Caiazzo e Dintorni. Lunedì su Rai le eccellenze gastronomiche del territorio

caiatino-15x9--tipici-1pepe-11x15-franco-21Cosa ci fa Mimmo La Vecchia del Caseificio Il Casolare con quei bei “caciocavalli” penzolanti in mano?

E Loreto Marziale della splendida Tenuta San Bartolomeo con la sorella Rosanna Marziale Chef Stellata de Le Colonne, Mario Cipriano del Birrificio Karma e Alfonso Cutillo del Caseificio La Baroniaperché sono tutti intenti a spostare le mie sedie in ferro?!

E Franco Pepe, che fa una delle pizze più buone d’Italia (quindi del mondo) con l’impasto ancora lavorato a mano e ingredienti a chilometro zero.

Ricerca, studio, arte e passione lo hanno consacrato nel tempo il grande ambasciatore di Terra di lavoro e di tutta la Campania.

A questa curiosa scena guardano divertiti insieme a me Peppe Mancini e Manuela Piancastelli di Terre del Principe, Franco Pepe di Pepe in Grani ed Enzo Oliviero di Selvanova Fattorie:)

Le risposte lunedì 16 Febbraio dalle ore 16:50 su Rai3

(Manuel Lombardi – Contadino 2.0 – Foto di Luciano Furia)

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Monte Maggiore. La ‘psicosi’ degli scomparsi smentita con fermezza da Civitella

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Per i familiari di Gianluigi Russo, 27enne di Mercogliano,

in provincia di Avellino, sarebbe una pista satanica.

Questa la nuova ipotesi per spiegare la sparizione del giovane, avvenuta il 18 ottobre 2013.

Ad avvalorare l’ipotesi il ritrovamento sul suo personal computer e sul suo i-Pod di alcuni collegamenti a siti a contenuto satanico, oltre a diversi simboli esoterici.

Gli inquirenti indagano sul caso da 1 anno e 4 mesi, ma per ora preferiscono non sbilanciarsi.

IL PRECEDENTE
Riti, messe nere, satanismo: la Campania, del resto, è una regione che presenta nel suo recente passato casi simili, molti dei quali legati alla sfera esoterica.
E’ quanto successo, ad esempio, nel quadrilatero casertano compreso tra i comuni di Liberi, Pontelatone, Formicola e Castel Di Sasso: 5 persone scomparse nel nulla, un giallo che, a metà tra rapimenti e riti satanici, resta irrisolto da 16 anni.
I 5 non sono mai stati ritrovati, ad eccezione di uno, ormai cadavere, che ha reso il mistero ancora più inquietante.
IL GIALLO
Il primo episodio il 2 ottobre del 1998: Maria Cirillo, 86 anni, svanisce da Liberi e viene ritrovata morta dopo oltre quattro mesi, in località Fratte.
Quando gli inquirenti rinvengono il corpo della donna le sue ossa sono sparse ovunque in maniera innaturale: il teschio, in particolare, sembra essere stato oggetto di una manipolazione, forse un rito.
