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Efest: cinema diVino e territorio

Efest: promuovere il talento giovanile e il cinema documentaristico con attenzione ai valori del territorio

NAPOLI – Il primo Festival dedicato al Cinema e al Corto d’autore Efest: cinema diVino e territorio si svolgerà dal 13 al 15 ottobre. 

La kermesse Efest: cinema diVino e territorio mette al centro la fascinazione del vino: tra vigne, cantine e spazi museali avranno luogo proiezioni, incontri, workshop e seminari intorno al binomio cinema e vino. L’obiettivo è chiaro: promuovere il talento giovanile e il cinema documentaristico con attenzione ai valori del territorio. Efest è al tempo stesso Contest per giovani video-makers e rassegna cinematografica.

Promosso da C.e.T.r.A srl (Cinema e Teatro di Ricerca applicata) con la direzione artistica di Sandro Dionisio, regista, drammaturgo e docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, EFEST è realizzato in sinergia con Wine&Thecity, la rassegna diffusa che dal 2008 celebra l’ebbrezza creativa in tutte le sue forme.

Il Festival tocca tre location emblematiche del territorio: le vigne delle Cantine Astroni, gli Archivi Mario Franco presso Casa Morra -Fondazione Morra e il Pan Palazzo delle Arti di Napoli.

Nelle  vigne delle Cantine Astroni, nella conca di Agnano, si apriranno i lavori domenica 13 ottobre. Il regista Romano Montesarchio incontra i cinque giovani cineasti selezionati nelle scuole di cinema in Italia per il workshop Come nasce e come si realizza un documentario. I giovani video makers si sfideranno nel realizzare appunti per corti e documentari sui luoghi e i sensi del vino. All’autore del miglior lavoro verrà data la possibilità di produrre il proprio progetto cinematografico.

All’Archivio Mario Franco, negli spazi di Casa Morra, si terranno nella giornata di lunedì 14 ottobre incontri (con Nando Vitali e Oreste Lanzetta) e proiezioni per la sezione Cinema di Vino dedicata ai film e cortometraggi internazionali dedicati ai territori e all’universo vino.

Martedì 15 ottobre il PAN | Palazzo delle Arti di Napoli accoglierà la serata finale: il regista Gianfranco Pannone incontrerà il pubblico, seguiranno le proiezioni dei lavori realizzati dai giovani video makers durante il workshop e la premiazione del miglior lavoro selezionato dalla giuria presieduta dal regista e sceneggiatore Mimmo Calopresti, e composta da Marino Niola antropologo, Mario Franco  regista e studioso di cinema,  Titta Fiore giornalista e presidente della Film Commission Regione Campania.

Efest dà spazio anche alla fotografia con il Contest per il Miglior scatto che valorizza la vigna e il vino: l’immagine diverrà la locandina per l’edizione successiva del festival.

Ha spiegato Sandro Dionisio: «Efest celebra Efesto, la divinità che ha introdotto la cultura della vite nella storia dell’umanità e coniuga a partire dal titolo i concetti di festa e festivalLa rassegna, con la partecipazione e il contributo di autorevoli registi italiani si pone l’obiettivo ardito ma necessario di valorizzare e promuovere il talento giovanile e il cinema documentaristico con particolare attenzione ai territori vulcanici nelle loro diverse espressioni e al bere consapevole.»

Efest è un progetto realizzato con il Patrocinio e la collaborazione del Comune di Napoli Assessorato alla Cultura e al Turismo e con la collaborazione di Accademia di Belle Arti di Napoli, Film Commission Regione Campania, Centro Sperimentale di Cinematografia, Fondazione Morra, Wine&Thecity, e con il supporto dell’Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Napoli.

È gemellato con le principali rassegne internazionali sul tema: Wine Film Festival (Santa Barbara, California, USA), Wine Vero Beach Festival (Orlando, Florida, USA), Oenovideo (Bordeaux, Francia), Wine Country Film Festival (California, USA), Wine & Flavors Film Festival (Lisbona, Portogallo), VinoKino (Helsinki, Finlandia), Grossmann Film and Wine Festival (Slovenia).

Per maggiori informazioni: info@efestfestival.it |www.efestfestival.it

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Alla Reggia Ezio Bosso ha volato come un uccello

Nell’Aperia della residenza borbonica il concerto sinfonico del Maestro Ezio Bosso ha inaugurato la rassegna Un’Estate da Re

CASERTA – Nella Reggia vanvitelliana mercoledì 28 agosto la rassegna musicale Un’Estate da Re è partita alla grande con il concerto sinfonico del Maestro Ezio Bosso che ha diretto la Filarmonica di Salerno.

Prima del concerto, guidati da storici dell’arte ed esperti di botanica, la suggestiva visita al Giardino Inglese della Reggia illuminato sapientemente.

In particolare la splendida fontana di Diana e Atteone, opera del 1773 di Paolo Persico, Angelo Brunelli e Tommaso e Pietro Solari, l’ultima delle cinque presenti lungo la Via d’Acqua che attraversa il parco della Reggia di Caserta.

