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Al via Artigiani in Villa Bruno

SAN GIORGIO A CREMANO (NA) – In Villa Bruno l’8 e il 9 dicembre si svolgerà l’evento Artigiani in Villa per iniziare a vivere la magia del Natale.

Dalle 10 alle 18 il Palazzo della Cultura sangiorgese sarà ancor più animato da stand che sporranno artigianato locale e eccellenze gastronomiche campane Il tutto accompagnato da visite guidate, eventi di musica, teatro, danza e perfino laboratori  e incontri che si susseguiranno no stop in una due giorni dedicata allo svago e alla cultura.

Artigiani in Villa è organizzato dalla Pro Loco, con la collaborazione di Susy Borrelli ed è patrocinata dalla Città di San Giorgio a Cremano. Il programma prevede: 

Sabato 8 dicembre  

  • ore 10: Apertura ed inaugurazione degli stand di artigianato locale e percorso narrante in Villa Bruno, attraverso le tappe della dimora settecentesca dove sarà possibile ammirare anche gli arredi originali della famiglia Bruno e i luoghi più caratteristici che hanno fatto la storia di questo luogo.
  • ore 10.30: Laboratorio di scrittura creativa e animazioni per bambini Aspettando il Natale, dedicato a piccoli a grandi, a cura della scrittrice Rita Perrotta ( è gradita prenotazione al numero 3291163824).
  • ore 11.30 Concerto di musica a cura degli alunni dell’accademia musicale Nu mare ‘e musica, diretti dal maestro Luigi Santoro.
  • ore 17: Esibizione di ballo a cura dell’accademia Manu Dance, diretta da Lina Siniscalchi e Manola Cangiano.
  • ore 18.30: nella Biblioteca Padre Alagi si terrà il convegno La Rinascita del Vesuvio, a cura dell’associazione Primaurora. Sarà un incontro con esperti e volontari che si sono occupati dell’emergenza incendi sul Vesuvio nel 2017, in cui saranno spiegate le misure necessarie per il rimoschimento dell’area intorno al Vulcano, di cui tutti possono essere partecipi.

Domenica 9 dicembre

  • ore 10: apertura degli stand di artigianato locale e percorso narrante in Villa Bruno, attraverso le tappe della dimora settecentesca dove sarà possibile ammirare anche gli arredi originali della famiglia Bruno e i luoghi più caratteristici che hanno fatto la storia di questo luogo.
  • ore 10.30: Laboratorio di scrittura creativa e animazioni per bambini Aspettando il Natale, dedicato a piccoli a grandi, a cura della scrittrice Rita Perrotta ( è gradita prenotazione al numero 3291163824).
  • ore 11: Performance dei ballerini di Manu Dance.
  • ore 18: Performance degli allievi della Scuola musicale Nu mare ‘e musica.

Così il sindaco Giorgio Zinno: «Diamo il via agli eventi che ci accompagnano verso le festività natalizie. Grazie alla Pro Loco, a Susy Borrelli e alle eccellenze del nostro territorio,  l’8 e il 9 dicembre Villa Bruno sarà  un luogo di festa per tutti. Il programma che abbiamo patrocinato va sempre nella direzione di promuovere i giovani talenti della musica e della danza che avranno l’occasione di esibirsi gratuitamente davanti a tanti cittadini e nello stesso tempo offriremo a tutti l’opportunità di apprezzare manufatti artigianali e le migliori eccellenze gastronomiche, trascorrendo un po’ di tempo tra gli stand nel cortile e nel parco della Villa. Inoltre sabato sera ospiteremo nella biblioteca un interessantissimo incontro per discutere del nostro Vesuvio con personalità ed esperti già impegnati durante la drammatica emergenza roghi e oggi partecipi delle attività di rimboschimento dell’area del vulcano».

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Il Racconto, La letterina

di Giovanni Renella

Come ogni anno, il flusso di lettere verso quella regione dell’Europa tendeva ad intensificarsi sin dai primi giorni del mese di dicembre.

Era tempo di bilanci e, prima di mettere le proprie richieste nero su bianco, forse era il caso di passarsi una mano sulla coscienza.