Passa un anno e altri tre casi scuotono la comunità montana: oltre a Raffaele Izzo (86 anni), che scompare a Pontelatone, si perdono le tracce di Vincenzo Santillo (67 anni) e Giacinto Maioriello (69 anni), che svaniscono rispettivamente a Formicola e Castel di Sasso.
Quei casi restano irrisolti –dice Francesco Izzo, assessore al comune di Pontelatone– la comunità locale non è riuscita a darsi alcuna spiegazione razionale”.
Dopo i primi quattro episodi, quando tutto sembra finito, l’incubo ricompare: il 29 novembre 2002 scompare anche Antonio Isolda.
RITROVAMENTO
Sul massiccio del Monte Demonio, dove i paesini sono arroccati, gli inquirenti ritrovano resti di ossa, altarini e alcuni vestiti sparsi.
Sì, ricordo – dice Giuseppe Scirocco, abitante di Pontelatone – si diffuse una gran paura.
A sparire erano sempre persone anziane.
Si pensò, tra le altre cose, al fenomeno delle messe nere e delle sette sataniche.
I resti sospetti venivano ritrovati spesso in una zona nota come “Le Campole”, dove adesso sorge un villaggio turistico.
Il telefono del villaggio turistico in questione squilla una, due, tre volte.
Non sappiamo niente, è la prima volta che sentiamo questa storia”.
Al comando dei Carabinieri di Formicola tagliano corto in tutta fretta: “Non siamo autorizzati a parlare”.
Interpellate, anche altre persone del luogo sembrano restie a parlarne: “Ricordo, sì, ma non so nulla di preciso”.
Sarà vero. O forse no. Forse, semplicemente, per un paesino di mille anime anche ricordare a volte ha un costo.
L’INTERVENTO INDIGNATO DI ROBERTO CIVITELLA
L’Amministrazione Comunale di Pontelatone smentisca immediatamente e nella maniera più assoluta, quest’articolo sbattuto in prima pagina da Retenews24 e le relative dichiarazioni rilasciate con evidente leggerezza. È inaccettabile che una delle testate online più seguite della Campania infami il nostro paesino come una sorta di inferno o Arancia Meccanica dove “nelle famiglie la paura è di casa”.
Noi pontelatonesi non viviamo affatto nel terrore di essere rapiti: diversamente da qualche pseudo-giornalista che ricostruisce fantasiosamente situazioni alla stessa maniera dei “rapiti dagli UFO” o analoghi personaggi “ispezionati analmente” da marziani o alieni vari e che, per di più, cerca di avvalorare la sua fantascienza mediatica attraverso sensazionalistiche foto di anziani a noi perfettamente sconosciuti ed immagini di posti disabitati o sgarrupati che non sono affatto luoghi pontelatonesi.

