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Tra-sit, messer Leonardo

NAPOLI – Da una settimana Leonardo Da Vinci si aggira per le strade della città, destando sorpresa e ilarità. Parla toscano quando si sofferma a ragionare su concetti e oggetti del tutto alieni a un uomo del passato, seppur di cotanto genio.

Leonardo soprattutto apprezza le bellezze di Napoli e ormai sa esattamente quale zona scegliere per vivere.

Proprio così, Leonardo Da Vinci, secondo il copione scritto dall’agenzia di comunicazione Mutart, stanco delle numerosissime mostre a lui dedicate in tutto mondo, ha deciso di trasferirsi a Napoli, con l’aiuto della agenzia sua omonima, Leonardo Immobiliare, che gli ha organizzato una visita apposita per onorare l’anniversario dei 500 anni dalla sua scomparsa.

L’originale format è stato studiato come una storia surreale e divertente, dove un Leonardo Da Vinci troppo stanco, girovagando arriva nellaa Napoli dei giorni nostri invitato dall’agenzia immobiliare che porta il suo nome, e vi si affida per trovare casa e fermarsi finalmente un poco a riposare.

Così Leonardo ha girato tutti i quartieri, chiedendo come si vive al Vomero o al Centro Storico, ha passeggiato per Posillipo e per il Rione Alto, per via Toledo e per via Caracciolo, senza perdere occasione di fare domande a tutti, compreso i turisti.

Intanto ha fatto il giro del web, inquadrato e filmato da chi lo ha incontrato per strada o in metropolitana o mentre leggeva un giornale o mangiava una pizza. Nessuno si è lasciata hanno scappare l’occasione di farsi fotografare con lui, entrando a far parte di questa surreale storia.

Leonardo da Vinci a Napoli: da quando circola per le strade è diventata una vera e propria caccia all’uomo.

Il messaggio di questa sit popolare, culturale ma anche di sano umorismo, è che è bello vivere a Napoli, Quale posto migliore: Leonardo ha scelto di essere il genius loci della Città delle Sirene.

 

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(Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Figli di Portici famosi: il pittore paesaggista John Robert Cozens

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

John Robert Cozens è nato a Londra nel 1752,  da Alexander Cozens.

Dal padre, disegnatore e acquarellista di origine russa, ha appreso i primi rudimenti del disegno e della pittura.

Quindicenne, nel 1767, ha esposto alcuni suoi primi lavori alla Società degli Artisti.

La sua prima tela, realizzata con la tecnica della pittura a olio, l’ha presentata nel 1776 alla Royal Academy.

Nel corso dello stesso anno, è partito per un viaggio in Svizzera e in Italia.

Durante i suoi spostamenti,  ha preso dal vero numerose scene di paesaggi alpini e dei dintorni di Roma. Poi, ricercando «… effetti di luce e d’aria» li ha rielaborati dipingendoli ad acquarello o a olio.

Nel 1779, è tornato a Londra.

Nell’anno 1782, assieme allo scrittore Peter Beckford of Fonthil (Fonthil, Londra, 1° ottobre 1760 – Bath, 2 maggio 1844), diretto a Napoli, è partito nuovamente per l’Italia.

Nei primi giorni del mese di luglio è arrivato nella capitale del Regno di Napoli e di Sicilia.

Durante il soggiorno partenopeo, durato circa un anno, assieme al giovane miliardario, scrittore ed eccentrico collezionista d’arte, suo mecenate, si è portato a Portici.

Qui, è stato ospite dell’ambasciatore britannico sir William Douglas Hamilton (Henley-on-Thames, in Inghilterra, 13 dicembre 1730 – Londra, 6 aprile 1803) nella sua residenza porticese villa Angelica a Bellavista.

Affetto da malaria, come anche il suo accompagnatore, ha potuto trascorrere serene giornate e godere della buona aria del posto, sicuro giovamento alla sua malferma salute.

Le sue opere, di ispirazione e scuola romantica, dipinte con la tecnica della pittura all’acquerello o all’olio, sono state elaborazioni dei disegni presi dal vero durante i suoi viaggi.

A Portici, tra il 9 agosto e il 7 settembre del 1782, con la tecnica della grafite e vernici su carta sottile, leggermente ruvida, vergata, di color crema, ha delineato una fitta serie di disegni, bozzetti di molti suoi dipinti.

Questi sono conservati presso:

  • Yale Center for British Art, Paul Mellon Collection di Londra.
  • At Portici – August 9 – evening
  • At the Villa at Portici – august 30
  • Fortress in the Boschetto, Portici, August 26
  • From Sir W. Hamilton’s Villa, Portici, August 12
  • From Sr. W. Hamilton’s Villa at Portici – August 12 King’s Palace
  • From the Palace at Portici, Sept 7
  • From the Russian Minister’s Villa – Portici – Sept 3
  • King’s Palace at Portici, August 28
  • King’s Palace at Portici from the Boschetto, Sept- 2
  • La gabella del Pesce dall Granatello Preso Portici August 20
  • Part of Mt Vesuvius from the Loggia at the Villa, Portici, August
  • Portici – Sept- 1
  • The Boschetto, Portici, August 23
  • The Castle of Granatello
  • The Imperial Minister’s Villa near Granatello – Portici – August 28
  • The King plays at Palloni in the Boschetto – august 26
  • The Mole at Portici, August 31
  • The Pagliaro in the Myrtle Plantation at Sir William Hamilton’s Villa, Portici- august – 30
  • Victoria and Albert Museum di Londra:
  • Il Vesuvio visto dal boschetto di mirto nella villa di Sir William Hamilton a Portici.
  • The City and bay of Naples (Città e baia di Napoli)
  • Christie’s di Londra:
  • Capri dalla villa di sir William Hamilton.
  • Whitworth Art Gallery di Manchester:
  • Castle at the Granatello, Portici, August 23
  • Blunt di Londra:
  • At Portici – Sept- 6.
  • Sea Shore at Portici – Sept- 7

Tornato in Inghilterra, ha pubblicato «… la serie di disegni: “Delineation of the General Characters … of Forest Trees”, che sottopose alla Royal Academy. Ma il giudizio non fu favorevole perché l’Accademia definì il lavoro “arte impropria”»

All’età di 42 anni, colpito da un collasso nervoso, è stato ricoverato al Bethlem Royal Hospital.

Il pittore paesaggista John Robert Cozens, «… in un accesso di pazzia», muore a Londra, il 14 dicembre 1797.

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Figli di Portici famosi: il giudice Giovanni Salazar

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giovanni Salazar è nato a Portici, il 13 marzo 1852, dal nobile Vincenzo Salazar e da Agnese d’Aiello, dei baroni di Sant’Irene.

Discendente di una antica famiglia d’origine spagnola, arrivata a Napoli dalla città di Cordova.

Completati gli studi giuridici, si è avviato a una brillante carriera in magistratura.

Ha raggiunto, infatti, le cariche di presidente di Corte d’Appello e consigliere di Corte di Cassazione.

Il 13 settembre 1883, a Napoli, ha sposato la nobildonna Anna Rossetti di Valdalbero.

