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Attualità

Reggia di Carditello modello di politiche inclusive

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OpenCoesione, pubblicato il focus sulle politiche inclusive applicate anche dal Real Sito di Carditello

In occasione della Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo – istituita il 21 maggio dalle Nazioni Unite per stimolare il dialogo fra differenti culture – arriva un importante riconoscimento per il Real Sito di Carditello, che premia la crescita sostenibile e la politica inclusiva della Fondazione guidata dal presidente Luigi Nicolais.

OpenCoesione – l’iniziativa di open government coordinata dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri – ha inserito la Fondazione Real Sito di Carditello nel focus sui modelli virtuosi delle politiche di coesione applicate a musei e siti culturali per finanziare interventi destinati all’accessibilità e all’inclusione, insieme alla Fortezza delle Verrucole, nell’area interna della Garfagnana, e ad alcuni siti Unesco dell’area adriatica.

Ha spiegato Roberto Formato, direttore della Fondazione Real Sito di Carditello: «La missione di Carditello si concentra sul ruolo sociale dei musei e dei siti culturali, e sulla capacità di contribuire al cambiamento e al benessere del territorio, producendo nuovi format, assicurando una fruizione sempre più inclusiva e favorendo la partecipazione della comunità non solo sul fronte culturale, ma anche in campo ambientale e di attivismo civico.»

Un valore ancora più significativo, considerato che l’International Council of Museums (ICOM) ha dedicato il 2020 al tema Musei per l’eguaglianza: diversità e inclusione e che Carditello fino a pochi anni fa era il simbolo del degrado e dell’abbandono nella Terra dei Fuochi. Oggi, dunque, costituisce un esempio di riscatto e rinascita, aperto a famiglie, bambini e rifugiati politici grazie anche all’accordo con il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) del Ministero dell’Interno.

«Carditello ha una storia importante – ha continuato il direttore – siamo nella Terra dei Fuochi, in un’area che è stata scelta dieci anni fa come discarica nel periodo della crisi dei rifiuti in Campania. Oggi, grazie agli investimenti della Fondazione, abbiamo appena completato la bonifica di un deposito di amianto, a 30 metri dall’ingresso principale, asportando 700 tonnellate di terreno contaminato.»

Dall’analisi dei dati – effettuata dal Nucleo di valutazione e analisi della programmazione (NUVAP) e da OpenCoesione – si evince che su 6,5 miliardi di euro di investimenti totali nel settore culturale, l’85% circa riguarda “lavori e opere” destinati ad interventi per restaurare, recuperare e valorizzare il patrimonio culturale.

In questo universo, oltre 1 miliardo di euro ha finanziato 713 progetti associati a 443 musei, distribuiti in 346 Comuni, per il 56% localizzati nel Mezzogiorno. È infatti nel sud del Paese che si concentrano progetti (69%), entità del finanziamento (67%) e numero di strutture museali interessate (57% sul totale).

A Carditello sono stati destinati oltre 20 milioni di euro della politica di coesione – di cui circa 10 ad oggi visibili sulla piattaforma OpenCoesione e 3 già spesi per il primo restauro – che hanno permesso il recupero fisico del complesso monumentale e delle aree aperte circostanti, e l’attivazione di una serie di iniziative nel settore sociale, culturale ed ambientale.

«La visione strategica – ha concluso Formato – è incardinata su due principali ambiti: quello di tipo produttivo, con l’allevamento dei cavalli Persano ed una serie di attività che spaziano dalle manifestazioni ippiche alle pratiche riabilitative ippoterapiche, e con la riattivazione sperimentale della produzione casearia e la possibilità di degustazione in sito; e quello della fruizione turistico-culturale del complesso e delle importanti risorse naturalistiche presenti nel sito, dotato di boschi e percorsi sportivi ed escursionistici.»

La Fondazione ha costruito un’importante rete di accordi sul territorio: Nucleo di tutela ambientale dell’Arma dei Carabinieri, operativo sul territorio fino a Castel Volturno (CE); ASL di Caserta per la gestione dei cavalli e le attività assistite con animali; SPRAR di Santa Maria Capua Vetere per accogliere rifugiati (un rifugiato è attualmente impiegato per l’accudimento dei 45 cavalli della scuderia e l’avvio del percorso di ippoterapia); Regione Campania per la pulizia e la manutenzione dei boschi, attraverso la disponibilità a titolo gratuito degli operai agroforestali durante i mesi in cui le attività ordinarie sono ferme; sistema delle carceri per attività con i detenuti; Parlamentino studentesco della Diocesi di Aversa, forte di 100 nazionalità rappresentate, con sede proprio a Carditello.

OpenCoesione, l’iniziativa di open government sulle politiche di coesione in Italia, raccoglie dati ed informazioni sulle risorse programmate e spese, localizzazioni, ambiti tematici, soggetti programmatori ed attuatori, tempi di realizzazione e pagamenti dei singoli progetti, consentendo a cittadini, amministratori, imprenditori dell’innovazione, ricercatori e giornalisti di valutare l’efficacia e la coerenza dell’impiego delle risorse delle politiche di coesione, rispetto alle esigenze specifiche dei territori, in termini di infrastrutture o di servizi ma anche di capitale umano e sociale, per eguagliarne le opportunità di sviluppo.

Infografica: https://opencoesione.gov.it/media/files/pillola-70/data-card_musei-inclusivi.png

Focus: https://opencoesione.gov.it/media/files/pillola-70/20200518_Data_Card_Musei_Final.pdf

L’articolo Reggia di Carditello modello di politiche inclusive proviene da Lo Speakers Corner.

(Fonte: Speakers Corner – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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