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Caiazzo. Opere Pie: si valutano soluzioni 'alternative all'esposizione debitoria' che paralizza l'ente

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ALIFE. Il presidente della Provincia Domenico Zinzi vuole ripristinare il presidio della Polizia Provinciale. Il sindaco Avecone mette a disposizione tre siti per il Comando.

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La ex scuola dei Totari, gli ex locali del Consorzio Idrico e l’ex sede del Comune… 
Arriva, anzi ritorna, il presidio di Polizia Provinciale nell’Alto Casertano. A darne notizia è stato il sindaco Giuseppe Avecone che ha riunito la Giunta Comunale ed ha deliberato la messa a disposizione di tre siti che potrebbero risultare idonei ad ospitare il presidio di Polizia sul territorio che così servirebbe l’Alto Casertano e la valle del Medio Volturno. I locali messi a disposizione sono la ex scuola elementare dei Totari, la sede dell’ex Consorzio Idrico, annessa all’infopoint comunale e la sede del Comune vecchio. Da parte della Giunta Comunale, ovviamente, è stata valutata con parere positivo, la proposta di insediamento nel Comune di Alife del presidio di Polizia Provinciale, quale qualificato supporto alla tutela ed allo sviluppo socio del territorio. Il Comune si impegna quindi a fornire gratuitamente i locali necessari allo svolgimento di tutte le attività a cui saranno chiamati a svolgere gli agenti della Provinciale, interessante l’intero territorio dell’Alto Casertano. La Giunta quindi ha assicurato anche l’idoneità dei locali, liberi e disponibili da rendere in comodato d’uso gratuito al presidio. Un passo in avanti quindi per l’intera Comunità dell’Alto Casertano, atteso che il presidio di Polizia Provinciale contribuisce alla tutela ed alla salvaguardia dell’ambiente e previene anche i tanti scempi ambientali che periodicamente si vengono a scoprire nel Parco Regionale del Matese.

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PIEDIMONTE MATESE. Sinistra Matesina sulla costruzione del digestore anaerobico ad Alife: “E’ dannoso per l’ambiente e la società che lo costruisce è nota per essere vicina a taluni ambienti poco raccomandabili!”

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Gli esponenti del Movimento di Sinistra Matesina annunciano il loro impegno a far si che la centrale non venga realizzata: “Inquinerebbe anche le falde acquifere dell’intera area dell’Alto Casertano…”
In merito al progetto presentato al comune di Alife da parte della General Construction per la realizzazione di una centrale a Biogas, Sinistra Matesina vuole ribadire, come già fatto qualche mese fa per la Centrale a Biomasse, che si opporrà al progetto/scempio previsto nell’ area industriale di Alife. L’azienda in questione, nota tra l’altro per la sua vicinanza a determinati ambienti, politici e non, di certo non proprio raccomandabili, ha definito il progetto da realizzare come un sito di compostaggio. Nulla di più falso. Il dato tanto rilevante quanto preoccupante che risulta dal progetto è infatti l’enorme quantità di rifiuti che verrebbe “digerita” da tale centrale, immondizia proveniente da tutta la regione. Dobbiamo ricordare chi gestisce il flusso di rifiuti in Campania? Inoltre, come emerso dalle riunioni del comitato per la difesa dell’ambiente nato ad Alife, il sito sarà atto a produrre Biogas, in particolare Biometano, le cui esalazioni sono potenzialmente molto dannose, soprattutto in una delle zone più fertili d’Italia come la nostra. Senza contare il forte rischio di inquinamento delle falde acquifere, che è probabilmente la prospettiva più grave e dannosa sotto il profilo ambientale, non solo per Alife ma per tutto il comprensorio matesino. Insomma siamo di fronte a un problema che ci riguarda tutti, nessuno escluso. E’ in gioco il futuro delle nostre terre, di noi stessi e delle future generazioni. Per questo aderiamo al Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente di Alife ed invitiamo tutti i cittadini del comprensorio matesino a farlo per contrastare insieme l’ennesimo attacco speculativo ai danni del Matese. Restiamo assolutamente senza parole di fronte all’operato dell’Amministrazione comunale alifana che dopo aver ricevuto comunicazione della costruzione di questo mostro in ottobre non ha mosso un dito per ostacolare il progetto, e solo oggi dopo più di tre mesi, scopriamo l’unanime contrarietà da parte dell’ intera maggioranza alla costruzione del sito ? Non vi sembra strano? E’ stato necessario costruire un comitato cittadino per cominciare a far circolare le informazioni. E solo dopo una massiccia partecipazione popolare agli incontri organizzati dal suddetto comitato il sindaco ha deciso di schierarsi per il no. Ci auspichiamo infine, che gli amministratori di Piedimonte prendano immediatamente una posizione contraria alla costruzione dell’impianto e che partecipino attivamente alle iniziative del Comitato in merito, possibilmente senza i lunghi silenzi e le insopportabili esitazioni che sono tristemente diventate una prassi abituale quando si vanno ad affrontare vicende legate al malaffare!

