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Navigare è benefico

Ospitati i bambini dell’ospedale Santobono Pausilipon per una gita in barca e l’organizzazione con il presidente Amato dona fondi per la ricerca. Rush finale nel weekend dell’evento al Posillipo

NAPOLI – Nell’ambito dell’evento Navigare , il salone della nautica che si tiene al Circolo Posillipo sino a domenica 27 con accesso gratuito, al Circolo Posillipo.

Nautica e beneficenza, un binomio che si rinnova ogni anno all’esposizione nautica Navigare. Gli organizzatori, giovedì 24 ottobre, hanno ospitato una folta rappresentanza di genitori e bambini dell’ospedale Pausilipon, regalando una giornata diversa ai piccoli ammalati con una gita nel golfo, su quattro imbarcazioni in esposizione, ed un pranzo al sole sulle terrazze del sodalizio rossoverde.

Il messaggio arriva forte e chiaro: da tempo Navigare sostiene con un’offerta – prima con ANRC e da quest’anno con Afina – la ricerca e cura dei piccoli ammalati della onlus Santobono Pausilipon. Dal 2018 scorso anno viene donata ai giovani pazienti anche una bella giornata di mare e di felicità.

L’azione benefica ha poi visto l’Afina, presieduta da Gennaro Amato, donare alla Fondazione Santobono Pausilipon, diretta dalla dottoressa Flavia Matrisciano, un consistente assegno a supporto della ricerca.

Intanto l’esposizione nautica prosegue con le prove libere delle imbarcazioni in mare e resterà aperta sino a domenica con il consueto ingresso libero ai visitatori.

A tre giorni dalla conclusione il bilancio della33esima edizione è positivo, come sottolinea il presidente dell’associazione organizzatrice, Gennaro Amato: «Il bilancio è molto più che soddisfacente – conferma Gennaro Amato –, diverse aziende presenti hanno registrato vendite, questo grazie ai numeri in crescita della nautica italiana e, in particolar modo, della produzione racchiusa tra i 5 e 18 metri. Al Navigare oramai si concludono sempre un numero maggiore di affari, sia per i costruttori che registrano commesse per l’anno successivo, sia per gli armatori che programmano l’acquisto per l’estate 2020

 

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Protezione Civile al Real Bosco di Capodimonte

Settimana Nazionale della Protezione Civile, prevenire i danni è essenziale per preservare la prorompente natura e l’arte del Museo e Real Bosco di Capodimonte

NAPOLI – In occasione della Settimana Nazionale della Protezione Civile al Museo e Real Bosco di Capodimonte si è svolta una simulazione di allerta meteo.

Il Real Bosco di Capodimonte si estende per circa 134 ettari e racchiude oltre 400 diverse specie vegetali. Per il suo patrimonio storico, architettonico e botanico.

Nel 2014 è stato eletto Parco più bello d’Italia: non solo la cura, ma la prevenzione è necessaria per preservare la magia di questo luogo, polmone verde di Napoli.

Infatti, ogni qualvolta che si verifica una emergenza, come forti raffiche di vento, temporali, neve, terremoti o altre calamità naturali, succede che scatta l’allarme al Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Il responsabile delle emergenze, l’architetto Giosuè de Angelis, avvisa con una telefonata i coordinatori del servizio di vigilanza attivando così tutti i protocolli: chiusura dei varchi di accesso al bosco ovvero Porta Miano, Porta di Mezzo e Porta Caccetta, evacuazione dei visitatori, messa in sicurezza del patrimonio artistico, come le statue dell’emiciclo, e di quello arboreo, evacuazione degli studenti dell’Istituto ad indirizzo raro Caselli-De Sanctis mediante minibus, avviso ai visitatori con pubblicazione tempestiva della notizia di chiusura del Bosco sul sito ufficiale del Museo e sui canali social ufficiali.

Questo protocollo è stato verificato mercoledì 16 ottobre nella Settimana Nazionale della Protezione Civile in cui si è messa in atto l’esercitazione di rimozione di un grosso albero caduto, l’imbracatura di una statua, il trasporto in sicurezza degli studenti del Caselli che hanno anche assistito a una lezione divulgativa sui protocolli di emergenza attivati durante la simulazione.

Le procedure di allerta ed evacuazione sono state coordinate dal Responsabile della gestione emergenze e dal Capodipartimento Architettura del Museo e Real Bosco di Capodimonte Anna Capuano e condotte dal personale interno del Museo: Area Vigilanza, Dipartimento Architettura e Dipartimento Restauro.

