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Caiazzo. Basket: da sogno a realtà la serie 'D' per il CSI, degno del compianto fondatore Enzo Manzi

Il CSI Caiazzo Basket vince a Giugliano e conquista la serie D! Ancora increduli, divulghiamo la notizia "telegrafica", ricevuta quasi ...

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Caiazzo. 'Libri in Movimento': tutti soddisfatti dell'iniziativa pro indigenti degli Attivisti 5 Stelle

"L'evento libri in movimento- baratto di cultura è riuscito alla perfezione" dichiarano i sempre attenti organizzatori del gruppo ...

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Dall'Asia a Milano sempre sugli scudi Franco Pepe, 'Re della Pizza' protagonista anche a'Identità Golose'

Reduce da uno straordinario successo in terra asiatica, al "Kytaly" di Hohg Kong, l'indiscusso re della Pizza Franco ...

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Caiazzo. 'Il ruolo del parlamento europeo' spulciato sabato dal 'gotha' politico e associativo cittadino

Nel pomeriggio di sabato 23 marzo, presso il piccolo teatro "Jovinelli" del palazzo Mazziotti, con inizio alle ore ...

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Caiazzo. Pro Loco: confermata alla guida Maria Grazia Fiore che quasi 'doppia' l'unico antagonista

Rinnovate le cariche associative della Pro Loco Caiazzo: confermata per la presidenza l'uscente Maria Grazia Fiore (nella foto ...

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Caiazzo. Mai più buttati gli oggetti fruibili grazie al 'Centro del Riuso' ideato da Gaetano Chichierchia

A Caiazzo economia circolare e rete di solidarietà grazie al “Centro del Riuso” promosso in via sperimentale dal gruppo ...

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Caiazzo. Calcio locale: anche la gloriosa Juve Sammaritana 'costretta all'inchino' dall'ASD che svetta

Colpo grosso del Caiazzo 2018 che mette ko la Juve Sammaritana e, complice la sconfitta del Mithraeum 2018 ...

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Caiazzo. Sindaco e compagni 'Uniti per incassare'? impietosa analisi di Mauro Della Rocca

Non più “missionari ma stipendiati”. Esordisce così il duro intervento con il quale Mauro Della Rocca, sempre attento (e ...

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Caiazzo. Cimitero (ancora) senza loculi: nuovo attacco a Giaquinto della 'supervotata' consigliera Marilena Mone

Sono solo tre ma "fanno per trentatré" i consiglieri comunali del gruppo "Bene Comune"-capeggiato dal colonnello Ruggieri- che ...

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PIEDIMONTE MATESE. Il retroscena. Il candidato di Forza Italia era Anna Finocchiaro. Ma poi Renzi ha avuto la meglio. Maria Rosaria Rossi infuriata con Denis Verdini e Gianni Letta

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L’accordo di massima era stato raggiunto tra il Cav e Renzi. La Rossi in prima linea a condurre le trattative, alla fine è stata scavalcata dal duo tragico, come l’ha definita la coppia, Verdini – Letta. Forza Italia con le ossa rotte e riverberi anche alle prossime elezioni regionali…
“Adesso le elezioni in Regione Campania il Pd le può solo perdere da solo!” Questo è stato affermato da alcuni deputati e senatori della Campania, dopo aver assistito al risultato finale delle elezioni del presidente della Repubblica. Ovviamente Forza Italia è uscita davvero ridimensionata, ma anche il Nuovo Centrodestra non è che abbia fatto quel figurone prospettato. Ora l’occhio si sposta, almeno per la Campania, sulle regionali. A Caserta, in particolar modo, vige ancora il caos e non è escluso che all’ultimo minuto qualche candidato eccellente non decida di abbandonare Forza Italia e lasciare il partito al suo destino. Intanto, tornando alla giornata odierna, la stessa Maria Rosaria Rossi (nella foto), senatrice forzista e nota in passato come “la badante di Berlusconi” attacca a testa bassa Denis Verdini, ‘responsabile’ del patto del Nazareno. “Vi siete preoccupati così tanto del cerchio magico e non tenevate conto dei disastri che stava facendo il duo tragico…Quelli che hanno trattato con Renzi…”. Chiarissimo il riferimento a Verdini e, con tutta probabilità, a Gianni Letta, altro consigliere dell’ex Cav.

