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Archive for the Caiazzo & Dintorni Category

Caiazzo dopo 71 anni non s’interroga sui motivi del bombardamento alleato che provoco oltre 20 morti?

Posted on Gennaio 23, 2015 by

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Durissimo il prezzo che ha pagato la città nella seconda guerra mondiale. Prima i morti del 13 Ottobre 1943 nell’ormai triste e famoso eccidio di Monte Carmignano e poi il bombardamento per mano amica del 27 Gennaio 1944. IL RACCONTO DI JOSEPH AGNONE E IL VIDEO ECCEZIONALE DEL BOMBARDAMENTO…. 

Vittime innocenti di un clamoroso errore dell’esercito alleato, nel primo pomeriggio del 27 gennaio 1944, venti caiatini caddero, senza avere altra colpa che essere usciti di casa, fiduciosamente esultando al transito di alcuni aerei americani, da cui, proprio all’altezza del centro abitato, senza alcun preavviso, improvvisamente, o peggio improvvidamente, dal ventre dei velivoli da guerra, vennero sganciate varie bombe… Due volte martire, quindi, la città di Caiazzo: prima per l’efferato eccidio nazista del 13 ottobre 1943 e dopo meno tre mesi a causa di un altro evento esecrante ma per il quale, a quanto è dato sapere, mai nessuno ha rivendicato neppure uno straccio di scuse dal pur magnanimo governo statunitense. Un evento che è ancora impresso nella memoria di tanti ottuagenari della città a 71 anni dall’epoca dei fatti, cioè il bombardamento effettuato per errore dai soldati americani su Caiazzo il 27 gennaio 1944 ed in seguito al quale persero la vita appunto venti persone, fra cui molte donne e bambini, che con l’arrivo degli americani avevano ripreso ad uscire, ignare che la morte potesse venire per mano alleata. Lo sgancio delle bombe che martoriarono la città nel 1944, provocando vittime, in prevalenza bambini e ragazze in fiore. Perirono in cinque di esse in via Attilio (oggi via D’Ettorre) 14 al quartiere Lamìa (oggi via Carullo) e una sola al vicolo San Giovanni Battista. Questi i nomi e tra parentesi l’età che avevano: Antonietta Biggiero (6 anni); Anna Ciccarelli (15); Margherita Ciccarelli (38); Alessandrina Eligio (10); Angelo Raffaele Reveglia (3); Giovanni Anzalone (12); Donna Elettra Bruno (41); Maria Buonomo (mesi 4) Rosa Cocco (22 anni); Carmela D’Agostino (14); Giuseppina Di Giovanni (4); Maria Rachele Di Iorio (7); Giovanna Di Rienzo (76); Angelina Insero (14); Vera Lamberti (11); Giuseppe Santabarbara (44); Raffaela Savocchia (38); Luisa Buonomo (4); Antonio Rolli (63); Vittorio Isotti (4).
IL RACCONTO DI JOSEPH AGNONE, LO STORICO CHE CONTRIBUI ALLA CATTURA DEL BOIA DI OCHTENDUNG WOLFGANG EMDEN. – Gennaio 1944, il fronte di guerra era fermo a Cassino, caposaldo della linea Gustav, ultimo ostacolo prima di sfondare il sistema difensivo tedesco, imboccare la Valle del Liri e puntare su Roma. La Quinta armata aveva superato a fatica, con un sacrificio di uomini e risorse, la linea del Voltuno e la linea Reinhard, detta anche Linea d’Inverno. A Caiazzo, sulla sponda del fiume Volturno, definita dal corrispondente del New York Times, un cumulo di macerie di questa cittadina che un giorno era una delle più prospere e ridenti comunità a nord del Volturno era attestata la 163ª Signal Photografic Company, Compagnia dei Segnali e delle Comunicazioni. Il 27 gennaio 1944 alcuni aerei bombardarono Caiazzo, colpirono la sede della compagnia e uccisero diciasette civili, ferendo sette militari della Quinta Armata. Se Charles Dickens fosse vivo avrebbe di certo esclamato: “Qui giace Caiazzo in una bella confusione!”. In questa bella confusione sono emerse svariate opinioni circa la nazionalità degli aerei responsabili della carneficina. Alcuni dicono di aver visto dei caccia bombardieri tedeschi con la svastica, altri vi hanno visto i T.38 a due fusoliere e le osservazioni non finiscono qui. A causa di questa bella confusione ho dovuto leggere molti libri per districare da questa confusa matassa di opinioni la verità del bombardamento. In quanto agli aerei, non credo che siano stati i T.38 poiché questi in quel momento scortavano i bombardieri sui bersagli. Penso che possano essere stati i P.47 , che vennero adoperati in supporto alle operazioni terrestri della Quinta Armata. In realtà gli americani bombardarono Caiazzo convinti di volare su Cassino. Tale ipotesi è supportata da un testo che ho ritrovato negli archivi americani: Peter Maslowski, Armed with cameras, The American Military Photographers of World War II, The Free Press, New York. E’ utile proporre ai nostri lettori, un brano di questo testo per comprendere la dinamica degli avvenimenti: “””Gordon Frye si era finalmente guadagnato il meritato riposo. Fye si trovava molto distante dalla sua casa a Rhode Island e il suo letto era un pavimento di cemento invece che un materasso di lana, ma un pisolino del tardo pomeriggio, in qualsiasi condizione, in questi giorni era lusso. La sua stanza era situata al terzo piano di un edificio precedentemente adibito a scuola, a Caiazzo, in Italia, una struttura che era stata requisita dall’unità di Frye, la 163ª Signal Photographic Company(Spc)(La compagnia dei segnali e delle Comunicazioni),per il suo Quartiere Generale. Frye e il suo collega Samuel Tischler erano arrivati il giorno precedente dalla prima linea ed erano sudici,barbuti e pigri come i personaggi dei cartoni animati Gi Joe di Bill Mauldin. Mentre Fye si riposava, Tischler si stava sottoponendo a pianterreno ad uno di quegli infami tagli di capelli dei GI. Per la prima volta dopo mesi d entrambi si stavano crogiolando nella sicurezza della retroguardia. In frazione di secondo l’una dall’altra, Frye e Tischer, con i sensi provati da troppe terribili esperienze in prima linea, sentirono il rombo di aerei seguiti dai suoni fin troppo familiari di aerei in picchiata con l’accompagnamento musicale del fuoco delle mitragliatrici e dello scoppio di bombe. L’addestramento militare stabiliva che durante i raid i soldati avrebbero dovuto scappare daun edificio per timore che questo crollasse, così Tischler a metà del taglio di capelli, uscì scappando dalla porta. Dopo una rapida occhiata fuori dalla sua finestra da cui poteva vedere i proettili traccianti arroventati che passavano come lampi, Frye corse per sicurezza giù per tre rampe di scale. Ma nessuno dei due sfuggì completamente allo spostamento causato dalle esplosioni, che sbatterono Tischler a terra, il quale tuttavia, oltre ad avere “la diarrea per circa una settimana”,rimase indenne dopo questa esperienza quasi fatale. Frye però non fu così fortunato. Proprio nel momento in cui stava scappando dal corridoio per riversasi in strada, una bomba esplose, colpendolo con schegge di legno, lo sbattè contro una parete e lo scaraventò al suolo “Questa è la mia fine”, egli pensò, ma dopo molti sforzi si sollevò in piedi e osservando ovunque quella devastazione e quella tragedia umana, fece ciò che la sua missione quale soldato cameraman gli imponeva: ritornò al terzo piano per prendere la sua macchina fotografica e fotografare quella carneficina. Riemergendo dalle macerie dell’edificio con in mano una cinepresa, Frye osservò che l’edificio al lato opposto della strada era “sparito”. Poi la sua mente si offuscò. Frye si svegliò in una stanza dell’ospedale da campo con lo sguardo rivoltoad un soffitto scolorito. Un medico si chinò su di lui nel suo campo visivo ed esclamò che “sembrava colpito dall’ira di Dio”. Difatti lo sembrò davvero. La pelle del suo viso sembrava bruciata, entrambe le palpebre erano lacerate, la trachea aveva riportato dei danni, il lato sinistro era paralizzato e non riusciva né a parlare né a dire il suo numero di matricola dell’esercito e come riuscì a capire in seguito, egli rappresentava un caso grave di esaurimento nervoso, noto come “shock da granata” nel gergo del primo conflitto mondiale e come “esaurimento da battaglia”(battle fatigue) in quello del secondo conflitto mondiale. Oltre alle cattive notizie, correva in giro, come Frye aveva sentito, che gli aerei ameriani avevano eseguito il bombardameno. Quella però, non era solo una voce. Il comandante della 163ma unità, il capitano Ned R. Morehouse, non aveva dubbi sul fatto che gli aerei fossero americani, sensazione questa, condivisa da uno dei suoi successori, Robert Lewis, il quale ricordava che “la cosa più difficile era spiegare agli abitanti di Caiazzo perchè alcuni dei loroantichi edifici erano stati rasi al suolo da aerei americani”. Inoltre, egli non riusciva nemmeno a spiegare le 17 vittime tra i civili che gli aerei avevano lasciato dietro di loro. Harold Culbertson, il portaordini dell’autoreparto della Compagnia, che aveva osservato gli aerei mentre “bombardavano l’asfalto fuori dall’autoreparto”, indicò che essi avessero confuso Caiazzo con Cassino, uno dei punti nevralgici della Linea d’inverno e scenario di un brutale combattimento nell’inverno 1943-44. Oltre a Frye e Tischler, altri sette membri furono feriti ma in maniera meno grave.”””Il regista Huston, nel documentario storico dal titolo “San Pietro Infine” ha inserito il filmato del bombardamento di Caiazzo descrivendolo come una rappresaglia della Wehrmacht a San Pietro Infine. Nel filmato si vedono i soldati americani che si adoperano nel tentativo di estrarre i morti dalle macerie. Ma in realtà quest’immagine, che riprendeva il bombardamento di Caiazzo, era stata inserita nel documentario per la propaganda. D’altra parte la testimonianza del comandante della 163ª, Morehouse, e quella del suo successore, comandante Robert Lewis, non lasciano dubbi sul fatto che a bombardare Caiazzo fossero aerei americani. In attesa di trovare riscontri nella documentazione conservata presso gli archivi americani in grado di far luce sulla vicenda, rimane il mistero sul motivo del bombardamento. Ma con molta probabilità i bombardieri americani confusero Caiazzo con Cassino, dove alla fine di gennaio del 1944, cercavano di scardinare la linea difensiva Gustav.