Dal matrimonio, ha avuto sette figli: Vincenzo, 1884; Maria, 1887;  Giuseppe,  1894; Angela, 1895; Antonino, 1896; Teresa1897; Lorenzo, 1900.

Il giudice Giovanni Salazar muore nel 1920.

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Il Racconto, Era solo un gatto

di Lucio Sandon

Quando il nobile molisano Don Lucio di Sangro, duca di Telese, Solopaca e San Martino, decise di farsi costruire una villa lungo il Miglio d’Oro, aveva le idee ben chiare, non per niente era un grande di Spagna che si vantava di discendere nientedimeno da Carlo V, quello che non vedeva mai un tramonto sui suoi possedimenti.

Il caro Lucio era il settimo duca di Casacalenda, quarto duca di Campolieto, signore di Provvidente, Morrone, Colle, Cascole, Castellano, Larino, Gariglia, Castel di Lino e signore anche di San Leucio, dove insieme al suo amico, il re Borbone,  produceva le stoffe più belle del mondo, preziose al punto da poter essere acquistate solo dalle case regnanti. Forse era signore anche di qualche altro feudo,  alle volte ne dimenticava qualcuno perfino lui.

Ordunque, nei suoi intendimenti, la nuova casa al mare avrebbe dovuto essere la più bella e lussuosa tra quelle che si stavano facendo costruire quei pezzenti degli altri patrizi napoletani sul miglio d’Oro, abbastanza vicina  alla reggia del Granatello in modo tale da suscitare l’invidia degli altri patrizi del regno, ma non troppo vicina alla reggia, onde evitare il dispetto del sovrano con il suo sfarzo. L’idea che il ricco nobiluomo aveva di un’elegante magione con vista sul golfo non potrebbe essere nemmeno lontanamente paragonata a quelle dei satrapi dei nostri giorni.

A quell’epoca, la potenza economica doveva essere dimostrata in modo chiaro e comprensibile a chiunque: allora niente alte mura di cinta per proteggere la privacy, niente piscine nascoste agli obiettivi dei fotografi, o tunnel sotterranei per accedervi di nascosto, ma forme fantastiche e opulente, accesso diretto dalla strada principale e terrazze sul mare per godere il fresco zefiro estivo inebriandosi del panorama sulla città, sulla costiera sorrentine  e sulle isole all’orizzonte, mentre alle spalle, la montagna di fuoco brontolava sommessa emettendo i suoi bianchi pennacchi di fumo.

Visto che c’era da costruire e da perdere tempo con i muratori, Campolieto fece le cose  come si deve, da par suo: in contemporanea decise di farsi un appartamentino anche nel capoluogo, giusto per non essere da meno a suo cugino Raimondo, il principe di Sansevero: a fianco della casetta del congiunto, in quella che era l’antica agorà napoletana al tempo dei greci, mise mano alla costruzione dell’umile dimora, utilizzando come fondazione ciò che rimaneva del tempio di Iside di memoria ellenica, nella piazza più antica di Napoli, tasciando però l’incombenza di seguirne le attività alla sua signora, la duchessa Marianna.

Luigi Vanvitelli

A sua volta, per non sfigurare o dare l’impressione di essere taccagna, la gentildonna affidò la direzione dei lavori all’architetto più famoso dell’epoca, colui che aveva appena terminato di dirigere i lavori alla reggia di Caserta: aveva ingaggiato nientedimeno che Luigi Vanvitelli per il rifacimento dell’edificio preesistente, nonchè la preservazione della magnifica scala realizzata da Cosimo Fanzago, architetto lombardo che aveva una certa tendenza a fare i lavori in economia, e cercava di utilizzare i manufatti già eseguiti dagli antichi carpentieri greci.

Cosimo Fanzago

I due prestigiosi architetti avevano delle visioni diametralmente opposte su come dovesse essere impostato il progetto, per non parlare degli scaloni, i frontali, in breve su tutto: ciò che Fanzago aveva terminato, Vanvitelli abbatteva e rifaceva a modo suo. Al termine dei lavori, durati diversi anni, il risultato fu però spettacolare: Palazzo di Sangro di Casacalenda, a fianco di San Domenico Maggiore, è uno dei più belli (e misteriosi) di Napoli anche se non arrivò a superare quello del cugino, il quale d’altra parte sembrava che fosse dotato di poteri sovrannaturali.

Villa Campolieto, sul miglio d’oro, da poco ristrutturata dopo secoli di abbandono,  è senza dubbio la perla delle storiche dimore vesuviane. I lavori della villetta si protrassero per un ventennio per la terribile eruzione del Vesuvio del 1758, per beghe del duca con i confinanti, per problemi di visuale e panorama, ma alla fine Luigi Vanvitelli, che il duca allora Governatore del Monte di Pietà, aveva avuto modo di conoscere ed apprezzare, consegnò le chiavi ai felici committenti.

Dal grande portale d’ingresso sulla strada, in una visione prospettica all’infinito, oltrepassato il profondo androne e superato il vestibolo centrale, si giunge alla Rotonda, caratterizzata da archi su colonne di ordine tuscanico che creano, con la terrazza superiore, una passeggiata su due livelli: uno si apre sul giardino, l’altro sul panorama del Golfo.

Si giunge poi al piano superiore, in un vestibolo coperto da una cupola e decorato da sovrapporta con medaglioni raffiguranti le quattro stagioni. Il  salone delle feste, affrescato con scene mitologiche e prospettive. Alla morte del duca, i beni della famiglia passarono al figlio primogenito Scipione che morì nel 1808 senza discendenti diretti, pertanto già ai primi dell’Ottocento le sorti della villa erano segnate.

Divisa tra vari eredi, volse nel totale abbandono dopo l’ultimo conflitto mondiale quando fu occupata dagli alleati. Nel 1977 è stata acquistata dall’Ente per le Ville Vesuviane e completamente restaurata, recuperata e aperta al pubblico come bene a servizio della collettività.

Le incomprensioni tra colleghi sono frequenti anche ai nostri giorni, anche se con esiti diversi…

Marisa

Mi chiamo Marisa, sono un medico veterinario, ho trentaquattro anni.

Li avrò per sempre: il mio amore per le sigarette con il marchio giallo e nero mi ha portato qui, da dove scrivo queste righe. Purtroppo tocca a me iniziare questo racconto perché il mio principale si è categoricamente rifiutato di mettere mano ad una storia che non mai voluto accettare ed aveva rimosso dalla memoria, probabilmente senza averne tutti i torti.

Era la fine di un rovente luglio dei primi anni novanta, quando le ultime settimane di luglio erano veramente roventi, non come quelle di oggi, all’epoca avevo ventisei anni ed ero alla mia prima esperienza di lavoro. Faceva caldo in ambulatorio, e l’umore assumeva varie sfumature di colore in concomitanza delle situazioni che si presentavano, ma la tendenza era verso il nero profondo.

Lui, il dottor Gardenia se n’era andato allegramente in vacanza a Ischia, stampando due baci anche troppo amichevoli sulle guance sia  a me che ad Alessandra, lasciandoci ad arrostire come due polli alla diavola. La prima diavola, la mia collega ed amica, la bionda giunonica dagli occhi verdi, mi aveva messo nell’impiccio nel quale mi trovavo: normalmente, all’inizio dell’estate, ci dividevamo amichevolmente i periodi di ferie, ma quell’anno Alessandra, all’ultimo momento  per colpa di una malattia di sua madre, mi aveva chiesto di condividere le ferie per tutto il mese di agosto, in modo da  fare mezza giornata di lavoro ognuna, per poter rimanere vicino a sua mamma. Avevo accettato subito e senza problemi, cosa non si fa per un’amica!

