Castel di Sasso. Piatti tipici venerdì 13 in concorso alla ‘Torre Tossa’

castel-piatti-tipici-locandina-1castel-torre-15x10-rossa-country-piatti-1Il concorso promozionale dei piatti tipici locali

promosso dall’associazione “Pro Loco” di Caiazzo approda a Castel Campagnano venerdì 13 febbraio, alle ore 20, presso la Country House “La Torre Rossa” per il decimo appuntamento stagionale del concorso sui Piatti Tipici del Medio Volturno .

Occasione da non perdere per gustare ottimi prodotti tipici locali a prezzo quasi simbolico stabilito per la circostanza…

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Sanremo. Giovedì 12 Amara sul palco delle ‘Nuove Proposte’: da sostenere col televoto

sanremo-15x10-avarello+amara-1Giovedì 12 Febbraio calcherà il palco del teatro Ariston

di Sanremo, per la sezione “Nuove Proposte”, la bravissima cantante Amara che presenterà il brano “Credo”, accompagnata dal direttore d’orchestra Angelo Averello, famoso quale autore del brano “Piccolo Fiore” che, nella classifica SIAE, risulta fra i più eseguiti di sempre, al pari di Modugno, Mogol e Casadei.

Tutti proti quindi a “televotare” il brano “Credo” interpretato da Amara.

Ricordiamo che i voti saranno ritenuti validi solo durante l’esibizione, cioè mentre Amara canterà “Credo”e ciascun telespettatore potrà votare (dallo stesso telefono) al massimo quattro volte.

(Mirella Tempesta – News Elaborata)

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Caiazzo. Via d’Ettorre: lavori imminenti ma all’ex maggioranza neanche sta bene più!?

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Il gruppo “Uniti per Caiazzo” spiega che dal mese di novembre scorso avevano deliberato di dar corso ai lavori, ed oggi a febbraio partiranno anche se con ritardo e, probabilmente senza un’utilità concreta. Infatti a breve partono i lavori di rifacimento di tutto il centro storico!
Partenza con ritardo. Stanno forse per essere avviati i lavori di messa in sicurezza del complesso delle Opere Pie di Caiazzo, che rappresentano oggi un fattore di grande disagio per il centro storico. Facendo seguito alla delibera di Giunta Comunale n. 129 del 12 novembre 2014 (assessori all’epoca Merola, Giaquinto, Ponsillo e Di Sorbo) in cui fu dato incarico all’ufficio tecnico comunale di procedere con la verifica strutturale e la redazione di un progetto volto ad individuare gli interventi urgenti ed indifferibili, con la delibera del 29 gennaio 2015 è stato approvato il progetto di esecuzione per l’avvio dei lavori. Si tratta di un intervento che la precedente Giunta aveva da tempo programmato, l’intervento in sostituzione dell’ente Opere Pie che era risultato inadempiente all’ordinanza sindacale di messa in sicurezza degli edifici (tra l’altro a partire da agosto 2014 l’intero consiglio di amministrazione delle Opere Pie era dimissionario). Adesso con la deliberazione di approvazione del progetto dovrebbero partire a breve i lavori, anche se la Giunta ha deciso di procedere con la formula dell’affidamento diretto dei lavori in ragione della somma urgenza, in evidente contrasto con una situazione che già da tempo era monitorata dalla precedente amministrazione e senza, peraltro, aspettare il parere dovuto da parte della Sovrintendenza ai beni culturali. Si tratterà probabilmente di un intervento tampone, dal momento che in primavera potrebbero partire i lavori di rifacimento del centro storico che interesseranno principalmente Via A.A. Caiatino, con la conseguenza che la zona sulla quale insistono gli edifici delle Opere Pie sarà nuovamente interdetta al traffico. La spesa a carico del Comune sarà di 40.000,00 euro, somma che tuttavia potrà essere recuperata con azioni di rivalsa sull’ente proprietario delle OO.PP.RR., anche se considerando la situazione finanziaria, la mole di giudizi in corso e quelli già definiti che vedono l’ente esposto per oltre 500.000 euro di debiti, non sono molte le speranze di recuperare le somma anticipata. Intanto il recupero del complesso delle Opere Pie potrà restituire il centro storico al suo ruolo primario di fondamentale attrattore turistico e culturale.

