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PIANA DI MONTE VERNA. Amelia Falco sul podio di Masterchef! E fra i tre finalisti che si aggiudicheranno la vittoria finale giovedì prossimo

Pubblicato il 28 Febbraio 2015 da

© www.teleradionews.org © Tutti i diritti riservati © info@teleradionews.org

Amelia sfiderà Niccolò e Stefano al culmine di una estenuante avventura che l’ha vista primeggiare nelle prove più difficili, tra cui i temibilissimi “pressure test” a cui è stata sottoposta. “Arrivare in finale è stato già un grande successo…” afferma la piccola grande cuoca pianese. LA CRONACA DELL’ULTIMA PUNTATA VINTA DA AMELIA GIUDICATA DALLA CHEF ANNIE FEOLDE…

Ce l’ha fatta Amelia, è arrivata ai primi tre posti del programma cult “Masterchef” in onda su Sky il giovedì sera. E del resto non poteva andare diversamente, vista la sua innata passione ereditata da un papà cuoco e una nonna che le ha trasmesso tutti i segreti della cucina facendo di lei una dei tre finalisti della quarta edizione di Masterchef Italia. Parliamo di Amelia Falco, giovane studentessa in economia, 26enne di Piana di Monte Verna,  una delle candidate alla vittoria di Masterchef che nell’ultima puntata ha segnalato anche ascolti da record, oltre un milione e trecentomila spettatori e che vede nelle vesti di giudici gli chef “pluristellati” Bruno Barbieri e Carlo Cracco unitamente al ristoratore italoamericano Joe Bastianich. Una famiglia solida, legata alle tradizioni e alla cucina del territorio, con tanto di orticello dove far crescere gli ingredienti genuini che sono il fiore all’occhiello delle ricette di Amelia. “Vivo in una palazzina con tutti i miei parenti e sia a pranzo sia a cena ci ritroviamo da mia nonna e mangiamo tutti insieme – racconta la studentessa, nel corso di un’intervista rilasciata a Il Mattino e che giovedì si batterà con Niccolò e Stefano per aggiudicarsi il titolo – Di solito cucino sempre io a pranzo insieme alla mia nonna”. Un amore grandissimo per il suo fidanzato Roberto, lo stesso che le ha dato la forza per stargli accanto negli ultimi anni che lo hanno visto affrontare una difficile malattia. “È stata un’esperienza che mi ha fatto capire quali sono i veri valori nella vita, cosa è davvero importante e cosa no. Quando vivi un’esperienza così forte, impari ad affrontare la vita, le difficoltà e le sfide in modo diverso”. Sarà per questo che Amelia nella cucina di Masterchef ha dimostrato sempre calma, lucidità e una straordinaria capacità di gestire lo stress, che invece manda in tilt molti concorrenti. Il padre di Amelia, Antonio, ha smesso di fare lo chef dodici anni fa e ora gestisce un bar, ma il sogno di Amelia è proprio quello di tirar fuori suo padre da quel bar, dove lo vede insoddisfatto, e aprire insieme, nella propria terra, un piccolo “ristorante di famiglia” con pochi tavoli e un piccolo menù che segua la stagionalità dei prodotti. Simpatica e bella, oltre che naturalmente con un indiscutibile talento per la cucina, non le mancano di certo le doti per realizzare un altro suo sogno: avere un programma di video ricette e consigli sulla buona cucina, in TV o sul web. I suoi piatti forti sono i primi, le paste fresche e ripiene, ma adora anche cucinare verdure e ortaggi, in particolare i pomodori. Odori, colori e sapori della provincia casertana a cui Amelia non sa rinunciare e dai quali trae ispirazione per i suoi piatti. “Per me essere in finale è già una vittoria, un traguardo al quale non avrei mai creduto di poter arrivare – scrive Amelia sulla sua pagina facebook – Questa avventura mi ha fatto crescere molto,mi ha insegnato a credere in me stessa, a spingermi oltre i miei limiti, a superare la mia timidezza”.
LA CRONACA DELL’ULTIMA PUNTATA CHE HA VISTO IL TRIONFO DI AMELIA GIUDICATA DA UNO DEI PIÙ GRANDI CHEF DEL PIANETA ANNIE FEOLDE. – 