Hanno partecipato alle operazioni di simulazione dei protocolli di emergenza il Nucleo di Polizia a Cavallo e il Corpo dei Carabinieri Forestali.

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Trenitalia, forte incremento di viaggiatori

Trenitalia, in Campania circa 400mila persone in più scelgono il trasporto regionale grazie alla affidabilità dei servizi e all’assistenza clienti

NAPOLI – In Campania, culla delle ferrovie italiane, si spnp registrate circa 400mila persone in più (+2,32%) sui treni regionali nei primi nove mesi del 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Oltre 282mila utenti in più (+10.14%) nel solo settembre 2019 rispetto al 2018, con un incremento del 6% di viaggiatori*km rispetto all’anno precedente.

Cresce anche la puntualità percepita dai viaggiatori: sette treni regionali su dieci arrivano entro i cinque minuti, in linea con il trend degli anni scorsi.

Sono questi, in Campania, i principali numeri dei primi nove mesi dell’anno per il trasporto ferroviario regionale e metropolitano di Trenitalia | Gruppo FS Italiane. A questo dato, significativo proprio nell’anno delle celebrazioni del 180esimo della Napoli-Portici, si aggiunge una crescita costante della customer satisfaction: 82 viaggiatori su 100 sono soddisfatti del viaggio nel suo complesso (81,7%), circa 5 punti percentuali in più rispetto a settembre 2018.

L’ultima indagine demoscopica, commissionata da Trenitalia a una società esterna, registra risultati in aumento anche per altri indicatori: pulizia (66% di gradimento, +4,8), comfort (80,5%, +7,4), puntualità (72%, confermato standard), permanenza a bordo (83,2%, +7,3), informazioni a bordo treno (81,6%, +7,8) e security (72,2%, +7,4).

Circa 20 addetti di customer care offrono assistenza, informazione e security a tutti i passeggeri del trasporto regionale, sia a bordo sia sulla banchina prima della partenza, per i treni che circolano negli orari di punta e nelle stazioni con i maggiori flussi di traffico.

Il servizio, avviato a novembre 2018, ha introdotto nel trasporto regionale alcuni plus che erano prerogativa delle Frecce.

Inoltre, dopo l’esordio dei treni Rock e Pop in Emilia Romagna, i viaggiatori potranno apprezzare le caratteristiche nuovi treni regionali che progressivamente circoleranno in tutte le altre regioni italiane. I Rock e Pop, infatti, fanno parte di una maxi fornitura di 600 nuovi convogli destinati principalmente ai pendolari per un investimento economico complessivo di sei miliardi di euro che garantiranno il rinnovo dell’80% dell’intera flotta regionale di Trenitalia.

Incentivato, inoltre, lo shift modale verso soluzioni integrate ferro/gomma, agevolando gli spostamenti smart e le modalità di acquisto dei biglietti, invogliando i viaggiatori a lasciare l’auto privata a casa scegliendo i trasporti pubblici, più convenienti, sicuri e sostenibili. Ciò ha permesso di incrementare il numero di persone che ha scelto il treno regionale anche per gli spostamenti nei fine settimana e durante le festività.

Il trasporto regionale su ferro registra un trend in crescita confermando l’attenzione costante del Gruppo FS verso le esigenze di chi, ogni giorno, viaggia sui convogli di Trenitalia. Risultati che sottolineano come il trasporto regionale e metropolitano nel suo complesso sia un perno chiave di tutte le attività del Gruppo e al centro del Piano industriale 2019–2023.

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Opera Italiana nella galleria Umberto I

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La Cultura e la Musica sono Patrimonio dell’Umanità: una serata Opera Italiana Is In The Air di Alvise Casellati alla Galleria Umberto I

NAPOLI – Alla Galleria Umberto I   venerdì 4 ottobre alle 21 arriva la rassegna Opera Italiana Is In The Air, ideata dal Maestro Alvise Casellati, che ne è anche direttore artistico e presidente.

Dopo i concerti al Central Park di New York e al Regatta Park di Miami, non poteva esservi palcoscenico migliore che quello della patria del Belcanto.