Dunque mi trovavo in quel momento alle prese con Ulisse, uno schnauzer gigante innamorato, che per raggiungere la sua bella bastardina randagia in calore, aveva tentato di evadere dal giardino della villa del suo padrone scalando la cancellata di ferro battuto.Operazione riuscita a metà: dopo aver raggiunto e superato la vetta, nel ridiscendere era rimasto infilzato in uno dei fregi a forma di lancia, restando appeso per  diverse ore a testa in giù, con una lama che gli scavava le carni a pochi millimetri dall’arteria femorale.

Ora Ulisse era lì sul tavolo operatorio, che mi guardava, ansando forte con aria felice e soddisfatta, per un suo qualche motivo che al momento a me sfuggiva, e  nell’attesa che lo addormentassi per ricucirlo, contribuiva ad aumentare la temperatura ambientale con il suo fiato rovente e con il folle movimento del mozzicone della sua coda.

Un’ora e mezza più tardi e novantadue punti di sutura dopo, Ulisse era sveglio e pronto per nuove avventure amorose, solo una grande cicatrice a forma di Y all’interno della coscia sinistra gli avrebbe ricordato per sempre che i cani non sono bravi come i gatti nello sport del salto del cancello.

L’orario di chiusura era passato da un pezzo. L’ambulatorio era vuoto e pure la toelettatura era deserta, nonostante per tutta la mattinata fossero risuonati latrati e miagolii dei pelosi clienti poco propensi ai bagni, alle tosature ed al pedicure.

Il deserto era l’immagine che occupava la mia mente: caldo torrido, non un filo di vento, sole a picco, silenzio totale, solo una strana vibrazione proveniva da qualche parte della struttura, ma con quel caldo e a quell’ora, non avevo nessuna voglia di indagare, e dopo un’ultima occhiata a Ulisse, lasciai qualche appunto per Alessandra e mi avviai nel sole abbagliante delle strade, verso una doccia fresca, un’insalata caprese ed una corsa in vespa verso Sorrento e le sue spiagge.

Per trovare la prima ricetta delle melanzane alla parmigiana a noi familiare bisogna  aspettare il 1837,  quando Ippolito Cavalcanti duca di Buonvicino diede alle stampe la sua opera più importante: Cucina teorico pratica. È proprio Del Cavalcanti  un estratto della ricetta presentata nel libello Cucina casereccia in dialetto napoletano, comparso in appendice all’edizione del 1839.

Melanzane alla parmigiana.

« … e le farai friggere; e poi le disporrai in una teglia a strato a strato con il formaggio, basilico e brodo di stufato o con salsa di pomodoro; e coperte le farai stufare. »

(Ippolito Cavalcanti, Cusina casarinola co la lengua napolitana, Cucina casareccia in lingua napolitana)

È comunque da rimarcare il fatto che in molti libri di gastronomia stampati tra il 1600 ed il 1800, tra i quali quelli del Corrado e del Cavalcanti, la locuzione “alla parmigiana” veniva adoperata per indicare la presenza del tipico formaggio nelle ricette, valga l’esempio delle 28 ricette “alla parmigiana” illustrate nel Cuoco Galante, tutte caratterizzate dalla presenza del formaggio Parmigiano.

Alessandra

Il mio turno sarebbe dovuto cominciare come sempre alle tre e mezza, ma un messaggio di Marisa, come sempre in ansia per qualche motivo, mi aveva convinta ad andare ad aprire un po’  prima del solito. Stavolta si preoccupava per uno schnauzer traumatizzato. La mia mamma stava meglio per fortuna, e il condizionatore faceva il suo dovere, anche se emetteva un preoccupante ansimare da mantice, che faceva prevedere una prematura dipartita del vecchio apparecchio.

Dimenticavo, il mio nome è Alessandra, ho ventisette anni e sono un veterinario specializzato nella cura dei piccoli animali. Lavoro da un paio d’anni in una clinica di una città a sud di Napoli, una città di mare arrampicata per metà sulle colate ormai fredde di lava del vulcano.

Il mio titolare è un veterinario un po’ sui generis, non è  cattivo, però è leggermente svagato e con l’aria di ascoltarti solo con una parte della sua mente, perso a volte in un mondo che solo lui sembra intravvedere. Quello che è successo in quell’infuocato pomeriggio di fine luglio è però sembrato farlo uscire dal suo mondo parallelo  per trasformarlo in un’altra persona, irriconoscibile, fredda,  scostante e vendicativa.

Dunque, dicevo di mamma mia che sembrava riprendersi bene, prova ne era l’effluvio celestiale che si spargeva nel vicinato, portato sulle tiepide ali dello scirocco africano.

La parmigiana di melanzane non è una semplice pietanza, è l’apoteosi della cucina meridionale, con le sue infinite e squisite varianti: qualcuno addirittura usa servirla come dessert, guarnendola con frutta candita, pinoli e ricoprendola di cioccolato fondente! Mammina mia prediligeva la ricetta classica: melanzane violette di Napoli fritte in olio d’oliva, una leggera salsa di pomodoro, fiordilatte, basilico appena colto e formaggio parmigiano, giusto per giustificare il nome.

Il risultato era normalmente strepitoso, ma quel giorno, dopo una mattinata passata a nuotare e giocare a pallavolo sulla spiaggia con gli amici, il profumo mi faceva girare la testa, e in cinque minuti ne feci fuori due porzioni abbondanti, seguiti da una doverosa “scarpetta”, ma purtroppo si erano fatte le tre e il messaggio di Marisa mi metteva leggermente in ansia.

Mi avviai al lavoro con uno strano presentimento, nella canicola della città deserta e assopita nella siesta pomeridiana. Appena arrivata, andai subito a controllare Ulisse, così  come mi aveva chiesto Marisa, e lo trovai intento a tentare di distruggere il gabbione di ricovero in acciaio, probabilmente per  avviarsi a terminare il lavoro lasciato in sospeso quella mattina, ed appena gli aprii la porta per controllare la ferita, mi mise le zampone sulle spalle e mi ringraziò con una fetida alitata in faccia.

Mentre il cagnone mi leccava il viso, notai una cosa strana: aveva negli occhi un’espressione felice e soddisfatta, per qualche motivo che lui non riusciva a comunicarmi e che a me invece sfuggiva. La sutura comunque, grazie ad un collare elisabettiano che avrebbe potuto fungere da parabola satellitare, era in perfette condizioni, e dopo aver convinto il cucciolone, un po’ con le buone ed un po’ con le cattive a rientrare nel suo ricovero, andai a lavarmi le mani ed il viso.

Per andare in bagno, si doveva passare per la toelettatura, e li scoprii l’origine della vibrazione che avevo notato entrando, nel silenzio del primo pomeriggio: qualcuno aveva lasciato in funzione la gabbia di prima asciugatura, dove gli animali appena lavati venivano investiti da un flusso d’aria calda, nell’attesa di essere rifiniti con spazzola e phon.  

