Category Archives: Cronaca

Atti persecutori nei confronti dell’ex compagna: arrestato 40enne

Caserta. La polizia di Stato di Caserta ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale dei Santa Maria Capua Vetere nei confronti del 40enne N.V., originario dell’alto casertano, perché ritenuto responsabile di atti persecutori pluriaggravati, consumati dal 2016 fino al 10 giugno 2019 nei confronti dell’ex compagna.

Il provvedimento rappresenta l’epilogo di un’attività di indagine, delegata alla Squadra Mobile di Caserta, che ha permesso di documentare le numerosissime condotte, violente e minacciose poste in essere ai danni della donna. In più circostanze N.V. ha minacciato ed ingiuriato l’ex compagna, anche a mezzo del telefono ed alla presenza dei figli minori, proferendo nei suoi confronti frasi del tipo “sei una prostituta, non sei capace di fare nulla” oppure “tu non mi rispondi al telefono, quindi vuol dire che hai altri uomini. Se stai con qualcuno io lo squarto”.

Ed ancora nel periodo in cui la donna era in gravidanza, l’uomo non soltanto pretendeva rapporti sessuali senza aver cura dello stato di salute e minorata difesa dell’allora compagna, ma la offendeva con frasi del tipo “sei un trattore ingolfato, non servi a nulla né in casa né coi suoi figli, mi devo trovare una 25enne”.

Le vessazioni dell’uomo, in molteplici circostanze, hanno coinvolto direttamente anche una figlia minore della vittima, rendendola oggetto di frasi del tipo “quella… di tua mamma non mi risponde mai al telefono, io a quella prima o poi la devo uccidere” o ancora “porta il telefono a tua mamma, dille che sto arrivando e se non apre il cancello lo spacco con la macchina”.

Tali atteggiamenti, protratti nel tempo, anche dopo che la donna aveva deciso di separarsi dall’uomo, hanno determinato un perdurante e grave stato di ansia e paura, non solo nell’ex compagna ma anche nei suoi figli, tale da ingenerare in loro un fondato timore per la propria incolumità.

Prima dell’arresto (l’uomo si trova detenuto in carcere a Santa Maria Capua Vetere oggi) il 40enne era stato raggiunto da un precedente divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex compagna, che aveva violato più volte.

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Vitulazio. Banda di ladri irrompe in un deposito di detersivi : minaccia e sequestra i dipendenti

Vitulazio. Colpo scenografico da parte di una banda di ladri, degno dei  migliori film d’azione

Secondo la ricostruzione messa in atto dagli inquirenti, i malviventi  hanno fatto irruzione all’interno di un deposito di stoccaggio di detersivi e prodotti per la casa ubicato lungo la Statale Appia in territorio di Vitulazio, nei pressi del casello autostradale.

I malviventi, con il volto coperto,  hanno minacciato i dipendenti con una pistola e li hanno sequestrati sul retro del capannone, legando loro le mani ed imbavagliandoli.

Il tutto sarebbe durato pochi minuti, poco dopo si sono dati alla fuga con il bottino, utilizzando anche due auto dei dipendenti.

Quando gli operai sono riusciti a liberarsi hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono giunti gli uomini dell’arma dei carabinieri i quali hanno avviato le indagini del caso.

 

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Marcianise. Operatore del 118 non in servizio salva la vita ad un uomo

Marcianise.  Panico e ansia questa mattina in via Raffaele Musone dove un uomo e’ stato colto da un malore all’interno di una nota  pasticceria

Questi i fatti.

L’uomo è entrato nel locale pubblico in compagnia della moglie e qui, all’improvviso, si e’ sentito male.

Fortunatamente  sul posto era presente anche un operatore del 118, il quale, pur non essendo in servizio,  è intervenuto prestando i primi soccorsi.

Ha praticato all’uomo le prime manovre di rianimazione, salvandogli in questo modo la vita.

Poco dopo è giunta un’ambulanza del 118 che lo ha poi trasportato presso l’ospedale cittadino.

 

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Casertano coinvolto in associazione criminosa nazionale

Reati tributari, sottrazione fraudolenta di beni all’azione di recupero dell’Erario, illecito reimpiego e autoriciclaggio: questi i reati che sono finiti sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza di Pistoia e che hanno dato il via oggi – su delega della locale Procura della Repubblica – a una serie di attività di polizia giudiziaria sul territorio toscano e nazionale.