Ai più buoni la stesura di quel documento veniva fuori di getto; chi durante l’anno qualche piccola magagna l’aveva fatta era un po’ titubante nella scrittura; i più discoli, invece, avevano buttato giù una serie di richieste con il chiaro intento di provocare, per vedere, parafrasando una vecchia canzone di Jannacci, un po’ su tutti l’effetto che avrebbe fatto.

Fra i più impertinenti si erano distinti Gigino, Matteo e Peppino che, senza sapere né leggere né scrivere, avevano provato a fare la voce grossa sperando che qualcuno gli desse ascolto.

L’unico effetto sortito era stato quello di essere addirittura minacciati dell’invio, subito dopo Natale, di una calza piena zeppa di carbone, quale suggello della solenne bocciatura delle richieste avanzate, conferendo al carbone, oltre che un significato metaforico, anche una valenza storica: quel fossile era stato uno degli elementi da cui aveva avuto origine il tutto, nell’ormai lontano 1951, con la costituzione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio.

Ma i nostri tre, che di storia sapevano poco e di tutto il resto forse anche meno, quella letterina piena di buoni propositi proprio non volevano rinunciare a farla giungere a destinazione.

Nei mesi precedenti si erano solennemente impegnati per la distribuzione di doni e prebende in favore di chi gli aveva accordato la propria fiducia; e ora, come tutte le cambiali prossime alla scadenza, anche quelle dovevano essere onorate.

Per cui, in nome della lotta alla povertà, della sicurezza e del primato degli italiani, in quella loro lettera avevano scritto di tutto e di più,  dimenticando che le regole possono essere cambiate, e talvolta è doveroso farlo, ma prima ancora devono essere rispettate.

A Gigino, Matteo e Peppino, questo piccolo particolare, però, non glielo avevano spiegato; come nessuno gli aveva detto che il bilancio doveva essere formulato tenendo conto di determinati parametri.

Bilancio? Parametri? Ma che cosa si stavano inventando a Bruxelles? E perché tutto questo putiferio?

Loro avevano solo scritto la letterina a Babbo Natale!

(Foto by Val Vesa_Unsplash)

 

Nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 Giovanni Renella ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI. Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata  Don Terzino e altri racconti (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura Enrico Bonino (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio Scriviamo insieme (2017) ed è stato fra i finalisti del premio Giovane Holden (2017). Nel 2017 con il racconto Bellezza d’antan ha vinto il premio A… Bi… Ci… Zeta e nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea con il racconto Sovrapposizioni. Altri suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie Sette son le note (Alcheringa ed. 2018) e Ti racconto una favola (Kimerik ed. 2018).

 

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Figli di Portici famosi: il pittore Eduardo Dalbono

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Eduardo Dalbono è nato a Napoli, il 10 dicembre 1841, da Carlo Tito Dalbono e da Virginia Carelli.

Discendente di una famiglia di artisti, storici e letterati, difatti, nipote del paesista Consalvo Carelli e del letterato e storico dell’arte Cesare Dalbono, nonchè figlio del critico d’arte Carlo Tito Dalbono, dai familiari è stato precocemente stimolato «… a studiare letteratura di età romantica, ad amare musica e ad approfondire temi di storia dell’antichità e del folclore napoletano».

Durante un suo soggiorno a Roma, nel 1850, ha iniziato a studiare a Roma, dove ha preso «… lezioni di disegno dall’incisore Angelo Marchetti». Ha, poi, continuato gli studi a Napoli, con il «… pittore napoletano B. d’Elia, e più tardi da N. Palizzi, dai quali prese lezione presso i rispettivi studi privati».

Nel 1859, ha esordito nel mondo della pittura, presentando due suoi quadri alla Mostra di belle arti, altrimenti nota come Biennale Borbonica: il S. Luigi re di Francia soffermatosi sotto di una quercia rende giustizia ad una famiglia che riverente a lui ricorre, «… un “paesaggio di composizione”, premiato nel 1861 con una medaglia di argento di II classe» e lo Studio di un mulino.

Dalle due opere trapela l’indizio che gli «… interessi del giovanissimo artista erano altresì orientati verso quella particolare accezione del paesaggismo espressa dalla “scuola di Posillipo”, ed in particolare da G. Gigante».

Intorno alla metà degli anni Sessanta, ha perfezionato la sua formazione artistica aderendo alla Scuola di Resina.