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Piedimonte Matese. ‘Perchè lo sfortunato cittadino che ha creato scompiglio al Pronto Soccorso dell’ospedale matesino è stato ricoverato a Caserta?

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Un cittadino di Piedimonte Matese, si dice solidale con Pasquale Cancelmo perchè in prima persona ha vissuto gli stessi problemi quando assisteva il fratello con problemi di instabilità mentale. Leggete questa toccante lettera…
A volte la “pietas” umana diventa non un optional, ma addirittura una “chimera” in tanti di noi, dimenticando facilmente che ciò che siamo non lo abbiamo scelto, ma ci è stato destinato. Ed allora ecco che lettere come quella che pubblichiamo, dovrebbero davvero far riflettere. Leggete la solidarietà di un cittadino di Piedimonte Matese offerta allo sfortunato Pasquale Cancelmo, finito al Trattamento Sanitario Obbligatorio, dopo i noti eventi verificatisi al Pronto Soccorso di Piedimonte Matese. Ecco la lettera integrale.
Non posso restare indifferente, a proposito dei danni causati da un malato, nel reparto di Pronto Soccorso a Piedimonte, e dei relativi commenti fatti da persone coperte da anonimato, o di qualche altro sprovveduto che invoca il Presidio fisso delle forze dell’ordine, mi permetto FIRMANDO di non essere d’accordo. Purtroppo per 28 anni, dal maggio 1968 e fino al mese di settembre 2006, con la mia famiglia abbiamo dovuto lottare con le istituzioni sanitarie, per un mio fratello malato di mente, per avere un minimo di aiuto, quindi consentitemi questo sfogo. Questi signori, ignorano che parlano a vanvera e, chiedono interventi non previsti da alcuna legge della Repubblica Italiana, perché ignorano che sono stati eliminati anche i Manicomi Criminali. Non si può sapere tutto, ma senza offesa, chi ha scritto dimostra di non conoscere la Legge numero 180 del 1978, meglio nota come legge di Franco  Basaglia specifica per i malati di mente (vedi Wikipedia). Il malato di mente non è un criminale, non è per sua scelta che si comporta in un certo modo, oserei dire, bisogna chiedere al Padreterno perché lo ha fatto nascere così, non è come chi si droga che lo fà per sua volontà. Da tale data invece, la verità è che con la parvenza di un miglioramento, si è passati da un trattamento disumano fatto nei manicomi, al massimo senza controllo dagli anni ottanta le case di accoglienza collettive per chi non aveva parenti, o per responsabilizzare il malato sono rimaste chimere scritte. Sono stati liberati da trattamenti a volte criminali dei poveri malati indifesi, riaffidandoli ai familiari, ed alla collettività che non li vuole perché danno fastidio. 
Quante, volte al bar, ho dovuto sentire clienti che mi rimproveravano di non tenere chiuso mio fratello, per qualche cosa che aveva fatto, sono esperienze che non auguro nemmeno al peggior nemico.  A questi distratti e frettolosi giudici, vorrei ricordare, o metterli a conoscenza se non lo sanno, che solo dopo diversi anni dalla sua entrata in vigore, quindi anni 90, nel caso specifico di Piedimonte fu creato il Pronto Intervento Psichiatrico in Via San Pasquale, abbinato alla Guardia Medica, nei vecchi locali del “Antitubercolare”. Nel frattempo bisognava rivolgersi a Caserta, all’ ospedale Sant’ Anna e San Sebastiano, dove in un corridoio erano stai allestiti sei posti per uomo e sei per donne di una intera provincia di Caserta. Qui per ragioni logistiche, anche con il Trattamento Sanitario Obbligatorio, si veniva mandati a casa, dopo 4 o 5 giorni,con una cura che il malato rifiutava di fare e si ricominciava la trafila dei certificati per farlo ricoverare. Altrimenti metti mano alla tasca, paga nella struttura privata e lo puoi tenere più tempo sotto controllo. Una sola volta, dopo molte pressioni, grazie alla vecchia amicizia con il Medico Provinciale dell’epoca, con una sua raccomandazione riuscimmo a fare trattenere, e quindi sicuramente curare mio fratello per dieci giorni. 
Tornando sempre al concreto, penso che tanti ricordano che fino a pochi anni fa, una volta atterrava l’elicottero, nel piazzale superiore del parcheggio del nostro ospedale Ave Grazia Plena. Orbene fu costruito un nuovo fabbricato per il reparto di lunga degenza di Salute Mentale, con le solite mirabolanti promesse che non costano niente. Chiedo quindi a chi mi può rispondere, il nostro sfortunato concittadino era o non era noto ai servizi medici preposti della sua malattia, era seguito o no? Perché non si è tergiversato la seconda volta che è venuto in Ospedale con uno stratagemma a trattenerlo, e fare poi intervenire nel frattempo il personale medico ed infermieristico addetto al servizio psichiatrico, che dovrebbe essere più competente per questi casi? Perchè il nostro sfortunato concittadino non è stato ricoverato a Piedimonte, nel nuovo fabbricato di lunga degenza, costruito apposta per ciò, facilitando in tal modo le visite dei parenti? Augurando pronta guarigione allo sfortunato malato, auspico anche che non abbiano più a ripetersi gesti sconsiderati, vi saluto e ringrazio.
LETTERA FIRMATA

