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Caiazzo. Amministratori che si fanno pagare: nuovo attacco dell'ex sindaco Tommaso Sgueglia

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La serie A non va in vacanza, mai visto un Natale così ricco di sport

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Fonte: Repubblica.it

Limatola. Calcio locale: ‘Eurogronde’ doma anche gli atleti del ‘Casilinum’

Dopo il pareggio della settimana scorsa, “Eurogronde Sviluppo & Lavoro” under 19 

Vagava con fare sospetto per Limatola: arrestato sorvegliato speciale residente a Caiazzo

Nel corso di un’operazione di controllo del territorio

II corso residenziale di Adolescentologia

di Carlo Alfaro

SEGRATE (MI) –  All’Hotel NH Milano 2, a un passo dall’Ospedale San Raffaele, polo didattico dell’Università Vita-Salute, lo scorso15 dicembre si è tenuto il II corso residenziale di Adolescentologia.

Organizzato dalla Società Italiana Medicina dell’Adolescenza (SIMA), il corso è rivolto a Medici- Chirurghi di diverse discipline, Psicologi, Biologi, Infermieri e a tutte le figure professionali che quotidianamente si confrontano con gli adolescenti.

«Il nostro obiettivo è centrare la Medicina sull’adolescente, un giovane individuo troppo grande per il Pediatra ma ancora piccolo per il Medico degli adulti», ha spiegato la dottoressa Gabriella Pozzobon, Pediatra endocrinologa dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e Presidente della SIMA, che ha confezionato, per il secondo anno consecutivo, un Corso di elevata qualità scientifica sulle le tematiche più scottanti e le sfide più emergenti nella cura adolescentologica attuale.

Prosegue la Pozzobon: “Mission della SIMA è migliorare le conoscenze e le competenze di chi si prende cura della salute e del benessere degli adolescenti: Medici di qualunque specialità e altri professionisti, di area sanitaria e non, coordinandone e qualificandone gli interventi nell’ottica di un produttivo scambio e confronto tra le differenti figure professionali. Ciò che rende peculiare l’adolescente dal punto di vista delle necessità socio-sanitarie è proprio il suo essere una sorta di “terra di mezzo”, sia come età che come problematiche, il che richiede un approccio trasversale e multidisciplinare. Particolarmente problematica è la gestione degli adolescenti affetti da malattia cronica, che sono sempre di più grazie alla maggiore sopravvivenza, in virtù dell’evoluzione delle conoscenze mediche: si stima che circa il 15% degli adolescenti tra 15 e 17 anni residenti in Italia soffrano di almeno una malattia cronica. La loro efficace gestione è indispensabile per garantirne la salute a lungo termine e per scongiurare la possibilità di abbandono delle cure, che in adolescenza raggiunge un livello critico, fino al 50-55% dei casi».

Dopo l’apertura dei lavori della I sessione, con i saluti delle Autorità scientifiche e istituzionali agli oltre cento operatori che, attentissimi e partecipi, hanno seguito con entusiasmo e scrupolosità le impegnative sessioni fino alla fine, il Prof. Andrea Giustina, Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l’Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano, ha intervistato il vicedirettore di Repubblica, Gianluca Di Feo, sull’identik dell’adolescente, tante volte protagonista dei media, più con accenni sensazionalistici che con la reale capacità o volontà di comprenderlo e calarsi a fondo nella sua complessa identità. Si è dato il via dunque alla I Sessione, Patologie Oncologiche in Adolescenza, moderata dai dottori Salvatoni (Varese) e Weber (Milano), che hanno sottolineato come, se pur raro, il cancro per gli adolescenti resta la seconda causa di morte, dopo gli incidenti, e la prima causa tra le malattie. Con il titolo Pazienti speciali, pazienti fragili, la toccante relazione di Andrea Ferrari, oncologo pediatra dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, ha portato alla conoscenza della platea i risultati, encomiabili, del Progetto Giovani che coordina a favore degli adolescenti con Malattie Onco-ematologiche. Oltre ad annoverare circa 1000 nuovi casi l’anno in Italia, ha documentato il relatore, l’età adolescenziale si caratterizza per una mortalità superiore a quella dei bambini più piccoli, probabilmente perché gli adolescenti hanno più probabilità di diagnosi tardiva e spesso meno accesso ai centri di eccellenza e ai protocolli clinici, trovandosi in una “terra di mezzo” anche dal punto di vista dell’assistenza.

