Voglia di evasione, voglia di teatro/l’intervista a Ugo Bentivegna

Ugo Bentivegna attore e regista Palermitano trapiantato a Roma è l’ideatore di uno spettacolo di forte attualità e di grande impatto emotivo: Refugees

Refugees .. Il respiro dei migranti vuole, attraverso  la nostra storia di italiano emigranti accendere un faro sulle vite e spesso drammatiche vicende che si celano dietro tutti coloro  che oggi sbarcano sulle nostre coste. Si tratta di uno spettacolo teatrale che affronta un tema di grande attualità: gli spostamenti che uomini e donne fanno, oggi come ieri, alla ricerca di una vita migliore.Protagoniste le storie di migrazione di tanti italiani che un secolo fa hanno lasciato l’Italia, mossi dalla speranza di un altro possibile futuro, ma anche le storie di immigrazione di oggi verso l’Europa, meta di salvezza da guerre e violenza, che ogni giorno vediamo raccontate dai nostri telegiornali.

Ho sentito l’esigenza di tornare ad affrontare il tema della migrazione per la sua grande
attualità. È su tutti i giornali la questione umanitaria dell’accoglienza e degli spostamenti che, se oggi riguarda soprattutto gli africani, il secolo scorso riguardava i nostri connazionali, spesso i nostri stessi nonni. Ho voluto creare un nuovo spettacolo proprio per ricordare quanto è importante la memoria storica per comprendere il presente
”.

Presente e passato che si incrociano e si alternano in un rimando di sentimenti che non
conoscono tempo e luogo: dolori e sofferenze sono le stesse. A partire dall’Italia, imbarcati negli anni ‘30 del ‘900 sul famoso transatlantico Giulio Cesare diretto in Argentina, un siciliano in cerca di fortuna e una toscana vedova, due vissuti che si scopriranno accomunati dalla speranza e dalle stesse paure dell’ignoto. Alberta (Marianelle Bargilli), costretta dalla povertà, ha lasciato suo figlio in Italia e, durante la
traversata oceanica, gli scriverà delle lunghe lettere piene di aneddoti e amore, raccontandogli quello che sta vivendo. Anche Salvatore (Mario Incudine), non avendo alternative, ha dovuto abbandonare la sua Sicilia contro la sua volontà. A consolarlo il suo bel canto, che, nei momenti più drammatici, allieterà la malinconia e la solitudine del viaggio.

A fare da contraltare alla memoria, il presente con due personaggi attuali, il regista dello
spettacolo nel suo ruolo reale (Ugo Bentivegna) e una video maker/cantante (Enrica Arcuri).I due interagiranno durante lo spettacolo, raccontando le storie di rifugiati celebri nella storia e cantando canzoni che rimandano alla nostra memoria. La loro sensibilità li ha avvicinati alle storie dei tantissimi ragazzi che oggi sbarcano sulle nostre coste, e in particolare a quella di un ragazzo africano che dal Gambia arriva in Italia e ottiene la protezione sussidiaria. La sua storia di migrante inizia nel 2013 quando lascia il Gambia in cerca di una vita migliore e lontana dalla dittatura. Attraverserà il Senegal, il Mali, il Burkina Faso, il Niger e la Libia prima di salire su un barcone che lo porterà a Lampedusa.

Lo spettacolo è multimediale, interattivo e partecipativo. La musica e le canzoni saranno
elementi narrativi quanto le parole e le interpretazioni degli attori. Lo spettacolo può essere rappresentato sia in teatri o luoghi al chiuso, che in piazze e luoghi all’aperto. “Refugees .. il respiro dei Migranti” può avere un anche un diverso allestimento dal titolo Refugees … Il Respiro dei Migranti Opera Paese , in cui durante una fase di laboratorio col Regista e gli interpreti dello spettacolo, gente del luogo sarà coinvolta attivamente nella rappresentazione dello spettacolo, interpretando personaggi legati alla nostra tradizione di emigranti.

Bentivegna, cosa pensa della situazione del Teatro in questo momento?

Credo che il Teatro stia soffrendo moltissimo, e per Teatro intendo tutto l’indotto che esso rappresenta. Sembra che i nostri rappresentanti non conoscano l’importanza di un evento dal vivo quale il teatro e ne sottovalutino i benefici per il pubblico; durante tutti i vari decreti che si sono succeduti nessuno ha mai parlato di Teatro, di Calcio sì di Chiesa sì, ma mai di Spettacolo dal vivo.

Perchè crede che oggi debbano riaprire i teatri?

Credo che in sicurezza bisognerebbe dare il giusto posto ad un Arte che fa bene all’anima oltre che alla società tutta; l’estate è alle porte, la gente ha bisogno di evasione, ha bisogno di teatro, musica, concerti… ma i comuni che durante l’anno avevano stanziato dei fondi per gli eventi all’aperto della prossima estate, credo che non abbiano più tali fondi e quindi lo stato dovrebbe pensare a sostenerli dando la possibilità ai professionisti del settore di fare il loro mestiere e ai cittadini di fruire di attività culturali che alleggerirebbero questi mesi durissimi per tutti

Pensa che il suo spettacolo “Refugees … ” possa essere uno di quegli spettacoli che il pubblico gradirebbe?

Non lo credo, ne sono certo; lo spettacolo ha già debuttato in diverse location, porti, piazze, teatri, giardini ecc… il pubblico rivivendo la nostra storia di emigrazione ha capito meglio , ricordando, ciò che si cela dietro Persone che oggi vengono spesso considerati soltanto numeri. La bravura degli artisti coinvolti in questo spettacolo: Marianella Bargilli, Mario Incudine, Enrica Arcuri e il sottoscritto ha reso questo spettacolo emozionante, commovente ma anche divertente e comprensibile a tutti. La musica e il bel canto popolare, attraverso le voci di Mario Incudine ed Enrica Arcuri,  coinvolgono lo spettatore in un atmosfera d’altri tempi, la recitazione asciutta, vera e drammaticamente coinvolgente della bravissima Marianella Bargilli accompagna il pubblico per mano all’interno di una storia di ieri ma estremamente attuale, e il ruolo di Ugo Bentivegna, giornalista e regista all’interno dello stesso spettacolo, fa conoscere agli spettatori diverse storie di personaggi famosi che hanno avuto storie di esili come quelle dei cittadini che oggi affrontano il mare per raggiungere le nostre coste; ed infine la presenza in scena di un ragazzo africano che racconta la sua personale storia rende il tutto estremamente vero.

Cosa augura ai suoi colleghi?

Auguro a tutti noi di sopravvivere, stringere i denti e ricordarci che il teatro è vita, e che il nostro mestiere, con tute le sue difficoltà, è il mestiere più bello che esista.

Ringrazio Belvederenews e Pasquale Vitale per la sua sensibilità verso una tematica spesso bistrattata e fornisco la mia mail per tutti gli enti che vorranno, in estate, portare Refugees nei propri territori: ugo.mastorna@libero.it.

 

 

 

Una scena da Refugees

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