Category Archives: Cronaca

Due fratelli gemelli aggredirono con violenza donna impiegata in un bar di San Cipriano, arrestati

CASAL DI PRINCIPE – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casal di Principe (CE), in via F. Baracca di quel centro, a seguito dell’attività investigativa, coordinata dai Magistrati della Procura di Napoli Nord, hanno dato esecuzione all’ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal prefato Tribunale, nei confronti di D.F. A. e D.F. V., fratelli gemelli, cl. 2001, residenti a Casal di Principe, ritenuti responsabili di tentata estorsione in concorso e lesioni aggravate.

I due, la sera del 18 agosto 2019, mediante minaccia di morte e violenza, consistita nel cagionare contusioni ed escoriazioni al volto e al torace, ad una donna rumena, impiegata presso un bar di San Cipriano d’Aversa (CE), omisero di pagare le consumazioni delle quali avevano usufruito, allontanandosi subito dopo.

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Caiazzo. Appropriazione indebita di beni altrui: condanna confermata per un noto artigiano

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La quarta sezione penale della Corte di Appello di Napoli ha confermato la sentenza

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RAID A STAMPO CAMORRISTICO A MARCIANISE, COLPI DI PISTOLA ESPLOSI CONTRO CONCESSIONARIA DI AUTOMOBILI

Raid a stampo camoristico a Marcianise, dei colpi di arma da fuoco, sono estati esplosi qualche  nottata fa lungo la via San Giuliano, dove si trova una concessionaria di automobili presa di mira da questo episodio che può essere inquadrato anche come ‘racket camorristico’.

Sono  in corso le indagini la concessionaria colpita da vari proiettili è appunto la ZARRILLO, il tutto avvenuto in una delle zone centrali della città.

Le indagini sono partite come già detto ma non si hanno ancora nè particolari né dettagli su quanto accaduto. Si stanno cercando dei  riscontri che possono andare da dichiarazioni rese da eventuali ‘testImoni’ che hanno assistito o comunque udito gli spari ma anche un’attenta analisi del circuito di videosorveglianza della predetta concessionaria di automobili.

Seguiranno aggiornamenti

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In tre speronano auto dei Carabinieri e fuggono. Inseguiti ed arrestati anche per spaccio di stupefacenti

SANTA MARIA A VICO – In Santa Maria a Vico, nella serata di giovedì, 19 settembre 2019, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno tratto in arresto, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente RUBANO Angelo, cl. 86 di San Lorenzello (Bn), RUGGIERO Lorenzo, cl. 66 di San Salvatore Telesino (Bn) e CATALANO Mariagrazia, cl. 83 di San Lorenzello (Bn).

I tre, mentre percorrevano via Napoli a bordo dell’autovettura Fiat Punto condotta dal citato Rubano, allo scopo di sottrarsi ad un controllo da parte dei carabinieri hanno tentato la fuga cercando di speronare il mezzo militare. Raggiunti e bloccati sono stati poi sottoposti a perquisizione personale durante la quale la citata CATALANO ha consegnato un involucro contenente 50 grammi di hashish.

Gli arrestati, sono stati associati al carcere di Santa Maria Capua Vetere e Pozzuoli (Na).

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SEQUESTRO DELLA LEA SRL DI MARCANISE, INCASSSI MILIONARI, RISULTANZE DI UNA PARTE DELL’INCHIESTA

MARCIANISE – Il sequestro dell’azienda relativa allo stoccaggio dei rifiuti a marcianise, la LEA SRL, proseguono anche le indagini  ed alcune risultanze da parte della Guardia di Finanza, un quadro che parte da lontano con mancati pagamenti di stipnedi già dall’ anno 2018, molte le dichiarazioni e le risultanze ch estanno venendo fuori.

