nel Convitto in un’epoca nella quale le feste del Liceo erano un’istituzione. La scoperta particolare di un liceale innamorato (sarà presente tra i miei ospiti il giorno 30 maggio, quando presenterò “La tela delle tele”), avvenuta il 18 marzo del 1964, quando alla festa cantava Peppino Gagliardi, ospite del Liceo, trascinerà il lettore a ritroso nel tempo, portandolo per mano nell’avventura della realizzazione della mastodontica tela e del suo telaio, entrambi realizzati a metà Settecento dai fratelli Funaro. Così lo farà viaggiare lungo lo scorcio di tempo successivo alla realizzazione della tela e oltre, per tutto l’Ottocento ed i primi del Novecento, in una carrellata storica vorticosa, all’inseguimento di un segreto che riguarda la famosa tela, per poi riportare il lettore a quel Mak Pi del 1964, dal quale parte tutta la vicenda. Ancora una volta fantasia e realtà si fondono.

La promozione di questo primato maddalonese è lo scopo del libro?

Non c’è dubbio. Lo è fin dal titolo.

Vuoi svelare il segreto che si rincorre nell’arco di questi tre secoli?

Dirò solo che riguarda un santo, San Francesco.

Quando sarà presentato il libro?

Il giorno 30 maggio, alle ore 18,30 nel Convitto Nazionale G. Bruno, a Maddaloni. Ringrazio il Rettore, Rocco Gervasio ed i miei ospiti speciali: Massimo Santoro che leggerà dal testo (onorandomi di questo), Marialaura Labriola e Sante Roperto, splendidi relatori; Cira Di Gennaro e Sergio Pagliarulo per il momento musicale; Gemma Amoroso e Roberto Pagliaro per quello artistico. Ci saranno molte sorprese. Chi vorrà partecipare a questa splendida serata, lo farà per Maddaloni.
Io personalmente sono particolarmente emozionata e trepidante per questa presentazione. Non vedo l’ora di ascoltare le pagine del mio libro, lette da Massimo Santoro e la voce di Cira Di Gennaro accompagnata dal maestro Sergio Pagliarulo al pianoforte, proprio sotto la tela. Saremo, infatti, nel salone grande. Tutta la tela è descritta nel mio libro, non ne ho tralasciato nemmeno un angolo. È stato un lavoro pazzesco che mi ha riempita di gioia. Maddaloni merita questo e molto di più.

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