Category Archives: Dalla Campania

Napoli. ‘Phenomena Conference’: scienziati a confronto nel week end ‘al PalaArti’

Da venerdì 15 a domenica 17 marzo al Palazzo delle Arti

Napoli. Alla scoperta di ‘Villa Giulia’: gioiello ‘del 700 fra S. Giorgio a Cremano e Barra

Andando da Napoli verso il Miglio D’Oro, nel Casale di Barra,

Banche, tutti i truffati saranno risarciti: parola di Villarosa, sottosegretario all’Economia

“I risparmiatori possono e devono stare tranquilli:

Figli di Portici famosi: Ciro Arbitraggio, Raffaele Guerriero e Raffaele Sossio

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Ciro Antonio Pasquale Arbitraggio è nato a Portici il 21 novembre 1893, da Antonio Arbitraggio e da Maria Giuseppa Montella.

Chiamato alle armi, incorporato al 71° Reggimento Fanteria, addetto alla sezione mitragliatrici, è stato investito del grado di caporale.

Tra i per i primi a raggiungere il fronte, è partito «…. per il campo, pieno di entusiasmo, al punto da essere specialmente notato dai suoi superiori, che l’avevano già proposto al grado di caporal maggiore.

Mitragliere, «… sempre primo nel fuoco, mentre combatteva contro i nemici d’Italia sul monte Sabotino», è stato «… colpito in pieno petto da un colpo di mitragliatrice austriaca.

Ciro Antonio Pasquale Arbitraggio cade eroicamente sul campo di battaglia a Oslavia, il 20 novembre 1915, alla vigilia del suo ventitreesimo compleanno.

Raffaele Guerriero è nato a Portici, il 27 gennaio 1892, dai coniugi Angelo Guerriero e Carolina Beato.

Militare del 51esimo Reggimento Fanteria, allo scoppio della prima guerra mondiale, è partito«… per il teatro della guerra, felice di poter mettere al servizio della causa italiana la sua balda giovinezza».

Il soldato Raffaele Guerriero muore «… da eroe durante un sanguinoso scontro col nemico» avuto il 24 giugno 1915 a Turriaco, in Friuli-Venezia Giulia.

Raffaele Sossio è nato a Portici, il 24 maggio 1891, da genitori rimasti sconosciuti.

Partito per la guerra contro l’Austria, ha preso parte a vari combattimenti.

Per l’ardimento mostrato nel fervore d ogni singolo attacco, è stato decorato al valore sul campo.

Il fante Raffaele Sossio immola la sua giovane vita nel corso della battaglia del 6 giugno 1916.

 

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Musicanti, il musical con le canzoni di Pino Daniele

NAPOLI  All’Arena Flegrea in viale J. F. Kennedy sabato 8 giugno alle 21, unica data in Campania, apre la sua tournée estiva Musicanti. Il musical con le canzoni di Pino.

Prodotto da Ingenius Srl e curato nella direzione artistica da Fabio Massimo Colasanti, Musicanti mette insieme le arti del teatro, della musica e della danza, in un rispettoso omaggio e nella celebrazione di un artista immenso . Da Napoli a quale Pino Daniele.

Bari, Firenze, Torino, Milano, Musicanti. Il musical con le canzoni di Pino

ha collezionato sold out e standing ovation, unendo palcoscenico e platea in un’unica onda emotiva sulle note finali di Tutta n’ata storia e Yes, I Know my way.

Chiuderanno il tour invernale Assisi (12 e 13 aprile – Teatro Lyrick) e Roma (dal 7 al 12 maggio – Teatro Olimpico).

Pino Daniele ha saputo restituire le molteplici identità di una città difficile, densa di culture e ricca di contraddizioni. In Musicanti le vicende dei personaggi si intrecciano con le canzoni che hanno emozionato migliaia di persone, tramandate di generazione in generazione, come un patrimonio prezioso.

Na Tazzulella ’e cafèA me me piace ’o blues,“I say I sto ’ccàNapule èVientoJe so pazzo, Cammina camminaLazzari feliciMusica musicaQuanno chiove e altre canzoni tratte dal repertorio successivo, come Che soddisfazione e Anima, diventano i quadri in cui si muove un cast di talentuosi artisti, Noemi Smorra (Anna), Alessandro D’Auria (Antonio), Maria Letizia Gorga (Donna Concetta), Simona Capozzi (Rita), Pietro Pignatelli (Dummì), Enzo Casertano (Tatà), Francesco Viglietti (Teresina), Leandro Amato (‘O Scic), Ciro Capano (Nonno).

