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Caiazzo. Da città del buon vivere a 'città del cemento selvaggio' per sanare un abuso edilizio di 50 anni?

Accorrete, accorrete (solo) a Caiazzo potrebbero riaprirsi i termini per il condono edilizio del 1985! E' questo il fantasioso ...

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Caiazzo. 'Meetup 5 Stelle' a Bellona per tutelare l'ambiente e per denunciare l'inerzia istituzionale

Il Meetup Caiazzo 5 Stelle presente, l'altra sera, a Bellona, per essere solidale con i cittadini di un ...

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Caiazzo. Tutti (ad Alvignano) in piscina a prezzo 'politico': siglata convenzione fra Comune e 'Oasi do Sol'

Giaquinto: “Una opportunità per il sociale e le famiglie in difficoltà”- Siglata convenzione tra il Comune di Caiazzo e ...

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Caiazzo. Decò, altro che 'calma piatta': diffida, richiesta di commissario 'ad acta' e denuncia ai carabinieri

Certo non si può liquidare con la mera equazione logica "voti dati=manovre iniziate" im-postata da un lettore "più ...

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Caiazzo. Appello al sindaco di un diversamente abile suo elettore e fan 'disperato' che 'rischia la vita'

Egregio signor Sindaco, chi le scrive è uno che si è battuto contro molte, molte persone che non ...

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Caiazzo. Sabato 21 e domenica 22 luglio prodotti tipici e cultura protagonisti alla 'Notte della Maddalena'

Consegna ulivo secolare, laboratorio del gusto, dj set, Franco Pepe, re della pizza, incontra i giovani; folk, musica, e ...

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Caiazzo. Scuole comunali, mensa e trasporto: appalti finalmente avviati per tempo

Su impulso del vice sindaco e assessore delegato Antonio Ponsillo(nella foto), l'esecutivo capeggiato dal sindaco Stefano Giaquinto ha incaricato ...

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Caiazzo. Deco', voti andati, manovre avviate? meditate gente, meditate! - Post di un lettore

Che tempismo! Giusto un mese dopo le elezioni, al deco' sono iniziate le grandi manovre che certo porteranno alla ...

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Caiazzo. Comune, torna Marra all'ufficio tecnico? Insero denuncia: terza 'cambiale in scadenza' per Giaquinto

Sembra inequivocabile il riferimento all'ingegnere caiatino che rappresenterebbe una terza cambiale in scadenza per l'amministrazione Giaquinto, a quanto, ...

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MARZANO APPIO. Vicenda lavoro Villa Comunale e contenzione con la ditta che ha svolto i lavori. Il Tar boccia il ricorso proposto dalla Golluccio Costruzioni e da ragione al Comune

