Category Archives: Cronaca

Individuato il furbetto della ZTL ad Aversa

E’ stato individuato l’automobilista che aveva coperto la targa della propria vettura per poter entrare in una ZTL ad Aversa.

Dopo la nostra segnalazione il sindaco di Aversa, Alfonso Golia, ci fa sapere che l’uomo che con un patetico gesto aveva tentato di nascondere la targa della propria automobile per potersi addentrare nella ZTL è stato individuato e sarà sanzionato severamente. L’identificazione è stata possibile grazie alle videocamere di sorveglianza e ciò dimostra l’importanza di avere sistemi che possano garantire la sicurezza delle strade.”- queste le parole in merito all’accaduto del Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

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Corso Giannone. Posta sotto assedio, ancora una rapina dopo quella del 2 dicembre

Ancora una rapina all’ufficio postale di Corso Giannone a Caserta. Dopo quella del 2 dicembre scorso il piccolo ufficio postale del centro ancora sotto assedio della criminalità. I malviventi hanno dato l’assalto alla filiale poco prima della chiusura mattutina e in concomitanza con l’uscita degli studenti degli istituti scolastici presenti in corso Giannone. Sul posto sono accorse due volanti della PS della Questura di Caserta, due auto dei Carabinieri e una camionetta dei Vigili del Fuoco. Ancora da quantificare il malloppo.

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Stamattina i funerali del 38enne deceduto ieri

San Felice a Cancello. Si sono tenuti nella mattinata di oggi,nella chiesa di San Pietro Apostolo di Talanico  i funerali di Angelo ,il ragazzo di 38 anni deceduto nella giornata di ieri. Molta solidarietà intorno alla famiglia dello sfortunato giovane molto conosciuto in città come una persona perbene. Il vuoto lasciato sarà incolmabile per tutti i suoi cari e tutti quelli che l’ hanno conosciuto.

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VIDEO La Fabbrica dei falsi incidenti stradali

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Spaccia mentre è ai domiciliari, ancora guai per un 48enne

In Villa Literno, i Carabinieri della locale stazione, hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, D.T., 48 anni ivi residente. L’uomo, in atto sottoposto al regime di detenzione domiciliare, durante una perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di circa 40 grammi di hashish, che è stato sequestrato. Nella circostanza è stato sequestrato anche  materiale da confezionamento. L’arrestato è stato posto nuovamente agli arresti domiciliari.

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Un avvocato a capo della Fabbrica degli incidenti falsi. Coinvolti anche un Giudice di Pace e un cancelliere

È un avvocato del Foro di Avellino a capo della banda nominata Fabbrica degli incidenti, che insieme ad alcuni colleghi, si adoperava per inventarsi l’ennesimo incidente, costruendo la dinamica ed il fascicolo del sinistro e curando i dettagli in ogni singola fase.

Gli incidenti stradali, mai avvenuti, venivano rappresentati come incidenti con fuga, dove l’ipotetico responsabile era sempre irreperibile. Questa esposizione agevolava l’ottenimento dell’ingiusto profitto.

La finta vittima, dopo aver conferito il mandato all’avvocato, veniva contattata da altri membri dell’organizzazione per essere accompagnata presso strutture sanitarie pubbliche, dove il medico compiacente stilava certificati che attestavano inesistenti conseguenze traumatiche post incidente.

Il copione criminale consisteva nell’ideare, in molti i casi, incidenti stradali sulla base di radiografie, già illegalmente possedute dall’organizzazione, dalle quali scaturiva la diagnosi del primo soccorso, ovviamente con lesioni attinenti alle circostanze del sinistro. In tali episodi gli esami diagnostici e la documentazione sanitaria di ignari pazienti, veniva acquisita illecitamente dalle strutture sanitarie. L’avvocato inoltrava la richiesta risarcitoria al Fondo di garanzia per le Vittime della strada, restando poi in attesa di ricevere una congrua proposta economica di indennizzo. Per taluni sinistri il Fondo erogava direttamente il risarcimento, per altri era necessario richiedere l’intervento del Giudice di Pace compiacente.

Parte proprio dalle denunce, presentate dalle compagnie di assicurazione e dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, l’indagine sviluppata, in prima battuta, dalla Procura della Repubblica di Napoli e successivamente dalla Procura della Repubblica di Roma, alla quale il fascicolo è stato trasferito per competenza, in quanto coinvolto un Giudice di Pace del mandamento di Sant’Anastasia.