Quattordici i soggetti coinvolti a vario titolo, di cui ben sette sono risultati componenti di un’associazione a delinquere, per cui il Tribunale ha disposto il sequestro ai fini di confisca diretta e per equivalente di somme di denaro, immobili, beni, un complesso aziendale e quote societarie, per un valore complessivo di circa 2,8 milioni di euro.

Con base a Montale (Pt), l’associazione criminosa ha operato – sin dal 2011 – nell’area delle province di Pistoia, Prato, Frosinone e Caserta, “al fine di preservare due centri di interesse economico-finanziario, operanti nei settori della produzione e commercializzazione di materassi e dell’intrattenimento ludico e sportivo, riconducibili a un imprenditore montalese”.

Quest’ultimo – con la speranza di far perdere le tracce dei proventi illeciti, nel tempo accumulati – si era spogliato di ogni bene a lui formalmente riconducibile anche, e soprattutto, grazie all’ausilio degli altri componenti l’organizzazione criminale: un ragioniere (addetto alla gestione contabile dell’intero gruppo di aziende coinvolte) e un commercialista di Prato (presso cui era domiciliata una parte delle attività economiche e che, in alcuni casi, si prestava, altresì, a rivestirne anche cariche societarie).

Il “pactum sceleris”, ricostruito dagli investigatori della Gdf, ha oltrepassato i confini regionali grazie all’apporto fornito da un consulente della provincia di Frosinone (operante tra Pistoia, Pontecorvo e Sessa Aurunca), che aveva il compito di schermare i principali beneficiari delle frodi, reclutando e gestendo tre prestanome: un viareggino (deputato a rappresentare formalmente le aziende in bonis) e due pregiudicati (privi di alcun reddito) residenti in provincia di Caserta e di Latina, per le aziende indebitate da rendere non più operative, né tantomeno rintracciabili per i creditori, Erario compreso.

In apparenza fisiologico (anche grazie ai tecnicismi adoperati dai professionisti contabili), l’illecito modus operandi è emerso soltanto a conclusione delle indagini, coordinate dalla Procura pistoiese dai primi mesi del 2017, che hanno visto le fiamme gialle impegnate in una certosina analisi di dati e notizie (acquisite dalle banche dati in uso al Corpo), unitamente all’esecuzione di sopralluoghi, riscontri contabili, accertamenti bancari e perquisizioni locali, che consentivano di rinvenire e sequestrare copiosa documentazione utile alle indagini.

Al termine delle investigazioni, infatti, è stato possibile svelare che – nel tempo – il gruppo criminale aveva accumulato debiti (tributari e previdenziali) per diversi milioni di euro: a fronte di tale situazione, di volta in volta, la bad company veniva posta in liquidazione e per poi essere trasferita in altre Regioni italiane, mediante la sostituzione del precedente amministratore con una testa di legno che, successivamente, si rendeva irreperibile celando non solo i beni ma anche l’intera contabilità aziendale.

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Mondragone. La denuncia di Luigi Sabatino: «Sono vittima di un cancro societario, quello inguaribile»

Mondragone. La denuncia di Luigi Sabatino: «Sono vittima di un cancro societario, quello inguaribile»

MONDRAGONE – E’ arrivata quest’oggi alla nostra Redazione una lettera di un cittadino di Casaluce, Luigi Sabatino, che denuncia le disparità che si fanno sul territorio di Mondragone. Ve la riportiamo di seguito integralmente.

“Ma adesso basta, sono stato leso, nella parte più intima di una persona, la dignità personale, fisica e psichica, sono disposto a gettare, anche l’ultima goccia del mio sangue, per debellare questa malattia del sistema, non importa se questo comporterà, non arrivare al mio scopo, perché qualcuno si può sentire, leso o preso in causa…

Rieccoci, sicuramente vi ricordate di me, o almeno spero, sono Sabatino Luigi, potete visitare la mia piccola pagina facebook Archeolido di Sinuessa (pagina, da me, non troppo pubblicizzata, perché, tutta questa storia, dovrebbe essere un vanto per la società e per la comunità, ma siccome, per colpa delle istituzioni, non pare diciamo che, da vanto diventa motivo di “vergogna”), sono sempre qui, a denunciare le disparità che si fanno sul territorio di Mondragone.

