Vairano Patenora. Arrestati rapinatori ‘pivelli’ incastrati dalle due giovani vittime… e dalla Polfer

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I due minacciarono una coppia di giovani e gli presero i soldi in stazione. Poi volevano scortarli fino a Cassino per assicurarsi che non denunciassero tutto alla Polizia. Ma alla fine si sono fatti scoprire come due imbecilli…
Era l’8 febbraio quando due ragazzi minorenni di Cassino fermi alla stazione ferroviaria di Vairano in attesa del convoglio che li portasse a casa, vennero avvicinata da una coppia di minorenni del posto. Sotto la minaccia di un coltello, i due malviventi in erba pretesero i soldi, pochi euro, che i due avevano in tasca. Sotto la minaccia della stessa arma, inoltre, intimarono di mantenere il silenzio su quanto accaduto loro, poi, per controllare che non si rivolgessero alle forze dell’ordine, salirono sul treno con l’intenzione di “scortarli” fino a Cassino. Sul treno, però, il controllore trovò la coppia di rapinatori senza biglietto e ordinò loro di scendere alla prima stazione utile anche perché si rifiutarono di mostrare i documenti. Quando il controllore si allontanò, uno dei due, per scimmiottarlo, tirò fuori una carta di identità. Gesto che permise ai due rapinati di leggere il suo vero nome e fornirlo, il giorno dopo, agli agenti della Polfer di Cassino comandati dall’ispettore Marisa Di Fruscia. Le indagini avviate, ben presto hanno permesso di individuare la coppia di giovanissimi rapinatori anche grazie all’ausilio delle immagini registrate nella stazione e far scattare la denuncia per rapina in concorso.

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Original article: VAIRANO PATENORA. Rapinarono due giovani alla stazione ferroviaria e presero in giro anche il controllore sul treno. Arrestati due minorenni del posto.

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Sessa Aurunca. Trasportava legname rubato: arrestato 42enne

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L’autore del furto è incensurato, per cui è stato disposto dal magistrato il regime degli arresti domiciliari…
In Sessa Aurunca (CE), i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Locale Compagnia hanno arrestato, in flagranza di reato per furto aggravato D. M. classe 73, quindi 42 anni, del luogo. L’uomo è stato sorpreso dai militari dell’Arma mentre trasportava sul trattore di proprietà circa 40 quintali legna appena tagliata sottratta da un terreno di proprietà di un 74/enne del posto. La refurtiva è stata restituita all’avente diritto mentre il mezzo agricolo e la motosega sono stati sottoposti a sequestro. L’arrestato, pertanto, è stato condotto presso la propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari così come disposto dalla competente Autorità Giudiziaria.

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Original article: SESSA AURUNCA. Arrestato un 42enne del posto per furto di legna su un fondo privato di proprietà di un 74enne.

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Sannio Alifano, Consorzio Bonifica. ‘Stagionali’: ribatte a muso duro a Simonelli il presidente Cappella