Coinvolti nella maxi inchiesta tra gli altri, Angelo Egisto,  un ex ‘imprenditore napoletano’ proprietario ‘di fatto’ della società di stoccaggio e recupero rifiuti di Marcianise al centro dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere per inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti. Il soggetto in questione Angelo Egisto già negli anni passati ha posto in essere una serie di condotte illecite crimninose, ecco di seguito una parte delle risultanze delle intercettazioni telefoniche partite qualche anno fa già nel  novembre 2017, circa eccone una parte “Nel mese di novembre 2017, presso l’area sul retro del capannone sito in Marcianise località Ceraso Egisto ha avviato dei lavori per ripristinare il piazzale ma in realtà tali lavori erano solo una copertura per sversare tonnellate di rifiuti umidi all’interno di una buca scavata con uno scavatore. Tali informazioni – rivela un ex autista – le ho sentite da alcuni dipendenti della LEA e posso dirvi che i lavori venivano effettuati dopo le ore 17, ovvero quando tutti i dipendenti lasciavano gli uffici ed il capannone. Ho sentito dire che è stata scavata una fossa avente quali dimensioni 90 metri d lunghezza, 45 metri di larghezza e 8 metri di profondità”. L’ex dipendente afferma testualmente incastra il patron Lea: “I lavori copertura per sversare tonnellate di rifiuti”: “Ho sentito dire anche che Egisto avrà potuto guadagnare circa 2 o 3 milioni di euro”.

Stanno ad una parte dell’inchiesta che sta ‘ricostruendo’ gran parte dell’attività illecita dell’Aziienda LEA S.r.l, gli sversamenti ed i sotterramenti illeciti avvenivano già dall’ anno 2017,  con condotte crimonose ch esi perpretavano reolgarmente già dopo la chiusura dell’impinato di stoccaggio con sotterramenti di rifiuti notturni ed una serie di false fatturazioni.

Stanno uscendo comunque tutta una serie di tabulati ed intercettazioni da parte anche di ex dipendenti o ex lavoratori che comunque ono abbastanza univoche e chiare nell’incastare gi amministratori e non solo eccone un’ altro strlacio che si riporta, ….“Abbiamo fatto imbrogli, se esce prende 20 anni di carcere se esce, il mio masto prende 20 anni di carcere”. Un’operazione che ha permesso al gestore, secondo quanto ammettono gli stessi operai, di aver incassato circa 2 milioni di euro.“

Seguiranno aggiornamenti

 

 

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ESCLUSIVA. IL VIDEO del grosso incendio a Macerata Campania

MACERATA CAMPANIA – È scoppiato nella serata di ieri, in via Sant’Anastasia frazione Caturano di Macerata, un grosso incendio. Ad essere colpiti residui di potatura su terreno privato. GUARDA IL VIDEO

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Guardia di Finanza sgomina due associazini di narcotrafficanti compresi elementi della camorra

NAPOLI – Dalle prime luci dell’alba di giovedì, 19 settembre 2019, militari ed unità cinofile antidroga (utilizzati almeno 50 cani antidroga) delle Fiamme Gialle trentine hanno effettuando arresti e perquisizioni nei confronti dei componenti di due associazioni criminali di narcotrafficanti, radicate sia a nord che nel sud Italia e con ampie ramificazioni all’estero.

Si tratta dell’operazione internazionale antidroga denominata “CARTHAGO”, che si è appena conclusa con l’esecuzione, da parte di circa cinquanta finanzieri con l’ausilio di 12 cani antidroga, di sette misure di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Trento nei confronti di altrettanti indagati, nonché di 15 perquisizioni domiciliari.

Ai sette indagati catturati in queste ore, quattro dei quali dimoranti in Italia tra Trentino-Alto Adige, CAMPANIA e Lombardia ed altri tre dimoranti all’estero in Olanda e Spagna, si sommano ulteriori dodici indagati arrestati in flagranza di reato, per un totale di diciannove narcotrafficanti finiti in manette nel corso delle indagini.