Il Maestro Bosso dal palco ha salutato gli spettatori esortando dapprima a controllare la suoneria dei cellulari. Ha poi proseguito con una serie di battute, a volte ironiche, ma sempre brillanti.

E, come di solito, ha sottolineato: «La musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme!»

Il programma del concerto ha spaziato dalle Danze ungheresi di Johannes Brahms alla Sinfonia n. 9 Dal Nuovo Mondo di Antonín Dvořák, per concludere con il Bolero di Maurice Ravel.

L’onore dell’immancabile bis richiesto dal pubblico entusiasta al Maestro è toccato alla famosissima alla Sinfonia Dal Nuovo Mondo.

Ezio Bosso, classe 1971, è nato a Torino. Sin dai primi anni della sua vita ha mostrato uno sconfinato amore per la Musica. Anche come compositore è stato precoce: a 12 anni già compose il suo primo brano. La sua passione è talmente grande che Bosso ha scritto anche musiche da film, collaborando con Gabriele Salvatores in Io non ho paura, Quo vadis, baby? e Il ragazzo invisibile. Tiene inoltre corsi a Parigi e in Giappone.

La sua filosofia di vita si potrebbe racchiudere nelle sue parole: «Portate la musica nelle scuole fin dall’asilo, è fondamentale

Un’estate da Re è un grande festival realizzato con la Regione Campania, il MIBAC, il Comune di Caserta e organizzato dalla Scabec. La direzione artistica è del Maestro Antonio Marzullo e si avvale della collaborazione del Teatro di San Carlo di Napoli e del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno.

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Pulcinella in danza a Pietrarsa

Il San Carlo, il più antico tra i teatri storici italiani, porta a Pietrarsa il balletto con il Pulcinella di Igor’ Fëdorovič Stravinskij

PORTICI (NA) – Il grande padiglione delle locomotive nel Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa sabato 7 e domenica 8 settembre sarà il suggestivo palcoscenico balletto Pulcinella di Igor’ Fëdorovič Stravinskij.

La straordinaria performance artistica sarà eseguita in uno scenario inedito, tra antiche locomotive a vapore che faranno da insolita cornice all’esibizione.

L’opera neoclassica del grande compositore russo Stravinskij fu scritta nel 1919 su musiche di Gian Battista Pergolesi. Il titolo originale è Ballet avec chant.

Il balletto Pulcinella sarà presentato nella versione proposta dal Teatro di San Carlo che prevede ben 140 installazioni scenografiche e, pur senza discostarsi dalla tradizione, commistioni musicali e coreografiche con il genere moderno.

Il San Carlo è il più antico tra i teatri storici italiani (1737). Non solo lirico:  «… ha dato anche all’arte della Danza. Già prima dell’apertura del nuovo Teatro, tra le disposizioni del re Carlo di Borbone in materia di spettacolo nei regi Teatri, vi fu quella di limitare l’uso dell’“intermezzo buffo” che per tradizione superava gli atti dell’opera seria, sostituendolo con un’azione coreografica che riprendesse i temi dell’opera che si rappresentava.»

Con le due serate di danza, che avranno inizio alle 20.30, Fondazione FS e Museo Ferroviario di Pietrarsa confermano l’impegno nell’attività di promozione e diffusione di eventi artistici e culturali, anche grazie alla collaborazione con altre prestigiose realtà del territorio che, in questo caso, sono rappresentate dallo storico Teatro San Carlo di Napoli.

Per assistere agli spettacoli contattare:

Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa museopietrarsa@fondazionefs.it 081.47. 2003.

Info su costi e prevendita biglietti online tramite il circuito Viva Ticket

https://www.vivaticket.it/ita/event/pulcinella/134018

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Il Racconto, Gira che ti rigira

di Giovanni Renella

Quel sabato sera, come al solito, aveva tirato fino a tardi ed era andata a dormire che il Sole era già alto.

Si era lasciata trasportare dalle note della serenata di Debussy prima e da quelle del “Notturno” di Chopin poi, che l’avevano cullata facendole perdere la cognizione del tempo; e quando all’alba si era finalmente addormentata, aveva sognato di specchiarsi in un corso d’acqua limpida che ne rifletteva l’immagine.

Non tanto il rumore dei motori, che le giungeva ovattato in quel silenzio surreale, quanto piuttosto quel calpestio improvviso e inaspettato la fece sobbalzare, destandola dal sonno profondo cui si era abbandonata poche ore prima; del resto le stelle erano già alte ed era ora di riprendere il servizio.

Quella domenica sera non aspettava visite e le improvvisate non le erano mai piaciute.

Fu quasi naturale per lei arrossire alla vista dei due estranei che le erano letteralmente piombati addosso nel momento in cui si era appena levata e per un attimo pensò addirittura di eclissarsi visto che era ancora in deshabillé.