Affascinato dallo studio dal vero, dalla pittura di macchia, ha aderito al gruppo della Repubblica di Portici.

Tra le più note testimonianze di questo periodo è certamente il dipinto Sulla terrazza, conservato a Roma nella Galleria di arte moderna. Nella tela,  raffigurante «… la famiglia del pittore su una terrazza affacciata sul centro antico nei pressi della chiesa di San Pietro a Maiella», il paesaggio urbano – rappresentato dai tetti di Napoli – è lo sfondo di una gradevole scena borghese ottocentesca.

Immediatamente dopo, ha prodotto altre «… composizioni ispirate da celebri panorami napoletani»: Una tarantella a Posillipo e Da Frisio a Santa Lucia, quest’ultima acquistata «… da Vittorio Emanuele II ed oggi nel museo di San Martino», Le streghe di Benevento e La piazza del Gesù Nuovo.

Artista figurativo, in breve tempo, è diventato esponente di rilievo del movimento verista pittorico napoletano.

Nell’anno 1866, ha partecipato al concorso per la pittura storica con la tela Scomunica di re Manfredi. Questa tela, successivamente, è stata esposta alla Società promotrice di belle arti di Napoli nel 1868, quindi all’Esposizione nazionale di belle arti di Parma nel 1870, dove è stata premiata con la medaglia d’oro.

Nel 1871, riscuotendo un buon successo, ha presentato alla Società promotrice di belle arti di Napoli la Leggenda della Sirena (o Mito di Partenope), oggi esposta al Museo nazionale di San Martino a Napoli. Il dipinto, è stato  «… tradotto in incisione ad opera dell’incisore Francesco di Bartolo, per farne omaggio ai soci della Promotrice». Nel 1872, l’opera è stata esposta a Milano, in occasione della II Esposizione di belle arti e, nel 1873, a Vienna, alla Esposizione universale, dove è stata premiata con medaglia di bronzo.

Dal luglio all’ottobre del 1874, più volte, ha frequentato Villa Arata di Portici, dove viveva e lavorava il pittore José Maria Bernardo Mariano Fortuny y Marsal (Reus, in Spagna, 11 giugno 1838 – Roma, 21 novembre 1874).

Dagli incontri con l’artista catalano, che «… si era stretto d’amicizia con i pittori della “scuola di Resina”, soggiornando presso la reggia di Portici e dividendone le esperienze pittoriche», è rimasto particolarmente influenzato. Seguendolo nei suoi spostamenti nel territorio porticese,  ha ammirato «… il maestro mentre dipinge con i suoi acquerelli. Tanto ne è influenzato, che sceglie l’adozione dell’acquarello, tecnica particolarmente amata dopo l’incontro con il pittore spagnolo».

Durante una visita al maestro spagnolo, presentatogli da Giuseppe De Nittis,  ha conosciuto il mercante d’arte parigino Adolphe Goupil.

Tra il 1878 e il 1882, soggiornando a Parigi, con il sostegno del mercante francese parigino, ha eseguito quindici dipinti, tra i quali numerosi acquerelli.

Di questo fortunato periodo sono i dipinti: Il voto alla Madonna del Carmine. Di quest’opera il «… Goupil fece trarre una incisione da Varin», la Canzone del mare, Gitanti, Passeggiata a mare, «… tutte basate sull’arricchimento della formula decorativa e commercia le con elementi del folclore napoletano».

Nel 1897, ottenuta la cattedra di pittura , è divenuto  professore di pittura al Real Istituto di belle arti di Napoli.

Museologo, nel 1905,  è stato nominato curatore della Pinacoteca del Museo nazionale di Napoli, l’attuale Quadreria del Museo nazionale di Capodimonte.

Nel 1906, è stato nominato presidente della commissione per il riordinamento della quadreria di palazzo Famese a Piacenza.

Al cavalletto e alla cattedra, ha abbinato anche l’attività di critico d’arte militante, curando la stesura di testi per una serie di conferenze e di articoli. Questi lavori, a cura di Benedetto Croce (Pescasseroli, 25 febbraio 1866 – Napoli, 20 novembre 1952), sono stati raccolti nel volume La scuola napoletana di pittura nel secolo XIX, pubblicato a Bari  nel 1915.