La Galleria Umberto I emblematicamente si trova proprio di fronte al teatro di San Carlo, il lirico più antico d’Europa: fu fatto costruire nel 1737 per volere del sovrano Carlo di Borbone. È il salotto “buono” di Napoli, ideale per ospitare  Opera Italiana Is In The Air e le Prime Parti dell’Orchestra del Teatro di San Carlo unite e eccezionalmente insieme con i giovani musicisti dell’Orchestra Giovanile Sinfonica del Conservatorio di Benevento.

Il Maestro Alvise Casellati salirà sul podio per portare il “popolo” un percorso alla ri-scoperta dell’opera italiana. Dirigera le voci dei Solisti dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala in arie e duetti della Tosca di Giacomo Puccini e il Rigoletto di Giuseppe Verdi.

On stage si avvicenderanno il soprano Francesca Manzo, il mezzosprano Caterina Piva, il baritono Chi Hoon Lee, il tenore Chuan Wang, il soprano Chiara Isotton, il tenore Azer Zada, il baritono Seung-Gi Jung

L’ attore Patrizio Rispo sarà il maestro di cerimonia di Opera Italiana Is In The Air, un viaggio  che si è avviato nella Grande Mela nel 2017 diventando l’imperdibile appuntamento dell’estate newyorkese. è poi proseguito a Miami nell’aprile di quest’anno, per poi a approdare a Napoli.

Alvise Casellati, non solo artista ma anche impresario: porta tra la gente comune il linguaggio universale dell’Opera italiana, proponendo concerti gratuiti che coinvolgono migliaia di persone

La Cultura e la Musica sono patrimonio dell’Umanità:  Opera Italiana is in the Air  sarà una vera festa d’arte, aperta, divulgativa, popolare, ma colta al tempo stesso.

Il progetto Opera Italiana is in the Air  ha al sostegno del Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura e Turismo e in partnership con Intesa San Paolo.

Il concerto è gratuito e aperto alla comunità.

Per maggiori informazioni: https://www.operaitalianaisintheair.com/

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Lalineascritta è di più

Il laboratorio di scrittura  Lalineascritta propone due eventi: presentazione del libro di Nadia Tarantini “Amore inquieto” e il film ungherese su Bud Spencer, con tanti ospiti

NAPOLI – Lalineascritta, il laboratorio di scrittura fondato e diretto dalla scrittrice Antonella Cilento, in attesa dell’avvio dei nuovi corsi 2019-20, organizza nella sua sede di via Kerbaker due incontri speciali di letteratura e cinema, con ingresso libero-

Martedì 24 settembre, ore 18.30, la giornalista e scrittrice Nadia Tarantini dialogherà con Donatella Trotta e Antonella Cilento raccontando al pubblico il suo ultimo romanzo Amore inquieto (Iacobelli editore, 2019).

«L’infanzia è come una cattedrale al cui centro c’è lei, la madre. Da adulte, rivisitare quel rapporto primario, spesso amoroso e conflittuale al tempo stesso, è opera della memoria e della coscienza

Così recita, con un omaggio a Virginia Woolf, la quarta di copertina del libro di Nadia Tarantini. Al suo terzo romanzo, ancora una volta è attenta al tema della memoria, delle emozioni e delle radici affidate alla figura di donne, madri, figlie unite in un legame sincero fino alla crudeltà, amoroso fino al perdono di ogni cosa, perché «… ciò che un tempo le ha fatte soffrire, il setaccio dell’età lo ha reso leggero come un vento di primavera

Amore inquieto invita a rivedere emozioni rimosse, a scostare il velo che fa ombra ad uno dei sentimenti più potenti che possiamo esprimere.

Bud Spencer con Kiraly Livente

Mercoledì 25 settembre alle 18.30 Lalineascritta ospiterà la prima proiezione assoluta a Napoli del film Sulle tracce di Piedone, omaggio del regista ungherese Kiraly Levente a Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, al quale proprio in questo periodo Napoli dedica una mostra.

Alla proiezione del film biografico sull’attore napoletano scomparso nel 2016 saranno presenti il regista Levente, Marco Alfano, Antonella Cilento, Alessandro Iovino, autore del libro intervista a Bud Spencer Grazie Bud (Eternity, 2017) e Fofò Buonocore, amico di Bud Spencer.

Il film biografico con materiali di archivio inediti, in ungherese con sottotitoli in italiano, è il frutto di un lavoro durato più di quattro anni, in quattro paesi e con la partecipazione di quarantacinque persone intervistate. Oltre a raccontare la vita del leggendario attore, il documentario mostra anche il volto meno conosciuto di un personaggio straordinario con una vita ricca di interessi e vissuta intensamente come atleta, attore, ambasciatore dell’Unicef, creatore di abbigliamento per bambini, padre di famiglia.