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Original article: CAIAZZO. Lavori per la messa in sicurezza delle Opere Pie partiti in ritardo e probabilmente risulteranno anche inutili! In primavera la strada potrebbe essere chiusa al traffico nuovamente..

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Piedimonte Matese. Case popolari, urge controllo degli occupanti: lo esige l’IACP

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Il provvedimento è stato richiesto dal massimo esponente dell’Istituto Autonomo Case Popolari per capire quanti abusivi attualmente occupino gli alloggi E.R.P. cittadini. Il Comune è obbligato a preparare la documentazione… 
Stavolta il provvedimento è partito dall’alto, ovvero dall’Istituto Autonomo Case Popolari di Caserta, retto dal Commissario Vincenzo Melone che qualche tempo fa, esattamente alla fine del 2014, ha scritto al Comune di Piedimonte Matese, invitando l’Ente a stilare una graduatoria per chi ha effettivamente titolo ad occupare gli alloggi E.R.P., ovvero di edilizia popolare che, risultano affidati da decenni e non è dato sapere se gli occupanti attuali abbiano o meno titolo a restare all’interno. Infatti è forte il sospetto che a diversi assegnatari, nel tempo deceduti, siano subentrate persone che credevano di poter ereditare il diritto all’abitazione, ovvero congiunti diretti che a loro volta, risulterebbero proprietari di altri appartamenti e/o beni immobili in città. E solo per il fatto che la casa era stata vissuta da una nonna o un genitore, hanno accampato il diritto a chiuderla o addirittura a fittarla. Da qui nasce l’invito al Comune, da parte dello Iacp a stilare una nuova graduatoria e quindi stabilire se i titoli di occupazione siano ancora validi oppure la casa va lasciata a chi invece non ce l’ha. Il Comune di Piedimonte Matese, “tirato per la giacca” dall’Istituto Autonomo, da circa un mese ha determinato di attivarsi nelle seguenti forme: “Vista la legge Regionale n.18/1997 avente ad oggetto: Nuova disciplina per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ed s.m.i.; rilevato che, allo stato attuale, il comune di Piedimonte Matese non dispone di una graduatoria finalizzata all’assegnazione di alloggi E.R.P. che si dovessero rendere disponibili; che l’assenza di una valida graduatoria comporta, tra le altre cose, difficoltà nel combattere il fenomeno delle occupazioni abusive e vista la nota pervenuta in comune in data 30 dicembre 2014 a firma del commissario straordinario IACP, dott. Vincenzo Melone, con la quale si sollecitava il Comune di Piedimonte Matese alla pubblicazione di un bando finalizzato alla assegnazione di alloggi di proprietà dell’ istituto. E sempre il Comune di Piedimonte, ritenuto di dover provvedere in merito con urgenza predisponendo lo schema di bando all’uopo predisposto dal responsabile del Settore Territorio ed Ambiente Pietro Terreri. Ha determinato di approvare l’allegato schema di bando per la predisposizione di una graduatoria finalizzata all’assegnazione di alloggi E.R.P. di proprietà dell’IACP di Caserta e di provvedere alla conseguente pubblicazione del bando ed alla formazione della graduatoria nei modi di legge. L’attesa dovrebbe finire quindi a breve.

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Il Commissario Iacp Vincenzo Melone avverte il Comune: “Stilate la graduatoria per chi sta occupando le case popolari!”.

