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Attualità

TTACCO – Il Guardasigilli contro la procura per le notizie sulla Pitonessa: sarà vietato pubblicare gli atti di indagine Balboni: “Sanzioni per i pm” DI GIACOMO SALVINI

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GIUSTIZIA

Nordio vuole il segreto sull’avviso di garanzia. FdI: “Ispettori a Milano”

ATTACCO – Il Guardasigilli contro la procura per le notizie sulla Pitonessa: sarà vietato pubblicare gli atti di indagine Balboni: “Sanzioni per i pm”

DI GIACOMO SALVINI

8 LUGLIO 2023

Anche se dal Giappone, dove ha partecipato al G7 dei ministri della Giustizia, Carlo Nordio non poteva rimanere in silenzio. Dopo l’attacco di martedì di Giorgia Meloni ai magistrati che fanno “opposizione” e “hanno iniziato la campagna delle Europee”, il ministro della Giustizia ieri mattina si è mosso sulla stessa scia. I casi dell’imputazione coatta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e delle notizie trapelate della Procura di Milano sull’indagine nei confronti della ministra Daniela Santanchè non sono accettabili per Nordio. Così è andato all’attacco dei magistrati. Intervento che serve anche per giustificare due reazioni: la prima è la volontà di accelerare sulla riforma della Giustizi rendendo segreto (quindi non pubblicabile) l’avviso di garanzia e ogni atto giudiziario in fase di indagine, magari punendo disciplinarmente i capi delle procure da cui escono le notizie; in secondo luogo in queste ore al ministero della Giustizia sta prendendo piede l’idea di inviare gli ispettori in procura a Milano dopo il caso della fuga di notizie sul caso Santanchè. Fratelli d’Italia spinge per questa ipotesi: “Deve essere aperto un fascicolo sulla fuga di notizie e ci auguriamo che Nordio si rivalga disciplinarmente anche sulla procura”, dice al Fatto Alberto Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato che mercoledì ha difeso la ministra a Palazzo Madama.

L’attacco ai pm aveva creato una prima spaccatura a Palazzo Chigi: il comunicato di giovedì era stato ispirato dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari contro il parere più morbido dell’altro sottosegretario Alfredo Mantovano, che da mesi sta provando a tessere la tela con la magistratura più moderata (“le interferenze riguardano tutti i partiti”, ha detto ieri). Ieri mattina però, utilizzando la stessa formula di Palazzo Chigi (“fonti del ministero della Giustizia”), Nordio ha scritto un comunicato durissimo nei confronti dei magistrati. Su Delmastro è entrato nel merito del processo: “L’imputazione coatta dimostra l’irrazionalità del nostro sistema”. Ma il passaggio più significativo riguarda l’attacco ai pm sulla ministra Santanchè. Dal ministero “manifestano, ancora una volta, lo sconcerto e il disagio per l’ennesima comunicazione a mezzo stampa di un atto che dovrebbe rimanere riservato”. E qui arriva la minaccia sulla riforma della Giustizia, bollinata ieri dal Mef e in attesa di firma al Quirinale: “La riforma proposta mira ad eliminare questa anomalia tutelando l’onore di ogni cittadino presunto innocente sino a condanna definitiva”. In pratica le modifiche saranno proprio ispirate dal caso Santanchè. L’obiettivo del governo sarà quello di rendere completamente segreto (quindi non pubblicabile) il contenuto dell’avviso di garanzia fino al termine delle indagini.

L’idea è quella di pensare l’avviso solo come tutela dell’indagato senza farlo sapere all’esterno. Per questo dovrà contenere una descrizione sommaria del fatto. Inoltre l’ipotesi è quella di inserire una sanzione sia nei confronti dei giornalisti (con multe fino a 150 mila euro) ma anche disciplinari nei confronti del procuratore capo – responsabile dell’ufficio – se dovessero uscire notizie sull’avviso di garanzia. L’altro obiettivo sarà quello di limitare le intercettazioni per i reati legati alla pubblica amministrazione. Mentre in Giappone Nordio provava a convincere il commissario europeo, Didier Reynders, che l’abolizione dell’abuso d’ufficio non porterà a un indebolimento del contrasto ai reati contro la Pubblica amministrazione, nel governo intanto si fa strada l’ipotesi di mandare gli ispettori a Milano per verificare ipotetiche violazioni del segreto sul caso Santanchè.

Se ne sta parlando al ministero della Giustizia e Fratelli d’Italia spinge per questa soluzione. Balboni, senatore e di mestiere avvocato, mette in fila i fatti: “Santanchè è stata iscritta nel registro degli indagati il 5 ottobre, i giornali lo scrivono un mese dopo senza che lei lo sapesse: questo significa che la notizia è uscita dai pm o dai suoi collaboratori nonostante l’atto fosse segreto. Inoltre le indagini sono state prorogate a inizio aprile e non c’è stato il tempo di notificarlo all’indagata”. E ancora: “Un killeraggio nei confronti di Santanchè: l’unica certezza qui è che è stato commesso un reato sulla fuga di notizie”. Quindi la soluzione drastica: “Confidiamo che la procura aprirà un fascicolo per indagare sulla fuga di notizie e trovare il responsabile, mentre dal punto di vista disciplinare ci auguriamo che anche il ministro mandi gli ispettori in procura”.

FONTE:

(Fonte: Cronache Agenzia Giornalistica – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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