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Caiazzo. Vesuvio, storia di fuoco negli storici scatti di Mario Califano domenica 22 al bar H

Domenica 22 ottobre 2017 alle ore 18, presso il bar "H" di Angela Tascillo, ubicato alla via Chiesa ...

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Caiazzo. Onori municipali e combattentistici ai funerali del 'camerata' Giovanni D'Andrea

Non si contano gli attestati di affetto, ammirazione e stima tributati a Giovanni D'Andrea non soltanto su Facebook, ...

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Caiazzo. Continuano le attestazioni in memoria di Giovanni D'Andrea, onorato anche dalla CISAS

Al cordoglio unanime per la dipartita di Giovanni D'Andrea (nella foto d'epoca con Alessandra Mussolini)  si è aggiunto ...

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Caiazzo. Santo Stefano Menecillo: tutto pronto per la solenne festa patronale del 29 ottobre

Fervono i preparativi per i solenni festeggiamenti patronali in onore si Santo Stefano Menecillo, ricordato dalla Chiesa il ...

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Caiazzo. Triplo incontro socio-culturale con omaggio per tutti sabato 21 ottobre al centro De Simone

Il Consiglio di amministrazione dell'Almanacco Caiatino, attraverso la delegata Angelina Mastroianni, rende noto che sabato 21 ottobre 2017, con inizio ...

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Caiazzo. Festa dell Fratellanza: anche il Comune pronto a sostenere l’iniziativa della Pro Loco

Caiazzo. Festa dell Fratellanza: anche il Comune pronto a sostenere l'iniziativa della Pro Loco

Venerdì 13 ottobre 2017, previo invito, l'associazione Pro Loco “Nino Marcuccio” di Caiazzo ha incontrato le associazioni del territorio ...

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Caiazzo. Festival fantasiologico: incontri culturali, mostre fotografiche, performance, esposizione libri

A novembre Caiazzo ospiterà il festival dedicato a fantasia, immaginazione, creatività. Ideato e curato dal fantasiologo Massimo Gerardo ...

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PIEDIMONTE MATESE. Giornata campale martedì prossimo 20 gennaio. Manca acqua e luce in città.

I disagi “spalmati” per l’intera giornata. Dalle 9,00 alle 15,30 manca l’energia elettrica e dalle 14,00 alle 20,00 toccherà all’acqua… 
Si prospetta un venti gennaio non proprio edificante per i residenti di Piedimonte Matese ed in particolar modo per coloro che vivono nelle seguenti strade: via Petella, via San Rocco, via D’Agnese, via Eremo, vico San Giovanni, via San Giovanni, via San Sebastiano, largo Tiratoie, via Pietà, via San Marcellino, via Scorpeto, piazza Roma, vico Stretto e via Santa Maria la Vecchia. Infatti l’Enel ha preannunciato che dalle 9,30 e fino alle 15,30 sospenderanno la fornitura di energia elettrica per alcuni lavori alle infrastrutture cittadine. In poche parole devono essere necessariamente sostituite delle centraline e, soprattutto dovrà essere fatta manutenzione alla cabina centrale che serve le predette contrade. Ma appena superato il disservizio dell’energia elettrica, quasi in contemporanea, dalle 14,00 e fino alle 20,00 (presumibilmente), mancherà anche l’acqua! Infatti la Direzione generale per l’Ambiente e l’Ecosistema della Giunta regionale ha fatto sapere al Comune matesino che si avrà la sospensione del servizio idrico presso le utenze di tutto il territorio comunale. Cessata l’interruzione, il Comune consiglia di usare l’acqua ai fini domestici soltanto dopo una prolungata apertura dei rubinetti, così da consentire un accurato lavaggio delle tubature. Non è dato capire se si sia tratto di un caso, oppure le due aziende che gestiscono i servizi abbiano deciso di operare di concerto. Fatto sta che martedì prossimo, se il tempo lo permette, è l’occasione buona per chi è libero di farsi una sana e rilassante gita fuori porta

ALIFE. Prosegue la rassegna teatrale “Teatro d’Amatore”. Domenica prossima vanno in scena i salernitani “‘ Sceppacentrella” con una commedia davvero esilarante di Eduardo Scarpetta

