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É stata recepita con sgomento, ma anche con cristiana rassegnazione, dal presidente della locale associazione Combattenti e Reduci, ...

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Caiazzo. Fogne mal fatte e peggio tenute, ma che Sindaco abbiamo? Messaggio inviato dall'utente xyz

Scusate se lo dico ma senza offesa per nessuno come possiamo sperare che puo risolvere i nostri problemi ...

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Caiazzo. Basket: il CSI 'liquida' anche Nunziatella-Rosso Manero e svetta nella 'Prima Divisione' Campana

Non è stata una partita semplice quella contro la Polisportiva Rosso Maniero-Nunziatella tanto è che si è decisa solamente ...

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Caiazzo. Supermercato in zona agricola chiuso e riaperto ma da richiudere? si 'ingarbuglia la 'matassa'

Si complica la vicenda inerente la guerra a suon di carta bollata intentata dai titolari del supermercato Golden Market, ...

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Caiazzo. Questione caserma: rincara la dose Fabio Sgueglia attaccando a testa bassa il semi omonimo sindaco

Non le manda certo a dire al sindaco Tommaso Sgueglia il decano della politica e semi omonimo Fabio Sgueglia (nella ...

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Caiazzo. Mostra fotografica 'guidata' di Elisa Regna da sabato 27 gennaio al bar 'H' di SS. Giovanni e Paolo

Quindici scatti da vedere… a occhi chiusi nell'originale mostra fotografica "Del tuo stesso apparire", di Elisa Regna, a ...

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Caiazzo. Supermercato da chiudere: legge fatta, inganno trovato?

Scusate, per il supermercato che deve chiudere perché il Consiglio di Stato (ultimo grado italiano di giudizio) ha ...

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PIEDIMONTE MATESE. Votato l’ingresso delle quote rosa nella Giunta Comunale. Presto due nuove ‘assessore’ affiancheranno il sindaco Vincenzo Cappello

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Lo imponeva la legge 215 del 2012 a cui l’Amministrazione Comunale si è attenuta. Infatti c’è l’obbligo di garantire la presenza femminile nell’organismo di governo…
Il Consiglio Comunale di Piedimonte Matese dà il via libera alle quote rosa in Giunta, secondo quanto previsto dalla vigente normativa, e delibera in favore delle modifiche allo Statuto Comunale che introducono la possibilità di far ricorso ad assessori esterni, modifica necessaria per soddisfare l’obbligo di garantire la presenza femminile tra le fila dell’Amministrazione Comunale come previsto dalla legge 215/2012. La decisione è stata presa durante la seduta di questo pomeriggio, in cui tra i punti all’ordine del giorno compariva anche la questione del biodigestore che dovrebbe sorgere sul territorio comunale di Alife. E’ stato il presidente del Consiglio Comunale Benny Iannitti a relazionare brevemente sul lavoro svolto dalla Commissione che è stata formata ad hoc per apportare le modifiche allo Statuto, e che ha licenziato poi il testo sottoposto oggi al voto dei consiglieri. “Un momento importante per il nostro Comune affinché le donne trovino la giusta considerazione e rappresentanza all’interno della Giunta – sostiene Vincenzo Cappello – L’attenzione alla figura femminile non può avere spazio soltanto in poche occasioni come la Festa della donna, ma deve incontrare la concretezza della parità di genere all’interno delle istituzioni, dove si decide della vita della città in cui viviamo. L’atto deliberato oggi dall’Assise, con cui si è andati ad apportare una modifica allo Statuto, era quindi necessario per poter attuare quanto previsto dalla legge, un provvedimento di grande rilevanza perché dà il giusto valore alla donna, anche in linea con quanto sottolineato lo scorso 8 marzo dal Presidente della Repubblica”.