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO

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Caiazzo dopo 71 anni non s’interroga sui motivi del bombardamento alleato che provoco oltre 20 morti?

Posted on Gennaio 23, 2015 by

Durissimo il prezzo che ha pagato la città nella seconda guerra mondiale. Prima i morti del 13 Ottobre 1943 nell’ormai triste e famoso eccidio di Monte Carmignano e poi il bombardamento per mano amica del 27 Gennaio 1944. IL RACCONTO DI JOSEPH AGNONE E IL VIDEO ECCEZIONALE DEL BOMBARDAMENTO…. 

Vittime innocenti di un clamoroso errore dell’esercito alleato, nel primo pomeriggio del 27 gennaio 1944, venti caiatini caddero, senza avere altra colpa che essere usciti di casa, fiduciosamente esultando al transito di alcuni aerei americani, da cui, proprio all’altezza del centro abitato, senza alcun preavviso, improvvisamente, o peggio improvvidamente, dal ventre dei velivoli da guerra, vennero sganciate varie bombe… Due volte martire, quindi, la città di Caiazzo: prima per l’efferato eccidio nazista del 13 ottobre 1943 e dopo meno tre mesi a causa di un altro evento esecrante ma per il quale, a quanto è dato sapere, mai nessuno ha rivendicato neppure uno straccio di scuse dal pur magnanimo governo statunitense. Un evento che è ancora impresso nella memoria di tanti ottuagenari della città a 71 anni dall’epoca dei fatti, cioè il bombardamento effettuato per errore dai soldati americani su Caiazzo il 27 gennaio 1944 ed in seguito al quale persero la vita appunto venti persone, fra cui molte donne e bambini, che con l’arrivo degli americani avevano ripreso ad uscire, ignare che la morte potesse venire per mano alleata. Lo sgancio delle bombe che martoriarono la città nel 1944, provocando vittime, in prevalenza bambini e ragazze in fiore. Perirono in cinque di esse in via Attilio (oggi via D’Ettorre) 14 al quartiere Lamìa (oggi via Carullo) e una sola al vicolo San Giovanni Battista. Questi i nomi e tra parentesi l’età che avevano: Antonietta Biggiero (6 anni); Anna Ciccarelli (15); Margherita Ciccarelli (38); Alessandrina Eligio (10); Angelo Raffaele Reveglia (3); Giovanni Anzalone (12); Donna Elettra Bruno (41); Maria Buonomo (mesi 4) Rosa Cocco (22 anni); Carmela D’Agostino (14); Giuseppina Di Giovanni (4); Maria Rachele Di Iorio (7); Giovanna Di Rienzo (76); Angelina Insero (14); Vera Lamberti (11); Giuseppe Santabarbara (44); Raffaela Savocchia (38); Luisa Buonomo (4); Antonio Rolli (63); Vittorio Isotti (4).
IL RACCONTO DI JOSEPH AGNONE, LO STORICO CHE CONTRIBUI ALLA CATTURA DEL BOIA DI OCHTENDUNG WOLFGANG EMDEN. – Gennaio 1944, il fronte di guerra era fermo a Cassino, caposaldo della linea Gustav, ultimo ostacolo prima di sfondare il sistema difensivo tedesco, imboccare la Valle del Liri e puntare su Roma. La Quinta armata aveva superato a fatica, con un sacrificio di uomini e risorse, la linea del Voltuno e la linea Reinhard, detta anche Linea d’Inverno. A Caiazzo, sulla sponda del fiume Volturno, definita dal corrispondente del New York Times, un cumulo di macerie di questa cittadina che un giorno era una delle più prospere e ridenti comunità a nord del Volturno era attestata la 163ª Signal Photografic Company, Compagnia dei Segnali e delle Comunicazioni. Il 27 gennaio 1944 alcuni aerei bombardarono Caiazzo, colpirono la sede della compagnia e uccisero diciasette civili, ferendo sette militari della Quinta Armata. Se Charles Dickens fosse vivo avrebbe di certo esclamato: “Qui giace Caiazzo in una bella confusione!”. In questa bella confusione sono emerse svariate opinioni circa la nazionalità degli aerei responsabili della carneficina. Alcuni dicono di aver visto dei caccia bombardieri tedeschi con la svastica, altri vi hanno visto i T.38 a due fusoliere e le osservazioni non finiscono qui. A causa di questa bella confusione ho dovuto leggere molti libri per districare da questa confusa matassa di opinioni la verità del bombardamento. In quanto agli aerei, non credo che siano stati i T.38 poiché questi in quel momento scortavano i bombardieri sui bersagli. Penso che possano essere stati i P.47 , che vennero adoperati in supporto alle operazioni terrestri della Quinta Armata. In realtà gli americani bombardarono Caiazzo convinti di volare su Cassino. Tale ipotesi è supportata da un testo che ho ritrovato negli archivi americani: Peter Maslowski, Armed with cameras, The American Military Photographers of World War II, The Free Press, New York. E’ utile proporre ai nostri lettori, un brano di questo testo per comprendere la dinamica degli avvenimenti: “””Gordon Frye si era finalmente guadagnato il meritato riposo. Fye si trovava molto distante dalla sua casa a Rhode Island e il suo letto era un pavimento di cemento invece che un materasso di lana, ma un pisolino del tardo pomeriggio, in qualsiasi condizione, in questi giorni era lusso. La sua stanza era situata al terzo piano di un edificio precedentemente adibito a scuola, a Caiazzo, in Italia, una struttura che era stata requisita dall’unità di Frye, la 163ª Signal Photographic Company(Spc)(La compagnia dei segnali e delle Comunicazioni),per il suo Quartiere Generale. Frye e il suo collega Samuel Tischler erano arrivati il giorno precedente dalla prima linea ed erano sudici,barbuti e pigri come i personaggi dei cartoni animati Gi Joe di Bill Mauldin. Mentre Fye si riposava, Tischler si stava sottoponendo a pianterreno ad uno di quegli infami tagli di capelli dei GI. Per la prima volta dopo mesi d entrambi si stavano crogiolando nella sicurezza della retroguardia. In frazione di secondo l’una dall’altra, Frye e Tischer, con i sensi provati da troppe terribili esperienze in prima linea, sentirono il rombo di aerei seguiti dai suoni fin troppo familiari di aerei in picchiata con l’accompagnamento musicale del fuoco delle mitragliatrici e dello scoppio di bombe. L’addestramento militare stabiliva che durante i raid i soldati avrebbero dovuto scappare daun