Guardò con curiosità quegli sconosciuti che le saltellavano intorno, felici come bambini cui hanno appena regalato un palloncino colorato che vola legato a una cordicella.

Ma quelli erano anni in cui ci si accontentava di poco, e quel poco sembrava già tanto, per cui l’entusiasmo di quei due, in quell’occasione, le apparve più che comprensibile.

Nonostante l’assenza della giusta atmosfera, provò comunque a ricambiare, con una sentita partecipazione emotiva, il fervore di chi si era spinto fin lassù e fece gli onori di casa cercando di essere il più accogliente possibile.

La sua gentilezza dovette però essere fraintesa, poiché di lì a poco si ritrovò con uno spillone, sormontato da una bandiera a stelle e strisce, piantato a tradimento nel dorso: i suoi ospiti si stavano rivelando dei veri e propri cafoni!

Rimpianse la carezza delle melodie che salivano su, da quel golfo incastonato fra il mare e il Vesuvio, per celebrare a imperitura memoria la sua bellezza e immaginò quanto sarebbe stato più romantico se fosse stata raggiunta da due che provenivano da quelle parti.

Di fronte ad una così spudorata invadenza non le restò altro da fare, dato che era una signora, di girarsi dall’altra parte e aspettare che quegli intrusi, così com’erano venuti, se ne andassero alla svelta.

Gira che ti rigira sono passati cinquant’anni da quel venti luglio e lei ormai neanche si ricorda più dell’intrusione di quei tizi che la raggiunsero da così lontano giusto per celebrare l’ennesimo primato dell’uomo nel cosmo: un traguardo tutto sommato effimero, visto che nei decenni a venire quell’obiettivo perse ogni interesse.

Per fortuna alla cara e vecchia Luna restano le canzoni e le melodie di chi ne ha celebrato il fascino nei secoli, limitandosi ad ammirarla ogni sera da lontano.

Senza avere alcun bisogno di doverla toccare per essere sedotti dalla sua magia che tanto ammalia gli amanti.

 

Nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 Giovanni Renella ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI. Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata  “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017). Nel 2017 con il racconto “Bellezza d’antan” ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” e nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea con il racconto “Sovrapposizioni”. Altri suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018). Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni.

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https://wp.me/p60RNT-3Zh

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Un gradito ritorno, Gianni Aversano con Napule: spade, ammore, resate e devuzione

Al convento di sant’Antonio di Padova il poliedrico artista  Gianni Aversano con Napule: spade, ammore, resate e devuzione

di Stanislao Scognamiglio

PORTICI (NA) –Tra le settecentesche mura del chiostro del convento di sant’Antonio di Padova, in via dell’Università sabato 20 luglio alle 2.30 sarà di scena Gianni Aversano con Napule: spade, ammore, resate e devuzione.

Uno spettacolo canoro musicale, organizzato nell’ambito della passerella Giugno al Chiostro, rassegna teatrale e musicale promossa dai Frati Minori Conventuali e dalla Cetra Angelica Onlus, giunta quest’anno alla sua diciannovesima edizione.

Il giullare napoletano Gianni Aversano, cultore raffinato del classico repertorio musicale partenopeo, ormai abituale della kermesse porticese, per l’occasione, sarà accompagnato dai musicisti Domenico De Luca alla chitarra e Michele De Martino al mandolino.

Con lo spettacolo Napule: spade, ammore, resate e devuzione… l’artista «… propone, sotto forma di un coinvolgente teatro-canzone, l’incontro con 500 anni dell’anima ancora viva di Napoli, immutata nella sua passione accesa, religiosa e dissacrante, colta e popolare, drammatica ed esilarante. Uno spettacolo che racconta di innamorati incantati di fronte alla bellezza della natura, di strani briganti che lottano per la libertà, di goffi personaggi vittime di donne crudeli. Da Pergolesi a Donizetti, dalla poesia di fine Ottocento fino alla odierna musica nel cemento di Enzo Avitabile, dalla maschera di Pulcinella al ridicolo Ciccio Formaggio… Si canta, si piange, si ride, si balla e si esce infine sorpresi dalla leggerezza mai banale che ha veicolato una cultura così gravida di significato e di bellezza. Nella diversità degli stili e dei secoli tutto viene legato da una tradizione viva e non museale che ancora parla ad ogni cuore, commuove e provoca lo spettatore di ogni età e coordinata geografica».

«Noi cantiamo un amore che non chiude gli occhi. Cantiamo un desiderio incolmabile, un cuore spalancato alla realtà. Cantiamo il volto bello di una donna; cantiamo il mare, la luna, le stelle, il dolore per una finestra che non si apre».

Mentre la comunità francescana dei Frati Minori Conventuali e La Cetra Angelica Onlus, lieti di invitare tutti allo spettacolo Napule: spade, ammore, resate e devuzione, sottolineano che l’ingresso è libero e gratuito, dal canto suo, Gianni Aversano, sulla sua pagina Facebook, ha così annunciato la perfomance «Ci vediamo il 20 luglio a Portici dai nostri cari amici! Accorrete che si mangia bene!!!».

