Presentazione del libro Pontelandolfo 1861. Tutta un’altra storia

Venerdì 4 ottobre con inizio alle ore 17.30 nella Sala Conferenze dello storico Palazzo Mazziotti a Caiazzo sarà presentato il libro Pontelandolfo 1861. Tutta un’altra storia di Giancristiano Desiderio edito da Rubbettino, importantissima casa editrice meridionale, per la precisione calabrese.

La manifestazione avrà inizio con i saluti della d.ssa Ilaria Cervo, presidente dell’Associazione Storica del Caiatino, sodalizio che ha organizzato l’evento, e del geom. Stefano Giaquinto, sindaco del comune di Caiazzo. A discuterne con l’autore vi sarà il prof. Felicio Corvese.

L’autore si pone l’obbiettivo di riscrivere i fatti di Pontelandolfo, vale a dire quella repressione attuata dai piemontesi che portò alla distruzione dell’intero paese con l’uccisione di tutti gli abitanti. Ma anche il limitrofo paese di Casalduni ebbe la stessissima sorte e così tanti altri paesi o cittadine, come Isernia, tanto per restare in zona. Per l’autore tutto questo libro non c’è stato, ma è solo frutto di una esagerata narrazione. L’autore dice di volersi rifare agli archivi e gli archivi dicono che solo tredici sono stati i pontelandolfesi assassinati dalle truppe savoiarde. Certo la storia si fa con i documenti, ci insegnano gli annalisti francesi, ma gli stessi storici ci hanno anche insegnato che i documenti non sono mai asettici e che bisogna interpretarli. Michel Foucault ci dice che “per la storia il documento non costituisce quindi una materia inerte attraverso la quale essa tenta di ricostruire quello che hanno fatto o detto gli uomini, ciò che è passato ed ha lasciato solo una traccia: essa cerca di definire, proprio all’interno del tessuto documentario, delle unità, degli insiemi, delle serie, dei rapporti”.

Purtroppo, a distanza di circa centosettanta anni c’è ancora un filone – maggioritario – liberal-risorgimentalista che vuole continuare a leggere i fatti realmente avvenuti sempre allo stesso modo così come finora raccontati, nonostante che svariati documenti siano venuti alla luce e tante altre ricerche siano state esperite.

Intanto sul sito del comune di Pontelandolfo leggiamo: <<all’alba del 14 agosto per ordine del generale Cialdini un battaglione di 500 bersaglieri comandati dal tenente Pier Eleonoro Negri raggiunse il paese. La gente ignara di quanto fosse accaduto a Casalduni, smarrita fuggiva dall’abitato. Ma l’ordine fu eseguito. Il giorno dopo un dispaccio annunziava laconicamente nei giornali ufficiali “ieri mattina all’alba giustizia fu fatta contro Pontelandolfo …”>>

È solo un caso che dopo circa centosettanta anni ciò che è capitato a Pontelandolfo, Casalduni, Isernia, Melfi, Bronte e tantissimi altri paesi ancora non se ne faccia cenno – almeno cenno – nei libri di storia? L’unico parallelo da farsi è con gli Indiani d’America.

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