Questa compagnia mosse i primi passi nel 1997 partendo da un piccolo gruppo di amici. Nel tempo, l’originalità dell’espressione artistica fu notata dalla critica e, nel 2004, il gruppo assunse il nome mutuato dalla famosa commedia “Miseria e Nobiltà” di Eduardo Scarpetta.
Domenica 18 gennaio 2015 sarà in scena uno tra i più divertenti testi teatrali del grande Eduardo Scarpetta “Metteteve a fa l’ammore cu me”. L’evento si terrà, come da consuetudine ormai, presso l’Auditorium dell’IPIA “Bosco” di Alife alle ore 20.00. L’Associazione Alifana Arteatro, infatti, grazie alla volontà e al costante impegno dei soci è riuscita ad organizzare un evento tra i più importanti e attesi di tutto il territorio matesino: la 4° edizione della Rassegna Teatrale “TEATRO D’AMATORE”. La compagnia teatrale che reciterà in scena è di Salerno e si chiama “‘E Sceppacentrella”. Questa compagnia che mosse i primi passi nel 1997 partendo da un piccolo gruppo di amici. Nel tempo, l’originalità dell’espressione artistica fu notata dalla critica e, nel 2004, il gruppo assunse il nome mutuato dalla famosa commedia “Miseria e Nobiltà” di E. Scarpetta. Oggi, l’Associazione Culturale “PlanumMontis” costituisce la naturale evoluzione della compagnia teatrale, che dal 2010 cura la promozione della rassegna-evento salernitana Teatrando al Quadriportico, famosa kermesse di teatro comico amatoriale che ogni anno scandisce l’estate salernitana. La commedia “Metteteve a fa l’ammore cu me” è una commedia scritta nel 1880 da Eduardo Scarpetta (1853-1925) e portata sulla scena anche dal grande Totò agli esordi della sua carriera. Don Gennaro, vedovo benestante, ma ancora arzillo è innamorato della cameriera Rosa, la quale però non si concede perché vuole a tutti i costi prima farsi sposare. Don Gennaro ha in casa una figlia e una nipote non proprio giovanissime ed è impaziente di maritarle, prima di potersi poi dedicare alla sua amata Rosa. Il promesso sposo della nipote Emilia è Felice Sciosciammocca, impacciato e dalla parlata tutta particolare, il quale è però innamorato di Giulietta (la figlia) ed è pure da lei corrisposto. La ragazza è invece promessa ad Alberto innamorato e corrisposto da Emilia. All’insaputa del povero Gennaro si sviluppa una serie di equivoci in un crescendo di comicità esilarante. La commedia mette in rilievo la comicità del testo accentuando le caratterizzazioni dei personaggi fin quasi al paradosso incrementando così la vis comica della trama e mantenendo l’intreccio delle azioni svolte fino ad un apice che sfiora l’assurdo e che, come sempre nelle commedie del drammaturgo napoletano, si scioglie in un liberatorio e gioioso lieto fine.

TEANO. Approvato il Piano di Zona dell’Ambito Sociale C3. Ne da notizia il Comune attraverso l’assessore delegato Mario Migliozzi

Il piano di zona approvato comprende il programma dei servizi sociali e socio sanitari da realizzare all’interno del territorio dei 16 Comuni aderenti all’Ambito C3 e cioè, oltre al capoluogo sidicino, Caianello, Cellole, Conca della Campania, Francolise, Galluccio, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Pietravairano, Presenzano, Roccamonfina, Rocca D’Evandro, San Pietro Infine, Sessa Aurunca, Tora e Piccilli e Vairano Patenora…
La Regione Campania, con decreto n. 1 del 2015, ha approvato il Piano di Zona dell’Ambito Sociale C3, che è, quindi, tra i primi in Campania ad aver ottenuto il nulla osta regionale in tempi rapidissimi. Questo è sicuramente il frutto di un lavoro svolto in maniera impeccabile da parte di tutte le strutture che hanno lavorato al raggiungimento di questo importante risultato. Tra queste vanno menzionate: i rappresentanti del Comitato Istituzionale, dell’Ufficio di Piano, delle Organizzazioni sindacali, delle Associazioni di volontariato, del Terzo settore e di tutti gli organismi di rappresentanza dei cittadini. Tutti hanno contribuito alla realizzazione di una programmazione dichiarata conforme agli indirizzi regionali a tempo di record. Il piano di zona approvato comprende il programma dei servizi sociali e socio sanitari da realizzare all’interno del territorio dei 16 Comuni aderenti all’Ambito C3 (Teano, Caianello, Cellole, Conca della Campania, Francolise, Galluccio, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Pietravairano, Presenzano, Roccamonfina, Rocca D’Evandro, San Pietro Infine, Sessa Aurunca, Tora e Piccilli e Vairano Patenora). Il Piano prevede una spesa annuale di oltre 3 milioni di euro, comprendente anche il finanziamento di un milione di euro proveniente dal Ministero dell’Interno per il Piano di Azione e Coesione (PAC), di cui 700mila euro per l’assistenza domiciliare agli anziani ed 300mila destinati alla prima infanzia. La fetta più alta della spesa prevista, pari a circa 1 milione e 300mila euro, è quella che servirà a coprire i costi per il mantenimento dei cittadini non autosufficienti collocati nelle strutture residenziali e semiresidenziali. Inoltre, quest’anno è stata programmata le spesa di 286mila euro destinata a coprire parzialmente l’onere derivante dall’obbligo di garantire l’assistenza specialistica degli alunni disabili, mentre il costo restante dovrà essere coperto dai rispettivi Comuni con proprie risorse. È importante sottolineare che nel nuovo piano annuale è stato aumentato l’importo destinato al contrasto alla povertà, passando dai 100mila euro stanziati per l’anno 2014 ai 256mila euro previsti per il 2015. Di rilievo è altresì l’approvazione regionale del progetto del “Centro Antiviolenza” per un importo previsto pari a 86mila euro. Il 2014 è stato un anno intenso di semina per l’Ambito C3, con un raccolto di tutto rispetto grazie a un grande lavoro di squadra coordinato dal Comune capofila. Il 2015 sarà l’anno in cui si dovrà concretizzare quanto previsto attraverso la realizzazione di tutti i servizi programmati e finanziati, anche con il contributo di importanti risorse comunali pari a più di mezzo milione di euro.
Nella foto l’assessore comunale Mario Migliozzi

ALVIGNANO. L’assessore regionale Daniela Nugnes non si dimette dalla carica di consigliere regionale. Angelo Di Costanzo è fuori dal Consiglio Regionale.