22.12 – I nostri aspiranti chef Amelia, Stefano e Nicolò sono a Firenze. È la vigilia dell’ultima prova in esterna e i nostri cuochi amatoriali sono arrivati a Villa Cora. Nicolò ha ricevuto una lettera d’affetto da Federica e Maria. Amelia pensa ancora all’Invention Test andato male ma è pronta per superare questa prova. Stefano invece è determinato e molto emozionato. Vincendo l’Invention Test ha ottenuto il vantaggio e il privilegio di andare a cena con il nostro chef Carlo Cracco presso l’Enoteca Pinchiorri, uno dei templi della ristorazione italiana. 
22.15 – Stefano è a cena con Carlo Cracco all’Enoteca Pinchiorri. La vera anima dell’Enoteca è l’Executive Chef Annie Feolde. Dopo essersi trasferita in Italia poco più che ventenne, insieme al marito Giorgio Pinchiorri, Annie Feolde ha trasformato una semplice enoteca in uno dei ristoranti di riferimento in tutto il mondo. Per la Chef Feolde lavorare all’Enoteca è stato un modo per parlare alla gente con il cuore e per “invogliare le persone a pensare un attimo di più su quello che stanno mangiando”. La cena tra Stefano e lo chef Cracco procede per il meglio. Lo chef Cracco chiede a Stefano di soffermarsi soprattutto sulla raffinatezza dell’impiattamento perchè domani dovrà affrontare la prova da protagonista nella cucina dell’Enoteca Pinchiorri. 
22.17 – È il giorno dell’ultima sfida in esterna. Oggi gli aspiranti chef faranno parte della brigata di uno dei ristoranti più famosi al mondo, l’Enoteca Pinchiorri, dal 1980 nel circuito Relais & Châteaux. Qui lo chef Carlo Cracco ha iniziato il suo percorso lavorativo e sempre qui ha avuto l’onore di lavorare con Annie Feolde. I nostri aspiranti chef dovranno cucinare tre piatti in tutto: Polpo con crema di fagiolini con chicchi di caffè, Pici con crema di burrata aglio, olio e peperoncino e Anatra con miele e spezie e salsa alla diavola. È il momento di spostarsi in cucina dove Annie Feolde deciderà a chi affidare le diverse preparazioni. 
22.20 – Siamo nelle cucine del ristorante. Annie Feolde presenta la famiglia dell’Enoteca Pinchiorri. I tre chef presenti in cucina saranno le guide dei nostri cuochi amatoriali e li aiuteranno a preparare i piatti. Stefano farà il polpo, Amelia preparerà l’anatra e infine Nicolò dovrà cucinare i Pici. La prova può cominciare. Ogni aspirante chef avrà il supporto di uno chef che detterà tempi e indicazioni. I tre cuochi amatoriali dovranno rispettare gli ordini ed essere veloci e precisi. L’emozione è tanta ma bisogna lavorare al meglio senza lasciarsi trasportare dall’eccitazione. 
22.23 – Tutto procede per il meglio. I nostri aspiranti chef stanno ricevendo dei consigli importantissimi dagli chef. Lavorare in una cucina pulita e ordinata è la prima regola per ottenere il meglio dai propri piatti. La prova sta per finire ed è il momento per gli ospiti di accomodarsi in sala. Il primo piatto da servire sarà quello di Stefano. L’impiattamento deve essere perfetto. Per questo motivo Stefano è costretto a provare e riprovare alcuni passaggi. Ogni aspirante chef dovrà preparare 20 piatti in tutto e superare l’assaggio di Annie Feolde. È il momento degli assaggi. Secondo i giudici il piatto di Stefano è perfetto, quello di Nicolò è leggermente piccante, mentre quello di Amelia è stato gradito molto dai giudici. 
22.36 – Annie Feolde sarà l’unico giudice di questa prova. Sarà lei a decidere il vincitore. Dai commenti fin ora ascoltati è molto soddisfatta di tutti i cuochi amatoriali. Chi sceglierà? Annie Feolde dice di aver chiuso gli occhi prima di fare questa scelta e di essersi concentrata esclusivamente sui piatti dei tre aspiranti chef. La migliore della prova è Amelia! Questa vittoria molto importante perchè significa volare direttamente alla finale della quarta edizione di MasterChef! Siete d’accordo con il verdetto? Purtroppo Nicolò e Stefano dovranno sfidarsi all’ultimo Pressure Test e uno dei due si scontrerà con Paolo al duello finale. 