Un vero e proprio sistema quello venuto fuori dopo circa due anni di indagini dei poliziotti del compartimento Polizia Stradale per il Lazio e l’Umbria, volto a trarre ingenti profitti da incidenti stradali mai avvenuti, costruiti “ad arte” da una vera e propria organizzazione a delinquere specializzata e ramificata nel territorio campano, che agiva in modo seriale. Agli investigatori il sistema è apparso quasi come una rappresentazione teatrale, dove ogni attore aveva un preciso ruolo ed un copione da recitare.

Si iniziava con il reclutamento degli attori; previo compenso, venivano ingaggiate persone che fingevano di essere vittime di incidenti stradali ed altre, invece, che dovevano interpretare il ruolo dei testimoni, rendendo falsa testimonianza sulla dinamica del sinistro. Poi è emerso il secondo livello organizzativo del sistema criminale, dove l’avvocato ed i suoi sodali si avvalevano dei contatti con un Giudice di Pace ed un Cancelliere. Quest’ultimo si è rivelato come figura strategica del sodalizio criminale, in quanto nella fase di iscrizione a ruolo, “pilotava” il fascicolo del finto sinistro dirottandone l’assegnazione al Giudice di Pace compiacente. La sentenza, così, non poteva essere che favorevole.

Il contributo del Giudice di Pace e del Cancelliere aveva trasformato il sistema in una macchina perfetta che ogni mese produceva decine di iscrizioni a ruolo di falsi sinistri stradali con la conseguente emissione di sentenze favorevoli.

Tutti i componenti dell’organizzazione erano retribuiti secondo il livello funzionale e la tipologia di prestazione svolta. Nel corso dei due anni di attività investigativa, si è accertato che il giro aveva reso oltre 1 milione e mezzo di euro.

La Polizia Stradale di Roma, coordinata dal dr. Roberto Cucchiari e dal dr. Pierluigi Cipolla della Procura della Repubblica di Roma, e coadiuvata sul territorio dalla Polizia Stradale di Napoli, ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa alle assicurazioni e connessi reati contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione. Inoltre, sono state denunciate in stato di libertà altre 14 persone. Nell’operazione sono stati impegnati 50 uomini della Polizia Stradale di Roma e Napoli.

Le indagini, supportate da attività di intercettazioni, che hanno consentito di individuare i vari livelli di responsabilità, sono risultate estremamente complesse, attese le peculiarità organizzative dei sodali ed il livello di penetrazione nel tessuto sociale del contesto in cui operavano.

Una vera e propria associazione criminale che si avvaleva di standard di sicurezza, tecnologici e organizzativi particolarmente performanti, attraverso l’utilizzo di telecamere a circuito chiuso per il controllo degli ambienti e la disponibilità di numerose schede telefoniche per la gestione dei contatti.

L’aspetto più interessante attiene all’organizzazione della rete criminale, ove le modalità di interazioni tra i sodali erano rigide e vincolate, con l’obiettivo di garantire l’anonimato dei vertici del gruppo criminale.

Per questo, per gli scambi di informazione o la pattuizione dei compensi, venivano impiegati degli intermediari, onde evitare contatti diretti tra i capi e i complici occasionali, avvalendosi di sodali che svolgevano mansioni di livello inferiore. Talvolta, nelle conversazioni venivano adottate tutte le cautele possibili anche utilizzando allusioni e metafore.

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Riempie di botte la compagna, in manette 24enne

Nel pomeriggio di ieri personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Michele Cicala nato a Caserta il 26.06.1996 e  residente in Macerata Campania, indagato in ordine al reato di atti persecutori.

Le indagini esperite da personale del commissariato di Santa Maria Capua Vetere hanno permesso di evidenziare gravi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine al comportamento vessatorio tenuto nei confronti della ex compagna e quindi tentativi di approccio molesti, continue telefonate e minacce rivolte anche ai familiari della predetta.

Michele Cicala in data 06.05.2019 è stato già colpito dalla misura del divieto di avvicinamento alla parte offesa, poi revocata nello scorso mese di luglio a seguito della condanna in primo grado (per analoga fattispecie di reato) alla pena complessiva di anni uno e mesi sei di reclusione, con sospensione condizionale.