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. “Perchè lo sfortunato cittadino che ha creato scompiglio al Pronto Soccorso dell’ospedale matesino è stato ricoverato a Caserta? I nostri servizi di assistenza ai malati mentali che fanno?” LA LETTERA.

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DRAGONI. Sono stati presentati 574 disegni. E’ stato scelto quello della giovane Angela Pasquariello che sarà pubblicato sulla brochure 2015 della Pro Loco del Medio Volturno

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La giovane frequenta la Scuola Primaria di Dragoni ed è la vincitrice del primo concorso di pittura “La Mia Terra”. Ben 574 i disegni realizzati da altrettanti alunni delle scuole elementari di Dragoni, Alvignano, Caiazzo, Castel Campagnano, Formicola, Liberi, Piana di Monte Verna, Pontelatone e Ruviano partecipanti al concorso…
Sarà il disegno di Angela Pasquariello (nella foto al centro durante la premiazione) a campeggiare sul frontespizio dell’edizione 2015 della brochure unica degli eventi promossi dalle Pro Loco del Medio Volturno. L’alunna della scuola Primaria di Dragoni è risultata la vincitrice del primo concorso di pittura intitolato “La Mia Terra” bandito nei mesi scorsi dal coordinamento delle 10 Pro Loco operanti sul territorio per la scelta dell’immagine simbolo del terzo cartellone degli appuntamenti in programma durante l’anno. Il suo lavoro raffigurante un albero, simbolo della rinascita di Terra di Lavoro dopo la stagione nefasta della terra dei fuochi, da cui germogliano come frutti tutti i prodotti tipici del territorio è premiato come il miglior elaborato nel corso della cerimonia conclusiva svoltasi ieri mattina nel salone del plesso di San Giorgio. Ben 574 i disegni realizzati da altrettanti alunni delle scuole elementari di Dragoni, Alvignano, Caiazzo, Castel Campagnano, Formicola, Liberi, Piana di Monte Verna, Pontelatone e Ruviano partecipanti al concorso, tutti valutati positivamente dalla commissione giudicatrice composta dalle docenti Francesca Fasone, Angela D’Agostino e Filomena Crispino che, pur nell’imbarazzo della scelta dei migliori elaborati, alla fine ha conferito due terzi posti ex equo agli alunni Marco De Francesco di Villa Santa Croce e Luigi Della Rocca di Cameralunga, due secondi posti sempre a pari merito alle alunne Grazia Galietti di Ruviano e Maria Grazia Commone di Castel Campagnano ed, infine, il gradino più alto del podio ad Angela Pasquariello di Dragoni. A premiare i vincitori il sindaco Silvio Lavornia con il vice Pierino Piucci, i presidenti delle Pro Loco con in testa Erasmo La Marca, il coordinatore del Medio Volturno Pasquale Di Meo, i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi statali di Alvignano Angelina Lanna e di Caiazzo Cecilia Cusano, l’assessore provinciale all’Agricoltura Stefano Giaquinto, il presidente Unpli Campania Mario Perrotti, i sindaci ed i vice di Pontelatone Antonio Carusone, di Baia e Latina Michele Santoro, di Piana di Monte Verna Carla Massaro, di Caiazzo Giovanni Mastroianni e di Ruviano Antonio Cusano, oltre al parroco Don Davide Ortega. “Un modo per avvicinare le scuole al mondo dell’associazionismo locale e per far riscoprire ai più piccoli, destinati ad essere i protagonisti del futuro, al territorio di appartenenza e alle sue ricchezze, per poi sfruttarne al meglio le potenzialità socio-economiche e culturali. – ha spiegato il coordinatore Di Meo – Il titolo scelto ‘La Mia Terra’ è emblematico perché ha spinto gli alunni a raccontare i contesti in cui vivono attraverso un disegno, dei colori, delle immagini e delle raffigurazioni dell’ambiente circostante”.

