Caiazzo. Consiglio comunale: supera la prova del fuoco il sindaco Tommaso Sgueglia

Incredibile ma vero: proprio stavolta che tanti cittadini curiosi

di assistere alle immaginabili schermaglie fra nuova e vecchia maggioranza, l’aula era gelida in quanto… l’impianto di riscaldamento era guasto: onore al merito di spettatori e amministratori incappottati!

A riscaldarla però ci hanno pensato soprattutto i componenti della nuova minoranza che hanno attaccato a testa bassa, tutti, in particolare il sindaco Tommaso Sgueglia tacciandolo di essere un traditore, incapace e quant’altro gli si potesse contestare per avere stretto l’accordo con ambo i gruppi di minoranza, azzerando l’esecutivo da lui stesso nominato, rompendo l’accordo di decennale, reciproca fedeltà con il predecessore Stefano Giaquinto e tradendo la stessa volontà popolare che, attraverso il voto, aveva sancito chi dovesse governare e chi invece stare all’opposizione.

Con calma davvero esemplare, però, il sindaco ha spiegato che si è trattato di un sacrificio inevitabile, per superare l’empasse che da vari mesi arenava l’operato dell’ente, evitare il commissariamento e le ingenti spese che ne sarebbero conseguite, gravando sui contribuenti, come peraltro ribadito dallo stesso Antimo Cerreto, passato, con evidente imbarazzo, dalla poltrona del capogruppo di minoranza, solitamente critico in particolare proprio nei confronti del sindaco, a quella del suo “alter ego”, posta proprio alla sua destra, come -ironizzava uno “spettatore”- Gesù crocefisso proprio accanto al suo detrattore: allusione non certo premonitrice…

Imbarazzante ancor più invero, per gli “osservatori” congelati e costretti a sforzarsi per comprendere le parole dal “labiale” dei vari oratori sprovvisti di microfono funzionante, vedere la figlia del tenace dottor Sibillo evidentemente appagata dal “contentino”, sempre ritenuto effimero, di presidente del consiglio, comunque importante rispetto a quello della sua vicaria ed ex compagna di minoranza, decisamente irrilevante, ma tant’è: chi si contenta… gode, soprattutto quando l’unico obiettivo è il “bene comune”!

Designazioni, peraltro, scaturite da votazione anomala poiché prima, in segno di protesta, l’opposizione ha abbandonato l’aula e dopo non si è notato il rispetto del rituale che esige l’immediata distruzione delle schede.

Ma i quattro componenti dell’opposizione, che avrebbero potuto contestarlo, erano assenti e sono rientrati solo mentre si affrontava l’argomento successivo di un’assise caratterizzata da una sfilza di interrogazioni e interpellanze, sulle quali contiamo di ragguagliare i cortesi lettori, quando potremo disporre degli atti, ad evitare eventuali errori di “interpretazione labiale” che, considerati i tempi, potrebbero essere fraintesi.

Idem anche per gli altri argomenti e in particolare per una proposta prima presentata ma poi ritirata (per ora) dalla stessa minoranza, per acquisire al patrimonio comunale i beni delle Opere Pie che rischiano di finire in mano a forestieri, che certo non potrebbero essere interessati quanto i nostri al “bene comune”.

Giaquinto, però, ha assicurato che entro una decina di giorni dovrebbe tenersi una nuova assise e quindi -aggiungiamo- ci saranno altre schermaglie: sperando che nel frattempo “per il bene comune” lorsignori si preoccupino di far sistemare l’impianto termico (e magari anche quello microfonico) favorendo in tal modo l’afflusso dei cittadini curiosi, già apparsi suddivisi fa sostenitori o detrattori delle due parti… dello stesso “cielo”: quello sicuramente bene comune!

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