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Caiazzo. Disinfestazione 'adulticida' mercoledì sera: finestre chiuse e massima cautela, ma chi lo sapeva?

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Caiazzo ricorda Teresa Musco, martedì 19 settembre, nel trigesimo del quarantunesimo anniversario del trapasso

Si rinnova la tradizione per la comunità ecclesiastica caiatina che, grazie all'iniziativa del parroco don Giovanni Fusco,  alle ore ...

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Caiazzo. Deco': martedì nuovo 'step' giudiziario per scongiurare nuovamente la chiusura dell'iperstore: cambia tutto per nion cambiare niente?

Si erano ben guardate dallo scrutare oltre il naso, evidentemente, le tante persone che avevano esultato,il mese scorso, ...

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Caiazzo. Comune: dopo le 'gratifiche' per i 'vicini', il sindaco 'penalizza' i 'non allineati'?

Giaquinto: inizia la fase 2: epurazione dei dissidenti?!  É iniziata la seconda fase del programma dell’amministrazione Giaquinto, che prevede ...

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Caiazzo. Sabato 15 convegno sulla ludopatia promosso dagli Attivisti 5 Stelle

Una nuova iniziativa di interesse popolare è stata promossa dagli Attivisti 5 Stelle Per la serata di sabato 15 ...

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Caiazzo. 5 Stelle. Meetup pubblico venerdì sera in piazza per promuovere la democrazia partecipativa

Una pubblica riunione di attivisti e simpatizzanti del locale Meetup "Amici di Beppe Grillo" è programmata in piazza ...

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Caiazzo. S.M di Bucciano. Paolo Caiazzo per rendere indimenticabile la tradizionale festa della contrada Pantaniello

Ha fatto le cose alla grande quest'anno il comitato promotore dei sentiti festeggiamenti in onore della beata vergine venerata ...

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Caiazzo. Lamento (vano?) di un diversamente abile che si sente abbandonato e raggirato dalle istituzioni

Mi vergogno, si mi vergogno di questa amministrazione comunale, sindaco e vice in primis! Lo sanno pure le pietre ...

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Caiazzo. Padre e figlio morti sull'autostrada: sabato sera messa 'del settimo' nella chiesa di San Francesco

Si rinnoverà lo struggente dolore per la tragica dipartita di Michele e Marcello Melillo-padre trentatreenne e figlio di ...

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Una pubblica riunione di attivisti e simpatizzanti

Figli di Portici famosi: il pittore Federico Rossano

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Federico Rossano è nato a Napoli, il 31 agosto 1835, da Vincenzo Rossano.

Inizialmente, accondiscendo ai desiderata del padre che lo voleva architetto, si è iscritto Reale all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, per seguire prima i corsi di architettura. Ben presto, però, contravvenendo alla volontà paterna, cambiando indirizzo, ha cominciato a frequentare quelli di pittura.

Dopo averli frequentati per qualche tempo, «… discepolo di Giacinto Gigante e Gennaro Ruo», per indisciplina rischiava l’allontanamento dall’Accademia.

Lasciati gli studi accademici, per continuare da solo lo studio dal vero.

Nel 1858, su invito di Marco De Gregorio (Resina, oggi Ercolano, 12 marzo 1829 – ivi, 16 febbraio 1876) si è trasferito a Portici.

Accolto l’invito, non ha esitato «… a lasciare l’Istituto di Belle Arti per andare ospite, nel 1858, del De Gregorio, il quale occupava due stanzette nell’abolito Palazzo Reale di Portici».

Nel 1858, su invito di Marco De Gregorio (Resina, oggi Ercolano, 12 marzo 1829 – ivi, 16 febbraio 1876) si è trasferito a Portici. Nella cittadina vesuviana, ha stretto rapporti d’amicizia con il pittore pugliese Giuseppe De Nittis (Barletta, 25 febbraio 1846 – Saint Germain di Parigi, in Francia 28 agosto 1884).

Amante delle vedute marine, nel 1860, in una mostra d’arte a Palermo, ha esposto una sue sua tela, dal titolo Il porto di Napoli dal Granatello, realizzata con la tecnica a olio

Nell’atelier, allestito tra le stanze del palazzo reale di Portici, assieme ai capiscuola Marco De Gregorio, Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni (Fontebuona, 26 luglio 1836 – Firenze, 23 maggio 1886), nel 1863, ha dato vita alla Scuola di Resina.