22.43 – È il momento del Pressure Test. Alla fine della prova uno tra Stefano e Nicolò dovrà scontrarsi con Paolo per arrivare alla finale di MasterChef Italia. Paolo preferirebbe Stefano come avversario. Sarà perchè è il più stanco dei due oppure perchè è stato lui a mandarlo al duello alla fine dell’Invention Test? Per scoprire chi vincerà c’è ancora una sfida da superare! I giudici svelano una vastissima gamma di ingredienti pregiatissimi che saranno a disposizione di Stefano e Nicolò. Cosa dovranno cucinare? Sotto le cloche si nascondono ben 3 panini, preparati dai tre giudici. Stefano e Nicolò dovranno preparare tre panini gourmet cercando di cogliere i gusti di ogni singolo giudice. Per fare questo avranno solo 30 minuti di tempo. Che vinca il migliore. 2
22.49 – La prova è cominciata. Non sono ancora chiari gli ingredienti di ogni singolo panino. Nicolò sta preparando una frittata di cipolle per il panino di Joe, Stefano, invece, si è ispirato al Jucy Lucy assaggiato negli Stati Uniti. Secondo Paolo Nicolò è in vantaggio rispetto a Stefano. Ancora pochi istanti e scopriremo se ha ragione o torto. Chi riuscirà a superare la prova? 
22.54 – Nicolò è il primo a presentare i panini. Il primo dei tre, lo Stra-agressive con speck, toma, tartufo e mostarda è dedicato a Bruno Barbieri. Il panino è buono anche se lo chef preferisce i panini che si sviluppano in altezza. Il secondo panino è per Joe Bastianich. Tu vuò fa l’americano con bacon, gambero rosso, e frittata di cipolle cerca di trovare un equilibrio tra la cucina americana e quella mediterranea. Infine La lingua del saggio è il panino dedicato a Carlo Cracco. Con questo panino Nicolò vuole ringraziare lo chef Cracco per essere stato un punto di riferimento durante questa avventura. Un momento davvero emozionante per il nostro studente milanese. 
22.58 – È la volta di Stefano. Il primo panino Bologna in viaggio è dedicato a Bruno Barbieri. La mortadella ripassata in padella non piace molto ma nel complesso è un buon panino. Tagliente è il panino di Carlo Cracco. Il panino è una tagliata di pomodoro, formaggio foie gras e altri ingredienti. Infine l’ultimo panino è per Joe Bastianich. L’Iron Jucy Lucy ha lasciato Joe Bastianich di stucco: un vero hamburger italo-americano. È il momento del verdetto. Purtroppo per Stefano e Nicolò c’è posto per un solo vincitore. Stefano vince il Pressure Test e vola in finale con Amelia. Il terzo finalista si giocherà il tutto per tutto al Duello Finale. 
23.02 – I giudici assaggiano i piatti dei due avversari. Il primo a sottoporre il piatto ai giudici è Paolo. La Zucchina ripiena di cavolfiore e besciamella con tonno e gamberi non riesce a convincere gli chef Cracco e Barbieri ma riceve i complimenti di Joe Bastianich. I suoi sforzi saranno sufficienti a battere l’avversario? Nicolò dice di essere spaventato ma felice. La sua avventura non può finire qui ma deve essere un punto di inizio. Purtroppo però la scelta non dipende da lui ma dai nostri giudici che tra poco decideranno il terzo ed ultimo finalista di questa edizione di MasterChef Italia. 
23.09 – Il momento è arrivato. I giudici hanno preso una delle decisioni più difficili di questa edizione. Solo uno tra Nicolò e Paolo potrà superare il duello e accedere alla finale con Stefano e Amelia. Nicolò ha sempre dimostrato di avere controllo e creatività. Paolo, dal canto suo, ha cucinato uno dei migliori piatti di tutto il suo percorso. Ma ciò non è bastato. Paolo deve abbandonare il grembiule a un passo dalla finale. Il nostro Paolo, da semplice catechista ha tirato fuori gli artigli. La tigre di Cuneo lascia la cucina di MasterChef e con lui se ne va tutta la sua simpatia. Da questo momento non ci sono più anelli deboli. Amelia, Nicolò e Stefano possono già sfiorare con un dito la vittoria ma uno solo sarà il quarto MasterChef italiano. Per scoprire chi vincerà non perdetevi la finale di MasterChef Italia giovedì prossimo su Sky Uno HD alle 21.10.