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ALIFE. Si infittisce il mistero del digestore anaerobico. La Energycompost: “Non costruiamo più. Il progetto è stato spostato in altro Comune!”

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La precisazione arriva direttamente dall’azienda al nostro portale. La Energycompost srl ha scrive che ad Alife non costruisce più…
Questa la mail che la Energycompost co ha inviato specificando che non c’è nessun impianto in fase di realizzazione da parte della stessa azienda ad Alife e che, anzi, la stessa ha spostato la sua iniziativa in altro Comune, laddove l’intera Amministrazione Comunale ha fatto suo il progetto.
“””Spettabile Redazione, Voglia chiarire, a chiare lettere e definitivamente che la Società ENERGYCOMPOST S.r.l. non ha nessun progetto di Impianto da realizzare nel territorio del Comune di Alife (CE). La Società ha spostato la propria iniziativa in altro Comune, dove l’intera amministrazione ha fatto sua l’iniziativa è si sta procedendo con la pianificazione progettuale. Nello stesso tempo, per il coinvolgimento cittadino (a cui sarà sottoposto il plastico definitivo dell’opera, per toccare con mano l’intera struttura ed esprimere pareri) un calendario di giornate per l’informazione/formazione sull’uso del materiale organico come energia.”””

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VAIRANO PATENORA. “Open Day” all’Isiss Marconi diretto dal dirigente scolastico Ignazio Del Vecchio. Le famiglie accolgono l’invito e partecipano numerose.

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Organizzato di pomeriggio e di mattina presso le sedi dell’Isiss della Città dello Storico Incontro, ieri presso il Professionale, l’Industriale, l’Odontotecnico, l’Alberghiero e la Ragioneria e questa mattina presso l’IPSIA settore Moda…
Mentre continuano ogni giorno le visite di alunni e genitori delle scuole medie agli incontri dell’Isiss Marconi, diretto dal preside Ignazio Del Vecchio, sabato e oggi vengono riscontrati afflussi consistenti di famiglie per l’Open Day 2015, organizzato di pomeriggio e di mattina presso le sedi dell’Isiss della Città dello Storico Incontro, ieri presso il Professionale, l’Industriale, l’Odontotecnico, l’Alberghiero e la Ragioneria e questa mattina presso l’IPSIA settore Moda. In ogni sezione dell’Isiss Marconi è stato organizzato in occasione dell’Open Day un simpatico buffet offerto alle famiglie e ai futuri allievi e prodotto dagli alunni dell’istituto alberghiero, mentre le allieve del settore moda hanno organizzato per oggi modelli e confezioni con la capacità dei designer dei grandi atelier. Insomma, l’organizzazione delle attività di orientamento della valente èquipe di docenti dell’Isiss Marconi ha ricevuto con l’Open Day uno discreto successo soprattutto per il fatto che è pervenuta una utenza da tutto l’entroterra casertano ma anche dell’agro capuano, caleno e sessano. Le visite presso le sedi dell’Isiss sono state volute per illustrare le reali potenzialità degli indirizzi e la effettiva organizzazione dei corsi di studio perseguiti presso la pregiata istituzione scolastica che ospita l’istituto alberghiero, il professionale, l’istituto industriale per le costruzioni aeronautiche, la ragioneria e l’odontotecnico. Le famiglie degli alunni delle terze medie dei comuni del medio Volturno e dell’alto casertano hanno visitato i numerosi laboratori di ogni sezione dell’Isiss Marconi, a cominciare dai tanti laboratori di informatica e per le LIM, per il linguistico, quelli di chimica, fisica e scienze, di implantologia e impianti, di modellazione e costruzioni, di meccanica ed elettronica e di sala bar, di cucina e moda, in cui sono realizzati progetti per i pon, i pas, per l’iefp e i progetti pof, curriculari ed extracurricolari di accoglienza, per il recupero e l’eccellenza, la dispersione, la solidarietà, lo sport, l’ambiente e la legalità.