Il gruppo di pittori dissidenti, «… vicino al verismo e ai macchiaioli», dal pittore partenopeo Domenico Morelli (Napoli, 7 luglio 1823 – ivi, 13 agosto 1901), fra i maggiori esponenti del vedutismo romantico napoletano, era meglio identificato con una tanto «… sprezzante quanto fortunata» battuta, come la Repubblica di Portici.

Nel 1865, con la tecnica della pittura a olio su tavola, ha dipinto una veduta della marina porticese.

Il dipinto, firmato in basso a sinistra: FRossano, dal titolo Spiaggia di Portici, è patrimonio della Artvalue.

Durante il 1873, alla mostra organizzata in Napoli dalla Società Promotrice di Belle Arti, ha presentato un suo dipinto, realizzato con la tecnica dell’olio su tela, dal titolo Bosco di Portici.

Nel 1875, ha partecipato all’annuale rassegna indetta dalla Società Promotrice di Belle Arti in Napoli con quattro sui lavori, tutti eseguiti con la tecnica dell’olio su tela. Due delle opere esposte, dai rispettivi titoli Bosco di Portici e Dintorni del Vesuvio, sono dedicate a Portici.

Dopo la morte di Marco De Gregorio, avvenuta nel 1876, su invito di Giuseppe De Nittis, si è trasferito a Parigi, dove vi rimane per circa venti anni. Nella città di fratelli Lumiére, ispirandosi agli impressionisti, ha dipinto vari paesaggi parigini con «… delicate trasparenze e intrisi di sottili malinconie».

Nel corso del suo lungo soggiorno parigino, nel 1880, ha sposato la giovane Zelye Brocheton, d’origine della Sassonia.

Nel 1893, ormai avanti negli anni, rientrato dalla Francia con la moglie, ha preso temporaneamente «… stanza a Portici in Via Cappella Reale», dove ha continuato a dipingere.

Dalla città vesuviana ha traslocato a Napoli, dove per le ristrettezze economiche, è stato costretto a lavorare. Per intercessione del maestro Domenico Morelli, ha accettato la cattedra di pittura come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno, mantenendola fino al 1902

Nell’arco della sua carriera artistica, molto apprezzato dal pubblico e dalla critica, ha esposto le sue realizzazioni in numerose mostre nazionali e straniere, ottenendo sempre un grande successo:

Esposizione Nazionale di Firenze, nel 1861; Promotrice Salvator Rosa di Napoli, dal 1863 al 1911; Vienna, nel 1873; Parigi, dal 1876 al 1892; Esposizione Universale di Parigi, nel 1878 e nel 1889; Napoli, nel 1877; Londra, nel 1880; Torino, nel 1880 e nel 1898; Roma, nel 1883, nel 1895 e nel 1896; Biennale di Venezia, nel 1899, nel 1905 e nel 1910; Roma, nel 1911.

Il pittore Federico Rossano muore a Napoli, il 5 maggio 1912.

Oggi, le sue opere sono presenti nei musei, come il Campo di grano, acquistato da sua maestà Vittorio Emanuele II (Torino, 14 marzo 1820 – Roma, 9 gennaio 1878) per la partenopea Galleria di Capodimonte, altre esposte nella Galleria d’Arte Moderna di Roma e nella collezione Grassi di Milano, e presso importanti collezioni private.

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Brividi d’estate al Maschio Angioino

NAPOLI – Dalla penna alla scena: lunedì 17 settembre alle 21 Maurizio de Giovanni sarà ancora protagonista al Maschio Angioino per l’ultimo appuntamento della rassegna Brividi d’Estate al Castello con Canzoni per il Commissario Ricciardi.

La rassegna nasce un’idea di Annamaria Russo, organizzata dal Pozzo e il Pendolo Teatro con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, nell’ambito di Estate a Napoli 2018.

Dopo la fortunata anteprima al Real Orto Botanico, lo scrittore partenopeo regalerà ai suoi lettori in una serata unica Canzoni per il Commissario Ricciardi, spettacolo tratto dalle storie minime, che da sempre attraversano i romanzi dedicati al suo famoso personaggio letterario. Sarà affiancato in scena da Marianita Carfora, Giacinto Piracci e Zac Alderman.

