Caiazzo. Creazione Festival: la spesa è grande, ma la ‘promozione’ microscopica!

Arguta segnalazione di alcuni lettori già sconcertati per la superficialità con cui chiunque possa aver deciso di sprecare centinaia di migliaia di euro per manifestazioni effimere, ovvero che nulla lasceranno al comprensorio e in particolare alla città del presunto buon vivere, se non, per alcune “autorità”, qualche ora di passerella e prima fila al teatrino, durante alcuni spettacoli come al solito ignorati dalla stragrande maggioranza dei residenti (altrimenti il piccolo “Iovinelli” sarebbe stato decisamente insufficiente):

Spettabile redazione, vorremmo segnalare un particolare probabilmente passato inosservato agli appannati occhi di quanti forse immaginano di potersi vantare per l’organizzazione di un presunto festival, utile forse a dimostrare solo che costoro ignorano perfino il significato di tale vocabolo oltre che con quanta faciloneria sperperi denaro pubblico quella stessa Regione che, come argutamente fatto rilevare dal giornalista (non “intruppato”) Lorenzo Applauso, da anni non paga i lavoratori impegnati nel Consorzio di Sessa Aurunca.

Comprendiamo che, di fronte a certe “scelleratezze”, possa apparire quasi irrilevante la nostra segnalazione che, invece, dimostra non solo l’incapacità ma anche la totale assenza di controlli da parte di persone evidentemente per questo pagate anche se selezionate, considerati i risultati, non è dato sapere per quali meriti.

Ci riferiamo in particolare alle spese per le varie consulenze, di cui abbiamo letto ogni dettaglio su questo portale, ed in particolare alla spesa per la promozione della manifestazione con cui, a conti fatti, in poche ore saranno sperperati trecento milioni di lire, buona parte dei quali finirà nelle tasche dei “nominati” all’inverso rispetto al Grande Fratello.

Per farla corta, basta guardare i manifesti pubblicitari di cotanta manifestazione, nelle foto allegate, che prima di pubblicare vi preghiamo di sistemare, anche per rispettare la privacy dei defunti, considerato che nessuno si è minimamente preoccupato neanche del fatto che la pubblicità per un evento comunque festoso si confonde coi manifesti di eventi invece luttuosi, senza alcun rispetto né per i morti né tampoco per i vivi.

Nello specifico però il nostro rilievo è diretto a chi forse nemmeno si è accorto che, a fronte di una spesa esagerata, i manifesti sono invece microscopici: circa la metà di quelli che si usano normalmente, tanto è vero che li hanno affissi affiancati.

Ma solo un incapace, cioè ignorante del settore per cui viene pagato profumatamente, potrebbe non rendersi conto che, anche affiancando e sovrapponendo decine di manifesti minuscoli, la leggibilità di ciascuno è sempre compromessa ovvero limitata solo a chi ci vede bene e può farlo a distanza ravvicinata.

Altro che le gigantografie fatte affiggere nel centro storico, nel maxi spazio di fronte al negozio di antiquariato, per manifestazioni decisamente meno rilevanti, almeno sulla carta cioè per la spesa…

Sarebbe interessante sapere perché e soprattutto per (colpa di) chi, ma sappiamo bene che tutti faranno orecchie da mercante, nel rispetto di un copione purtroppo ampiamente consolidato quando costoro vengono colti nel vivo.

Nel ringraziarvi per l’attenzione, vi preghiamo di pubblicare senza modificare né tagliare parte di questo nostro scritto anche perché altrimenti il senso potrebbe essere stravolto.

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