Devo fare un grosso applauso, alle amministrazioni del comune di Mondragone, sono riusciti a convincermi e a raggirarmi, che il vero ostacolo al mio progetto, non erano loro, perché il mio progetto a loro piace, ma era la sovrintendenza (a loro dire giustamente, siccome il tuo terreno è di INTERESSE archeologico, se ti diamo il permesso a costruire, poi la sovrintendenza ti bloccava). Ed è anche vero, come dargli torto. Ebbene sì, mi hanno fatto abbracciare la pesante croce della sovrintendenza, come cura a questo mio grave male, una sorta di chemio-terapia, mi hanno convinto che l’unico mio spiraglio era quello, per poi dopo, presentare il progetto. Ma a questo punto mi viene da dire che la sovrintendenza dei bene archeologici era solo un diversivo per farmi perdere altro tempo. Infatti le indagini stratigrafiche (per chi non è del settore, così si chiamano, ormai sono diventato un esperto, in pratica si vanno ad analizzare tutti i strati di terreno, che corrispondono a un era storica), condotte ci hanno permesso di mettere alla luce, resti di una gigantesca Villa Marittima dell’era Romana (ormai quel poco che resta, purtroppo negl’anni, vandalizzata), che però occupa solo piccolissima zona del mio terreno (ve la quantifico, al massimo un 10%) e si estende su altri lotti a me confinanti, (ben noti alle istituzioni). Posso dire, che abbiamo fatto, una scrupolosa indagine, cosa che fin a ieri, su quel territorio, non era mai stata fatta, ne dalle istituzioni e addirittura, nemmeno mai lontanamente immaginata da un privato (per intenderci, siamo arrivati sul livello dell’acqua), fortunatamente anche se, abbiamo buttato letteralmente il sangue, con picconi e spazzole (lascio immaginare, questi lavori si devono fare per forza nelle giornate di sole…), siamo riusciti a dimostrare il nostro intento, quello di valorizzare quanto emerso (tra l’altro situazione attinente al piano regolatore comunale), e finalmente la sovrintendenza si è espressa favorevole, a questo punto abbiamo presentato il progetto al comune, ma da novembre 2018, data di presentazione, ci mandano letteralmente a comprare il sale, ormai ne ho un deposito pieno a casa.

In pratica, NULLA è cambiato e nulla cambierà mai. Dopo un iter amministrativo tortuoso, fatto di silenzi, rinvii, richieste di parere che sembravano essere la sola causa ostativa alla realizzazione di un progetto, che ha la sola ed esclusiva finalità di valorizzare quello che resta di un’area residuata, per il resto selvaggiamente edificata, l’autorità preposta alla tutela del vincolo autorizza gli scavi, esprime un parere favorevole alla attuazione del progetto. Oggi dopo… Saggi, scavi eseguiti con scrupolo fino a riportare alla luce importanti reperti il comune di Mondragone manifesta ancora ragioni ostative… Sono rammaricato ma non mi arrendo… Non mi arrendo all’ingiustizia di vedere, senza alcun criterio, rilasciate concessioni edilizie, sui terreni accanto al mio, aventi la stessa destinazione urbanistica, (visibile a tutti, sul sito del comune stesso), parliamo della stessa zona e dello stesso interesse archeologico (a questo punto, aggiungo, tutto questo vale solo per me?), non c’è l’ho con i miei vicini (loro hanno presentato un progetto, gli è stato approvato), sono imprenditori, producono lavoro e ricchezza per il territorio (devono essere premiati, ed hanno tutta la mia stima), ma le istituzioni del posto (se mi permetto di parlare è solo perché ho la situazione ben chiara), non si possono permettere il lusso di fare due tagli e due misure, perché hanno il dovere morale.

Prendo atto che un progetto di riqualificazione e di valorizzazione non interessa… non interessa la valorizzazione di un territorio da parte di un privato che agisce nonostante l’inerzia delle amministrazioni. Non interessa il bene comune… A dimenticavo il progetto è stato inserito anche nel Masterplan progetto regionale per la riqualificazione e rigenerazione del litorale Domitio-Flegreo, tra l’altro UNICO progetto presentato e accettato, come valorizzazione del territorio di Mondragone”.