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Caserta. Scandalo Asl: restano in carcere i tre soggetti matesini

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Polverino resta in ogni caso ai domiciliari per l’altra inchiesta Asl condotta dal Pm Luigi Landolfi. Ferraiuolo resta invece a Poggioreale con D’Antonio e Cesarini…
Annullata l’ordinanza sugli appalti truccati all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta per l’ex consigliere regionale Angelo Polverino, ma anche per il funzionario precario Antonio Maddaloni, Umberto Signoriello e Giuseppe Raucci. Il tribunale del Riesame di Napoli – presidente della decima sezione, Mariella Montefusco – ieri pomeriggio ha depositato la decisione dopo un giorno e mezzo di camera di consiglio. Confermato invece il carcere per Domenico Ferraiuolo segretario cittadino del Pd a Piedimonte Matese che resta in carcere a Poggioreale, insieme ai due suoi concittadini Orlando Cesarini, ricoverato presso l’ospedale del carcere e Gabriele D’Antonio. E se il precedente collegio aveva deciso di confermare anche gli arresti per la sorella del boss della camorra Michele Zagaria, ovvero Elvira e per il funzionario del settore amministrativo dell’ospedale civile, Bartolomeo Festa, ora l’inchiesta inizia a subire qualche piccolo contraccolpo. Cede, in parte, il castello di accuse costruito dalla procura Antimafia di Napoli e dalla Direzione Investigativa Antimafia che aveva chiesto l’arresto per una trentina di persone coinvolte nel girone infernale degli appalti, ottenendone però 24. Stando all’impianto accusatorio, i lavori di somma urgenza nella struttura ospedaliera erano stati concessi a società riferibili al clan dei Casalesi. In 24, appunto, erano finiti in manette, tra politici, imprenditori, dirigenti dell’ospedale e direttore generale. E in base all’indagine della Dia, corroborata da un recente “blitz” in ospedale del Presidente dell’Autorità Nazionale Anti- Corruzione, Raffaele Cantone, è giunta alla Prefettura di Caserta la richiesta di commissariare l’appalto per il servizio di ascensori. Adesso, i legali difensori degli indagati scarcerati, rimessi in libertà dopo quasi 20 giorni di arresti domiciliari (Polverino resta ai domiciliari per l’inchiesta sull’Asl del pubblico ministero Luigi Landolfi), affronteranno più serenamente l’attesa della chiusura indagini da parte della Dda, anche se gli avvocati Vittorio Giaquinto, Angelo Raucci, Michele Di Fraia e Carlo Madonna – che hanno ottenuto il risultato al Riesame – stanno già studiando le contromosse per contrastare in sede di rinvio a giudizio le accuse di aver pilotato gare. Elvira Zagaria, la sorella di Michele Zagaria, ergastolano al 41bis, è rimasta dietro le sbarre su decisione dei tre giudici di un diverso collegio che ha esaminato la sua posizione una settimana fa, mentre per Giuseppe Gasparin, fino a ieri, non si sono avute notizie in merito all’annullamento della misura cautelare. Eppure, le accuse maggiori ai politici sarebbero state fornite proprio da Gasparin. Ma il perno centrale del “sistema Zagaria”, collaudato e appoggiato dalla politica,stando alla Dda, era Elvira, vedova di Frano Zagaria, genero del boss. Per la Procura era lei che si adoperava a nominare dirigenti sanitari compiacenti e che garantiva, a sua volta, un pieno sostegno elettorale al partito che lo sosteneva. Ora, gli indagati liberi salgono a cinque, considerando anche le scarcerazioni, nei giorni scorsi, dell’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Franco Bottino e dell’architetto Paolo Martino.

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Annullate le ordinanze a carico di Angelo Polverino, Antonio Maddaloni, Umberto Signoriello e Giuseppe Raucci. Confermato il carcere per Domenico Ferraiuolo. Così il Riesame per lo scandalo ospedale.

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Matese, Comunità Montana. Si sposta in Regione il problema dei 224 BAIF senza sussidio