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Monte Maggiore. La ‘psicosi’ degli scomparsi negata con fermezza da Civitella che invoca chiarezza dal Comune

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La vicenda degli scomparsi del Monte maggiore torna con veemenza, dopo che è stato collegato a questo fenomeno la scomparsa di un 27enne di Avellino. Ma Civitella non ci sta e chiede che il Comune intervenga per fare chiarezza: “Non rappresentiamo il quadrilatero della paura!”

Una pista satanica. Per i familiari di Gianluigi Russo, 27enne di Mercogliano, Avellino, sarebbe questa la nuova ipotesi per spiegare la sparizione del giovane, avvenuta il 18 ottobre 2013. Ad avvalorare l’ipotesi il ritrovamento sul suo personal computer e sul suo i-Pod di alcuni collegamenti a siti a contenuto satanico, oltre a diversi simboli esoterici. Gli inquirenti indagano sul caso da 1 anno e 4 mesi, ma per ora preferiscono non sbilanciarsi. 
IL PRECEDENTE – Riti, messe nere, satanismo. La Campania, del resto, è una regione che presenta nel suo recente passato casi simili, molti dei quali legati alla sfera esoterica. E’ quanto successo, ad esempio, nel quadrilatero casertano compreso tra i comuni di Liberi, Pontelatone, Formicola e Castel Di Sasso: 5 persone scomparse nel nulla, un giallo che, a metà tra rapimenti e riti satanici, resta irrisolto da 16 anni. I 5 non sono mai stati ritrovati, ad eccezione di uno, ormai cadavere, che ha reso il mistero ancora più inquietante. 
IL GIALLO – Il primo episodio il 2 ottobre del 1998. Maria Cirillo, 86 anni, svanisce da Liberi e viene ritrovata morta dopo oltre quattro mesi, in località Fratte. Quando gli inquirenti rinvengono il corpo della donna le sue ossa sono sparse ovunque in maniera innaturale: il teschio, in particolare, sembra essere stato oggetto di una manipolazione, forse un rito. Passa un anno e altri tre casi scuotono la comunità montana: oltre a Raffaele Izzo (86), che scompare a Pontelatone, si perdono le tracce di Vincenzo Santillo (67) e Giacinto Maioriello (69), che svaniscono rispettivamente a Formicola e Castel di Sasso. “Quei casi restano irrisolti – dice Francesco Izzo, assessore al comune di Pontelatone – la comunità locale non è riuscita a darsi alcuna spiegazione razionale”. Dopo i primi quattro episodi, quando tutto sembra finito, l’incubo ricompare: il 29 novembre 2002 scompare anche Antonio Isolda. 
RITROVAMENTO – Sul massiccio del Monte Demonio, dove i paesini sono arroccati, gli inquirenti ritrovano resti di ossa, altarini e alcuni vestiti sparsi. “Sì, ricordo – dice Giuseppe Scirocco, abitante di Pontelatone – si diffuse una gran paura. A sparire erano sempre persone anziane. Si pensò, tra le altre cose, al fenomeno delle messe nere e delle sette sataniche. I resti sospetti venivano ritrovati spesso in una zona nota come “Le Campole”, dove adesso sorge un villaggio turistico . Il telefono del villaggio turistico in questione squilla una, due, tre volte. “Non sappiamo niente, è la prima volta che sentiamo questa storia”. Al comando dei Carabinieri di Formicola tagliano corto in tutta fretta: “Non siamo autorizzati a parlare”. Interpellate, anche altre persone del luogo sembrano restie a parlarne: “Ricordo, sì, ma non so nulla di preciso”. Sarà vero. O forse no. Forse, semplicemente, per un paesino di mille anime anche ricordare a volte ha un costo.
L’INTERVENTO INDIGNATO DI ROBERTO CIVITELLA – L’Amministrazione Comunale di Pontelatone smentisca immediatamente e nella maniera più assoluta, quest’articolo sbattuto in prima pagina da Retenews24 e le relative dichiarazioni rilasciate con evidente leggerezza. È inaccettabile che una delle testate online più seguite della Campania infami il nostro paesino come una sorta di inferno o Arancia Meccanica dove “nelle famiglie la paura è di casa”. Noi pontelatonesi non viviamo affatto nel terrore di essere rapiti: diversamente da qualche pseudo-giornalista che ricostruisce fantasiosamente situazioni alla stessa maniera dei “rapiti dagli UFO” o analoghi personaggi “ispezionati analmente” da marziani o alieni vari e che, per di più, cerca di avvalorare la sua fantascienza mediatica attraverso sensazionalistiche foto di anziani a noi perfettamente sconosciuti ed immagini di posti disabitati o sgarrupati che non sono affatto luoghi pontelatonesi.

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Original article: PONTELATONE. Tornano i fantasmi del Monte Maggiore. I cinque scomparsi alla fine degli anni 90′. Roberto Civitella si indigna e chiede all’Amministrazione Comunale di intervenire.

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Treglia di Pontelatone. Ufficio Postale: task force comunale per scongiurarne la chiusura

