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Reggio emilia:operazione antidroga

La Polizia di Stato di Reggio Emilia ha sequestrato all’interno di un’officina, oltre due quintali di droga: 221 kg di hashish, 4 di cocaina ed 1 di marijuana .Le indagini dei poliziotti della squadra mobile hanno portato all’arresto di tre persone: il titolare, maghrebino, in regola con il soggiorno, e due dipendenti italiani.Oltre al quantitativo, impressiona la qualità dello stupefacente, di vari tipologie e confezionamento, nonché le modalità di occultamento e custodia all’interno dell’officina reggiana che era letteralmente stipata di droga ovunque: nei controsoffitti, nelle autovetture in riparazione, nei cassetti.Oltre allo stupefacente, è stata sequestrata anche una rilevante somma in denaro conservata anche sottovuoto, in contanti con banconote di vario taglio.

Foggia:traffico internazionale di droga, arresti

La Polizia di Stato di Foggia, con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Bari, ha dato esecuzione ad un´ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque soggetti e degli arresti domiciliari a carico di altrettanti individui, per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L´indagine è partita nell´estate 2017 a seguito dei gravissimi fatti di sangue avvenuti tra luglio ed agosto dello stesso anno sul Gargano, ovvero l´omicidio di TROTTA Omar a Vieste ed il quadruplice omicidio di ROMITO Mario Luciano, del cognato e di due agricoltori in agro di San Marco in Lamis. Le attività tecniche avviate permettevano di accertare che, un nuovo capo aveva preso in mano le redini del gruppo criminale, avviando un copioso traffico di cocaina che interessava le piazze di Foggia, Manfredonia e Pescara. L´uomo, sfruttando le sue importanti conoscenze, in particolare, con un pregiudicato foggiano (vicino alla consorteria criminale dei Sinesi-Francavilla) ed un manfredoniano vicino alla consorteria criminale dei “LI BERGOLIS”, avviava un fiorente traffico di stupefacenti finalizzato a realizzare profitti illeciti fuori dalla cittadina viestana. Lo sviluppo delle indagini consentiva di accertare che lo stupefacente acquistato dal gruppo veniva destinato, oltre che all´area garganica, nel tentativo di ampliare e massimizzare i profitti illeciti, anche al mercato pescarese. Difatti, i territori maggiormente coinvolti dal fenomeno del traffico di cocaina sono risultati essere i comuni di Foggia, Manfredonia, San Giovanni Rotondo, Troia, Vieste, Pescara, Montesilvano e Francavilla a Mare. L´ acquisizione di consistenti elementi probatori a carico dei soggetti facenti parte del sodalizio criminoso in questione, trovava riscontro nell´arresto in flagranza di quattro persone e nel sequestro di un laboratorio per la lavorazione ed il confezionamento della cocaina, nonché di gr. 300 di hashish. Il gruppo criminale, inoltre, si avvaleva della piena collaborazione di una donna, la quale aveva impiantato a Pescara una vera e propria base logistica, potendo contare sull´apporto di altri due soggetti. Emergeva anche un vero e proprio accordo per la fornitura della cocaina da smerciare in territorio abruzzese, tra i foggiani ed il manfredoniano; tra i fiancheggiatori di quest´ultimo si distingueva, per il prezioso contributo, il cognato, incaricato in numerosissime occasioni di fargli da autista. L´operazione odierna si pone in continuità con quella denominata “Agosto di Fuoco”, in realtà protrattasi per cinque mesi, da giugno a novembre 2018, con cui la Polizia di Stato, in tre distinte operazioni, tutte coordinate dalla DDA di Bari, ha complessivamente arrestato, per traffico di droga aggravato dal metodo mafioso, diciassette malavitosi.  

Milano:arrestato uomo per detenzione illegale di armi

La Polizia di Stato di Milano ha arrestato a Cinisello Balsamo, un uomo di 69 anni per detenzione illegale di armi comuni da sparo, da guerra e relativo munizionamento. L’arresto è scattato conseguentemente ad una attività di appostamento effettuata nei giorni scorsi, all’esito della quale i poliziotti della Squadra Mobile hanno proceduto al controllo del soggetto. A seguito della perquisizione domiciliare, ai sensi dell’art. 41 TULPS, all’interno della abitazione dell’uomo sono state rinvenute 38 armi (15 pistole, 13 revolver, 10 armi lunghe tra cui un fucile d’assalto di produzione elvetica), silenziatori, 3425 cartucce e 49 mila euro in contanti. Alcune armi sono prive di matricola, altre con la matricola abrasa.  