Attesa la reiterazione degli illeciti comportamenti nei confronti della ex compagna, il medesimo è stato nuovamente  colpito, in data 24.09.2019  dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa aggravata dall’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Le pregresse misure e la condanna non hanno indotto il Cicala ad interrompere il comportamento violento nei confronti della ex compagna, tant’è che alcuni giorni orsono ha usato violenza nei confronti di quest’ultima, cagionandole lesioni.

L’ulteriore illecita condotta del predetto è stata, pertanto, sottoposta dal  Commissariato di Santa Maria Capua Vetere al vaglio della locale Procura della Repubblica che, concordando con le risultanze investigative acquisite, ha richiesto al G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere l’emissione dell’odierno provvedimento di custodia cautelare in carcere. L’indagato è stato tradotto presso la locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Aversa: in ricordo del dott. Giuseppe Capone, serata di sensibilizzazione dedicata al giovane medico

AVERSA– Ieri, 07.01.2020 alle ore 19.30, a distanza di un anno, un cospicuo gruppo di persone si è ritrovato in Via Salvo d’Acquisto nei pressi dell’Istituto Cimarosa e del Palazzetto dello Sport, per ricordare ,in un abbraccio universale, il triste evento che vide coinvolto il dr. Giuseppe Capone.
Il giovane medico stava tornando a casa dalla palestra, quando all’improvviso fu investito ed ucciso da una Mini Cooper guidata da un 20enne di Aversa, figlio di un noto imprenditore.
L’incontro è stato voluto per ricordare Giuseppe, ma anche per sensibilizzare i giovani che amano la brezza della velocità senza valutare le conseguenze. Bisogna sottolineare che, in via Salvo d’Acquisto, 
nel punto in cui il giovane medico è stato investito ancora oggi le macchine sfrecciano non rispettando alcun tipo segnaletica, al punto, che Sandra Motti, madre del ragazzo, si è chiesta ieri se sia possibile che la morte di Giuseppe non abbia contribuito a incrementare una maggiore consapevolezza. Il padre, il dott. Gaspare Capone, addolorato, invece, si è chiuso un comprensibilissimo silenzio.

Queste,comunque,le parole di una delle tante persone intervenute ieri:

Non lasciamo che eventi simili restino nel vuoto.Da un evento triste puo nascere qualcosa di buono e costruttivo. Potremmo forse sensibilizzare la cittadinanza ed i giovani in particolar modo, al rispetto delle prime regole di un comune vivere, all’osservanza delle prime norme dell’educazione civica e stradale, e soprattutto al rispetto della vita

Il ragazzo, dedito alle attività di volontariato, aveva in progetto di contribuire alla costruzione di un ospedale in Tanzania, tanto che un sacerdote di quel territorio, con cui era in contatto, ha voluto ricordarlo con questa omelia:

La nostra vita non deve essere insignificante, non dobbiamo sprecarla. Dobbiamo dare un senso alla nostra vita, al nostro tempo.
Ogni momento finisce solo uno è eterno ed è quello dello Spirito.Dobbiamo elevarci con nobili valori..ed inoltre dobbiamo prenderci carico e la responsabilità dell’altro prendercene cura. Amare senza misura anche se l’amore graffia, ma un amore che non fa soffrire, che non dà pensieri, che non sanguina, non è degno di essere chiamato amore.Oggi contempliamo l’universalità del mistero ,ricordiamo l’amico, il figlio Peppe, di alti valori, un giovane medico che aveva un sogno, costruire un ospedale in Africa.
Peppe io lo posso definire non un eroe, ma un patrimonio dell’umanità. Oggi sicuramente è un angelo

Struggenti le parole, piene di un profondo e nostalgico amore, con le quali ieri la madre, la prof.ssa Motti, ha ricordato il figlio:

È passato un anno,sembra volato, forse perché la mia mente è ferma a quel 7 gennaio 2019. Tutto non è più come prima, la tua assenza si vive attimo per attimo, il pensiero è costantemente rivolto a te.In quest’anno ho scoperto le tante belle azioni in cui ti prodigavi e che io ignoravo. Tante persone che non conoscevo hanno espresso solidarietà, affetto, rabbia, sgomento per l’accaduto. Alcuni mi raccontavano aneddoti in cui traspirava la tua disponibilità, la tua carica umana, altri elogiavano la tua professionalità, la tua cultura, molti ti stimavano per la tua nobiltà d’animo, per il tuo essere, per il tuo poter ostentare e non aver mai ostentato. Mamme mi dicevano che eri il figlio ideale, il figlio che ogni madre desidererebbe avere, ed è vero, sono stata, sono e sarò sempre fiera di te, dolce e amabile creatura mia. Della splendida persona che eri il mio cuore di madre ne è sempre stato conscio, se penso alla tua gentilezza d’animo, a tutte le affettuose attenzioni che avevi ne miei, nostri confronti, non a caso il 7 gennaio scorso al nostro rientro a casa trovammo 2 calze piene di leccornie, una tua sorpresa, questa volta ci avevi pensato tu. Attendevo con gioia il tuo rientro per ringraziarti con un forte abbraccio, il rientro……. non c’è stato, ….grazie non ho potuto dirtelo. Avevi quasi terminato di attraversare, pochi passi ed eri sul marciapiede, quell’auto in folle corsa ti è piombata addosso, non doveva essere lì, doveva mantenere la sua destra, non invadere la corsia di sinistra.In un attimo la sua forza violenta ti ha travolto, ha distrutto la tua giovane vita, i tuoi progetti, i tuoi sogni, la stupenda persona che eri. Quella sera il male ha prevalso sul bene

Queste, invece, quelle piene di fraterno pathos della sorella Alessandra, che studia scienze della comunicazione a Varese

Un anno senza di te…la mia preziosa metà,il mio porto sicuro, il mio primo compagno di giochi da bambina, il mio saggio supporto nei momenti di crisi, il mio dolce Giuny.
Raccontare della splendida persona che eri, anzi che sei perchè tu sei e sarai sempre presente e vivo nel mio cuore e nella mia mente, sarebbe superfluo, il tuo cuore d’oro, la tua nobiltà d’animo e il tuo dolce sorriso illuminano la mia esistenza.
La mia forza sei tu. Consapevole del fatto che la felicità di una volta non potrà mai più tornare; solo una cosa è certa: “Ovunque tu sia adesso non ha importanza perchè tu vivi e continuerai a vivere in me e in tutti coloro che ti vogliono bene per sempre
“.

 

 

 

 

 

 

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Scioglimento anticipato dei Consigli Comunali in provincia di Caserta e di Napoli: infiltrazioni camorristiche ed equilibri politici precari

Scioglimento anticipato per il Comune di Casandrino  per il quale e’ stato nominato Commissario Prefettizio il  viceprefetto Giovanni Lucchese in servizio presso la Prefettura di Napoli.

Giovanni Lucchese e’ stato chiamato a provvedere alla  provvisoria amministrazione dell’ente fino alle prossime elezioni.

Il Consiglio Comunale di Casandrino e’ stato sciolto in seguito alle dimissioni di nove Consiglieri su sedici , i quali hanno in tal modo sfiduciato il Sindaco Salvatore Volpe eletto il 10 giugno 2018  sostenuto dalla  lista civica ” Casandrino Democratica”.

Un anno e mezzo di governo, dunque, ed anche Casandrino si e’ andato a collocare tra i 16 Comuni della Campania senza Sindaco. Al momento sono commissariati per motivi politici o decessi dei Primi Cittadini i seguenti Comuni: Marcianise, Trentola, Grazzanise, Alife,  in provincia di Caserta; Luogosano e Quadrelle in provincia di Avellino; Foiano di Val Fortore in provincia di Benevento; Angri nel Salernitano; Lacco Ameno, Sant’Sant’Antimo, Casavatore, Casandrino e Caivano in provincia di Napoli

A questi Comuni bisogna aggiungere quelli che sono stati sciolti per le infiltrazioni camorristiche all’interno dell’amministrazione : si pensi a San Gennaro Vesuviano, Calvizzano e Arzano in provincia di Napoli e Orta di Atella in provincia di Caserta.

Va detto che, dal 2010, in Campania, ben 259 sono stati i Comuni sciolti per motivi politici ed altro, e ben 24 le amministrazioni  che hanno  subito la mannaia della Prefettura per infiltrazioni camorristiche.

Un triste primato, dunque, per la Campania che ottiene il primo posto nella classifica stilata dalla Fondazione Openpolis sul numero  di scioglimenti anticipati di Consigli comunali, avvenuti sia per infiltrazione criminale che per motivazioni politico – amministrative, decessi o impedimenti.

Per quale ragione tutto cio?

Indubbiamente, al di la’ delle motivazioni alla base di ciascuno scioglimento, resta il fatto che in Campania- e soprattutto in provincia di Napoli e in provincia di Caserta- l’amministrazione e la gestione dei Comuni si fonda su equilibri politici precari e ballerini.