La Nugnes, secondo indiscrezioni fondate, nel mese di maggio prima delle elezioni europee, si sarebbe impegnata, alla presenza del coordinatore regionale Domenico De Siano che avrebbe rinunciato alla carica di consigliere (per lei inutile, visto che riveste l’incarico assessoriale) e permettere al sindaco di Alvignano, l’ingresso in Consiglio Regionale. Oggi alla presenza del Governatore Caldoro ha ribadito il suo no… 
In un clima di antipolitica acclarato in tutti i sensi, assistere a “sceneggiate” del genere non è che aiuti poi tanto a far ricredere l’elettorato. E la storia che abbiamo appreso, non fa tanto onore alla figura politica dell’assessore regionale Daniela Nugnes, eletta con 18mila voti nel 2010 in tandem con Angelo Polverino. Ma andiamo con ordine facendo un passo indietro. Siamo alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, maggio 2014. Il coordinatore regionale Domenico De Siano, tra le priorità che aveva (e che tuttora ha) di recuperare consensi e credibilità per la rinnovata “Forza Italia”, tentava anche di far rientrare nel partito i cosiddetti “grandi elettori”, ovvero quei candidati che ai precedenti appuntamenti elettorali hanno dimostrato di detenere grossi consensi in termini di voti. Tra questi vi era anche il sindaco di Alvignano, Angelo Di Costanzo, il quale nel 2010 incamerò 14mila voti, non sufficienti però a far si che venisse eletto, ma per un esponente politico in un territorio piccolo come l’Alto Casertano, un risultato senza precedenti. Quindi a maggio scorso De Siano convocò Di Costanzo e l’assessore regionale Nugnes ed alla presenza dei due politici chiese il sostegno del primo, mentre alla seconda chiese la disponibilità a dimettersi dalla carica di consigliere regionale per permettere un’esperienza proprio al sindaco di Alvignano in Consiglio Regionale nell’ultimo scorcio di legislatura. Ovviamente era periodo di campagna elettorale, per cui i fiumi di parole, impegni, promesse e quant’altro si sprecavano. Secondo fonti ben attendibili, la stessa Nugnes si impegnò con De Siano e Di Costanzo a firmare le sue dimissioni a fine 2014. Nel frattempo, a Caserta è approdato ai vertici di Forza Italia l’onorevole Carlo Sarro, nominato Commissario Provinciale del partito. Lo stesso Sarro ha sempre dichiarato che nella composizione delle liste regionali, nella prossima primavera, gli uscenti avevano la priorità. A settembre Di Costanzo, non per le dimissioni di Nugnes, ma per le note vicende penali che hanno visto coinvolto Paolo Romano (oggetto di provvedimenti coercitivi) che non gli permettevano di espletare il suo ruolo di consigliere regionale subentra all’allora presidente del Consiglio (dopo le ‘tarantelle’ di Sagliocco). L’esperienza del primo cittadino di Alvignano dura fino a dicembre, allorquando cadono le misure cautelari emanate nei confronti di Romano e questi ritorna quindi in “auge”. Esce nuovamente Di Costanzo (del resto con la classe politica che ha gestito le sorti della Regione Campania negli ultimi anni, questi balletti sono solo la punta di un iceberg di mala gestione), ma in tutti era insita la convinzione che lo stesso sarebbe rimasto grazie all’impegno che proprio la Nugnes aveva preso davanti al coordinatore regionale De Siano. Che dite l’impegno lo ha mantenuto “Sua Eccellenza” Daniela Nugnes? Secondo altre indiscrezioni (eh si perchè con questi politicanti si va avanti a botta di indiscrezioni e non di fatti e dichiarazioni dirette), la Nugnes oggi 16 gennaio, chiamata dal partito, alla presenza del Governatore Stefano Caldoro, a mantenere l’impegno preso a maggio, avrebbe risposto “picche”. Il pretesto è stato che se doveva dimettersi lei da consigliere regionale, doveva farlo anche Ermanno Russo, eletto in un’altra provincia e quindi nulla c’azzecca con Caserta, anche egli incastonato in Regione con il doppio ruolo “consigliere/assessore”. C’è un piccolo particolare però che alla Nugnes sarà sfuggito. Infatti ella riveste il ruolo di assessore all’Agricoltura. Ha quindi naturalmente riposto la sua speranza di essere rieletta soprattutto grazie ai voti dell’Alto Casertano, laddove ha messo letteralmente tenda, anche se ad oggi non risulta abbia fatto gran che a livello politico per il territorio (vedi Comunità Montane, Imu sui terreni agricoli, cinghiali che stanno devastando le colture e compagnia cantata), in compenso però si è fatta notare durante le sue sfilate politiche. Ma nell’Alto Casertano i voti li ha anche colui a cui ella ha negato l’accesso al Consiglio Regionale, proprio Angelo Di Costanzo. Ora partendo da Piedimonte Matese e fino alla discesa di Caiazzo, cara Nugnes, se lei non porta ‘seco’ almeno 4 -5mila consensi, a Vaccheria, sobborgo di Caserta, è meglio che non si presenta. Se poi conta sulle promesse di altri grandi portatori di voto, allora lei sarà la seconda “illusa” dopo Di Costanzo a restare a piedi.