Gianni Aversano, cantante, musicista, attore, autore e, non ultimo, insegnante di Filosofia, ovunque si sia esibito, «… da New York al Circolo Polare Artico, dall’Estonia ad Harvard, da Milano a Palermo, dalle feste religiose ai festival di diversi partiti politici», è sempre riuscito a conquistare il benevolo consenso delle più disparate platee.

Tra gli innumerevoli eventi che, incomparabile giullare, lo hanno visto protagonista, risaltano: la partecipazione alle celebrazioni in onore di Carl Orff, tenutesi in Germania e un concerto privato per il cardinale Joseph Aloisius Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI.

Nel 1997 ha fondato il Trio Napolincanto,con il quale  ha ricevuto il «… premio Histonium per l’impegno artistico e culturale finalizzato alla riscoperta della bellezza e del messaggio universale della canzone napoletana».

L’originalità artistica del poliedrico artista-docente napoletano «… consiste nella valorizzazione  dell’umano, del senso religioso e della poesia che sono al fondo delle canzoni del repertorio partenopeo, attraverso una forma di teatro-canzone coinvolgente ed appassionante».

Le sue particolari doti recitative, inoltre «…  gli consentono inoltre di dare vita in modo originale alla famosa maschera di Pulcinella e ad una serie di personaggi esilaranti che popolano le vicende delle “macchiette” napoletane».

Da alcuni anni Gianni Aversano è anche voce solista dell’Orchestra Popolare Italiana diretta dal musicista ed etnomusicologo latino Ambrogio Sparagna.

Questa la discografica finora prodotta:

  • MISERERE ‘E ME, 2014
  • ANTOLOGIA, 2011
  • MOZART E PULCINELLA, 2010
  • ROSA, PRETA E STELLA, 2008
  • NAPULE, POPOLO E DIO, 2006
  • NAPOLINCANTO LIVE, 2005
  • SCETATE E GUARDA, 2004

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Campania by night 2019 parte da Ercolano e da Carditello

Campania by night 2019:  i luoghi più belli e ricchi di cultura e arte della Regione proposti nella suggestione delle sere 

Al Parco Archeologico venerdì 19 luglio partono I Venerdì di Ercolano, i percorsi notturni di visite guidate e performance del programma Campania by night, che contemporaneamente propone anche una  visita guidata con concerto alla Reggia di Carditello.

Le visite, realizzate dalla SCABEC Regione Campania in collaborazione con il MiBAC, il Parco Archeologico di Ercolano e il Comune di Ercolano, offrono percorsi accompagnati al sito, arricchiti di proiezioni di luci e riproposizioni in videomapping degli affreschi e delle statue – attualmente conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli – provenienti dagli scavi borbonici.

Suggestivi Tableaux Vivants, a cura di Teatri 35, valorizzeranno questo itinerario tra gli incanti della città antica.

Sottolinea soddisfatto il direttore Francesco Sirano: «Il virtuale supporta il reale per avvicinare al grande pubblico i risultati della ricerca archeologica e migliorare la fruizione; si tratta, infatti, di una realizzazione artistica nella quale i tableaux vivants partiranno rievocando le sculture della Villa dei Papiri per poi rappresentare alcune opere oggi al MANN o scene di vita quotidiana. Le immagini renderanno plasticamente comprensibile il connubio tra i vari generi di espressione figurativa che caratterizzavano l’arte romana che attingeva sia ad un patrimonio di altissimo livello, ispirato all’arte greca del V e del IV secolo a.C., sia a quella che un tempo si chiamava arte plebea, o popolare, oggi detta “non elitaria”, e ad un immaginario apparentemente più spontaneo ma egualmente studiato e dotato di grande forza di comunicazione.  Le proiezioni riporteranno ad Ercolano affreschi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli che saranno visibili, per quanto possibile, nei luoghi esatti di provenienza. Grazie al circuito serale Ercolano amplia l’offerta per rendere sempre di più la visita una concreta e piacevole esperienza di conoscenza sia per i turisti che per i residenti attraverso nuove chiavi di lettura dell’area archeologica.»

Sono in programma 11 aperture serali, a partire dal 19 luglio fino al 20 settembre, e il 21 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, con gruppi di massimo 40 persone ciascuno, e partenze ogni 10 minuti, dalle 20 alle 24, per un percorso della durata di un’ora.  L’ultimo ingresso è alle ore 23.

«Con Ercolano si apre la stagione serale in uno dei nostri siti più interessanti –  dichiara la vice presidente di Scabec Teresa Armatoe con il quale abbiamo già sperimentato altre iniziative di valorizzazione, come la Ercolano Vesuvio Card, anche grazie alla collaborazione con gli altri attrattori culturali presenti in quest’area e grazie alla sinergia con le amministrazioni locali, a cominciare dal Comune di Ercolano.»