I suoi compagni atleti di una volta, attori colleghi, amici e famigliari raccontano del più grande schiaffeggiatore del mondo, di cui veniamo anche a sapere quanto fosse legato all’Ungheria, come testimoniato dalla statua di bronzo che lo raffigura nel centro di Budapest.

Per entrambi gli eventi l’ingresso è libero con posti a sedere fino ad esaurimento.

www.lalineascritta.it | info@lalineascritta.it | 0815564013

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Efest: cinema diVino e territorio

Efest: promuovere il talento giovanile e il cinema documentaristico con attenzione ai valori del territorio

NAPOLI – Il primo Festival dedicato al Cinema e al Corto d’autore Efest: cinema diVino e territorio si svolgerà dal 13 al 15 ottobre. 

La kermesse Efest: cinema diVino e territorio mette al centro la fascinazione del vino: tra vigne, cantine e spazi museali avranno luogo proiezioni, incontri, workshop e seminari intorno al binomio cinema e vino. L’obiettivo è chiaro: promuovere il talento giovanile e il cinema documentaristico con attenzione ai valori del territorio. Efest è al tempo stesso Contest per giovani video-makers e rassegna cinematografica.

Promosso da C.e.T.r.A srl (Cinema e Teatro di Ricerca applicata) con la direzione artistica di Sandro Dionisio, regista, drammaturgo e docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, EFEST è realizzato in sinergia con Wine&Thecity, la rassegna diffusa che dal 2008 celebra l’ebbrezza creativa in tutte le sue forme.

Il Festival tocca tre location emblematiche del territorio: le vigne delle Cantine Astroni, gli Archivi Mario Franco presso Casa Morra -Fondazione Morra e il Pan Palazzo delle Arti di Napoli.

Nelle  vigne delle Cantine Astroni, nella conca di Agnano, si apriranno i lavori domenica 13 ottobre. Il regista Romano Montesarchio incontra i cinque giovani cineasti selezionati nelle scuole di cinema in Italia per il workshop Come nasce e come si realizza un documentario. I giovani video makers si sfideranno nel realizzare appunti per corti e documentari sui luoghi e i sensi del vino. All’autore del miglior lavoro verrà data la possibilità di produrre il proprio progetto cinematografico.

All’Archivio Mario Franco, negli spazi di Casa Morra, si terranno nella giornata di lunedì 14 ottobre incontri (con Nando Vitali e Oreste Lanzetta) e proiezioni per la sezione Cinema di Vino dedicata ai film e cortometraggi internazionali dedicati ai territori e all’universo vino.

Martedì 15 ottobre il PAN | Palazzo delle Arti di Napoli accoglierà la serata finale: il regista Gianfranco Pannone incontrerà il pubblico, seguiranno le proiezioni dei lavori realizzati dai giovani video makers durante il workshop e la premiazione del miglior lavoro selezionato dalla giuria presieduta dal regista e sceneggiatore Mimmo Calopresti, e composta da Marino Niola antropologo, Mario Franco  regista e studioso di cinema,  Titta Fiore giornalista e presidente della Film Commission Regione Campania.

Efest dà spazio anche alla fotografia con il Contest per il Miglior scatto che valorizza la vigna e il vino: l’immagine diverrà la locandina per l’edizione successiva del festival.

Ha spiegato Sandro Dionisio: «Efest celebra Efesto, la divinità che ha introdotto la cultura della vite nella storia dell’umanità e coniuga a partire dal titolo i concetti di festa e festivalLa rassegna, con la partecipazione e il contributo di autorevoli registi italiani si pone l’obiettivo ardito ma necessario di valorizzare e promuovere il talento giovanile e il cinema documentaristico con particolare attenzione ai territori vulcanici nelle loro diverse espressioni e al bere consapevole.»

Efest è un progetto realizzato con il Patrocinio e la collaborazione del Comune di Napoli Assessorato alla Cultura e al Turismo e con la collaborazione di Accademia di Belle Arti di Napoli, Film Commission Regione Campania, Centro Sperimentale di Cinematografia, Fondazione Morra, Wine&Thecity, e con il supporto dell’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli.