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TEANO. Caos sui pagamenti Imu per i terreni agricoli. L’assessore al ramo Eduardo Sacco, fa chiarezza e spiega le aliquote

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Pagamento IMU su terreni agricoli – modalità di calcolo e aliquota applicabile. Errori rilevati nei modelli di pagamento del Servizio Idrico e della Tari 2014… 
In questi ultimi giorni sono stati segnalati dubbi sull’aliquota da applicare per il pagamento dell’IMU sui terreni agricoli, nonché errori nelle fatture e nei modelli F24 recapitati rispettivamente per il pagamento del servizio idrico e della Tari 2014. 
In merito alle modalità di calcolo per il pagamento dell’IMU sui terreni agricoli, si precisa: 
a) la base imponibile è determinata applicando al reddito dominicale risultante in catasto al primo gennaio 2014 la rivalutazione del 25% e poi il moltiplicatore 135. Detto moltiplicatore è ridotto a 75 per i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti all’INPS; 
b) l’aliquota applicabile nel comune di Teano è il 7,6 per mille. Ciò si desume dalla previsione normativa contenuta nell’art.13, comma 6 del D.L. 201/2011, convertito dalla legge 214/2011, atteso che il Comune pur avendo elevato l’aliquota base dal 7,6 al 9,5 per mille non ha mai disposto che tale aumento riguardasse anche i terreni agricoli. Tale interpretazione trova puntuale conferma nell’art.1, comma 1 del D.L. 185/2014; 
c) per i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori professionali iscritti all’INPS l’imposta è dovuta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6000 e con le seguenti riduzioni: 
1) del 70% dell’imposta gravante sulla parte di valore compreso fra euro 6001 ed euro 15.500; 
2) del 50% dell’imposta gravante sulla parte di valore compreso fra euro 15.501 ed euro 25.500; 
3) del 25% dell’imposta corrispondente alla parte del valore compreso fra euro 25.501 ed euro 32.000; 
d) ai sensi dell’art.13, comma 7 del Regolamento Comunale IMU non sussiste l’obbligo di versamento qualora l’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno risulta inferiore o uguale ad euro 12,00. Ciò significa che al fine di stabilire la debenza del versamento (per i terreni agricoli) è necessario tener conto anche di quanto già dovuto (ed eventualmente versato) a titolo di IMU (su altri immobili) per il periodo d’imposta 2014. 
Infine, nell’ipotesi di errori riscontrati nelle fatture del servizio idrico o nei modelli F24 della Tari è sufficiente, senza però farsi prendere dal panico e/o inveire contro gli Uffici Comunali, rivolgersi all’Ufficio Tributi chiedendo il riesame ovvero l’annullamento parziale in autotutela dell’erronea richiesta. L’Ufficio esaminerà l’istanza e successivamente emetterà il provvedimento di annullamento/correzione. Qualora si dovessero verificare ingiustificati ritardi da parte dell’Ufficio è possibile segnalare l’accaduto allo scrivente in forma cartacea o attraverso l’indirizzo mail e.sacco@comune.teano.ce.it.