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PIEDIMONTE MATESE. La Regione ha finanziato i lavori di ristrutturazione dell’ex macello comunale. Sorgeranno nuovi uffici comunali. Importo finanziato, oltre 1 milione 600mila euro

Pubblicato il 28 Febbraio 2015 da

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Si parla di lavori di recupero e di riqualificazione strutturale e funzionale dell’ex macello comunale di via Caso per la nuova collocazione del Comando Vigili urbani, Protezione civile locale, Ufficio di piano d’ambito C4 per i servizi essenziali ed assistenziali della popolazione…
Ristrutturazione dell’ex macello, è arrivato il decreto di finanziamento della Regione. Si tratta di fondi post sisma messi a disposizione per gli edifici di proprietà pubblica. La gara sarà pubblicata la prossima settimana. È il primo decreto che concretamente trasferisce le somme previste per il dopo terremoto ed è stato fatto in tempi brevissimi perché il progetto definitivo è cantierabile ed è stato presentato a palazzo Santa Lucia solo la scorsa settimana. Già si conoscono i dettagli del mega appalto che cambierà il volto all’intera area dove si trova la struttura. La determina a contrattare, infatti, è stata emessa dall’Ufficio tecnico proprio ieri. Si parla di lavori di recupero e di riqualificazione strutturale e funzionale dell’ex macello comunale di via Caso per la nuova collocazione del Comando Vigili urbani, Protezione civile locale, Ufficio di piano d’ambito C4 per i servizi essenziali ed assistenziali della popolazione. Come è noto gli interventi rientrano nella messa in sicurezza degli edifici danneggiati dagli eventi sismici del dicembre 2013 e gennaio 2014. Nella convenzione stipulata con la Regione si prevede l’adeguamento sismico anche di altri immobili, tra cui diverse scuole, il cimitero e l’ex edificio dei Celestini. Tutti progetti già approvati in giunta e pronti per il finanziamento a valere sugli stessi fondi Por Campania Fesr 2007-2013, Interventi di accelerazione della spesa. A giorni, dunque, verrà ufficialmente indetta la gara per l’ex macello che metterà a bando l’importo complessivo di 1.670.000 euro, di cui 1.622.926,62 per lavori a base d’asta e 47.083,38 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. La procedura seguita sarà quella prevista dalla normativa in materia di appalti pubblici, cioè aperta e secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sebbene clausole prevedano anche la possibilità di individuare le offerte anormalmente basse. “Devo dare atto alla Regione – ha commentato il sindaco Vincenzo Cappello – di aver provveduto al finanziamento dell’opera in tempi record”. Intanto nei prossimi giorni dovrebbero essere resi noti dal primo cittadino anche i nomi dei nuovi assessori. Resta sempre in piedi l’ipotesi di ingresso di due donne nell’Esecutivo. In questo modo, infatti, si garantirebbe il rispetto dell’obbligo di legge di prevedere una quota rosa del 40% tra i rappresentanti in giunta.