Violazione della legge ed eccesso di potere per non aver escluso la ditta concorrente alla partecipazione della gara di appalto che poi è risultata vincente…
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Prima, ha dato ragione all’amministrazione del Sindaco Eugenio Ferrucci, con la sentenza nella quale ha respinto al mittente il ricorso presentato dalla ditta Golluccio Costruzioni Generali srl. La decisione riguardante la vittoria del Comune di Marzano Appio, la si è avuta in Napoli nella camera di consiglio del 17 dicembre 2014 con l’intervento dei magistrati: Cesare Mastrocola, Presidente Pierluigi Russo, Consigliere, Estensore Antonio Andolfi, Primo Referendario che, hanno sentenziato l’infondatezza del ricorso, inerente l’affidamento dei lavori della villa comunale sul ricorso numero di registro generale 4427 del 2014, proposto da A. Golluccio Costruzioni Generali s.r.l., rappresentata e difesa dall’avv. Vincenzo Di Robbio, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Roberto De Fusco in Napoli, alla via dei Fiorentini n.21; contro Comune di Marzano Appio, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Garofalo, con domicilio eletto in Napoli, presso lo studio legale Nardone – Ceceri, alla via Riviera di Chiaia, n. 207; nei confronti di Impresa Edile Stradale geometra Porge Demetrio, rappresentata e difesa dall’avv. Mario Caliendo, con domicilio eletto presso lo stesso in Napoli, alla via P. Colletta, n. 12; per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia del provvedimento di aggiudicazione provvisoria della procedura indetta dal Comune di Marzano Appio per l’affidamento dei lavori di sistemazione della locale villa comunale, di cui al verbale n. 3 del 28 luglio 2014 della commissione di gara; della determina n. 73 del 30 giugno 2014 di nomina della commissione giudicatrice nonché dei verbali n. 1 del 30 giugno 2014 e n. 2 del 16 luglio 2014. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Marzano Appio e dell’Impresa Edile Stradale Geom. Porge Demetrio; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell’udienza pubblica del giorno 17 dicembre 2014 il dott. Pierluigi Russo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO 
Con atto notificato il 28 agosto 2014 e depositato il 10 settembre seguente, la A. Golluccio Costruzioni Generali s.r.l. ha premesso di aver partecipato alla gara indetta dal Comune di Marzano Appio, con bando del 23 aprile 2014, per l’affidamento dei lavori di sistemazione della locale villa comunale, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Con il ricorso in epigrafe la ricorrente ha impugnato la determina n.73 del 30 giugno 2014, con cui il Responsabile del Settore Lavori Pubblici del suddetto ente ha nominato la commissione giudicatrice, nonché i verbali n. 1 del 30 giugno 2014, n. 2 del 16 luglio 2014 e n. 3 del 28 luglio 2014, ove si dà atto delle attività svolte dal seggio di gara culminate nell’aggiudicazione provvisoria della gara alla Impresa Edile Stradale geometra Porge Demetrio, prima classificata con il punteggio complessivo di 62,4 (seguita dalla società instante con p. 61,6). A sostegno dell’azione volta all’annullamento degli atti di gara individuati in epigrafe lesivi dei propri interessi, la ricorrente ha formulato i seguenti motivi di diritto: 
1) violazione e falsa applicazione della lex specialis (in particolare, del punto XI.2.2) e dell’art.38 del D.P.R. 445/2000 – eccesso di potere; 
2) eccesso di potere – violazione di legge per la mancata applicazione dei criteri oggettivi valutativi dell’offerta più conveniente – erroneità, illogicità e sviamento del giudizio espresso. Ad avviso della ricorrente, la commissione avrebbe dovuto escludere la concorrente poi risultata vincitrice, avendo questa allegato una carta d’identità del titolare scaduta, anziché consentire la regolarizzazione della sua posizione. Inoltre, l’instante lamenta l’illegittima composizione della commissione per la scelta di due componenti (rag. G. A. e dott.ssa A. L.), i quali sarebbero privi di competenze nello specifico settore; inoltre il primo, quale responsabile dell’Area economica-finanziaria ed addetto alla liquidazione degli importi a titolo di corrispettivo del contratto di appalto, sarebbe incompatibile con l’incarico di commissario ex art. 84, punto 4, del D. L.gs. n. 163/2006. Secondo l’assunto attoreo la carenza di specifiche cognizioni tecniche in capo ai due suindicati componenti avrebbe viziato la fase di valutazione dell’offerta più vantaggiosa. Oltre alla domanda impugnatoria, la ricorrente ha chiesto il risarcimento del danno ingiusto asseritamente sofferto per effetto dell’attività amministrativa in contestazione. Si è costituita in giudizio l’impresa controinteressata, che ha preliminarmente eccepito l’inammissibilità del gravame, in relazione alla natura endoprocedimentale dell’aggiudicazione provvisoria, e la tardività del motivo riferito alla composizione della commissione, concludendo comunque con richiesta di rigetto anche nel merito per l’infondatezza delle censure prospettate.. L’intimata amministrazione comunale si è costituita in resistenza depositando documenti e memoria difensiva con cui ha chiesto la reiezione del ricorso. Nella camera di consiglio del 24 settembre 2014 l’istanza cautelare è stata respinta. Le parti hanno successivamente depositato memorie difensive insistendo nelle rispettive richieste. Alla pubblica udienza del 17 dicembre 2014, sentiti i difensori presenti, come da verbale, la causa è stata trattenuta in decisione. 
DIRITTO 
1. In via preliminare va disattesa l’eccezione d’inammissibilità sollevata dalla parte controinteressata in relazione alla natura endoprocedimentale dell’aggiudicazione provvisoria. Infatti, secondo il costante orientamento giurisprudenziale (cfr., tra le tante, Consiglio di Stato, sez. V, 25.7.2014, n. 3960), condiviso dal Collegio, il carattere interinale e non definitivo di tale atto, se non obbliga chi se ne ritenga leso ad impugnarlo, non preclude la facoltà di immediata contestazione, fermo restando l’onere di estendere il gravame, a pena di improcedibilità, all’aggiudicazione definitiva. Nel caso di specie, quest’ultima non risulta adottata sicché non sussiste alcuna preclusione all’ammissibilità dell’odierna azione. 
2. E’ del pari destituita di fondamento anche l’altra eccezione di tardività riferita all’impugnazione della determina n. 73 del 30 giugno 2014 di nomina della Commissione giudicatrice. Invero, tale atto può essere impugnato dal partecipante alla selezione, che si ritenga leso nei suoi interessi, non in via autonoma, ma solo nel momento in cui, con la nomina dell’aggiudicatario, diviene compiutamente riscontrabile la lesione della sfera giuridica dell’interessato (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 30.4.2014, n. 2252). 