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Caiaazzo. Caldaie: il sindaco diffida i ‘controllori’ e invoca l’intervento del prefetto

Si fa delicata la situazione inerenti i controlli alle caldaie termiche

ALIFE. Riunione per dire no al digestore anaerobico “non digerito” dai residenti. Toni accesi in aula ieri anche con il sindaco Giuseppe Avecone

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Il dato di fatto è che nessuno degli impianti simili e attualmente in esercizio in Campania, tra pubblico e privato, è così grande. Un biodigestore come quello pensato per Alife è già in funzione a Salerno, ed è pubblico, solo che mentre quello è di 30.000 t/a quello di Alife dovrebbe essere di 75.000 t/a…
Prende forma la protesta del Comitato cittadino. La Sala Consiliare del Comune di Alife comincia ad essere troppo piccola. Questo è quello che vociferava tra la gente, ormai sempre più numerosa agli incontri organizzati dal neonato “Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente”. Ieri, 30 gennaio, si è tenuto il secondo incontro durante il quale ci si è dati appuntamento a due altri appuntamenti importanti per discutere sulla problematica: il prossimo Consiglio Comunale che si terrà mercoledì 4 febbraio alle ore 20:00, e il prossimo confronto con il Comitato che si terrà il venerdì successivo, il 13 febbraio alle ore 20:00. Presente anche l’Amministrazione Comunale e il primo cittadino Giuseppe Avecone, schierati anch’essi sul fronte del “No”. Toni accesi sin da subito, perché il sindaco Avecone ha sviscerato tutta la sua felicità per la nascita del Comitato ma anche tutto il suo rammarico per non essere stato invitato ufficialmente all’incontro pubblico. Immediata la risposta di Sisto Antonio Amato, tra i fondatori del Comitato, che ha puntualizzato che si trattava di un incontro aperto a tutti i cittadini. Ma dopo i primi momenti di tensione si è proceduto con la lettura dello Statuto e la presentazione del progetto a cura dell’ingegnere Gianfranco Di Caprio che ha proiettato anche qualche dato sconcertante. Il dato di fatto è che nessuno degli impianti simili e attualmente in esercizio in Campania, tra pubblico e privato, è così grande. Un biodigestore come quello pensato per Alife è già in funzione a Salerno, ed è pubblico, solo che mentre quello è di 30.000 t/a quello di Alife dovrebbe essere di 75.000 t/a. Ottimo il contributo dell’ingegnere Antonio M. Calabrò, adottato già da qualche anno dalla comunità alifana. Con un intervento ha spulciato e messo nero su bianco tutte le anomalie dell’impianto e della comunicazione che ruota intorno ad esso. Ci sarebbero, secondo l’attenta disamina di Calabrò, seri problemi di cattivi odori; a causa dei due motori da 500kw serviranno grandi quantità di ossigeno; il comunicato divulgato dalla General Construction s.r.l. è ingannevole perché dice che non occorre acqua ma nel progetto sono previsti 2 pozzi. Sul sito internet, inoltre, la parola compostaggio viene anteposta a quello che è lo scopo reale del progetto: produrre energia, ma: “Abbiamo bisogno di nuove centrali per produrre energia? – si chiede Calabrò – La potenza elettrica istallata in Italia è di 110 Gigawatt a fronte di una richiesta di picco di 57 Gigawatt per poche ore (dati Terna 2009). La risposta è no”. Questi sono solo alcuni degli aspetti affrontati, senza tralasciare il forte rischio di un inquinante termico, anche. Molti gli aspetti discutibili, quindi, che vanno dal pericolo per la salute pubblica alla difficile convivenza con i circa 60 camion al giorno che affollerebbero la zona ASI, alle non piacevoli ripercussioni sull’agricoltura locale, principale fonte di sostentamento per la popolazione, e a tutta una serie di reazioni a catena che si susseguirebbero se malauguratamente questo impianto diventasse realtà. Adesso L’Amministrazione pensa di dare seguito alle vie legali, incaricando anche un tecnico per gli aspetti progettuali. Mentre Gianfranco Di Caprio ha consigliato che già nella delibera del Consiglio Comunale si dovranno inserire forti motivazioni di carattere tecnico ed ambientale per motivare il “no” al progetto.

