COVID-19 seconda fase : beffati i centri scommesse

Caserta. Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha emanato un nuovo Decreto nel quale viene sancita, a far data dal 18 maggio 2020,la riapertura dei centri commerciali  e delle attività commerciali ,comprese quelle di ristorazione . Un tentativo di ripartenza inevitabile in seguito alla catastrofe economica causata ai commercianti dai due mesi di chiusura forzata.

Da lunedi 18 maggio  i cittadini si sono praticamente catapultati in strada : si sono registrate code fuori alcuni bar , pizzerie ,ristoranti , negozi in genere  e all’ esterno dei centri commerciali  . Bene è andata anche ai parrucchieri e gli estetisti che hanno ripreso a lavorare su prenotazione ininterrottamente fino a sera tardi. 

Insomma ,nel rispetto delle restrizioni ordinate dal Governo e dalla Regione Campania, Caserta ,come tutte le altre città d’ Italia, in questi giorni sta cercando di ripartire .

In questa ritrovata normalità , pochi sanno che ad essere penalizzati dal Decreto sono stati i gestori delle sale scommesse che , e non riusciamo a capirne il motivo, la cui categoria è stata inserita tra le attività che dovrebbero riprendere lunedi 15 giugno: fra queste ricordiamo anche quella dei teatri, degli spettacoli all’ aperto, delle sale da concerto e quelle cinematografiche.

La notizia ha letteralmente colpito di sorpresa tutte quelle persone che gestivano, prima del diffondersi della Pandemia, i centri scommesse in città ,i cui titolari, in questo periodo di chiusura forzata hanno continuato a sobbarcarsi le spese di gestione e le utenze relative .

In tutta onestà , facciamo difficoltà a capire , come in un momento in cui si è deciso per l’apertura totale dei Centri estetici, Parrucchieri, Ristoranti, Pizzerie ,Bar oltre che dei centri commerciali, in che modo le sale scommesse possono rappresentare un luogo a rischio contagio più’ di quelle elencate.

Nei prossimi giorni si prevede in città una mobilitazione dei titolari e dei dipendenti delle sale scommesse che sostengono di essere in questo momento la categoria professionale più’ penalizzati dal Decreto. Non sono  chiare, infatti ,le ragioni per cui a questo tipo di attività è stata inibita l’ apertura .Gli operatori del settore fanno sapere che essi con la ripresa in data 18 maggio 2020 ,avrebbero rispettato tutte le prescrizioni in materia di tutela della salute pubblica al pari di tutte le altre attività che ieri hanno riaperto i battenti. il problema si pone e non è da poco.

Come noto da sabato 16 maggio è ripreso a pieno regime il campionato di calcio della Bundesliga e nelle prossime settimane riprenderanno i campionati in altri paesi d’ Europa. 

Una prolungata chiusura dei centri  potrebbe incrementare scommesse clandestine che , come noto,sono gestite dalla criminalità organizzata.

Se teniamo conto infine,che sono stati proprio i centri scommesse le prime attività soggette alla chiusura nei primi giorni di marzo non è difficile intuire che ,se venisse confermata la riapertura per il 15 giugno, per molti potrebbe significare la definitiva perdita del lavoro.

 

 

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