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Aversa, rapinatore pestato dopo aver scippato una donna

Aversa – Un rapinatore di Aversa, qualche giorno fa, è stato portato via da parte dei Carabinieri della Compagnia di Marcianise ed arrestato. Il soggetto in questione è stato identificato e tratto in arresto, in flagranza di reato per rapina, si tratta di MARRANDINO Giuseppe, classe 1982, residente nell’Aversano.

Questa una breve ricostruzione dell’ accaduto: l’uomo, dopo avrebbe aggredito ed afferrato al collo signora all’incirca di anni 40 in sella alla propria bici nel mentre quest’ultima stava camminando lungo la strada, accingendosi a rientrare presso la propria abitazione.

Dopo l’aggressione ed aver portato via la borsetta posizionata nel cestino anteriore della bici si è dato precipitosamente alla fuga.

Nello stesso frangente, tuttavia, alcune persone che transitavano per strada, hanno assistito a quanto accaduto lo hanno inseguito, si sono scagliate contro il rapinatore colpendolo violentemente con calci e pugni al volto. Nel frattempo sono stati allertati i Carabinieri, al cui arrivo gli aggressori del rapinatore, all’arrivo dei militari si sarebbero dileguati. Lo ‘scippatore’ è stato poi arrestato dai carabinieri, trasportato e successivamente  soccorso dal personale del 118 del Pronto Soccorso di Aversa dove è stato riscontrato affetto da “sospetta rottura del setto nasale”.

 

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Rifiuti: numerose denunce e sequestri per violazioni alle leggi di tutela ambientale

Nell’ambito delle attività di monitoraggio e controllo sul rispetto della normativa ambientale, i militari dei NOE di Napoli, Salerno, Potenza e Reggio Calabria hanno intensificato i controlli sulle aree di stoccaggio, impianti di trattamento rifiuti, isole ecologiche, aree di cava, aziende zootecniche ed aziende operanti nel settore della meccanica, movimentazione terra, lavaggio di inerti e produzione di calcestruzzo nelle provincie di competenza.

A conclusione dei controlli sono state deferite all’Autorità Giudiziaria 9 persone tra titolari, amministratori e gestori di aziendeimprese poiché responsabili di gestione illecita, abbandono e deposito incontrollato di rifiuti, realizzazione di discarica abusiva ed inosservanza o assenza delle previste autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e scarico reflui. Numerose le attività di polizia giudiziaria significative operate nelle provincie interessate dai controlli.

In Nola (NA) in militari del NOE hanno posto sotto sequestro un’area di circa 100 mq. e n.4 cassoni adiacenti ad “isola ecologica comunale” utilizzati per lo stoccaggio provvisorio di diverse tipologie di rifiuti (vegetazione, detriti e fango frammisti a imballaggi metallici e vetro) pari a circa 100 mc ed a Tufino (NA) un’area di cava di circa 20.000 mq. la quale veniva utilizzata per la ricomposizione dei rifiuti provenienti da costruzione e demolizione non trattati, contenenti amianto.

In Tursi (MT) è stato accertato all’interno del perimento di un’azienda, operante nel settore “gestione rifiuti”, un’attività di stoccaggio di rifiuti solidi urbani e da raccolta differenziata (non pericolosi) in assenza della prescritta autorizzazione.

In Reggio Calabria, apposti i sigilli a due aree all’interno di ditta, operante nel settore di “movimentazione terra, lavaggio inerti e produzione di calcestruzzo”, di cui un’area di 5000 mq. interessata dalla presenza di impianto per il lavaggio e lavorazione inerti ed un’area di 500 mq. di pertinenza di un impianto di produzione di calcestruzzo, ove sono state rilevate gravi violazioni in materia ambientale riferite all’assenza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

Ad Angri (SA) è scattato il sequestro di un impianto, operante nel settore di “lavorazione meccaniche, progettazione e realizzazione componenti ed assemblati di precisione”, esteso su una superfice di 5000 mq. per gravi violazioni in materia ambientale riferite all’assenza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera nonchè delle autorizzazioni allo scarico dei reflui industriali ed altre in materia di sicurezza.