MARZANO APPIO. Vicenda lavoro Villa Comunale e contenzione con la ditta che ha svolto i lavori. Il Tar boccia il ricorso proposto dalla Golluccio Costruzioni e da ragione al Comune

Violazione della legge ed eccesso di potere per non aver escluso la ditta concorrente alla partecipazione della gara di appalto che poi è risultata vincente…
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Prima, ha dato ragione all’amministrazione del Sindaco Eugenio Ferrucci, con la sentenza nella quale ha respinto al mittente il ricorso presentato dalla ditta Golluccio Costruzioni Generali srl. La decisione riguardante la vittoria del Comune di Marzano Appio, la si è avuta in Napoli nella camera di consiglio del 17 dicembre 2014 con l’intervento dei magistrati: Cesare Mastrocola, Presidente Pierluigi Russo, Consigliere, Estensore Antonio Andolfi, Primo Referendario che, hanno sentenziato l’infondatezza del ricorso, inerente l’affidamento dei lavori della villa comunale sul ricorso numero di registro generale 4427 del 2014, proposto da A. Golluccio Costruzioni Generali s.r.l., rappresentata e difesa dall’avv. Vincenzo Di Robbio, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Roberto De Fusco in Napoli, alla via dei Fiorentini n.21; contro Comune di Marzano Appio, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Garofalo, con domicilio eletto in Napoli, presso lo studio legale Nardone – Ceceri, alla via Riviera di Chiaia, n. 207; nei confronti di Impresa Edile Stradale geometra Porge Demetrio, rappresentata e difesa dall’avv. Mario Caliendo, con domicilio eletto presso lo stesso in Napoli, alla via P. Colletta, n. 12; per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del provvedimento di aggiudicazione provvisoria della procedura indetta dal Comune di Marzano Appio per l’affidamento dei lavori di sistemazione della locale villa comunale, di cui al verbale n. 3 del 28 luglio 2014 della commissione di gara; della determina n. 73 del 30 giugno 2014 di nomina della commissione giudicatrice nonché dei verbali n. 1 del 30 giugno 2014 e n. 2 del 16 luglio 2014. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Marzano Appio e dell’Impresa Edile Stradale Geom. Porge Demetrio; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell’udienza pubblica del giorno 17 dicembre 2014 il dott. Pierluigi Russo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO 
Con atto notificato il 28 agosto 2014 e depositato il 10 settembre seguente, la A. Golluccio Costruzioni Generali s.r.l. ha premesso di aver partecipato alla gara indetta dal Comune di Marzano Appio, con bando del 23 aprile 2014, per l’affidamento dei lavori di sistemazione della locale villa comunale, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Con il ricorso in epigrafe la ricorrente ha impugnato la determina n.73 del 30 giugno 2014, con cui il Responsabile del Settore Lavori Pubblici del suddetto ente ha nominato la commissione giudicatrice, nonché i verbali n. 1 del 30 giugno 2014, n. 2 del 16 luglio 2014 e n. 3 del 28 luglio 2014, ove si dà atto delle attività svolte dal seggio di gara culminate nell’aggiudicazione provvisoria della gara alla Impresa Edile Stradale geometra Porge Demetrio, prima classificata con il punteggio complessivo di 62,4 (seguita dalla società instante con p. 61,6). A sostegno dell’azione volta all’annullamento degli atti di gara individuati in epigrafe lesivi dei propri interessi, la ricorrente ha formulato i seguenti motivi di diritto: 
1) violazione e falsa applicazione della lex specialis (in particolare, del punto XI.2.2) e dell’art.38 del D.P.R. 445/2000 – eccesso di potere; 
2) eccesso di potere – violazione di legge per la mancata applicazione dei criteri oggettivi valutativi dell’offerta più conveniente – erroneità, illogicità e sviamento del giudizio espresso. Ad avviso della ricorrente, la commissione avrebbe dovuto escludere la concorrente poi risultata vincitrice, avendo questa allegato una carta d’identità del titolare scaduta, anziché consentire la regolarizzazione della sua posizione. Inoltre, l’instante lamenta l’illegittima composizione della commissione per la scelta di due componenti (rag. G. A. e dott.ssa A. L.), i quali sarebbero privi di competenze nello specifico settore; inoltre il primo, quale responsabile dell’Area economica-finanziaria ed addetto alla liquidazione degli importi a titolo di corrispettivo del contratto di appalto, sarebbe incompatibile con l’incarico di commissario ex art. 84, punto 4, del D. L.gs. n. 163/2006. Secondo l’assunto attoreo la carenza di specifiche cognizioni tecniche in capo ai due suindicati componenti avrebbe viziato la fase di valutazione dell’offerta più vantaggiosa. Oltre alla domanda impugnatoria, la ricorrente ha chiesto il risarcimento del danno ingiusto asseritamente sofferto per effetto dell’attività amministrativa in contestazione. Si è costituita in giudizio l’impresa controinteressata, che ha preliminarmente eccepito l’inammissibilità del gravame, in relazione alla natura endoprocedimentale dell’aggiudicazione provvisoria, e la tardività del motivo riferito alla composizione della commissione, concludendo comunque con richiesta di rigetto anche nel merito per l’infondatezza delle censure prospettate.. L’intimata amministrazione comunale si è costituita in resistenza depositando documenti e memoria difensiva con cui ha chiesto la reiezione del ricorso. Nella camera di consiglio del 24 settembre 2014 l’istanza cautelare è stata respinta. Le parti hanno successivamente depositato memorie difensive insistendo nelle rispettive richieste. Alla pubblica udienza del 17 dicembre 2014, sentiti i difensori presenti, come da verbale, la causa è stata trattenuta in decisione. 
DIRITTO 
1. In via preliminare va disattesa l’eccezione d’inammissibilità sollevata dalla parte controinteressata in relazione alla natura endoprocedimentale dell’aggiudicazione provvisoria. Infatti, secondo il costante orientamento giurisprudenziale (cfr., tra le tante, Consiglio di Stato, sez. V, 25.7.2014, n. 3960), condiviso dal Collegio, il carattere interinale e non definitivo di tale atto, se non obbliga chi se ne ritenga leso ad impugnarlo, non preclude la facoltà di immediata contestazione, fermo restando l’onere di estendere il gravame, a pena di improcedibilità, all’aggiudicazione definitiva. Nel caso di specie, quest’ultima non risulta adottata sicché non sussiste alcuna preclusione all’ammissibilità dell’odierna azione. 
2. E’ del pari destituita di fondamento anche l’altra eccezione di tardività riferita all’impugnazione della determina n. 73 del 30 giugno 2014 di nomina della Commissione giudicatrice. Invero, tale atto può essere impugnato dal partecipante alla selezione, che si ritenga leso nei suoi interessi, non in via autonoma, ma solo nel momento in cui, con la nomina dell’aggiudicatario, diviene compiutamente riscontrabile la lesione della sfera giuridica dell’interessato (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 30.4.2014, n. 2252). 