La statistica regionale e nazionale sui commissariamenti, sorvolando sulla differenza tra Nord e Sud, è una spia che la politica dovrebbe tenere in conto eppure spesso sottovalutata o non affrontata. Un evento traumatico come lo scioglimento di un Consiglio comunale è spesso il segnale della mancanza di una classe dirigente degna, di proposte politiche costruttive e, nei casi peggiori, di trasparenza ed onestà di chi amministra, che si fa portavoce istituzionale per la malavita

Il fatto che i dati della Campania siano superiori al totale (198) non deve sorprendere perché inglobano anche quelle realtà che nel corso di questi anni  sono state piu’ volte sciolte dalla Prefettura.

A colpire è l’incidenza dei casi (il 77%) tra le province di Napoli e Caserta dove ci sono stati Consigli comunali sciolti persino per 4 volte negli ultimi nove anni (San Felice a Cancello, Trentola Ducenta, Arzano, Grumo Nevano, Quarto). Con l’eccezione di Grumo Nevano (commissariato in 3 occasioni per dimissioni dei consiglieri e in una per dimissioni del sindaco), tutti questi comuni sono stati sciolti almeno una volta per mafia dal 2010.

Nel Napoletano e nel Casertano, rilevano gli osservatori di Openpolis, si concentrano i casi più critici. “Estendendo l’analisi ai 52 comuni campani sciolti 2 o 3 volte dal 2010 – si legge 22 appartengono alla città metropolitana di Napoli e 17 alla provincia di Caserta. Solo altri 13 si trovano nelle altre province della Campania. Un dato che indica la forte ricorrenza territoriale del fenomeno, ma anche quanto sia necessario porre un’attenzione particolare ai comuni che sono stati sciolti diverse volte nell’ultimo decennio”.

L’unica Regione  che supera  la Campania per numero di interventi del Ministero dell’Interno in amministrazioni colluse con la criminalita’ organizzata  è la Sicilia che in dieci anni ha avuto 29 scioglimenti.

Da notare che al secondo posto svetta la Lombardia con ben 237 scioglimenti anticipati dei quali solo uno per infiltrazione camorristica.

A seguire la Calabria, la Puglia e il Piemonte. In Val d’Aosta si registra una sola fine anticipata di consiliatura verificatasi nove anni fa e per ragioni politiche.

Tornando al dato nazionale, in Italia tra il 2017 ed il 2019 sono stati sciolti, al 25 novembre, 463 comuni – di cui 58 per infiltrazioni della criminalità organizzata. A questi si aggiungono 2 aziende sanitarie, anch’esse sciolte per infiltrazioni mafiose; in tutto ci sono 107 Municipi gestiti da commissari prefettizi dei quali il 37% perché ‘infiltrati’.

La Regione con più commissariamenti in corso è la Calabria, ma è in generale il Sud a ‘dominare’ la classifica: oltre la metà dei casi riguarda il Mezzogiorno, dove è pure più alta (oltre il 50%) l’incidenza dei casi di mafia nell’istituzione locale.

 

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Melito di Napoli: Carabinieri arrestano usuraio su OCC della Procura di Napoli Nord

MELITO DI NAPOLI – I Carabinieri della Tenenza di Melito di Napoli dopo un’indagine coordinata dalla Procura di Napoli Nord hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 70 anni del posto, già noto alle forze di polizia, per i reati di usura ed estorsione nei confronti di un agente finanziario.

Dall’attività di indagine è emerso che l’arrestato aveva prestato 30mila euro all’agente finanziario che voleva acquistare una casa, e che a fronte
di quel prestito aveva preteso, anche con minacce di morte, tutta la somma prestata e nel frattempo 1.000 euro ogni 15 giorni. La vittima ha assecondato le richieste per alcuni mesi ma poi non ce l’ha fatta più.

E quando non è riuscita a pagare ha dovuto accettare di monetizzare assegni per conto dell’usuraio versandoli sul proprio conto corrente; poi gli consegnava il corrispettivo in contanti, questo anche quando gli assegni erano “scoperti”. In circa 3 anni ha versato allo strozzino una somma che si aggira intorno ai 70 mila euro. Esasperato era arrivato anche a pensare di togliersi la vita, gesto che però è stato scongiurato dalle indagini che proseguivano in modo promettente e dalla vicinanza dei Carabinieri.

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