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Don Giovanni Bosco, una vita per i giovani

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Una convinta dedizione verso i ragazzi poveri ed emarginati attraversa l’intera esistenza del santo di Castelnuovo d’Asti. “L’accoglienza con il sorriso” il concetto a cui s’ispira il suo metodo educativo Agensir – “Le necessità dei giovani e degli ambienti popolari, la volontà di agire con la Chiesa e in suo nome muovono e orientano la …

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Caiazzo. Caldaie: il sindaco diffida i ‘controllori’ e invoca l’intervento del prefetto

caldaia.15x9_montaggio-1tom-11x15-tricolore1Si fa delicata la situazione inerenti i controlli alle caldaie termiche

che, su incarico dell’amministrazione provinciale,  una “ATI” (acronimo di associazione temporanea di imprese) casertana avrebbe continuato a fare, in spregio a un’espressa richiesta di sospensiva invocata dal sindaco per far luce su numerosi aspetti oscuri sollevati dai cittadini, a quanto pare vessati al punto da indurli ad armarsi, ad alcuni dei quali fra l’altro sarebbe stato lasciato l’avviso con una nuova data, sempre stabilita in modo unilaterale, cioè senza alcuna intesa con le persone interessate, per effettuare il controllo o peggio un bollettino di versamento, da effettuare per oblare alla sanzione comminata dagli stessi addetti che poco prima, in sede di controllo, avrebbero rassicurato gli stessi utenti che tutto era in ordine.

Tenendo fede a un impegno già assunto e annunciato, quindi, dimostrando inusitata fermezza, il sindaco Tommaso Sgueglia ha segnalato il tutto  al prefetto, invocandone l’intervento d’imperio, con una nota indirizzata alla stessa azienda”incriminata”, di  seguito riportata, e divulgata anche con vistosi murali:

Richiesta urgenti chiarimenti attività di censimento e controllo soc. “Terra di Lavoro” con contestuale richiesta di immediata sospensione attività ed adozione provvedimenti.

In merito all’attività di censimento e controllo afferente il servizio “Controllo Biennale per Accertare l’Effettivo Stato Manutentivo ed Esercizio dell’Impianto Termico”, affidato dalla Provincia di Caserta alla società “Terra di Lavoro” s.p.a., la scrivente Amministrazione Comunale di Caiazzo, pur avendo intrattenuto un fitto confronto con la detta società (da ultimo riunione tecnica ed informativa appositamente convocata dal Comune e tenutasi presso l’Aula Consiliare alla presenza di tantissimi cittadini palesemente preoccupati), avendo comunque registrato sempre più numerose segnalazioni da parte della cittadinanza, afferenti disagi, disguidi e palesi violazioni in merito alle stesse modalità di esecuzione del servizio in oggetto, con la presente per chiedere urgenti chiarimenti in capo allo spettabile Ente provinciale che vorrà comunicare tutte le modalità dell’affidamento del servizio in capo alla soc. “Terra di Lavoro”con particolare riguardo:

alle funzioni e compiti attribuiti in capo al personale incaricato di accedere presso le private abitazioni; alla comunicazione degli esatti nominativi del personale incaricato all’accesso presso le abitazioni dei cittadini e modalità d’intervento previste ed autorizzate; alla indicazione di tutte le previste procedure di controllo ed elevazione delle sanzioni adottate non avendo, la ditta in oggetto, preventivamente provveduto all’adozione dei rituali avvisi a mezzo raccomandata A/R.

Le modalità ad oggi adottate avrebbero dunque violato ogni norma in tema sia di legittimo mandato ed attribuzione di funzioni pubbliche nonché di privacy, dato che tantissimi cittadini sono stati finanche costretti a ritirare gli avvisi ed accertamenti presso attività commerciali private.