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PIEDIMONTE MATESE. Fermi al palo i progetti per la messa in sicurezza e il risanamento e recupero delle Chiese. Problemi anche a Castello Matese

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I due rappresentanti comunali, si rifiutarono di firmare il documento della Regione, perchè non erano chiari diversi punti e, soprattutto il “modus operandi” di aggiudicare la gare era incomprensibile… 
Sarà anche vero che la burocrazia uccide, ma in taluni casi ci si mette anche l’inesperienza e soprattutto l’inefficacia della valenza dei progetti, carenti di documentazione necessaria per essere approvati. E così per i lavori del “dopo terremoto”, la progettazione per il risanamento e recupero delle chiese di Piedimonte Matese e Castello del Matese sono fermi presso i rispettivi uffici tecnici comunali. Il motivo, come sopra scritto è dovuto alla carenza di documentazione, insufficiente per emettere i pareri necessari da parte degli enti. La Diocesi, intanto, ha avviato un’indagine di mercato per le ditte interessate a eseguire gli interventi. In fase avanzata per il finanziamento della Regione almeno quattro progetti di messa in sicurezza degli edifici pubblici di Piedimonte. A giorni la presentazione poi, a Palazzo Santa Lucia del progetto per la costruzione di un centro polifunzionale nell’ex macello. Bisognerà capire quanto lo stop burocratico dei servizi tecnici comunali, per due chiese di Castello e sette di Piedimonte, influirà sui tempi per il risanamento conservativo degli edifici di culto ammessi ai finanziamenti per il dopo terremoto che, in base a quanto previsto dall’indagine di mercato indetta dalla Diocesi, godranno di fondi che variano tra i 134mila e i 463mila euro. Ma, d’altra parte, c’è anche da appurare se la mancata firma dei Comuni matesini sulla convenzione tra Regione e Diocesi possa o meno inficiare sulla procedura. In occasione dell’intervento del presidente Caldoro a Piedimonte Matese le municipalità opposero il proprio diniego chiedendo chiarimenti circa gli impegni, se di carattere economico o di monitoraggio sugli interventi, previsti dal documento. Sta di fatto che, da allora, la mancata firma non è mai stata sanata. I finanziamenti della Regione sono ovviamente subordinati alla presentazione dei progetti già cantierabili. La Diocesi,tuttavia, ha avviato questa fase propedeutica all’espletamento di procedura negoziata ed è specificato che essa non costituisce avvio di gara la quale, comunque, seguirà il criterio dell’aggiudicazione dell’offerta più vantaggiosa. Non una proposta contrattuale e, nemmeno, dunque, un vincolo per la Diocesi che potrà, eventualmente, avviare altre procedure. Tutto questo in attesa che si sblocchi la concessione dei pareri da parte dei Comuni. A Piedimonte Matese, intanto, sono almeno quattro i progetti per la ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici pubblici attualmente in fase avanzata che, in gran parte, accolgono attività didattiche. Quello, tuttavia, che è stato nelle scorse ore approvato in giunta, in quanto già cantierabile, riguarda l’area dell’ex macello. Sarà il primo ad essere presentato per il finanziamento in Regione. L’edificio sarà ristrutturato ma, avendo una valenza storica, ha necessitato anche di un parere da parte della Sovrintendenza. Tutte le modifiche alla struttura originaria e, in generale, all’area saranno in seguito contemplate dal Piano urbanistico comunale. Per l’approvazione di quest’ultimo si dovrà attendere, tuttavia, ancora qualche mese. Come è noto è prevista la costruzione di un centro polifunzionale per accogliere gli uffici della polizia municipale, il nucleo di Protezione civile e il distaccamento dei Vigili del fuoco attualmente ospitato nella caserma della Forestale.

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Castel Campagnano. La foto del malinteso: tante scuse al dottor Campagnano

Per un imponderabile serie di circostanze,

BAIA E LATINA. Qua c’è una pizzeria che è unica in Campania per il suo forno. E’ il rinomato “Forno di Marana”. Lo trovate a “La Tana del Buongustaio”