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Caiazzo. Sabato mattina in Comune prima ‘difetti’ e poi ‘confetti’

Nuova seduta del Consiglio comunale sabato 14 marzo

***VERSO LE REGIONALI***Il sondaggio di Datamedia indica Stefano Caldoro in leggero vantaggio su Enzo De Luca. Ma se SEL si accordo con l’ex sindaco di Salerno, per il Governatore uscente sono guai/TUTTI I DATI

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Intanto emerge anche un altro dato inquietante. Chi vince le elezioni otterrà solo “un quarto” dei consensi degli aventi diritto. L’astensionismo è arrivato a quota 56,1% e se questi continuano così è destinato a salire e non a scendere…
L’appuntamento con le elezioni Regionali in Campania si avvicina. Dopo un iter travagliato che ha interessato il Partito Democratico nella scelta del suo candidato presidente, si delineano sempre di più i nomi dei possibili futuri governatori della Regione e i rapporti di forza tra i vari partiti. 
Ad oggi, secondo il sondaggio pubblicato da Datamedia, il presidente uscente, Stefano Caldoro, otterrebbe il 40,6% dei voti, contro il 36,5% di Vincenzo De Luca. Staccati gli altri candidati, a partire da Valeria Ciarambino (M5S) che si attesta la 14%. 
L’area del non voto, comunque, rimarrebbe ancora la più consistente con un 56,1% complessivo. Guardando il dato delle intenzioni di voto alle liste e ai partiti, fermo restando che la situazione è ancora in evoluzione, il totale delle liste a sostegno di Caldoro, con il 39,2%, al momento sarebbe avanti rispetto a quelle che sostengono lo sfidante De Luca che si fermano al 37,2%. 
Per il candidato del centrodestra, pesano il 17,3% di Forza Italia, il 5,6% di Ncd-Udc, il 6,1% di Fdi-An e il 10,2% raccolti dalla lista Caldoro e da altri del cdx. 
Dall’altra parte troviamo, invece, il Pd al 32,5%, Campania libera al 2,2%, e il Psi all’1,5% (le altre di csx totalizzano l’1,3%). Quindici punti (uno in più rispetto a quelli totalizzati dal suo candidato) per il Movimento 5 Stelle; mentre Sel è ferma la 6% (Nino Daniele avrebbe il 6,5%, ma ha annunciato l’intenzione di ritirarsi), mentre la lista “Mai più Terra dei Fuochi” si fermerebbe al 2,3%

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Caiazzo. Portavetere, coppa rotatoria: finalmente ritorna!

caiazzo-15x10-rotatoria-73rotatoria-15x7-coppa+11Rappresenta un evento, non solo per la comunità caiatina, il “ritorno” di una coppa rotatoria (quasi) degna del nome, all’incrocio di piazza Portavetere, dopo lustri di vergognosa incuria e immaginabili conflitti fra le varie istituzioni “competenti” ovvero (dis)interessate, essendo, si, al centro della città, ma anche all’incrocio fra due strade provinciali per declassamento (politico), cioè ex statali, ma storicamente importanti quanto ancora trafficate.

E dire che c’è voluto un incidente tanto violento da scavare letteralmente da terra il moncone rimasto a dare (orrenda) mostra di sé per indurre i preposti ad attivarsi, per quanto è dato sapere avvalendosi anche di soldi pagati dalla compagnia assicuratrice dell’auto investitrice.

CZ Rotatoria Cerv2-10x6,8SAMSUNG DIGITAL CAMERAImpossibile quindi fare la “sorpresa” all’arrivo della troupe Rai che sabato ha trasmesso in diretta e differita un TG itinerante che forse proprio per questo ha schivato piazza Portavetere, concentrandosi in buona sostanza in piazza ex Verdi (con buona pace di quanti prediligono la novella denominazione, forse perché ignari del prestigio del talento musicale italiano che, con le sue straordinarie composizioni, tuttora dà lustro all’Italia nel mondo intero, perché fin troppo legati al proprio orticello o per altre imperscrutabili “ragioni”.

Ora però, tornando alla “colonnina”, i lavori sono iniziati ed è auspicabile che a stretto giro vengano conclusi con la solerzia tipica dell’impresa edile di Massimo Saiano (foto in alto a sinistra) , cui sono stati affidati dal Comune.

Si tratterà purtroppo di un passo “monco” poiché, a quanto trapelato, la nuova coppa rotatoria non sarà illuminata come era “quando si stava peggio” (nella foto in basso a destra), ma solo rifrangente.