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Al direttore regionale dell’istituto nazionale di previdenza sociale, Alberto Scuderi, le parti sociali chiederanno di concedere la cassa integrazione ai 224 baif, cancellando così il no del vertice dell’Inps di Terra di Lavoro…
Vertice in Regione, giovedì prossimo sulla mancata concessione della cassa integrazione straordinaria per i 224 operai Baif della Comunità Montana del Matese. A distanza di una settimana dal diniego all’istanza di ottenimento del sussidio di mobilità comunicato ufficialmente dal direttore provinciale dell’Inps di Caserta Giovanni Maddaluna, nel corso del vertice tenutosi presso la prefettura di Caserta lo scorso giovedì, per giovedì mattina, l’assessore regionale all’Agricoltura ha convocato la direzione regionale dell’Inps Campania, per ricercare una soluzione alla problematica e superare così la situazione di stallo venuta a crearsi dallo scorso mese di ottobre, allorché fu avanzata la richiesta di Cigs – Cisoa per gli ultimi tre mesi dell’anno 2014 in favore dei braccianti agricoli e idraulico-forestali. Al tavolo in Regione parteciperanno anche il presidente dell’ente montano Fabrizio Pepe ed i segretari generali della Fai Cisl Bruno Ferraro, della Flai-Cgil Pasquale Campanile e della Uila-Uil Gaetano Laurenza che, all’indomani della fumata nera della scorsa settimana, avevano chiesto a gran voce all’assessorato regionale all’agricoltura di intervenire in maniera decisa nella vicenda, facendosi carico delle legittime aspettative degli operai forestali, rimasti senza lavoro a decorrere dal 1° ottobre scorso per effetto del dimezzamento delle giornate lavorative deciso dalla Regione Campania, a partire dall’anno 2013. Al direttore regionale dell’istituto nazionale di previdenza sociale, Alberto Scuderi, le parti sociali chiederanno di concedere la cassa integrazione ai 224 baif, cancellando così il no del vertice dell’Inps di Terra di Lavoro, mentre l’assessorato regionale ribadirà i motivi tecnici che consentono la liquidazione degli ammortizzatori sociali in deroga ai lavoratori a tempo indeterminato, essendo il loro caso previsto nel novero delle soluzioni finanziabili con i fondi sociali, trovandosi in una situazione di estrema difficoltà atteso che non vengono pagati loro gli stipendi da oltre un anno e che, per effetto del dimezzamento delle giornate lavorative, da ottobre a dicembre sono senza lavoro. “I lavoratori vivono da anni una situazione di disagio insostenibile ed insopportabile – affermano i rappresentanti sindacali di Cisl, Cigl e Uil – con decine di mensilità maturate e non riscosse per il mancato invio dei fondi da parte della Regione Campania ed ora si frappongono ulteriori ostacoli da parte dell’Inps per l’erogazione della Cigs”. Anche per l’anno appena conclusosi, difatti, la Comunità Montana ha regolarmente avanzato richiesta di cassa integrazione in favore del personale operaio baif a tempo indeterminato, per il mese di ottobre, novembre e dicembre 2014. Il competente Comitato Provinciale operante presso la sede territoriale dell’Inps, però, fino ad oggi ancora non si è potuto riunire, così da poter aggravare la situazione degli operai che, da ben dodici mesi, non percepiscono alcuna spettanza, vantando arretrati per gli anni pregressi e, si tenga conto che per l’esercizio 2014, hanno ricevuto solo due mensilità. Anche da parte di Pepe viene rappresentato lo stato di grave disagio sociale del personale addetto alla forestazione, costretto a fare i conti pure con gli effetti del maxi emendamento alla finanziaria regionale per l’esercizio 2013, che “di fatto non garantisce la continuità occupazionale per l’intero anno ai lavoratori a tempo indeterminato”. Ecco perché il presidente dell’Ente Montano aveva auspicato, nelle scorse settimane, un intervento risolutore della Prefettura, sulla scorta di quanto fatto già lo scorso anno relativamente alle ultime tre mensilità del 2013 quando, opportunamente interessata anche dalle Organizzazioni Sindacali di categoria, svolse un ruolo determinante proponendo, nel corso di specifico incontro presso il Palazzo del Governo. La stessa Comunità Montana, sempre attraverso la presidenza, ha sollecitato in più occasioni l’Inps di Caserta a porre in essere ogni utile adempimento per la regolarizzazione formale degli atti relativi all’attuazione della cassa integrazione straordinaria, e la Regione Campania a definire in tempi brevi le procedure relative al pagamento del saldo per i realizzati Piani di Forestazione relativi agli ultimi 4 anni, dal 2011 ad oggi.

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Giovedì mattina vertice in Regione per i 224 Baif della Comunità Montana del Matese. Dopo una settimana dal diniego incontro con l’Inps per riconoscere la Cassa Integrazione ai lavoratori.