Le investigazioni, avviate a marzo 2016 con un sequestro di stupefacenti nei confronti di un gruppo di pusher maghrebini radicato in Trentino Alto Adige, sono state dirette dalla locale Procura Distrettuale – D.D.A. e condotte dalle unità speciali antidroga del G.I.C.O. (Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) in forza al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento.

Per sgominare la vasta rete di narcotraffico, che si estendeva dal Marocco, passando per la Spagna e la Svizzera fino ad arrivare in Italia, fondamentale si è rivelata l’attività investigativa transnazionale operata dai finanzieri trentini con la preziosa collaborazione dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza di Roma, attraverso il ricorso a procedure di cooperazione internazionale attuate tramite il II Reparto “Coordinamento informativo e relazioni internazionali” del Comando Generale del Corpo e la D.C.S.A. (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) del Ministero dell’Interno.

Sono stati così individuati due sodalizi criminali composti, prevalentemente, da soggetti di origine maghrebina ed italiana, stabilmente radicati in Trentino-Alto Adige, Lombardia, Basilicata, CAMPANIA e Puglia, che si ripartivano i locali mercati dello spaccio.

In particolare il primo sodalizio, localizzato in nord Italia e composto prevalentemente da maghrebini, approvvigionandosi in Spagna e Svizzera di hashish e cocaina, riforniva con cadenza periodica i “mercati” delle province di Trento e Bolzano, ove lo stupefacente veniva venduto al dettaglio alla “clientela” attraverso la capillare distribuzione attuata dai pusher, perlopiù tunisini e marocchini, presso i parchi cittadini dei centri storici, in prossimità di istituti scolastici nonché, in periodi di alta stagione, anche in alcune località turistiche di alta montagna.

Stessi “mercati” di destinazione e medesima capillare distribuzione della droga anche da parte del secondo sodalizio, localizzato in Basilicata e Puglia, composto da esponenti della malavita di Cerignola (FG) appartenente alla c.d. “quarta mafia foggiana”, in accordo con esponenti di un clan camorristico di TORRE ANNUNZIATA (NA), che importava ingenti quantità di hashish e cocaina direttamente dai luoghi di produzione in Marocco e Spagna, per poi destinarli alla distribuzione sul territorio nazionale, compresa la provincia di Trento, “mercato” quest’ultimo di cui si prendeva cura personalmente uno dei principali esponenti dell’organizzazione criminale.

In esecuzione delle misure di custodia cautelare in carcere, sono stati catturati, in Italia, tre cittadini marocchini, dimoranti a Santeramo in Colle (BA), Bariano (BG) e Boltiere (BG) ed un cittadino italiano dimorante a TORRE ANNUNZIATA (NA). A seguito di apposito Mandato di Arresto Europeo, sono invece stati catturati, all’estero, ulteriori due cittadini marocchini, dimoranti in Spagna ed in Olanda, attraverso la cooperazione internazionale fornita agli investigatori trentini dal Cuerpo Nacional de Policía, in territorio iberico e, nei Paesi Bassi, dal Korps Landelijke Politiediensten. Un ulteriore soggetto marocchino è tuttora oggetto di ricerca, estesa in campo internazionale.

Tra gli odierni arrestati, particolare rilievo riveste la cattura di un quarantenne affiliato ad un clan camorristico di Torre Annunziata (NA), responsabile dell’importazione, in collaborazione con un importante narcotrafficante marocchino, di svariate tonnellate di hashish.

Il bilancio complessivo dell’operazione ha portato all’individuazione e alla denuncia di 73 narcotrafficanti, 19 dei quali tratti in arresto, nonché al sequestro di oltre 1 tonnellata di hashish, 2 kg. di cocaina, 5 automezzi utilizzati per il trasporto della droga e 20.000,00 euro in contanti. Lo stupefacente sequestrato, una volta venduto al dettaglio, avrebbe garantito alle due associazioni di narcotrafficanti introiti per oltre 70 milioni di euro.