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Cappella è stato attaccato ultimamente dalla minoranza per alcune assunzioni che l’Ente da lui guidato sta per effettuare: “Simonelli mente sapendo di mentire!!!”
Il Presidente del Consorzio, Prof. Pietro Andrea Cappella, rilascia la seguente dichiarazione in risposta alle accuse mossegli in un recente comunicato a firma del Consigliere di minoranza, Avv. Alfonso Simonelli: “Se c’è qualcuno che dice bugie tra me ed il Consigliere Alfonso Simonelli, quello è sicuramente lui che mente sapendo di mentire. Basta leggere i continui attacchi dei giorni scorsi per capire che ci troviamo di fronte ad una spudorata strumentalizzazione fatta da chi gioca sulla pelle degli operai stagionali e soffia sul fuoco pur di alimentare un polverone di polemiche infinite e di aizzare la protesta contro l’Amministrazione del Consorzio. Così come basta leggere il comunicato ufficiale del Consorzio per comprendere che personalmente non ho mai affermato che la possibilità per l’Amministrazione di assumere per chiamata diretta o per concorso sia contenuta nello Statuto dell’Ente e nella legge regionale. Ho sempre sostenuto e ribadito piuttosto, anche a chi sembra non volerci sentire, che è l’articolo 41 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro di categoria a dare la facoltà al Consorzio di assumere attraverso due percorsi, alternativi tra di loro ma entrambi legittimi, efficaci e tuttora pienamente in vigore, mentre in linea con la legge regionale 4/2004, lo Statuto consortile, all’articolo 15 capo e), stabilisce che spetta alla Deputazione Amministrativa “provvedere alla costituzione, modificazione e risoluzione dei rapporti di lavoro del personale dipendente”. Come un disco ormai rotto, da settimane sia Simonelli sia gli altri consiglieri di minoranza vanno diffondendo in giro notizie false e tendenziose, fra tutte quella seconda cui “gli operai stagionali non ci sono stati i fondi per gli anni 2012-13-e 14, i quali non avendo raggiunto il minimo delle giornate lavorative annue previste dalla legge, hanno perso la disoccupazione agricola, gli Assegni familiari e una decente pensione”. Nulla di più falso se si considera che il riconoscimento della disocccupazione agricola, la concessione degli assegni familiari ed il diritto a percepire la pensione avviene sulla base del principio di progressività, essendo parametrati tali benefici sulla base delle giornate effettivamente lavorate. Pertanto, gli operai stagionali hanno percepito regolarmente anche negli anni 2012, 2013 e 2014 il sussidio sociale della disoccupazione e gli assegni familiari, così come avranno diritto alla pensione al termine del loro percorso occupazionale. Tanto il Consigliere Simonelli quanto gli altri che vorranno accertarsi della verità delle mie parole, potranno consultare le tabelle a disposizione degli uffici. Alla luce di tanto, chiedo chi dica davvero bugie tra me ed il Consigliere Simonelli!”.

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Tuona il presidente del Consorzio di Bonifica Pietro Andrea Cappella, contro il delegato Alfonso Simonelli: “Tra me e lui il bugiardo non sono certamente io!”.

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Venafro. Evade dai domiciliari: arrestato boss del ‘Clan dei Casalesi’

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A stringergli le manette ai polsi i militari della locale Stazione di Venafro, che lo hanno sorpreso mentre si trovava fuori dalla propria abitazione insieme ad altre persone sul cui conto sono in corso ulteriori accertamenti… 
E’ stato arrestato dai Carabinieri nel primo pomeriggio, nel corso di una serie di controlli anticrimine predisposti su tutta la provincia di Isernia, Paolo Lama (nella foto), 55enne di Aversa nel casertano, appartenente al sodalizio criminale del “Clan dei Casalesi”. L’uomo si trovava agli arresti domiciliari a Venafro, a seguito di una indagine per associazione a delinquere di stampo camorristico finalizzato alle estorsioni. A stringergli le manette ai polsi i militari della locale Stazione di Venafro, che lo hanno sorpreso mentre si trovava fuori dalla propria abitazione insieme ad altre persone sul cui conto sono in corso ulteriori accertamenti. Il pregiudicato è stato trasferito presso le camere di sicurezza dell’Arma dove rimarrà a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Intanto nelle stesse ore ad Isernia un 37enne del posto è stato denunciato per detenzione illegale di sostanze stupefacenti, in quanto sorpreso dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia all’interno della sala d’attesa della Stazione Ferroviaria, in possesso di un involucro contenete alcune dosi di hashish. La droga è finita sotto sequestro mentre continuano le indagini per accertare se le dosi rinvenute erano per uso personale o se destinate all’attività di spaccio. Sempre per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, i militari della Stazione di Rionero Sannitico unitamente a quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile di Isernia hanno denunciato un 20enne di Castel di Sangro trovato in possesso di involucri contenenti complessivamente circa trenta grammi di hashish. Sia la droga che una somma contante pari a cento euro, suddivisa in banconote da venti, quale provento della presunta attività di spaccio, sono finiti sotto sequestro.

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Original article: CAMORRA. Era ai domiciliari a Venafro. Arrestato il 55enne Paolo Lama esponente di spicco del clan dei casalesi..