Il dottor Armando Grossi, endocrinologo pediatra dell’Ospedale Bambin Gesù, ha curato il Follow up in adolescenti con pregresse patologie oncologiche, sottolineando come, con l’aumento del numero di giovani che superano indenni la prova di un tumore, si accresca la sfida di monitorizzare e controllare gli esiti a distanza, tenendo conto di tutte le variabili in gioco.

Con la moderazione del Professor Giuseppe Chiumello, Pediatra Endocrinologo, ex-Direttore del Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale San Raffaele ed ex-docente di Pediatria presso l’Università Statale di Milano e Vita-Salute San Raffaele di Milano, è poi intervenuto, sul tema I Vaccini: la Scienza e le bugie, il Professor Roberto Burioni, ricercatore nel campo dell’immunologia, famoso come divulgatore scientifico sul tema dell’informazione sui vaccini contro il dilagare delle fake news sia sui social media (ha vinto il Premio Personaggio Rivelazione di Internet dell’Anno ai Macchianera Internet Awards 2017, gli Oscar Italiani della rete), sia attraverso i suoi libri, Il vaccino non è un’opinione, La congiura dei Somari. Perché la scienza non può essere democratica, Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani.

La II sessione, Patologie Croniche: dall’ospedale alla quotidianità, moderata dai dottori Losa (Milano) e Bosi (Milano), ha affrontato, con taglio estremamente pratico pur senza rinunciare alla robusta evidenza scientifica, i Deficit ipofisari multipli e deficit di GH, a cura della dottoressa Gabriella Pozzobon, e il Diabete insulinodipendente, a cura del dottor Andrea Rigamonti (Ospedale San Raffaele, Milano), che hanno trasmesso le certezze e le problematiche patologie trattate alla luce della loro amplissima casistica.

La III sessione, Mi voglio diverso, mi voglio più bello, moderata dai medici Colombini (Milano), Cesaretti (Pisa), Predieri (Modena), ha accolto relazioni interessanti e coinvolgenti quali:

  • Mai abbastanza belli, mai abbastanza popolari, del professor Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta presidente della Fondazione Minotauro e dell’AGIPPsA (Associazione Gruppi Italiani di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Adolescenza);
  • Acne, irsutismo ed inestetismi cutanei: cosa viene chiesto al dermatologo, del professor Santo Raffaele Mercuri, docente di Dermatologia e Venereologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano;
  • I corpi deludenti degli adolescenti: cosa viene chiesto al chirurgo plastico, del professor Marco Klinger, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia plastica dell’Ospedale Humanitas di Milano.

Il pomeriggio si è aperto con la IV sessione, dedicata alle Problematiche Emergenti, moderata dai dottori Cirillo (Milano), Gaudino (Verona), Grugni (Piancavallo, VB), con focus su:

  • Disturbi gastrointestinali in adolescenza, a cura del professor Graziano Barera, direttore dell’Unità di Pediatria dell’Istituto Scientifico Universitario Ospedale San Raffaele, Milano;
  • Asma e adolescenza: una coppia mozzafiato, a cura della dottoressa Maria Pia Guarneri, coordinatore dell’area di Pediatra a indirizzo allergologico della suddetta Unità;
  • Alimentazione in adolescenza: tra benessere e moda, a cura di prof. Ettore Corradi, direttore del servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.

La V sessione, Il corpo e la mente, moderata dai dottori Bertaccini (Milano), Luzi (Milano), Pellegrini (Milano), ha visto gli interessanti contributi su:

  • Sport e processi di inclusione: quali condizioni? della professoressa Caterina Gozzoli della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano;
  • Anoressia e DCA: nuove teorie, a cura della dottoressa Chiara Marsigliante, da Varese;
  • Emergenze psichiatriche e difficile gestione, a cura della Prof. Anna Ogliari, medico specializzato in Psicologia Clinica, responsabile del Servizio di Psicopatologia dello Sviluppo dell’Ospedale San Raffaele Turro. La VI sessione:
  • Dal pediatra al medico di medicina generale: difficile transizione, moderata dai dottori Picca, Milano, Manfredi, Milano e Giussani, Milano, ha focalizzato l’attenzione sulla Scheda di transizione, una proposta dal punto di vista del Pediatra, a cura del dottor Tagliabue, Milano, e una dal medico di Medicina generale, nella persona del dottor Zocchi, Milano.

La scheda di transizione consentirebbe ai ragazzi di non restare in una “zona grigia” nella fase di passaggio da competenze pediatriche a quelle del medico degli adulti, ma di usufruire del passaggio di consegne in cui il pediatra consegna al medico di famiglia che si occuperà di lui i dati salienti della storia clinica del giovane.