edificio per timore che questo crollasse, così Tischler a metà del taglio di capelli, uscì scappando dalla porta. Dopo una rapida occhiata fuori dalla sua finestra da cui poteva vedere i proettili traccianti arroventati che passavano come lampi, Frye corse per sicurezza giù per tre rampe di scale. Ma nessuno dei due sfuggì completamente allo spostamento causato dalle esplosioni, che sbatterono Tischler a terra, il quale tuttavia, oltre ad avere “la diarrea per circa una settimana”,rimase indenne dopo questa esperienza quasi fatale. Frye però non fu così fortunato. Proprio nel momento in cui stava scappando dal corridoio per riversasi in strada, una bomba esplose, colpendolo con schegge di legno, lo sbattè contro una parete e lo scaraventò al suolo “Questa è la mia fine”, egli pensò, ma dopo molti sforzi si sollevò in piedi e osservando ovunque quella devastazione e quella tragedia umana, fece ciò che la sua missione quale soldato cameraman gli imponeva: ritornò al terzo piano per prendere la sua macchina fotografica e fotografare quella carneficina. Riemergendo dalle macerie dell’edificio con in mano una cinepresa, Frye osservò che l’edificio al lato opposto della strada era “sparito”. Poi la sua mente si offuscò. Frye si svegliò in una stanza dell’ospedale da campo con lo sguardo rivoltoad un soffitto scolorito. Un medico si chinò su di lui nel suo campo visivo ed esclamò che “sembrava colpito dall’ira di Dio”. Difatti lo sembrò davvero. La pelle del suo viso sembrava bruciata, entrambe le palpebre erano lacerate, la trachea aveva riportato dei danni, il lato sinistro era paralizzato e non riusciva né a parlare né a dire il suo numero di matricola dell’esercito e come riuscì a capire in seguito, egli rappresentava un caso grave di esaurimento nervoso, noto come “shock da granata” nel gergo del primo conflitto mondiale e come “esaurimento da battaglia”(battle fatigue) in quello del secondo conflitto mondiale. Oltre alle cattive notizie, correva in giro, come Frye aveva sentito, che gli aerei ameriani avevano eseguito il bombardameno. Quella però, non era solo una voce. Il comandante della 163ma unità, il capitano Ned R. Morehouse, non aveva dubbi sul fatto che gli aerei fossero americani, sensazione questa, condivisa da uno dei suoi successori, Robert Lewis, il quale ricordava che “la cosa più difficile era spiegare agli abitanti di Caiazzo perchè alcuni dei loroantichi edifici erano stati rasi al suolo da aerei americani”. Inoltre, egli non riusciva nemmeno a spiegare le 17 vittime tra i civili che gli aerei avevano lasciato dietro di loro. Harold Culbertson, il portaordini dell’autoreparto della Compagnia, che aveva osservato gli aerei mentre “bombardavano l’asfalto fuori dall’autoreparto”, indicò che essi avessero confuso Caiazzo con Cassino, uno dei punti nevralgici della Linea d’inverno e scenario di un brutale combattimento nell’inverno 1943-44. Oltre a Frye e Tischler, altri sette membri furono feriti ma in maniera meno grave.”””Il regista Huston, nel documentario storico dal titolo “San Pietro Infine” ha inserito il filmato del bombardamento di Caiazzo descrivendolo come una rappresaglia della Wehrmacht a San Pietro Infine. Nel filmato si vedono i soldati americani che si adoperano nel tentativo di estrarre i morti dalle macerie. Ma in realtà quest’immagine, che riprendeva il bombardamento di Caiazzo, era stata inserita nel documentario per la propaganda. D’altra parte la testimonianza del comandante della 163ª, Morehouse, e quella del suo successore, comandante Robert Lewis, non lasciano dubbi sul fatto che a bombardare Caiazzo fossero aerei americani. In attesa di trovare riscontri nella documentazione conservata presso gli archivi americani in grado di far luce sulla vicenda, rimane il mistero sul motivo del bombardamento. Ma con molta probabilità i bombardieri americani confusero Caiazzo con Cassino, dove alla fine di gennaio del 1944, cercavano di scardinare la linea difensiva Gustav.

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO

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Whatsapp disponibile anche per i computer

Posted on Gennaio 23, 2015 by

Il notissimo Whatsapp sbarca sul PC  ma tiene esclusi gli iOs, cioè gli utenti che utilizzno iPhone – Apple. Da oggi tutti coloro che hanno uno smartphone potranno accedere a Whatsapp anche tramite browser. Da questa possibilità sono esclusi gli utenti … Continua a leggere (News archiviata in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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Piedimonte Matese. ‘Ospedalopoli’ casertana: negano tutto Ferraiuolo e Cesarini ma la DIA avrebbe le prove

Posted on Gennaio 23, 2015 by

L’attuale segretario Pd del capoluogo matesino (sospeso dalla carica) è difeso dall’avvocato Ercole di Baia. Oggi ha sostenuto l’interrogatorio di garanzia respingendo gli addebiti…
Hanno negato ogni addebito professando la loro innocenza di fronte al giudice per le indagini preliminari che ha firmato il loro arresto nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati all’ospedale di Caserta. Il segretario del Pd di Piedimonte Domenico Ferraiuolo (sospeso dall’incarico subito dopo aver ricevuto l’ordine di arrestato) ed il socio Orlando Cesarini, assistiti dall’avvocato Ercole Di Baia, hanno professato la loro innocenza in merito alle accuse rivolte. Secondo le indagini della Dia, i due, grazie all’intermediazione del cognato del boss Francesco Zagaria e del consigliere provinciale di Forza Italia Antonio Magliulo (sono stati anche fotografati insieme nei pressi della pompa di benzina ubicata di fronte l’ingresso dell’ospedale di Caserta), erano riusciti ad ottenere grossi appalti dall’azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano per la società Odeia costruzioni srl di cui sono soci.

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Politica & Camorra: da Caiazzo al Matese estesa la ‘longa manus’ degli Zagaria?