È gemellato con le principali rassegne internazionali sul tema: Wine Film Festival (Santa Barbara, California, USA), Wine Vero Beach Festival (Orlando, Florida, USA), Oenovideo (Bordeaux, Francia), Wine Country Film Festival (California, USA), Wine & Flavors Film Festival (Lisbona, Portogallo), VinoKino (Helsinki, Finlandia), Grossmann Film and Wine Festival (Slovenia).

Per maggiori informazioni: info@efestfestival.it |www.efestfestival.it

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Alla Reggia Ezio Bosso ha volato come un uccello

Nell’Aperia della residenza borbonica il concerto sinfonico del Maestro Ezio Bosso ha inaugurato la rassegna Un’Estate da Re

CASERTA – Nella Reggia vanvitelliana mercoledì 28 agosto la rassegna musicale Un’Estate da Re è partita alla grande con il concerto sinfonico del Maestro Ezio Bosso che ha diretto la Filarmonica di Salerno.

Prima del concerto, guidati da storici dell’arte ed esperti di botanica, la suggestiva visita al Giardino Inglese della Reggia illuminato sapientemente.

In particolare la splendida fontana di Diana e Atteone, opera del 1773 di Paolo Persico, Angelo Brunelli e Tommaso e Pietro Solari, l’ultima delle cinque presenti lungo la Via d’Acqua che attraversa il parco della Reggia di Caserta.

Il Maestro Bosso dal palco ha salutato gli spettatori esortando dapprima a controllare la suoneria dei cellulari. Ha poi proseguito con una serie di battute, a volte ironiche, ma sempre brillanti.

E, come di solito, ha sottolineato: «La musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme!»

Il programma del concerto ha spaziato dalle Danze ungheresi di Johannes Brahms alla Sinfonia n. 9 Dal Nuovo Mondo di Antonín Dvořák, per concludere con il Bolero di Maurice Ravel.

L’onore dell’immancabile bis richiesto dal pubblico entusiasta al Maestro è toccato alla famosissima alla Sinfonia Dal Nuovo Mondo.

Ezio Bosso, classe 1971, è nato a Torino. Sin dai primi anni della sua vita ha mostrato uno sconfinato amore per la Musica. Anche come compositore è stato precoce: a 12 anni già compose il suo primo brano. La sua passione è talmente grande che Bosso ha scritto anche musiche da film, collaborando con Gabriele Salvatores in Io non ho paura, Quo vadis, baby? e Il ragazzo invisibile. Tiene inoltre corsi a Parigi e in Giappone.

La sua filosofia di vita si potrebbe racchiudere nelle sue parole: «Portate la musica nelle scuole fin dall’asilo, è fondamentale

Un’estate da Re è un grande festival realizzato con la Regione Campania, il MIBAC, il Comune di Caserta e organizzato dalla Scabec. La direzione artistica è del Maestro Antonio Marzullo e si avvale della collaborazione del Teatro di San Carlo di Napoli e del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno.

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Pulcinella in danza a Pietrarsa

Il San Carlo, il più antico tra i teatri storici italiani, porta a Pietrarsa il balletto con il Pulcinella di Igor’ Fëdorovič Stravinskij

PORTICI (NA) – Il grande padiglione delle locomotive nel Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa sabato 7 e domenica 8 settembre sarà il suggestivo palcoscenico balletto Pulcinella di Igor’ Fëdorovič Stravinskij.

La straordinaria performance artistica sarà eseguita in uno scenario inedito, tra antiche locomotive a vapore che faranno da insolita cornice all’esibizione.

L’opera neoclassica del grande compositore russo Stravinskij fu scritta nel 1919 su musiche di Gian Battista Pergolesi. Il titolo originale è Ballet avec chant.

Il balletto Pulcinella sarà presentato nella versione proposta dal Teatro di San Carlo che prevede ben 140 installazioni scenografiche e, pur senza discostarsi dalla tradizione, commistioni musicali e coreografiche con il genere moderno.

Il San Carlo è il più antico tra i teatri storici italiani (1737). Non solo lirico:  «… ha dato anche all’arte della Danza. Già prima dell’apertura del nuovo Teatro, tra le disposizioni del re Carlo di Borbone in materia di spettacolo nei regi Teatri, vi fu quella di limitare l’uso dell’“intermezzo buffo” che per tradizione superava gli atti dell’opera seria, sostituendolo con un’azione coreografica che riprendesse i temi dell’opera che si rappresentava.»