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Piedimonte Matese. S.Marcellino. ‘Rivelazioni anonime’ sul furto sacrilego di 40 anni fa

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Un cittadino di lunga memoria ci scrive cosa avvenne in quella notte tra il 14 ed il 15 febbraio del 1975, allorquando ignoti rubarono il capo, le mani, il libro, la palma e l’aureola del Santo. In pratica ci fu una “spoliazione” della statua…
In questi giorni, ricorre l’anniversario del terzo furto notturno sacrilego, nella chiesa di Santa Maria Maggiore o Ave Regina Coelorum, in cui fu deturpato il busto di San Marcellino, nostro patrono, Dal libro del Preside Dante Marrocco “””Piedimonte Matese””” Edizione Associazione Storica Del Medio Volturno del 1980, rilevo che la prima statua con le braccia al petto, arrivò a Piedimonte il 22 maggio 1643 e dal Carmine, fu portata in S.Maria alla “Starza” dell’ attuale Mercato, il santo fu presentato ai fedeli dal Pio Vescovo. Il Parlamento con una sua deliberazione sempre del 1643 lo proclamò Protettore e il Papa Urbano VIII, annuendo alle suppliche di Piedimonte, con breve del 26 agosto 1645, lo dichiarò avvocato e difensore dei Piedimontesi presso Dio. Il 6 maggio 1646 la Congregazione dei Riti, stabiliva che il 2 giugno a Piedimonte, fosse giorno di precetto. La statua fu poi rifatta il 1700, più grande e manierata della precedente, colla destra benedicente, e per 70 libbre di argento e 55 di rame che la componevano, si spesero ben 932 ducati. “Questo busto, è quello che ci riguarda.” Sempre consultando il libro del Preside Marrocco a pagina 262 rilevo “E’ doveroso ricordare anche ciò che dispiace. La statua ha subito due furti nel 1876, quando fu derubata della collana antica dorata, da persona che poi dall’America mandò 300 lire e nel 1945, quando i ladri aprirono il capo argenteo, ma poi non rubarono le scatolette contenenti reliquie. Il terzo furto è stato consumato la notte del 14 ed il 15 febbraio 1975, in seguito al quale, alla statua, è stato asportato, il capo, le mani, il libro, la palma e l’aureola. Le parti rubate sono state rifatte da Enrico Manfrini di Milano. La statua rifatta è stata benedetta dal Vescovo di Caserta il 2 maggio 77, e portata a Santa Maria.” Venendo ai nostri giorni, il terzo furto, lo ricordo, inoltre ho sempre avuto una foto del mio archivio che me lo rammenta. Osservandola si, può osservare il danno del furto sacrilego. Si vede che fu smontata la testa con l’ aureola, le due mani, e la riproduzione della penna d’oca, per scrivere. Il tutto per un peso abbastanza consistente di diversi chili di argento, essendo pieni, e non cavi all’interno a differenza del busto. Sul retro della foto trovo l’annotazione di mio pugno, della data e la annotazione che mi fu regalata dal mio indimenticabile amico e compagno di scuola G.R. Palumbo. Infatti dopo alcuni giorni di esposizione, nel bar di mio padre in via Gaetani, per soddisfare la curiosità di tanti concittadini, mi fu regalata dall’autore. Scavando nei ricordi, mi è tornata alla memoria la vicenda, con i più svariati e fantasiosi commenti sentiti in un locale pubblico, da parte sia di autorevoli componenti del Comitato festa, che di semplici cittadini. Personalmente ho sempre avuto una mia idea sui responsabili del furto, convalidata dal detto: “chi ti conosce ti apre”. A mio modesto giudizio, i ladri erano da ricercare, tra chi aveva lavorato in chiesa, ed aveva avuto modo di osservare da vicino la statua. Anche se erano anni in quel periodo, che ero molto impegnato con il lavoro e non ero un assiduo fedele, ricordo, che nella della Chiesa di A.G.P.a Vallata, l’addobbo per la festa dell’Immacolata, veniva fatti più alla buona da artigiani locali. Invece nella Chiesa di San Marcellino per la festa del patrono, in pompa magna, stoffe pregiate, tosello più rappresentativo, ma con maestranze per lo più esterne napoletane, abituate a lavorare in Chiese più rappresentative. Non si può, giudicare e condannare senza prove, ma consentitemi di esprimere una mia opinione. Siccome i buoni ed i cattivi sono sempre esistiti, ed a tutte le latitudini, consentitemi di pensare che qualche cattivo sia capitato a lavorare nella Chiesa. ed avendo avuto modo di visionare con calma il busto ha pensato di rubare. Nonostante alcune segnalazioni di ritrovamento di pezzi compatibili, presso, antiquari a Roma invano si è sperato in un recupero, e quindi poi si è dovuto provvedere a rifare i pezzi mancanti.
LETTERA FIRMATA