3. Nel merito il ricorso è comunque infondato. 4. Con il primo motivo la ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione della lex specialis e dell’art.38 del D.P.R. 445/2000, sostenendo che la commissione avrebbe dovuto escludere la concorrente poi risultata vincitrice, avendo questa allegato una carta d’identità del titolare scaduta, anziché consentire la regolarizzazione della sua posizione. 
4. La doglianza è infondata. Secondo il pacifico orientamento giurisprudenziale formatosi sul punto, dal quale non vi sono ragioni per discostarsi, ai fini della partecipazione alla gara, la produzione della copia fotostatica di un documento scaduto non determina l’esclusione dalla procedura in quanto non viene in rilievo la mancanza di un documento ma una situazione di mera irregolarità suscettibile di regolarizzazione per effetto di una semplice dichiarazione proveniente dalla parte stessa circa la mancata variazione dei dati risultanti dal documento esibito (cfr. in termini Consiglio di Stato, Sezione V, 28 dicembre 2011, n. 6936; Sezione VI, 18 aprile 2011, n. 2366; T.A.R. Campania, Napoli, Sez. I, 28.3.2013, n. 1691; Salerno, Sezione II, 16 novembre 2011, n. 1836), trovando applicazione la regola generale in materia di dichiarazioni sostitutive, contenuta nell’art. 71 D.P.R. n. 445/2000, secondo cui: “qualora le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 presentino delle irregolarità o delle omissioni rilevabili d’ufficio, non costituenti falsità, il funzionario competente a ricevere la documentazione dà notizia all’interessato di tale irregolarità”, a seguito della quale “questi è tenuto alla regolarizzazione o al completamento della dichiarazione”. D’altra parte l’art. 77-bis del citato D.P.R. estende espressamente alla materia delle gare per l’affidamento di pubblici appalti la disciplina dettata in tema di dichiarazioni sostitutive, di tal che nessun ostacolo nella specie si frappone alla applicazione dell’istituto della regolarizzazione della produzione documentale, alla stregua dell’art.46, comma 1, del d. lgs. 12.4.2006, n.163. Né può condividersi l’argomentazione attorea, secondo cui una siffatta integrazione sarebbe preclusa dal bando di gara, laddove prescrive a pena di esclusione, al punto XI.2.2, l’allegazione della fotocopia del documento di identità del sottoscrittore. Invero, ad avviso del Collegio, una siffatta interpretazione della lex specialis non sfuggirebbe alla declaratoria di nullità, ai sensi dell’art.46, comma 1-bis, del D.Lgs n.146/2006 (comma inserito dall’art.4, comma 2, lettera d), del D.L. 13 maggio 2011 n.70), per violazione del principio di tassatività della cause di esclusione oltre che di quelli di proporzionalità e ragionevolezza, atteso che, secondo quanto già sopra osservato, la detta circostanza non è idonea ad ingenerare un caso di “incertezza assoluta” sulla “provenienza dell’offerta” per difetto di un elemento essenziale della stessa. Concludendo sul punto, deve ribadirsi che, ai fini della partecipazione alla gara, la produzione della copia fotostatica di un documento scaduto non determina l’esclusione dalla procedura, trattandosi di mera irregolarità suscettibile di regolarizzazione. 
5. Va disatteso anche il secondo motivo in quanto la costituzione della commissione giudicatrice risulta rispettosa dei criteri generali stabiliti dall’articolo 84 del codice dei contratti pubblici. In primo luogo, non è condivisibile l’affermazione secondo cui i due commissari diversi dal presidente, selezionati tra i funzionari della stazione appaltante, ai sensi del comma 8 del citato articolo 84, sarebbero privi di idonee competenze professionali. Al riguardo va osservato che la composizione plurale dell’organo è finalizzata proprio a garantire la presenza al suo interno di uno spettro ampio di competenze; inoltre, la competenza nello specifico settore al quale si riferisce l’oggetto dell’appalto va valutata compatibilmente con la struttura degli enti appaltanti, senza esigere, necessariamente, che l’esperienza professionale di ciascun componente copra tutti gli aspetti oggetto della gara (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 28.5.2012, n. 3124). Ciò posto, premesso che non è in discussione la figura del presidente, non vi sono ragioni per dubitare della preparazione né della dott.ssa A.L., segretario generale del Comune di Marzano Appio, né del rag. G.A., responsabile del Servizio finanziario dello stesso ente, alla stregua delle esperienze lavorative e dei titoli di studio e professionali posseduti, come riportati nei curricula depositati in giudizio dall’amministrazione resistente. In secondo luogo, non è ravvisabile alcuna incompatibilità di quest’ultimo membro per il fatto di essere addetto, in ragione dei compiti d’ufficio, alla liquidazione degli importi relativi ai contratti di appalto. Invero, ai sensi dell’art. 84, comma 4, del D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 è inammissibile la presenza nella commissione di gara pubblica di soggetti che, prima della nomina della stessa, abbiano svolto un’attività idonea ad interferire con il giudizio di merito sull’appalto, come nel caso di soggetti precedentemente incaricati della redazione del bando e del disciplinare di gara. Ciò risponde alla ratio della citata disposizione, volta a prevenire il pericolo concreto di possibili effetti distorsivi prodotti dalla partecipazione alle commissioni giudicatrici di soggetti (progettisti, dirigenti che abbiano emanato atti del procedimento di gara e così via) che siano intervenuti a diverso titolo nella procedura concorsuale definendo i contenuti e le regole della procedura. Tale situazione non è invece prospettatile nella fattispecie concreta, atteso che l’emissione dei mandati di pagamento attiene alla fase esecutiva del rapporto contrattuale e si connota come attività a carattere interamente vincolato. 
6. L’infondatezza della censure appena scrutinate consente di disattendere anche la restante parte dell’assunto attoreo, secondo cui la carenza di specifiche cognizioni tecniche in capo ai due suindicati componenti avrebbe viziato la fase di valutazione dell’offerta più vantaggiosa.Né è possibile dare ingresso alle doglianze volte a criticare gli apprezzamenti tecnici espressi dalla commissione di gara sulle soluzioni progettuali migliorative proposte dalle imprese concorrenti non essendo consentito al giudice amministrativo di sostituire il proprio giudizio alle valutazioni riservate alla commissione di gara. In tali casi, il controllo giurisdizionale deve essere limitato alle sole ipotesi, non sussistenti nel caso concreto, in cui i giudizi tecnici espressi siano palesemente illogici, irrazionali o contraddittori (cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 23.6.2014, n. 3132). 7. In conclusione, alla luce delle considerazioni sopra esposte, il ricorso va respinto.Nondimeno, tenuto conto della peculiarità della vicenda contenziosa, sussistono giusti motivi per compensare le spese di giudizio tra le parti, fatto salvo il contributo unificato, che resta definitivamente a carico della parte soccombente.
P.Q.M. 
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate”. 
Anna Izzo