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CAIAZZO. “Quest’anno non ci sono iscritti alla prima classe del Liceo scientifico. E’ iniziato il ‘de profundis’ per il centro storico!” LA LETTERA

Pubblicato il 28 Febbraio 2015 da

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Chiude la farmacia che si trasferisce in altra zona della città. La merceria idem e in più la popolazione si sta spostando vero la lottizzazione ‘De Magistris’. Così ci scrivono i membri del Comitato ‘Vivi la Città’ che chiedono misure urgenti… 
Abbiamo ricevuto e pubblichiamo la lettera pervenuta dal Comitato “Vivi la Città” dalla quale si evince un fatto a dir poco eclatante. Nessun iscritto alla prima classe del Liceo scientifico Covelli, ed è un ulteriore, l’ennesimo, campanello d’allarme per l’economia del centro storico, letteralmente agonizzante. Ecco la lettera del sodalizio. “””Caiazzo, un centro storico ormai al “de profundis”. Pronte a chiudere i battenti altre attività del centro storico Caiatino, ove ormai, visto che la popolazione si è trasferita in gran parte nella realizzata lottizzazione “De Magistris”, sta lasciando così in stato di abbandono gran parte delle abitazioni, pertanto, giocoforza anche la chiusura delle attività commerciali. Infatti è notizia anche datata, chiuderanno importanti attività, farmacia e merceria oggi fiore all’occhiello del servizio al cittadino del centro storico. Ma non e l’unica delle notizie peggiori, di queste ore la notizia che suona come un campanello di allarme e che per ovvi motivi di credibilità di una città che si professa di cultura, chiude nei prossimi anni, anche il Liceo scientifico. Il motivo? Semplice! All’inizio del nuovo anno scolastico, non avrà più la classe prima, perchè non si cono iscritti da consentire la formazione della stessa. E dopo oltre cinquant’ anni il liceo scientifico a settembre decreterà l’inizio della fine. La fine di una istituzione quella scolastica che per anni ha formato giovani brillanti nelle più disparate carriere, la città meriterebbe un salvataggio ma da parte di chi? Dalle istituzioni locali? Impegnate in altre più accomodanti attività? Allora e la fine decretata! Cordiali saluti”””

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FONTEGRECA. Processo Montoro più cinque. Sparita la lista dei testi e del depositato. Il giudice ha rinviato l’udienza al 27 maggio prossimo

Pubblicato il 28 Febbraio 2015 da

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Manca praticamente il fascicolo di quanto depositato, prove testimoniali e la lista dei testi chiamati a deporre. Il processo rischia di saltare…
Salta il processo a carico del sindaco di Fontegreca, Antonio Montoro, più altri cinque indagati, ovvero Antonio Iemma, Carmine Iannella, Antonio Ricci, Antonio Ricigliano e Roberto Marcello. L’udienza era in calendario ieri, ma non si trovano più i fascicoli del depositato e della lista dei testi. Il magistrato ha dovuto prendere atto e rinviare il tutto al prossimo 27 maggio, per dar modo all’accusa di organizzarsi. I sei indagati sono accusati a vario titolo di truffa ai danni dello Stato posta in essere di comune accordo da un dirigente del Comune di Fontegreca, un ingegnere ed alcuni professionisti. In particolare, in esecuzione di una specifica delega dell’Autorità Giudiziaria finalizzata a verificare la regolarità di alcune gare di appalto indette dal predetto Comune, una delle quali prevedeva anche l’acquisto di beni da parte dell’Ente locale, i finanzieri nel 2012 hanno accertato dei pagamenti fittizi a favore di una società con sede in Provincia di Benevento, a fronte di una fornitura di apparati informatici ed arredi vari in realtà mai effettuata, i cui costi sono stati giustificati mediante fatturazione fittizia per un importo di 22mila euro e false attestazioni. Il mobilio e le attrezzature tecniche dovevano servire per arredare ed informatizzare alcuni uffici del Comune. Nell’ambito delle stesse investigazioni, i finanzieri hanno appurato un ulteriore abuso d’ufficio perpetrato dal responsabile dell’Ufficio Tecnico in concorso con gli altri indagati. Infatti, nel corso dell’esecuzione dei lavori di adeguamento dell’edificio scolastico del Comune di Fontegreca, veniva redatta una perizia di variante palesemente illegittima, finalizzata a procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale alla ditta appaltatrice. Al termine delle indagini sono stati denunciate sei persone: il Sindaco Antonio Montoro (nella foto) ed il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Fontegreca (CE) Antonio Iemma, due imprenditori uno di Torrecuso (BN) e l’altro di Fontegreca (CE), rispettivamente Carmine Iannella e Antonio Ricci, un ingegnere originario di San Potito Sannitico (CE), ma con studio professionale in Piedimonte Matese, Antonio Ricigliano e Roberto Marcello per reati che vanno dal falso in atto pubblico, alla truffa aggravata, all’abuso d’ufficio. In ordine alle responsabilità sopra evidenziate, l’Autorità Giudiziaria dispose, nei confronti di Iemma Antonio di anni 55 e di Ricigliano Antonio di anni 78, rispettivamente la misura interdittiva della durata di due mesi della sospensione dall’ufficio di Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Fontegreca e del divieto di esercitare la professione di ingegnere, nonché il sequestro preventivo, sempre nei confronti degli stessi, di beni fino alla concorrenza dell’importo di 22mila euro. La prossima udienza si svolgerà il 27 maggio prossimo

