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Piedimonte Matese. Appalto rifiuti: Comune 'salvato' al TAR grazie all'acume dell'avvocato Pasquale Marotta

Si è rivelato vano l'operato della ditta esclusa dall'espletamento dei servizi di igiene urbana che aveva impugnato innanzi ...

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Caiazzo. Piatti tipici: torna al ristorante 'Volte di Annibale e Bacco' il concorso della Pro Loco

Nella serata di venerdì 18 gennaio, la settima edizione del concorso “I Piatti tipici del Medio Volturno” vedrà ...

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Napoli. Incontro col fotografo Antonio Gibotta promosso dall'esperto caiatino Luca Sorbo

Al Palazzo delle Arti in via dei Mille sabato 12 gennaio alle 17 è in programma un interessante ...

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Caiazzo. Piatti tipici: venerdì torna il concorso gastronomico promosso dalla Pro Loco 'Marcuccio'

Quinto appuntamento stagionale per il concorso "I piatti tipici del Medio Volturno" promosso col fine di promuovere i ...

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Caiazzo. Calcio locale: anno nuovo, vittoria nuova per l'ASD che liquida anche la 'Feliciana'

Doppia "botta" per la compagine calcistica giovanile "ASD Caiazzo" che nel primo cimento dell'anno, per nulla intimorita dal ...

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Caiazzo. Anno nuovo, vittoria nuova per il CSI Basket, al decimo successo stagionale

Il CSI Caiazzo Basket inizia il nuovo anno conseguendo la decima vittoria nell’undicesima giornata di campionato battendo la ...

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Napoli-Piedimonte Matese. Morto l'ingegner Pietrangelo Gregorio, 'inventore' della TV locale

Mesto addio dei napoletani riconoscenti al precursore dell'emittenza televisiva locale, ingegner Pietrangelo Gregorio (nella foto), originario di Piedimonte Matese, in ...

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Caiazzo e Dintorni. Ennesima promozione RAI (gratis) delle eccellenze gastronomiche territoriali

Non solo eccellente "contadino 2.0", come ama definirsi Manuel Lombardi, che ha infatti confermato anche le sue eccellenti ...

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Caiazzo. Amministratori che si fanno pagare: nuovo attacco dell'ex sindaco Tommaso Sgueglia

Continua la polemica inerente le indennità di carica che sindaco, assessori e presidente del Consiglio comunale hanno deciso ...

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Castel di Sasso. Dal 'Conciato romano' di casa Lombardi allo splendore borbonico casertano 'focus' RAI 'Linea Verde'

Inizio d'anno oltremodo positivo per le eccellenze, non solo gastronomiche, del comprensorio caiatino, che ripetutamente hanno potuto godere ...

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Napoli. ‘CortiSonanti’: al via la nona edizione del Festival internazionale di cortometraggi

Al Maschio Angioino venerdì 16 e sabato 17 novembre

Castel di Sasso. Caccia all’Olio, tutti soddisfatti: ora tocca a Caiazzo, anzi a SS.Giovanni e Paolo

Si è conclusa con grande successo la “Caccia all’olio”, tradizionale appuntamento

Da Squille a Caserta. Giornata delle Forze Armate: toccante testimonianza di un reduce 97enne

In occasione del centenario dell’epilogo della “grande” guerra, d’intesa con la prefettura,

Caiazzo. Progetto ‘Volturno Vagabondo’: mercoledì 14 al Comune la presentazione

Sarà presentato nell’aula consiliare del Comune, in sede di conferenza stampa,

Sua Maestà il pomodoro

di Ciro Santisola

PORTICI (NA) – Nella realizzazione del vasto programma di attività scientifico-divulgativo del Portici Science Cafè, alle ore 17.30 di mercoledì 14 novembre, a Villa Fernandes, un bene pubblico confiscato alla camorra, in via Diaz, 144 a Portici, si terrà l’incontro dal titolo Il pomodoro, ovvero la storia di un immigrato di successo.

Il professore Luigi Frusciante, ordinario di Genetica agraria presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, eccellente ospite, tratterà il tema della conversazione/incontro del nuovo appuntamento del 5° ciclo di incontri promossi dall’associazione Portici Science Cafè.

Il docente, con un’affabulante eloquenza, dissertando sull’origine e sulla storia della Solanacea, nonchè sull’impiego delle bacche di pomodoro, il famoso oro rosso, illustrerà le risposte alle domande che costituiranno il focus nodale dell’incontro:

«… Perché pomodoro e perché immigrato?

L’ambiente di coltivazione può influenzare le proprietà organolettiche di un prodotto? Quale il ruolo del pomodoro nella dieta mediterranea?».

