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Dal Matese a Roma sindaci in corteo contro l’IMU sui terreni agricoli

Mobilitazione generale a Roma dei sindaci del Matese

nella mattinata di lunedì 12 gennaio contro l’applicazione dell’Imu sui terreni agricoli anche nelle aree montane.
In occasione della manifestazione di protesta indetta dall’Uncem e dall’Anci e svoltasi dinanzi a Palazzo Chigi e Palazzo Montecitorio, sedi rispettivamente del Governo e della Camera dei Deputati, le fasce tricolori dei 17 comuni rientranti nella Comunità Montana del Matese, guidati dal presidente di
quest’ultima Fabrizio Pepe, hanno sfilato per le strade della Capitale per chiedere a gran voce al Parlamento e all’esecutivo nazionale l’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale unica sui fondi
agricoli ricadenti nel territorio montano e collinare del Matese.
Al termine del corteo, gli amministratori dell’Alto Casertano hanno tenuto un’assemblea nella nuova aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, in via Campo di Marzio, dove si sono confrontati ed hanno lungamente discusso con il ministro degli Affari Regionale Maria Carmela Lanzetta, il vice ministro all’Agricoltura Andrea Olivero, il componente della Commissione Finanze della Camera e sindaco di Ponte nelle Alpi Roberto De Menech, ed deputato Enrico Borghi ai quali hanno rappresentato la necessità di stralciare immediatamente l’articolo di legge che introduce l’Imu sui terreni agricoli.
Secondo la recente normativa introdotta quest’anno dal governo Renzi, per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1 gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento, un moltiplicatore pari a 135.
Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 75.
Conseguentemente solo 1.578 comuni fruiranno dell’esenzione totale Imu rispetto ai 3.524 attuali; ben 2.568 avranno invece un’esenzione parziale, che si limita ai coltivatori diretti e agli imprenditori
agricoli professionali.
I restanti contribuenti, 3.912 Comuni, dovranno pagare entro il 26 gennaio 2014 tutta l’imposta sui terreni relativa al 2014.
Riteniamo che sia opportuno avviare un percorso partecipato tra il Governo e le Istituzioni affinché sia concertato un metodo di individuazione delle zone montane e collinari esenti da IMU, non ritenendo
sufficiente il mero posticipo al 26 gennaio 2015″ ha spiegato il presidente Pepe, a nome dei sindaci matesini.
Non ci si può riferire alla solo altimetria come strumento di selezione dei Comuni montani esenti da
IMU perchè vi sono altri fattori quali l’orografia, il deficit infrastrutturale, la densità di popolazione ed altri ancora riconosciuti anche a livello europeo.
Ecco perché sosteniamo che non si possa procedere all’attuazione di un decreto inerente l’introduzione di una nuova forma di tassazione per i Comuni fino ad oggi esenti, anche considerando la difficile situazione economica che sta vivendo il settore agricolo nel nostro Paese, in particolare nelle aree montane“.
Da qui la richiesta al governo di stralciare l’articolo di legge, di sospendere l’attuazione dello stesso per l’anno in corso, di attivare un tavolo di concertazione con gli enti locali e le associazioni di rappresentanza, Anci e Uncem, per confrontarsi sulle modalità di attuazione dell’art. 22 del DL 66/2014, ed infine di avviare l’iter per un disegno di legge che riconosca l’importanza della ricomposizione fondiaria, aggiornando il catasto, sull’esempio di quanto fatto in altri Paesi UE.

(Enzo Perretta – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © diritti riservati all’autore)

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Roccamonfina. Cunicoli ‘pre romani’ scoperti alla ‘Pennina’ o meri scoli idrici?

Durante il ripristino della strada comunale “La Pennina”,

 