«Grazie a questa iniziativa – conclude il Sindaco di Ercolano Buonajuto – i visitatori avranno la possibilità di vivere l’esperienza nella Città antica in un’atmosfera unica che renderà ancora più suggestivo il viaggio tra strade e abitazioni risalenti a duemila anni fa. Siamo certi che queste aperture serali costituiranno un ulteriore impulso positivo per le attività ricettive del territorio ed un’eccezionale proposta per i turisti che sempre più frequentemente scelgono Ercolano come base per il proprio soggiorno in provincia di Napoli

Nel percorso di vista prevista anche una tappa alla mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano, la prima grande mostra del Parco Archeologico all’interno dell’Antiquarium, spazio recuperato in occasione dell’esposizione.

In mostra una collezione di circa 100 monili e preziosi, oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati con gli abitanti nel tentativo di porli in salvo dalla imminente catastrofe dell’eruzione, altri ritrovati nelle dimore dell’antica città.

Ambientazioni ideali domestiche e botteghe, oggetti dall’Antica Spiaggia carichi di valori simbolici e (non solo) di tipo economico, significativamente portati con sé dai rifugiati che attesero invano salvezza dal mare, restituiscono uno spaccato di vita con un taglio ben preciso che predilige ed esalta quest’aspetto della società ercolanese in tutte le sue sfaccettature.

I biglietti in prevendita sono acquistabili on line sul sito www.ticketone.it (con commissione di prevendita di 1,50 euro) o direttamente alla biglietteria del Parco Archeologico fino ad esaurimento posti. I biglietti in prevendita sono acquistabili fino alle ore 15.30 del venerdì. La biglietteria sarà inoltre aperta la sera dell’evento dalle ore 20 alle 23.

Il prezzo del biglietto è 5 euro; per i minorenni ingresso gratuito; per i giovani tra i 18 e i 25 anni (non compiuti) ingresso agevolato a  2 euro.

L’edizione 2019 di Campania by night propone sempre per venerdì 19 luglio alle ore 19.30 una visita guidata alla Reggia  di Carditello e a seguire il concerto La canzone napoletana: storia, passione e musica di una città dei Cantori di Posillipo, un coro composto da 50 elementi, espressione di diversità professionali, culturali e interessi molteplici.

Inoltre per i partecipanti ci sarà la degustazione di prodotti tipici dell’area.

La Reggia  di Carditello, residenza borbonica, realizzata da Francesco Collicini, allievo del Vanvitelli, è oggi sede dell’omonima fondazione, nata per lo sviluppo del sito e per azioni di valorizzazione.

Tra i progetti anche l’originario allevamento del cavallo di Persano.

Per l’evento è a disposizione un servizio navetta da Napoli (Piazza Municipio – Largo Castello) e da Caserta (Stazione) con partenza alle ore 18 e 18.30.

Il prezzo del biglietto è  5 euro; per i minori ingresso gratuito; per i giovani fino a 25 anni ingresso a 2 euro. È consigliata la prenotazione all’evento con possibilità di opzionare anche il servizio navetta.

Sabato 20 e domenica 21 luglio entra nel programma di Campania by night anche la Villa Ciaurro di Marano, un mausoleo di epoca romana risalente al I sec. d.C.

la villa è visitabile attraverso un percorso gratuito e aperto a tutti di trekking urbano serale che toccherà inoltre i palazzi storici della piccola cittadina.

Tutte le informazioni sono disponibili su www.campaniabynight.it

 

 

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Melodie napoletane a Villa Savonarola

Nell’ambito della rassegna Teatro in Villa Melodie napoletane, musica, canzoni, poesie e danza sul palco di Villa Savonarola

di Ciro Santisola

PORTICI (NA) – Nell’affascinante verde scenario del parco di Villa Savonarola, al corso Giuseppe Garibaldi sabato 29 e domenica 30 giugno, è stato di scena Melodie Napoletane Musica, canzoni, poesie e partecipazioni straordinarie.

Uno spettacolo in due parti e quattro quadri, presentato e diretto da Tonino Atene e da Giulia Ligorio, tenuto nell’ambito della Rassegna di Teatro Amatoriale Teatro in Villa, indetta dall’Amministrazione civica della Città.

In entrambe le serate, vissute all’insegna delle melodie della musica classica napoletana, sono state proposte al folto pubblico di appassionati una selezione tra i maggiori di successi.

I due spettacoli Introdotti dall’agile e versatile conduzione del valente duo Natascia Vita e Pino Atene, Tonino Atene e Giulia Ligorio, due voci al di fuori dell’amatoriale, da consumati professionisti, con una personalissima impostazione, hanno dato voce ai versi di sedici famosissimi brani.