Schiacciai il pulsante per spegnerlo, pensando che se il dottor Gardenia non fosse stato in ferie, difficilmente la responsabile dello spreco di corrente se la sarebbe passata liscia, quando un flebile lamento mi fece sobbalzare: aperta la porta dell’apparecchio, vidi con orrore sul pavimento della gabbia, un gatto, un persiano grigio steso su un fianco, che respirava a fatica.

La povera bestia doveva essere rimasta perlomeno due ore in quella specie di forno, dove il limite massimo era di un quarto d’ora. Lo presi tra le braccia, scottava. Immediatamente lo depositai nella vasca di lavaggio e cominciai a bagnarlo con acqua tiepida, mentre cercavo di rianimarlo soffiandogli aria nelle fauci e massaggiandogli il torace per aiutarlo a respirare.

Marisa e Alessandra

Il telefono cominciò a trillare giusto mentre cominciavo a scendere la prima rampa di scale, lo sentii solo perché mi ero fermata ad accendere un sigaretta.  La borsa con gli asciugamani e la crema solare sulla spalla, il casco in mano, pensai, al diavolo il telefono, c’è Andrea giù che aspetta, può essere solo una seccatura, ma poi l’abitudine al dovere  prevalse sulla premonizione di fastidi in arrivo, rifeci di corsa i pochi gradini e riaprii la porta prima che il telefono smettesse di squillare.

«Corri, corri subito, ti prego…»

Non c’era bisogno di chiedere chi fosse, la voce roca dalla erre arrotata era inconfondibile, e se Alessandra chiedeva aiuto, non c’era da perdere tempo. In meno di cinque minuti, mettendo seriamente a repentaglio la mia vita, quella di Andrea e gli ingranaggi del vespone, arrivai davanti allo studio, frenando tanto bruscamente da sollevare la ruota posteriore e meritandomi una raffica di improperi a mezza voce da parte del mio ragazzo. Mille ipotesi mi erano passate per la mente, durante il breve tragitto da casa all’ambulatorio, la mia paura principale era che fosse andata male qualcosa durante il risveglio di Ulisse, ma quando entrai sbattendo la porta, trovai Alessandra che piangeva china su di un grosso gatto persiano grigio, evidentemente in stato di shock…

«Cosa fai li impalata, prendi la tosatrice e aiutami a trovare una vena, bisogna reidratato subito, muoviti prendi una soluzione da quel mobiletto, questo lo perdiamo!»

Obbedivo meccanicamente, ma senza capire, cosa diavolo poteva essere successo al povero micione? In un momento di lucidità, Alessandra si degnò di illuminarmi: «Qualche delinquente ha lasciato il gatto nell’asciugatrice, hanno tentato di arrostirlo vivo!»

Ecco cos’era la vibrazione che sentivo, ecco il brutto presentimento. Dopo un tempo che mi sembrò lunghissimo, grazie alle terapie portate o forse per la sua tempra fisica, ed a costo di  almeno due o tre delle sue sette vite, il gattone ricominciò a respirare più normalmente e la temperatura rettale scese a meno di quaranta gradi. Che il gatto si era salvato lo capii quando Marisa sollevò la testa, mi guardò per un momento negli occhi e mi diede una leggera testata in fronte. I suoi occhi grigi sprizzavano scintille omicide, e dopo un paio di secondi emise un urlo acutissimo, liberando tutta la rabbia accumulata nell’ultima mezz’ora.

«Chi cavolo è stato che ha tentato di ammazzarlo?»

Ululò furiosamente e si diresse come una gorgone verso il reparto toelettatura, dove regnava un silenzio di tomba, segno evidente che anche lì qualcuno si era reso conto di cosa aveva fatto.

«Forza, chi è la deficiente che ha lasciato il gatto nel forno a crepare?»

«Il mio gatto! Cosa avete fatto a Pippo?»

Nessuno aveva sentito sopraggiungere il padrone del povero micio che era venuto a riprendersi il suo beniamino lasciato per un semplice bagno. Ora, con gli occhi fuori della testa ed il viso paonazzo, guardava alternativamente  Marisa, me e Laura, una delle ragazze della toelettatura, l’unica che aveva avuto il coraggio di affacciarsi, mentre Elena si teneva ancora ben nascosta, evidentemente per paura di un rimprovero che si era ampiamente meritata.

«Dov’è il mio Pippo, voglio vederlo, cosa gli avete fatto?»

Sempre più agitato e sudato, l’uomo cominciava ad andare in escandescenze e così lo presi per un braccio e gli sussurrai :

«È successo un piccolo inconveniente, una dimenticanza, Pippo ha rischiato grosso, ma adesso sta meglio!»

Il povero Pippo, intanto, si era seduto composto e vigile, gli occhioni gialli spalancati a guardare il suo padrone che aveva iniziato a piangere e strapparsi i capelli nel vederlo completamente bagnato e con il tubicino della flebo fissato alla zampa anteriore con il suo splendido pelo tutto rasato.

Dopo le escandescenze arrivarono le minacce e dopo le minacce arrivò anche una volante della polizia, perché il pover’uomo aveva tentato di suicidarsi, cercando di sfondare testate la porta di ingresso. Le trattative di pace furono lunghe e complicate e si conclusero solo nel tardo pomeriggio, quando Pippo ormai in forma e asciutto,  fu rimesso nel suo trasportino e portato via, non senza ulteriori recriminazioni e promesse di sfracelli.

Elena

Il mio nome ò Elena, ho diciannove anni e sono una ex toelettatrice di cani e gatti. Al momento sono disoccupata perché tutti quei deficienti della clinica dove lavoravo si sono coalizzati contro di me. Il titolare, quel disgraziato senza cuore del dottor Gardenia mi ha licenziata il giorno stesso in cui è rientrato dalle vacanze, dopo aver incontrato il padrone del gatto Pippo ed essere sfuggito per miracolo all’aggressione di quel folle scatenato.

Il pazzo omicida ogni mattina attendeva pazientemente il ritorno del titolare nel parcheggio dell’ambulatorio armato di un nodoso bastone, ritenendolo il primo responsabile del piccolo problema capitato al suo micio, e meno male che Alessandra lo aveva notato e aveva avvisato la vittima inconsapevole. Però dopo, in sede di spiegazioni  lei e quell’altra smorfiosa di Marisa, mi hanno tradita e invece di coprirmi, gli hanno raccontato tutto per filo e per segno, buttando tutta la colpa sulle mie spalle.

«Ma cosa avrò fatto poi? Ho solo dimenticato un gatto nell’asciugatoio per qualche ora… Boh, era solo un gatto»

Lo scrittore Lucio Sandon è nato a Padova nel 1956. Trasferitosi a Napoli da bambino, si è laureato in Medicina Veterinaria alla Federico II, aprendo poi una sua clinica per piccoli animali alle falde del Vesuvio. Appassionato di botanica, dipinge,  produce olio d’oliva e vino, per uso famigliare. Il suo ultimo romanzo è La Macchina Anatomica, un thriller ambientato a Portici. Ha già pubblicato il romanzo Il Trentottesimo Elefante; due raccolte di racconti con protagonisti cani e gatti: Animal Garden e Vesuvio Felix, e una raccolta di racconti comici: Il Libro del Bestiario.