Una resident band d’eccezione, composta da celebri musicisti “amici” di Pino, Fabio Massimo Colasanti, chitarra; Roberto d’Aquino, basso; Alfredo Golino, batteria; Simone Salza, sax; Elisabetta Serio, pianoforte-tastiere ccompagna sul palco i performer. Un suono sofisticato e fedele alla produzione di Pino Daniele, curato dal sound engineer storico del Lazzaro Felice Fabrizio Facioni; e uno straordinario disegno luci firmato dal lights engineer Marco Palmieri.

La storia inedita, scritta da Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, è quella del giovane Antonio, che torna nella sua Napoli per un lascito testamentario. Il misterioso benefattore è suo padre, di cui non ha mai saputo niente. Sconvolto dalla notizia, vuole liberarsi dell’immobile ma scopre che si tratta di uno storico locale di musica, lo Ue Man. Il ragazzo è costretto a restare a Napoli e a gestire la situazione, lo farà grazie all’aiuto umano e psicologico di un artista di strada, Dummì. Conoscerà Anna, la cameriera e cantante del locale, e il suo amico Teresina, rincontrerà Rita, si difenderà dai tranelli di un delinquente, ‘O Scic. Resterà ammaliato dai racconti di Donna Concetta e Tatà e aprirà il suo cuore incontrando il nonno di Anna. La presenza di Antonio in questo luogo tanto odiato troverà un perché.

I biglietti per assistere a Musicanti. Il musical con le canzoni di Pino Daniele all’Arena Flegrea saranno messi in vendita dalle ore 15 di mercoledì 13 marzo in esclusiva sul circuito ETES, al costo di:

  • 56,50euro per la cavea bassa centrale numerata;
  • 48euro per la cavea bassa laterale numerata, 43,75 euro per la cavea alta centrale numerata,
  • 39,25euro per la cavea alta laterale numerata,
  • 26 euro per la gradinatanon numerata.

Diritti di prevendita esclusi.

www.arenaflegrea.com – www.etes.it – www.musicanti.show

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PSC, rischio Vesuvio:conversazione-incontro sul piano di Protezione Civile

di Ciro Santisola

PORTICI  (NA) – Al Mondadori Point in II Viale Melina, 2 mercoledì 13  marzo, con inizio alle ore 17.30,  il Portici Science Cafè terrà l’incontro Vesuvio. Quale Piano di Protezione civile?

La conversazione-dibattito tra l’esperto di protezione civile, i rappresentanti delle istituzioni, il pubblico di curiosi, in via del tutto eccezionale verrà ospitata in una sede diversa da quella tradizionale di Villa Fernandes in via Diaz.

La conversazione sul tema del terzo appuntamento del quinto ciclo di incontri, sarà tenuta dall’architetto Francesco Santoianni, esperto di Disaster Management e presidente dell’associazione  Vivere tra i vulcani.

Puntualmente, ogni qualvolta che nel bacino dell’area vesuviana venga registrata la più piccola delle scosse telluriche, a caratteri cubitali sui giornali appaiono titoli del tipo «Finalmente, il Piano di Protezione civile per l’area vesuviana», «In caso di eruzione del Vesuvio i cittadini dovranno rimanere in Campania».

«… Nonostante ciò, ancora non c’è per l’area vesuviana un Piano di Protezione civile degno di questo nome, mentre da 24 anni si susseguono commissioni e “tavoli tecnici”, roboanti annunci, coreografiche “esercitazioni” e rimpalli di responsabilità che finiscono con lo scarica barile sui Comuni».

Pertanto,  l’auspicio di avere «… un Piano di Protezione civile degno di questo nome e che scaturisca dal confronto con la popolazione e con i suoi rappresentanti locali» sarà il focus del mese di marzo del Portici Science Cafè.

Nel corso della comunicazione, l’architetto Francesco Santoianni, tra i maggiori esponenti di Protezione Civile, in campo regionale e nazionale, con parole chiare e immediate, darà una netta risposta alle ricorrenti numerose domande sul presunto Piano di evacuazione legato al rischio Vesuvio: stato dei fatti, piani di evacuazione e di sicurezza.