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SAN POTITO SANNITICO. Comunità del Parco Regionale del Matese riunita in assemblea: il “No” al Biodigestore di Alife rafforzato anche dai comuni del beneventano

Pubblicato il 28 Febbraio 2015 da

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Si è discusso sul Biodigestore da 75.000 t/a progettato per Alife. Il presidente della Comunità del Parco, nonché sindaco di San Gregorio Matese, Giuseppe Mallardo, ha informato l’uditorio sulla richiesta, avanzata ieri dalla General Construction, di presentare il progetto del Biodigestore su cui si è discusso in assemblea… 
Pasquale Santagata, sindaco di Cerreto Sannita (Bn), e Giovanni Antonio Palumbo, sindaco di Gallo Matese (Ce) saranno i rappresentanti della Giunta dell’Ente Parco Regionale del Matese. Questi i nomi scelti dalla Comunità del Parco riunitasi in assemblea stasera, 27 febbraio, presso la sede dell’Ente matesino di Piazza Vittoria a San Potito Sannitico. L’attenzione si è poi subito spostata sul Biodigestore da 75.000 t/a progettato per Alife. Il presidente della Comunità del Parco, nonché sindaco di San Gregorio Matese, Giuseppe Mallardo, ha informato l’uditorio sulla richiesta, avanzata ieri dalla General Construction, di presentare il progetto del Biodigestore su cui si è discusso in assemblea. “Vi trasferisco questo atto – ha dichiarato il presidente del Parco Regionale del Matese Umberto De Nicola – con il quale la General Construction ha espresso la volontà di spiegare il progetto sul quale, tra l’altro, sostengono si stia facendo una cattiva informazione”. A prendere la parola colui che con richiesta formale all’Ente Parco ha chiesto l’assemblea, il sindaco di Alife Giuseppe Avecone, intervenuto anche in rappresentanza della Provincia di Caserta, che dopo aver brevemente spiegato il progetto ha rafforzato il “No” già deliberato in Consiglio Comunale con tre principali motivazioni: la grandezza dell’impianto; il funzionamento e la vocazione agricola del territorio. “Alife è vulnerabile da questo punto di vista – ha concluso Avecone – questo è il secondo episodio in meno di 8 mesi, aiutateci a mantenere integro il nostro territorio”. Ha concluso poi appellandosi all’onesta e alla sinergia di tutti per affrontare compatti questo problema e annunciando novità positive per il fronte del “No” che verranno dalla Provincia. I vari interventi si sono tutti dirottati sul ribadire il “No” già espresso nell’incontro pubblico organizzato dal Comitato Cittadino per la Tutela della Salute e dell’Ambiente. A ribadire la decisione già espressa il sindaco di Sant’Angelo D’Alife, di San Potito Sannitico e di Piedimonte Matese. In rappresentanza della provincia di Benevento il consigliere Renato Lombardi che si è fatto portavoce dei cinque sindaci del beneventano presenti che dopo aver vissuto sulla loro pelle una situazione del genere hanno espresso il loro solidale “No” al Biodigestore di Alife. Presente anche il presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe che ha annunciato un’altra assemblea fissata dall’Ente che rappresenta e in programma per lunedì 2 marzo alle ore 18:30 per fare in modo di formalizzare il parere di quei sindaci che non appartengono al Parco Regionale del Matese ma che invece appartengono alla Comunità Montana.