Con le due serate di danza, che avranno inizio alle 20.30, Fondazione FS e Museo Ferroviario di Pietrarsa confermano l’impegno nell’attività di promozione e diffusione di eventi artistici e culturali, anche grazie alla collaborazione con altre prestigiose realtà del territorio che, in questo caso, sono rappresentate dallo storico Teatro San Carlo di Napoli.

Per assistere agli spettacoli contattare:

Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa museopietrarsa@fondazionefs.it 081.47. 2003.

Info su costi e prevendita biglietti online tramite il circuito Viva Ticket

https://www.vivaticket.it/ita/event/pulcinella/134018

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Il Racconto, Gira che ti rigira

di Giovanni Renella

Quel sabato sera, come al solito, aveva tirato fino a tardi ed era andata a dormire che il Sole era già alto.

Si era lasciata trasportare dalle note della serenata di Debussy prima e da quelle del “Notturno” di Chopin poi, che l’avevano cullata facendole perdere la cognizione del tempo; e quando all’alba si era finalmente addormentata, aveva sognato di specchiarsi in un corso d’acqua limpida che ne rifletteva l’immagine.

Non tanto il rumore dei motori, che le giungeva ovattato in quel silenzio surreale, quanto piuttosto quel calpestio improvviso e inaspettato la fece sobbalzare, destandola dal sonno profondo cui si era abbandonata poche ore prima; del resto le stelle erano già alte ed era ora di riprendere il servizio.

Quella domenica sera non aspettava visite e le improvvisate non le erano mai piaciute.

Fu quasi naturale per lei arrossire alla vista dei due estranei che le erano letteralmente piombati addosso nel momento in cui si era appena levata e per un attimo pensò addirittura di eclissarsi visto che era ancora in deshabillé.

Guardò con curiosità quegli sconosciuti che le saltellavano intorno, felici come bambini cui hanno appena regalato un palloncino colorato che vola legato a una cordicella.

Ma quelli erano anni in cui ci si accontentava di poco, e quel poco sembrava già tanto, per cui l’entusiasmo di quei due, in quell’occasione, le apparve più che comprensibile.

Nonostante l’assenza della giusta atmosfera, provò comunque a ricambiare, con una sentita partecipazione emotiva, il fervore di chi si era spinto fin lassù e fece gli onori di casa cercando di essere il più accogliente possibile.

La sua gentilezza dovette però essere fraintesa, poiché di lì a poco si ritrovò con uno spillone, sormontato da una bandiera a stelle e strisce, piantato a tradimento nel dorso: i suoi ospiti si stavano rivelando dei veri e propri cafoni!

Rimpianse la carezza delle melodie che salivano su, da quel golfo incastonato fra il mare e il Vesuvio, per celebrare a imperitura memoria la sua bellezza e immaginò quanto sarebbe stato più romantico se fosse stata raggiunta da due che provenivano da quelle parti.

Di fronte ad una così spudorata invadenza non le restò altro da fare, dato che era una signora, di girarsi dall’altra parte e aspettare che quegli intrusi, così com’erano venuti, se ne andassero alla svelta.

Gira che ti rigira sono passati cinquant’anni da quel venti luglio e lei ormai neanche si ricorda più dell’intrusione di quei tizi che la raggiunsero da così lontano giusto per celebrare l’ennesimo primato dell’uomo nel cosmo: un traguardo tutto sommato effimero, visto che nei decenni a venire quell’obiettivo perse ogni interesse.

Per fortuna alla cara e vecchia Luna restano le canzoni e le melodie di chi ne ha celebrato il fascino nei secoli, limitandosi ad ammirarla ogni sera da lontano.

Senza avere alcun bisogno di doverla toccare per essere sedotti dalla sua magia che tanto ammalia gli amanti.

 

Nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 Giovanni Renella ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI. Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata  “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017). Nel 2017 con il racconto “Bellezza d’antan” ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” e nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea con il racconto “Sovrapposizioni”. Altri suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018). Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni.

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Un gradito ritorno, Gianni Aversano con Napule: spade, ammore, resate e devuzione

Al convento di sant’Antonio di Padova il poliedrico artista  Gianni Aversano con Napule: spade, ammore, resate e devuzione

di Stanislao Scognamiglio

PORTICI (NA) –Tra le settecentesche mura del chiostro del convento di sant’Antonio di Padova, in via dell’Università sabato 20 luglio alle 2.30 sarà di scena Gianni Aversano con Napule: spade, ammore, resate e devuzione.