Ci sono storie che sono come canzoni. Scorrono tra le pieghe di altre storie, dolcissime e disperate, e segnano lo scorrere dei giorni. AI romanzi di Maurizio de Giovanni fanno da contrappunto melodie che spuntano tra le pagine di un’altra storia per regalare una sospensione struggente.

Sono storie che i lettori hanno imparato ad amare e che aspettano di veder sbucare tra i meandri di un’indagine, tra gli incubi del commissario Ricciardi. Hanno il colore, i ritmi, la malinconia di Napoli e della vita che brulica tra vicoli e palazzi della città.

Sono storie bellissime che chiedono di essere raccontate, e solo chi le ha scritte può dar loro vita, in scena, con gli accenti, le pause, i ritmi del cuore. Chiedono di essere cantate, e solo la musica nella quale si sciolgono le parole può farle vibrare davvero. Regalano emozioni impagabili, e sarebbe un peccato non condividerle.

Così le parole dell’autore in un frammento dal testo in scena: «L’amore è un sentimento vigliacco, guaglio’. È come un liquido, pensi di tenerlo in mano ma quello scivola attraverso le dita. L’amore è sempre disperato, ma ha sempre qualche speranza. L’amore non si rassegna.

E allora, anche se lui non vuole darle problemi, anche se pensa di averla irrimediabilmente perduta, anche se è notte ed è autunno e il mare e il cielo non hanno una linea di confine, lui sa che lo scoglio è là, al suo posto.

E allora glielo dice come se la schiaffeggiasse, perché uno schiaffo e una carezza sono lo stesso movimento, hanno solo forza diversa.

Ma che guaio che è, questo amore. Sì, però senza l’amore, maestro, niente vale la pena, no? Tutta questa musica, le canzoni, poesie e parole …»

Posto unico 12 euro.

Per maggiori informazioni: 0815422088; 3473607913

Prenotazioni online sul sito www.ilpozzoeilpendolo.it

 

 

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ALVIGNANO. PARTITO IL NUOVO ANNO SCOLASTICO…

Il nuovo anno scolastico è partito, e con esso è stato assicurato il servizio del trasporto scolastico…

 Gli uffici comunali, su impulso dell’assessore alla pubblica istruzione  Maria Teresa Mongillo, hanno già a messo a disposizione dei genitori degli alunni tutte le informazioni e i modelli di domanda sul servizio scuolabus che è stato già attivato, e quello della refezione scolastica che dovrebbe partire nel prossimo mese di Ottobre. Garantiti, dunque, i servizi minimi essenziali per evitare disagi agli alunni considerato che l’area territoriale comunale è molto vasta. Il settore amministrativo ha provveduto ad affidare il servizio, con la procedure di aggiudicazione, a due imprese del posto che già hanno dato buoni risultati lo scorso anno scolastico. I genitori dovranno versare una quota a titolo di compartecipazione per usufruire dei servizi comunali.

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La Recensione, Mary Shelley. Un amore immortale

di Ciccio Capozzi

La vicenda di Mary Shelley, scrittrice inglese dell’800 che a soli 18 anni scrisse il romanzo Frankenstein e del suo tormentato amore col poeta Shelley. Nonché della loro relazione con Lord Byron. È difficile impostare un film su una figura storica molto complessa come questa scrittrice. Figlia di famosi scrittori, dei quali la madre è stata considerata come una delle prime femministe del secolo, aveva una personalità definita e forte. Il suo incontro con Percy Shelley, il bel poeta “contro”, non poteva che essere fatale.

Il film Mary Shelley.  Un amore immortale  (USA-UK-LUSSEMBURGO, ‘17) dipana lo svolgersi di questo rapporto, “letto” dalla soggettività di lei, fino ad approdare alla scoperta della sua “voce”, come le preconizzava il padre, che le permettesse finalmente di far venire alla luce il suo talento, la sua personale ispirazione. La sfida della sceneggiatrice Emma Jensen, che ha  scritto il film insieme alla regista saudita Haifaa Al-Mansour, è stata duplice: da una parte contenere in modi ineccepibili la documentazione storico-ambientale della vicenda, che è piuttosto intricata. Dall’altra, individuare forme di narrazione che collegassero i personaggi all’oggi, facendo presa sugli spettatori.

Ci sono riuscite? In verità la narrazione non si libera del tutto da quel che di didascalico che appesantisce alcuni passaggi e dialoghi: e ciò indebolisce la presa drammatica dei personaggi. Però, complessivamente, il film mantiene non solo una sua coerenza e linearità espositiva e tematica, ma convince e avvince.