3. Nel merito il ricorso è comunque infondato. 4. Con il primo motivo la ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione della lex specialis e dell’art.38 del D.P.R. 445/2000, sostenendo che la commissione avrebbe dovuto escludere la concorrente poi risultata vincitrice, avendo questa allegato una carta d’identità del titolare scaduta, anziché consentire la regolarizzazione della sua posizione. 
4. La doglianza è infondata. Secondo il pacifico orientamento giurisprudenziale formatosi sul punto, dal quale non vi sono ragioni per discostarsi, ai fini della partecipazione alla gara, la produzione della copia fotostatica di un documento scaduto non determina l’esclusione dalla procedura in quanto non viene in rilievo la mancanza di un documento ma una situazione di mera irregolarità suscettibile di regolarizzazione per effetto di una semplice dichiarazione proveniente dalla parte stessa circa la mancata variazione dei dati risultanti dal documento esibito (cfr. in termini Consiglio di Stato, Sezione V, 28 dicembre 2011, n. 6936; Sezione VI, 18 aprile 2011, n. 2366; T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 28.3.2013, n. 1691; Salerno, Sezione II, 16 novembre 2011, n. 1836), trovando applicazione la regola generale in materia di dichiarazioni sostitutive, contenuta nell’art. 71 D.P.R. n. 445/2000, secondo cui: “qualora le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 presentino delle irregolarità o delle omissioni rilevabili d’ufficio, non costituenti falsità, il funzionario competente a ricevere la documentazione dà notizia all’interessato di tale irregolarità”, a seguito della quale “questi è tenuto alla regolarizzazione o al completamento della dichiarazione”. D’altra parte l’art. 77-bis del citato D.P.R. estende espressamente alla materia delle gare per l’affidamento di pubblici appalti la disciplina dettata in tema di dichiarazioni sostitutive, di tal che nessun ostacolo nella specie si frappone alla applicazione dell’istituto della regolarizzazione della produzione documentale, alla stregua dell’art.46, comma 1, del d. lgs. 12.4.2006, n.163. Né può condividersi l’argomentazione attorea, secondo cui una siffatta integrazione sarebbe preclusa dal bando di gara, laddove prescrive a pena di esclusione, al punto XI.2.2, l’allegazione della fotocopia del documento di identità del sottoscrittore. Invero, ad avviso del Collegio, una siffatta interpretazione della lex specialis non sfuggirebbe alla declaratoria di nullità, ai sensi dell’art.46, comma 1-bis, del D.Lgs n.146/2006 (comma inserito dall’art.4, comma 2, lettera d), del D.L. 13 maggio 2011 n.70), per violazione del principio di tassatività della cause di esclusione oltre che di quelli di proporzionalità e ragionevolezza, atteso che, secondo quanto già sopra osservato, la detta circostanza non è idonea ad ingenerare un caso di “incertezza assoluta” sulla “provenienza dell’offerta” per difetto di un elemento essenziale della stessa. Concludendo sul punto, deve ribadirsi che, ai fini della partecipazione alla gara, la produzione della copia fotostatica di un documento scaduto non determina l’esclusione dalla procedura, trattandosi di mera irregolarità suscettibile di regolarizzazione. 
5. Va disatteso anche il secondo motivo in quanto la costituzione della commissione giudicatrice risulta rispettosa dei criteri generali stabiliti dall’articolo 84 del codice dei contratti pubblici. In primo luogo, non è condivisibile l’affermazione secondo cui i due commissari diversi dal presidente, selezionati tra i funzionari della stazione appaltante, ai sensi del comma 8 del citato articolo 84, sarebbero privi di idonee competenze professionali. Al riguardo va osservato che la composizione plurale dell’organo è finalizzata proprio a garantire la presenza al suo interno di uno spettro ampio di competenze; inoltre, la competenza nello specifico settore al quale si riferisce l’oggetto dell’appalto va valutata compatibilmente con la struttura degli enti appaltanti, senza esigere, necessariamente, che l’esperienza professionale di ciascun componente copra tutti gli aspetti oggetto della gara (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 28.5.2012, n. 3124). Ciò posto, premesso che non è in discussione la figura del presidente, non vi sono ragioni per dubitare della preparazione né della dott.ssa A.L., segretario generale del Comune di Marzano Appio, né del rag. G.A., responsabile del Servizio finanziario dello stesso ente, alla stregua delle esperienze lavorative e dei titoli di studio e professionali posseduti, come riportati nei curricula depositati in giudizio dall’amministrazione resistente. In secondo luogo, non è ravvisabile alcuna incompatibilità di quest’ultimo membro per il fatto di essere addetto, in ragione dei compiti d’ufficio, alla liquidazione degli importi relativi ai contratti di appalto. Invero, ai sensi dell’art. 84, comma 4, del D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 è inammissibile la presenza nella commissione di gara pubblica di soggetti che, prima della nomina della stessa, abbiano svolto un’attività idonea ad interferire con il giudizio di merito sull’appalto, come nel caso di soggetti precedentemente incaricati della redazione del bando e del disciplinare di gara. Ciò risponde alla ratio della citata disposizione, volta a prevenire il pericolo concreto di possibili effetti distorsivi prodotti dalla partecipazione alle commissioni giudicatrici di soggetti (progettisti, dirigenti che abbiano emanato atti del procedimento di gara e così via) che siano intervenuti a diverso titolo nella procedura concorsuale definendo i contenuti e le regole della procedura. Tale situazione non è invece prospettatile nella fattispecie concreta, atteso che l’emissione dei mandati di pagamento attiene alla fase esecutiva del rapporto contrattuale e si connota come attività a carattere interamente vincolato. 
6. L’infondatezza della censure appena scrutinate consente di disattendere anche la restante parte dell’assunto attoreo, secondo cui la carenza di specifiche cognizioni tecniche in capo ai due suindicati componenti avrebbe viziato la fase di valutazione dell’offerta più vantaggiosa.Né è possibile dare ingresso alle doglianze volte a criticare gli apprezzamenti tecnici espressi dalla commissione di gara sulle soluzioni progettuali migliorative proposte dalle imprese concorrenti non essendo consentito al giudice amministrativo di sostituire il proprio giudizio alle valutazioni riservate alla commissione di gara. In tali casi, il controllo giurisdizionale deve essere limitato alle sole ipotesi, non sussistenti nel caso concreto, in cui i giudizi tecnici espressi siano palesemente illogici, irrazionali o contraddittori (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 23.6.2014, n. 3132). 7. In conclusione, alla luce delle considerazioni sopra esposte, il ricorso va respinto.Nondimeno, tenuto conto della peculiarità della vicenda contenziosa, sussistono giusti motivi per compensare le spese di giudizio tra le parti, fatto salvo il contributo unificato, che resta definitivamente a carico della parte soccombente.
P.Q.M. 
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate”. 
Anna Izzo

