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Archive for the Cronaca Category

Piedimonte Matese. Rumena pluri pregiudicata arrestata mentre si recava al mercato… senza un centesimo

Posted on Maggio 18, 2015 by

Fica Ateprei deve scontare una pena di cinque anni di reclusione in Romania. Era arrivata nel capoluogo matesino insieme ad una sua amica, anche essa fermata e oggetto di Foglio di Via obbligatorio… 
Stavolta Fica ha fatto male i conti. La 45enne pluripregiudicata originaria di Badui in Romania, è stata beccata alla Stazione di Piedimonte Matese, dai Carabinieri del Comando Compagnia agli ordini del Capitano Giovanni Falso, per un normale controllo. Era in compagnia di una sua connazionale e si stavano recando al mercato settimanale, col chiaro intento ovviamente di ripulire il malcapitato o la malcapitata di turno, visto che addosso non avevano neanche un euro. Le due appena scese dal treno sono state notate dai militari che hanno chiesto i documenti. Da un rapido esame al terminale delle forze di polizia, emergeva che Fica Ateprei era colpita da ordinanza di custodia cautelare in carcere, a carattere internazionale, perchè deve scontare cinque anni di galera per svariati furti commessi in Romania ( e la i cinque anni sono effettivi, cioè sessanta mesi!). Per cui Fica aveva ben pensato di venire nel bel paese per darsi alla macchia e, vista la nostra ferrea legge, continuare indisturbata la sua attività criminale. Adesso Fica è in carcere a Pozzuoli, in attesa che venga estradata in Romania per scontare la sua pena. La sua commare di attività invece è stata segnalata e identificata. Su essa incombe la procedura del foglio di via obbligatorio per tre anni dal capoluogo matesino. Sperando che non ci si imbatta più in questa gentaglia.

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Vairano Patenora. Auto ferma in discesa ‘parte’ e si schianta contro un cancello sfiorando una passante

Posted on Maggio 18, 2015 by

La vettura è di una dipendente dell’Asl residente a Sparanise. La vittima invece è stata trasportata all’ospedale ma non è grave, solo tanto spavento…
Un’auto impazzita rischia di trasformare una normale mattinata in tragedia. E’ quanto accaduto questa mattina a Vairano Patenora. L’Audi di una dipendente dell’Asl residente a Sparanise è stata parcheggiata lungo via Roma, ma senza freno a mano. La vettura è iniziata a scivolare fino a schiantare contro il cancello della struttura sanitaria, sfiorando una donna e facendola cadere, sbattendo la testa sul marciapiede. La signora, è stata trasportata presso l’ospedale di Piedimonte Matese, ma le sue condizioni non destano preoccupazioni, sebbene è un miracolo che non sia accaduto di peggio.

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Caiazzo. Posta, recapito: il terzo mondo è qui; l’utenza va risarcita: ‘parola’ di vice sindaco

Posted on Maggio 18, 2015 by

“Il gestore del servizio è responsabile dei disservizi ed è tenuto anche ad un risarcimento danno derivato dal mancato recapito…” Così Cerreto nella sua missiva a Poste Italiane…
Il vicesindaco di Caiazzo, Antimo Cerreto, ha raccolto decine e decine di lamentele da parte dei suoi concittadini in merito al mancato recapito della corrispondenza in città. Per cui ha deciso di inoltrare una formale lettera di protesta alla direzione regionale delle Poste Italiane, intimando di intervenire immediatamente per risolvere i problemi che attanagliano la distruzione della corrispondenza.
“””Il sottoscritto Antimo Cerreto, nella qualità di Assessore alla Vivibilità e Vicesindaco del Comune di Caiazzo, atteso che da diverso tempo i cittadini di Caiazzo lamentano che la loro corrispondenza viene recapitata con ritardi ingiustificati ed ingiustificabili a causa di un servizio inefficace ed inefficiente; la mancata continuità del personale nella qualità di portalettere ingenera confusione nella distribuzione della posta al punto che sono gli stessi cittadini a dover supplire ad un servizio scadente ed inventarsi postini, provvedendo essi stessi a recapitare correttamente plichi postali altrui; la mancata regolarità del servizio di distribuzione della corrispondenza da parte di Poste Italiane impedisce la corretta ricezione da parte dei cittadini di notifiche, multe, bollette e le conseguenze del mancato rispetto delle scadenze gravano sui cittadini di Caiazzo cosi come gli effetti legali più gravi come distacchi e il costo delle more per ritardati pagamenti; è ingiustificabile che le strategie aziendali di riduzione del personale siano fatte gravare sui clienti delle Poste; il mancato recapito della posta può configurarsi come vero e proprio reato. Giurisprudenza costante di merito e legittimità ritiene che: “Il Gestore dei servizio postale è pienamente responsabile per il mancato recapito di corrispondenza anche se ordinaria, non assicurata, o raccomandata, a meno che lo stesso non provi che l’inadempimento sia stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa ad esso non imputabile, ed è, pertanto, tenuto al risarcimento del danno prevedibile derivato dal mancato recapito”. nella “Carta della qualità del Servizio Postale Universale” adottato da Poste italiane vengono autonomamente indicati Obiettivi di qualità, sistematicamente violati sollecita Poste Italiane SPA a ripristinare immediatamente la regolarità del servizio di recapito della corrispondenza ed a rimuovere definitivamente le cause del disservizio in danno dei cittadini del Comune di Caiazzo.”””