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L’ufficio già oggetto di un pesante ridimensionamento negli ultimi anni con la chiusura dello stesso per tre giorni settimanali e l’apertura nei restanti tre, quindi restando operativo solo a mezzo servizio, ora rischia addirittura di chiudere i battenti a partire dal prossimo 14 aprile con inevitabili disagi per la popolazione residente nella comunità locale…
Vertice domani mattina presso la direzione provinciale di Poste Italiane Spa per discutere del destino dell’ufficio postale della frazione Treglia. Su sua espressa richiesta, il sindaco Antonio Carusone sarà ricevuto dal direttore provinciale dell’azienda in Terra di Lavoro Di Michele per affrontare la questione della chiusura dello sportello nella popolosa frazione che, secondo il piano industriale dell’amministratore delegato di Poste Italiane, prevede anche la soppressione di 450 uffici postali, tra cui quello di Treglia. L’ufficio già oggetto di un pesante ridimensionamento negli ultimi anni con la chiusura dello stesso per tre giorni settimanali e l’apertura nei restanti tre, quindi restando operativo solo a mezzo servizio, ora rischia addirittura di chiudere i battenti a partire dal prossimo 14 aprile con inevitabili disagi per la popolazione residente nella comunità locale, già costretta attualmente a subire disagi vari per il fatto di poter fruire dei servizi postali a singhiozzo. Il primo cittadino Carusone si è fatto prontamente carico delle istanze dei cittadini che, in questi giorni, hanno segnalato la notizia al Comune dove l’amministrazione già si era arrivata per risolvere la problematica alla luce della comunicazione ufficiale da parte delle direzioni regionale e provinciale di Poste Italiane Spa inerente la cancellazione definitiva dello sportello. Da qui la richiesta del sindaco inoltrata al vertice delle poste casertane di un incontro che avverrà puntualmente nella mattinata di domani, allorquando Carusone chiederà con forza alla direzione provinciale di rivedere la propria decisione e di mantenere aperto l’ufficio di Treglia, semmai turbando insieme una soluzione che possa contemperare la necessità di Poste Italiane Spa di contenere i costi di gestione e di funzionamento dello sportello con l’esigenza degli utenti residenti nella popolosa frazione pontelatonese di fruire dei servizi minimi essenziali legati alla ricezione e all’invio di corrispondenza, al pagamento di bollettini e alla gestione di conti e risparmi personali. “L’ufficio di Treglia riveste un ruolo di fondamentale importanza per il nostro territorio – dichiara il sindaco Carusone – soprattutto per l’area montana che maggiormente è costretta a patire disagi e disservizi storicamente e socialmente legati alla posizione geografica ed interna della frazione. La nostra amministrazione difenderà fino all’ultimo la presenza dello sportello a Treglia, a difesa dei diritti dei cittadini”.
Enzo Perretta

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Original article: PONTELATONE. Chiude l’Ufficio Postale di Treglia. Il sindaco Antonio Carusone incontra i vertici di Poste Italiane.

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Piedimonte Matese. Individuato dalle telecamere vandalo che danneggia fontana pubblica

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I Vigili Urbani lo hanno individuato e presumibilmente aspettano l’ok della magistratura per denunciarlo. Una violenza gratuita e inutile. E’ il secondo caso scoperto grazie alle telecamere in funzione in città. Individuati anche i ladri che hanno rubato i computer a scuola la settimana scorsa… 
Non ci rendiamo conto a volte che per passare un guaio non ci vuole niente. E così neanche l’idiota che qualche sera fa, dietro la biblioteca comunale dove è stato costruito il campetto polivalente, si è cimentato nell’abbattere la fontana pubblica e, come si vede dalle immagini, ha anche puntato il dito in segno di vittoria! Evidentemente il giovane era uscito di casa con il chiaro intento di incontrare “qualche nemico” da sconfiggere! E la fontana pubblica è forse stata vista come l’avversario perfetto: piccola, compatta, resistente, insomma un nemico di ‘ferro’ ideale. E così piano piano il nostro giovane imbecille si è messo ed alla fine ha vinto! Ora però dovrebbero vincere anche i Vigili Urbani ed i Carabinieri che hanno analizzato i frame delle immagini ed a breve gli notificheranno la denuncia penale a casa e, conseguente procedimento per una fesseria del genere. Intanto bisogna dare atto che il servizio di videosorveglianza sta dando i suoi frutti. Infatti è il secondo caso di atti di vandalismo che è stato scoperto in tempo reale dai Vigili Urbani grazie alla rete di telecamere posizionate in giro per Piedimonte Matese. In estate furono scoperti dei ragazzini che stavano vandalizzando il campo polivalente di via Trutta ed anche in quel caso le immagini ripresero tutto. Anzi proprio grazie alle telecamere, i Vigili riuscirono ad intervenire quasi in diretta, evitando ulteriori danni. E sempre grazie alle telecamere si è potuta analizzare anche la dinamica del furto dei computer verificatosi la settimana scorsa alla scuola media Vitale. Si nota un’auto scura da cui scendono due individui e penetrano nel plesso, mentre il veicolo gira in continuazione a mò di palo intorno all’area della scuola, tra via Caso e via Caruso. Alla fine si notano i due delinquenti salire a bordo ed il veicolo che prende il largo in direzione ex strada statale 158 verso Alife. Anche in questo caso le immagini sono al vaglio dei Carabinieri che le stanno analizzando frame dopo frame. A giorni dovrebbero emergere i primi risultati. Intanto il vandalo della fontanina è stato individuato. Ora la palla passa alla magistratura.