CAIAZZO. E’ nato il presìdio Slow Food in città sull’oliva caiazzana. La presentazione dell’iniziativa che punta valorizzare e mantenere inalterata l’oliva Caiazzana e la sua storia, è avvenuta nel pomeriggio di ieri nella sala consiliare del comune

Assente il sindaco Tommaso Sgueglia, gli onori di casa li ha svolti il vicesindaco Stefano Giaquinto. Presente anche l’ex sindaco di Caiazzo Nicola Sorbo, pilastro del sodalizio “Slow Food” e, a quanto si sente dire in giro, “papabile” alla candidatura di sindaco alle prossime amministrative…
Nasce in città il presìdio Slow Food sull’oliva caiazzana, la tipica produzione locale dalle straordinarie proprietà organolettiche che rappresenta una pregiata particolare dalla quale trae origine una rinomata varietà d’olio d’oliva. La presentazione dell’iniziativa che punta valorizzare e mantenere inalterata l’oliva Caiazzana e la sua storia, è avvenuta nel pomeriggio di ieri nella sala consiliare del comune, alla presenza del vice sindaco e assessore provinciale all’Agricoltura Stefano Giaquinto, del rappresentante del Gal Alto Casertano Giuseppe Miselli, del responsabile condotta Volturno Mimmi Mastroianni e del suo predecessore Nicola Sorbo, del direttore del Consorzio Mozzarella Dop Antonio Lucisano, dell’agronomo caiatino Vincenzo Coppola, del presidente Slow Food Campania e Basilicata Giuseppe Orefice, e del responsabile del progetto Presìdi Slow Food per la Campania e la Basilicata Vito Trotta, che hanno illustrato l’intero programma di interventi che sono parte integrante del progetto “Presidio della Biodiversità” promosso dal gruppo di azione locale presieduto da Ercole De Cesare e coordinato da Pietro Andrea Cappella, con i fondi del piano di sviluppo locale (PSL) Alto Casertano – Asse IV “Leader” e realizzato nel corso del 2014 da Slow Food Campania in partnership con Fondazione Slow Food per la Biodiversità. Di concerto con l’amministrazione comunale e la condotta Volturno, Slow Food ha voluto puntare sull’oliva Caiazzana, sfruttando la felice intuizione del Gal Alto Casertano, perché l’ azione è destinata a compiere uno studio efficace per l’individuazione di colture e allevamenti tradizionali a rischio di scomparsa e la selezione di microfiliere locali. Il progetto si articola in tre azioni, grazie alle quali sono poste le premesse per il recupero della biodiversità locale e la diffusione nel territorio di tecniche di produzione agricola ed agroalimentare rispettose dell’ambiente. La prima fase, consistente nel censimento della biodiversità esistente è stata completata ad aprile scorso, quindi ora nasce il presìdio che vede l’oliva Caiazzana già inserita e catalogata come prodotto nell’archivio dell’ Arca del Gusto, il progetto di Slow Food per censire la biodiversità universale. I tecnici di Slow Food hanno successivamente selezionato la biodiversità rilevante sulla base delle potenzialità agronomiche dei prodotti e, in contemporanea, sono stati realizzati Laboratori del Gusto e Test Gastronomici per far conoscere le varie declinazioni dei prodotti censiti. Alcuni tra questi si sono svolti al Salone Internazionale del Gusto/Terra Madre, tenutosi a Torino dal 23 al 27 ottobre scorsi, evento a cui il presidio della Biodiversità dell’Alto Casertano ha partecipato con un proprio spazio che ha messo in vetrina la stessa oliva Caiazzana che ora entra a far parte di diritto dei 15 prodotti selezionati da Slow Food e componenti il Presidio della Biodiversità. ” La collaborazione tra il GAL, Slow Food Campania e Fondazione Slow Food per la Biodiversità, – spiega De Cesare, che presiede il Gal insieme al coordinatore Cappella – ha dato degli importanti risultati, ben oltre gli obiettivi iniziali del progetto. L’aver contattato e incontrato ogni singolo custode del ricchissimo patrimonio che potrebbe scomparire dalle nostre tradizioni agricole, ha reso possibile la conoscenza approfondita di una realtà che può costituire le basi per un vero recupero delle attività agricole e agroalimentari. La nuova politica economica europea, in fatti, ha posto già da tempo l’attenzione sulla diversificazione dell’agricoltura, sulla trasformazione della agricoltura iper-intensiva (che spesso per sua natura è poco attenta agli effetti derivanti dalla sua applicazione) ad una forma più consona ai nostri territori ancora e realmente rurali”. All’incontro di ieri al Comune hanno partecipato anche diversi produttori di olio locali, con l’obiettivo di incrementarne numero e qualità sul territorio di Caiazzo che è città dell’Olio.