Francesco Santoianni laureatosi in architettura all’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è poi specializzato in Civil  Defence presso il FEMA (Federal Emergency Management Agency, l’agenzia federale per la gestione delle emergenze) negli Stati Uniti d’America e in gestione dell’emergenza vulcanica presso l’UNDRO (United Nations Disaster Relief Office, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di disastri), a Ginevra.

Dal 2003 è funzionario della Direzione Generale della Protezione civile della Regione Campania, con l’incarico di pianificazione dell’emergenza e campagne educative.

Come professore a contratto, ha tenuto un corso di Disaster Management – Protezione Civile alla Facoltà di Architettura dell?Università Federico II Napoli.

Giornalista pubblicista, ha pubblicato numerosi articoli e libri sui disastri e la Protezione Civile.

L’incontro, solitamente coordinato e introdotto dall’ingegner Vincenzo Bonadies è a ingresso libero e gratuito.

Per maggiori informazioni: porticisciencecafe@gmail.com; +39 47 0473498   Vincenzo Bonadies

Facebook: Portici Science Cafè

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Figli di Portici famosi: l’accademico Ettore Celi

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Ettore Celi è nato a Massa, il 22 ottobre 1822.

Dopo gli studi inferiori, volendo seguire le orme del padre farmacista, nel 1837, si è iscritto all’Università di Pisa per laurearsi in farmacia.

Frequentando il Collegio-medico pisano, ha conosciuto gli studiosi di scienze naturali Gaetano Savi (Firenze, 13 giugno 1769 – Pisa, 28 aprile 1844) e Pietro Savi (Pisa, 1811 – ivi, 1871). L’incontro con i due naturalisti, «… padre e figlio, lo spinse a dedicarsi anche allo studio della botanica».

Subito dopo la laurea, per un breve periodo ha lavorato nella farmacia paterna.

Nel 1853, accettato l’invito, è diventato assistente alla cattedra di Botanica dell’Università di Modena.

Della stessa, nel 1856, ne è divenuto titolare.

Negli anni di permanenza modenese, ha ottenuto vari incarichi legati alla sua attività di botanico: direttore dell’Opera Pia, «… dotata dell’Azienda agraria di Casinalbo»; direttore della Stazione agraria di Pavia; segretario del Consorzio agrario.

Presso il Consorzio si è dedicato «… a iniziative per la formazione dei maestri delle scuole rurali» e, coniugando la semplicità con il rigore scientifico, ha pubblicato varie edizioni dell’Abbicci dell’agricoltore.

Agronomo, si è occupato «… di importanti ricerche sulla fecondazione del frumento, sul valore saccarifero delle barbabietole da zucchero nella provincia di Modena e sulla valutazione chimica delle diverse foraggiere».

Nel pieno della maturità scientifica, nel 1873, dal ministro dell’agricoltura, dell’industria e del commercio, Gaspare Finali (Cesena, 20 maggio 1829 – Marradi, Firenze, 8 novembre 1914) è stato  chiamato a dirigere la Scuola Superiore di Agricoltura di Portici.

Nel 1874, assunta la direzione della Scuola Superiore di Agricoltura di Portici, si è dedicato «… con impegno all’organizzazione della nuova istituzione. Istituì il Gabinetto di’Agricoltura, dotandolo di pregevoli collezioni, e sviluppò interessanti ricerche commissionate anche dal Maic».

Sotto la sua guida, infatti, sono stati organizzati «… l’Orto botanico e il Laboratorio di Botanica, i Gabinetti (Istituti) di Zootecnia, di Agraria, di Meccanica e costruzioni e di Chimica generale, nonché il Laboratorio di Chimica Agraria».

Nel corso dell’anno accademico 1875, alla direzione generale dell’Agricoltura, lamentando la mancanza di validi testi, ha scritto «…per le materie che s’insegnano in questa scuola non esistono libri di testo; il professore designa all’occorrenza le opere che possono utilmente essere consultare dagli alunni».

Al ministro dell’agricoltura, invece, ha espresso «… alcune considerazioni sulla presenza di commissari governativi agli esami di fine anno».