 

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Il Racconto, Ménage à trois

di Giovanni Renella

Quel sentimento che li univa era nato, tanti anni prima, fra i banchi di scuola.

Si erano conosciuti in un altro millennio, in cui, a ripensarci oggi, le parole erano espresse con maggiore naturalezza, ma di sicuro con minore leggerezza: chi aveva poco o nulla da dire, taceva e si guardava bene dall’intervenire per il solo piacere di mettersi in mostra.

Certo, negli anni del dopoguerra la lingua un po’ zoppicava e l’italiano, specie quello scritto, era ancora incerto: ma vuoi mettere la spontaneità di certe frasi!

A ripensarci, ancora si intenerivano.

All’epoca non tutti, però, la pensavano come loro due.

E, seguendo uno dei più classici e banali cliché, un terzo incomodo, da subito, si era inserito fra di loro, trasformando quello che era un sereno ménage di coppia, in un conflittuale triangolo sentimentale.

Non che lei favorisse o ricercasse la presenza dell’altro: quest’ultimo gliela imponeva, non lasciandola mai sola con il suo compagno.

Presenza non richiesta e sicuramente non gradita, fin quando tutto filava liscio  se ne stava in disparte, ma guai a commettere anche il più piccolo errore.

L’intruso si sentiva immediatamente chiamato in causa e autorizzato ad intervenire per rimuovere quelli che, in fin dei conti, altro non erano che dubbi irrisolti, che la coppia si limitava solo ad evidenziare.

Da consumato stalker, tampinava i due e non ammetteva sbagli, pronto a spazzar via i sintomi di quelle incertezze fisiologiche e lacune mai colmate, che tanto, invece, appassionavano i due amanti: loro apprezzavano lo sforzo che prima o poi sarebbe approdato ad un miglioramento; l’altro non riusciva a vedere oltre l’errore e la conseguente necessità di cancellarne ogni traccia.

La storia dei tre andò avanti così, seguendo, nei cicli, l’alternanza delle generazioni che si susseguivano una dopo l’altra.

Sino ai primi anni del nuovo millennio, quando la tecnologia pose fine al ménage à trois fra la lavagna, il gessetto e quel perfettino del cassino, introducendo nelle aule scolastiche la lavagna interattiva multimediale.

 

Nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 Giovanni Renella ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI. Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata  “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017). Nel 2017 con il racconto “Bellezza d’antan” ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” e nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea con il racconto “Sovrapposizioni”. Altri suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018).

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Il concorso Inventa il Tuo Spot – Per una Corretta Alimentazione

di Ciro Santisola

PORTICI (NA) –  Nella mattinata di sabato 11 maggio, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, in via della Salute si terrà l’evento di proclamazione dei vincitori del Concorso Inventa il Tuo Spot – Per una Corretta Alimentazione.

Terminati i lavori della commissione giudicante i 169 lavori pervenuti, si è conclusa la X Edizione del Concorso Inventa il Tuo Spot – Per una Corretta Alimentazione.

Il Concorso, istituito dall’Assessorato all’Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca della Regione Campania, nel campo delle attività di Educazione Alimentare e Orientamento dei Consumi, quest’anno si è giovato della collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici.

Il Concorso, com’è notorio, ha inteso proporre agli studenti delle Scuole, di ogni ordine e grado,  della Campania una Corretta Alimentazione attraverso l’adozione dello stile alimentare Dieta Mediterranea, basata sulla riscoperta dei prodotti agroalimentari tipici e tradizionali dell’agroalimentare campano e il consumo dei prodotti ittici, in particolare quello del Pesce Azzurro.

Molto gratificanti i risultati ottenuti dalla corrente del Concorso.

Ciò, grazie alla competente partecipazione di 169 scolaresche, in rappresentanza di 108 Istituti Scolastici della Campania: (61 Scuole Primarie, 84 Scuole Secondarie di Primo Grado e 24 Scuole Secondarie di Secondo Grado) nonché al coinvolgimento di 3.823 studenti e 431 docenti su una platea di oltre 20.000 studenti.

Analizzando queste cifre, l’esito del Concorso si può considerare molto più che soddisfacente , visto che è stato registrato un aumento di adesioni di oltre il 90% rispetto alla passata edizione.

Per dare alle classi il giusto e meritato premio, consistente in una visita gratuita ai laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, da fruire nel corso dell’anno scolastico 2018-2019, converranno a Portici circa 500 studenti e 30 docenti.

A tutti gli studenti delle classi vincitrici sarà consegnato un attestato di merito.

Queste le Classi vincitrici dell’edizione 2019 del Concorso Inventa il Tuo Spot – Per una Corretta Alimentazione:

 

Istituto Località Classe
I.C. E. Cocchia – C.A. Dalla Chiesa Plesso C.A. Dalla Chiesa di Prata di Principato Avellino II A
S.S.S. di Primo Grado M. D’Azeglio Marano di Napoli  – NA II D
I. C.  Francesco Gesuè Plesso Padre Pio San Felice a Cancello – CE V A/B
IC G. Siani Plesso S. Angelo a Cupolo (Premio Speciale Anna Di Gennaro) S. Angelo a Cupolo – BN IV
Scuola Secondaria di 1° Grado Statale Via Martiri d’Ungheria Scafati – SA II H
Istituto Francesco D’Assisi Nicola Amore Plesso Portali Sant’Anastasia – NA II B
Istituto Comprensivo “ Federico Torre “ Plesso Nicola Sala Benevento IV B –  IV D
Scuola Media G. Vitale Piedimonte Matese – CE III C
I.C. 5 Maiuri Plesso Gabriele D’Annunzio Ercolano – NA IA, IB, IC, IIA, IIB, IIC
I.C. G. Leopardi Plesso Via Cavour – Via Murat Torre Annunziata – NA III A, III B, III C Plesso Cavour e III A  Plesso Murat
Menzioni speciali
ITE E. Caruso – Napoli Sezione Staccata -Centro Penitenziario di Secondigliano Napoli 1H CPS
I. C. Cesare Pavese di Napoli Napoli Varie

 

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Il Film, Il diario di Carmela

NAPOLI – Tratto liberamente da una storia vera il film Il diario di Carmela, quindicenne di periferia costretta dalla madre a spacciare droga, opera prima di Vincenzo Caiazzo in uscita venerdì 17 maggio in esclusiva al Cinema Metropolitan in via Chiaia.

Il diario di Carmela, prodotto dalla EWC 2001 S.r.l., sarà proiettato in anteprima giovedì 16 maggio alle ore 20 al Cinema Metropolitan di Napoli (ingresso su invito) alla presenza del regista e del cast.

Da venerdì 24 maggio  lo sarà anche nelle altre sale di Napoli e della Campania.

Il film Il diario di Carmela è ambientato nel quartiere Piano Napoli di Boscoreale dove la giovane e il fratello lavorano nella piazza di spaccio “di famiglia” dopo l’arresto del padre. Ma a Carmela piace leggere, scrivere, ascolta musica jazz e sogna un futuro lontano dalla realtà custodito nel suo diario.