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Alvignano. ‘Rivive’ Ciro Esposito per GiocoSport: mercoledì in paese la mamma del tifoso ucciso a Roma

Posted on Maggio 18, 2015 by

L’incontro si svolgerà mercoledì mattina alle ore 10,00 presso la sede del “Club Napoli” cittadino, dove ad attendere la signora ci sarà tutto il direttivo del sodalizio…
In occasione del GIOCOSPORT 2015 IL Club Napoli Alvignano, con il Presidente Daniele Ianniello, il Vice Presidente Dario Barbiero ed il direttivo: Benito La Vecchia, Giovanni Battista, Giovanni Di Tommaso e Tutti i tifosi e simpatizzanti del Napoli Calcio, ospiteranno la signora Antonella Leardi “mamma di Ciro Esposito”, mercoledì 20 maggio prossimo alle ore 10,00, presso la loro sede di Alvignano. Antonella Leardi, è la mamma di Ciro Esposito, un giovane tifoso del Napoli, la sua squadra del cuore, ferito mortalmente fuori dello Stadio Olimpico di Roma il 3 maggio 2014, prima della partita Napoli-Fiorentina. Ciro non ha assistito a quella partita di finale di Coppa Italia e da quel giorno non è mai più tornato a casa dalla sua famiglia. La mamma di Ciro è una donna minuta, tenace e coraggiosa, che predica la non violenza. Va in giro per le scuole e dovunque la invitano a spiegare che non bisogna odiare e non utilizzare lo sport come pretesto per fare del male agli altri. Ha fondato una Associazione Onlus dal nome “Ciro Vive” per ricordare suo figlio e dare un senso a quella tragica fine, di un figlio che esce un giorno di casa per divertirsi e non ritorna più. Ha scritto un libro “Ciro Vive” per ricordarlo, la triste storia di una madre che ha perso un figlio, in un modo incomprensibile, di cui il ricavato sarà tutto devoluto in beneficenza, soprattutto agli ospedali. Antonella Leardi racconta i tragici giorni della speranza e del dolore, la storia di Ciro e di quel vile e crudele incidente a Roma. “Ciro Vive” è il titolo scelto per rendere omaggio all’ Associazione fondata dalla madre del giovane tifoso, subito dopo la morte del figlio, con il desiderio di voler trasmettere un meraviglioso messaggio di fratellanza, amore e di pace, soprattutto ai più giovani. Un pensiero condiviso da tanti e dal suo editore Pietro Graus che sottolinea come la sua diffusione sia un messaggio forte di amore. Il Club Napoli di Alvignano ed i tifosi del Napoli Calcio, sono orgogliosi di poterla ospitare ad Alvignano. 
Franco La Vecchia.

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Formicola. Immigrati, rissa al villaggio turistico; Civitella: ‘intervenga la Comunità Montana’

Posted on Maggio 17, 2015 by

Secondo quanto espone l’ex dirigente dell’Agepir, l’Agenzia che fa capo direttamente alla Comunità Montana del Monte Maggiore, il villaggio “Le Campole” è di proprietà dell’Ente formicolano e dato in gestione ai privati: “E’ il caso che da via Morisani a Formicola prendano posizioni…”
L’ex dirigente dell’Agepir Roberto Civitella, appresa la notizia di quanto avvenuto questa notte alle Campole, prende una sua puntuale e precisa posizione. Ecco il suo comunicato.
“””Apprendo dal sito di “Caiazzo Rinasce” di gravi episodi verificatosi stanotte presso il “Villaggio Le Campole”. Pertanto, esprimo la mia totale ed incondizionata solidarietà al personale sanitario, al Comandante ed ai militari della Stazione dei Carabinieri di Formicola. Rammento ancora una volta che la struttura turistica de “Le Campole” è di proprietà della Comunità Montana del “Monte Maggiore” e data in concessione ad una società privata. Ed ancora una volta chiedo una chiara presa di posizione della Comunità Montana e dei Comuni facenti parte dello stesso ente sovracomunale.”””