Posted on Gennaio 23, 2015 by

Antonio Fantini presidente pro tempore dell’Udeur al telefono con Franco Zagaria, cognato di Michele superboss della camorra e Remo D’Amico. Spuntano terreni a Caiazzo, Formicola e un allevamento di struzzi a Baia e Latina. Poi commentano il verminaio che venne fuori su L’Espresso che riguardava la famiglia Mastella…
Sempre in relazione ai rapporti esistenti tra il FANTINI e ZAGARIA Francesco, si riporta la conversazione monitorata a bordo dell’auto Renault Scenic tg DD101FA in data 03.11.2007 tra FANTINI Antonio, ZAGARIA Francesco e D’AMICO Remo dove commentano un articolo apparso sul settimanale “L’Espresso” in data 08.11.2007 intitolato “Per chi suona il Campanile”. A dire dei conversanti l’articolo in questione rappresentava un attacco politico di tipo strategico al partito UDEUR. L’inchiesta giornalistica verteva sul presunto coinvolgimento dei familiari del Senatore MASTELLA nella distrazione di fondi pubblici del partito per finalità private. 
Nello specifico l’autore dell’articolo sosteneva che: 
– Pellegrino MASTELLA, figlio del Senatore, scaricava le spese mensili di carburante della sua autovettura Porche Cayenne utilizzando i fondi del giornale di partito “il Campanile”; 
– Alessandrina LONARDO acquistava nei periodi natalizi prodotti alimentari facendo emettere fattura a favore del giornale “Il Campanile”; 
– Elio MASTELLA, altro figlio del senatore, aveva partecipato ad un festa organizzata dall’UDEUR a Cortina d’Ampezzo ed aveva imputato tutte le spese personali sostenute a carico dei costi di gestione de “Il Campanile”; 
– Pellegrino MASTELLA e la consorte Alessia CAMILLERI erano andati a fare un viaggio con costi a carico de “il Campanile”. 
L’inchiesta giornalistica si basava sulle rivelazioni dell’ex segretario amministrativo del partito UDEUR, Tancredi CIMMINO, il quale aveva dovuto coprire tutte le spese sostenute dai familiari del Segretario Politico Clemente MASTELLA perché questi si sarebbe imposto in ragione della propria carica. Nello stesso articolo veniva altresì riferito che il CIMMINO sosteneva che le spese imputate dalla famiglia MASTELLA erano illegittime perchè sia MASTELLA Pellegrino che MASTELLA Elio non ricoprivano alcuna carica nel giornale del partito. 
(All.85 alla nota n. 199/9-25-2003 del R.O.S. Carabinieri di Napoli). 
 Omissis… 
Antonio FANTINI= hanno detto che te ne sei scappato con la cassa dell’UDEUR … io sto consultando i miei avvocati per querelare… perche’ e’ tutto vero! vaglielo a dire…!””. 
Francesco ZAGARIA= io sapete dov’e’ che non… dice cosa! non tanto per la richiesta di “”incassare”” e’vero che voi siete il leader… venite e dite fai questo!””. 
Antonio FANTINI=Franco il fatto e’ che queste sono stronzate! 
Francesco ZAGARIA= sono tutte cretinate! 
Antonio FANTINI= lascia stare!? 
Francesco ZAGARIA= eh! 
Antonio FANTINI= Franco lo sai qual’è il fatto? sovrapposizione delle voci 
Francesco ZAGARIA= sono quelle piccole cose…! 
Antonio FANTINI= ma c’è mai bisogno… proprio che tu fai le stronzate ne Franco! 
Francesco ZAGARIA= è questo quello che io… volevo ben dire! ma possibile mai che chi sta intorno non dice: senti ma se io dessi la testa contro una porta mandatemi a curare (modo di dire per impedire eventuali errori da parte di chiunque – n.d.r.)… perchè io un fatto del genere non lo farò mai! 
FANTINI riprendeva la lettura dell’articolo nella parte in cui veniva riferito che la proprietà dell’immobile ove era situata la sede del partito era transitata da un ente pubblico ad una delle società riconducibile ai figli del Sen. MASTELLA e che, dopo questo passaggio, il canone d’affitto era stato considerevolmente aumentato. 
Omissis… 
Francesco ZAGARIA= con i fondi! 
Remo D’AMICO= quello l’ha fatto anche l’altra volta… si’… ma non uno ma quattro appartamenti! 
Francesco ZAGARIA= Remo… Remo… si’ ma quel fatto la’… lo hanno fatto tutti quanti! non e’ quello il punto! 
Antonio FANTINI= non e’ tanto che ti sei comprato la casa… e’ che te la paghi con i soldi del partito! 
Francesco ZAGARIA= con i soldi del partito! quello e’ che non sta bene! 
Antonio FANTINI= riesci a capire! allora che successe… se la casa se la compra… perche’ … (incomp.) … la casa se la deve comprare il partito… fa il mutuo e paga i soldi il partito! 
Francesco ZAGARIA= i soldi… il partito! 
Antonio FANTINI= ci sta bisogno che …(incomp.)… fai guadagnare alla societa’!? praticamente tu la casa l’hai regalata a tuo figlio con i soldi del partito!se invece rimaneva a quel partito… sempre tuo era! 
Francesco ZAGARIA= ne avresti usufruito! 
Remo D’AMICO= quella e’ stata la cretinata grossa! 
Antonio FANTINI= non solo poi… che pellegrino fa parte dello studio di avvocati di Criscuolo… Criscuolo aveva una consulenza con il partito… non lo so di quando… ma di trenta mila euro all’anno! poi…. sono cose che… vuoi sapere una cosa guarda che ti dice Antonio… vuoi sapere?: questi fatti li sapevano: la signora… Pellegrino ed Elio! 
Francesco ZAGARIA=il dramma lo sai qual’è! 
Antonio FANTINI= il dramma di Clemente e’ la femmina! 
Francesco ZAGARIA= secondo me quelli saranno una croce (fonetico)! 
Antonio FANTINI= vabbene speriamo bene! 
Francesco ZAGARIA= in sintesi non è che sono … ma sono quelle cose… sono quei piccoli fastidi… no! perchè… (viene interrotto dal presidente)! 
Antonio FANTINI=ma chi e’ che non lo fa! 
Remo D’AMICO=ma tutti quanti! (segue risata da parte di remo). 
Antonio FANTINI=pero’… insomma lo devi pure saper fare! Perché se non lo fa lui e lo fai fare a questi stronzi devi pagare due volte! Francesco 
ZAGARIA= due volte!e qua torniamo al discorso quanto tu… te ne vai… perchè quello che dici tu… 