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Caiazzo. Slow Food: presentato il presidio dell’Oliva ‘Caiazzana’

caiazzo-15x9-slow+food-+caiazzo-15x9-slow+food+5Giovedì 15 gennaio, nell’aula consiliare del Comune

di Caiazzo, è stato ufficialmente presentato il nuovo Presidio “Slow Food – L’Oliva Caiazzana” a cura del GAL Alto Casertano:

un’eccellenza caiatina da salvaguardare per valorizzare il nostro territorio.

Nei prossimi giorni saranno presentati i due nuovi presìdi dell’Alto Casertano, rispettivamente promozionali delle cipolle alifane e dei capperi vairanesi.

(Antonio Posnillo, Assessore comunale – Foto – fonte: – https://www.facebook.com/antonio.ponsillo)

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Caiazzo. Mostra fotografica ‘a sei mani’ sulla frazione SS.Giovanni e Paolo

santianni-15-foto-mostra-1Sabato 17 gennaio alle 18  presso il BAR “H”

di San Giovanni e Paolo, amena frazione di Caiazzo, sarà inaugurata una mostra fotografica collettiva.

Sei appassionati di fotografia: Mario Califano, Antonio Giannelli, Angelo Giannetti, Domenico Matarazzo, Franco Sangiovanni e Luca Sorbo esporranno tre foto a testa con tema “San Giovanni Paolo”.

Gli autori proveranno a raccontare luoghi e personaggi dell’affascinante borgo del Caiatino attraverso le immagini.

L’iniziativa è nata dall’incontro di appassionati di territorio sul gruppo di Facebook “I ricordi di Caiazzo”, fondato e diretto da Geppino De Rienzo, e sul Gruppo “San Giovanni e Paolo ieri e oggi”, fondato e diretto da Franco Sangiovanni.

La mostra di sabato 17 gennaio è solo un primo evento di una serie di iniziative che avranno come sede il Bar “H Tascillo”.

L’idea è quella di creare, partendo da questo gruppo spontaneo, un osservatorio fotografico dell’Alto Casertano che, evidenziando le bellezze del territorio, voglia anche tutelarle e preservarle.

L’evento è curato da Luca Sorbo, docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

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PIEDIMONTE MATESE. Vicenda autocostruzione. La Ong Alisei smentisce categoricamente che stia effettuando lavori nel capoluogo matesino: “Abbiamo già diffidato e querelato il sign. Mattioli!”