A tal riguardo si segnala anche come diversi concittadini, pur avendo fornito in capo agli addetti al controllo della soc. “Terra di Lavoro” S.p.a. elementi utili ad escludere ogni pretesa economica nei loro confronti, in quanto non titolari di impianti ed utenze, abbiano tuttavia ricevuto sanzioni comunque immesse in cassetta a loro insaputa.

RICHIESTA INTERVENTO PREFETTO

La presente viene inoltrata per doverosa ed opportuna conoscenza in capo al Prefetto di Caserta per l’avvio di ogni procedura di controllo o intervento che sarà ritenuto opportuno.

RICHIESTA SOSPENSIONE ATTIVITÀ SOCIETÀ “TERRA DI LAVORO” SPA

Per la gravità di quanto esposto si chiede alla soc. “Terra di Lavoro” s.p.a. l’immediata sospensione delle attività di controllo e accertamento nelle more del ricevimento di doverosi e definitivi chiarimenti.  

(Il Sindaco Tommaso Sgueglia) 

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RIARDO. Arrestati due rapinatori in un casolare di campagna. Erano i complici di altri tre rapinatori già arrestati accusati del colpo al Briò

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Entrambi responsabili in concorso dei reati di rapina pluriaggravata, porto d’armi e lesioni gravi congiuntamente ad altre tre complici già assicurati alla giustizia…
Nella decorsa notte personale della Squadra Investigativa, a coronamento di una serrata attività investigativa traeva in arresto in Riardo, all’interno di un casolare di campagna ove faceva irruzione per bloccare e catturare dopo un inseguimento i due malviventi rumeni: PISTA Sorin di anni 35, domiciliato in Capua presso ex campo profughi, colpito da Provvedimento di Fermo di indiziato di delitto disposto dal P.M. ex art. 384 c.p.p., latitante PISTA Anghel Marius di anni 40 domiciliato in Capua presso ex campo profughi colpito da Provvedimento di Fermo di indiziato di delitto disposto dal P.M. ex art. 384 c.p.p., latitante. Entrambi responsabili in concorso dei reati di rapina pluriaggravata, porto d’armi e lesioni gravi congiuntamente ad altre tre complici già assicurati alla giustizia. Nella tarda serata del 26 Gennaio personale della Volante e della Squadra Investigativa interveniva in via Caserta di Santa Maria C.V. , ove notavano poco distante e nei pressi del parcheggio antistante il supermercato BRIO’, diverse persone accalcate intorno ad una autovettura. L’intervento provocava immediatamente la fuga di due persone che si allontanavano a piedi correndo. Intuito che i due soggetti intravisti stavano cercando di eludere il controllo, la Volante si poneva all’inseguimento dei predetti che venivano prontamente bloccati in una stradina ubicata di fronte il Centro di Incremento Ippico. Una volta bloccati e assicurati all’interno della vettura di servizio, gli operatori venivano raggiunti da alcuni cittadini rumeni sopraggiunti a bordo di una Audi di colore scuro che si presentava con il lunotto posteriore infranto. Gli stessi una volta scesi dalla vettura, indicavano le due persone che avevamo fermi all’interno della vettura come gli autori materiali di una rapina subita pochi istanti prima; tra i predetti vi era una donna con una vistosa ferita al capo e con una copiosa fuoriuscita di liquido ematico. In ragione delle prime dichiarazioni assunte in loco si provvedeva a fare accompagnare la donna ferita presso il locale nosocomio che veniva successivamente identificata per R.E.K polacca di anni 36 mentre altri connazionali erano invitati a recarsi in questi Uffici per essere sentiti in merito a fatti e circostanze della patita rapina. In questi Uffici si aveva modo di appurare che i predetti dopo essersi portati in Santa Maria C.V. presso il supermercato BRIO’ ubicato in questa via Caserta per delle compere, usciti dall’esercizio commerciale nel mentre si accingevano a ripartire tutti a bordo della loro auto un’Audi A4, condotta dal C.O. di nazionalità rumena venivano circondati da un gruppo di persone tutti uomini e di nazionalità rumene ed armate di mazze di legno e di coltelli che impedivano agli astanti di ripartire. I malviventi richiedevano più volte agli occupanti dell’AUDI A4 di consegnare loro i soldi e i monili d’oro in loro possesso minacciandoli di morte e brandendo mazze di