Circostanza che peraltro rappresenta un problema relativo, essendo il crocicchio abbastanza illuminato dai lampioni pubblici, tuttavia la struttura sarà predisposta per un futuro allaccio alla rete elettrica, ovvero ad un pannello solare, per poterla rendere (campa cavallo…) lampeggiante come era quando “bla bla bla”…

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***MARZANO APPIO*** Questo è un vero “RUBAGALLINE”! A bordo di una Q3 che aveva appena rubato si schianta sull’autostrada e fugge a piedi dimenticando il suo cellulare in macchina!

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L’uomo è di origini napoletane. L’episodio si è verificato sull’A1 in tenimento Marzano Appio. La Polizia ha subito individuato il “mariuolo” che percorreva a piedi la corsia di emergenza. Denunciato per furto aggravato…
Nella prime ore della notte, una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Cassino viene allertata che sulla carreggiata sud della A/1, territorio del comune di Marzano Appio, si è verificato un incidente stradale con un solo veicolo coinvolto. Su posto si portano immediatamente gli operatori della Sottosezione Polizia Stradale di Cassino trovando sulla carreggiata una Audi Q3 bianca, senza alcun occupante, che presenta gravi danni nella parte anteriore. Messa in sicurezza l’area del sinistro, il personale della Polizia di Stato, nell’ispezionare l’interno del veicolo, rileva la manomissione del blocco di accensione con la spaccatura di tutto il supporto in plastica sotto il volante. Un immediato sopralluogo nelle adiacenze dell’incidente consente ai poliziotti di individuare una persona che si sta allontanando a piedi lungo la corsia di emergenza, in direzione Napoli. A quel punto gli agenti della Polizia Stradale, avendo fondato motivo che l’auto sia stata rubata, procedono alla sua perquisizione, rinvenendo all’interno dell’abitacolo un grosso cacciavite, usato sicuramente per forzare il blocco di accensione, una centralina modificata sostituita a quella originale per avviare il motore, nonché un telefono cellulare. Dalle verifiche sulla proprietà del veicolo risulta che l’Audi Q3, intestata ad una società di noleggio con sede a Bolzano, è stata noleggiata a Roma e rubata all’ignaro utilizzatore. L’uomo fermato in autostrada, di origini campane, dopo aver dichiarato ai poliziotti che il cellulare ritrovato era di sua proprietà, è stato accompagnato negli uffici di Polizia per ulteriori accertamenti. Il partenopeo, con a carico precedenti specifici, dopo i riscontri investigativi, è stato denunciato per furto aggravato.

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***PIANA DI MONTE VERNA*** La redazione di “Chi l’ha Visto” contatta la famiglia di Maria Rosaria De Matteo per la puntata di domani sera

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Intanto i Carabinieri seguono il flusso dei prelievi con la carta della 23enne scomparsa e sarebbe stato fatto anche un altro prelievo all’Ufficio Postale. La famiglia angosciata: “Facci sapere almeno che stai bene!”
La famiglia di Maria Rosaria De Matteo, la 23enne scomparsa giovedì scorso dalla sua abitazione di Piana di Monte Verna, senza chiari motivi, è stata contattata dalla redazione di“Chi l’ha visto” quasi certamente per la trasmissione televisiva di domani sera. Vengono fuori, di ora in ora, ulteriori indizi per la vicenda che desta angoscia nei parenti, negli amici e in tutto il circondario di quel paesino di 2400 abitanti, inserito in una zona da sempre amena. Come quelli di un prelievo effettuato da un libretto postale di Maria Rosaria, cointestato, con la madre. Un incasso che potrebbe consentire agli investigatori attraverso le telecamere dell’Ufficio postale,di appurare utili notizie per gli inquirenti. Si apprende, inoltre che “Maria Rosaria è in possesso anche di una carta Postepay – ha riferito la sorella Angelina – che è intestata esclusivamente a lei, per cui sarà più difficile avere notizie a causa della privacy. I miei genitori hanno notificato tutto ai carabinieri che stanno indagando”. Altro tassello è che “Maria Rosaria negli ultimi tempi si era sottoposta a una dieta – ha ancora detto Angelina – perché era piuttosto grassottella, arrivando a pesare 90 chili e attualmente, in rientrata nel peso, aveva cura della sua persona. Quest’ultimo fatto potrebbe far pensare a una rapporto amoroso in atto”. Eventualità che evincerebbe una situazione piuttosto strana, considerato che la ragazza non era stata per niente osteggiata in una sua probabile vicissitudine sentimentale. Anche perché i genitori “non erano al corrente di una probabile rapporto affettuoso della figlia – ha ancora riferito Angelina – Soprattutto perché coscienti che deve essere lei a preferire con chi vuole convivere”. Di ora in ora il papà Agostino, fabbro del luogo, e della mamma Francesca Penna, collaboratrice domestica attendono notizie solo per rasserenarsi. Il sindaco del piccolo centro, Giustino Castellano, ha dichiarato: “La solidarietà mia e di tutti i miei concittadini verso quella famiglia che conosco da sempre – ha dichiarato Castellano – che vive giustamente momenti di ansia. Il fatto mi è strano perché ho visto la ragazza partecipare alla manifestazione di carnevale con evidente serenità. Sono in contatto con i coniugi De Matteo anche perché li conosco come persone per bene, dedite esclusivamente al lavoro. Il mio augurio e di tutti i pianesi che la vicenda si risolva al più presto. Intanto, come già ho avuto modo di comunicare, sono a disposizione per qualsiasi cosa possa essere di conforto o di aiuto”.