Il sette gennaio scorso abbiamo pubblicato una lettera giunta al nostro portale dal signor Mattioli che denunciava come 200 famiglie erano rimaste senza case. A corredo della lettera, lo stesso Mattioli allegò anche una interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle in merito alla vicenda. Ora è l’Associazione Alisei ong a scriverci chiedendo di fare chiarezza e soprattutto smentire quanto scritto sia nell’interrogazione e sia nella lettera pubblicata…
Questa la richiesta da parte di Alisei ong di rettifica del post da noi pubblicato lo scorso sette gennaio.
“””Egregi Signori,
in data 07/01/2015 sul vostro blog “Caiazzorinasce” (www.caiazzorinasce.net) avete pubblicato un
articolo intitolato “PIEDIMONTE MATESE. Duecento famiglie che avevano avviato il progetto
dell’autocostruzione sono rimaste ancora oggi senza risposte. Il M5S aveva fatto una
interrogazione parlamentare anche per i lavori svolti nel capoluogo matesino/LA LETTERA”, con
allegata una lettera del sig. Matteo Mattioli.
Vi segnaliamo che tale articolo riporta una serie di affermazioni false e destituite di qualsiasi
fondamento nei confronti di Alisei Ong, che sarebbe stato possibile evitare applicando una normale
diligenza nel verificare le “notizie” pubblicate, ad es. consultando il sito internet di Alisei Ong,
www.alisei.org, in particolare: 
1) E’ completamente falso e destituito di qualsiasi fondamento quanto da voi riportato nel
titolo e poi indicato nel corpo dell’articolo con riferimento a “il progetto dell’autocostruzione” e
cioè che vi sarebbero “lavori svolti nel capoluogo matesino” da Alisei Ong.
Alisei Ong infatti non svolge né ha mai svolto alcuna attività inerente progetti di autocostruzione nel
capoluogo matesino.
Si precisa inoltre che Alisei Ong ha una lunga esperienza della metodologia dell’autocostruzione,
sperimentata all’estero in progetti di cooperazione allo sviluppo ed ha promosso con attività di
sensibilizzazione e divulgazione la sua sperimentazione in Italia. Alisei Ong non ha invece mai
gestito alcun cantiere di autocostruzione in Italia né ha mai ricevuto alcun finanziamento
che sia in relazione con la gestione di cantieri di autocostruzione in Italia. 
2) L’affermazione del sig. Mattioli secondo cui “il 3 giugno scorso Il Ministero degli Esteri ha
disposto la revoca del riconoscimento di idoneità alla Ong Alisei” è parziale e fuorviante.
Infatti con riferimento al Decreto Ministeriale del Ministero degli Affari Esteri n. 2014/337/001589/2
del 27/5/2014 il cui oggetto era la revoca dell’idoneità di Alisei Ong ex lege 49/87 si deve precisare
che Alisei Ong lo scorso luglio ha inoltrato ricorso al TAR del Lazio per l’annullamento di tale
decreto.
Il 29/10/2014 il TAR del Lazio con ordinanza n. 05406/2014 ha accolto la richiesta di sospensione
cautelare del Decreto Ministeriale accogliendo il primo motivo del ricorso di Alisei e cioè che il
provvedimento non è stato correttamente avviato e non è stato dato modo alla Ong di presentare Via Colautti, 1 – 20125 Milano – Italia
Tel. +39 02 66805260 Fax. +39 02 66809723 nfmilano@alisei.org
www.alisei.org
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le proprie osservazioni e controdeduzioni. Tale notizia era da voi facilmente verificabile alla data di
pubblicazione dell’articolo, ad es. consultando il sito web di Alisei Ong.
Inoltre il 7/11/2014 (e cioè due mesi prima della pubblicazione del vostro articolo) il Ministero degli
Esteri aveva già disposto in autotutela l’annullamento del D.M. di revoca sopra citato.
Avere omesso le informazioni di cui sopra, che erano facilmente verificabili, produce un effetto
gravemente diffamatorio nei confronti di Alisei Ong. 
3) Gravemente diffamatorie dell’onorabilità e dell’immagine di Alisei Ong sono le altre
affermazioni del sig. Mattioli da Voi pubblicate ad es: “il reale coinvolgimento di Alisei Ong nel
fallimento “in odor di truffa” di diversi cantieri di edilizia sociale”, “200 le famiglie rimaste senza
casa in tutta Italia”, “altri progetti sono nel frattempo stati avviati e che ci sia il reale pericolo che
altre famiglie possano essere nuovamente raggirate”, dato che, oltre a riportare notizie del tutto
false, viene anche creata la falsa apparenza dell’esistenza di illeciti o di comportamenti
antigiuridici.
Il sig. Mattioli non è nuovo a questo genere di diffamazioni e rappresentazioni falsate della realtà
nei confronti di Alisei Ong.
A riguardo si precisa che Alisei Ong il 5/6/2013 ha provveduto a diffidare il sig. Mattioli perché
si astenesse dal diffondere informazioni false e calunniose (la diffida è visibile sul sito web della
Ong) e, a seguito del persistere di questa azione diffamatoria, lo ha querelato.
Con riferimento all’allegata interrogazione del 2013 di alcuni senatori del Movimento 5Stelle che
riportava una serie di affermazioni completamente false e gravemente diffamatorie, Alisei Ong ha
già risposto nelle sedi competenti, smentendo punto per punto le gravi affermazioni del testo
dell’interrogazione, e ha dato mandato ai propri legali di verificare l’esistenza di responsabilità
perseguibili in sede giurisdizionale.
Alisei infine ha querelato il giornalista autore dell’articolo del 10/10/12 pubblicato da corriere.it,
citato nella interrogazione.
In conclusione vi invitiamo a rettificare immediatamente l’articolo in oggetto, rimuovendo tutte le
affermazioni false e destituite di qualsiasi fondamento che configurano una evidente diffamazione
a danno di Alisei Ong.
In caso contrario saremo costretti, nostro malgrado, a dare subito mandato ai nostri legali per
tutelare l’immagine e l’onore della Ong, quella dei suoi associati, donatori, lavoratori e beneficiari in
Italia e nei Paesi in via di Sviluppo.
Certi di un vostro pronto riscontro
Si porgono distinti saluti “””
ALISEI ONG – La Segreteria
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