Uno spettacolo canoro musicale, organizzato nell’ambito della passerella Giugno al Chiostro, rassegna teatrale e musicale promossa dai Frati Minori Conventuali e dalla Cetra Angelica Onlus, giunta quest’anno alla sua diciannovesima edizione.

Il giullare napoletano Gianni Aversano, cultore raffinato del classico repertorio musicale partenopeo, ormai abituale della kermesse porticese, per l’occasione, sarà accompagnato dai musicisti Domenico De Luca alla chitarra e Michele De Martino al mandolino.

Con lo spettacolo Napule: spade, ammore, resate e devuzione… l’artista «… propone, sotto forma di un coinvolgente teatro-canzone, l’incontro con 500 anni dell’anima ancora viva di Napoli, immutata nella sua passione accesa, religiosa e dissacrante, colta e popolare, drammatica ed esilarante. Uno spettacolo che racconta di innamorati incantati di fronte alla bellezza della natura, di strani briganti che lottano per la libertà, di goffi personaggi vittime di donne crudeli. Da Pergolesi a Donizetti, dalla poesia di fine Ottocento fino alla odierna musica nel cemento di Enzo Avitabile, dalla maschera di Pulcinella al ridicolo Ciccio Formaggio… Si canta, si piange, si ride, si balla e si esce infine sorpresi dalla leggerezza mai banale che ha veicolato una cultura così gravida di significato e di bellezza. Nella diversità degli stili e dei secoli tutto viene legato da una tradizione viva e non museale che ancora parla ad ogni cuore, commuove e provoca lo spettatore di ogni età e coordinata geografica».

«Noi cantiamo un amore che non chiude gli occhi. Cantiamo un desiderio incolmabile, un cuore spalancato alla realtà. Cantiamo il volto bello di una donna; cantiamo il mare, la luna, le stelle, il dolore per una finestra che non si apre».

Mentre la comunità francescana dei Frati Minori Conventuali e La Cetra Angelica Onlus, lieti di invitare tutti allo spettacolo Napule: spade, ammore, resate e devuzione, sottolineano che l’ingresso è libero e gratuito, dal canto suo, Gianni Aversano, sulla sua pagina Facebook, ha così annunciato la perfomance «Ci vediamo il 20 luglio a Portici dai nostri cari amici! Accorrete che si mangia bene!!!».

Gianni Aversano, cantante, musicista, attore, autore e, non ultimo, insegnante di Filosofia, ovunque si sia esibito, «… da New York al Circolo Polare Artico, dall’Estonia ad Harvard, da Milano a Palermo, dalle feste religiose ai festival di diversi partiti politici», è sempre riuscito a conquistare il benevolo consenso delle più disparate platee.

Tra gli innumerevoli eventi che, incomparabile giullare, lo hanno visto protagonista, risaltano: la partecipazione alle celebrazioni in onore di Carl Orff, tenutesi in Germania e un concerto privato per il cardinale Joseph Aloisius Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI.

Nel 1997 ha fondato il Trio Napolincanto,con il quale  ha ricevuto il «… premio Histonium per l’impegno artistico e culturale finalizzato alla riscoperta della bellezza e del messaggio universale della canzone napoletana».

L’originalità artistica del poliedrico artista-docente napoletano «… consiste nella valorizzazione  dell’umano, del senso religioso e della poesia che sono al fondo delle canzoni del repertorio partenopeo, attraverso una forma di teatro-canzone coinvolgente ed appassionante».

Le sue particolari doti recitative, inoltre «…  gli consentono inoltre di dare vita in modo originale alla famosa maschera di Pulcinella e ad una serie di personaggi esilaranti che popolano le vicende delle “macchiette” napoletane».

Da alcuni anni Gianni Aversano è anche voce solista dell’Orchestra Popolare Italiana diretta dal musicista ed etnomusicologo latino Ambrogio Sparagna.

Questa la discografica finora prodotta:

  • MISERERE ‘E ME, 2014
  • ANTOLOGIA, 2011
  • MOZART E PULCINELLA, 2010
  • ROSA, PRETA E STELLA, 2008
  • NAPULE, POPOLO E DIO, 2006
  • NAPOLINCANTO LIVE, 2005
  • SCETATE E GUARDA, 2004

L’articolo Un gradito ritorno, Gianni Aversano con Napule: spade, ammore, resate e devuzione proviene da Lo Speakers Corner.

(Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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