Per i suoi meriti scientifici è stato «… nominato commendatore, ispettore centrale per l’istruzione tecnica, membro del Consiglio Superiore dell’Agricoltura e socio di importanti accademie, italiane e straniere».

Contestualmente alla direzione della Scuola ha tenuto l’insegnamento delle coltivazioni e si è interessato allo studio delle crittogame parassite delle piante coltivate.

All’età di cinquantotto anni, l’accademico Ettore Celi si spegne prematuramente, nella giornata di mercoledì 21 gennaio 1880, nell’ex palazzo reale di Portici..

La morte, infatti, lo ha ghermito mentre attende alle ordinarie incombenze necessarie alla direzione della Regia Scuola Superiore di Agricoltura.

Tra i suoi lavori, citiamo:

  • Lezioni elementari di organografia fisiologia e metodologia vegetabile ai giovani che imprendono lo studio della medicina e della farmacia, Tipografia Alfonso Pelloni, Modena, 1853.
  • Lezioni elementari di botanica, Zanichelli, Modena, 1856.
  • L’abbici dell’agricoltore: primi elementi di agricoltura insegnati nell’istituto Bianchi, Tipografia di C. Vincenzi, Modena, 1863.
  • Almanacco dei campagnuoli per l’anno 1866 – “Il maestro del villaggio” Compilato dal Prof. Cav. Ettore Celi. Tipografica di Carlo Vincenzi, Modena, 1866.
  • Sull’ordinamento dell’insegnamento agrario in Italia, Comizio Agrario, Modena, 1868.
  • Le radici da foraggio e la loro coltivazione, Civelli, Firenze, 1871.
  • La stazione agraria di Modena, Tipografia di C. Vincenzi, Modena, 1872.
  • Manuale del coltivatore di piante a radici da foraggio, G.T. Vincenzi e nipoti, Modena, 1878.
  • Primi esperimenti intorno all’azione della elettricità sulla pianta vivente, Tipografia G. Nobile, Napoli, 1879.
  • Sopra un fatto di miglioramento del bestiame ovino nelle regioni meridionali, Tipografia G. Nobile, Napoli, 1879.

Nastrino dell’onorificenza accordatagli:

Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia.

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Gricignano d’Aversa. Epilogo ‘da Guinness’ per il Carnevale Atellano dopo l’ottimo ‘promo’ in RAI

Grande partecipazione di persone alla giornata finale

Gricignano d’Aversa. ‘Carnevale Atellano’: sfilata di carri e mascherine per l’epilogo dopo il ‘focus’ RAI di sabato

Cala il sipario sull’edizione 2019

Il Racconto, Quares

di Lucio Sandon

Questa è una storia rigorosamente vera. Sono stati solamente cambiati i nomi delle persone come giustamente vuole la legge per la  privacy, anche se non credo che qualcuno potrebbe offendersi. Il cane protagonista invece, ma chiamarlo cane è molto riduttivo perché la buonanima era molto ma molto più intelligente ed educato di molte persone che conosco, si chiamava veramente Quares, e aveva un pedigree più lungo di quello della regina d’Inghilterra.

L’autostrada Napoli Pompei Salerno è il primo tratto autostradale che è stato costruito in Italia. I lombardi diranno subito che non vero, è la Milano Laghi di poco più antica, ma a noi in questo momento fa comodo non ascoltarli, e andiamo avanti così. La A3 sarebbe in realtà la Napoli Reggio Calabria, ma il primo tratto Napoli Pompei, seppur breve, all’epoca faceva talmente schifo che i gestori avevano cancellato il nome dalle mappe e dal cervello dei viaggiatori, e l’ufficio stampa ne smentiva l’esistenza.

L’autostrada fino a pochi anni fa era a sole due carreggiate, di cui solo una sola completamente asfaltata. L’altra infatti presentava in gran parte ancora alcune imperfezioni da sanare, tipo fossi, valli alpine e bocche vulcaniche, quindi quasi tutto il tratto era ridotto a una corsia per senso di marcia, costringendo gli automobilisti a procedere costantemente a passo di lumaca.

Un altro problema riguardava i nuovi tratti a tre corsie, dove vi erano ancora rimanenze dei cantieri, dimenticate dagli svogliati operai che vi avevano lavorato e bevuto innumerevoli birre di quelle grandi, e consumato colazioni ancora più imponenti, come dimostrato dai reperti lasciati sul posto.