Com’è d’uso, a introdurre il graditissimo ospite e ad animare l’appuntamento sarà, a l’ingegnere elettrotecnico Vincenzo Bonadies, portavoce del Portici Science Cafè,

Si ricorda che l’ingresso alla conversazione/incontro, come sempre, sarà libero e gratuito 

Luigi Frusciante, dottore agronomo laureato alla Facoltà di Agraria di Portici, vincitore di concorso è divenuto docente di ruolo presso la stessa, oggi Dipartimento di Agraria. Dall’inizio della carriera accademica ha svolto e ancora svolge principalmente attività di ricerca «… rivolta a studi di citogenetica, genetica e genomica che hanno contribuito ad approfondire le conoscenze genetiche di alcune Solanaceae (pomodoro, patata) e di Leguminosae (pisello, cece) e al loro miglioramento, con l’ottenimento anche di nuove varietà».

Negli ultimi anni, ne ruolo di coordinatore, con il suo team di ricercatori ha «… contribuito al sequenziamento del genoma di pomodoro e al risequenziamento di ecotipi di pomodoro campani (San Marzano e Vesuviano)».

Membro di diverse Società scientifiche, è autore di oltre 190 pubblicazioni scientifiche e divulgative.

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(Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

La Recensione, Millennium. Quello che non uccide

di Ciccio Capozzi

Lisbeth Salander, la solitaria hacker mercenaria, famosa e bravissima, riceve un compito “impossibile”: nientemeno che rubare ai computer della NSA, la fondamentale Agenzia di sicurezza americana, un protocollo informatico che permette di controllare da remoto tutti i sistemi militari satellitari del mondo. Ma sono in molti a volere questo algoritmo, e tra questi una temibile banda di assassini, gli Spiders.

Lo scrittore svedese Stieg Larson è deceduto nel 2004, appena cinquantenne: ha lasciato una trilogia di mistery intitolata Millennium. Si tratta di romanzi intriganti e molto ben costruiti: con personaggi indimenticabili. Tra questi, Lisbeth. In accordo con la moglie del suo creatore, erede del copyright del ciclo, e sulla base di appunti da lui lasciati, lo scrittore, anch’egli svedese, David Lagercrantz, ha continuato la saga: che vedrà nel ‘19 l’uscita del VI titolo. Continuazione, bisogna dire, che ne ravviva la qualità e il successo. La trilogia originale è stata portata sullo schermo da due diversi registi svedesi: il primo libro da Niels Arden Oplev, che lanciò la sconosciuta, ma tostissima Noomi Rapace, il II e il III da Daniel Alfredson. Solo il primo, a mio avviso, è fatto bene, e riproduce quella tipica atmosfera svedese.

Il primo ebbe un remake Usa nel 2011 di David Fincher: con la scelta azzeccatissima di Rooney Mara nella parte della protagonista. Che però andò così così.

Millennium. Quello che non uccide (USA-GERM-SVEZ-CAN-UK, ‘18) è tratto dal primo romanzo di Lagercrantz. Ed è quindi il V titolo: insomma una narrazione provvista di una sua vitalità e respiro narrativo. A me personalmente il film è piaciuto molto: dopo il primo dell’intera saga, del 2009, è il più bello e convincente. Regista ne è l’uruguayano Fede Alvarez. Noto per un remake del ‘13 di La Casa (il classico horror dissacrante di Sam Raimi) che non sfigurava a petto del modello, e per qualche altro titolo horror, l’autore ha fatto, intelligentemente, tabula rasa di tutto l’armamentario visuale e interpretativo precedente.

È stato definito un re-boot: un nuovo inizio. E in parte è vero. Ha cambiato l’attrice che interpreta Lisbeth: ora è stata affidata a Claire Foy. E bene ha fatto. Questa attrice, già nota per una TV Series, e vista recentemente inFirst man. Il primo uomo, incarna perfettamente la nuova configurazione di Lisbeth. O meglio: la sottolineatura di alcuni aspetti già individuati nelle precedenti rappresentazioni, ma che ora vengono prepotentemente messe in luce. È sempre stato un personaggio molto complesso e ricco di sfaccettature: ma soprattutto di zone d’ombra.  Che, nei film precedenti, venivano chiaramente accennate, come un nodo di angoscia esistenziale che si portava appresso nel silenzio e in quell’ostentata noncuranza, se non aperta ostilità, per le norme comuni del vivere e dei comportamenti accettati, che ora vengono messe a fuoco.

Addirittura qui si parte dalla sua fuga dal padre, figura di manigoldo di rara, perfida e patologica cattiveria: il conflitto col quale ritorna implacabilmente in tutte le sue vicissitudini precedenti, anche su/contro metaforica e interposta persona. Ma assistiamo ad un’ulteriore complicazione: una sorella. Cui pur essendo molto legata, è stata da lei abbandonata per salvarsi. Lei è rimasta col padre, diventando la sua erede. In tutto: soprattutto nella genialità perversa e criminale. È interpretata dall’attrice olandese Sylvia Hoeks. Ne dà una rappresentazione magistrale per intensità e coerenza.

Trasformata in un mostro di femminilità asettica e raggelata, come una vampiressa albina (effetto di makeup: l’attrice al naturale è diversa e più bella), è lei che ha ripreso le fila del padre. Il suo parlare è lento e strascicato: anche quando fa la dolce, esprime un sottofondo, un basso continuo,  di oscura crudeltà. Cui non sono nemmeno assenti delle tracce di erotismo avvizzito, velenoso e da mantide, frutto della perversa sottomissione sessuale al padre.