Appositi i sigilli anche ad un’azienda agricola in Mercato San Severino (SA), avente per oggetto attività di “allevamento bovino, bufalino ed ovino”, estesa su una superfice di 8.000 mq. ove veniva effettuata una gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi (fanghi di fosse asettiche, miscugli e scorie di mattonelle, mattoni, mattonelle e ceramiche), ed abbandono sul suolo di rifiuti speciali (feci animali, letame e deiezioni animale).

Complessivamente il valore dei sequestri ha superato i 6 milioni di euro ed ha riguardato aree di depositi e stoccaggi illeciti di rifiuti, condotte di scarico, cassoni contenenti rifiuti, nonché impianto di lavaggio e lavorazione di inerti, azienda zootecnica, impianto per la produzione di calcestruzzo, dei quali è stata sospesa temporaneamente l’attività.

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CASAL DI PRINCIPE. “Se vuoi continuare a scaricare devi darci una tangente”

CASAL DI PRINCIPE. "Se vuoi continuare a scaricare devi darci una tangente"

CASAL DI PRINCIPE – È del dicembre 2012 l’episodio per cui il PM dr. Fabrizio Vanorio, della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha chiesto una condanna ad 1 mese di reclusione per il reato di estorsione, nei confronti di Raffaele Maiello, 36 anni e Luigi D’Ambrosio, 46 anni, detto “Uccellino“. Quattro invece i mesi chiesti dal PM Vanorio per Carmine Iaiunese, 41 anni detto “Carciofino“. Tutti gli imputati sono appartenenti al Clan dei Casalesi.

I tre avrebbero estorto danaro ad un grossista di pollame di Crispano (NA). Il Maiello avrebbe avvicinato il fratello dell’imprenditore di Crispano chiedendogli una somma di circa 2mila euro. In seguito, per rafforzare l’atto intimidatorio, il Maiello in compagnia del Iaiunese e del D’Ambrosio, si sarebbe recato dal titolare di una macelleria di Casal di Principe che si riforniva dal grossista di Crispano, al quale avrebbe detto: “Quello che viene a portare i polli è di Crispano. Digli che se vuole continuare a scaricare i polli a Casale deve darci una tangente di 1.400 euro a Natale, Pasqua e Ferragosto“.

Le esigue richieste (1 mese e 4 mesi) del PM Vanorio scaturiscono dal fatto che i tre imputati sono destinatari di sentenze definitive, pertanto ha invitato il Tribunale a ritenere il reato contestato il seguito dei verdetti già passati in giudicato. Il rito abbreviato riprenderà entro ottobre per le arringhe del collegio difensivo.

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“I napoletani sono tutti ladri” non è diffamazione, la decisione del Magistrato fa discutere

Un 48enne originario di Caserta ma residente a Milano, lo scorso 26 gennaio 2019, mentre si trovava in vacanza a Courmayeur aveva chiesto al proprietario del Bar delle Guide di poter assistere alla partita di calcio “Milan-Napoli”. Ma il gestore del locale rifiutò di trasmettere la partita, dicendo al cliente che “non gli piacevano i napoletani perché sono tutti ladri”. A questo punto l’avventore, indignato del comportamento così sprezzante, lo querelò.

Ora, in queste ore apprendiamo che il vice procuratore onorario di Aosta Sara Pezzetto ha chiesto al giudice di pace l’archiviazione dell’indagine per diffamazione a carico del gestore del bar. All’uomo non resta che ricorrere al giudizio civile. Il comportamento, secondo la procura guidata da Paolo Fortuna, non configura il reato di diffamazione in quanto l’offeso era presente e neppure quello di ingiuria, ormai depenalizzato. Inoltre in base a una sentenza della Cassazione, non si può neppure parlare di “odio razziale o etnico” dato che manca un “sentimento idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori”.

L’avventore aveva quindi accompagnato fuori dal bar i propri figli ed era rientrato, sentendosi dire che “non gli piacevano i napoletani perché sono tutti ladri, perché quando ci sono dei napoletani nel locale fanno sempre casino e spesso rubano i soldi dalla cassa”, precisando poi che “il locale è mio e nel mio locale i napoletani non li voglio”. Attenti a parlare male di Napoli e dei napoletani perché si rischia una querela da parte del Comune partenopeo che, nel 2017, apri sul sito del Comune lo Sportello online “Difendi la Città” contro chiunque esprimerà un giudizio che lede, diffama, offende la Città.