L’operazione, che ha inflitto un duro colpo ai canali di rifornimento dello stupefacente del Trentino Alto Adige, conferma, ancora una volta, il ruolo primario della Guardia di Finanza quale Polizia Economico-Finanziaria proiettata al contrasto internazionale dei più gravi fenomeni criminosi al fine di garantire la sicurezza del Paese.

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Villa Literno. TUTTI I NOMI .Operaio morto folgorato: condannate tre persone per omicidio colposo

Villa Literno .  Il Tribunale di Santa Maria C.V. ha emesso la sentenza nel processo tenutosi per la morte di Raffaele Venditto,  l’operaio che nove anni fa morì folgorato mentre lavorava alla costruzione di nuovi loculi al cimitero di Villa Literno.

Il  tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presidente Carotenuto,  ha condannato in solido per concorso in omicidio colposo per mancate norme di sicurezza sul lavoro tre persone.

Si tratta del titolare della ditta, l’imprenditore Pasquale Mastrominico a due anni e dieci mesi e l’ingegnere Luciano Pianese ad un anno e sei mesi e Vincenzo Schiavone a due anni e due mesi.

Invece il giudice ha assolto Antonio Fabozzi, difeso dall’avvocato Mario Griffo, responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Villa Literno e ha assolto anche Giuseppe Nolè un tecnico della ditta.

Nel procedimento si sono costituite parte civile la Cgil e la Regione Campania.

 

Il giudice ha condannato inoltre i responsabili della ditta dove lavorava l’operaio alle spese processuali e al risarcimento di circa 200 mila euro per i familiari della vittima, costituiti parte civile con l’avvocato Rossella Calabritto.

 

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Truffa online, casertano si fa pagare pellets ma è un falso venditore

CASERTA – Un 40enne della provincia di Caserta è stato denunciato dai Carabinieri per truffa. L’uomo si è fatto ricaricare la postepay con 150 euro da una signora di Moncrivello (Vercelli) per alcuni pacchi di pellets messi in vendita su internet. Una volta versati i soldi, la vittima del raggiro non ha ricevuto nulla e si è rivolta ai Carabinieri per denunciare il fatto.

Sempre in tema di furti, i militari dell’Arma hanno denunciato due 45enni per aver rubato generi alimentari e abbigliamento da un supermercato di Vercelli per un valore di 250 euro. Il direttore del centro commerciale, dopo aver visto i due rubare tra gli scaffali, ha avvertito i carabinieri che son giunti sul posto.

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Caso Scuola Mater Amabilis di Casagiove. La dichiarazione del sindaco Corsale

CASAGIOVE – Pubblichiamo il comunicato stampa con dichiarazione del sindaco di Casagiove Roberto Corsale sul presunto caso di abusi alla Mater Amabilis di Casagiove: “Questa notizia mi sconcerta e non può che dispiacermi dal momento che sono stato io stesso allievo dell’Istituto Mater Amabilis, frequentando la scuola primaria lì e riconoscendo ancora oggi nella mia insegnante, suor Milvida, una guida di sani principi. Per questo difendo a spada tratta l’operato delle Suore che hanno rappresentato un riferimento per la comunità casagiovese, un motivo di orgoglio per la città e in questa giornata ritengo importante evidenziare che per me è un vanto dire di essere figlio della loro scuola, per i valori che mi hanno inculcato.

In qualità di primo cittadino mi schiero così a tutela dell’Istituzione scolastica fermo restando che nutro molto rispetto per il lavoro che sta svolgendo la Magistratura, che fin qui ha sempre dimostrato un grande senso del dovere, lasciando affiorare la verità. L’Amministrazione Comunale di Casagiove si augura che tutto si risolva per il meglio e che si faccia chiarezza su questa incresciosa vicenda. Se ci dovesse essere stato un presunto caso di abuso nei confronti di un minore, io ritengo che seppur gravissimo, si possa ritenere un caso isolato”.

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