In chiusura, la discussione sui temi precedentemente trattati ha visto la moderazione del dottor Manzoni, Milano, con i take home message, a cura della dottoressa Ubertini da Roma. Uno spazio importante in questo convegno, con banchetti loro dedicati, è stato dato alle Associazioni dei pazienti, nella certezza, da parte dei Medici SIMA, che il dialogo e confronto continuativi e strutturati tra Associazioni pazienti e Istituzioni sanitarie possa, oltre che migliorare l’interazione medico-paziente e medico-famiglia, tradursi in miglioramenti sul piano diagnostico, terapeutico, assistenziale. Erano presenti: l’Associazione Respiriamo Insieme Onlus, con sede centrale a Padova, che si batte a tutela di adulti e bambini con asma, allergie, patologie del respiro e difesa dell’ambiente, e l’associazione A.Fa.D.O.C. Onlus, con sede nazionale a Vicenza, che raccoglie le famiglie  di soggetti con patologie legate all’ormone della crescita, come deficit di GH, sindrome di Turner e panipopituitarismo, occupandosi di supportare e dare informazioni adeguate e aggiornate ai genitori, ai pazienti e a tutti i professionisti che direttamente o indirettamente sono coinvolti nel campo della salute (medici, paramedici, psicologi, operatori sanitari, ecc.) e dell’educazione (insegnanti, educatori, ecc.).

Tutti gli intervenuti al Convegno condividevano, a vario titolo, un unico obiettivo: essere per il paziente adolescente, come ha detto la dottoressa Weber, un medico che, dopo aver trovato il tempo di chiedergli “come stai”, trovi anche il tempo di ascoltarne attentamente la risposta.

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(Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Figli di Portici famosi: il botanico Giuseppe Catalano

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giuseppe Catalano è nato a Palermo, l’8 dicembre 1888, da Emanuele Catalano e da Carolina Cocchiara.

Terminati gli studi inferiori e superiori sostenuti presso scuole della città natale, si è iscritto alla Regia Università degli Studi di Palermo.

Ventenne, nel 1908, ha iniziato a frequentare «… come praticante interno, con mansioni di assistente, l’Istituto e l’Orto Botanico» annesso alla locale Università.

In tale contesto, ha maturato la sua formazione «… nell’ambito della scuola di Federico Delpino ed Antonio Borzi», da lui definiti «… grandi maestri della Biologia vegetale, assertori della divina logica di ogni struttura».

Presso l’Ateneo palermitano, nel 1911, si è laureato in scienze naturali.

Attratto «… dalla figura e dall’insegnamento del botanico A. Borzi» ha mosso i primi passi della carriera accademica.

Divenuto assistente di ruolo nell’Istituto di Botanica, congiuntamente al suo maestro ha pubblicato i primi lavori scientifici.

A seguito dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, ha visto interrompere la sua carriera perché richiamato dalle armi.

Dal 1916, ha servito il paese combattendo quale ufficiale di fanteria,

Per il suo stato di servizio è stato decorato con la croce al merito di guerra ed è stato ricompensato con l’attribuzione del diploma e la medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918 e del titolo di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto.

Ha raccolto in un Diario l’esperienza di guerra alternando «… il racconto della vita al fronte a riflessioni di natura filosofica e religiosa, morale ed esistenziale».

Ripresa la carriera accademica, nel 1922, con concorso per titolo indetto dall’Ateneo palermitano, ha conseguito la libera docenza.

nel 1931, «… dieci anni dopo la morte del Maestro Antonino Borzì», è stato promosso aiuto presso l’Istituto Botanico di Palermo.

Nell’anno seguente, 1932, in seguito di concorso, è stato nominato professore straordinario di Botanica, nel Regio Istituto Superiore Agrario di Portici.

Contestualmente ha assunto anche l’incarico di direttore dell’annesso Orto Botanico.

Nel 1933, neo direttore e curatore dell’Orto Botanico del Regio Istituto Superiore Agrario di Portici, ha proceduto a un dettagliato inventario «… delle collezioni esistenti mediante una mappatura dettagliata» delle specie vegetali in esso ospitate.

Sebbene già trasferitosi a Portici, nel 1934, è rientrato in Sicilia,per sposare a Palermo, la giovane ricercatrice Rosa Giambra (Marianopoli, Caltanisetta, 1905 – Napoli, 1973), conosciuta nel’Istituto botanico siciliano.

Dal matrimonio, ha avuto tre figli: Emanuele (1940), Maria Carla (1943) e Michele (1945).