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***FURTO SULLA TELESINA*** Scassinata la porta di un bar attiguo al distributore del carburante. Ingenti i danni.

Pubblicato il 27 Febbraio 2015 da

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L’episodio è avvenuto in tenimento di Solopaca. Sul posto i Carabinieri della locale Stazione…
La scorsa notte, sulla SS 372 nel territorio di Solopaca, ignoti forzando una porta posteriore, hanno portato via da un bar attiguo ad un distributore carburanti un cambiamonete, pacchetti di sigarette e 400 euro contenuta dal registratore di cassa. I danni sono in corso di quantificazione, ma da una prima disamina sarebbero ingenti. Sul posto sono intervenuti i militari della Stazione di Solopaca per le indagini del caso.

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***CAMORRA IN MOLISE*** Arrestato a Pozzilli, ai confini con Capriati a Volturno Giovanni Zagaria, nipote del boss Michele.

Pubblicato il 27 Febbraio 2015 da

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L’uomo è domiciliato nella frazione Filignano. Stamani i Carabinieri lo hanno individuato e arrestato…
Nel tardo pomeriggio di oggi è scattato l’arresto nei confronti di Giovanni Zagaria (nella foto), 31enne di San Cipriano d’Aversa nel Casertano, appartenente al Clan dei Casalesi fazione “Zagaria”. Il pregiudicato è stato rintracciato dai militari della Stazione di Filignano presso il suo domicilio ubicato in Pozzilli e trasferito presso la casa circondariale di Isernia in esecuzione di un mandato di cattura emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Napoli, dovendo lo stesso espiare una condanna a anni uno e mesi nove di reclusione per associazione a delinquere di stampo camorristico. E’ il terzo duro colpo messo a segno dai Carabinieri del Comando Provinciale di Isernia contro esponenti di spicco del “clan dei Casalesi” nelle ultime settimane. Zagaria è il nipote del superboss Michele, in regime di detenzione al 41 bis.

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PIANA DI MONTE VERNA. Orari di accesso al Comune ed al Cimitero. I cittadini vogliono che si ritorni all’antico e la minoranza consiliare scrive al sindaco Giustino Castellano

Pubblicato il 27 Febbraio 2015 da

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Attualmente, il cambio degli orari dei due siti pubblici, ha creato difficoltà alla cittadinanza. Angelo Santabarbara, Andrea Mongillo e Nadia Mastroianni scrivono al primo cittadino…
Il gruppo consiliare “Insieme per Piana” lo scorso 19 febbraio,  ha inviato al Sindaco di Piana di Monte Verna, la seguente nota: “I sottoscritti consiglieri comunali del gruppo “Insieme per Piana” Angelo Santabarbara, Andrea Mongillo e Nadia Mastroianni, interpreti delle legittime rimostranze di tanti cittadini pianesi, chiedono alla s.v. di voler rivedere gli orari di accesso al pubblico sia negli uffici comunali che nei due cimiteri di Piana centro e della frazione Villa Santa Croce. La richiesta appare doverosa da parte del nostro gruppo, al quale diversi cittadini di Piana e di Villa si sono rivolti, rappresentando le difficoltà dell’accesso ai due luoghi pubblici. Ritiene questo gruppo consiliare che il comune sia la casa dei cittadini e per questo è necessario aprire loro le porte e consentirgli il libero accesso. In che maniera rivedere gli orari? Ripristinando quelli già in essere all’atto dell’insediamento di questa amministrazione e noti alla nostra comunità: Si confida nel pacifico accoglimento di questa richiesta e si attende urgente risposta scritta.”

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Original article: PIANA DI MONTE VERNA. Orari di accesso al Comune ed al Cimitero. I cittadini vogliono che si ritorni all’antico e la minoranza consiliare scrive al sindaco Giustino Castellano.