Autore di paesaggi, eseguiti all’aria aperta, di fantasiose scene di genere, ha eseguito: decorazioni «… in ville e palazzi napoletani e tempere su muro per il teatro municipale di Salerno»;

  • pale d’altare «… per la chiesa di Santa Maria di Piegrotta, a Napoli e per una chiesa di Gragnano;
  • disegni per L’Illustrazione italiana e per la rivista parigina Le Grand monde.

Sue opere, oltre che presso collezionisti privati, sono conservate in diverse gallerie sia nazionali sia estere. Ne citiamo alcune:

  • Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Napoli – Leggenda della Sirena;
  • Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma – Porto di Venezia (1890) e Sulla terrazza (1865-1867);
  • Galleria d’Arte Moderna di Verona – Strada di Napoli;
  • Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza – Vela latina;
  • Museo civico di Barletta – Autoritratto, Figura femminile nuda-;
  • Museo civico di Castel Nuovo di Napoli – Veduta di via San Sebastiano a Napoli (1861);
  • Galleria dell’Accademia di Napoli – Paesaggio con pastore, Leggenda della Sirena (1871), Torre del Greco (1896), Lavandaie alle Terme di Baia, Pioggia di cenere (1906) -;
  • Museo Giuseppe Caravita Principe di Sirignano di Napoli;
  • Museo nazionale di Capodimonte di Napoli, Adelina e Eleonora;
  • Museo nazionale di San Martino di Napoli;
  • Museo Poldi Pezzoli di Milano – Figura femminile (1860-1861) ;
  • Museo d’arte di San Paolo di San Paolo del Brasile – Pescatori a Posillipo al palazzo di Donna Anna.

Villa Dalbono a Portici

 

All’età di settantacinque anni, il pittore Eduardo Dalbono si spegne in Napoli, il 23 agosto 1915.

Roma, Brindisi e Portici hanno intitolato una strada al suo nome.

L’antica via Picenna nel tenimento di Portici, dove nel 1846 è stata edificata la villa Dalbono, nel 1915 ha mutato nome.

Il Comune di Portici, dopo la morte dell’illustre figlio adottivo, ha voluto «… onorarne la memoria dedicandogli questa via ove egli aveva abitato e tratto ispirazione per i suoi capolavori», tra cui Tramonto a Portici, Villa Dalbono a Portici, Veduta del Granatello.

 

Tramonto a Portici

Veduta del Granatello

 

 

 

 

 

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Ll’aneme pezzentelle tornano a casa

NAPOLI – Nel Complesso Museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in via de’ Tribunali  dall’1 dicembre alle 11 fino al 17 gennaio 2019 per la prima volta in assoluto saranno esposte oltre cento anime del Purgatorio in terracotta dipinta, realizzate tra il XIX e XX secolo. Acquisite dall’Opera Pia Purgatorio ad Arco le operre in terracotta provengono da una collezione privata, Un tempo trovavano posto in alcune edicole votive scomparse di alcune città. Le raffigurazioni delle “anime” saranno le protagoniste di una mostra, unica nel suo genere, il Ritorno. Il culto delle anime pezzentelle.

All’inaugurazione saranno presenti Giuseppe d’Acunto, Presidente dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco, Francesca Amirante, curatrice della mostra e del Complesso Museale e Presidente di Progetto Museo, Vittoria Vaino, coordinatrice dei servizi museali del Complesso.

I pezzi, parte di una grande collezione romana che rischiava la dispersione, sono stati rilevati dal restauratore napoletano Diego Pistone. Acquistata poi dall’Opera Pia Purgatorio ad Arco Onlus, che, come spiega il presidente Giuseppe d’Acunto: «Da più di 400 anni custodisce un patrimonio di fede, arte e cultura nella chiesa di Purgatorio ad Arco in via dei Tribunali e che dagli anni ’90 ha avviato una sistematica azione di valorizzazione del luogo e del suo straordinario patrimonio».

Il collezionista romano, esperto del presepe popolare, aveva raccolto, infatti, nel corso della vita numerose statuette che un tempo popolavano quella miriade di piccole grotte con le anime del purgatorio in attesa del rifrisco, disseminate in particolare nel centro antico della città di Napoli.