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TORA E PICCILLI. Giunta in fibrillazione, il Sindaco Natascia Valentino revoca la carica di Assessore a Sergio Di Marco, che dovrà cedere il passo alla collega Barbara Valente.

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La prima cittadina lo affermò già in campagna elettorale che avrebbe provveduto a nominare due assessori, uno dell’ex minoranza l’altro proveniente dalla lista del sindaco…
Rimpasto in giunta, il Sindaco Natascia Valentino del comune di Tora e Piccilli, ha revocato la carica di Assessore all’amministratore Domenico detto Sergio Di Marco (nella foto). Al termine di una riunione del gruppo di maggioranza, la prima cittadina Valentino in accordo con i presenti, ha ufficializzato la revoca dell’ex Assessore Di Marco, sopraggiunta in base a degli accordi elettorali. Per ribadire la sua coerenza politica amministrativa, il Sindaco Valentino ha tenuto fede alle aspettative del gruppo di maggioranza, che nel momento della campagna elettorale decise di comune accordo di nominare due Assessori: uno facenti parte dell’ex minoranza entrata poi a pieno diritto nella lista elettorale, l’altro proveniente dalla formazione elettorale della candidata a Sindaco. Successivamente, per problematiche inerenti l’assenza di personale qualificato nell’apparato gestionale dell’Ente Comune, il gruppo di maggioranza decise di scegliere anche l’altro Assessore dalle file dell’ex Minoranza. All’unanimità fu preferito il Di Marco, che per mesi ha assolto egregiamente al suo compito istituzionale. Nel momento in cui nell’organigramma dell’Ente sono stati inseriti valide figure, il gruppo di maggioranza ha ritenuto far valere l’accordo che, precedentemente non era stato portato totalmente a compimento. Nonostante la valenza del suo operato. l’ex Assessore Di Marco è stato rimosso in quanto sono venuti a mancare i presupposti che avevano permesso la sua nomina. Entro oggi, il Sindaco Natascia Valentino, dovrebbe assegnare la carica di Assessore all’amministratrice Barbara Valente, valida collaboratrice e in grado di assolvere al compito assegnato precedentemente al Di Marco. 
Anna Izzo

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Le 7 abitudini degli infelici cronici

donna-spaalle-1Mi ritrovo spesso a fare lezione sul tema della felicità, e ciò che mi pare ormai fin troppo chiaro è che: ci sono sette abitudini che gli infelici cronici sviluppano.

Sulle pagine di Psychology Today, Sonja Lyubomirsky, ricercatrice dell’Università della California, sostiene che: “Il 40 per cento della nostra capacità di esser felici si trova entro il nostro raggio d’azione”.

Se ciò è vero, e lo è, allora c’è speranza per tutti. Sul nostro pianeta ci sono miliardi di persone, e ovviamente fra questi c’è chi è veramente felice. Noi altri rimbalziamo avanti e indietro fra felicità e infelicità, a seconda dei giorni.