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Rocchetta e Croce-Vairano Patenora. Droga: 5 persone arrestate per detenzione ai fini di spaccio

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A Vairano Patenora, arrestati Schioppa Nunzia e suo figlio Michele De Maio. Nell’ambito della stessa operazione di servizio di cui abbiamo dato conto ieri, arrestati a Rocchetta e Croce Giuseppe Montone, sua moglie Maria Della Monica e il di loro figlio Paolo Montone…
In Vairano Patenora (CE) e Rocchetta e Croce (CE), i Carabinieri della Stazione di Vairano Scalo, al termine di due distinte perquisizioni domiciliari, a cui hanno preso parte anche unità cinofili del Nucleo carabinieri di Napoli, ha proceduto all’arresto di cinque persone, per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. In Rocchetta e Croce hanno arrestato Montone Giuseppe, cl.1952, Della Monica Maria, cl.1952, e Montone Paolo, cl.1976, tutti del luogo. Precisamente i militari dell’Arma hanno rinvenuto, nascosti in cucina, un bilancino di precisione, 22 involucri di cocaina per un peso complessivo di gr. 23,24, 3 bustine contenenti marjiuana, 3 involucri contenenti hashish, mannitolo per gr. 7,86 e materiale vario per il confezionamento. Mentre, in Vairano Patenora, dove hanno arrestato due persone, Schioppa Nunzia cl.1965 e il figlio De Maio Michele cl.1989 entrambi del luogo, sono stati rinvenuti, occultati nel locale cantina 8 involucri contenenti cocaina del peso complessivo di gr 4,33, 12 involucri contenenti marjiuana, 5 dosi di hashish e la somma contante di euro 1.135,00, ritenuta essere il provento dell’illecita attività. Tutti gli arrestati, sono stati condotti, rispettivamente presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere e quella femminile di Pozzuoli.

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Original article: VAIRANO PATENORA/ROCCHETTA E CROCE. Due nuclei familiari dediti allo spaccio di droga. Così scattano gli arresti nei due piccoli comuni. Cinque persone dentro.

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Vairano Patenora-Rocchetta e Croce. Droga: 5 arresti grazie ai cani della Benemerita

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La perquisizione è durata oltre due ore. Arresti anche a Rocchetta e Croce nell’ambito della stessa operazione di servizio…
Scattano le manette a Vairano Patenora. Nell’odierno pomeriggio i carabinieri della Compagnia di Capua sono intervenuti presso un’abitazione privata ed hanno eseguito una minuziosa e lunga perquisizione in zona Santa Maria a Fratte. La perquisizione è iniziata verso le ore 15,00 ed è stata effettuata dai Carabinieri intervenuti con due pattuglie automontate. Intorno alle 17,00 è stato richiesto ed ottenuto anche l’ausilio delle Unità Cinofile e grazie alle quali, ovvero ai cani in servizio nell’Arma, condotti nell’ abitazione oggetto del controllo, i Carabinieri hanno rinvenuto sostanza stupefacente. Pochi minuti fa gli inquirenti, hanno quindi tratto in stato di fermo, Nunzia Schioppa e Michele De Maio responsabili della detenzione di droga (marijuana e hashish) nonchè di una cospicua somma di danaro. Analoga operazione di servizio è stata condotta a Rocchetta e Croce, laddove i militari hanno tratto in arresto altri tre soggetti. A breve ulteriori e approfondite notizie

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Original article: VAIRANO PATENORA. Trovati in possesso di droga. Arrestati Michele De Maio e Nunzia Schioppa. I Carabinieri sono intervenuti con le Unità Cinofile.

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Piedimonte Matese. Due politici della zona danneggiano una serranda con l’auto e si dileguano: erano alticci?

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Stante da una prima risultanza, i due a tarda sera sono usciti da un locale del capoluogo matesino e col veicolo sarebbero finiti contro l’ingresso di un negozio, andando poi via. Ma sono stati successivamente rintracciati e invitati a pagare i danni causati… 
Due politici dell’Alto Casertano, abbastanza amanti di “vita mondana”, l’altra sera avrebbero causato qualche danno ad un’attività commerciale a Piedimonte Matese, finendo con il veicolo a loro in uso, contro la saracinesca del locale. Sembra che ad una prima disamina, il danno sia stato lieve, sebbene il frastuono ha svegliato i condomini della palazzina, oltretutto ubicata nel centro storico del capoluogo matesino. All’indomani però, il titolare dell’attività, quando si è recato ad aprire il negozio, ha notato che la serranda non solo era danneggiata, ma non riusciva neanche ad aprirla come dovuto. Qualcuno però, con alto senso civico, avvertiva il titolare dell’attività commerciale di quanto avvenuto la notte precedente, affermando anche di aver riconosciuto l’autista del veicolo, appunto un politico molto in vista nella zona, il quale si accompagnava ad un altro esponente politico, suo concittadino. Al commerciante non restava far altro che contattare i due artefici dell’incidente facendogli constatare, con i loro stessi occhi, il danno subito. Ovviamente se nella nottata “poteva sfuggire” che la saracinesca si era piegata, il danno alla luce del sole, si palesava nella sua interezza. Per cui al nostro politico non restava far altro che “mettere mano alla tasca” e rimborsare in maniera civile, il danno causato.