L’attrice, oggi abbastanza un volto alla moda, Elle Fanning è Mary: è stata una scelta azzeccata. La sua fresca ma caparbia volontà di affermazione, dissimulata da quell’aria leggiadra e ingenua, dalla fisicità svettante ed elegante come un cigno, ma forte, determinata e appassionata nelle sue scelte, penso che renda la forza di questa scrittrice dal talento che a fatica, nel tempo, le si è dovuto attribuire. Del resto, a guardare i suoi ritratti dell’epoca, si rileva che è stata una donna affascinante.

E ancora più carismatiche e ben indicate, sono tutte le altre “facce” di contorno. Di più colpisce quella del poeta “maledetto” Percy Shelley, l’attore inglese Douglas Booth, di formazione culturale e professionale adeguata: il suo porsi come provocatore della morale corrente, ma in fondo fragile e volubile, e in cerca di una solida sponda affettiva, è resa senza isterie, ma con passaggi non privi di sfumature e di tensioni latenti. La sorella di Mary, Claire, è la simpatica, spigliata  e vitale Bel  Powley: inglese, ha la capacità, come in questo film in cui è la “sora racchia ma simpatica”, di uscire ed entrare da personaggi drammatici con guizzi di vivacità commediale senza perdere continuità gestuale.

Un po’ più scontata, ma sempre oltre “i minimi sindacali” del caso, perché forse troppo confacente all’iconografia tradizionale, è la figura di Lord Byron, interpretato da Tom Sturridge, attore anche di formazione teatrale. Quello più incisivo è la figuretta di Polidori, l’attore inglese Ban Hardy, medico e sodale di Byron, autore di Il Vampiro, anch’egli annichilito dalla vicinanza con Byron, tanto che il suo racconto fu a lungo attribuito al poeta inglese: per le stesse ragioni per cui  il Frankenstein lo fu all’inizio a Shelley marito.

Da notare che l’incontro creativo fra tutti i personaggi, realmente avvenuto nella villa ginevrina  sul lago Lemano, di Byron, in una serata autunnale del 1816, è stato oggetto di un affascinante film di Ken Russell, Gothic (‘86), che esplorava, al modo visionario e barocco di questo grande regista inglese, la nascita del libro della Shelley e di un momento topico della letteratura inglese. E credo anche che, facendo salvo lo stile dell’autrice, molto più sobrio di quello di Russell, e più concentrato su Mary, il film dell’86 sia stato tra le fonti d’ispirazione del presente. Perché quel fatidico rendez-vous svizzero rappresenta uno snodo centrale del film. Che è molto “recitato”: nel senso che definisce i personaggi attraverso dialoghi serrati e incessanti.

L’ambientazione e il montaggio sono però molto ben curati. Più in generale, assistiamo al darsi di una vena di spaesamento che percorre il racconto: è come se nessuno dei personaggi sapesse esattamente dove il destino li porti. E vi si sentono inadeguati e impreparati. Per me ciò ha una valenza positiva. È per questo che Mary immerge felicemente, dal punto di vista letterario, la figura del mostro del libro, nel flusso della sua personale sensibilità circa l’abbandono e la solitudine, in riferimento anche alla relazione col poeta. Questo dettaglio interpretativo di non piccola importanza è reso chiaramente nel sottofinale.

Ciò mi fa pensare all’esperienza biografica e formativa della regista: nata in Arabia Saudita, si è formata nei mestieri del cinema in Australia, agli antipodi del suo paese; come la sceneggiatrice (e produttrice) Emma Jensen che però vi è nata. Ma lavorare a Hollywood per le due è stato un ulteriore andare in un altrove privo di coordinate familiari e rassicuranti: il confrontarsi con questa scrittrice che, in anticipo e in opposizione alla sua epoca,  del non luogo e non tempo culturale ha fatto la sua missione, ha dato al film delle linee di misteriosa e profonda risonanza spirituale.

 

Ciccio Capozzi, già docente del Liceo Scientifico

porticese Filippo Silvestri, è attualmente

Direttore Artistico del Cineforum

dell’Associazione Città del Monte|FICC al

#Cinema #Teatro #Roma di Portici.