Il diario di Carmela è interpretato da un gruppo di talentuosi attori quasi tutti esordienti: Mariasole Di Maio, Titti Nuzzolese, Ciro Basco, Luca Varone, Mariacarla Casillo, Antonio Fattoruso.

https://www.youtube.com/watch?v=dvtD0ZjfrxQ

Sinossi. Il diario di Carmela racconta la storia di una ragazzina di 15 anni ingabbiata in una vita che le promette soltanto un futuro incerto, Carmela percepisce la sua adolescenza come una prigionia, costretta a vivere da reclusa dalla madre, Maria, che la obbliga a spacciare droga insieme al fratello maggiore, Ciro. Quando poi nel quartiere si scatenano le lotte tra i clan, Carmela è costretta a rimanere chiusa in casa, con le finestre ben sigillate, e a rinunciare a tutto, anche ad una delle cose che le piace fare di più, andare a scuola.  Impotente di fronte alle circostanze che la traghettano verso un destino incerto, fatto di paure, di rinunce, di convivenza con la criminalità, Carmela cerca di evadere confidando tutto al suo migliore amico, il suo diario. La difficile realtà in cui vive la piccola protagonista, compromette lentamente la sua purezza e la sua innocenza, quasi come un’inevitabile conseguenza del contesto marcio e deviato in cui cresce, rendendola non solo complice ma anche schiava di quella realtà, l’unica che conosce, rassegnandosi ad essa.

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Portici (NA). ‘Bello e Certificato’: all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno il concorso

Sabato 12 maggio, dalle ore 9 alle ore 13, nella storica sede

Portici (NA). Omaggio ai cittadini benemeriti e famosi: il sacerdote Raffaele Carrino

Raffaele Carrino è nato a Portici il 27 febbraio 1956,

Fattorie Didattiche Aperte all’Istituto Zooprofilattico

di Stanislao Scognamiglio

PORTICI (NA) L’area parco e i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, in via della Salute, sabato 11 e domenica 12 maggio, dalle ore 9 alle ore 14.30, accoglieranno la corrente edizione di Fattorie Didattiche Aperte.

Un evento, curato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno nell’ambito della 13sima edizione della manifestazione regionale Fattorie Aperte 2019, indetta dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.

Nel corso dell’appuntamento didattico-scientifico, l’IZSM, quale Fattoria Didattica accreditata all’albo regionale, riceverà gratuitamente gruppi scolastici, associazioni, famiglie di consumatori per divulgare le proprie attività scientifiche nel campo della sanità animale, del controllo della salute e  della qualità degli alimenti di origine animale, dell’igiene degli allevamenti e delle attività correlate.

Inoltre, raccolte per specifiche aree tematiche, ospiterà Istituzioni pubbliche del mondo dell’istruzione e della ricerca, Aziende Agricole, Agroalimentari, Ittiche, Associazioni teatrali, sportive, zoofile, che presenteranno al pubblico le loro specifiche competenze, attraverso laboratori didattici e percorsi ludico-didattici.

Fattorie Didattiche Aperte, edizione 2019,  proporrà il seguente programma:

Area (A)

  • Ludobus Artingioco: giochi di legno, per riscoprire i giochi semplici e con materiali eco- sostenibili Campania per i bimbi: attività family friendly in Campania: laboratori di costruzione di giochi con carta e penna
  • Azienda Yma: attività ludico-interattive per conoscere la qualità dei prodotti agroalimentari e riscoprire il mangiare sano, seguirà degustazione
  • Carmine Speranza: presentazione progetto Salvacuore – la defibrillazione precoce
  • Info Point
  • Fondazione Cultura e Innovazione: metodologie di didattica innovativa
  • Sabato 11 maggio ore 12,00 Premiazione del concorso”Inventa il tuo spot …per una Corretta Alimentazione” riservato alle Scuole Primarie e alle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado della Campania, organizzato dall’Assessorato all’Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca della Regione Campania in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

Cittadella della Prevenzione – Area (A1)

  • ASL Napoli 3 Sud: Offerta Gratuita:ecografia dell’addome per la prevenzione dell’aneurisma dell’aorta addominale, screening per la prevenzione del c.a. colon retto, c.a. mammella, c.a. cervice uterina, spirometria, nevoscopia, promozione ed informazioni sui corretti stili di vita:lotta al tabagismo, dipendenza da gioco d’azzardo, sana e corretta alimentazione

Area (B)

  • Il mondo della chiocciola tropicale: metodologie di allevamento delle più antiche creature terrestri, come animali d’affezione
  • UNI Parthenope Dipartimento di Studi Economici e Giuridici: attività didattico espositive “Mari di plastica” inquinamento marino da plastiche e microplastiche
  • UNI Parthenope Dipartimento di Scienze e Tecnologie: laboratorio di biologia ed ecologia marina del DIST. osservazione al microscopio di organismi marini del golfo di Napoli, audiovisivi sugli ambienti del coralligeno profondo della costa campana
  • Associazione per la valorizzazione della colatura alici di Cetara – verso la DOP, Associazione Terrae Abellanae Nocciola di Avella DeCo, Consorzio Provolone del Monaco DOP, Centro Studi per l’arte bianca 3P : Sapori d’A…mare
  • Eurofish-Napoli: a tavola con il mare

Area (C)

  • PONYS-Physics & Optics Naples Young Students: viaggio attraverso diversi campi della fisica: semplici esperimenti per spiegare fenomeni apparentemente complessi, organizzati da studenti del corso di Laurea in Fisica dell’UNINA Federico II. Giochi riguardanti la fisica dello sport-Physica in Fabula
  • Natura Sottosopra: come crescono le piante, utilizzo dei sensi per descrivere i diversi tipi di foglie che formano un ambiente. L’alimentazione: alla ricerca dei nutrienti
  • Croce Rossa Sezione di Portici: primo soccorso: semplici comportamenti per salvare una vita

Area (C1)

  • Cooperativa Sociale onlus Il Tappeto di IQBAL: laboratori di circo sociale: acrobatica circense, break dance

16 Bis) Scuderie delle Sirene – Accademia del Teatro Equestre: arti equestri circensi

17) Associazione Liberamente: laboratorio esperienziale su relazioni comunicative “Cambia-menti”

  • Associazione Artur: prevenzione,sensibilizzazione e formazione per contrastare fenomeni di bullismo e marginalità

19) Associazione NutriAfrica: presentazione del progetto NutriMax: una nuova soluzione contro la malnutrizione infantile nei paesi in via di sviluppo

Area (D)

  • Fattoria didattica Società Agricola Masseria delle sorgenti Ferrarelle: il ciclo delle acque naturali, attività ludico sensoriali

21) Apicoltura Mucciolo: la vita delle api, dal fiore al miele

  • Consorzio tutela limone costa d’Amalfi IGP: limone sfusato Amalfitano una meraviglia mondiale
  • Agricola Il bosco degli ulivi: olio cosa sapere per sceglierlo e consumarlo al meglio
  • Agricola Ager Floris: produzione del pomodorino del piennolo: tutte le fasi del percorso agricolo
  • Green Feel-Ecovillaggio: produzioni orticole e agroalimentari con metodi biologici e apicoltura etica
  • Village Park: viaggio nel fantastico mondo dei Dinosauri
  • EPPI di Andrea e Marcello Ciardiello: dal cuore verde della Campania,l’Irpinia:gusto e qualità delle creme spalmabili
  • Agricola La Vecchia Fattoria: esposizione di volatili e animali da cortile