Col passare degli anni ho potuto constatare l’esistenza di alcune caratteristiche e di alcune abitudini comuni apparentemente acquisite dagli infelici cronici. Ma prima di seguirmi, lasciate che faccia una piccola premessa per dire che: a tutti capitano delle brutte giornate, o anche delle settimane intere in cui finiamo per ricadere in tutte e sette le categorie.

La differenza fra una vita felice e una infelice sta nel quanto spesso e quanto a lungo ci restiamo.

Ecco le 7 abitudini degli infelici cronici.

1, La tua impostazione predefinita è che la vita è dura.

La gente felice sa che a volte la vita può esser dura, e nei momenti più difficili tende a oscillare fra la curiosità e il vittimismo. Ci si assume le proprie responsabilità per essersi infilati in una determinata situazione, e ci si concentra sul come uscirne al più presto.

La perseveranza nella soluzione dei problemi, invece del lamentarsi delle circostanze avverse, è uno dei sintomi di una persona felice. La persona infelice tende a percepirsi come una vittima della propria vita, e si limita a un atteggiamento del tipo “guarda che mi è successo”, piuttosto che andare alla ricerca di una via d’uscita.

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2, Sei convinto che della maggior parte della gente non ci si possa fidare.

Non contesto il fatto che un po’ di discernimento sia importante, ma è vero che la maggior parte della gente felice si fida del prossimo. Con la convinzione che nelle persone ci sia del buono, e non dando per scontato che tutti cerchino di fregarti. La gente felice, solitamente aperta ed amichevole nei confronti di coloro che incontra, genera intorno a sé un senso di comunità, e accoglie le nuove conoscenze a cuore aperto.

La gente infelice è diffidente nei confronti di gran parte di coloro che incontra, e presume automaticamente che dell’estraneo non ci sia da fidarsi. Per loro sfortuna questo genere di comportamento fa sì da precludere lentamente qualunque legame al di fuori della propria cerchia interna, pregiudicando ogni possibilità d’incontrare dei nuovi amici.

3, Ti concentri su ciò che non va nel mondo, invece che su ciò che va bene.

Nel mondo c’è parecchio che non va, su questo non c’è dubbio, e tuttavia gli infelici si rendono ciechi di fronte a ciò che c’è davvero di buono nel mondo, concentrandosi su quanto c’è di sbagliato. Li vedi lontano un miglio, sono quelli che si lamentano, reagendo ad ogni risvolto positivo con un “vabbè, però”.

La gente felice è ben consapevole dei problemi globali, ma controbilancia le proprie preoccupazioni constatando quanto c’è di buono. Mi piace chiamarlo tenere entrambi gli occhi ben aperti. Gli infelici ne chiudono uno di fronte a tutto ciò che va bene, nel timore che li distragga da ciò che non va. Le persone felici mettono le cose in prospettiva. Sono consapevoli del fatto che questo nostro mondo abbia i suoi problemi, ma non perdono di vista ciò che va bene.

4, Nel paragonarti agli altri, covi invidia.

Gli infelici ritengono che il benessere del prossimo li depauperi del proprio. Sono convinti che non ce ne sia abbastanza per tutti, e confrontano costantemente la propria fortuna con quella degli altri. Cosa che conduce all’invidia e al risentimento.

La gente felice sa che la fortuna e le buone occasioni degli altri non sono altro che la dimostrazione di quello a cui si può concretamente aspirare. La gente felice sa che le proprie impronte digitali non potranno mai essere duplicate né sottratte — da nessun essere umano sul pianeta. Son convinti che le loro possibilità siano illimitate, e non finiscono con l’impantanarsi nel pensiero che, nella vita, la buona stella di qualcuno oscuri la propria.

invidia

5, Ti sforzi di tenere tutta la tua vita sotto controllo.

C’è una differenza fra tenere le cose sotto controllo e sforzarsi di raggiungere i propri obiettivi. La gente felice compie passi quotidiani per raggiungerli, ma sa bene che in fin dei conti c’è poco da controllare di fronte ai casi della vita.

Gli infelici tendono invece ad amministrare ogni dettaglio, sforzandosi di prevedere ciascuna possibile conseguenza, ma quando poi la vita mette loro i bastoni fra le ruote finiscono col cadere platealmente a pezzi. La gente felice è altrettanto capace di concentrarsi, pur essendo in grado di seguire il flusso, e di non crollare quando la vita tira un colpo basso.