CAIAZZO. E’ nato il presìdio Slow Food in città sull’oliva caiazzana. La presentazione dell’iniziativa che punta valorizzare e mantenere inalterata l’oliva Caiazzana e la sua storia, è avvenuta nel pomeriggio di ieri nella sala consiliare del comune

Assente il sindaco Tommaso Sgueglia, gli onori di casa li ha svolti il vicesindaco Stefano Giaquinto. Presente anche l’ex sindaco di Caiazzo Nicola Sorbo, pilastro del sodalizio “Slow Food” e, a quanto si sente dire in giro, “papabile” alla candidatura di sindaco alle prossime amministrative…
Nasce in città il presìdio Slow Food sull’oliva caiazzana, la tipica produzione locale dalle straordinarie proprietà organolettiche che rappresenta una pregiata particolare dalla quale trae origine una rinomata varietà d’olio d’oliva. La presentazione dell’iniziativa che punta valorizzare e mantenere inalterata l’oliva Caiazzana e la sua storia, è avvenuta nel pomeriggio di ieri nella sala consiliare del comune, alla presenza del vice sindaco e assessore provinciale all’Agricoltura Stefano Giaquinto, del rappresentante del Gal Alto Casertano Giuseppe Miselli, del responsabile condotta Volturno Mimmi Mastroianni e del suo predecessore Nicola Sorbo, del direttore del Consorzio Mozzarella Dop Antonio Lucisano, dell’agronomo caiatino Vincenzo Coppola, del presidente Slow Food Campania e Basilicata Giuseppe Orefice, e del responsabile del progetto Presìdi Slow Food per la Campania e la Basilicata Vito Trotta, che hanno illustrato l’intero programma di interventi che sono parte integrante del progetto “Presidio della Biodiversità” promosso dal gruppo di azione locale presieduto da Ercole De Cesare e coordinato da Pietro Andrea Cappella, con i fondi del piano di sviluppo locale (PSL) Alto Casertano – Asse IV “Leader” e realizzato nel corso del 2014 da Slow Food Campania in partnership con Fondazione Slow Food per la Biodiversità. Di concerto con l’amministrazione comunale e la condotta Volturno, Slow Food ha voluto puntare sull’oliva Caiazzana, sfruttando la felice intuizione del Gal Alto Casertano, perché l’ azione è destinata a compiere uno studio efficace per l’individuazione di colture e allevamenti tradizionali a rischio di scomparsa e la selezione di microfiliere locali. Il progetto si articola in tre azioni, grazie alle quali sono poste le premesse per il recupero della biodiversità locale e la diffusione nel territorio di tecniche di produzione agricola ed agroalimentare rispettose dell’ambiente. La prima fase, consistente nel censimento della biodiversità esistente è stata completata ad aprile scorso, quindi ora nasce il presìdio che vede l’oliva Caiazzana già inserita e catalogata come prodotto nell’archivio dell’ Arca del Gusto, il progetto di Slow Food per censire la biodiversità universale. I tecnici di Slow Food hanno successivamente selezionato la biodiversità rilevante sulla base delle potenzialità agronomiche dei prodotti e, in contemporanea, sono stati realizzati Laboratori del Gusto e Test Gastronomici per far conoscere le varie declinazioni dei prodotti censiti. Alcuni tra questi si sono svolti al Salone Internazionale del Gusto/Terra Madre, tenutosi a Torino dal 23 al 27 ottobre scorsi, evento a cui il presidio della Biodiversità dell’Alto Casertano ha partecipato con un proprio spazio che ha messo in vetrina la stessa oliva Caiazzana che ora entra a far parte di diritto dei 15 prodotti selezionati da Slow Food e componenti il Presidio della Biodiversità. ” La collaborazione tra il GAL, Slow Food Campania e Fondazione Slow Food per la Biodiversità, – spiega De Cesare, che presiede il Gal insieme al coordinatore Cappella – ha dato degli importanti risultati, ben oltre gli obiettivi iniziali del progetto. L’aver contattato e incontrato ogni singolo custode del ricchissimo patrimonio che potrebbe scomparire dalle nostre tradizioni agricole, ha reso possibile la conoscenza approfondita di una realtà che può costituire le basi per un vero recupero delle attività agricole e agroalimentari. La nuova politica economica europea, in fatti, ha posto già da tempo l’attenzione sulla diversificazione dell’agricoltura, sulla trasformazione della agricoltura iper-intensiva (che spesso per sua natura è poco attenta agli effetti derivanti dalla sua applicazione) ad una forma più consona ai nostri territori ancora e realmente rurali”. All’incontro di ieri al Comune hanno partecipato anche diversi produttori di olio locali, con l’obiettivo di incrementarne numero e qualità sul territorio di Caiazzo che è città dell’Olio.