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Caiazzo. D’Ettorre: strada riaperta, ma residenti ‘imprigionati’….

Posted on Maggio 17, 2015 by

Con ordinanza emanata dal responsabile del settore Vigilanza nella giornata dell’altro ieri, è stata dichiarata nuovamente accessibile alle auto e ai pedoni la strada sulla quale si affacciano gli immobili di proprietà delle Opere Pie Riunite…
Riapre finalmente via G.C. D’Ettorre, la strada situata nel cuore del centro storico caiatino chiusa al traffico veicolare dall’agosto dello scorso anno e da circa tre mesi interdetta anche alla circolazione pedonale. A quasi un anno di stata da dalla sua chiusura, la principale arteria che attraversa il borgo antico della città torna pienamente fruibile a seguito della ultimazione dei lavori di messa in sicurezza del complesso delle Clarisse con annessa chiesa delle monache, e dei vicini locali che ospitavano prima il museo Kere. Con ordinanza emanata dal responsabile del settore Vigilanza nella giornata dell’altro ieri, è stata dichiarata nuovamente accessibile alle auto e ai pedoni la strada sulla quale si affacciano gli immobili di proprietà delle Opere Pie Riunite, soggetti a pericolo di crolli e, quindi, fonte di pericolo per la pubblica e privata incolumità da agosto ad oggi. Il provvedimento di riapertura di via D’Ettorre arriva dopo lo smontaggio del ponteggio allestito nell’estate 2014 per puntellare il complesso ed evitare crolli a seguito dei primi segni di cedimento strutturale prontamente riscontrati dall’ufficio tecnico comunale, ed al termine dei lavori di messa in sicurezza che l’amministrazione comunale retta dal sindaco Tommaso Sgueglia ha realizzato sostituendosi all’Ipab Opere Pie Riunite, stanziando all’uopo anche una somma pari a 40 mila euro per eliminare ogni situazione di pericolo che potrebbe derivare dalla chiesa delle Monache e dall’annesso ex Museo Kere. Al fine di per superare la situazione di stallo creatasi a seguito della chiusura della strada, il comune ha deciso di sostituirsi all’Ipab, il cui Cda non è stato in grado di fronteggiare la situazione energie duale per mancanza di liquidità, per eseguire i lavori necessari a liberare il centro storico da quello che è diventato, per quasi un anno, un fardello insopportabile per l’economia dei commercianti e per la viabilità dei residenti nel centro storico. Ovviamente adesso il comune dovrà recuperare i fondi anticipati dall’Ipab che versa in una situazione deficitaria e debitoria profonda che nasce nel tempo e che si tramanda da molti anni. L’unica limitazione imposta dal comando di polizia municipale alla riapertura al traffico della suddetta strada riguarda la circolazione ai veicoli di larghezza non superiore a m 1,75 stante il leggero restringimento della sede stradale per la presenza dei pilastri dell’impalcatura a protezione della stessa.
Enzo Perretta

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Teano. Gita scolastica bloccata dall’intervento dei Carabinieri che scongiurano il peggio bloccando i bus inidonei