 

 

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VI edizione di Il Teatro cerca Casa

Tutto pronto per stagione 2018-19 di Il Teatro cerca Casa, la rassegna di spettacoli in appartamento ideata e diretta da Manlio Santanelli, organizzata da Livia Coletta e Ileana Bonadies. Per il sesto anno consecutivo il tour di spettacoli teatrali itineranti farà tappa su palcoscenici domestici vecchi e nuovi.

Nella V stagione sono stati circa 25 gli appartamenti che hanno aperto le porte all’arte della scena, accogliendo più di 2000 spettatori per 45 recite complessive in tutta la Campania e trasformando in teatro circa 200 salotti, distribuiti tra Napoli, Caserta, Salerno e le loro province, in rete per un vero e proprio circuito di palcoscenici alternativi.

Manlio Santanelli, ph by Cesare abate

Così commenta il direttore artistico Manlio Santanelli «Ora siamo giunti al settimo anno, che passa per essere l’anno della crisi di tutti i legami, e dunque anche di quello nostro con pubblico e attori. La prossima stagione sarà un vero e proprio banco di prova. La parola crisi ha al suo interno la stessa radice del termine critica, per cui ci prepariamo ad affrontare una possibile messa in discussione di tutto il nostro progetto. In parte ciò è stato già fatto quando abbiamo deciso quali spettacoli far rientrare nella stagione 2018-19: questa crediamo sia la stagione teatrale che ci somiglia di più. Abbiamo puntato sul teatro di parola, assecondando la nostra vocazione, ma anche andando incontro alle esigenze del pubblico, di cui in questi anni siamo stati attenti a scoprire i gusti girando di casa in casa: un pubblico che un po’ ci siamo anche inventati noi. Sicuramente rispetto a quando abbiamo iniziato il nostro tour negli appartamenti, circa sei anni fa, molte cose sono cambiate. Innanzitutto è cambiata la situazione dei teatranti. Il teatro all’epoca viveva una crisi più profonda di quella che vive oggi, e il progetto nacque per aiutare gli artisti nei periodi di magra. Fortunatamente il teatro sta uscendo da questa situazione di stallo e quindi l’effettiva esigenza di lavoro per i teatranti è un obiettivo del nostro progetto che in tal senso si è relativizzato. Intanto resta fermo l’impegno a cercare, conquistare e soprattutto formare, un nuovo pubblico per il teatro. Obiettivo che ci appassiona moltissimo. E quindi le nostre scelte di quest’anno rispecchiano soprattutto questa necessità. A tal fine proponiamo spettacoli come Polveri condominiali di Franco Autiero, artista strappato alle scene anzi tempo, che vorremmo far conoscere, approfittando del decennale della sua prematura scomparsa. E poi ci sarà molta letteratura. Il Teatro cerca Casa nasce come una costola del nostro salotto letterario Quinta di copertina e il nostro pubblico risponde sempre con grande entusiasmo alle messe in scena che prendono le mosse da adattamenti di testi non teatrali. Per questo abbiamo richiamato un grande narratore come Paolo Cresta, con noi sin dagli esordi, che realizzerà insieme a Carlo Lomanto uno Spoon River d’appartamento, mentre Enzo Salomone sarà la voce di Bartleby, lo scrivano di Melville. Inoltre abbiamo chiesto ad un attrice eclettica come Caterina Pontrandolfo di realizzare un nuovo lavoro su Alda Merini per il decennale della morte della poetessa, ed è nata così l’idea di portare in scena il suo delicato Magnificat. Insomma restiamo in continuo dialogo col nostro pubblico, sperando di poter far conoscere loro tutto quello che ci appassiona del teatro. Abbiamo non solo aperto le porte, ma abbattuto le pareti, facendo conoscere quello che c’è prima e dopo la scena, ascoltando sempre le sollecitazioni di chi siede in platea nei nostri salotti teatrali. Questa ci sembra la parte più bella, ed è quella su cui insisteremo, per comprendere meglio come far proseguire il nostro progetto, ma molto dipenderà anche dalla risposta che il pubblico riserverà quest’anno alle nostre scelte artistiche».

La settima stagione prevede dodici nuovi titoli in cartellone e tre ritorni dalle passate edizioni, a cui si aggiungono, per iniziare, tre eventi speciali in data unica, per un totale di diciotto spettacoli che portano in scena rappresentazioni di nuova drammaturgia, adattamenti dalla letteratura e naturalmente la musica.