legno e coltelli. In particolare uno degli aggressori, rivolgendosi alla R.E. intimava di consegnargli i soldi che aveva e la minacciava con un grosso coltello a lama fissa. La R.E. nel tentativo di non farsi sottrarre la borsa, veniva colpita con una mazza di legno alla testa da altra persona mentre il complice che brandiva il coltello, si impossessava della sua borsa prelevando dalla stessa il portafoglio dove custodiva circa 2000,00 (duemila )euro, allontanandosi con i complici a bordo di una Golf di colore Bianco con targa Rumena dileguandosi in direzione Caserta, mentre altri due tentavano la fuga a piedi per poi essere raggiunti dagli operanti. Si rappresenta che sia nell’immediatezza dei fatti, che successivamente in questi Uffici, la R.E. come anche le altre persone presenti all’interno dell’Audi A4, riconoscevano nelle due persone fermate dagli operanti gli autori della rapina. Nella circostanza erano arrestati: DASCALASU Florin Rumeno di anni 30, pregiudicato. STOICA Ionut Rumeno di anni 33, pregiudicato. Ritenuti responsabili del reato di rapina pluriaggravata. Lesioni aggravate e porto abusivo d’armi. In relazione al riconoscimento dei due arrestati giova evidenziare che i malcapitati avevano conoscenza diretta dei loro aggressori in quanto tutti dimoranti all’interno del campo profughi di Capua per cui si avviavano indagini per accertare se trattasi di una estemporanea rapina o di una azione di rappresaglia determinata da un conflitto etnico per il controllo di attività illecite all’interno del campo profughi. Gli arrestati erano associati presso la Casa Circondariale di Santa Maria C.V. Nel corso dell’attività investigativa erano identificati tutti i componenti del commando composto anche da tre fratelli rumeni dimoranti nel campo profughi di Capua, a nome PISTA Sorin, PISTA Djonise e PISTA Mario. I coniugi rapinati nonchè i familiari riconoscevano senza ombra di dubbio e con assoluta certezza i fratelli PISTA quali partecipanti alla rapina in danno di R.E. e C.O. unitamente agli altri due arrestati, in particolare dichiaravano che tutti hanno partecipato attivamente alla rapina ed in particolare il PISTA Sorin veniva indicato come colui che materialmente sotto la minaccia del coltello sottraeva i soldi alla donna. Le ricerche tese al rintraccio dei tre fratello Pista permettevano di rintracciare inizialmente soltanto il PISTA Dionisie, che si era portato presso la locale Caserma dei Carabinieri della Compagnia di Capua per denunciare fatti allo scopo di procurarsi un falso alibi. Quivi veniva bloccato e sottoposto in stato di Fermo di P.G era ristretto presso la Casa Circondariale di Santa Maria C.V. A seguito della collaborazione delle vittime, escusse successivamente in questi uffici, si apriva un nuovo scenario ed appariva chiaro che la rapina rientrava in un progetto delinquenziale più articolato e complesso nell’ambito di una strategia estorsiva finalizzata a recuperare i soldi e oro al fine di liberare la R:E. dalla morsa intimidatrice del PISTA Sorin, ideatore della rapina per assicurarsi il provento dell’attività ricattatoria in pregiudizio della vittima. A conclusione delle indagini ed a coronamento di quanto ipotizzato dagli inquirenti suffragato da elementi probatori inconfutabili, era emesso nel pomeriggio di ieri dal P.M. d.ssa Sabrina Fornaro Decreto di Fermo di indiziato di delitto ex art. 384 c.p.p. significando che i germani PISTA Sorin e PISTA Anghel Marius, attivamente ricercati già si erano resi irreperibili e stavano approntando un piano di fuga ma venivano rintracciati nel corso della nottata in Riardo presso un casolare di campagna. Accompagnati in questi uffici dopo le formalità di rito erano associati alla Casa Circondariale di Santa Maria C.V. a disposizione della A.G. I 5 cittadini rumeni arrestati saranno proposti con separata nota per l’espulsione ed allontanamento dal territorio nazionale ex Decreto L.vo 28/2/2015 nr. 32 essendo comunitari.

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Original article: RIARDO. Arrestati due rapinatori in un casolare di campagna. Erano i complici di altri tre rapinatori già arrestati accusati del colpo al Briò.

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