Come che c’azzecca?

Il dottor Gardenia era ancora nel suo ambulatorio in quella rovente estate dell’ottantanove o giù di lì, e pensava ai casi suoi, quando improvvisamente il telefono sulla scrivania gli squillò nell’orecchio destro (quello buono, l’altro si era danneggiato anni prima nell’entrare in una cella frigorifera di un deposito carni a meno venti gradi, mentre all’esterno c’erano trentaquattro gradi).

«Pronto, studio veterinario?»

«Salve, sono l’ingegner Sfaltini, della società autostrade, posso parlare con il titolare?»

«Ha questo onore, mi dica.»

Dopo un attimo di silenzio, l’ingegnere chiese cautamente:

«Mi dicono che lei ha la possibilità di ospitare un certo numero di cani nella sua struttura … corrisponde al vero?»

«Bè, certamente!»

In effetti, in quel momento non solo lui aveva costruito una pensione per cani, ma aveva anche la necessità di rientrare nelle spese.

«Lei senza dubbio ha la possibilità di fatturare alla nostra società, con ritenuta d’acconto?»

«E come no, ma scusi perché queste domande, avete cani vaganti in autostrada?»

«No, si tratta di questo: dobbiamo costruire la terza corsia, e abbiamo la necessità di abbattere alcune case costruite abusivamente a lato della carreggiata. In una di queste sono ospitati dieci cani, ma il proprietario si rifiuta di lasciare l’abitazione, per cui tra pochi giorni dovrà intervenire la forza pubblica per lo sgombero. Abbiamo quindi il problema di ospitare temporaneamente gli animali nel suo canile, mentre troviamo una sistemazione definitiva per la famiglia. Se lei è disponibile, domani vengo al suo studio e ne parliamo da vicino.»

Il mattino dopo, di buon’onora il bravo ingegnere, accompagnato da un geometra (riconoscibile per il suo teodolite gps) e da un autista, si presentò in ambulatorio.

«Salve, sono l’ingegner Sfaltini. Questo è il geometra Metruccio…»

«Molto piacere, le presento le mie collaboratrici: Alessandra e Marisa.»

Le due donne arrivavano in quel momento, tenendosi sottobraccio.

Sfaltini si voltò a osservare le due ragazze, e ne rimase fulminato. Dopo un attimo necessario a far ripartire il muscolo cardiaco, e a riprendere la respirazione, il professionista del pedaggio esordì con:

«E… Ecco, volevo giusto chiedere se era possibile avere un veterinario sul posto per accertare la buona salute dei cani al momento dell’esproprio, ma queste signorine sono un po’ giovani, siamo sicuri che siano in grado di portare a termine la visita di dieci cani in condizioni un pochino, hem… estreme?»

Alessandra fece un passo in avanti. L’ingegnere che era di mezza età, grassoccio e pallidino, fece due passi indietro per non urtare i respingenti della bionda, il geometra spalancò gli occhi allarmato nel vedere i lampi che sprizzavano dagli occhi verde smeraldo di Alessandra, ma fu Marisa come al solito a risolvere la situazione: strinse forte il braccio della collega per bloccarne le ire e disse con voce melliflua… «Caro ingegnere, le basta sapere che siamo  in grado di dirle che lei ha una verruca al mignolo del piede sinistro che la fa soffrire terribilmente e che il suo amico geometra ha una lombalgia?»

Il suo sorriso poteva fermare un treno in corsa, e riuscì quasi a fermare il cuore del povero geometra, che prese a sudare abbondantemente e lasciò cadere il prezioso teodolite, che pure gli sarebbe servito per ritrovare l’orientamento dopo essersi perso negli occhi grigi di Marisa. I due malcapitati  si guardarono stupiti, e arrossendo chiesero scusa borbottando frasi inintelligibili  per aver espresso dei dubbi, così in pochi minuti si formalizzò il contratto: l’autostrada avrebbe pagato per la visita dei cani espropriati, per il trasporto, e anche il ricovero per il numero dei giorni che si fosse reso necessario.

Appuntamento tra sette giorni, arrivederci e complimenti alle dottoresse!

Appena usciti i due compari, il titolare delle studio lanciò un’occhiata interrogativa alle due ragazze…ma come?