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Quarant’anni orsono il terzo furto sacrilego alla statua di San Marcellino, Patrono del capoluogo matesino. I ricordi di un devoto: “Bisognava cercare tra chi lavorò in Chiesa in quel periodo!”.

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Piedimonte Matese. Carnevale più sicuro con l’ordinanza ‘anti imbrattamenti’

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Il primo cittadino scrive anche ai Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili Urbani, chiedendo che i trasgressori siano puniti con il sequestro della merce vietata e una multa che può arrivare anche a 500 euro… 
Arriva l’ordinanza da parte del sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, con la quale è vietata la vendita e l’uso di bombolette spray e fialette maleodoranti sul territorio comunale, addirittura in taluni casi, sprovviste anche del marchio “CE” e quindi dannose per la salute pubblica. “Visto che in occasione del Carnevale vengono poste in vendita bombolette spray imbrattanti, fialette a base di componenti chimici maleodoranti e “scherzi di Carnevale” a base di inchiostro o altro, il tutto addirittura privo del marchio di omologazione CE attestante la conformità ai requisiti essenziali previsti dalle Direttive Comunitarie in materia di sicurezza, sanità pubblica e tutela del consumatore – si evince nel documento emanato dal Comune a firma del primo cittadino – considerato che le suddette bombolette spray, fialette maleodoranti e gli “scherzi di Carnevale” a base di inchiostro possono arrecare danni, anche irreversibili, alle persone, alle cose loro appartenenti, all’ambiente ed al patrimonio artistico ed architettonico della Città di Piedimonte Matese – prosegue l’ordinanza – dato atto che i materiali sopra descritti vengono usati con particolare leggerezza ed imperizia, soprattutto in luoghi pubblici, affollati per l’occasione da bambini ed anziani, dando origine ad offese fisiche di qualsiasi entità e ravvisata la necessità di provvedere in merito, il sindaco, ordina far data dal 9 febbraio, di vietare la vendita, la distribuzione e l’uso in pubblico, su tutto il territorio comunale, di bombolette spray imbrattanti (ad esclusione delle stelle filanti e/o coriandoli in bomboletta spray), fialette a base di componenti chimici maleodoranti e scherzi a base di inchiostro o materie simili e di tutto ciò che non riporti il marchio di omologazione CE attestante la conformità ai requisiti essenziali previsti dalle Direttive Comunitarie in materia di sicurezza, sanità pubblica e tutela del consumatore. Nella stessa ordinanza viene specificato altresì che è vietato, l’uso ed il lancio di uova marce, di buste contenenti liquidi e di quant’altro possa arrecare danni alle persone, alle cose loro appartenenti, all’ambiente ed al patrimonio artistico ed architettonico della Città di Piedimonte Matese.” Ovviamente il sindaco ha diramato l’ordinanza anche ai Comandi di polizia presenti sul territorio (Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili Urbani) avvertendo che i trasgressori saranno puniti con il sequestro dei prodotti e con una sanzione economica pari ad un minimo di 25,00 ad un massimo di 500,00 euro. L’ordinanza resta in vigore a tutto il 17 febbraio prossimo.

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Ordinanza del sindaco Vincenzo Cappello che vieta l’uso di bombolette e fialette puzzolenti sul territorio in occasione della festa di carnevale..