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***PIGNATARO MAGGIORE ESTORSIONE AGLI IMPRENDITORI***Condanne pesanti per il 26enne Vincenzo Sellitto e il 46enne Antonio Cuccari

Pubblicato il 27 Febbraio 2015 da

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Il Sellitto condannato alla pena di anni sei di reclusione ed alla multa di euro seimila ed il Cuccari alla pena di anni cinque e mesi sei di reclusione ed alla multa di euro seimila…
Il 7 agosto del 2014 i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Capua eseguivano un decreto di fermo emesso dalla D.D.A. – Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, a firma del Dott. Antonio D’Amato, di SELLITTO Vincenzo, classe ’88 e CUCCARI Antonio, classe ’68, riconducibili alla criminalità organizzata locale di tipo camorristico, con riferimento specifico alla famiglia “LIGATO- LUBRANO” ed al clan “dei Casalesi”, per tentata estorsione in concorso, aggravata dal metodo mafioso.Il provvedimento scaturiva da risultanze investigative svolte dai militari del Nucleo operativo e Radiomobile del citato Comando Compagnia, unitamente a quelli delle Stazioni Carabinieri di Pignataro Maggiore e Vitulazio, emerse a seguito delle denunce presentate da tre distinti imprenditori, animati dalla voglia di non sottostare alle leggi “camorristiche” e fiduciosi dell’operato delle istituzioni. Questa mattina, a distanza di soli sei mesi il GIP del Tribunale di Napoli Dott.ssa Amelia Primavera ha emesso sentenza di condanna nei confronti dei citati. In particolare il Sellitto Antonio alla pena di anni sei di reclusione ed alla multa di euro seimila ed il Cuccari Antonio alla pena di anni 5 e mesi sei di reclusione ed alla multa di euro seimila.
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TEANO. Investì e per poco non ammazzò tre bambini. Condannato il 38enne Giovanni Schiavone ad un anno e dieci mesi di reclusione.

Pubblicato il 27 Febbraio 2015 da

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L’incidente avvenne il 21 marzo del 2012. Tre bambini ricoverati in tre diversi ospedali. Il conducente era sotto l’effetto di droga e alcol e perse il controllo della sua Lancia bianca… 
E’ stato condannato ad un anno e dieci mesi di reclusione, Giovanni Schiavone, 38enne di Santa Maria Versano, frazione di Teano che causò il terribile incidente verificatosi in località Cipriani, il 21 marzo del 2012, allorquando furono investiti tre bambini e il più grave fu trasferito all’ospedale Santobono di Napoli. Al volante lo Schiavone, all’epoca dei fatti trentacinquenne. Il grave fatto di cronaca che sconvolse la piccola comunità di Cipriani si verificò intorno alle ore 18,00. Un gruppo di amici, quasi tutti tredicenni, stava facendo una passeggiata in bicicletta lungo la strada provinciale che attraversa la località dove abitano con le loro famiglie. I bambini furono improvvisamente travolti da un’auto, una Lancia di colore bianco, che sopraggiungeva ad alta velocità. L’automobilista probabilmente non li aveva proprio notati, frenando troppo tardi e investendo in pieno i piccoli amici. Al volante della vettura c’era Schiavone, residente nella frazione di Santa Maria Versano, il quale subito dopo l’urto scese dell’auto in stato confusionale e di shock. Atroce la scena immediatamente successiva all’incidente, sul selciato rimasero tre bambini feriti e purtroppo non in maniera lieve. Il caso che appariva subito più grave era quello della bambina più piccola del gruppo, Martina G. di 12 anni, che riportò numerose fratture alle gambe, alle costole e i sanitari temendo per delle possibili emorragie interne disposero il necessario trasferimento all’ospedale Santobono di Napoli. Per quanto riguardava la situazione degli altri due bambini, ovvero Mario C. e Alessio L. entrambi 13enni, furono trasportati nei vicini ospedali di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. Uno dei due se le cavata con pochi giorni di prognosi e l’altro invece giunse nel presidio ospedaliero con un trauma cranico. Sul posto sono intervennero gli operatori del 118 di Teano, che Immediatamente si prodigarono nel prestare le prime cure ai ragazzi. Intervennero anche i carabinieri della locale stazione, gli agenti della polizia municipale e la polizia stradale di Caianello. Le forze dell’ordine si occuparono dei rilievi per ricostruire la dinamica dell’accadimento. Ed ora la vicenda ha avuto il suo epilogo con la condanna del 38enne Schiavone ad un anno e dieci mesi di carcere

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