Tuttavia, per Lisbeth è sempre ‘a sora, verso nutre una sensazione ambivalente, una sorta di memoria affettiva, rinfocolata da complesso di colpa, perché l’ha abbandonata: è come se, nel tempo, avesse continuato inconsciamente a sentirsene responsabile. Anche se costei ha scelto di restare, però mantenendo una specie di ansia di risposta, per quanto distorta e distruttiva, verso l’inelusa presenza della sorella. Nella sua problematicità, il rapporto tra le due è il perno di Millennium. Quello che non uccide, assolutamente ben sorretto dalla sceneggiatura (dello stesso regista e di Jay Basu).

La Foy, a differenza delle altre attrici che l’hanno preceduta nel ruolo, appare più fragile: la sua indomita combattività è di pura sopravvivenza. Però ha un rapporto profondo, basato sul non detto ma assai empatico col geniale bambino semiautistico, anch’egli restato solo, che è una delle chiavi della trama del film.

Il montaggio, che non lascia scampo e pausa, e la fotografia, in cui prevalgono le tinte di una notta senza fine e senza speranza, sono di elevata qualità artistica e spettacolare: ma rigidamente poste sotto il  controllo totale della regia.

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Arbitro picchiato, Salvini: “Emergenza”. E se la prende con Higuain: “Indegno”

Incontro al Viminale con i vertici della Figc e dell’Aia. Gravina: “Chiunque sfiora un arbitro deve pagare, deve essere allontanato”. Nicchi: “Non manderemo più al massacro i nostri ragazzi”

Fonte: Repubblica.it

La cultura dell’antico nel Secolo dei Lumi

NAPOLI – Istituzioni in rete per un importante incontro internazionale: il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II, il Museo Archeologico Nazionale e il Parco Archeologico di Ercolano promuoveranno da mercoledì 14 a venerdì 16 novembre tre giornate di approfondimento dedicate a La cultura dell’antico a Napoli nel Secolo dei Lumi.

L’evento, cui parteciperanno importanti studiosi italiani e stranieri, è organizzato da Carmela Capaldi in collaborazione con Arturo De Vivo, Carlo Gasparri, Edoardo Massimilla, Massimo Osanna, Valeria Sampaolo.

il convegno sarà inaugurato mercoledì 14 novembre alle 10 negli spazi della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti (via Mezzocannone 8), alla presenza del Rettore e del Prorettore dell’Ateneo federiciano, rispettivamente Gaetano Manfredi ed Arturo De Vivo, del Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Edoardo Massimilla, del Presidente dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti Giovanni Polara e del professor Francesco Aceto (Dottorato in Scienze Storiche, Archeologiche e Storico-artistiche).

Nel pomeriggio, dalle 14.30, i lavori saranno programmati nella Sala conferenze del MANN.

Giovedì 15 novembre, a partire dalle 9.30, nuovo momento di confronto alla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, mentre venerdì 16 novembre la conclusione dell’incontro si terrà nello splendido scenario del Parco Archeologico di Ercolano, con visita all’Antico Teatro.

L’incontro internazionale a La cultura dell’antico a Napoli nel Secolo dei Lumi rappresenterà dunque la dimensione poliedrica di un’indagine scientifica che ancora oggi conserva la propria attualità

Il territorio partenopeo è stato infatti il felice contesto espressivo di un profondo fermento intellettuale che ha animato, nel corso del Settecento l’indagine filosofica, storico-letteraria, naturalistica, giuridica: una sensibilità particolare si è riflessa, ancora, negli studi sull’antico, inteso come base per riscoprire le radici culturali europee e fondare un nuovo approccio al tema della conservazione delle opere d’arte e del collezionismo.

In un arco temporale compreso tra il 1709 (inizio del viceregno austriaco) ed il 1799 (repressione della Repubblica partenopea), sono molteplici le esperienze culturali che hanno connesso lo studio del passato alla nuova visione dell’intellettuale propria del Secolo dei Lumi, trovando in alcuni casi una felice interlocuzione con sovrani quali Carlo e Ferdinando IV di Borbone.

«I musei devono essere concepiti, sempre più, come luoghi di confronto, per ricostruire, anche grazie ad una corposa indagine scientifica, le radici culturali che hanno reso grande la nostra storia», ha commentato il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Compiacimento per il network messo in campo espresso dal Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, che ha dichiarato: «Prosegue l’attività istituzionale del Parco di Ercolano che coniuga l’attività di fruizione con quella ricerca e produzione scientifica. Ercolano, dove significativamente ricorrono 280 anni dall’inizio degli scavi borbonici, richiama il suo ruolo non solo come oggetto di studio ma anche come promotore di attenzione su un’epoca che ne ha visto la ribalta».

Programma. La cultura nel secolo dei lumi

 

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Ruviano- Alvignanello. Doppia, toccante cerimonia per accogliere le spoglie del ‘soldato’ Giano, morto nel 1943

La commozione era palpabile a Ruviano come nella frazione