Torino.traffico internazionale di droga

La Polizia di Stato di Torino e i poliziotti del Servizio Centrale Operativo hanno dato esecuzione al provvedimento di fermo di indiziato di delitto per violazione della normativa sugli stupefacenti, nei confronti di due soggetti di nazionalità straniera.L’attività investigativa nasceva da altre operazioni antidroga condotte dall’Autorità Giudiziaria romena nell’ambito di un procedimento per traffico internazionale di stupefacenti. In tale attività veniva indagato un cittadino romeno che fin dal 2010 aveva collaborato con un gruppo criminale organizzato e che aveva base operativa a Torino. Tale soggetto romeno aveva il ruolo di individuare altri connazionali disposti a trasportare cocaina dal Brasile in Europa, preventivamente celata in ovuli da ingerire oppure occultata in valige con doppiofondo, in cambio di denaro.Nel periodo compreso tra il 2010 ed il 2012, sono stati reclutati diversi cittadini romeni utilizzati come “corrieri” per trasportare dello stupefacente per mezzo di ovuli dal Brasile in Italia ed Europa a beneficio di due stranieri dimoranti in Torino di nome “People” e“Ruth”.Dalle successive investigazioni condotte in Italia e che hanno visto per la prima volta l’attivazione di un operatore sotto copertura appartenente alla polizia romena, si accertava che i referenti del traffico di stupefacente era una coppia di nigeriani residenti a Torino, che avevano introdotto in Italia ed in altre città Europee ingenti quantitativi di cocaina ed eroina provenienti da alcuni Paesi del Sud America, in particolare dal Brasile.Molti di questi stranieri erano stati portati a Torino dove venivano accolti da “RUTH” che si occupava della parte logistica e del pagamento delle spese di viaggio dei corrieri, che ricevevano le somme attraverso la Western Union.Le indagini consentivano di riscontrare che uno di questi corrieri, di nazionalità romena, reclutato da “PEOPLE”, era stato già arrestato presso l’aeroporto di San Paolo (Brasile) per possesso di un chilogrammo di cocaina nel maggio del 2011.Più recentemente, un ulteriore corriere, nato in Sudan e cittadino spagnolo, veniva tratto in arresto dalla Polizia tedesca a Francoforte sul Meno (Germania) poichè celava all’interno dell’intestino 1 kg circa di eroina divisa in ovuli.Sulla scorta degli elementi raccolti, la locale Autorità Giudiziaria decideva di emettere dei provvedimenti di fermo di indiziato di delitto per traffico di sostanza stupefacente.Il Giudice per le indagini preliminari, nei termini di legge, convalidava il provvedimento restrittivo della Procura della Repubblica di Torino ed emetteva la misura cautelare della custodia in carcere.    