Alternandosi sulla scena, mirabilmente accompagnati dai sei abili ed esperti musicisti, deliziando il folto pubblico presente, i due bravi interpreti, l’uno con voce impostata, calda e pacata, l’altra con voce possente, brillante e talvolta struggente, rispettivamente, hanno eseguito:

Tonino Atene: Pusilleco addiruso di Salvatore Gambardella / Ernesto Murolo; Ll’arte d’ ’o sole di Salvatore Gambardella / Giuseppe Capaldo; Reginella di Gaetano Lama / Libero Bovio; Uocchie c’arraggiunate di Alfredo Falcone Fieni / Rodolfo Falvo; Ninuccia ’A rosa e Toledo di Gianbattista De Curtis / Vincenzo Valente; Carme’ Carme’ di Antonio De Curtis (Totò); Comm’è bella ‘a stagione di Gigi Pisano / Rodolfo Falvo; Indifferentemente di Salvatore Mazzocco / Umberto Martucci; I’ te vurria vasà di Eduardo Di Capua / Vincenzo Russo; Acquaiola ’e Margellina di Giovanni Donnarumma / Enzo Fusco.

Giulia Ligorio: Mandulinata a Napule di Ernesto Tagliaferri / Ernesto Murolo; Funiculì  funiculà di Luigi Denza / Giuseppe Turco; Lilì Kangy di Salvatore Gambardella / Giovanni Capurro; ’A tazza ‘e cafè di Vittorio Fassone / Giuseppe Capaldo; ‘O paese d’ ‘o sole di Vincenzo D’Annibale / Libero Bovio; Simmo ‘e Napule paisà di Nicola Valente / Giuseppe Fiorelli; Te voglio bene assaje di Raffaele Sacco; Silenzio cantatore di  Gaetano Lama / Libero Bovio.

L’attore napoletano Dino Basile, intervallandosi le apparizioni dei due cantanti, con fine dizione e padronanza di scena, ha recitato MastErrico, ‘O muortoe famma, ’A cantina ’e sia Stella, poesie composte dal commediografo Raffaele Viviani, ha egregiamente arricchito la sua performance con l’istrionica interpretazione dell’arcinota Totonno ‘e Quagliarella, canzone scritta da Giovanni Capurro e musicata da Francesco Buongiovanni.

La band formata da: Ettore Picone, piano; Angelo Peirce, mandolino; Umberto Brignola, chitarra; Pino Tramontano, flauto e sax; Salvatore Piscicelli, basso; Antonio Forlini, batteria, ha aperto lo spettacolo eseguendo il Canzoniere Lama, un pout-pourri di celebri musiche composte dal musicista Gaetano Lama.

Il sangiorgese Picone e i restanti cinque sesti porticesi della band, tutti vecchi amici musicisti, hanno dato avvio alla seconda parte, con le note dell’arcinotissimo, vero inno, ‘O sole mio di Eduardo Di Capua / Giovanni Capurro.

Tra il primo e il secondo quadro delle due parti, si è potuto assistere all’esibizione delle allieve dell’Associazione di ballo Latin Sensation di Portici.

Il corpo di ballo, diretto dal maestro Massimiliano Donadio, ha proposto due performance, danzando sulle note di due noti brani musicali spagnoli: Noche sin dia.

Fuori programma, l’artista Fabio Piscicelli, in omaggio al cantautore napoletano Pino Daniele ha cantato una delle sue più famose composizioni.

In chiusura, dopo i rituali ringraziamenti all’AAmministrazione civica per l’inserimento nel cartellone della corrente edizione della Rassegna, tutti appassionatamente,accompagnandosi all’improvvisato coro del pubblico hanno cantato  ‘O surdato ‘nnammurato di Enrico Cannio / Aniello Califano.

La realizzazione delle due serate si è avvalsa del sostegno fornito da sponsor locali: VI. CAR Centro revisione e Pescheria PRIMAVERA.

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Giornate dell’archeologia a PaErco

ERCOLANO (NA) – Le Giornate dell’archeologia, iniziativa coordinata dall’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva (INRAP – lnstitut national de recherches archéologiques préventives), si svolgono dal 14 al 16 giugno. L’istituto per il decimo anniversario, apre le porte ai luoghi della cultura statali e non di tutti i Paesi europei, che aderiscono mettendo a disposizione i propri spazi per promuovere il patrimonio e far conoscere il lavoro dell’archeologo attraverso conferenze, spettacoli, laboratori didattici e visite guidate a cantieri di scavo.

Il Parco Archeologico di Ercolano partecipa all’iniziativa con un arricchimento della sua offerta di visita.

Si parte venerdì 14 giugno dalle ore 11 alle 12  con Close-up con Restauri a porte aperte, iniziativa in cui i visitatori del Parco possono accedere ai cantieri di restauro in corso nell’area archeologica nell’ambito delle campagne di manutenzione sia programmata che straordinaria, e parlare con i conservatori per scoprire il loro lavoro. L’ appuntamento è davanti la Sede degli Augustali, interessato da interventi di consolidamento delle superfici decorate.