Ci sono gruppi interi con lo scoglio, ovvero la base su cui poggiano i pastori come definita nell’arte presepiale, in legno o in compensato con sughero, con il Crocifisso, l’Addolorata e il teschio, oltre che una serie di anime a mezzo busto avvolte dalle fiamme e imploranti penitenza e perdono di cartapesta, di terracotta policroma di diverse dimensioni, e un gran numero di Addolorate singole, di Crocifissi, di teschi e di accessori.

«Un vero e proprio ritorno a casa delle anime – ha sottolineato dice Francesca Amirante, curatrice della Mostra e del Complesso Museale che trovano nel Complesso del Purgatorio ad Arco la loro nuova dimora. Il tema del Ritorno è la parola chiave della Mostra, non solo per il contenuto, ma anche per l’organizzazione. Sono stati coinvolti giovani professionisti che si sono formati e hanno lavorato a Venezia, a Milano, a Londra e che hanno deciso di spendere le proprie competenze a Napoli e nel nostro territorio: come Showdesk e SuperOtium, oltre all’esperienza di Luigi Spina per le fotografie del catalogo».

Una mostra fortemente suggestiva, il cui allestimento, curato da Nicola Ciancio, coinvolgerà l’intera chiesa: dalla navata centrale nella quale, attraverso il dipinto dell’altare maggiore di Massimo Stanzione,  ha inizio il racconto della Mostra, alla Sagrestia all’Ipogeo dove saranno presentate 50 figure circa di anime purganti in terracotta e in cartapesta, mentre nella sagrestia saranno esposti alcuni pezzi della collezione corredati da appositi apparati didattici e da un video-documentario sul culto ‘e ll’aneme pezzentelle.

Nello spazio dell’Ipogeo, invece, sarà proiettato un video-racconto di Gualtiero Peirce, Vi aspettiamo per il rinfresco, che rappresenta una vera e propria opera autonoma dedicata ai visitatori al termine del percorso delle Mostra.

«È stata un’esperienza bellissimaha dichiarato Gualtiero Peirce. Ci siamo avventurati tra le parole e i sogni infiniti che si affollano in questo luogo straordinario e a poco a poco le anime pezzentelle si sono presentate davanti a nostri occhi: un uomo e una donna anziani, un ragazzo e una ragazza, un prete… E così è nato un videoracconto sospeso tra fede e mistero: quando i visitatori della mostra passeranno davanti allo schermo apparirà qualcuno che, guardandoli negli occhi, avrà qualcosa da raccontare. Sogno? Realtà? Ciascuno si porterà a casa la propria verità».

Le anime raccolte testimoniano il “grande affollamento” del Purgatorio: preti, soldati, vecchi, giovani, fanciulle. A braccia aperte, alzate oppure in preghiera, le figure si rivolgono verso il fedele per chiedere una preghiera che li avvicinerà al Paradiso. I personaggi più ricorrenti in questo tipo di raffigurazioni sono in genere: un sacerdote, una donna giovane con i cappelli sciolti, una donna più matura con i cappelli legati, un uomo giovane, un uomo anziano, spesso un soldato. Talvolta la figura del giovane presenta la fisionomia di un chierico.

Le anime raccontano anche il mutamento dell’iconografia religiosa. Dalla posa penitente si passa a quella implorante e le braccia si levano in alto, quando nel 1613 il Sant’Uffizio dispose che le raffigurazioni artistiche non dovessero rappresentare la discesa della Vergine nel Purgatorio, come era d’uso, ma piuttosto che le anime, per intercessione della Vergine, fossero portate verso la salvezza.

Con la creazione nella seconda meta del ‘700 delle edicole devozionali le anime trovano nuova casa, anche perché la costruzione dei Cimiteri rendeva meno forte il legame con le Terre Sante e con gli Ipogei delle chiese. Nella seconda metà dell’800 proliferano le piccole grotte purgatoriali lungo le strade della città.

Il culto delle anime è indissolubilmente legato a Purgatorio ad Arco, custode del culto tutto napoletano rivolto alle anime pezzentelle: resti umani abbandonati, dimenticati e senza nome che diventano speciali intermediari per invocazioni, preghiere, richieste di intercessioni. Alle anime pezzentelle i devoti facevano richiesta di buona sorte: un buon matrimonio, un lavoro, una gravidanza, una guarigione per sé o per un familiare, denaro.