Posted on Maggio 17, 2015 by

Spesso e volentieri i militari della locale Stazione devono sostituirsi ai Vigili Urbani. Come nel caso di un veicolo parcheggiato su un marciapiedi in via Santa Reparata e solo dopo aver interpellato i militari, è stata rimossa, attese le chiamate invane al Comando dei Caschi Bianchi…
I ragazzi erano eccitati all’ennesima potenza per le gite organizzate dalle scuole, ma mentre tutto sembrava concretizzarsi, sul più bello arrivavano i Carabinieri e la festa sembrava guastata. Gli stessi genitori in un primo momento iniziavano a far emergere segnali di intolleranza, visto che il ritardo delle partenze si si stava accumulando inverosimilmente. Poi sono arrivate le spiegazioni e gli animi si sono placati, atteso che i Carabinieri se erano giunti sul posto, era soprattutto per tutelare la salute dei loro figli. Subito dopo i militari hanno proceduto al controllo dei pullman meticolosamente, dai pneumatici alle frecce di direzione scoprendo diverse irregolarità. Addirittura per uno dei veicoli preposti al viaggio degli studenti è stato chiesto che venisse immediatamente fatto rientrare al deposito e venisse sostituito con analogo mezzo idoneo, nel mentre per gli altri presenti e pronti a partire, è bastato qualche accorgimento da parte di meccanici ed elettrauti. Insomma, la sicurezza prima di tutto. Tutto è accaduto a Teano nell’area preposta alla sosta dei mezzi pubblici, quella a ridosso del ponte di viale Sant’Antonio. Ad entrare in azione, gli uomini della locale stazione agli ordini del comandante Tommaso Forziati, che hanno così fatto rispettare quella che deve essere la buona norma, ovvero la prevenzione, soprattutto quando si parla di studenti e giovani. Probabilmente sarebbe efficace una maggiore collaborazione con la polizia municipale. L’esempio più fresco riguarda il caso di un’automobile perennemente parcheggiata sui marciapiedi di viale Santa Reparata che costringeva i pedoni a camminare lungo la carreggiata: i pedoni, stanchi per le inutili telefonate rivolte ad altri, hanno chiamato i carabinieri e l’auto è stata letteralmente fatta sloggiare dal marciapiede riservato, come tutti sanno, al transito dei pedoni. Ancora un esempio di difesa della sicurezza dei cittadini.

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Formicola. Immigrati pretendono subito tutti i diritti italiani e bloccano l’ambulanza per 4 ore: rivolta sedata dalla Benemerita

Posted on Maggio 17, 2015 by

Un’assistente sociale la dottoressa D.C. 46enne responsabile della cooperativa è stata accerchiata dagli “ospiti” e si è sentita male. Chiamata l’ambulanza, gli “ospiti” li hanno trattenuti senza permettere loro di uscire dalle 21,00 circa fino all’una di notte. Anche i Carabinieri della locale stazione chiamati ad una febbrile trattativa con centinaia di extracomunitari. La situazione è una polveriera. IL RACCONTO DI UNO DEI PRESENTI… 
E’ successo di tutto questa notte presso il villaggio turistico “Le Campole” ubicato nell’omonima località a Formicola, laddove sono ospitati centinaia di extracomunitari sopraggiunti in Italia sui barconi della speranza. In pratica, stante quanto ci hanno raccontato alcuni protagonisti di questa terribile vicenda, gli “ospiti” della struttura avrebbero implicitamente rinchiuso all’interno assistente sociale, equipaggio di un’ambulanza intervenuto per soccorrerla e poi intavolato una serrata trattativa con i Carabinieri della locale Stazione intervenuti sul posto e anche essi “trattenuti gentilmente” fino all’una di questa notte. Ma andiamo con ordine. Ieri sera, sabato 16 maggio, verso le 20,45 circa, arriva una segnalazione all’equipaggio dell’ambulanza di Caiazzo, di portarsi in Formicola, in località “Le Campole” per una segnalazione di un malore occorso ad una donna di 46 anni, la signora D.C. assistente sociale presso una cooperativa che si occupa di coadiuvare appunto gli extracomunitari giunti in provincia di Caserta. La donna si era recata per verificare lo stato dei luoghi e controllare che gli “ospiti” erano regolarmente curati e la situazione fosse nella norma. D.C. si accompagnava sul posto con un signore e nel mentre stava facendo il giro, sarebbe stata circondata da un gruppo di extracomunitari all’interno del villaggio, i quali con fare insistente chiedevano alla donna quando avrebbero ottenuto la carta d’identità e il permesso di soggiorno. L’avrebbero addirittura accerchiata una decina di loro, tanto che la stessa si sentiva male. L’uomo che era con lei, chiamava quindi l’ambulanza tramite il servizio del 118. Sul posto giungeva un equipaggio da Caiazzo, composto dal dottor Ponticorvo e dagli assistenti Pannone e Riello. Il medico si rendeva conto che era necessario il trasporto immediato della donna in ospedale, ma qui succedeva l’impossibile! Infatti, stante quanto emerso da alcune indiscrezioni, gli “ospiti” non permettevano a nessuno di uscire dal villaggio! “Amico tu non uscire se non arrivare carta di identità e permesso di soggiorno!” esclamavano alcuni di questi facinorosi. L’equipaggio cercava di dissuadere gli “ospiti” dall’assumere quell’atteggiamento in quanto c’era l’urgenza di trasportare immediatamente la signora in ospedale. Ma ogni tentativo di conciliazione o trattativa risultava inutile. Addirittura gli animi si esacerbavano ulteriormente e qualcuno dei pochi italiani presenti, chiamava i Carabinieri. Giungevano sul posto i militari della locale Stazione, i quali a loro volta, venivano coinvolti nella “trattativa” e quindi, diciamo che venivano per un lasso di qualche ora abbondante, invitati a restare ed assistere alla discussione, sempre con la signora 46enne che aveva bisogno di cure ed era stesa sulla barella. In sostanza gli “ospiti” manifestavano malcontento e soprattutto molti volevano riconosciuti immediatamente i loro diritti, appunto cittadinanza e documenti. Nell’ambito poi della discussione che a tratti assumeva il tono della rivolta, alcuni extracomunitari riferivano di essere affetti chi da tubercolosi in essere, chi da Aids e chi da epatite. Ma sono notizie riferite dagli stessi e non confortate da una indagine medica esperita sul posto. Intanto il tempo trascorreva e sia l’equipaggio dell’ambulanza e sia la donna che aveva bisogno di urgente assistenza, avvertivano uno stato d’ansia davvero frenetico. Gli extracomunitari insistevano che da li non si doveva muovere nessuno. Solo verso l’una di notte, con una forzatura da parte dell’equipaggio e della pattuglia dei Carabinieri, questi riuscivano ad uscire dal villaggio e permettere all’ambulanza di trasportare la donna all’ospedale civile di Caserta. “L’esperienza vissuta questa notte – afferma uno tra i presenti – è stata davvero terrificante. per un momento abbiamo pensato al peggio, mentre per tutto il periodo che siamo stati chiusi nel villaggio alla mercé di centinaia di extracomunitari abbiamo avuto la consapevolezza che lo Stato ha abbandonato a se stessi sia noi che viviamo in queste zone e sia gli stessi ospiti giunti dall’Africa. Grazie al sangue freddo dei Carabinieri, almeno loro non ci hanno abbandonato, ne siamo venuti fuori, ma abbiamo realizzato tutti che se questa orda di extracomunitari avesse voluto alzare gli animi, ci avrebbero letteralmente macinato. ‘Amico tu di qua non esci se non arrivano documenti!’ non le dimenticherò mai più queste parole che rimbombano nella mia testa. Quattro ore in balia di questa gente”