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Il forno di Marana, infatti, è un forno a legna con funzione rotatoria automatica che permette l’omogeneità della cottura della pizza…
Il ristorante e pizzeria “La Tana del Buongustaio” di Baia e Latina è tra le uniche pizzerie in Campania a utilizzare e possedere l’innovativo e rinomato Forno di Marana. Il forno di Marana, infatti, è un forno a legna con funzione rotatoria automatica che permette l’omogeneità della cottura della pizza. La particolare costruzione microforata della superficie della piastra di cottura, che permette alla pizza di espellere l’umidità di cottura e di lasciare depositare la farina, e il materiale ad alta densità di costruzione della piastra che dà un maggiore accumulo di calore, assicurano una cottura migliore, più pulita e più fragrante. L’impasto della pizza sapientemente preparato dal pizzaiolo Vincenzo, della scuola di Bellona, è realizzato con acqua, sale, criscito e farina di Caputo e ha una lunga lievitazione naturale di 18 ore. I prodotti utilizzati per condire i dischi di pasta sono di eccellenza e territoriali come il fior di latte de il “Caseificio Ponticorvo” di Alvignano e i pomodori pelati campani. La specialità è rappresentata dalla pizza tipica cosiddetta americana a otto spicchi. La cottura lenta, in quanto il forno ha come caratteristica principale di non permettere al fuoco di stare a diretto contatto con la pizza tenendo il piano di cottura sempre pulito evitando qualsiasi residuo di cenere, e omogenea permette una pizza leggera con cornicione croccante altamente digeribile. Una pizza “innovativa”, quindi, ma nel rispetto della tradizione e della cultura culinaria. Nel locale situato nella frazione di Baia in Via San Vito, si viene accolti in un ambiente familiare da Enzo Iasimone e suo figlio Roberto, si possono assaporare anche vari piatti tipici locali tramandati da un’antica tradizione familiare.
Giuseppe Di Lorenzo

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ALVIGNANO. Sono cento le firme di amministratori, sindaci e politici di Forza Italia che chiedono a Daniela Nugnes di rispettar gli impegni presi con Angelo Di Costanzo

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Pronto un documento che sarà spedito all’attenzione dei leader nazionali del partito. Una cosa è certa, la Nugnes non esce bene da questa vicenda…Chi c’è dietro l’assessora?
Sono già cento gli amministratori, i coordinatori di circoli, i quadri di partito che hanno sottoscritto il documento a sostegno dell’ingegnere Angelo Di Costanzo (foto a sx), sindaco di Alvignano che sarà inviato al leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, al coordinatore nazionale dei circoli Giovanni Toti, alla senatrice Maria Rosaria Rossi, al coordinatore regionale degli azzurri Domenico De Siano e al commissario provinciale Carlo Sarro. Il documento si pone come un duro atto d’accusa nei confronti dell’assessore regionale all’Agricoltura Daniela Nugnes (nella foto a dx) che non ha rispettato il patto sottoscritto nell’aprile scorso con lo stesso Di Costanzo e l’eurodeputato Fulvio Martusciello con il quale s’impegnava a dimettersi da consigliere regionale per permettere proprio al sindaco di Alvignano di poter ricoprire tale incarico per gli ultimi tre mesi del mandato del governatore Caldoro. «La coerenza e la lealtà sono i valori fondanti di questo partito – si legge in un passaggio del documento – chi non rispetta i patti tradisce quello che è lo spirito di Forza Italia». I firmatari del documento incalzano ancora l’assessore Nugnes. «Le dimissioni di Daniela Nugnes non avrebbero comportato alcuna perdita per l’assessore sotto nessun profilo – sostengono ancora i firmatari – avrebbero, però, costituito un momento di crescita per il partito che avrebbe visto ampliare la propria rappresentanza istituzionale con la presenza dell’ingegnere Di Costanzo, uomo di Forza Italia della prima ora, che, nei pochi mesi in cui ha ricoperto il ruolo di consigliere in sostituzione di Paolo Romano, si è dimostrato attento alle problematiche del territorio e capace ad interpretarle sfruttando per il casertano le tante opportunità che offre la Regione». Il passaggio più duro per un partito lontano dai fasti di qualche anno fa è quello finale. «Un mancato riconoscimento del ruolo di Di Costanzo, con il non rispetto del patto da parte di Daniela Nugnes – hanno concluso – ci svincola da ogni legame di partito, consentendoci di sostenere a prescindere Di Costanzo, indipendentemente da quelle che saranno le sue decisioni».

