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Perché la strage di Pizzolungo è legata all’attacco a Falcone

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Perché la strage di Pizzolungo è legata all’attacco a Falcone

 

Dopo 50 giorni dal suo arrivo a Trapani, mentre stava per scoprire la più grande raffineria di droga d’Europa, subì l’attentato. Per troppo tempo la strage di Pizzolungo è stata ignorata da molti e considerata di serie B. Ma – dopo che si era accertato che l’esplosivo usato a Pizzolungo era lo stesso del mancato attentato dell’Addaura ai danni di Giovanni Falcone nel 1989 (e si era indagato anche il boss Antonino Madonia) – nel novembre 2021, il capomafia dell’Acquasanta di Palermo, Vincenzo Galatolo è stato condannato dalla Corte di Assise di Caltanissetta a 30 anni di reclusione grazie alla testimonianza della figlia, che lo ha accusato di essere uno dei mandanti della strage di Pizzolungo, riferendo che a casa Galatolo si decidevano molte delle strategie mafiose. Ma anche il ruolo di Vincenzo Galatolo era stato sottovalutato, tant’è che era stato assolto sia in I che in II grado nel processo a suo carico (in concorso con Salvatore Riina e Antonino Madonia) relativo all’attentato dell’Addaura. Ma la Corte di Cassazione, con la sentenza del 6.5.2004 – nel confermare la condanna del Riina e del Madonia – annullò l’assoluzione del Galatolo (e del nipote Angelo, da ritenersi l’autore materiale) rilevando “la particolare vicinanza e comunanza di interessi criminali tra il Galatolo Vincenzo e Antonino Madonia”, e “l’esistenza di un comune movente connesso alle indagini che il giudice Falcone conduceva sul narcotraffico e sul riciclaggio, in cui entrambi erano coinvolti”. La strage di Pizzolungo è da ritenersi collegata alla strategia mafiosa degli anni 80/90 e, in particolare, all’attentato dell’Addaura a Falcone che parlò in proposito di “menti raffinatissime”. E, del resto, l’asse Palermo-Trapani (via Erice), era pervaso da un coacervo di centri occulti di potere massonico-mafioso: da un lato Gladio-Centro Scorpione-loggia segreta Camea (l’alleanza tra Gladio, servizi segreti, mafiosi e massoni) e dall’altro: Centro Scontrino-logge segrete Iside e Iside 2, che la Corte di Assise di Trapani (nel processo per l’omicidio Rostagno) definisce “un paravento di logge infestate da elementi mafiosi del calibro di Gioacchino Calabrò, l’artificiere della strage di Pizzolungo”. Su Gladio e sulle logge tentò di indagare Falcone (fu fermato dal Procuratore capo), non prima di aver disposto intercettazioni presso lo studio di Pino Mandalari (massone commercialista di Riina) che mettevano in luce una serie di collusioni ritenute importanti e delicate dal magistrato che avvertì il capitano dei cc Jannone (che aveva eseguito le intercettazioni): “Chi tocca questi fili muore”. E infatti.

FONTE:

DI ANTONIO ESPOSITO
1 APRILE 2022

(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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