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Piedimonte Matese. Rissa familiare: tutti in tribunale venerdì

Posted on Maggio 17, 2015 by

Il giudice monocratico dott. Faiella deve pronunciarsi su una vicenda che ha visto protagonisti gli stessi familiari residenti in un unico condominio. I fatti risalgono al 2009, quando si presero a mazzate, zappate e roncolate i membri della stessa famiglia…con tanto di cd rom che registrò tutto!
Venerdì scorso a Santa Maria Capua Vetere, davanti al Giudice Monocratico Dott. Faiella si è chiusa un’odissea iniziata nel 2009 che ha visto protagonista una donna, la signora C.M.. La stessa, infatti, verso la fine di aprile del 2009 rimase coinvolta in una vera e propria rissa familiare con tanto di aggressione e minaccia da parte della propria madre e di sua sorella (M.A.). La vittima salì col proprio marito A.D.V. sul tetto della propria casa, insospettita da rumori e trovò le strette congiunte intente a rimuovere le tegole del solaio di copertura (almeno questo è scritto in querela). Alla vista del Sig. D.V. la sorella (cognata dal D.V.) cominciava a far partire tavole di legno, con tanto di bestemmie e minacce. Tutto veniva ripreso e montato su CD. La qual cosa ci pare alquanto singolare in quanto è strano che si vada a controllare sul tetto muniti di registratore… Ma l’incredibile episodio non finiva lì. Poco più tardi la madre passava alla roncola, con tanto di aggiunta di minacce e bestemmie. E, successivamente, la discussione degenerava ulteriormente, passando alla zappa e dulcis in fundo alle fioriere: lanciate verso l’auto della vittima (una Fiat Punto). Solo l’intervento dei Carabinieri, una volta giunti sul posto, ha messo fine alla lite. Forse era il caso che i parenti non vivessero così vicini: più sono stretti,  più rischiano di farsi male…sul serio! Attendiamo la sentenza e soprattutto i motivi…

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Telese Terme – Amorosi – Montesarchio: ‘stretta’ antidroga della Benemerita

Posted on Maggio 17, 2015 by

Una segnalazione per droga e quindici grammi di stupefacente sequestrati. E’ questo il bilancio dell’ultimo servizio di controllo del territorio svolto dai carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita. Nel corso dell’attività di controllo del territorio, inoltre, è stato segnalato dai … Continua a leggere

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