Nel prosieguo della conversazione, gli interlocutori facevano riferimento ad un tentativo di speculazione edilizia progettato nel Comune di Frascati (RM) che riguardava il progetto di acquisto di una villa da rivendere subito dopo, operazione dalla quale avrebbero potuto trarre beneficio anche i componenti del citato nucleo familiare oggetto dell’articolo del settimanale “l’Espresso”. Emergeva, inoltre, che l’affare non si era concluso a causa della condotta tenuta da un non meglio indicato senatore, frappostosi al perfezionamento dell’operazione per non aver compreso immediatamente la convenienza dell’operazione. Prima di congedarsi dai suoi interlocutori, FANTINI riferiva di interessanti operazioni immobiliari che stava attuando in Sardegna, di contro ZAGARIA riferiva di un terreno nel Comune di Caiazzo. 
(Omissis) 
Remo D’AMICO= quelli invece stanno sempre in mezzo! 
Francesco ZAGARIA= ed è un patrimonio che… (viene interrotto dall’interlocutore)! 
Antonio FANTINI= il problema più grande è questo! hai capito? 
Remo D’AMICO=Presidente… quello… stavamo facendo un’altra stronzata! per il fatto di quella villa che stavamo comprando a Roma… la’ a Frascati! 
Antonio FANTINI= meglio se là.. perchè… non l’abbiamo presa! 
Remo D’AMICO= il fatto… perche’ la’ vennero e stavano facendo nuovamente il contratto… (interrotto dal presidente… te lo dico io! 
Francesco ZAGARIA= quello era un affare d’oro! ma…! 
Antonio FANTINI= pure a … (incomp.)! 
Francesco ZAGARIA= anche per la famiglia loro! ma quello… quello affare la’ ci serviva… noi andavamo a venderlo il giorno dopo! 
Remo D’AMICO= una cosa bellissima… soltanto non hanno voluto fare neanche… (sovrapposizione delle voci)! 
Francesco ZAGARIA= anche perche’ l’attuale senatore che abbiamo non capisce niente! e’un cretino! 
Remo D’AMICO= scarta… scarta… mica… (interrotto da franco)! 
Francesco ZAGARIA= ci sta una bella operazione immobiliare vai dentro la’… (incomp.)… glielo dai! le operazioni immobiliari non vi sono… buone … (la voce viene coperta da rumori esterni)!. 
Antonio FANTINI= la casa mia in Sardegna… sto facendo una operazione di marketing che fa paura! 
Francesco ZAGARIA= fa paura! 
Antonio FANTINI =breakfast… cose… insomma… vi voglio dire una cosa favolosa! 
Francesco ZAGARIA= fallo direttamente! 
Antonio FANTINI =già glielo hanno messo ed hanno detto di no! 
Francesco ZAGARIA= alchè quando vide che quello partì… dice che doveva venire quello… il figlio di quello… là prendiamo… facciamo! … 
o m i s s i s… Fantini prima di scendere dalla macchina avverte che ci sta un terreno che si vende nella zona di Formicola, però con tono insistente Franco avverte che il loro interessamento per l’acquisto di un terreno è nel comune di Caiazzo. 
I riscontri effettuati dal R.O.S. in relazione alla conversazione appena citata permettevano di accertare che FANTINI Antonio era proprietario in Sardegna di: 
– Proprieta` per ½ ad ARZACHENA (SS) VILLAGGIO L`UNFARRU PANTOGIA di consistenza 4.5 vani e rendita di Euro:952,86; 
– Proprieta` per ½ ad ARZACHENA (SS) VILLAGGIO L`UNFARRU PANTOGIA di consistenza 6.5 vani e rendita di Euro1.376,36; 
– Proprieta` per ½ ad ARZACHENA (SS) VILLAGGIO L`UNFARRU PANTOGIA di consistenza 11 vani e rendita di Euro 2.329,22. 
La parte rimanente dell’immobile risulta di proprietà della società CERVO Immobiliare srl corrente in Napoli alla via Girolamo GIUSSO 117 frazione San Giovanni a Teduccio. 
Il capitale della società CERVO Immobiliare è così distribuito: 
– 3.335,00 euro alla SRL C.E.M. Cimarosa Edilizie Meridionali srl; 
– 3.335,00 euro alla CID Software Studio srl; 
– 3.335,00 euro a PISCOPO Fabio. 
Il terreno ove insiste parte del villaggio è pro quota della CERVO Immobiliare e della ILHA GRANDE srl corrente in Gricignano d’Aversa stabilimento area ASI nr 5 ex Indesit. 
Il capitale della ILHA GRANDE srl è così distribuito: 
– 29.997,00 euro alla LOGI.TECH srl; 
– 30.006,00 euro alla GEPAM SAS di Arturo POZZI & C.; 
– 29.997,00 euro alla MAGSYSTEM EUROPE srl. 
Contatti telefonici si sono registrati anche con Corrado FANTINI, fratello di Antonio, ed hanno riguardato la realizzazione di affari in comune sempre nel settore immobiliare. Si riporta, a titolo esemplificativo, la conversazione registrata in data 15.01.2008 alle ore 10.12 tra D’AMICO Remo ed il FANTINI Corrado, nella quale emergeva l’esistenza di affari in comune tra quest’ultimo e ZAGARIA Francesco che riguardavano l’acquisto di un terreno dove avviare un allevamento di struzzi. (All. 86 alla nota n. 199/9-25-2003 del R.O.S. Carabinieri di Napoli). 
Remo: buongiorno? 
Corrado: uhè, buongiorno bello, come và? 
Remo: tutto bene… 
Corrado: ma che stai ancora a casa nel letto? 
Remo: no, sto in ospedale che c’ho mio figlio in ospedale… sto andando in ospedale… 
Corrado: e cosa c’ha? 
Remo: no, niente… ha avuto… quello è stato fuori, è tornato con la febbre forte, vomiti e cazzate varie…. tiene questa influenza addosso… ci siamo spaventati, è stato due giorni in ospedale. Ora sto andando la stamattina… 
Corrado: va bene, va bene… 
Remo: dimmi… 
Corrado: senti, ti volevo dire…. io sto andando a Baia e Latina a vedere… parlai con Franco (Zagaria) quel terreno!!! 
Remo: ah.. ah… 
Corrado: per l’allevamento degli struzzi! Remo: ah..ah.. 
Corrado: e volevo sapere se volevate venire anche voi!! Hai capito allora?.. 
Remo: io.. lui non lo so dove sta… però io sto andando in ospedale e non mi posso muovere perchè questo… 
Corrado: no, va bene… no, no… non sapevo.. non sapevo… 
Remo: eh, eh, eh… Corrado: va bene… ci sentiamo. Remo: se lo sento a lui…. se lo sento lo chiamo… 
Corrado: se lo senti glielo dici, se no non fa niente… va bene? 
Remo: va bene… 
In conclusione, Francesco ZAGARIA aveva costanti contatti con i più importanti esponenti politici campani e spesso aveva fatto da mediatore in complicate controversie che nascevano tra loro. Quasi che le sorti politiche della Regione Campania fossero affidate al cognato del più importante camorrista della stessa Regione, peraltro all’epoca latitante da quasi quindici anni ! Le indagini del R.O.S. dimostrano che Francesco ZAGARIA, un geometra di Casapesenna, insieme al suo fidato autista e factotum, Remo D’AMICO, un pensionato di Francolise gestore di un piccolo caseificio del casertano, avevano in pugno le sorti di uomini ritenuti potentissimi.