sita a monte della frazione Filorsi del Comune di Roccamonfina, gli operai hanno portato alla luce delle caratteristiche cavità, dai contorni di piccole tombe.
La scoperta dei particolari cunicoli, su ambo i versanti costone adiacente il tratto di strada comunale, è avvenuta quando gli operai della ditta che si sta occupando dei lavori per conto della Comunità Montana Monte Santa Croce hanno incominciato ad effettuare il taglio delle sterpaglie e ristabilimento delle frane.
Il responsabile dei lavori ha bloccato le attività lavorative non appena ha constatato la scoperta, cosi da risalire, mediante documentazione o testimonianze dei residenti, all’esatta identificazione dei manufatti rinvenuti, ma l’altro giorno gli operai hanno ripreso le attività in quanto sembra, stando al racconto di alcuni anziani, che le cavità siano dei meri cunicoli di drenaggio di una fonte acquifera risalenti ad epoca preromana o romana.
“Queste concavità- ha riferito un testimone– sono sempre esistite, ma negli ultimi tempi la vegetazione le aveva coperte, cosi da nasconderle agli occhi di quei pochi che come me, ancora si avventuravano sul tratto di strada accidentato.
Tutto fa supporre che, in epoca lontana, i cunicoli erano collegati tra di loro, mediante una costruzione di legno, interrotta forse dall’opera dell’uomo nel momento in cui ha dovuto realizzare la strada o altro.
Sono molto contento che la mia “Pennina”, venga rimessa a posto, cosi da consentire a residenti e turisti di raggiungere a piedi, la frazione Filorsi e contestualmente il centro di Roccamonfina”.
La strada lastricata (basolato), dove solo i pedoni possono transitare, negli anni passati rappresentava una risorsa preziosa per i proprietari di castagneti, che la percorrevano alle prime luci dell’alba, a dorso dei propri muli, carichi di sacchi di castagne, per raggiungere il mercato del frutto tipico di Roccamonfina.
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Marcianise. Sventato dalla Liguria suicidio annunciato nottetempo su Facebook

Durante la notte fra lunedì 12 e martedì 13 gennaio
i Carabinieri della Stazione di Marcianise, unitamente a una pattuglia della Compagnia d’Intervento Operativo di Napoli impegnata nell’ambito della attività di prevenzione dei reati in genere, sotto il coordinamento della Compagnia Carabinieri di Marcianise, sono intervenuti in Capodrise, ove era stato segnalato un tentativo di suicidio posto in essere da una giovane donna.

L’allarme era arrivato alla centrale operativa di Marcianise tramite i Carabinieri di La Spezia, ai quali era pervenuta la segnalazione da parte di un utente di Facebook che aveva notato, nella bacheca del blog dedicato a chi soffre di disturbi di ansia e panico, una frase pubblicata dalla giovane donna che riferiva di avere assunto l’intero flacone di un potente farmaco antidepressivo ed esplicitava la propria volontà di morire.

Le immediate attività di ricerca hanno consentito di localizzare l’abitazione della giovane donna.
Effettuato l’accesso, i militari dapprima si sinceravano delle condizioni di salute della ragazza, richiedendo l’intervento di personale del 118 e contestualmente rinvenivano il flacone del farmaco antidepressivo privo di contenuto.
La donna, trasportata immediatamente presso l’ospedale civile di Aversa, veniva dichiarata fuori pericolo di vita e dimessa subito dopo.
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Caserta nel ‘valzer’ nazionale dei questori: Messina subentra a Gualtieri

Il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha disposto, con decorrenza 26 gennaio, una serie di movimenti di questori e dirigenti di polizia in diverse città.
A Torino, dove l’attuale questore Cufalo Antonino lascerà l’incarico per andare a dirigere la Direzione centrale anticrimine, arriva Salvatore Longo, attuale questore di Catania, che viene a sua volta sostituito da Marcello Cardona (ex arbitro di Serie A), ora a Livorno.
Massimo D’Ambrosio viene invece nominato questore di Trento mentre Orazio D’Anna passa da Ferrara a Livorno.
A Potenza arriva da Caserta Giuseppe Gualtieri (foto a destra), sostituito da Francesco Messina (foto a sinistra), che lascia la sede di Varese a Attilio Ingrassia.
Quest’ultimo, attuale questore di Belluno, viene sostituito da Michele Morelli, che era dirigente del compartimento polizia stradale del Friuli. A Ferrara e Isernia arrivano rispettivamente Antonio
Sbordone e Vincenzo Vuono, entrambi provenienti dall’ufficio centrale ispettivo.
L’attuale questore di Isernia, Armando Nanei passa a dirigere il servizio di polizia ferroviaria.
Nell’ambito dei movimenti decisi dal Dipartimento, infine, l’attuale direttore del servizio analisi criminale della direzione centrale della polizia criminale, Giuseppe Pagano, passa a dirigere il servizio sovrintendenti, assistenti e agenti della direzione centrale per le risorse umane.
Per video cliccare su una delle foto
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