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Caiazzo. Elezioni regionali: parte la ‘maratona’ con Cozzolino del PD, martedì al ‘Van Gogh’

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L’ex assessore regionale, in lizza per la candidatura alla presidenza della Regione Campania, oggi si ferma nel capoluogo caiatino per un incontro con l’elettorato della Valle del Medio Volturno…
Arrivo un pò a sorpresa a Caiazzo dell’Europarlamentare Andrea Cozzolino, già assessore regionale nella Giunta retta da Antonio Bassolino ed uno dei papabili Governatori alle prossime elezioni alla Regione Campania. Cozzolino giungerà in città verso le 18,30 e sarà ospitato dal segretario del Circolo Pd caiatino, Amedeo Insero, presso il Van Ghogh Caffè, ubicato in via Caduti sul Lavoro, di fronte alle scuole medie. Sarà occasione di incontro tra il Parlamentare europeo e l’elettorato della valle del Medio Volturno, con cui si confronterà sulle immantinenti scadenze elettorali, in primis le primarie che, sebbene sembrano siano saltate definitivamente, in ogni caso vedono lo stesso Cozzolino fermo sulla sua irrevocabile decisione di candidarsi alla carica di presidente della Regione Campania

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Original article: CAIAZZO. Arrivo a sorpresa in città l’Europarlamentare Andrea Cozzolino. Alle 18,30 appuntamento al Van Ghogh Caffè di via caduti sul Lavoro.

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Caserta. Lavoro ‘nero’ nel mirino della Finanza, anche nei night club

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Le fiamme gialle hanno scoperto nel giro di qualche mese ventiquattro lavoratori in nero. Di questi dieci ragazze dai 19 ai 30 anni, provenienti dal’Est Europa e Sud America erano impiegate come entraineuse nei locali notturni della movida casertana… 
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha intensificato i controlli nel settore del contrasto al lavoro sommerso. Nell’ambito di tale attività, che ha interessato aziende operanti nei più svariati settori tra cui l’edilizia, la ristorazione, il commercio e quello manifatturiero, sono stati individuati dall’inizio dell’anno ventiquattro lavoratori non in regola con la normativa previdenziale ed assistenziale e sono state elevate sanzioni amministrative nei confronti di sette datori di lavoro. Il caso più eclatante è stato quello scoperto questo fine settimana dalla Compagnia di Caserta, nel corso degli accertamenti effettuati nei confronti di un night club finalizzati a riscontrare la regolarità delle autorizzazioni di pubblica sicurezza ed il rispetto della normativa in materia contributiva. Su quindici dipendenti complessivamente controllati, tredici di loro sono risultati completamente irregolari o parzialmente in regola. Di questi, dieci erano ragazze tra i 19 ed i 30 anni provenienti dall’Est Europa e dal Sud America, impiegate quali “intrattenitrici di sala” o “ragazze immagine” per tenere compagnia ai clienti. L’esito dei riscontri effettuati dai finanzieri ha fatto scattare la segnalazione alla Direzione Provinciale del Lavoro di Caserta per i provvedimenti di competenza, come sancito dalla vigente normativa di settore, che prevede, tra l’altro, la sospensione delle attività imprenditoriali dove viene impiegato personale non in regola in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti all’atto del controllo. Pesanti, quindi, le pene per il datore di lavoro, che rischia una maxi-sanzione che si aggira su circa 60 mila euro e la chiusura del locale. In tale ambito, la piena consapevolezza degli effetti distorsivi del “lavoro nero” spinge la Guardia di Finanza a mantenere alta l’azione di contrasto anche in tale settore. Infatti, lo sfruttamento dei lavoratori in nero, oltre a danneggiare questi ultimi, che vengono sottopagati ed impiegati senza alcun diritto assistenziale e previdenziale, altera le regole del mercato, creando un illecito vantaggio competitivo per le aziende non in regola, a danno dei contribuenti onesti.

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Original article: ***BLITZ NEI LOCALI NOTTURNI*** La Guardia di Finanza scopre decine e decine di “donnine” per l’intrattenimento dei clienti che lavoravano in nero. Scattano sanzioni da 60mila euro!.

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