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Alife. Torna il ‘Teatro d’Amatore’ con ‘Uomini sull’orlo di una crisi di nervi’

Posted on Gennaio 23, 2015 by

“Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” per la regia di Roberto Percoco. Questa la commedia in due atti che sarà in scena dalle 20,00 di domenica sera. Dalla pièce teatrale è stato tratto anche l’omonimo e famoso film…
Domenica 25 gennaio presso l’Auditorium dell’Istituto Professionale “M. Bosco” di Alife, andrà in scena alle ore 20.00 una brillante commedia in due atti interpretata dagli attori della compagnia teatrale“Piccolo Teatro di Terracina”, dal titolo “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” per la regia di Roberto Percoco. “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” è uno spettacolo teatrale scritto a due mani da Alessandro Capone e Rosario Galli, e portato in scena a partire dal 1993. Dalla pièce teatrale è stato tratto anche l’omonimo film, diretto sempre dallo stesso Capone. Quattro amici, Gianni, Vincenzo, Pino e Nicola, si riuniscono, come ogni lunedì, per giocare a poker, nonostante siano tutti sposati: Vincenzo vive un lungo matrimonio ed ha due figli, Gianni è sposato da sei mesi, Pino è separato ed ha un figlio mentre Nicola è sposato da due anni, dopo essere passato attraverso diverse convivenze. Durante la partita, a Pino viene l’idea di telefonare ad una squillo che scompigli la serata dei quattro amici. Lascia così un messaggio nella segreteria telefonica di una certa Yvonne. Quando costei si presenterà, a Pino toccherà apprendere che a rispondere al suo messaggio non è stata Yvonne, bensì una sua amica, decisa a fare ingelosire il fidanzato impegnato in un addio al celibato. Gianni, quindi, prenderà in mano la situazione e scapperà con la donna. E’ una commedia brillante che con i suoi tempi comici perfetti metterà a dura prova sia gli attori che il regista. Ma al di là dei risvolti comici della situazione che si verrà a creare, questa commedia mostra tra le righe, ma neanche tanto, tutte le contraddizioni e le fragilità degli uomini che hanno superato la fatidica soglia degli “anta”. I protagonisti condividono il sogno e la ricerca della loro donna ideale che, nelle fantasie di questo gruppo un po’ cialtrone e velleitario, deve essere bella, sessualmente disponibile e soprattutto di poche parole. Uno spaccato della moderna società che mette a nudo le debolezze degli uomini e il loro controverso rapporto con il gentil sesso. Questo spettacolo è il sesto appuntamento della 4° edizione della Rassegna Teatrale “Teatro d’Amatore”, kermesse teatrale che il pubblico,alifano e non solo,vive per tutta la stagione invernale grazie soprattutto all’impeccabile organizzazione dell’Associazione Alifana Arteatro che riesce a regalare serate che uniscono divertimento e riflessione. La presenza massiccia di pubblico che ogni domenica partecipa agli eventi teatrali, dimostra il fatto di come il teatro sia vicino a tutte le categorie sociali, e come, il teatro, sia un forte mezzo di trasmissione di verità e di ricchezze della tradizione italiana dello spettacolo.

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Da Caiazzo all’eremo di Casolla il coro ‘Laudate Dominum’ per arricchire la messa ‘meridiana’

Posted on Gennaio 23, 2015 by

Ancora un importante impegno da parte dei componenti del coro gregoriano “Laudate Dominum” di Caiazzo. Domenica 25  gennaio, infatti,  il gruppo caiatino, diretto dal dottor Antonio Berrnardo e presieduto dal professor Peppino Pepe, animerà la santa Messa di mezzogiorno all’eremo di San Vitaliano, … Continua a leggere (News archiviata in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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Piedimonte Matese. ‘Ospedalopoli’: si schermiscono D’Antonio e Cesarini

Posted on Gennaio 23, 2015 by

D’Antonio ha evidenziato la volontà di chiarire la sua posizione, affermando di essere in possesso di documenti che lo scagionerebbero…

Si sono tenuti questa mattina gli interrogatori degli indagati coinvolti nell’inchiesta sugli appalti truccati all’ospedale di Caserta, che ha portato nei giorni scorsi all’arresto di 24 persone (10 in carcere, 14 ai domiciliari) con l’accusa di aver favorito il clan dei Casalesi, fazione Zagaria. Oggi a presentarsi davanti al gip sono stati Orlando Cesarini, Vincenzo Cangiano, Gabriele D’Antonio e Luigi Iannone, (difesi dall’avvocato Giuseppe Stellato), finiti in manette nell’inchiesta della Dia. I quattro hanno risposto alle domande del magistrato chiarendo le loro posizioni nell’indagine. D’Antonio in particolare ha evidenziato la volontà di chiarire la sua posizione attraverso documenti in suo possesso che permetterebbero di scagionarlo.
Nella foto sopra, Ferraiuolo e Cesarini. Sotto D’Antonio e l’ospedale civile di Caserta

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Caiazzo. Comune: completata la ‘rosa’ degli incarichi conferiti ai nuovi amministratori di maggioranza

Posted on Gennaio 23, 2015 by

La De Rosa, tra le deleghe ricevute, ha ottenuto anche quella dei rapporti con il Consorzio di Bonifica Sannio Alifano, ove il suo “figliuolo” tale Della Rocca, riveste il ruolo di consigliere nel Consiglio dei Delegati. Si interfacceranno direttamente da casa?
Il sindaco di Caiazzo, Tommaso Sgueglia, ha comunicato ufficialmente tutte le deleghe assegnate agli assessori ed ai consiglieri comunali che compongono la nuova maggioranza. Tra le nomine, desta se non altro, curiosità, quella della De Rosa (nella foto) che ha ottenuto anche la delega ai rapporti con il Consorzio di Bonifica Sannio Alifano. Ebbene in questo Ente è stato eletto anche il figlio di De Rosa, tale Della Rocca, insediatosi con la lista “La Riscossa”. Qualcuno, sorridendo, ha fatto notare che questa circostanza farà si che il Comune caiatino potrebbe risparmiare eventuali somme di “missioni” che la stessa De Rosa dovrebbe compiere per curare i rapporti col Consorzio. Infatti per sapere le novità, le basterà chiedere al figlio, ovvero il consigliere Della Rocca! Ma torniamo alla realtà dei fatti. Ecco tutte le deleghe che il primo cittadino Sgueglia ha assegnato ai consiglieri comunali caiatini.
Conferimento incarichi specifici di collaborazione a consiglieri comunali. Il sindaco: premesso che con proprio decreto n. 5/2015 ha provveduto alla nomina dei componenti della Giunta comunale, con attribuzione delle relative deleghe, come di seguito indicato: 
ASSESSORE DELEGHE: 
Cerreto Antimo Bilancio, programmazione economica e dei lavori pubblici, tributi, personale, vivibilità. 
De Rosa Rosetta Acquedotto, servizi idrici e manutentivi, agricoltura, borghi, consorzio di bonifica. 
Mastroianni Giovanni Affari generali, pubblica istruzione, consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, urbanistica, promozione turistica, protezione civile.
E’ stato attribuito l’incarico di vicesindaco al dott. Antimo Cerreto; che sono state riservate al Sindaco tutte le funzioni non delegate agli assessori.
Visto l’art. 43, comma 6, dello statuto comunale, che dispone espressamente quanto segue: 
Il sindaco può avvalersi dell ausilio dei Consiglieri comunali, conferendo ad essi incarichi specifici di collaborazione. Gli assegnatari di tali incarichi hanno come unico referente il Sindaco ; ravvisata l’opportunità, nel rispetto delle prerogative proprie del Consiglio comunale e dei poteri attribuiti al Sindaco, di conferire incarico ai singoli consiglieri con riferimento a determinate materie definite in maniera chiara e puntuale, nell’ambito delle quali il consigliere comunale svolge una attività di collaborazione con il sindaco, escludendo nel contempo l’assunzione di atti a rilevanza esterna; considerato avvalersi di tale facoltà per una maggiore efficacia nello svolgimento del mandato sindacale; ritenuto di provvedere in merito individuando i consiglieri incaricati, i quali collaboreranno con il sottoscritto; precisato che:
– l’incarico non costituisce delega di funzioni e deve intendersi esclusa l’adozione di atti a rilevanza esterna, o di atti di gestione, di competenza degli organi burocratici; 
– il consigliere comunale incaricato non ha poteri decisionali di alcun tipo diversi o ulteriori rispetto a quelli che derivano dallo status di consigliere, né per i predetti incarichi può percepire alcun compenso; 
– l’incarico può essere revocato in qualunque momento dal sindaco e gli incaricati avranno, quale unico referente, il sindaco stesso.
Pertanto visti: gli atti d ufficio; il D. Lgs. 267/2000 e successive modificazioni; lo statuto comunale decreta di conferire, per le ragioni indicate nella parte motiva, incarico ai consiglieri comunali di seguito indicati per lo svolgimento di compiti di collaborazione col Sindaco nelle materie a fianco di ciascuno riportate:
De Filio Rosa: Politiche sociali, garante dei minori, pari opportunità.
Ponsillo Arianna: Lavori pubblici, decoro urbano, ambiente, attività produttive, IACP 
Sibillo Raffaella: Attuazione del programma. 
– I consiglieri cui sono stati conferiti gli incarichi specifici di collaborazione nelle suddette materie avranno, come unico referente, il sindaco; 
– l’incarico non costituisce delega di funzioni e deve intendersi esclusa l’adozione di atti a rilevanza esterna o di atti di gestione, spettanti agli organi burocratici; 
– il consigliere comunale incaricato non ha poteri decisionali di alcun tipo diversi o ulteriori rispetto a quelli che derivano dallo status di consigliere; 
– per lo svolgimento dei suddetti compiti non è dovuto al consigliere comunale alcun compenso.