Il punto di partenza è questo e lo si legge sul sito del Comune partenopeo: “Da tempo ma sempre più spesso si assiste ad una narrazione distorta e a volte diffamatoria della città di Napoli rendendola oggetto di pregiudizi, stereotipi e dannose generalizzazioni”. Così basterà compilare un form con i propri dati, le informazioni sulla offesa e anche con le “prove” come screenshot della pagina web o del profilo social, foto del giornale. Lo Sportello online serve “…. Per raccogliere le segnalazioni dei cittadini napoletani relative alle offese contro Napoli, chiedendo attraverso gli uffici comunali interessati precisazioni ed apposita rettifica ma eventualmente avviando, previa attenta valutazione dell’Avvocatura comunale, iniziative legali per tutelare la dignità del territorio, l’immagine e la reputazione della città di Napoli e del popolo partenopeo”.

In più, secondo il Sindaco De Magistris la querela potrebbe “aiutare” la città anche da un altro punto di vista. La richiesta di risarcimento danni verrebbe infatti destinata a migliorare l’arredo, il decoro, la qualità dei servizi della città.

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Caserta. Oneri infrastrutturali, il Consiglio di Stato dà ragione al Consorzio Asi

Caserta. Oneri infrastrutturali, il Consiglio di Stato dà ragione al Consorzio Asi

CASERTA – Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta, presidente Antonino Anastasi), con due sentenze pubblicate il 3 giugno scorso, ha respinto i ricorsi in appello proposti dalle società Villa San Michele S.r.l. ed Immobiliare Cubar s.r.l. contro il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Caserta, difeso dall’avvocato Arturo Massimo.

Le due aziende – entrambe insediate nell’agglomerato industriale di Capua Nord – avevano impugnato, prima davanti al Tar Campania e, quindi, al Consiglio di Stato gli atti con i quali il Consorzio aveva proceduto a richiedere il pagamento degli oneri infrastrutturali.

Il Collegio ha ribadito con chiarezza un principio, già sancito, in prima istanza, dal Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, secondo cui “Le aziende che intendono insediarsi in aree di sviluppo industriale devono sottoscrivere apposita convenzione con la quale si impegnano a contribuire alla realizzazione delle necessarie opere infrastrutturali per la parte non coperta da contributi regionali”.

Il Consiglio di Stato ha accolto integralmente la linea difensiva proposta dal Consorzio, destituendo di ogni fondamento la pretesa carenza di potere impositivo del Consorzio Asi in ordine al pagamento degli oneri infrastrutturali da parte delle aziende insediate negli agglomerati industriali: su cui s’imperniava il ricorso proposto dalle aziende.

I Giudici di Palazzo Spada, nelle due sentenze, hanno sciolto ogni dubbio, chiarendo che “il versamento dei contributi da parte dei privati trova fondamento nel fatto che le infrastrutture ed i servizi sono realizzati nell’interesse delle imprese ed allo scopo precipuo di consentirne l’insediamento nella zona di sviluppo industriale. (…) E’ il rilascio stesso – si legge ancora nelle decisioni del Supremo Organo della Giustizia Amministrativa – da parte del Consorzio dell’assenso alla utilizzazione dei suoli industriali a configurarsi come fatto costitutivo dell’obbligo giuridico del concessionario di corrispondere il relativo contributo per oneri di infrastrutturazione, analogamente a quanto avviene per il rilascio del permesso di costruire, che è il fatto costitutivo dell’obbligo di corrispondere gli oneri di urbanizzazione”.

Il Collegio si è espresso anche sulle modalità di corresponsione degli oneri stabilite dai regolamenti consortili, ritenendo “non criticabile che il contributo sia direttamente proporzionale all’estensione dei suoli assegnati, e quindi al maggiore carico urbanistico indotto dagli insediamenti”.

Soddisfatta per l’esito del contenzioso, la Presidente del Consorzio Asi, Raffaela Pignetti: «Queste sentenze stabiliscono un principio di fondamentale importanza per le attività del Consorzio e cioè che la corresponsione degli oneri infrastrutturali da parte delle aziende sia un atto dovuto e che i criteri utilizzati dall’Ente per la loro determinazione sono assolutamente congrui. Credo sia doveroso sottolineare come, ancora una volta, venga pienamente riconosciuta, in sede giurisdizionale, la bontà e la legittimità degli atti posti in essere da questa amministrazione».

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