Si parte con un’anteprima di stagione domenica 23 settembre al Complesso monumentale di San Nicola da Tolentino. L’appuntamento è previsto alle 17.15 per la visita guidata al sito, cui seguirà lo spettacolo In origine fu Voragine, con Maurizio Capone e Antonello Cossia, un lavoro che conduce alla scoperta del mito antico, tra memoria, oralità, suoni, tradizione e percussioni, per un racconto tra parole e musica che risale fino alle radici della nostra civiltà occidentale.

Tra gli spettacoli di nuova drammaturgia, Polveri condominiali di Franco Autiero, portato in scena, nel decennale della scomparsa dell’autore, da Gina Perna, accompagnata dalle musiche eseguite dal vivo al contrabbasso elettrico da Fulvio Di Nocera, per la regia di Tonino Di Ronza, mentre un grande successo della prima edizione della rassegnaLa solitudine si deve fuggire, testo di Manlio Santanelli, interpretato da Federica Aiello, conosce una nuova versione con la regia dell’autore.

Non manca il teatro civile, con Mirko Di Martino che presenta Il fulmine nella terra – Irpinia 1980interpretato da Orazio Cerino, dedicato alla vicenda del sisma, che ricostruisce l’atmosfera di quegli anni segnati dalla catastrofe naturale.

Come sempre attenzione è riservata alle proposte dei giovani tra cui quest’anno è stato scelto lo spettacolo di Fabio Pisano, Vetiver – Essenze di una profumiera, liberamente ispirato alla figura di Mona di Orio, interpretata da Melania Esposito.

Ancora, Gioia Miale e Antonio D’Avino portano in scena Piccoli crimini coniugali di Éric-Emmanuel Schmitt, tra gli autori teatrali più rappresentati sui palcoscenici di tutta Europa, e ritorna dalla passata stagione il lavoro scritto e diretto da Michele Danubio, Il posto di un altro, un giallo domestico ideato appositamente per la rassegna di Santanelli, che vede in scena, oltre allo stesso Danubio, Laura Borrelli e Stefano Jotti.

Lo stesso Stefano Jotti ripropone il suo spettacolo La fondazione, testo di Raffaello Baldini, che ha debuttato al Teatro cerca Casa con grande successo nel corso della passata stagione.

Nell’edizione 2018-19, grande attenzione sarà riservata alle messinscena tratte dai testi letterari, partendo dal Magnificat di Alda Merini, che Caterina Pontrandolfo ha realizzata nella versione teatrale su invito della direzione artistica della rassegna, in occasione del decennale della scomparsa della poetessa. Doppia è la proposta letteraria presentata da Enzo Salomone, che presterà voce al capolavoro di Melville Bartleby, lo scrivano.

Uno speciale evento natalizio, all’opera della scrittrice fiorentina Benedetta Cibrario, autrice di Lo Scurnoso, opera in cui ricostruisce, grazie ai racconti della famiglia d’origine, le vicende legate ad un pastore di raffinatissima fattura, la cui storia è sospesa tra la Napoli barocca e quella contemporanea.

Un gradito ritorno quello del duo composto da Paolo Cresta e Carlo Lomanto protagonisti di Spoon River, l’antologia di Edgar Lee Masters che prende corpo per la scena attraverso la voce recitante di Cresta e le suggestioni sonore realizzate da Lomanto, che ricostruiranno l’atmosfera della famosa collina degli epitaffi parlanti.

Anche la musica sarà grande protagonista della stagione 2018-19 di Il Teatro cerca Casa:

  • Carlo Lomanto (voce e chitarra) insieme a Beatrice Valente(voce e contrabbasso) propone Strings Duet, un omaggio ai gradi songwriter americani, da George Gershwin ad Henry Mancini;
  • Maurizio Murano porta in scena il teatro-canzone di Giorgio Gaber con Anch’io mi chiamo G., accompagnato alle chitarre da Michele Bonè, curatore anche degli arrangiamenti musicali;
  • Antonella Morea interpreta Sinnò me moro. Canzoniere della Mala, un percorso musicale e teatrale che ripercorrere le espressioni di vita ai margini e delittuose trame di malavita; Massimo MasielloMariano Bellopede ritornano con La nota stonata. Vita breve e coerente di Luigi Tenco, soggetto, testo e ideazione scenica di Stefano Valanzuolo , che sarà anche alle tastiere, nonchè curatore degli arrangiamenti.