28bis) Agrodidattica E. De Cillis: Trasformazione e conservazione di specie orticole legate alla tradizione locale

  • com di plantech advice: consulenza e commercializzazione di piantine di Cannabis Sativa L.
  • Sociale Giancarlo Siani: da un fondo confiscato produzione di pomodoro del Vesuvio e miele
  • Canapa Campana: la filiera produttiva della canapa, i suoi usi e benefici
  • L’Orto dei Vesuviani: agricoltura sociale, presentazione del progetto di riabilitazione di soggetti con disagio psichico attraverso l’orticoltura, esposizione della produzione di ortaggi e frutta a Km. 0
  • Sociale Litografi Vesuviani: laboratori di sartoria sociale, serigra_a e gra_ca
  • Slow Food Vesuvio: proposte antiche ed innovative di cibo buono,pulito,giusto e sano!
  • Zoomiguana School: entra nel meraviglioso mondo degli animali

Dispenser Acqua

Area (E)

  • IZSM-Dip. di Ispezione degli alimenti: il mondo dell’invisibile, le contaminazioni alimentari
  • MoSeF (ICB, IPCB e INO del CNR – Pozzuoli (NA); ITI “A. Righi” – NA): la conoscenza come motore dell’innovazione e della prevenzione
  • IIF – Center For Near Space: un tavolo, tanti oggetti di uso quotidiano e una sfida: trovare tra essi quelli che sono nati per applicazioni spaziali. L’obiettivo è quello di avvicinare il pubblico al Quarto Ambiente e di dimostrare l’importanza della ricerca scientifica nella vita di tutti i giorni.
  • CNR – IPSP (Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante): organizzazione biologica dei fitovirus, modalità di trasmissione,monitoraggio,diagnosi e danni economici
  • IZSM – Sez. Diagnostica di Avellino: prevenzione della trichinellosi: semplici regole igienico-sanitarie
  • UNINA Dipartimento Scienze Chimiche: produzione del limoncello e anice mediante estrattore
  • CNR-IGB (Ist. Genetica e Biofisica): i Ricercatori IGB attraverso dialoghi interattivi, proiezioni video, osservazioni di preparati biologici ai microscopi ottici,ricostruzioni in 3D di strutture complesse presenteranno i propri progetti di ricerca. Saranno proposte brevi e semplici esperienze pratiche, come l’estrazione di DNA da frutta, colorazioni di campioni biologici, ricostruzioni di alberi genealogici e cartogrammi
  • CNR- IBBR (Ist. Bioscienze e Biorisorse): la biodiversità è servita: storia di geni che affollano le nostre tavole
  • CReMoPAR (Centro Regionale Monitoraggio Parassitosi): prevenzione dell’Echinococcosi Idatidosi
  • IZSM – Dipartimento di Chimica: visita al laboratorio Diossine
  • IZSM – Dipartimento di Sanità Animale – Lab. Diagnostica Biomolecolare: attività diagnostiche nel controllo delle produzioni animali
  • IZSM – Dipartimento di Sanità Animale – Lab. Biotecnologie Applicate e Bioinformatica: diagnosi di parentela delle specie animali e caratterizzazione delle specie batteriche mediante metodi molecolari
  • IZSM – Dipartimento di Ispezione degli Alimenti – Lab. Latte e microbiologia predittiva e Lab. Allergeni e tipizzazione caseine: allergeni alimentari ed etichettatura
  • ORSA (Oss.torio Reg. Sicurezza Alimentare): comunicazione del rischio, trasparente e non allarmistica
  • IZSM – Dipartimento di Sanità Animale – U.O.C. di Virologia: colture cellulari e virus
  • IZSM – Dipartimento di Chimica: analisi per la rilevazione di additivi negli alimenti di origine animale
  • Portici Science Cafè e Ass. APS Soma§Psiche: programmi, attività e promozione scientifica

UNINA Dipartimento di Agraria – Area (E1)

  • di Biologia e Protezione dei Sistemi Agrari e Forestali: Le simmetrie:percorsi tra fisica e arte
  • di Biologia e Protezione dei Sistemi Agrari e Forestali: Pipistrelli e servizi eco sistemici
  • di Scienze e Tecnologie degli alimenti e CAISIAL: Innovazioni di prodotto e di processo in campo alimentare
  • di Microbiologia: Conteniamo moltitudini: il microbioma umano
  • di Scienze Chimico Agrarie: Cos’è il suolo e da cosa è minacciato: Utilizzeremo i nostri sensi per conoscerlo e approfondiremo i processi di contaminazione che ne minacciano le funzioni (solo sabato)

Fascination of Plants Day. Manifestazione Internazionale promossa dall’European Plant Science Organisation (EPSO)

  • di Genetica e Biotecnologie Vegetali: La Biodiversità delle piante: un mondo tutto da scoprire (solo domenica)
  • di Biologia e Protezione dei Sistemi Agrari e Forestali: Le piante: un’inesauribile fonte di benessere
  • di Biologia e Produzione vegetale: I segnali nascosti negli “anelli del legno”: interpretare il passato per immaginare il futuro
  • di Biologia e Protezione dei Sistemi Agrari e Forestali: Archeologia ,riconoscimento di legni e carboni per ricostruire paesaggi del passato

Area (F)

Sabato 11 maggio dalle ore 9 VII Edizione del Concorso Bello e Certificato Riservato agli studenti del IV° anno del corso di Cucina e Sala degli Istituti Alberghieri. Nell’ambito del Concorso l’Ass.to all’Agricoltura della Regione Campania, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, assegnerà il Premio Speciale alla memoria di “Anna Di Gennaro” giunto alla XIV edizione.

Domenica 12 maggio dalle ore 9.00 alle 13.00

Seduta di assaggio guidato di formaggi della Campania e Calabria a cura del: Consorzio di tutela Provolone del Monaco D.O.P., Az. Agricola D’Apolito di Moscillo (Pecorino Carmasciano), Associazione degli Allevatori-Casari di Azienda Agricola della Provincia di Salerno, Caseificio “La Tranquilla” Flli Pochiero (VV), Allevatori dell’Associazione Amaltea della Regione Calabria

Area (G)

  • Guardie Ambientali d’Italia: Educazione ambientale, ciclo dei rifiuti e raccolta differenziata
  • Esibizioni Cinofile: Educazione e Addestramento: a cura del Centro Cinotecnico Campano di Alma srl e Ass. Dilentantistica Cinofilia Agro Aversana ore 9,00 – 10,00 – 11,00 – 12,00

Area (H)