Nel corso dello stesso 1934, con l’acquisizione di tre appezzamenti di terreno dell’ex parco reale e l’introduzione di nuove specie vegetali,ha avviato la ripresa dell’Orto Botanico di Portici.

Nell’anno 1935, promosso professore ordinario di Botanica nell’Istituto porticese, è stato anche incaricato dell’insegnamento dell’Arboricoltura nello stesso Istituto.

Grazie al suo continuo impegno, la collezione di essenze vegetali conservata nell’Orto Botanico della Facoltà di Agraria di Portici si arricchisce di nuove acquisizioni.

Diverse specie succulente sono state date donate «… dall’Orto Botanico di Palermo».

Intanto il Regio Istituto Superiore Agrario, divenuto Facoltà di Agraria è stato annesso alla Regia Università degli Studi di Napoli. Susseguentemente all’annessione, ha mantenuto lo status di professore ordinario di Botanica.

Nel corso del 1937, ha curato la ripresa della pubblicazione del Catalogo dei semi, edito dalla Facoltà di Agraria di Portici.

Il primo numero di questo nuovo catalogo comprende “505 specie” vegetali.

Per quattro anni accademici, 1939 – 1942, ha avuto l’incarico degli insegnamenti di:

  • Principi generali di genetica, tenuti ai discenti del Corso di specializzazione per Tabacchicultori;
  • Botanica tropicale e subtropicale agli iscritti alla Scuola di Specializzazione in Agricoltura tropicale e subtropicale istituita presso la Facoltà di Agraria;
  • Botanica generale, presso la Facoltà di Scienze Naturali.

Negli anni della seconda guerra mondiale, 1940-1945, ha vissuto da civile tra Portici e Somma Vesuviana, dove la famiglia è stata costretta a sfollare.

Anche di questo periodo «… ha lasciato un diario in cui vengono narrati eventi drammatici (difficoltà a raggiungere Portici da Somma Vesuviana, penuria di cibo, pericolosità dei bombardamenti, necessità di nascondersi per sfuggire alle retate dei tedeschi in fuga ed infine la tragedia della morte del figlioletto primogenito)».

Dal 1942 al 1947, oltre all’incarico dell’insegnamento della Botanica sistematica nella Facoltà di Agraria di Portici, ha tenuto anche la direzione dell’istituto di Botanica della stessa Facoltà.
Nel 1947, con voto unanime, dal Consiglio della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Napoli è stato chiamato a occupare la cattedra di Botanica della stessa Facoltà, a reggere la direzione dell’Orto Botanico e, allo stesso tempo, a ricoprire la carica di direttore della Stazione sperimentale per le piante officinali a Napoli.

Inoltre, è stato nominato membro consultivo per le piante officinali dell’apposito sottocomitato del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Nel 1954, nominato membro del Consiglio Superiore dell’Agricoltura e delle Foreste, ha mantenuto l’incarico fino al 1962.

Nel 1959, è stato collocato fuori ruolo e, nel 1964, è stato posto definitivamente in quiescenza.

Lasciato l’insegnamento, seppur in tono minore, ha continuato a produrre contributi scientifici in campo botanico, per la maggior parte riguardanti le foglie.

Ha anche collaborato «… alla rivista «Le scienze e il loro insegnamento» edita da Le Monnier».

Negli ultimi anni di vita, non si è sottratto all’indulgere a scrivere su temi diversi, tra cui la musica, alla quale ha dedicato il volume Introduzione ad una teoria biologica della musica.

Pubblicato a Napoli nel 1963, il volume introduce il lettore «… ad una teoria biologica della musica, in cui la ricerca biologica si esercita a rintracciare origine e cause del fenomeno musicale».

Per la sua attività scientifica è stato membro dell’Accademia di Scienze Fisiche e Matematiche di Napoli, dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Palermo, dell’Accademia Gioenia di Catania, dell’Accademia Pontaniana di Napoli.

Ha diretto, per undici lunghi anni, la rivista Bollettino dell’Orto Botanico della R. Università di Napoli, ribattezzata Delpinoa, in omaggio all’altro suo maestro Federico Delpino.

Un suo fondo documentario è conservato presso l’Archivio dell’Orto Botanico di Palermo.

Gran parte delle sue pubblicazioni sono consultabili presso la ex Facoltà di Agraria di Portici, oggi Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Il botanico Giuseppe Catalano muore a Napoli, il 29 agosto 1981.

I suoi resti mortali, insieme a quelli della moglie e del figlioletto primogenito, riposano nel loculo di famiglia, allestito all’interno del cimitero di Portici.

Nastrini delle onorificenze attribuitegli:

 Croce al merito di Guerra

 Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915-1918

 Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto

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