Un culto che è  legame tra vivi e morti, basato su uno scambio reciproco: favori per i vivi e preghiere per i morti per aiutarli a oltrepassare il Purgatorio, entrambi in tribolazione, ognuno per un motivo diverso.

Il rapporto tra il fedele e l’anima si stabiliva attraverso l’adozione di una capuzzella, un teschio che veniva scelto, accudito e ospitato in apposite nicchie.

«La dedizione all’anima, concretizzata nella capuzzella, faceva sperare in una ricompensa, perché nelle richieste c’era fondamentalmente il desiderio di  poter vivere una vita normale, dove le fasi più importanti dell’esistenza fossero rispettate. Trovare l’amore, quindi, un lavoro per sostenere dignitosamente la famiglia, avere dei figli, essere in salute –  ha spiegato Vittoria Vaino, coordinatrice delle attività museali – nelle anime si riponeva la speranza del cambiamento, ed in questa speranza i devoti trovavano conforto».

Oggi il culto si manifesta ancora attraverso le visite che alcuni fedeli dedicano alle anime più gettonate come quella di Lucia, il teschio con il velo da sposa, protettrice delle spose e mediatrice per preghiere e invocazioni, oppure attraverso la miriade di doni e biglietti che visitatori e turisti lasciano sulla panchetta di Lucia o ancora attraverso il gesto della carezza che i passanti rivolgono ad uno dei teschi in bronzo che ornano la facciata.

Il contenuto della mostra è raccolto in un catalogo a cura di Francesca Amirante, corredato dalle fotografie di Luigi Spina, uno dei più autorevoli fotografi italiani, con contributi di Ulrich van Loyen e Vittoria Vaino.

La mostra è stata resa possibile grazie al sostegno del Gratta e Vinci.

In occasione dell’inaugurazione l’ingresso è gratuito fino alle ore 14.

Orari della mostra: tutti i giorni: Lunedì – sabato dalle ore 10 alle 18 | Domenica dalle 10 alle 14

L’esposizione Ritorno. Il culto delle anime pezzentelle è inserita nel percorso di visita del Complesso Museale.

Per maggiori informazioni: www.purgatorioadarco.it

Facebook: www.facebook.com/animepezzentelle

 

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Al via la XVII edizione del Premio Internazionale Cosimo Fanzago

NAPOLI –  Nella Galleria del Piano Nobile di Palazzo Nunziante di Mignano – Sede della Fideuram in via Morelli lunedì 10 dicembre dalle 18.30 ritornerà il consueto appuntamento con il Premio Cosimo Fanzago, la longeva rassegna giunta alla 17esima edizione, istituito dall’architetto Sergio Attanasio, presidente dell’Associazione Palazzi Napoletani.

La cerimonia sarà coordinata dal giornalista e scrittore Antonio E. Piedimonte.

Ai premiati andrà una scultura di Riccardo Dalisi.

Palazzo Nunziante

La cerimonia di premiazione sarà preceduta da una visita guidata al piano nobile di Palazzo Nunziante.

Il comitato scientifico del Premio Fanzago ha annunciato i premiati di questa edizione:

  • Roy Boardman – D. British Council Southern Italy
  • Carlo Buccirosso – Attore, regista teatrale e commediografo
  • Paola Grimaldi – Presidente Fondazione Grimaldi
  • Marc Innaro – Giornalista – Capo della Sede RAI di Mosca
  • Mimmo Paladino – Artista, pittore, scultore, incisore

Il Comitato scientifico è composto da: Aldo Masullo, Luigi Nicolais, Carlo Vosa, Riccardo Dalisi, Antonio E. Piedimonte, Carola Kaether, Ewa Kawamura, Josè Vicente Quirante Rives, Vittorio Silvestrini, Louis Godart, Roberto Napoletano, Mimmo Jodice, Valerio Caprara.

Il Comitato d’onore è composto da: Crescenzio Sepe, Aldo Masullo, Roberto De Simone, Raffaele La Capria, Stefano De Caro, Guido Trombetti, Sil vio Perrella, Mario Orfeo, Raffaele Numeroso, Francesco Pinto, Pierluigi Cacioppo, Maria Rosaria De Divitiis, Aurelio De Laurentis, Carlo Vosa.