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Original article: ***PIEDIMONTE MATESE – L’IMBECILLE DI TURNO!!!*** Ecco come un 20enne trascorre il suo tempo libero. Ha abbattuto la fontana pubblica dietro la biblioteca. COMPLIMENTI!.

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Limatola. Domenica grande carnevale ‘fuori dai ranghi’ con baldoria illimitata, funerale e cremazione

Limatola-10x15-Carnevale-2015Il Carnevale di Limatola è una manifestazione molto popolare,

l’unica che in questo piccolo centro sannita riesce a coinvolgere centinaia di persone nella sua preparazione, richiamando migliaia di visitatori da tutta la Campania.

Durante la festa, oggi come alle sue origini, vengono infranti i limiti del quotidiano, si invertono i ruoli, sono leciti offese e scherzi e anche il sacro scende in piazza diventando elemento di critica e di derisione.

L’ordine viene infranto e il disordine viene accettato in quanto momento necessario al rinsaldamento dei valori sociali nonchè dei rapporti di dipendenza e di potere.

L’atmosfera carnevalesca rafforza la coesione sociale, si perde il rapporto con la coesione sociale, si perde il rapporto con la propria fisicità, con l’individualità, diventando parte integrante del tutt’uno che è il popolo.

Il vivere le stesse emozioni, le stesse sensazioni, l’essere e il sentirsi parte si una medesima realtà sono esigenze sempre attuali soprattutto in questi momenti di forte crisi socio-economica.

Non è un caso che la manifestazione stia riscuotendo un successo di pubblico, forse mai registrato, proprio nelle ultime edizioni, volute fortemente dalla Pro Loco di Limatola, che dal 2007 sta dando continuità a questa tradizione.

Le Origini

Il Carnevale di Limatola ha origini documentate risalenti agli anni Trenta del secolo scorso. Negli anni Settanta alle rappresentazioni teatrali e ai balli tipici accompagnati dalla musica dell’organetto, si uniscono le sfilate dei carri allegorici e il carro gastronomico.

Nel corso di un paio di decenni, grazie alla passione e al lavoro di un comitato prima e della Pro Loco dopo, a partire dagli anni Ottanta, la manifestazione è cresciuta.

Dalla metà degli anni Novanta si assiste ad un periodo di discontinuità, nel 2007 come dicevamo, la Pro Loco ha ridato nuova linfa al Carnevale, arricchendo nel rispetto della tradizione, grazie al contributo di centinaia di volontari.

La manifestazione si tiene per tre giornate e precisamente nelle due domeniche precedenti il martedì grasso, che è il giorno in cui si chiude.

Il Carnevale si divide in quattro momenti: le sfilate di carri allegorici per le strade del paese, gli spettacoli in piazza, la lamentazione funebre con il funerale cui fa seguito la cremazione di Carnevale morto che si tiene l’ultimo giorno.

Sicuramente gli spettacoli caratterizzano i festeggiamenti perché preparati appositamente per l’occasione dai limatolesi, al fine di far divertire e ballare la piazza piena di maschere: majorettes, coro, gruppo folk, sbandieratori, i gruppi teatrali impegnati nella lamentazione funebre, nel funerale e nelle rappresentazioni classiche come la Zeza, la Brunetta, i dodici figli, i dodici mesi e ultimi arrivati, ma da subito, grandi protagonisti, i suonatori di botti, tini e falci.