Pescara:assalti in gioielleria, 2 arresti

La Polizia di Stato di Pescara ha arrestato due giovani sospettati di un assalto ad una gioielleria del centro lo scorso dicembre e che stavano preparando un altro colpo.I due si erano peraltro resi protagonisti, nel febbraio scorso, dell’aggressione al giornalista Rai Daniele PIERVINCENZI, avvenuta mentre il predetto, con la troupe del programma “Popolo Sovrano”, si trovava a filmare nel quartiere “Rancitelli” di Pescara.La rapina è stata consumata la mattina del 27 dicembre, in piene festività natalizie, quando un commando armato assaltava una nota gioielleria nel centro di Pescara.Uno degli autori, probabilmente un soggetto di sesso maschile abbigliato da donna, dopo essersi fatto aprire  la porta dell’esercizio, grazie al travisamento che lo rendevano apparentemente una potenziale cliente come tante altre, armato di fucile minacciava il titolare del negozio, la commessa ed una cliente, agevolando l’ingresso di altri due complici, entrambi travisati da caschi da motociclista (uno dei quali a sua volta in possesso di arma lunga), mentre una quarta persona rimaneva all’esterno.I malviventi si impossessavano di diversi orologi (per un valore complessivo di circa centomila euro), prelevati dopo aver infranto una vetrina interna.Subito dopo i quattro si allontanavano a bordo delle due Ducati Monster che venivano rinvenute incendiate in un parcheggio distante circa un chilometro, ubicato tra via Manzoni e via Foscolo.Le indagini immediatamente avviate dalla Polizia di Stato di Pescara, hanno consentito di individuare due soggetti noti alle forze dell’ordine, sospettati di far parte del “commando”.I due risultano indagati dalla Procura di Pescara per aver preso parte alla rapina del 27 dicembre scorso, per aver illegalmente detenuto e portato in luogo pubblico due fucili ed il relativo munizionamento e per aver avuto la disponibilità delle moto rubate, utilizzate e poi bruciate dopo la rapina.Nel corso delle indagini, grazie all’ausilio delle numerose intercettazioni attivate, i poliziotti della Squadra Mobile hanno capito che la coppia era in procinto di compiere un’ulteriore rapina ai danni di un rappresentante orafo della zona.Sulla base degli elementi prospettati dagli investigatori, la Procura della Repubblica ha chiesto l’emissione di provvedimenti cautelari nei confronti dei due indagati.Nell’ambito delle indagini è stata inoltre fatta luce su un’aggressione perpetrata ai danni di un tossicodipendente della zona, malmenato con una mazza da baseball dai due indagati nel dicembre scorso.  

Palermo:2 arresti per reati in materia di terrorismo

La Polizia di Stato di Palermo, nella mattinata odierna, ha dato esecuzione al Decreto di Fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo – Dipartimento per i reati in materia di terrorismo, nei confronti di un  palermitano di anni 24 attualmente domiciliato presso il Comune di Bernareggio (MB) e di un cittadino marocchino di 18 anni, residente a Cerano (No), responsabili a vario titolo di reati in materia di terrorismo.A svolgere le indagini che hanno consentito di acclarare le responsabilità dei due soggetti gli investigatori della Sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo.L’italiano, convertito all’Islam, è gravemente indiziato dei reati di istigazione a delinquere ai sensi dell’art. 414 in relazione all’art.270 sexies c.p., per essersi reso responsabile di aver pubblicamente fatto apologia di più delitti in materia di terrorismo, condividendo materiale avente carattere estremista-jihadista e mantenendo i contatti con soggetti, italiani e non, convertiti alla fede islamica noti per il loro livello di radicalizzazione.Tali condotte sono state realizzate attraverso i più noti social network, condividendo materiale propagandistico dell’estremismo jihadista e soprattutto dello Stato Islamico (Daesh) sia di tipo documentale (infografie, istruzioni, mappe, vessilli, testi di discorsi estremisti riportanti il simbolo dell’ISIS,  e altro) sia di tipo video-fotografico (scene e canti di guerra, immagini di guerriglieri, video di esplosioni e di combattimenti, e altro); materiale di cui si riforniva sia in rete sia ricevendolo da soggetti vicini all’estremismo islamico, residenti su tutto il territorio nazionale, di cui alcuni propugnatori dell’ideologia salafita e della imposizione anche violenta delle regole della Sharia nel mondo occidentale e in Italia in particolare. Il suo fermo è stato eseguito nella provincia di Monza Brianza dagli agenti della Digos palermitana con l’ausilio dei colleghi dell’omologo Ufficio della Questura di  quel capoluogo.L’indagato ha avviato il proprio processo di radicalizzazione, già nell’anno 2017, iniziando a frequentare un luogo di culto islamico della provincia di Palermo. Successivamente, dopo aver conseguito l’abilitazione alla conduzione di mezzi pesanti, si è trasferito per motivi di lavoro, nelle zone del Nord Italia, dove ha accresciuto il suo livello di radicalizzazione, frequentando assiduamente luoghi di culto della provincia di Monza-Brianza ed intensificando le relazioni di amicizia con il cittadino marocchino ed altri soggetti italiani convertiti alla fede islamica, nonché con cittadini stranieri che pongono in essere condotte che evidenziano forme di estremismo preoccupanti. Il cittadino marocchino è ritenuto responsabile dei reati di istigazione a delinquere ex art. 302 c.p., per aver  istigato il giovane palermitano a compiere delitti contro la personalità internazionale ed interna dello Stato e, segnatamente, i delitti di terrorismo internazionale di cui agli artt. 270-bis ss. c.p., inviandogli attraverso  strumenti informatici e telematici materiale di propaganda dello Stato Islamico, informazioni relative ai combattimenti in corso in Siria, canti di guerra, video propagandistici e di combattimenti, vessilli e immagini di guerre, e invitandolo ripetutamente ad addestrarsi per recarsi a combattere nei territori occupati dallo Stato Islamico.Il suo Fermo è stato eseguito nella provincia di Novara dagli agenti della Digos palermitana, con l’ausilio dei colleghi dell’omologo Ufficio della Questura di quel capoluogo.Agli odierni indagati, inoltre, sono stati contestati i reati di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale, ai sensi dell’art.270 quinquies c.p., in relazione all’art. 270 sexies c.p., per essersi addestrati, sia in concorso tra loro che separatamente, per il compimento di atti di natura terroristica, avendo acquisito, anche autonomamente, istruzioni per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, anche rivolti contro uno Stato estero, e in particolare addestrandosi all’uso di armi, allenandosi per raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell’ISIS in Siria o in altre località, acquisendo materiale video contenente istruzioni per la partecipazione a tali combattimenti anche attraverso lo studio di tecniche di guerriglia e materiale relativo ad azioni di martirio con le tecniche dei kamikaze cui si ispirano; tutti comportamenti univocamente finalizzati alla commissione di condotte con finalità di terrorismo ex art. 270 sexies del c.p., rivolte ad arrecare grave danno a più Paesi, sia mediorientali che europei, e compiute allo scopo di intimidire la popolazione o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di tali Stati.Nell’ambito di tale attività si è, altresì, provveduto ad eseguire diverse perquisizioni domiciliari, disposte dalla Procura della Repubblica di Palermo, nei confronti degli odierni indagati e di altri soggetti, al fine di ricercare materiale di propaganda di azioni di natura sovversiva e/o eversiva.  