Sabato 15 giugno l’iniziativa prosegue con i Laboratori di  oreficeria all’Antiquarium del Parco: dalle 16 alle 19 si potrà assistere al laboratorio di oreficeria Bellezza senza tempo al Parco archeologico di Ercolano, a cura di Nunzia Laura Saldalamacchia , archeologa specializzata nello studio dell’oreficeria antica. La dottoressa illustrerà il processo di lavorazione dei gioielli moderni ispirati a quelli della mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano

Le Giornate dell’Archeologia terminano domenica 16 giugno con la possibilità di visita al Teatro Antico di Ercolano,  l’affascinante percorso sotterraneo, scendendo a più di 20 metri sotto la lava che lo ricopre. Si avrà la possibilità di vivere l’eccezionale esperienza che consente di partecipare ad una vera e propria esplorazione vedendo i resti dell’antico edificio ma anche reperti e graffiti lasciati nei secoli dai visitatori nel Gran Tour.

«L’archeologia occidentale moderna nacque ad Ercolano con l’inizio degli scavi borbonici. – dichiara il Direttore Sirano – Da quel momento si innescò un processo che ha portato l’archeologia da semplice ricerca di oggetti, possibilmente belli, ad essere una delle discipline storiche di punta. L’archeologia è oggi matura, è diventato un campo di indagine aperto e multidisciplinare e si moltiplicano esperienze per allargare la sfera di divulgazione. Ercolano è oggi un sito perfettamente inserito in questa temperie.

La copertina della rivista specializzata “Archeo” di questo mese è, non a caso, dedicata ad Ercolano.   Il nostro team, arricchito dalla presenza internazionale assicurata dall’Herculaneum Conservation Project, è composto da archeologi, restauratori, comunicatori, architetti, ingegneri, esperti di studi sociali, mediatori. Università e liberi studiosi collaborano per l’avanzamento delle conoscenze in tutti i campi.

Il Parco sta diventando giorno per giorno ciò che secondo me deve essere. un laboratorio all’aperto di archeologia inclusivo e capace di comunicare. Solo in questo modo noi assicureremo di compiere il nostro dovere di fare della visita una concreta esperienza di conoscenza.»

Fai clic qui per vedere lo slideshow.

 

 

 

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Figli di Portici famosi: il poeta, filosofo e docente, Pasquale Indulgenza

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Pasquale Indulgenza è nato a Portici, nel 1958.

Dopo la maturità, si è iscritto alla Facoltà di lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Napoli.

Laureatosi brillantemente, scelto di dedicarsi all’insegnamento, è stato costretto a trasferirsi.

Fissata la residenza a Imperia, nella città ligure, è stato docente di Scienze Umane, al Liceo Statale Carlo Amoretti .

Interessato alla politica, in breve, è divenuto una figura di spicco del partito e uno storico esponente della sinistra imperiese.

Militando nelle file del Partito della Rifondazione Comunista, eletto al consiglio comunale di Imperia, ininterrottamente, dal 2004 al 2012,ha rivestito l’incarico di consigliere.

Consigliere comunale, sempre «… deciso e coerente nel portare avanti le sue idee, mai al di sopra delle righe e mai alla ricerca di tornaconti personali», ha contribuito con le sue idee alla crescita del tessuto civile della cittadina, che lo ha ospitato.

Da sempre impegnato nella vita culturale e sociale della cittadina ligure, ha ricoperto anche la carica di segretario dell’Associazione Culturale Michele De Tommaso.

Nella giornata di martedì 28 maggio 2019, il poeta, filosofo e docente, Pasquale Indulgenza, colto da un malore improvviso, perde la vita.

Cinquantasettenne, da un micidiale infarto, ha avuto stroncata «… una vita ancora piena, largamente da vivere, una carriera spezzata».

La sua improvvisa morte ha destato profondo cordoglio non solo nel mondo politico, sociale e  scolastico imperiese, ma anche nella gente comune

I funerali si sono tenuti nel pomeriggio di giovedì 30 maggio, presso il Cimitero di Imperia Oneglia, dove, familiari, compagni di partito, colleghi, studenti e amico, hanno accompagnato il feretro.

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Ravello e il suo percorso artistico a 360°

La Fondazione Ravello aderisce all’iniziativa Appuntamento in Giardino in programma sabato 1 e domenica 2 giugno, promossa dall’APGI-Associazione Parchi e Giardini d’Italia

La Fondazione Ravello proporrà, oltre la normale visita al complesso monumentale di Villa Rufolo, tre appuntamenti mirati.

L’evento, che ha l’obiettivo di invitare il grande pubblico a scoprire la sorprendente ricchezza storica, artistica, botanica e paesaggistica dei giardini italiani, sarà l’occasione per la presentazione al pubblico della nuova segnaletica per le piante perenni che prevede l’utilizzo di QR Code e software QdRiver per il rimando alle schede di catalogazione, ma anche per riscoprire il giardino romantico dell’800 con un percorso dal titolo: In viaggio da Nevile Reid ad oggi.