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Fanno “bisboccia” in un locale ed all’uscita si infrangono contro la saracinesca di un attività commerciale. Due politici nell’occhio del ciclone..

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Castelvenere (BN). Bottiglia incendiaria lanciata contro l’abitazione di due rumeni

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Lui 33 anni, lei di un anno più giovane, entrambi rumeni, erano da poco rientrati da un locale quando la casa è stata invasa dal fumo provocato dall’incendio appiccato con la benzina… 
Si erano da poco messi a letto quando hanno sentito prima uno strano rumore poi, l’odore acre del fumo. Momenti di paura la scorsa notte per una coppia residente a Castelvenere finita nel mirino di qualcuno che ha lanciato una bottiglia molotov contro il portone della loro abitazione. È accaduto in via San Tommaso dove nel mirino sono finiti un 33enne e la compagna di un anno più giovane, entrambi di nazionalità rumena, ma da anni residenti nel centro della Valle Telesina. Secondo una prima e ancora sommaria ricostruzione, dopo aver trascorso la serata in un locale della zona, i giovani sono tornati nella loro casa presa in affitto da qualche tempo. Sono entrati e, dopo qualche minuto, entrambi si sono coricati. Dopo circa mezz’ora, intorno all’1 e 30, l’uomo è stato svegliato da un tonfo. Un botto proveniente dall’ingresso. Subito dopo, entrambi hanno anche sentito il forte odore di fumo. Usciti dalla stanza, l’uomo e la donna hanno notato le fiamme che avevano attaccato il portone anche internamente. (La foto è di repertorio) Immediatamente hanno cercato, con acqua e stracci, di spegnere il rogo. Il 33enne è riuscito a spalancare la porta incendiata e con la compagna sono finalmente riusciti a spegnere l’incendio appiccato probabilmente dopo che qualcuno aveva lanciato contro l’infisso una bottiglia incendiaria. Il liquido infiammabile, sembra benzina, è scivolato anche all’interno dell’appartamento e si è incendiato provocando l’annerimento di una parete e del pannello del portone stesso. Dopo aver avuto la certezza che il fuoco si fosse spento, i due rumeni hanno fatto scattare l’allarme. Sul posto sono accorsi i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cerreto Sannita che hanno effettuato il sopralluogo, ascoltato i malcapitati ed avviato le indagini sull’episodio che non è escluso possa essere maturato per questioni private. Non è escluso che nelle prossime ore si possano registrare sviluppi. Per ora, fortunatamente, il 33enne e la 32enne se la sono cavata con qualche danno alla casa e tanta, tanta paura.

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Original article: ***BOMBA MOLOTOV LANCIATA CONTRO UNA CASA*** Paura per una coppia di 30enni. Hanno rischiato di rimanere bruciati vivi.

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Teano. Nomade resta incastrata nel cassonetto mentre tenta di asportare indumenti usati