  • CRIUV – Centro Reg. Igiene Urbana Veterinaria: corretto mantenimento di animali da compagnia
  • CRAS – Centro Recupero Animali Selvatici: liberazione di rapaci curati presso il Centro (Sabato 11 e Domenica 12 ore 13,00)
  • I.T.A.L. Guardie Zoofile Ambientali Prov. di Napoli: maltrattamenti degli animali, sanzioni
  • ASL Napoli 3 SUD – Dipartimento di Prevenzione: Anagrafe itinerante:registrazione e inserimento microchips, informazioni sull’anagrafe degli animali da compagnia
  • Azienda Deltacon: Tecnologie per la Didattica, esercitazioni con stampanti 3D, presentazione di prototipi industriali e loro applicazioni in ambito medico, nuove frontiere della Robotica
  • Associazione Officineleonardo onlus: Robotica Educativa, presentazione della prima scuola di robotica della Campania e del Sud Italia

Area (I)

  • ABETA: adozione di cani e gatti
  • Fattoria Didattica Società Agricola Villanova srl: laboratori di semina,riciclo e trasformazione, educazione ambientale e attività con gli animali della fattoria
  • S.D. Empatiamoci affliata E.N.G.E.A. (Ente Nazionale Guide Equestri): attività di equitazione ricreativa per disabili e Pet-Therapy, attività assistita con asini, pony e alpaca
  • Agripark – Fattoria educativa e City Farm: laboratori di creatività, didattica e comunicazione rurale, corretto rapporto con gli animali attraverso il gioco con Pony di razza Shetland
  • Fattoria Didattica Greeland: impara a conoscere il comportamento del cavallo,battesimo della sella

Area (L)

  • Sabato 11 e Domenica 12 – VII Edizione La scuola adotta un monumento: La Reggia di Portici( Progetto della Fondazione Napoli Novantanove, per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico culturale).  Gli studenti del Liceo Scientifico F. Silvestri accompagneranno i visitatori nei percorsi guidati alla Reggia di Portici.

  • Domenica 12 – Seconda edizione della Corriamo nella natura – parco reale di Portici, corsa campestre non competitiva organizzata in collaborazione con l’Associazione Sportiva Budokan Portici.

La corsa, riservata agli alunni delle scuole elementari e medie, si snoderà sui suggestivi e esclusivi sentieri del Parco Superiore dell’ex Bosco Reale di Portici.

La partenza e l’arrivo avranno luogo all’interno dell’Istituto Zooprofilattico con ingresso in via Salute n.2.

Il percorso di gara sarà di m 500 per i bambini delle elementari e di m 800 per i ragazzi delle scuole medie.

Per maggiori informazioni: ASD Budokan Portici: 333 906 8063

 

Alla corrente edizione di Fattorie Didattiche Aperte 2019, partecipano le:

  • AZIENDE

Deltacon, Officineleonardo onlus, Fondazione Cultura e Innovazione, Azienda Yma, Eurofish – Napoli, Green Feel-Ecovillaggio, Az. Agricola Il Bosco degli Ulivi, Az. Agricola La Vecchia Fattoria, Coop. Sociale Giancarlo Siani, Coop. Canapa Campana, piantedicanapa.com di plantech advice, Az. Agricola Ager Floris, Az. Agricola D’Apolito di Moscillo, Az. EPPI di Andrea e Marcello Ciardiello, Apicoltura Mucciolo, Caseificio “La Tranquilla” Flli Pochiero (VV), Fattoria Didattica Greeland, Fattoria Didattica Società Agricola Villanova srl, Fattoria Didattica “ Società Agricola Masseria delle Sorgenti Ferrarelle”, Agripark -Fattoria Educativa e City Farm, Agrodidattica “E. De Cillis”, Village Park, Zoomiguana, School, Scuderie delle Sirene – Accademia del Teatro Equestre.

  • ASSOCIAZIONI

Slow Food Vesuvio, Consorzio tutela limone costa d’Amalfi IGP, Ass. Carmine Speranza, Ass. Liberamente, Ass. APS Soma§Psiche, Portici Science Cafè, Ass. Artur, Ass. A.S.D. Empatiamoci, Cooperativa Sociale onlus “Il Tappeto di IQBAL, Ass. Natura Sottosopra, Ass. Abeta onlus, Centro Cinotecnico Campano di Alma srl, Ass. Dilentantistica Cinofilia Agro Aversana, Il mondo della Chiocciola Tropicale, Ludobus Artingioco, Campania per i bimbi, Ludofficina, Ass. PONYS-Physics & Optics Naples Young Students, Ass. Sportiva Budokan – Portici, Croce Rossa Italiana – Comitato di Portici, Guardie Ambientali D’Italia, Guardie Ambientali D’Italia – Nucleo Sommozzatori – ASD Salto nel blu, E.I.T.A.L. Guardie Zoofile Ambientali Prov. di Napoli, Ass. NutriAfrica, L’Orto dei Vesuviani, Coop. Sociale Litografi Vesuviani, Associazione per la valorizzazione della colatura alici di Cetara – verso la DOP, Ass. Terrae Abellanae Nocciola di Avella DeCo, Consorzio Provolone del Monaco DOP, Centro Studi per l’arte bianca 3P, Ass. degli Allevatori-Casari di Azienda Agricola della Provincia di Salerno, Allevatori dell’Associazione Amaltea della Regione Calabria, Fondazione Napoli Novantanove,Testata giornalistica ”Obiettivo Campania Sapori e Tradizioni”.

  • ISTITUZIONI

MoSeF (ICB,IPCB e INO del CNR – Pozzuoli, ITI “Augusto Righi” – Napoli), IIF Center for Near Space, CNR- IBBR (Istituto Bioscienze e Biorisorse), CNR-IGB (Istituto di Genetica e Biofisica), CNR-IPSP (Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante), Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: Dipartimento di Sanità Animale: Lab. Diagnostica Biomolecolare, Lab.Biotecnologie Applicate e Bioinformatica, U.O.C di Virologia, Dipartimento di Ispezione degli alimenti: Lab. Latte e microbiologia predittiva, Lab. Allergeni e tipizzazione caseine, Dipartimento di Chimica: Lab. di Microinquinanti Organici (Diossine), Sezione Diagnostica di Avellino, O.R.S.A. (Osservatorio Regionale Sicurezza Alimentare), ASL Napoli 3 Sud: Progetto “Pienz’a Salute e Puort’ n’amico” offerta gratuita per la prevenzione, Università degli Studi di Napoli Federico II: Dipartimento di Scienze Chimiche, Dipartimento di Agraria-Sezioni: Scienze Chimico Agrarie, Biologia e Protezione dei Sistemi Agrari e Forestali, Genetica e Biotecnologie Vegetali, Biologia e Protezione dei Sistemi Agrari e Forestali, Biologia e Produzione vegetale, Microbiologia, Scienze e Tecnologie degli alimenti e CAISIAL (Centro di Ateneo per l’Innovazione e lo Sviluppo dell’Industria Alimentare), Università degli Studi di Napoli Parthenope: Dip. di Studi Economici e Giuridici, Dip. di Scienze e Tecnologie-Zoologia e Biologia Marina. CRIUV(Centro Regionale Igiene Urbana Veterinaria); CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici); CReMoPAR (Centro Regionale Monitoraggio Parassitosi).

Il servizio d’accoglienza è prestato dagli allievi degli I.I.S Carlo Levi, I.I.S Francesco Saverio Nitti, I.S.I.S.Rocco Scotellaro, Ist. Polispecialistico S. Paolo.

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