Il parco del monumento simbolo di Ravello, normalmente aperto al pubblico dalle 9 alle 20.30, offrirà, a tutti coloro che si prenoteranno (segreteria@villarufolo.it – tel 089857621), visite guidate da esperti agronomi e dal direttore del complesso sabato 1 giugno (alle 11 e alle 17) e domenica 2 giugno (alle 11) ad un prezzo speciale di 5 euro.

L’iniziativa APGI è organizzata in coincidenza con la Settimana Europea dello Sviluppo Sostenibile (ESDW – European Sustainable Development Week), in programma dal 30 maggio al 5 giugno.

L’apertura dei giardini – per loro stessa natura piccoli ecosistemi, nonché precisi ‘sensori’ dei cambiamenti ambientali – sarà anche una preziosa occasione per sensibilizzare i visitatori sui temi dell’ambiente e della sostenibilità. L’evento sarà inoltre un’opportunità per informare il grande pubblico sulle attività necessarie a curare, restaurare e proteggere i giardini, che sono parte integrante del patrimonio paesaggistico e ambientale italiano.

Info segreteria@villarufolo.it – tel 089857621.

Per la mappa di tutti i giardini aderenti all’iniziativa: https://www.apgi.it/mappa-dei-giardini-di-appuntamento-in-giardino/

Nel proseguire il suo percorso culturale e artistico a 360°, la Fondazione Ravello ha inoltre instaurato un rapporto di sinergia istituzionale e artistica con il Teatro di San Carlo di Napoli in vista delle Universiadi 2019 così come annunciato nella conferenza stampa di stamattina dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca.   

Il 22 giugno il Teatro San Carlo proporrà una vera e propria performance di “atletismo” musicale, ovvero la Maratona Beethoven che vedrà impegnato sul podio il Direttore Juraj Valčuha, alla testa di ben due orchestre, l’Orchestra e il Coro del San Carlo e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI per interpretare in un solo giorno tutte le Nove Sinfonie del genio di Bonn.

«Penso che il Teatro di San Carlo sia stata tra le prime Istituzioni – ha affermato la Sovrintendente Rosanna Purchia – a credere fermamente in questo straordinario e titanico progetto della Regione Campania, inserendo ben un anno e mezzo fa nella propria Stagione 2018-2019, il ciclo completo delle Sinfonie beethoveniane. Una vera e propria esecuzione ciclopica, un atto di coraggio produttivo unico in Italia. Dal mattino alla sera senza soluzione di continuità lo spettatore potrà godere di questa monumentale prova non solo di resistenza psico-fisica, ma di alto valore artistico».

L’8 luglio, il San Carlo proporrà uno spettacolo con il Coro di Voci Bianche (diretto da Stefania Rinaldi).

La performance, che rientra nel progetto Alternanza Scuola/Lavoro vedrà la partecipazione dell’Orchestra Giovanile del Progetto Valore Cultura e dell’Orchestra del Conservatorio San Pietro a Majella dirette da Carlo Morelli. Gli interventi coreografici saranno a cura di Irma Cardano. Lo spettacolo, promosso dalla Curia di Napoli per volontà del Cardinale Crescenzio Sepe rientra, inoltre, nell’ambito degli incontri interreligiosi

La presenza del San Carlo alle Universiadi è segnata, infine, dalla messa in scena di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni sempre diretta dal Maestro Valčuha per la regia di Pippo Delbono  (il 9 luglio).

Il 12 luglio, il Ravello Festival, aprirà una finestra tersicorea nel programma musicale e presenta, in coproduzione tra le due istituzioni e in collaborazione con ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna, lo spettacolo Sacré che porterà sul palco del Belvedere di Villa Rufolo uno dei più importanti danzatori al mondo: Sergei Polunin, offrendo, in questo modo, il proprio contributo al cartellone di appuntamenti connessi alle Universiadi.

Di seguito il programma in dettaglio:

  • Sabato 22 giugno al Teatro di San Carlo Maratona Beethoven con Juraj Valčuha

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

  • Lunedì 8 luglio al San Carlo Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo

Orchestra Giovanile Progetto Valore Cultura

Orchestra del Conservatorio San Pietro a Majella

Direttore Carlo Morelli

Direttore del Coro di Voci Bianche Stefania Rinaldi 

Coreografa Irma Cardano

  • Martedì 9 luglio al Teatro di San Carlo Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni

Direttore Juraj Valčuha

Regia Pippo Delbono

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

  • Venerdì 12 luglio al Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.30, Polunin Ink presenta SACRÉ Fraudulent Smile  con Sergei Polunin

Coreografia di Ross Freddie Ray

Danzano Sergei Polunin, Johan Kobborg e corps de ballet

Musica di Kroke

Sacré Coreografia di Yuka Oishi

Danza Sergei Polunin

Musica di Igor Stravinsky, La sagra della primavera

In collaborazione con ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna

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