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Caiazzo. Slow Food: presentato il presidio dell’Oliva ‘Caiazzana’

caiazzo-15x9-slow+food-+caiazzo-15x9-slow+food+5Giovedì 15 gennaio, nell’aula consiliare del Comune

di Caiazzo, è stato ufficialmente presentato il nuovo Presidio “Slow Food – L’Oliva Caiazzana” a cura del GAL Alto Casertano:

un’eccellenza caiatina da salvaguardare per valorizzare il nostro territorio.

Nei prossimi giorni saranno presentati i due nuovi presìdi dell’Alto Casertano, rispettivamente promozionali delle cipolle alifane e dei capperi vairanesi.

(Antonio Posnillo, Assessore comunale – Foto – fonte: – https://www.facebook.com/antonio.ponsillo)

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Caiazzo. Mostra fotografica ‘a sei mani’ sulla frazione SS.Giovanni e Paolo

santianni-15-foto-mostra-1Sabato 17 gennaio alle 18  presso il BAR “H”

di San Giovanni e Paolo, amena frazione di Caiazzo, sarà inaugurata una mostra fotografica collettiva.

Sei appassionati di fotografia: Mario Califano, Antonio Giannelli, Angelo Giannetti, Domenico Matarazzo, Franco Sangiovanni e Luca Sorbo esporranno tre foto a testa con tema “San Giovanni Paolo”.

Gli autori proveranno a raccontare luoghi e personaggi dell’affascinante borgo del Caiatino attraverso le immagini.

L’iniziativa è nata dall’incontro di appassionati di territorio sul gruppo di Facebook “I ricordi di Caiazzo”, fondato e diretto da Geppino De Rienzo, e sul Gruppo “San Giovanni e Paolo ieri e oggi”, fondato e diretto da Franco Sangiovanni.

La mostra di sabato 17 gennaio è solo un primo evento di una serie di iniziative che avranno come sede il Bar “H Tascillo”.

L’idea è quella di creare, partendo da questo gruppo spontaneo, un osservatorio fotografico dell’Alto Casertano che, evidenziando le bellezze del territorio, voglia anche tutelarle e preservarle.

L’evento è curato da Luca Sorbo, docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

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PIEDIMONTE MATESE. Vicenda autocostruzione. La Ong Alisei smentisce categoricamente che stia effettuando lavori nel capoluogo matesino: “Abbiamo già diffidato e querelato il sign. Mattioli!”