Gli spettacoli andranno in scena a partire dal 1 ottobre: ainaugurare la rassegna a casa Santanelli a Napoli alle 18 sarà Anch’io mi chiamo G.  

Si prosegue a:

  • Portici, a casa Bonadies,il 5 ottobre (ore 20.30) con Paolo Cresta e Carlo Lomanto in Spoon River;
  • il 14 ottobre (ore 18)La Fabbrica del divertimento di Ercolano con Alessio Arena (voce e chitarre) e Arcangelo Michele Caso (violoncello) con La sirena di New York – Vita e mito di Gilda Mignonette, evento in data unica;
  • il 28 ottobre(ore 18), nel salotto di casa Zoppoli a Bagnoli, in scena Eco di Megaride con Gianfranco Coppola (contrabbasso) e Zena Rotundi (arpa), anche questo un evento speciale, realizzato in data unica;
  • il 5 novembre al Vomero (ore 18) in programma La solitudine si deve fuggire, scritto e diretto da Manlio Santanelli, con Federica Aiello.

Continua anche il progetto culturale In verità, in verità vi dico… Incontri ravvicinati di teatro, che nella passata stagione ha condotto nei salotti del circuito di Il Teatro cerca Casa grandi nomi del teatro, permettendo agli spettatori della rassegna di conoscere da vicino i mestieri dello spettacolo. Il ciclo di incontri con personalità di spicco del mondo del teatro va incontro all’opera di formazione del pubblico che Il Teatro cerca Casa ha avviato sin dalla origine  e che resta lo scopo principale della rassegna diretta da Santanelli. Tra gli ospiti che hanno già preso parte al progetto, l’attrice Isa Danieli, il direttore di scena Gigi Esposito, il direttore artistico del Teatro Mercadante di Napoli Luca De Fusco Paolo Coletta, musicista per il teatro. Il titolo scelto per il progetto richiama l’idea di una confessione importante da realizzarsi nel corso di incontri faccia a faccia che gli artisti regaleranno al pubblico del Teatro cerca Casa quando si troveranno nei paraggi. Per questo motivo le date non sono ancora fissate, ma restano sospese al passaggio a Napoli degli artisti coinvolti.

Come ogni anno, Il Teatro cerca casa assegna i premi ai due spettacoli che si sono distinti maggiormente nel corso della precedente stagione. Il Premio biglietto d’oro, assegnato allo spettacolo che ha più incontrato il gradimento del pubblico, quest’anno va a La nota stonata – Vita breve e coerente di Luigi Tenco, mentre il Premio Il Teatro cerca Casa, scelto a discrezione della direzione artistica, è stato assegnato a Stefano Jotti, interprete e regista dello spettacolo La fondazione.

 

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Una piccola sangiorgese a Venezia

SAN GIORGIO A CREMANO (NA) – La città di Massimo Troisi si conferma fucina di talenti: è sangiorgese infatti una delle attrici della fiction L’Amica Geniale, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Francesca Bellamoli ha 11 anni e vive nella cittadina vesuviana nella fiction tratta dagli omonimi romanzi di Elena Ferrante: interpreta Carmela Peluso, una delle giovani protagoniste.

Francesca  è alla sua prima esperienza cinematografica. A San Giorgio a Cremano si è formata alla Scuola di ArteDanza, diretta da Anna Claudia Sasso. Grazie al laboratorio teatrale che l’istituto ha messo su nell’ambito della propria offerta formativa, lei e altre piccole allieve hanno sostenuto il primo provino a settembre dello scorso anno. Notata subito dalla produzione della fiction, con la regia di Saverio Costanzo e la produzione di Domenico Procacci e Lorenzo Mieli, Francesca ha dovuto superare molte audizioni, raggiungendo la meta con tenacia ed entusiasmo.

Un anno di lavorazione, tra Ischia, Napoli e la provincia e la scorsa settimana la presentazione alla 75esima mostra del Cinema di Venezia. Un sogno realizzato per la piccola Francesca Bellamoli che ha potuto calcare il red carpet insieme ad star famose e con tutto il cast, tra cui spiccano altri attori vicini al nostro territorio, come il porticese Enzo Attanasio.

Le prime due puntate di L’Amica Geniale saranno proiettate al cinema in anteprima l’1, 2 e 3 ottobre.  I primo otto episodi andranno in onda su Rai1 a partire da novembre. Previsti in totale 32 episodi, una stagione per ogni volume del romanzo di Elena Ferrante.