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L’episodio è avvenuto nella centrale via don Sturzo. Una ragazza per prelevare abiti usati depositati negli appositi contenitori in acciaio resta a gambe all’aria incastrata nella fessura utilizzata per lasciare indumenti usati…
Momenti di paura in via Luigi Sturzo a Teano, dove un gruppo di cittadini ha assistito alla scena di una giovane donna rimasta incastrata nella chiusura basculante di una campana della raccolta differenziata, mentre rubava indumenti usati. C’è stato un momento in cui, della ragazza (che si è poi scoperto essere una trentenne di etnia rom), si scorgevano solo le gambe che compivano dei rapidissimi movimenti a forbice; tipici di una persona che nuota. La donna annaspava chiaramente negli indumenti. Era in evidente difficoltà, e qualcuno ha deciso di soccorrerla. Ma a pericolo scampato la donna, con movenze da vero contorsionista, si è calata all’interno del cassonetto con il busto proteso verso il basso per meglio rovistare. Con questo sistema, la stessa, avrebbe proceduto poi a estrarre i vestiti da selezionare o in alternativa scartare e abbandonare a terra. Dunque, di fronte a tutto questo, si può parlare ancora di dramma della disperazione sfiorato per caso? Forse sì. Ma è opinione diffusa che sullo sfondo di simili azioni, i tuffi nei cassoni (che hanno già assunto le caratteristiche di un vero e proprio fenomeno), si muovano delle organizzazioni dedite allo svuotamento illegale delle campane della differenziata. Gli artefici della filiera del nuovo business, tuffatori, raccoglitori, magazzinieri e trasportatori, fanno dei cassonetti delle miniere d’oro. Miniere dalle quali tirare fuori scarpe, vestiti, cappotti, camicie e persino indumenti intimi spesso nuovi o ben trattati, che finiscono sulle bancarelle dell’usato; magari senza nemmeno aver subìto un ciclo di lavaggio e di sterilizzazione. Un mercato dove le forme di controllo sono poche, o non esistono proprio. Anche se non v’è chi non veda a quali tipi di rischi igienici possano essere esposti gli acquirenti. Insomma,è triste dirlo, ma non sempre, o in misura sempre minore, dietro le persone che si calano nelle campane dei rifiuti si cela una reale situazione di bisogno. Mettendo assieme le varie tessere del mosaico, ne viene fuori un’immagine davvero triste: quella di un’ennesima guerra tra poveri, considerando che del frutto della raccolta degli indumenti usati fruiscono le associazioni, spesso benemerite, che assistono i bisognosi. Ma proprio come in guerra, ecco che la dignità umana è cosa che conta poco, assieme a tutti i rischi cui si espongono i tuffi. Pericoli veri, per l’integrità fisica degli addetti a quell’attività che sembra una semplice infrazione, un atto da balordi, ma che la legge configura come furto e dovrebbe perseguire e punire come tale.
Linda Zanni

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Original article: TEANO. Si infila in un raccoglitore di indumenti usati e resta incastrata. Scene da oggi le comiche in città. Soccorsa in tempo una 30enne..

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Val di Suessola (CE). Usura ed estorsioni: 3 arresti, 17 indagati e sequestri per vari milioni di euro

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Sono intervenuti i Carabinieri di Montesarchio con la collaborazione della Guardia di Finanza di Marcianise. I tre imperversavano nelle province di Benevento e Caserta. Applicavano tassi del 400% annuo!

I Carabinieri della Compagnia di Montesarchio hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta delle Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettante persone residenti nei Comuni di Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello.Michele Pesce, 58 anni, Antonio Carfora, 53, entrambi di San Felice a Cancello (Caserta) e Antonio Di Paolo, 33 anni, di Caserta, sono stati arrestati dai finanzieri di Marcianise e dai carabineri di Montesarchio in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Altre 17 persone sono indagate. L’operazione è denominata “Dirty Fur”. I tre sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di usura ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, dal 2000, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, hanno costretto diversi imprenditori, delle province di Benevento e di Caserta, a versare somme di denaro a titolo usuraio ovvero estorsivo. Gli episodi sono avvenuti ad Arienzo, San Felice a Cancello e Forchia. Il provvedimento restrittivo consegue all’attività d’indagine svolta dai militari dell’Arma, dal 2009 al 2014, anche in collaborazione con la Guardia di Finanza di Marcianise: gli esiti delle investigazioni hanno documentando l’esistenza di un’intensa attività usuraria ed estorsiva, con l’applicazione di tassi d’interesse superiori al 400% annuo, perpetrata con cadenza quasi giornaliera e caratterizzata da continue richieste e pressioni esercitate sulle persone offese, vittime di atti di violenza e d’intimidazione. L’operazione di questa mattina è il terzo troncone dell’indagine: il 17 marzo 2010, infatti, furono arrestati i primi 8 indagati, cui fecero seguito ulteriori 8 arresti il 23 gennaio 2012. Sono stati effettuati sequestri di beni mobili (autovetture di grossa cilindrata) ed immobili (appartamenti, locali e terreni), nonché di un’attività commerciale (un negozio di abiti da sposa e pellicce), per un controvalore pari a 5 milioni di euro, facenti capo agli arrestati di oggi. In totale, è di 17 milioni di euro il valore dei beni sinora assicurati alla giustizia.

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Original article: ***USURA ED ESTORSIONE*** Arrestate tre persone dai Carabinieri è la prosecuzione di altre due operazioni di servizio che portarono all’arresto altre sedici persone.

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