«Hahaha… Siamo arrivate proprio mentre la macchina dell’ingegnere si fermava nel parcheggio: lui si è tolto la scarpa e si vedeva sotto il calzino la protuberanza che gli dava dolore, e l’altro si è stiracchiato la schiena massaggiandosi le reni!»

La settimana dopo, la scena nelle sperdute campagne a ridosso dell’autostrada comprendeva nell’ordine: due macchine dei vigili urbani con otto agenti, un camion dei vigili del fuoco, una grossa ruspa gialla per l’abbattimento, un camion di una ditta di traslochi con sei robusti operai, tre auto della società autostrade con molti addetti in divisa ed in borghese, una gazzella dei carabinieri, una volante della polizia con due agenti e l’immancabile ispettore  che aveva saputo per vie traverse della presenza della bella Alessandra. Lei come al solito non lo degnava di uno sguardo, e conversava amabilmente con Marisa a bordo del furgone azzurro con il logo della pensione, mentre il funzionario innamorato si struggeva in silenzio e girava intorno al furgone facendo finta di controllarne la regolarità, senza accorgersi che l’assicurazione era scaduta da quindici giorni.

Il dottor Gardenia presidiava l’ambulatorio.

Le operazioni di sgombero si svolsero regolarmente: prima urla e strepiti e poi rassegnazione. Tutti gli adempimenti erano stasi eseguiti, le ordinanze consegnate e infine le ruspe entrarono in azione, mentre la casa veniva svuotata e i cani identificati, visitati e condotti man mano al ricovero che sorgeva non lontano da lì.

L’ultimo dei cani sfrattati però, si rivelò essere intrattabile, il proprietario dichiarava che si trattava di un esemplare di razza “Pastore Maramaldo”, ma si trattava semplicemente di un enorme abruzzese scontroso e ringhioso, che vista la confusione si rifiutava di uscire dal suo box e tentava di mordere anche il suo padrone. Dato che all’epoca i cellulari erano ancora nella mente degli ingegneri giapponesi, la polizia chiamò  la centrale con la radio di bordo, spiegando il problema e la centrale avvertì  il dottor Gardenia, il quale notoriamente era in grado di risolvere immediatamente qualsiasi tipo di inconveniente.

Il giovane veterinario invece, non ricordava più di cosa trattasse il corso da domatore che aveva seguito all’università, e si aggirava dubbioso nello studio cercando un’ispirazione, quando lo sguardo gli cadde su un quadretto che teneva appeso al muro della sala visite.

Quares!

Il quadro rappresentava uno stupendo esemplare di doberman che lui aveva in cura e aveva appena vinto il campionato del mondo di bellezza. Quares aveva delle doti incredibili di intelligenza: il suo padrone, che abitava di fronte all’ambulatorio gli parlava in un orecchio e lui eseguiva perfettamente qualunque ordine gli fosse impartito. Detto fatto, Quares venne arruolato. Cane, padrone e veterinario si fiondarono al cantiere, il padrone spiegò la situazione al doberman sussurrandogli dolcemente e accarezzandolo, così il cane, agitando il suo mozzicone di coda si lanciò attraverso il cortile della casa da sgomberare. In men che non si dica Quares convinse con ringhi modulati e brevi latrati, senza colpo ferire, il maramaldo che pesava almeno il doppio di lui, a capitolare e consegnarsi docilmente alle forze dell’ordine con la coda tra le gambe, fra gli applausi dei presenti.

Il maramaldo ormai mansueto, venne caricato sul furgoncino, e Quares ebbe la ricompensa che attendeva: un bacio dal suo padrone e una carezza dal suo veterinario.

 

 

Lo scrittore Lucio Sandon è nato a Padova nel 1956. Trasferitosi a Napoli da bambino, si è laureato in Medicina Veterinaria alla Federico II, aprendo poi una sua clinica per piccoli animali alle falde del Vesuvio. Appassionato di botanica, dipinge,  produce olio d’oliva e vino, per uso famigliare. Il suo ultimo romanzo è La Macchina Anatomica, un thriller ambientato a Portici. Ha già pubblicato il romanzo Il Trentottesimo Elefante; due raccolte di racconti con protagonisti cani e gatti: Animal Garden e Vesuvio Felix, e una raccolta di racconti comici: Il Libro del Bestiario.

 

 

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