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Piedimonte Matese. Patto ‘matesino’, Usi civici e distanza fra case e stalle: ci pensano Nugnes e Santoro

Posted on Gennaio 23, 2015 by

Si è parlato di interventi che spaziano dalla dismissione dell’amianto presente sul territorio dell’Alto Casertano alla realizzazione di impianti di depurazione, passando per la realizzazione di piccoli impianti produzione energia idroelettrica fino agli interventi strutturali per lo sviluppo del territorio. A garantire tutto ciò? Ma lei l’assessora Daniela Nugnes che in fatto di impegni presi è la numero uno!!!
Cosi come preannunciato, presso il Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati in Piedimonte Matese (CE), nella serata di Lunedì 19/01/2015, si è svolta la programmata e affollatissima e qualificata assemblea del comprensorio Matese e Media Valle del Volturno. E’ intervenuta l’Onorevole Nugnes nella qualità di Assessore Regionale all’Agricoltura della Regione Campania. Erano presenti, tra gli altri, molti Sindaci del comprensorio, il Presidente del Parco del Matese dott. De Nicola, amministratori, professionisti, rappresentanti di organizzazioni sindacali di lavoratori dipendenti, organizzazioni sindacali agricole, associazioni e centri di assistenza agricola. 
Sono stati illustrati i tre argomenti già resi noti: 
1) Presentazione Progetto “Patto” per la salvaguardia ambientale del territorio del Matese e dell’Alto Casertano – Riqualificazione e valorizzazione del Fiume Volturno; 
2) Approvazione dei regolamenti Comunali degli usi civici; 
3) Approvazione della modifica alla Delibera Regionale di Giunta n. 4102 del 05/08/1992, circa le distanze minime degli allevamenti dagli insediamenti abitativi. 
I lavori sono stati introdotti dall’ex Presidente del Collegio dei Periti Agrari di Caserta, Di Baia Domenico, che nel portare i saluti del Presidente neoeletto P.A. DI Nardo Costantino, assente per malattia, ha presentato all’assemblea il vice Presidente dei Periti Agrari D’Onofrio Fiorentino. Entrambi a nome del Collegio dei Periti Agrari, hanno assicurato la piena disponibilità e collaborazione del Collegio alla trattazione e risoluzione di argomenti, tematiche e o problemi che interessano il mondo agricolo. Successivamente, il P.A. Raffaele Ferraiuolo, nel ringraziare sentitamente tutti i presenti, ha introdotto i tre anzidetti argomenti da trattare. 
Ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato fattivamente: 
1) Alla stesura unitamente all’approntamento di tutta la documentazione necessaria alla stesura del progetto “Patto” per la salvaguardia ambientale del territorio del Matese e dell’Alto Casertano – Riqualificazione e valorizzazione Fiume Volturno. Ha ringraziato, in particolare, il Sindaco del Comune di Baia e Latina (CE), Michele Santoro, che ha profuso ogni energia nel coordinamento dei lavori e nella presentazione di tutto il Patto. 
2) All’approvazione dei Regolamenti Comunali degli Usi Civici. Ha ricordato che trattasi di un argomento che riguarda in particolare gli allevatori del Matese che finalmente, dopo lunghe battaglie intraprese, unitamente ai Sindaci, alla Comunità Montana del Matese e del Parco del Matese, alle organizzazioni Sindacali Agricole, in particolare UCI e UIL UIMEC Copagri, anche con Ricorsi vinti davanti al TAR, quasi tutti hanno ricevuto le loro sacrosante spettanze. Ha fatto presente ancora che bisogna continuare ad interessarsi affinché vengano approvati dalla Regione Campania i predetti Regolamenti Comunali degli Usi Civici, onde evitare che non vengano pagate le annualità già maturate relative al pascolamento estensivo 2012-2013-2014. 
3) All’approvazione della modifica alla Delibera Regionale di Giunta n. 4102 del 05/08/1992, circa le distanze minime degli allevamenti dagli insediamenti abitativi. Sempre il P.A. Raffaele Ferraiuolo ha ricordato ai presenti l’importanza dell’argomento per le aziende agricole zootecniche del Matese e dell’Alto Casertano, in quanto, una contrastante interpretazione della predetta Delibera Regionale rischia di delegittimare la presenza della maggioranza delle aziende zootecniche poste ad una distanza non conforme dagli insediamenti abitativi, ml 250. 
Subito dopo, il Sindaco di Baia e Latina Michele Santoro, ha relazionato sul primo argomento, progetto “Patto” per la salvaguardia ambientale del territorio del Matese e dell’Alto Casertano – Riqualificazione e valorizzazione Fiume Volturno, il quale ha ricordato il lavoro svolto nell’arco degli anni per la redazione del “Patto”. Ha ringraziato tutti per la fattiva collaborazione, Sindaci, amministratori Comunali, professionisti, Il collegio dei Periti Agrari, le organizzazioni Sindacali Agricole e dei lavoratori dipendenti, i Centri di assistenza agricola e le associazioni tutte. Ha ricordato ancora che è nostro dovere tramandare ai nostri figli e nipoti un Fiume Volturno vivo che dia occupazione e prosperità a tutti. 
Ha ricordato che nel predetto patto, tra l’altro, sono previsti: 
– Interventi per la salvaguardia del Fiume Volturno; 
– Interventi per la bonifica degli affluenti del Volturno; 
– Interventi per la salvaguardia del dissesto idrogeologico; 
– Interventi per la realizzazione di impianti di depurazione; 
– Interventi per il completamento di impianti esistenti; 
– Interventi per lo sviluppo dell’area per la creazione di Micro attività imprenditoriali; 
– Interventi per il recupero e valorizzazione di testimonianze storiche ed archeologiche; 
– Interventi per la realizzazione di una pista ciclabile; 
– Interventi per la dismissione dell’amianto presente; 
– Interventi per la sostituzione della rete idrica in amianto; 
– Interventi per la realizzazione di impianti di produzione di biogas per ottenere biometano liquefatto da rifiuti di stalla ed altri rifiuti; 
– Interventi per il recupero di rifiuti abbandonati; 
– Interventi per la realizzazione di piccoli impianti produzione energia idroelettrica; 
– Interventi per la realizzazione di centri commerciali di ortofrutta a km 0; 
– Interventi per la realizzazione di impianti per lo smaltimento di materiale inerte da costruzione; 
– Interventi per attività di formazione professionale per sviluppare l’autoimprenditorialità; 
– Interventi per attività di formazione professionale nel campo ambientale; 
– Interventi per la realizzazione di attività di formazione ed aggiornamento Corpo Vigili Urbani dei Comuni interessati nel campo ambientale; 
– Controllo delle attività e validazione dei risultati analitici; 
– Interventi per la realizzazione di impianti di trasformazione di prodotti agricoli e forestali; 
– Interventi strutturali per lo sviluppo del territorio; 
– Interventi per la realizzazione di impianti di produzione di Pellets, recuperando i residui vegetali agricoli della potatura e i residui del taglio del bosco ceduo. 