Il sette gennaio scorso abbiamo pubblicato una lettera giunta al nostro portale dal signor Mattioli che denunciava come 200 famiglie erano rimaste senza case. A corredo della lettera, lo stesso Mattioli allegò anche una interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle in merito alla vicenda. Ora è l’Associazione Alisei ong a scriverci chiedendo di fare chiarezza e soprattutto smentire quanto scritto sia nell’interrogazione e sia nella lettera pubblicata…
Questa la richiesta da parte di Alisei ong di rettifica del post da noi pubblicato lo scorso sette gennaio.
“””Egregi Signori,
in data 07/01/2015 sul vostro blog “Caiazzorinasce” (www.caiazzorinasce.net) avete pubblicato un
articolo intitolato “PIEDIMONTE MATESE. Duecento famiglie che avevano avviato il progetto
dell’autocostruzione sono rimaste ancora oggi senza risposte. Il M5S aveva fatto una
interrogazione parlamentare anche per i lavori svolti nel capoluogo matesino/LA LETTERA”, con
allegata una lettera del sig. Matteo Mattioli.
Vi segnaliamo che tale articolo riporta una serie di affermazioni false e destituite di qualsiasi
fondamento nei confronti di Alisei Ong, che sarebbe stato possibile evitare applicando una normale
diligenza nel verificare le “notizie” pubblicate, ad es. consultando il sito internet di Alisei Ong,
www.alisei.org, in particolare: 
1) E’ completamente falso e destituito di qualsiasi fondamento quanto da voi riportato nel
titolo e poi indicato nel corpo dell’articolo con riferimento a “il progetto dell’autocostruzione” e
cioè che vi sarebbero “lavori svolti nel capoluogo matesino” da Alisei Ong.
Alisei Ong infatti non svolge né ha mai svolto alcuna attività inerente progetti di autocostruzione nel
capoluogo matesino.
Si precisa inoltre che Alisei Ong ha una lunga esperienza della metodologia dell’autocostruzione,
sperimentata all’estero in progetti di cooperazione allo sviluppo ed ha promosso con attività di
sensibilizzazione e divulgazione la sua sperimentazione in Italia. Alisei Ong non ha invece mai
gestito alcun cantiere di autocostruzione in Italia né ha mai ricevuto alcun finanziamento
che sia in relazione con la gestione di cantieri di autocostruzione in Italia. 
2) L’affermazione del sig. Mattioli secondo cui “il 3 giugno scorso Il Ministero degli Esteri ha
disposto la revoca del riconoscimento di idoneità alla Ong Alisei” è parziale e fuorviante.
Infatti con riferimento al Decreto Ministeriale del Ministero degli Affari Esteri n. 2014/337/001589/2
del 27/5/2014 il cui oggetto era la revoca dell’idoneità di Alisei Ong ex lege 49/87 si deve precisare
che Alisei Ong lo scorso luglio ha inoltrato ricorso al TAR del Lazio per l’annullamento di tale
decreto.
Il 29/10/2014 il TAR del Lazio con ordinanza n. 05406/2014 ha accolto la richiesta di sospensione
cautelare del Decreto Ministeriale accogliendo il primo motivo del ricorso di Alisei e cioè che il
provvedimento non è stato correttamente avviato e non è stato dato modo alla Ong di presentare Via Colautti, 1 – 20125 Milano – Italia
Tel. +39 02 66805260 Fax. +39 02 66809723 nfmilano@alisei.org
www.alisei.org
2
le proprie osservazioni e controdeduzioni. Tale notizia era da voi facilmente verificabile alla data di
pubblicazione dell’articolo, ad es. consultando il sito web di Alisei Ong.
Inoltre il 7/11/2014 (e cioè due mesi prima della pubblicazione del vostro articolo) il Ministero degli
Esteri aveva già disposto in autotutela l’annullamento del D.M. di revoca sopra citato.
Avere omesso le informazioni di cui sopra, che erano facilmente verificabili, produce un effetto
gravemente diffamatorio nei confronti di Alisei Ong. 
3) Gravemente diffamatorie dell’onorabilità e dell’immagine di Alisei Ong sono le altre
affermazioni del sig. Mattioli da Voi pubblicate ad es: “il reale coinvolgimento di Alisei Ong nel
fallimento “in odor di truffa” di diversi cantieri di edilizia sociale”, “200 le famiglie rimaste senza
casa in tutta Italia”, “altri progetti sono nel frattempo stati avviati e che ci sia il reale pericolo che
altre famiglie possano essere nuovamente raggirate”, dato che, oltre a riportare notizie del tutto
false, viene anche creata la falsa apparenza dell’esistenza di illeciti o di comportamenti
antigiuridici.
Il sig. Mattioli non è nuovo a questo genere di diffamazioni e rappresentazioni falsate della realtà
nei confronti di Alisei Ong.
A riguardo si precisa che Alisei Ong il 5/6/2013 ha provveduto a diffidare il sig. Mattioli perché
si astenesse dal diffondere informazioni false e calunniose (la diffida è visibile sul sito web della
Ong) e, a seguito del persistere di questa azione diffamatoria, lo ha querelato.
Con riferimento all’allegata interrogazione del 2013 di alcuni senatori del Movimento 5Stelle che
riportava una serie di affermazioni completamente false e gravemente diffamatorie, Alisei Ong ha
già risposto nelle sedi competenti, smentendo punto per punto le gravi affermazioni del testo
dell’interrogazione, e ha dato mandato ai propri legali di verificare l’esistenza di responsabilità
perseguibili in sede giurisdizionale.
Alisei infine ha querelato il giornalista autore dell’articolo del 10/10/12 pubblicato da corriere.it,
citato nella interrogazione.
In conclusione vi invitiamo a rettificare immediatamente l’articolo in oggetto, rimuovendo tutte le
affermazioni false e destituite di qualsiasi fondamento che configurano una evidente diffamazione
a danno di Alisei Ong.
In caso contrario saremo costretti, nostro malgrado, a dare subito mandato ai nostri legali per
tutelare l’immagine e l’onore della Ong, quella dei suoi associati, donatori, lavoratori e beneficiari in
Italia e nei Paesi in via di Sviluppo.
Certi di un vostro pronto riscontro
Si porgono distinti saluti “””
ALISEI ONG – La Segreteria
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Iscrizioni scuola primaria e secondaria di primo grado on line. Ecco come fare

Dal 15 gennaio al 15 febbraio, seguendo la procedura guidata presente sul sito Miur, con pochi e semplici passaggi

La Redazione – Da domani, 15 gennaio, fino al 15 febbraio prossimo, sul sito istituzionale del Miur è disponibile la procedura di iscrizione per gli alunni che iniziano il percorso scolastico (scuola primaria) e per quelli che invece accedono al primo anno della scuola secondaria di primo grado.
La procedura on  line prevede quattro passaggi fondamentali, attraverso i quali i genitori possono iscrivere i loro figli presso l’istituto prescelto con estrema facilità.ragazzi_scuola
Innanzitutto, occorre registrarsi al sito Miur, indicando il codice della scuola scelta per la formazione del ragazzo. Dopo la registrazione, è possibile accedere al servizio, immettendo i dati richiesti e inoltrare la domanda, che perverrà immediatamente alla scuola. All’invio della domanda fa seguito la ricevuta di conferma in automatico. La scuola selezionata indicherà all’utente se viè disponibilità di posti; in caso contrario, la richiesta verrà inoltrata ad un’altra scuola scelta dai genitori come alternativa. Inoltre, l’intero iter della domanda, dall’invio all’accettazione finale, verrà reso noto alla famiglia attraverso aggiornamenti via email.
La modalità on line garantisce, dunque, notevoli vantaggi, in termini di tempo e, grazie alla sua semplicità, risulta accessibile a chiunque.