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Teano. Bestia bipede sevizia inutilmente un incolpevole quadrupede

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Oramai è chiaro a tutti, la semplice denuncia non basta più. Certo non possiamo fargli fare la stessa fine a questo str…o animale, ma almeno un pò di galera… 
Un gesto inqualificabile da cui, soprattutto, si evince la follia umana fino a che punto può arrivare. La vicenda che trattiamo è accaduta qualche giorno fa a Teano Scalo, frazione del capoluogo sidicino. Ci si riempie la bocca a sventolare ai quattro venti che la cittadina è la tappa finale dell’Unità d’Italia, nel mentre avvengono gesti simili da parte di qualche disgraziato delinquente. Nei pressi dell’abitazione di una professionista, è stata rinvenuta una cagnetta in un lago di sangue. Ad accorgersi che l’animaletto stava messa male la stessa professionista, l’avvocato Carla Di Stasio che ha immediatamente chiamato i Vigili Urbani, i quali stante quanto si evince non avrebbero risposto, così come l’Asl, nessuna risposta. Alla fine la donna ha chiamato i Carabinieri che sono intervenuti sul posto con l’ausilio di un medico veterinario. La povera bestiola era a terra in mezzo alla strada e si poteva notare che gli avevano amputato la zampa anteriore, probabilmente con un’ascia o un machete. Fortunatamente sembra che ora la cagnetta sia stata salvata, ma chi ha fatto questo gesto, meriterebbe davvero di marcire in galera. Purtroppo siamo persone civili e non possiamo augurargli la stessa sorte. Certo un modo di fare che farebbe invidia anche ai terroristi dell’Isis.
La foto è tratta dal portale: vairanonews.it

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Original article: TEANO. UN SOLO TITOLO: “FAI SCHIFO!!!” Guardate cosa ha combinato un uomo di m…ad una cagnetta. Le ha tagliato la gamba come fanno i terroristi!.

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PIEDIMONTE MATESE. “Ladri di futuro”. L’amarezza per il danno subito alla Vitale. E nella stessa notte altri ladri hanno colpito a Sant’Angelo in Formis.