Sul secondo argomento, Approvazione dei Regolamenti Comunali degli Usi Civici, è stato invitato ed ha relazionato Di Fusco Massimiliano, coordinatore del CAA UCI COPAGRI, UIL UIMEC COPAGRI e SAE. Il relatore ha ribadito la NECESSITA’, AL FINE DELLA POSITIVA ISTRUTTORIA DELL’INTERO QUINQUENNIO DI IMPEGNO RELATIVO ALLE DOMANDE DI AIUTO PRESENTATE AI SENSI DELLA MISURA 214 AZIONE D2 DEL PSR CAMPANIA 2007/2013 “Sostegno al Pascolo Estensivo”, dell’ APPROVAZIONE , DA PARTE DELLA GIUNTA REGIONALE, DELLE PRECISAZIONI AI REGOLAMENTI DEGLI USI CIVICI, DELIBERATE, DAI COMUNI INTERESSATI, A SOSTEGNO DELLE ATTESTAZIONI DI FIDA PASCOLO RILASCIATE AGLI ALLEVATORI, IN CONFORMITÀ A QUANTO PREVISTO DAL BANDO DELLA MISURA. IN MANCANZA INFATTI POTREBBERO VERIFICARSI, DA PARTE DEL SETTORE PROVINCIALE DI CASERTA DELLA REGIONE CAMPANIA, PROVVEDIMENTI DI NON AMMISSIBILITÀ DELLE DOMANDE PRESENTATE E LA CONSEGUENTE RESTITUZIONE DEGLI IMPORTI EVENTUALMENTE PERCEPITI. 
Sul terzo argomento, Approvazione della modifica alla Delibera Regionale di Giunta n. 4102 del 05/08/1992, circa le distanze minime degli allevamenti dagli insediamenti abitativi, è stato invitato a relazionare ed ha relazionato l’Ing. Rinaldi Luigi. Il relatore ha fatto presente che, in collaborazione e unitamente allo studio tecnico del Prof. Ferraiuolo Raffaele, si sta proponendo, ai titolari di aziende agricole zootecniche ubicate nel comprensorio dell’ alto Casertano e della media Valle Volturno, una politica di adeguamento alle normative in continua evoluzione, in particolare di natura igienico-sanitaria, mediante la realizzazione di nuove idonee strutture, quali anche nuovi contenitori per lo stoccaggio dei reflui zootecnici. Purtroppo, una contrastante interpretazione della Delibera Regionale, la n. 4102 del 05/08/1992, impedisce,sia agli allevamenti posti ad una distanza inferiore ai 500 mt dagli insediamenti abitativi, di realizzare quanto necessario a legittimare la propria attività e permanenza sia la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. La Delibera riporta la possibilità di realizzare impianti zootecnici ad una distanza inferiore ai 500 mt dagli insediamenti abitativi, se muniti di idonei impianti per l’abbattimento dei gas odorosi. In merito, però, è stata constatata un’ampia difformità di vedute da parte degli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni e pertanto è stato sottoposto il problema all’Amministrazione Regionale confidando nella pubblicazione di una delibera di Giunta Regionale che chiarisca tale importante facoltà prevista dalla Delibera n.4102 del 05/08/1992. A tal fine, è stata concordata, con l’interessamento dell’assessore Nugnes e con le Strutture Regionali preposte, una Delibera di Giunta che chiarisca l’utilità degli interventi zootecnici nel rispetto delle leggi e regolamenti che dia la possibilità ai Sindaci della Regione Campania di poter rilasciare le concessioni necessarie all’adeguamento e allo sviluppo del settore zootecnico (vedi allegato). 
DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA. –Servizio Ecologia e Tutela Ambientale – Delibera n. 4102 Seduta del 05 agosto 1992, riguardo al Punto 1.1: “Allevamento di Animali” – Disposizioni della parte 3, “Settore Agricolo, Zootecnico e Alimentare” – viene precisato che gli allevamenti di animali possono essere posti a distanza NON inferiore a 500 m dal più vicino insediamento ovvero ad una distanza inferiore purché entro i limiti imposti dal piano regolatore vigente per la zona di ubicazione dell’allevamento, ogni qualvolta questo sia munito di impianti di abbattimento dei gas odorosi indicati ai punti 2.1, 2.4, 2.5, 2.6 e 2.7 della parte 2 della richiamata Delibera. Restano, inoltre, ferme e valide per tali impianti anche le disposizioni di cui ai capi d) ed e) della Deliberazione di Giunta Regionale n. 2119 del 24/05/2002: d) è dato mandato al competente Settore Veterinario, di concerto con i Settori SIRCA e Tutela dell’Ambiente, di adottare con un successivo provvedimento un Codice di buone pratiche di conduzione zootecnica; e) è ribadito che tali attività rientrano tra quelle considerate ai sensi dell’art.216 del T.U.LL.SS. R.D. 27/07/34 n. 1265, industrie insalubri di I classe e, pertanto, sono soggette al rispetto di tutte le norme di igiene e sicurezza sanitaria ed ambientale, indicate nei regolamenti locali di igiene, ivi compreso il rispetto della normativa dettata dal D.Lgs n.152/99 e successivo D.Lgs n.258/2000. 
L’Assessore Nugnes ha ringraziato tutti per il lavoro svolto, Sindaci, amministratori tutti, il Collegio Provinciale dei P.A., professionisti, CAA, Organizzazioni professionali agricole, Sindacati dei lavoratori dipendenti, associazioni e tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito sia alla redazione del Patto e sia alle proposte di risoluzione dei problemi relativi alle stalle ed agli Usi Civici. Il lavoro propositivo svolto, ha proseguito la Nugnes, è encomiabile e dovrebbe essere preso come esempio da tutti gli Enti, ossia presentare studi e proposte e progetti per la salvaguardia e lo sviluppo dei nostri territori. Qualcuno, dirà che trattasi di sogni, ebbene ha ribadito l’Assessore Nugnes, tutti noi, per poter realizzare qualsiasi cosa, abbiamo bisogno di sognare. Tutto quello proposto nel Patto, oltre ad essere sogni, sono delle reali e possibili proposte operative, che certamente, al più presto, la Regione Campania, approverà. Sull’argomento riguardante l’approvazione dei Regolamenti degli Usi Civici, proposti dai Comuni del Matese, l’Assessore Nugnes ha assicurato il proprio impegno, in collaborazione con i Sindaci, con i CAA e con le organizzazioni Sindacali Agricole. Sull’argomento riguardante le stalle, ha fatto presente che trattasi di un argomento che riguarda l’adeguamento e l’ammodernamento e lo sviluppo del settore zootecnico della Regione Campania. Ha dichiarato ancora l’Assessore Nugnes che per addivenire ad una delibera di Giunta chiarificatrice, propositiva e giusta, ha già interessato le strutture interessate, che già hanno dato indicazioni qualificanti. Al termine della riunione, il Sindaco Michele Santoro ed il rappresentante delle Organizzazioni Sindacali Agricole Raffaele Ferraiuolo, nel ringraziare l’On. Nugnes Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, per la sua completa disponibilità, sempre dimostrata, hanno dichiarato di essere fiduciosi per la risoluzione, con la collaborazione di tutti, degli argomenti trattati. Inoltre, sia Santoro e sia Ferraiuolo, hanno comunicato che i lavori, presso il Collegio Provinciale dei Periti Agrari di Piedimonte Matese, continueranno ogni Lunedì a partire dalle ore 18.00 e verranno al più presto conclusi quelli riguardanti la certificazione d’origine dei prodotti agricoli del comprensorio Matesino e della media Valle del Volturno zona di Caserta e Benevento, mentre inizierà la trattazione riguardante la costituzione delle Organizzazioni dei Produttori Agricoli previste, che potranno essere provinciali e o interprovinciali (Caserta e Benevento).

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