A questo link l’intera procedura di iscrizione

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PIEDIMONTE MATESE. Parte l’iter finale per l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale. Redatto già il Preliminare di Piano ed il rapporto di “Scoping”

C’è stata la consulenza specialistica della facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università degli Studi di Napoli…
Primo via libera al preliminare del nuovo Piano Urbanistico Comunale, l’importante strumento di pianificazione del territorio cittadino che da anni è in fase di redazione e che ora sembra essere finalmente pronto a vedere la luce. Con atto adottato nell’ultima seduta tenutasi nei giorni scorsi, la giunta comunale presieduta dal sindaco Vincenzo Cappello ha approvato la prima stesura del Puc ed il rapporto preliminare della valutazione ambientale strategica. A redigere il Preliminare di Piano ed il Rapporto di Scoping è stato il responsabile del settore Territorio ed Ambiente del Comune Pietro Terreri, con la consulenza specialistica della facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università degli Studi di Napoli, cui nel settembre del 2004 l’allora amministrazione di centrodestra a guida del sindaco dell’epoca ed oggi deputato Carlo Sarro conferì l’incarico di supporto scientifico per la redazione dello Strumento Urbanistico comunale, in quel tempo ancora denominato Piano Regolatore Generale (Prg) prima di passare all’acronimo Puc secondo la nuova normativa in materia. Allora come oggi, difatti, il capoluogo matesino è dotato di un vecchio Programma di Fabbricazione, la cui redazione risale alla metà degli anni ‘70 e la cui approvazione è avvenuta da parte della Regione Campania solo nel gennaio 1978. Proprio in ragione del lunghissimo tempo intercorso dalla redazione dello strumento urbanistico comunale, il vigente Piano di Fabbricazione risultava completamente inadeguato a supportare e favorire uno sviluppo ordinato ed efficiente del territorio; pertanto, a seguito dell’approvazione della L.R. 16/2004, recante Norme sul governo del Territorio, il Comune intraprese il percorso di formazione ed approvazione del Piano Urbanistico Comunale, poi portato avanti dalla giunta Cappello che, nel febbraio del 2008, sottoscrisse anche un’intesa di programma con l’Autorità di Bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, finalizzata alla esecuzione di uno studio specifico di dettaglio per la risoluzione delle problematiche di natura idrogeologica interessanti il territorio comunale, ricomprendendo nell’ambito di tale studio anche le indagini e la stesura delle relazioni di natura idrogeologica propedeutiche alla redazione del Puc. “L’intervenuta approvazione del Regolamento Regionale n. 5 del 4 agosto 2011, in attuazione dell’art. 43 bis della L.R. 16/2004 e s.m.i., ha profondamente modificato il procedimento di formazione del P.U.C. e fornito un nuovo quadro delle competenze in merito agli atti di adozione ed approvazione, nonché in materia di Valutazione Ambientale Strategica. – si legge nella delibera – Il medesimo Regolamento regionale n.5 prevede, tra l’altro, l’obbligo per i Comuni di dotarsi di Piano Urbanistico Comunale entro 18 mesi (poi prorogati a 36) dall’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale pena la decadenza degli strumenti urbanistici vigenti, esponendo il territorio comunale al rischio di trasformazioni inopportune che vanificherebbero gli sforzi per il reperimento delle aree da destinare ad attrezzature pubbliche, per la salvaguardia dell’ambiente, per la protezione delle residue aree libere e per fornire un quadro organico di sviluppo condiviso al territorio”. Da qui l’indifferibilità e l’indispensabilità di adottare e successivamente approvare, nel più breve tempo possibile, il un nuovo strumento urbanistico comunale generale redatto in attuazione della legislazione regionale, tenuto anche conto della recente istituzione in seno al Comune, dell’Autorità competente per la valutazione ambientale strategica e del nuovo piano di zonizzazione acustica recentemente affidato ad una triade di tecnici guidati dall’ingegnere Michele Pennella di Gioia Sannitica. Nel ritenere gli elaborati del preliminare del Puc conformi agli obiettivi della amministrazione, l’esecutivo Cappello li ha approvati ed ha demandato al tecnico comunale Terreri e al responsabile dell’ufficio Vas l’adozione degli atti consequenziali.
Enzo Perretta
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FORMICOLA. E’ dura da buttare giù la pillola del defenestramento per Carusone, Lavornia & c. dai vertici della Comunità Montana del Monte Maggiore:” Traditori!”