Alcuni di questi gruppi, negli ultimi anni, sono diventati stabili e sono stati ospiti di importanti manifestazioni.

È il caso degli sbandieratori che si sono esibiti per la prima volta in piazza a Limatola nel 2009 e del gruppo dei suonatori di botti, “A’ battaglia nova” che ha esordito durante la XX edizione, nel 2010.

Il carro principe è quello gastronomico che sfilando per le strade del paese, distribuisce gratuitamente mortadella, pane cotto a legna, sarde, vino bianco e rosso delle colline caiatine e del Sannio beneventano.

Per maggiori informazioni: cell. 3332572199; tel. 0823481974;  https://www.facebook.com/pages/Pro-Loco-Limatola/297982390385903

(Fonte & Aggiornamenti: Il Portale di Limatola – via Carnevale di Limatola – Il Portale di Limatola)

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Limatola. Comune: cancelleria costosa più che a Genova, interviene ‘Striscia’ ma il sindaco ‘glissa’

limatola.strisica-15x10-comune-spese-2strisica-15x10-comune-limatola-1San Valentino “amaro” per il sindaco di Limatola, Mario Marotta, e per qualche suo più stretto collaboratore,

che comunque ha trovato una sorta di motivazione per le spese “folli” finite nel “mirino” di Striscia la Notizia e quindi del suo tenace inviato Pino Abete che, come anticipato dal “gancio”-capogruppo consiliare di minoranza- Pietro Di Lorenzo e da vari organi di stampa, in primis “il portale di Limatola” (http://limatola.org/) per ben due giorni, lunedì e martedì, con la troupe di “Striscia la Notizia” ha fatto visita agli uffici comunali.

L’inviato del Tg satirico di Canale 5, il temerario ed intraprendente Luca Abete, ha incontrato i vertici dell’ente comunale ed in particolare il primo cittadino Mario Marotta chiedendo spiegazioni dei 650.000 euro spesi in cinque anni per carta, cancelleria e stampanti.

La questione, sollevata dall’ex sindaco e consigliere provinciale di Benevento Pietro Di Lorenzo e quindi dalle colonne di tale portale, è poi diventata di dominio nazionale sicché era atteso con notevole interesse il servizio di Abete trasmesso sabato 14 febbraio nel famoso TG di denuncia e satirico di Canale 5.

Alla richiesta di spiegazioni circa la spesa, davvero eccessiva, sopportata dal piccolo Comune sannita, confinante con il capoluogo casertano e la stessa Caiazzo, non senza imbarazzo, il primo cittadino ha spiegato che evidentemente si trattava di una somma comprensiva di altre spese sostenute per esigenze diverse, solo per “comodità” inserite sotto la voce di quelle sostenute per stampati e cancelleria, a quanto pare lievitata pertanto a circa 650.000 euro per un solo anno, ipotizzando addirittura una richiesta di risarcimento per indebiti danni di immagine.

Un chiarimento al riguardo potrà venire dallo stesso ingegnere Pietro Di Lorenzo che pare abbia denunciato la questione anche con murali e che soilitamente acquisisce sempre atti comprovanti quanto da lui stesso denunciato.

Per video cliccare su una delle foto 

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Alife-Caiazzo. S.Valentino ignorato dal vescovo Valentino, ma non dai ‘fedeli infuriati’?