Il Premio Cosimo Fanzago. Fondato il 3 maggio 2002 a Palazzo Serra di Cassano dall’Associazione culturale Palazzi Napoletani come evento collaterale al programma di visite guidate agli edifici e alle dimore della città di Napoli, il Premio Fanzago ha assunto con il passare degli anni sempre maggiore prestigio per essere un riconoscimento conferito a personalità che hanno contribuito, con il loro impegno letterario, artistico, scientifico e professionale, alla crescita e al prestigio della nostra città e per prefiggersi quindi l’obiettivo di aiutare a promuovere la diffusione di una cultura portatrice di progresso e di civiltà, con particolare riguardo ai beni culturali.

Il Premio Cosimo Fanzago ha sempre avuto location prestigiose: aal 2002 al 2008 la cerimonia di premiazione si è tenuta a Palazzo Serra di Cassano in via Monte di Dio, e dal 2009 al 2010 nel teatrino di Palazzo Donn’Anna, opera incompiuta di Cosimo Fanzago in via Posillipo.

In occasione del decennale del Premio, il 16 giugno 2011 il Premio si è trasferito a Palazzo Zevallos-Stigliano, sede museale del Banco di Napoli Intesa San Paolo, in via Toledo.

Dal 2012 al 2014 è tornato a Palazzo Serra di Cassano.

Nel 2015 e 2016 ancora a Palazzo Donn’Anna, ospite della Fondazione De Felice.

Nel 2017 a Palazzo Nunziante e ancora nel 2018 in questo edificio storico, sede della Fideuram.

Per maggiori informazioni: www.palazzinapoletani.it



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Caiazzo. Basket: sempre più ‘superstar’ il CSI, leader solitario che prevale anche a Pozzuoli

Sesta vittoria consecutiva nel campionato di Promozione per il CSI Caiazzo Basket; prima vittoria per la “Under 13”.

Calvi Risorta. Domenica proiezione gratuita di ‘Denti ridenti’, docu-film del fantasiologo Carrese

Domenica 2 dicembre, dalle ore 18, la “Piccola Libreria 80mq” ospita la proiezione

Napoli. Terremoto alle falde del Vesuvio, per fortuna lieve: epicentro a sud di Massa

Una nuova scossa sismica con epicentro 5 chilometri a sud di Massa

Castel Campagnano ‘svetta’ al Concorso per Miss Mamma 2019 con due pre finaliste selezionate ad Aprilia

Due avvenenti quanto prolifiche (7 figli!) mamme di Castel Campagnano e della frazione Squille si fanno onore

A Pietrelcina con il cuore

Nella città che diede i natali a Nella città che diede i natali a San Pio cresce l’attesa per Pietrelcina nel cuore, l’evento sportivo in programma domenica 2 dicembre alle 14.30 allo stadio comunale. cresce l’attesa per Pietrelcina nel cuore, l’evento sportivo in programma domenica 2 dicembre, alle ore 14.30 allo stadio comunale.

La Nazionale Cantanti e la Rappresentativa amministratori sanniti scenderanno in campo per la solidarietà, devolvendo l’intero incasso della partita all’acquisto di uno scooter elettrico che consentirà ai diversamente abili di accedere ai luoghi di Padre Pio.

Una partita ancora più speciale per Rocco HuntClementinoFrancesco Da Vinci e Lucariello, autore della colonna sonora della serie Gomorra e caposaldo del rap napoletano, che domenica saranno impegnati in un vero e proprio derby campano.