Il succo in questo caso è cercare di puntare agli obiettivi e restare concentrati, ma anche saper accettare la mer*a quando piove senza abbattersi se i propri minuziosi programmi vanno a gambe all’aria — perché è così che funziona. Seguire il flusso non è che il piano B delle persone felici.

6, Guardi al futuro con un misto di preoccupazione e di timore.

Lo spazio nella tua mente non è infinito. Gli infelici lo riempiono con pensieri su ciò che potrebbe andar male, e non con ciò che potrebbe andare per il verso giusto.

Le persone felici accettano le delusioni quando arrivano, ma si concedono di sognare a occhi aperti ciò che vorrebbero potersi aspettare dalla vita. Gli infelici riempiono quello stesso spazio con un senso costante di preoccupazione e timore.

Anche le persone felici provano timori e preoccupazioni, ma compiono una distinzione importante fra il percepirli e l’esperirli. Quando il timore o la preoccupazione s’affaccia nella loro testa, si chiedono se sia possibile fare qualcosa per prevenirli (e qui torniamo al concetto di responsabilità), e lo fanno. In caso contrario, si rendono conto di essere caduti in un vortice di paura, e la lasciano andare.

7, Riempi le tue conversazioni di pettegolezzi e lamentele.

Gli infelici prediligono vivere nel passato. Quanto gli è accaduto, le difficoltà che hanno incontrato: sono questi i loro argomenti preferiti. E quando non hanno più niente da dire, si concentrano sulle vite degli altri, e iniziano a spettegolare.

La gente felice vive nel presente e sogna il futuro. Le loro vibrazioni positive si avvertono dall’altro capo della stanza. È entusiasta di qualcosa a cui sta lavorando, grata di ciò che ha, e sogna ciò che la vita potrebbe portargli.

Ovviamente nessuno di noi è perfetto. Ogni tanto capita che ci si tuffi nelle acque della negatività, ma ciò che conta è quanto si rimane ammollo, e quanto in fretta si riemerge. Ciò che distingue la gente felice dagli infelici è una pratica quotidiana delle abitudini positive, non il fare tutto in modo perfetto.

Cammina, cadi, rialzati, ripeti daccapo. È il momento in cui ti rialzi a fare la differenza.

(Luigi Russo – Fonte & Aggiornamenti: The Huffington Post United States – tradotto dall’inglese – Segui Tamara Star su Twitter: www.twitter.com/dailytransform)

 

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***CAMORRA*** Tutti i nomi e le foto dei 42 arrestati oggi dalla DIA per appartenenza al clan. Pestaggi anche per una donna!