Monza: sei arresti per omicidio e rapine.

La Polizia di Stato di Monza ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare in carcere per 6 persone emessa dal GIP del Tribunale di Monza ed altrettanti decreti di perquisizione domiciliare, al termine dell’indagine denominata “G.T.A. Monza”.L’attività investigativa è stata condotta dai poliziotti della Squadra Mobile in collaborazione con il Reparto Prevenzione Crimine Lombardia e con l’ausilio di squadre cinofile e della Polizia Scientifica.I sei arrestati, giovani residenti a Monza e nell’hinterland, sono tutti appartenenti al medesimo gruppo, composto da maggiorenni e minorenni, noti in città come la “compagnia del Centro” o “compagnia del Ponte”. Sono tutti gravemente indiziati, a vario titolo, di un tentato omicidio e di dieci rapine aggravate, oltre ai delitti di lesioni, furto, minacce gravi e spaccio di stupefacenti, reati tutti commessi in Monza tra il Marzo 2018 ed il Gennaio 2019 in concorso tra loro e con altri soggetti minorenni.L’indagine ha delineato l’esistenza di un vero e proprio sodalizio finalizzato alla commissione di reati predatori in danno di giovani vittime, scelte perché trovate in situazioni di minorata difesa, sempre sfruttando la forza intimidatrice del branco, a volte sufficiente da sola a far desistere il malcapitato da ogni tentativo di resistenza. Il gruppo agiva anche solo per imporre il proprio controllo sul centro di Monza, come testimoniano alcuni episodi di semplici aggressioni, senza sottrazione di beni, spesso con frasi come “questa è la nostra zona”. Tra queste anche l’aggressione ai danni di un senza tetto.Durante l’esecuzione delle perquisizioni sono stati sequestrati telefoni cellulari ed altri oggetti personali degli indagati , utili per il prosieguo delle indagini.