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Si è creata una frattura che appare insanabile tra una parte dei fedeli della Diocesi Alife – Caiazzo e il loro Pastore Mons. Valentino Di Cerbo. Ecco la lettera giunta al nostro portale…
Il 14 febbraio è conosciuto come il giorno e la festa dei fidanzati. Nella nostra diocesi di Alife e Caiazzo questo giorno era ricordato perchè è la festa onomastica del vescovo Valentino Di Cerbo. Ogni anno nella cattedrale di Alife era un giorno di festa perchè il Vescovo celebrava insieme ai suoi sacerdoti e insieme a tutti noi fedeli. Quest’anno il vescovo ha pensato bene di non celebrare questo giorno e questa sua decisione, per noi molto strana, ha fatto riflettere molto (questo ci fa capire che lui non si preoccupa di noi fedeli e soprattutto ci fa comprendere che la sua visita pastorale è tutta finzione). Il vescovo parla sempre di fraternità. Sempre a favore del popolo e quasi sempre contro i suoi preti. Nell’ultimo convegno che si è fatto ad Alife nell’Istituto professionale, ricordiamo quando abbiamo applaudito quando il vescovo si è schierato contro il clero? Anche in altre occasioni, sempre nella cattedrale di Alife, si è messo durante la predica a rimproverare i suoi preti. Ricordiamo queste cose? A Caiazzo, invece, nella cattedrale, si mise a criticare alcuni politici di cui è meglio non fare nomi. Sempre contro il suo clero e a favore del popolo. Adesso, ultimamente, con alcune sue prese di posizione si è messo anche contro questo popolo (vedi trasferimenti di parroci, vedi decreti matrimoni, vedi decreti comunioni e cresime, vedi decreti messe). In questa lettera aperta vogliamo semplicemente dire al vescovo che se voi avete problemi con i vostri preti, che colpa ha il popolo? se voi avete problemi con noi popolo, che colpa ne abbiamo? Aspettavamo questa messa e invece niente. Come può il vescovo parlare di fraternità quando lui stesso non fa fraternità nè con i suoi preti nè con il popolo? Come può un vescovo, che come dice Papa Francesco, deve essere misericordioso, dire ad un prete che gli da il potere di chiudere la chiesa? (ci riferiamo alle ultime vicende di Alvignanello, al suo parroco e al convento), come può un vescovo permettere che dei sacerdoti vendono i pacchi della Caritas (ci riferiamo, sempre da quello che abbiamo letto sul blog, ai parroci di Alvignano e Baia Latina. Questi sacerdoti per 5 euro vendevano quello che era destinato ai poveri gratuitamente). Come può un vescovo permettere che nel giorno della festa patronale il parroco in serata chiude la chiesa? (notizia riportata su altri blog e ci riferiamo ad Ailano). Come può un vescovo permettere tutte queste cose per alcuni mentre per Don Massimiliano Iadarola sono previste solo punizioni? Don Massimiliano Iadarola è stato punito senza un perchè. E’ stato ridotto, dopo tanti anni di messa, a fare il vice parroco, o lo schiavo, al parroco di Piedimonte. Questo è umiliante per un prete. Il Papa parla di povertà e qui si fa il contrario. Preti che ogni due tre anni cambiano macchina. Ma il vescovo le vede queste cose? O vede solo quello che vuole vedere? Ogni 29 giugno era una festa vedere i preti, noi popolo e il vescovo Farina celebrare insieme in cattedrale. Con voi, vescovo Di Cerbo, sta scomparendo tutto. Poi vi lamentate dicendo che le chiese sono vuote. Se continuate di questo passo le chiese diventeranno sempre più vuote. Ma a Roma perchè non prendono provvedimenti? E’ possibile che dopo tutte queste sciagure provocate dal vescovo nessuno parla? Caiazzo rinasce noi ti ringraziamo per il tuo blog perchè almeno tu ascolti la voce di tutti. Tu non sei come il vescovo Di Cerbo che chiude le chiese e risponde: IL VESCOVO SONO IO, QUI COMANDO IO E QUI SI FA COME DICO IO.
LETTERA FIRMATA

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Original article: ALIFE. Oggi è San Valentino, ma non c’è stata la consueta messa con il Vescovo Valentino Di Cerbo. I fedeli: “Oramai Sua Eccellenza è lontano da noi popolino!”.

