Messina. 18 agosto 1968: quando la goliardia ‘rapì’ Mata nel toccante ricordo del prof. Centofanti
(di cui oggi non faremo l’appello nominale) decisero di trasportare la poderosa raffigurazione della co-fondatrice della città verso l’università.
L’obiettivo dei goliardi nasceva dal desiderio che la leggendaria popolana potesse acculturarsi e che, durante l’inverno, trovasse un ricovero più dignitoso rispetto alla sede abituale.
Tuttavia, quel gioioso progetto (accompagnato lungo il percorso dalle note dei Carmina Burana) si interruppe ad appena un metro dall’ingresso del passo carrabile dell’Ateneo.
La bella Mata si sarebbe così trovata circondata dalle Facoltà di Lettere, Economia, Giurisprudenza, Matematica, Fisica, Farmacia, Chimica e Scienze Biologiche: una vera e propria palestra di alto apprendimento.
A futura memoria rimane un episodio indimenticabile, la cui eco risuonò a lungo anche nei confronti delle storiche beffe d’aprile organizzate dagli altri prestigiosi atenei d’Italia.
(Calogero Centofanti (Grifone XII) – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