Reggio Calabria:arresti per violenza sessuale di gruppo

A conclusione di complesse ed articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni BOMBARDIERI, la Sezione “Reati contro la persona, in danno di minori e reati sessuali” della Squadra Mobile ha eseguito, nel corso della mattinata odierna, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di C.D. classe 1999, F.S. classe 1999 e C.G. classe 1998, ritenuti responsabili di violenza sessuale di gruppo ai danni di una coetanea.Le indagini – coordinate dal Procuratore Aggiunto Gerardo DOMINIJANNI e dal Sostituto Procuratore Paolo PETROLO – hanno consentito di far luce su una drammatica vicenda di violenza sessuale posta in essere, durante una serata danzante in una località del basso Ionio reggino, dove tre ventenni, approfittando dello stato di ebbrezza di una ragazza poco più che diciottenne, la conducevano fuori dalla discoteca e abusavano a turno di lei sulla spiaggia.Dalla ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori della Squadra Mobile è emerso che la diciottenne aveva subito violenza sessuale da almeno tre giovani sulla spiaggia libera, all’esterno di una discoteca dove stavano trascorrendo la notte di San Lorenzo. L’allarme dei presunti abusi sessuali subiti dalla ragazza era stato dato da alcuni passanti al personale della Polizia di Stato in servizio di ordine pubblico fuori dal locale. La giovane veniva condotta in ospedale da un’ambulanza per le cure del caso e per essere sottoposta al protocollo sanitario previsto per le vittime di violenza sessuale.Le attività investigative venivano condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria con sofisticate intercettazioni telefoniche ed ambientali, attività di monitoraggio attraverso sistemi di videosorveglianza, l’acquisizione di dichiarazioni rese da persone informate sui fatti e con l’analisi, effettuata da personale medico specializzato, dei profili genetici (DNA) degli indagati comparati con quelli prelevati alla vittima in occasione del protocollo eseguito in Ospedale dopo la violenza.Sulla base delle risultanze investigative acquisite dalla Squadra Mobile nel corso delle indagini, i magistrati della locale Procura della Repubblica, titolari dell’inchiesta, chiedevano ed ottenevano dal G.I.P. la misura cautelare della custodia in carcere a carico dei tre autori della violenza sessuale di gruppo, i quali risultano indagati anche del delitto di atti osceni, avendo perpetrato lo stupro sulla libera spiaggia nelle immediate vicinanze del locale pubblico, frequentato anche da soggetti minorenni.Infine, C.D. classe 1999 autore, assieme ad altri due correi, della violenza sessuale di gruppo, dovrà rispondere anche del reato di violenza o minaccia volta a costringere taluno a commettere un reato, avendo minacciato una teste oculare, a poche ore dalla consumazione del fatto delittuoso, affinché non riferisse agli inquirenti ciò che sapeva, suggerendole quel che avrebbe dovuto dichiarare qualora fosse stata sentita dalle forze dell’ordine.Contestualmente il G.I.P. ha emesso la misura cautelare della presentazione alla Polizia Giudiziaria a carico di B.E. classe 1999, M.A. classe 2000 e F.S. classe 1999, per favoreggiamento personale nei confronti degli autori della violenza sessuale di gruppo, non avendo riferito agli inquirenti ciò che sapevano in merito all’episodio delittuoso e agli autori del fatto.Gli arrestati, dopo le formalità di rito in Questura connesse all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, sono stati condotti presso la locale Casa Circondariale, a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Salerno:38 arresti per traffico di sostanze stupefacenti

Nelle prime ore del mattino  circa trecento, tra agenti della Polizia di Stato della Questura di Salerno e carabinieri del Comando Provinciale di Salerno dell’Arma dei Carabinieri, con l’ausilio di unità cinofile ed il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, hanno effettuato in vari comuni della provincia di Salerno una vasta operazione congiunta dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 38 persone, ritenute responsabili, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso.

Caserta. Viandante esagitato aggredisce gli agenti: arrestato dai Carabinieri e consegnato alla polizia locale

Presso un noto locale di via Unita d’Italia, nella serata di martedì

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