Il presidente uscente Antonio Carusone: “Ragozzino prima definisce inutile la Comunità e poi compie le ‘giravolte’ andandosene a braccetto con il nemico di sempre…” Il suo vice Lavornia: “E’ stato tradito il patto programmatico sancito lo scorso mese di giugno…”
Non ci stanno il presidente e la giunta uscenti della Comunità Montana del Monte Maggiore a subire passivamente la mozione di sfiducia presentata lunedì mattina dal gruppo di 5 sindaci capeggiato dal primo cittadino di Rocchetta e Croce e presidente in pectore Salvatore Geremia (nella foto). Dal capo dell’amministrazione Antonio Carusone al suo vice Silvio Lavornia, dall’assessore Michele Scirocco e fino al sindaco di Liberi Antonio Diana, rimasti fedeli sulle posizioni della maggioranza uscente insediatasi non più tardi di sette mesi fa, piovono accuse di “tradimento del patto programmatico sancito lo scorso giugno. – dichiara il sindaco di Dragoni Lavornia – Un voltafaccia in piena regola da parte di chi è stata parte attiva dell’amministrazione fino a ieri ed ancora riveste ruoli di primo piano, come il presidente del Consiglio generale Geremia ed il delegato alla Forestazione Feola, e che oggi si scopre opposizione al suo stesso modo di fare. Devono essere affetti da personalità bilaterale, al mattino maggioranza e alla sera opposizione, per poi diventare nuovamente maggioranza in cambio di una poltrona un po’ più comoda”. Ancora più duro il presidente uscente Carusone che parla apertamente di “accordo per le poltrone fine solo al potere e alla sua gestione, visto che nascondono dietro il mancato raggiungimento degli obiettivi programmatici, e dovranno spiegare quali sono e come si fa a bocciare già un’amministrazione dopo appena 6 mesi, la pura e semplice spartizione di incarichi e ruoli di potere solo per avere qualche spazio in più e rispondere a logiche politiche vecchie e desuete altrove abbondantemente bocciate e superate, ma che evidentemente nel nostro territorio ed in certi personaggi, fanno ancora breccia. Basta citare gli esempi di Geremia, sperticatosi nell’ultimo consiglio in lodi per la nostra amministrazione che lui ha sostenuto sin dalla nascita, di Feola che ha gestito la delega più importante è pesante fino ad oggi, per cui oggi rinnega e boccia se stesso, tanto che dovrebbe avere la decenza ed il pudore di dimettersi e lasciare l’ambita preda, e lo stesso Ragozzino che, dopo aver dichiarato inutile la comunità lontana non più tardi di dieci giorni fa, oggi compie un’autentica giravolta e va a braccetto con il nemico politico di sempre”. Chiaro il riferimento, nelle parole del sindaco di Pontelatone, all’ex presidente della Provincia Riccardo Ventre, ritenuto da tutti il deus ex machina del ribaltone e dell’intesa politica che porterà il fedelissimo Geremia alla presidenza, così da riprendersi quell’Ente Montano dominato per decenni, ininterrottamente dagli inizi degli anni ’80 e fino all’avvento dell’ex sindaco di Liberi Giuseppe Vastano nel 2009. Contro il vice sindaco di Castel di Sasso e consigliere provinciale del Psi-Pd anche il primo città film della comunità liberina Antonio Diana, per il quale “Ragozzino sta svendendo il territorio e questo versante del Monte Maggiore in cambio di una poltrona dello sfizio di mandare a casa persone che hanno lavorato per il bene della Comunità Montana”.
Enzo Perretta
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Calabria. Due vincite milionarie al lotto in 72 ore, nella stessa ricevitoria di via Padre Pio; miracolo?

superenalotto-15x10-montepaone-1padre-11x15-pio-11Stesso bar, stessa vincita milionaria, stesso paese.

In Calabria c’è una cittadina, Montepaone, baciata dalla fortuna due volte in poche ore: qui, infatti, nel catanzarese c’è stata una doppia vincita al Superenalotto.

Dopo il 6 di domenica scorsa da 4,3 milioni di euro, con una giocata di solo un euro, qualcuno ha vinto un “5 stella” da un milione.

La Sisal riferisce di “circostanza clamorosa”.

Ma a Montepaone parlano tutti di miracolo: la ricevitoria è situata in via Padre Pio.

Le altre vincite

super-15x10-enalotto-1Il 2015 prosegue dunque con i fuochi di artificio che avevano chiuso il 2014, quando in provincia di Napoli fu centrato un altro “6” da 18 milioni.

Cresce intanto il jackpot del “6”, arrivato a toccare 1,4 milioni di euro per il concorso di giovedì.

Lo scorso anno sono state assegnate complessivamente sei vincite di prima categoria, che hanno premiato Puglia, Toscana, Sardegna, Emilia Romagna e Campania (2) per un totale di oltre 117 milioni di euro.

Le estrazioni 

Nel concorso dimartedì 12 gennaio non si è registrato alcun “5+1″, ma sono stati centrati anche cinque “5”, ognuno dei quali vince oltre 40 mila euro.

In testa alla classifica dei numeri maggiormente ritardatari nella combinazione vincente troviamo il 60, che contava 58 turni di assenza.

(Fonte & Aggiornamenti: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Miracolo-in-Calabria-due-vincite-milionarie-al-Superenalotto-in-72-ore-e-nella-stessa-ricevitoria-d166920c-e480-4f80-bfb4-fa8f931e40cc.html?refresh_ce – via Miracolo in Calabria, due vincite milionarie al Superenalotto in 72 ore e nella stessa ricevitoria – Rai News)

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