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Probabilmente si è formato una “rete” perlopiù composta da extracomunitari dell’Est Europa, stante i numerosi arresti fatti dai Carabinieri negli ultimi tempi. Ora però hanno alzato il tiro. Il Preside Russomando: “Resto basito…” 
Gran parte dei computer portatili rubati nel colpo dell’ultimo fine settimana, erano stati consegnati alla media “Vitale” poco prima di Natale. Già visitata dai ladri nei mesi scorsi, per la scuola stavolta il danno è stato ingente se si considera che 21 dei 34 notebook portati via dai malviventi erano praticamente nuovi di zecca dopo essere stati acquistati qualche settimana fa, a seguito dell’esperimento della gara d’appalto nell’ambito del progetto Pon 2007/2013 intitolato “Scuola digitale classe 2.0”, i cui fondi strutturali europei sono stati assegnati alla scuola piedimontese proprio per la sua informatizzazione quale ambiente per l’apprendimento. Apparecchiature informatiche ultratecnologiche e di ultima generazione destinate ad ogni classe per consentire lo svolgimento delle lezioni in forma multimediale, con l’ausilio anche di lavagne luminose, ma purtroppo gli alunni non sono riusciti a beneficiare di uno strumento tanto efficace quanto fondamentale per stare al passo con i tempi. La banda di malviventi ha mirato direttamente ai notebook in quanto facilmente rivendibili sul mercato nero, soprattutto quello estero dove è quasi impossibile identificarli tramite i rispettivi codici, lasciando i computer fissi che non sono appetibili oltre che difficilmente trasportabili per pesi e dimensioni. I Carabinieri stanno seguendo diverse piste, anche se un grande contributo alle indagini investigative potrà arrivare dalle riprese del sistema di videosorveglianza del Comune che ha installato diverse telecamere nella zona circostante l’edificio scolastico, compresa le vicine villa e biblioteca comunale, tanto che gli inquirenti stanno visionando già in queste ore le immagini per assicurare alla giustizia gli autori del furto che, per tempi e modalità di esecuzione e refurtiva, sembra avere la stessa matrice di quelli compiuti negli ultimi mesi alle scuole medie di Caiazzo, Dragoni e Alife. 
IL PRESIDE RICCARDO RUSSOMANDO: “AMAREZZA PER IL DANNO SUBITO. SONO RIMASTO BASITO.” – “Sono rimasto basito dinanzi alla forza usata dai ladri per compiere il furto, ma ancora di più sono amareggiato per il danno provocato agli alunni e per i danneggiamenti subiti dall’edificio”. Sono le parole pronunciate a caldo dal dirigente scolastico della media “Vitale” Riccardo Russomando, sentimenti di delusione e di meraviglia che perdurano per l’intera mattinata durante la quale l’intera comunità scolastica sembra fare fatica a somatizzare una razzia così grave sia per il bilancio dei danni, ammontante a diverse decine di migliaia di euro, che per la violenza usata contro la struttura sventrata in alcune sue parti. Avvisato da Fernando, uno dei bidelli, intorno alle 7,10 di ieri mattina, il preside Russomando è stato tra i primi ad arrivare nella scuola subito dopo la scoperta del fattaccio per verificare l’accaduto e fare un primo bilancio delle apparecchiature rubate. “Le porte blindate divelte con tanta violenza, l’armadio blindato che era nella mia stanza e poi lasciato in mezzo al corridoio praticamente sventrato, – racconta il dirigente scolastico – lasciano esterrefatti perché sono la chiara dimostrazione del lungo tempo impiegato dai malviventi per portare a termine il colpo. Era da pochissimo tempo che avevamo in dotazione questi computer tanto che non c’è stato neppure il tempo materiale di distribuirli tra le varie classi, come avevo preannunciato nell’ultimo collegio dei docenti, ed ora al grave danno arrecato ai nostri studenti, si aggiunge la distruzione materiale di parti dell’edificio”. Poco dopo le 8 si è portato presso la Vitale anche il sindaco Vincenzo Cappello per un primo sopralluogo dei danni, la cui stima continuerà nelle prossime ore: “Si tratta di un atto gravissimo – ha affermato il primo cittadino – che va a ledere il diritto degli alunni ad avere una scuola all’avanguardia e sicura. Confidiamo nell’efficace azione dei Carabinieri per individuare i responsabili del furto, nel frattempo come Comune garantiremo il necessario al ripristino delle condizioni di normalità e funzionalità alla scuola”. 
 FURTO NELLA STESSA NOTTE ANCHE A SANT’ANGELO IN FORMIS. – Anche la scuola elementare di Sant’Angelo in Formis è stata visitata dai ladri nella stessa notte che hanno colpito nel capoluogo matesino. I malviventi hanno agito nel cuore della notte e sono riusciti a portare via 100 euro in contanti. Hanno approfittato del buio e dopo aver sfondato la finestra al piano terra hanno iniziato a rovistare nelle aule. I computer non sono stati portati via ma sono riusciti a portare via la somma di cento euro in contanti che erano custoditi in una delle aule e quasi sicuramente destinate alle attività didattiche. I residenti della zona, i quali avevano notato degli strani rumori, hanno allertato i carabinieri della Compagnia di Capua che si sono recati sul posto senza perdere tempo. Immediatamente hanno iniziato ad ispezionare le aule per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Da una prima analisi, il modus operandi appariva chiaro. I ladri si sono addentrati nella scuola elementare dopo aver sfondato una finestra e da lì, hanno avuto campo libero nel fare ciò che volevano. Hanno messo tutto a soqquadro, hanno rovistato tra i banchi, nei cassetti delle scrivanie fino a quando non hanno trovato il denaro che poi è stato portato via. Si sono poi dileguati nel nulla senza lasciare alcuna traccia. Nel frattempo, gli uomini dell’Arma hanno dato il via alle indagini per risalire all’identità dei malviventi che hanno messo a segno il colpo. Forte è stato lo spavento da parte dei residenti della zona i quali immediatamente hanno allertato i carabinieri. Questo ulteriore gesto, lascia intendere che ad agire nelle scuole si è creata una vera e propria gang di delinquenti, perlopiù provenienti dall’Est Europa, stante anche i risultati di servizio dei Carabinieri, i quali li mettono in gabbia, ma dopo un giorno sono liberi di ritornare a rubare.

Enzo Perretta – Mariangela Piccolomo

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