Così ha commentato il sindaco Giorgio Zinno: «Orgogliosi che una nostra giovane concittadina sia tra le protagoniste di una fiction che si annuncia la serie più attesa dell’anno – afferma. La nostra città si conferma fucina di talenti. A San Giorgio a Cremano i laboratori teatrali e cinematografici hanno già fatto emergere decine di attori che ora lavorano in produzioni nazionali e internazionali. Tra queste la storica scuola del Centro Teatro Spazio, dove nacque la Smorfia e il laboratorio diretto da Eduardo Tartaglia. Complimenti alla piccola Francesca e alla scuola ArteDanza che offre a tanti nostri ragazzi queste importanti opportunità».

Francesca Bellamoli frequenta la seconda media all’istituto II Massaia e la madre, Anna Piscopo, segue la piccola con discrezione in questo percorso artistico e dice: «Senza esaltare questa esperienza perchè l’istruzione è fondamentale e Francesca deve studiare come sta facendo, senza perdere di vista gli obiettivi che come famiglia le stiamo trasmettendo».

https://www.youtube.com/watch?v=9z00pPT6-7k

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Piana di Monte Verna. Serata di fine estate ‘pizzosa’ mercoledì con l’associazione Pro Loco

L’operosa Pro Loco pianese organizza nel bellissimo scenario della piazzetta 21 Maggio 1860,

Figli di Portici famosi: il Maestro Giuseppe Zollo

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giuseppe Zollo è nato a Napoli,  il 22 giugno 1960, da Nazareno Zollo e da Clara Mannella.

Nel 1971, con la famiglia, si è trasferito a Portici.

Dopo gli studi inferiori, ha frequentato il Liceo Artistico di Napoli, dove si è diplomato, nel 1978.

Ha, poi, frequentato la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli per due anni.

Preferendo completare la sua formazione artistica, abbandonati gli studi di architettura, si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Qui, dopo aver seguito, le lezioni del corso di pittura tenuto dall’artista Domenico Spinosa (Napoli, 5 agosto 1916 – ivi, 17 febbraio 2007), si è diplomato nel 1985, discutendo una tesi intitolata Rembrandt e la luce.

Dal 1987 al 1992, è stato direttore artistico del periodico di informazione Break.

Da «… una formazione pittorica informale, caratterizzata dall’insegnamento del Maestro Spinosa, in seguito scelgo la pittura figurativa per condensare le mie esperienze artistiche; stimolato dalla poetica di Rabindranath Tagore, che, nella sua poesia volta al dialogo, alla ricerca costante del Dio, dell’Uno, dell’Essere Creatore, rende soave la creatività in una visione ontologica dell’arte. In una sua poesia si legge: “…mi tuffo nell’oceano delle forme, cercando di trovare la perla, perfetta del senza forma…”. In questa frase si condensa il percorso della mia creatività, attratto dalla fluidità del colore, che è luce».

Docente di disegno e storia dell’arte nelle scuole superiori statali, ai suoi allievi ha sempre sottolineato la sua personale interpretazione dell’arte, «… L’umanità fugge dal cuore candido dell’Arte, l’Arte avvalora in sè la nostra nascita su questo mondo, accarezzarla nel suo profondo è il nostro compito. L’arte della gioia è il modo di esprimere la musica profonda dell’anima attraverso i colori, che sono pergamene danzanti, irradianti la solare luce dell’uomo».

Per un improvviso fulmineo infarto, Giuseppe Zollo muore a Portici, la domenica 29 ottobre 2017.

Ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive:

  • Ercolano, centro M. De Gregorio;
  • Brescia, Biblioteca Comunale;
  • Napoli, Sale Espositive Accademia di Belle Arti;
  • Avellino, Biblioteca Comunale;
  • Sorrento, Settembre Artistico;
  • Napoli, Sala V. Gemito
  • Portici, Sala Granhattan e Villa Savonarola;
  • Roccagloriosa, Centro Storico;
  • Celle di Bulgheria, Estemporanea;
  • Carmagnola (Torino) Antichi Bastioni;
  • Milano, CART  Mostra Mercato d’Arte Contemporaneamda.

Attualmente i dipinti di Giuseppe Zollo sono esposti in permanenza presso la gallerie Marciano Arte di Portici e Fine Arts arte contemporanea di Mercato San Severino (Salerno).

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