La Nazionale Cantanti, invitata a Pietrelcina da Costantino Boffa, schiererà campioni ed artisti del calibro di Raimondo Todaro (quattro volte vincitore di Ballando con le stelle), Moreno (trionfatore ad Amici), Attilio Fontana (ha esordito con i Ragazzi Italiani, primo classificato nel programma Tale e Quale, attore nella fiction Il bello delle donne ed autore del musical Actor Dei dedicato a Padre Pio), Marco Ligabue (cantautore e fratello di Luciano), Mattia Briga (ha partecipato al talent Amici), Daniele Incicco dei La rua (in corsa per Sanremo Giovani), il rapper Marco Filadelfia (web star che vanta anche il romanzo edito da Mondadori Con il cuore tra le nuvole), il portiere della Nazionale Andrea Maestrelli (candidato a 40 dischi opera prima del Premio Tenco), Antonio Maggio (vincitore nella I edizione di X Factor, accompagnato dagli Aram Quartet, e Sanremo Giovani), Francesco Guasti (ha partecipato al talent The Voice e si è classificato al terzo posto a Sanremo nella categoria Nuove Proposte), Biondo (ha partecipato ad Amici), Vincenzo Capua (ha aperto i concerti del tour estivo di Fabrizio Moro), Luca Bussoletti (ha firmato la colonna sonora del film Tutti giù per aria, duettando con Dario Fo in A solo un metro e donando i proventi ad Amnesty International).

E non solo: in occasione del ritiro a Pietrelcina, previsto per venerdì 30 novembre, saranno presenti anche Marco Morandi e Marco Masini.

La Storia. La Nazionale Cantanti nasce grazie a Mogol che gettò il seme con una telefonata a Morandi. Fu messa su una squadra con Oscar Prudente, Umberto Tozzi, Andrea Mingardi. Iniziarono giocando nei campi parrocchiali, ma Mogol pensava in grande, vedeva lontano e continuava a ripetere alla squadra “andremo negli stadi di

serie A, atterreremo in elicottero”.

Il 2 ottobre 1975 a Milano scendono in campo Mogol, Gianni Morandi, Lucio Battisti, Riccardo Fogli, Andrea Mingardi, Umberto Tozzi, Pupo, Paolo Mengoli, Gianni Belli, Pino D’Angiò, Sandro Giacobbe, Oscar Prudente e Tony Cicco per l’acquisto di un’autoambulanza per la Croce Verde di Milano. Da questa idea “rivoluzionaria” nasce l’Associazione Nazionale Cantanti.
Arte, sport e solidarietà possono diventare un motore di sviluppo economico e sociale per il bene comune. Realtà da record per numero di iniziative realizzate, personaggi famosi coinvolti, organizzazioni non profit supportate e risultati economici raggiunti nella raccolta fondi, con grandissimi campioni non solo dell’arte e dello sport ma anche dell’impegno sociale e solidale.

In 37 anni di attività ed in 31 anni di associazionismo, la formazione ha disputato oltre 555 partite di fronte a 28 milioni di spettatori in tutti gli stadi italiani, e ha raccolto fondi per una cifra che supera i 90 milioni di euro. Ventisei degli incontri disputati si sono trasformati in veri e propri eventi televisivi noti come La Partita del Cuore. Le sole ultime tre edizioni di questo appuntamento, trasmesse da Rai Uno, sono state seguite da oltre 970 milioni di telespettatori in tutto il mondo.

Così Paolo Belli, presidente della Nazionale Cantanti: «Dopo 37 anni di attività arrivare nel paese del beneventano che ha dato i natali a Padre Pio sarà un momento di grandissima emozione, di riflessione e di spiritualità per tutti noi. In questi anni, abbiamo raccolto oltre 90 milioni di euro per aiutare la ricerca, per l’integrazione, l’accoglienza, la tutela e l’assistenza sociale dei soggetti diversamente abili. Siamo felicissimi di metterci a disposizione».

 

Il programma completo dell’evento Pietrelcina nel cuore, organizzato da Nazionale Italiana Cantanti, USAcli e Comune di Pietrelcina:

  • venerdì 30 alle 15: conferenza stampa con Paolo Belli nella sede della CFP Srl in via Mollo Mandato;
  • sabato 1 dicembre, allenamento a Pietrelcina;
  • domenica 2 alle 12.30 apertura cancelli;
  • ore 14: cerimonia di consegna dello scooter-montascale elettrico;
  • ore 14.30: fischio di inizio della Partita del Cuore.

I biglietti sono già in vendita al prezzo unico di 3 euro  presso CFP Srl (per info tel. 0824.990080) e USAcli (per info tel. 350.0604771). 

Ingresso gratuito per disabili e per bambini fino ad 8 anni.

 

L’articolo A Pietrelcina con il cuore proviene da Lo Speakers Corner.

(Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)