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Piedimonte Matese. Nuovo black out idrico lunedì 16, giorno di fiera settimanale

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L’avviso è giunto al Comune dalla Regione Campania. Lunedì 16 febbraio diverse aree cittadine restano senza l’erogazione dell’acqua…

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Sospensione del servizio idrico lunedì prossimo. Dalle 14,00 alle 20,00 alcune arterie restano senz’acqua. LE STRADE.

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Caiazzo. Assistenza domiciliare disabili: nuova ‘bordata’ degli assessori ‘defenestrati’

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Il gruppo consiliare fa sua la battaglia degli assistenti sociali e addetti ai lavori che non percepiscono le spettanze da tempo immemore: “Porteremo la problematica all’attenzione del Consiglio Comunale…”
In campo per la battaglia della solidarietà. Il Gruppo ‘Uniti per Caiazzo’ composto dai consiglieri Merola, Giaquinto, Ponsillo e Di Sorbo, porterà all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale (in programma il 18 febbraio alle 17.30) la drammatica situazione relativa agli anziani bisognosi di assistenza e dei portatori di handicap che in questo particolare momento stanno soffrendo per la mancanza di servizi e cure adeguate. “Caiazzo rientra nell’ambito sociale C4 – affermano i consiglieri del gruppo ‘Uniti per Caiazzo’ – che ha come capofila il comune di Piedimonte Matese e da tempo ormai non riesce più a garantire i servizi essenziali cosa che fino al mese di dicembre era stata fatta. A due mesi si stanno riducendo i servizi alla persona, lasciando in una condizione fortemente precaria persone anziane e portatori di handicap che allo stato attuale sono soli ed abbandonati, anche dalle istituzioni locali cittadine. Lo scorso novembre l’ amministrazione provvide ad inserire in sede di approvazione del bilancio le somme da utilizzare per risolvere le criticità immediate. Ad oggi non risulta che il Comune abbia provveduto a risolvere questa situazione o quantomeno ci abbia provato, il sindaco pro tempore Sgueglia non si è reso nemmeno parte diligente a sostenere il comune di Piedimonte Matese nella battaglia in Regione per avere accreditati i fondi che sono assegnati all’ambito C4, mentre attualmente ci sono numerose famiglie senza assistenza nonostante il duro impegno delle operatrici che in assenza di emolumenti da oltre 12 mesi stavano svolgendo ancora il proprio lavoro con dedizione e sacrificio impegnandosi anche con mezzi propri per non bloccare del tutto l’assistenza. Il gruppo ‘Uniti per Caiazzo’ pone questa situazione all’attenzione del Consiglio Comunale affinché una problematica che tocca da vicino il cittadino e le sue esigenze essenziali diventi di primaria importanza in una comunità che ha fatto del ‘Buon vivere’ il proprio emblema. Contestualmente ci adopereremo per trovare soluzioni alternative anche con fondi propri del Comune per garantire almeno le maggiori necessità e le urgenze di soggetti particolarmente disagiati, sostenendo attivamente il comune di Piedimonte Matese nel suo ruolo di capofila per il riconoscimento da parte della Regione Campania di quanto dovuto per le annualità pregresse ancora non corrisposte. Infine – concludono i consiglieri – desideriamo esprimere la nostra piena solidarietà e vicinanza alle persone anziane e alle operatrice del servizio di assistenza, faremo il possibile affinché presto possano ricevere le spettanze arretrate e tornare a prestare la loro assistenza in maniera regolare”.
Nella foto sopra da sx in senso orario: Antonio Ponsillo, Patrizia Merola, Stefano Giaquinto e Antonio Di Sorbo

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Original article: CAIAZZO. Servizio di assistenza domiciliare, situazione critica per anziani e portatori di handicap. Il gruppo “Uniti per Caiazzo” esprime solidarietà agli addetti all’Ambito C/4.

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