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E’ emerso dalle indagini condotte dalla Dda di Napoli, un vero e proprio “verminaio”. Carmine eNicola Schiavone controllavano il territorio e disponevano anche di numerosi affiliati…
Decapitato il clan dei Casalesi. La Dda di Napoli ha inferto un altro colpo importante alla fazione di Francesco Schiavone Sandokan, arrestando, all’alba, 42 persone accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, ricettazione, con l’aggravante del metodo mafioso. Il testimone di Sandokan. L’indagine, condotta dall’ottobre 2012 ad oggi, attraverso attività tecniche, dinamiche e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ha consentito di ricostruire l’intero organigramma dell’organizzazione criminale dei Casalesi ­ gruppo Schiavone, individuando il reggente in Carmine Schiavone, figlio di Francesco Sandokan, al quale, dopo il suo arresto, è subentrato Romolo Corvino, e negli altri indagati gli affiliati al sodalizio, sia quelli operativi sul territorio che quelli reclusi in carcere. 
Gli stipendi ai detenuti. E’ stato inoltre accertato che la fazione Schiavone aveva costituito una ‘cassa comune’ per il pagamento degli stipendi agli affiliati della fazione Schiavone, Zagaria e Iovine, estendendo il controllo del territorio a tutto l’agro aversano, compresi i comuni storicamente appannaggio della fazione Bidognetti, esclusa tuttavia dalle attività illecite; gli affiliati reclusi in carcere continuavano a percepire lo stipendio mensile per importi variabili dai 1500 ai 2500 euro al mese, mentre gli affiliati ancora operativi sul territorio beneficiano di una parte dei proventi dei reati fine del gruppo (estorsione su attività privati e lavori pubblici, su quest’ultimi la tangente versata variava dal 3 al 5%, illecita concorrenza con l’imposizione di macchinette per giochi online) con importi variabili in base alle entrate. 
I libri contabili del clan. Sono stati individuati e sequestrati i libri contabili dell’organizzazione (alcuni dei quali trascritti a mano dallo stesso Carmine Schiavone, così come accertato con una perizia calligrafica eseguita dal Ris di Roma) con una situazione, aggiornata al marzo 2013, delle liste di affiliati che percepivano lo stipendio, nonché di imprenditori e commercianti estorti, con un volume di affari registrato, mensilmente, che ammontava a 200mila euro di incassi dai soli proventi estorsivi (altri 100mila euro mensili venivano incassate dai proventi delle imposizioni delle slot machine e dalle scommesse online), mentre per le ‘spese correnti’ relative al pagamento delle mensilità agli affiliati detenuti, era prevista la somma in uscita di 60mila euro. 
Le armi. Nel corso delle indagini sono state individuate e sequestrate numerose armi da fuoco nella disponibilità del gruppo Schiavone, complessivamente 2 kalashnikov, 1 fucile d’assalto, 2 fucili a pompa, 1 fucile sovrapposto, 1 mitragliatrice e 4 pistole, oltre a vario munizionamento di diverso calibro. 
Il bunker e le vittime. Sono state accertate 20 estorsioni in danni di imprenditori e commercianti, con importi variabili dai 1500 ai 5000 euro per ogni vittima. Le estorsioni venivano incaricate da Carmine Schiavone nel corso dei summit direttamente nei confronti degli affiliati o attraverso la consegna dei pizzini, alcuni dei quali acquisiti dai carabinieri, col nome della ditta da estorcere. E’ stato inoltre individuato un bunker a Villa Literno utilizzato per la latitanza degli affiliati. 
Pestaggi per una donna. Oltre al controllo sul territorio, Carmine Schiavone esercitava un vero e proprio comando su tutti gli affiliati, intervento nei loro confronti non solo per questioni relative alle dinamiche criminali, ma anche per aspetti legali alla vita privata ritenuti disdicevoli con lo status di appartenente al sodalizio. In un’intercettazione, ad esempio, Carmine Schiavone non esitava, unitamente ad altri affiliati, a pestare selvaggiamente un soggetto contiguo al clan che intratteneva una relazione con una donna nonostante il suo divieto di frequentarla. 
Gli arrestati.Alberto Rossi, 55 anni; Antonio Aquilone, 31 anni; Bartolomeo Cacciapuoti, 42 anni; Benito Lanza, 47 anni; Bernardo Ciervo, 32 anni; Bruno Lanza, 46 anni; Bruno Salzillo, 50 anni; Carmine Iaiunese, 37 anni; Carmine Morelli, 37 anni; Carmine Noviello, 39 anni; Cesare Bianco, 49 anni; Cristofaro Dell’Aversano, 47 anni; Domenico Quintigliano, 26 anni; Emilio Arrichiello, 32 anni; Francesco Antonio Celeste, 34 anni; Francesco D’Angelo, 28 anni; Franco Bianco, 42 anni; Gaetano De Biase, 49 anni; Gennaro Vanacore, 33 anni; Giorgio Pagano, 39 anni; Giovanni Della Corte, 46 anni; Giovanni Maria Lasprovata, 34 anni; Giuliano Martino, 43 anni; Luigi Bianco, 48 anni; Luigi D’Ambrosio, 36 anni; Mario Schiavone, 49 anni; Maurizio Capasso, 45 anni; Maurizio Fusco, 34 anni; Mirko Ponticelli, 29 anni; Nicola Di Martino, 45 anni; Nicola Musto, 26 anni; Nicola Pezzella, 52 anni; Nicola Schiavone, 37 anni; Carmine Schiavone; Oreste Reccia, 46 anni; Paolo Landolfo, 51 anni; Renato Piccolo, 42 anni; Romolo Corvino, 48 anni; Ulderico Ciccarelli, 39 anni; Vincenzo Conte, 48 anni.
VIDEO DEGLI ARRESTI

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